Rifugio Brioschi

Il Rifugio Brioschi è situato a pochi metri dalla vetta della Grigna Settentrionale o Grignone.
E' punto di arrivo di molte escursioni e gode di uno splendido panorama su Alpi e Prealpi.

Nei pressi della croce c'è un cilindro sul quale sono indicate cime e località che si possono vedere, la loro altezza e la direzione nella quale bisogna guardare. In senso orario:
Monviso 3841 mt, Gran Paradiso 4061 mt, Grivola 3969 mt, Monte San Primo 1686 mt, Monte Rosa 4634 mt, Monte Cervino 4477 mt, Rimpfischhorn 4199 mt, Allalinhorn 4042 mt, Alphubel 4206 mt, Dom de Mischabel 4545 mt, Bietschhorn 3934 mt, Weissmies 4023 mt, Fletschhorn 3996 mt, Passo Sempione 2000 mt, Monte Leone 3553 mt, Lago di Como, Jungfrau 4158 mt, Monch 4107 mt, Aletschhorn 4193 mt, Finsteraarhorn 4273 mt, Lauteraarhorm 4042 mt, Dammastock 3629 mt, Monte Bregagno 2107 mt, Pizzo di Gino 2245, Monte Adula 3402 mt, Monte Muggio 1800 mt, Pizzo Quadro 3015 mt, Pizzo Ferré 3103 mt, Pizzo Tambò 3274 mt, Sasso Canale 2411 mt, Passo Spluga 2113 mt, Pizzo Emet 3208 mt, Pizzo Stella 3183 mt, Monte Legnone 2606 mt, Pizzo Galleggione 3107 mt, Piz Duan 3131 mt, Passo Maloja 1815 mt, Sasso Manduino 2888 mt, Pizzo Alto 2518 mt, Pizzo Badile 3308 mt, Pizzo Cengalo 3370 mt, Cima di Castello 3392 mt, Pizzo Rotondo 2495 mt, Monte Disgrazia 3678 mt, Pizzo Bernina 4050 mt, Piz Palù 3905 mt, Pizzo Mellàsc 2465 mt, Pizzo Saoseo 3265 mt, Pizzo Scalino 3325 mt, Vetta di Ron 3136 mt, Pizzo dei Tre Signori 2554 mt, Gruppo Ortles Cevedale 3905 mt, Gruppo Scaiss Redorta 3028 mt, Carè Alto 3462 mt, Pizzo del Diavolo di Tenda 2916 mt, Pizzo della Presolana 2521 mt, Pizzo Arera 2512 mt, Monte Alben 2019 mt, Monte Sodadura 2010 mt, Monte Baldo 2200 mt, Monte Gugliermo 1948 mt, Monte Due Mani 1656 mt, Monte Resegone 1875 mt, Monte Tesoro 1432 mt, Grigna Meridionale 2184 mt, Montevecchia 501 mt, Appennini, Laghi Briantei, Monte Rai 1259 mt, Cornizzolo 1240 mt.

Primo itinerario: dal Cainallo (sentiero 25 Via della Ganda)
Questo è il percorso più frequentato durante il periodo estivo.
Da Varenna sul Lago di Lecco imbocchiamo la tortuosa e panoramica provinciale 65 che sale al Passo di Agueglio.
Dopo Esino prendiamo la deviazione che passa per il Rifugio Cainallo e proseguendo, con un ultimo tratto sterrato, arriva fino in fondo alla Val di Cino.
Dall'estate 2013 tutti i parcheggi dal Rifugio Cainallo in avanti sono diventati a pagamento mediante l'uso dei ticket "gratta e sosta" acquistabili presso il rifugio stesso al costo di due euro giornalieri.

Lasciata l'auto nel vasto parcheggio (m. 1420), ci avviamo verso la vicina cresta spartiacque ma, prima di raggiungerla, prendiamo il sentiero sulla destra. I segnavia indicano: Bogani-Brioschi n. 25; Bietti-Brioschi n. 24; Monte Croce n. 23. Altri cartelli segnalano i Rifugi Bietti e Bogani entrambi a ore 1.30 e informano se sono chiusi o aperti.
In salita nella faggeta, arriviamo ad una curva a sinistra dove il sentiero si divide in tre tracce (m. 1455): la prima ha il fondo roccioso e dei gradini realizzati con piccoli tronchi di legno; la seconda ha il fondo di roccia e non ha gradini; il fondo della terza invece è un misto di roccia e sterrato.

Poco più avanti lasciamo a destra il sentiero n. 23 per il Monte Croce e il Bivacco Baitello dell'Amicizia.
Riunitesi le tre tracce, raggiungiamo una santella con una madonna (m. 1470).
Giriamo a destra e con due tratti quasi in piano, intervallati da una lieve discesa, iniziamo a contornare il fianco del Grumellone avendo alla nostra sinistra la profonda voragine che scende ripida nella Valle dei Mulini. Il sentiero è ampio ma è comunque opportuno non distrarsi, specialmente in caso di neve.

Saliamo agevolati da tre gradini di legno e raggiungiamo un passaggio tra le rocce (m. 1485).
Dopo due passi in leggera discesa proseguiamo quasi in piano.
Troviamo un tronchetto sistemato a guisa di gradino e poi in salita passiamo tra altre due rocce (m. 1490).
Proseguiamo quasi in piano con lievi saliscendi. Ora alla sinistra ci sono meno alberi.
Poi torniamo nel bosco e alterniamo tratti in piano ad altri con poca pendenza, a volte camminando sopra delle radici affioranti.

Percorriamo una breve salita su fondo roccioso e, agevolati da cinque tronchetti che fanno da gradino, raggiungiamo un altro passaggio tra le rocce (m. 1520).
Dopo pochi passi in leggera discesa, proseguiamo in leggera salita su pietrisco.
Con alcuni gradini di legno e di pietra, riprendiamo a salire su fondo roccioso.
Poi, nuovamente su pietrisco, proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra, in questo punto ci sono pochi alberi e possiamo vedere la sottostante vallata.
Troviamo altri gradini, prima di legno e poi di pietra, con i quali saliamo su fondo roccioso.

Quasi in piano su pietrisco, giriamo a sinistra assecondando un ansa della montagna. Il sentiero è rinforzato a valle da un tronco collocato a terra in orizzontale.
Poi camminiamo su di una passerella che, nell'ultima parte, è coperta da cemento (m. 1535).
Subito giriamo a destra e proseguiamo con lievi saliscendi. Il sentiero, sul lato a valle, è rinforzato con dei tronchi.
Saliamo altri gradini di legno.
Proseguiamo con pochissima pendenza. In basso a sinistra vediamo Lierna (m. 1550).
Alla sinistra troviamo, uno dopo l'altro, altri due tronchi a rinforzo del sentiero, mentre alterniamo tratti con poca pendenza o quasi in piano.
Superiamo un solitario gradino di legno (m. 1570).
Riprendiamo a salire con altri gradini poi giriamo a destra e proseguiamo con lievi saliscendi. Alla sinistra ci sono pochi alberi e pertanto possiamo vedere la sequenza delle cime della Valsassina che in fondo a sinistra si chiude con il Legnone.

Con pochi passi in salita arriviamo ad un bivio (m. 1590). I segnavia indicano davanti: Rifugio Bogani; a destra: Rifugio Bietti. Altri cartelli segnalano entrambi i rifugi a ore 0.45 e informano se sono chiusi o aperti. Il sentiero alla destra conduce anche al Bivacco 89a Brigata dove inizia il sentiero 19 che sale verso la Grigna lungo la Cresta di Piancaformia. Continuiamo diritto.
Dopo un tratto in leggera salita proseguiamo con alcuni lievi saliscendi (m. 1595).
Alterniamo poi alcuni tratti quasi in piano ad altri in leggera discesa o in discesa. Rasoterra accanto al sentiero troviamo dei tronchi distesi come rinforzo (m. 1575).

In basso a sinistra cominciamo a vedere i due torrioni del Frate e della Monaca.
Agevolati da alti gradini di legno, scendiamo ripidamente verso il fondo della Valle delle Lavinie (m. 1535).
Continuiamo quasi in piano con delle semicurve, assecondando le anse della montagna e aggirando così una vecchia frana.
Poi riprendiamo a salire, inizialmente con poca pendenza. Alcuni tronchetti fanno da gradino (m. 1545).
Presso una curva a sinistra camminiamo su di una passerella (m. 1550).
Vediamo un bollo con il n. 25. Percorriamo un tratto quasi in piano seguito da uno in leggera salita. Rivediamo i due torrioni da una diversa angolazione; ora la Monaca sembra nascondersi dietro al Frate.
Dopo una curva a sinistra la pendenza aumenta (m. 1570).

Raggiungiamo un cancelletto di legno. Una scritta bilingue invita a richiuderlo dopo il passaggio per evitare la fuga degli animali al pascolo (m. 1575).
La pendenza diminuisce un poco ma ben presto riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido con alcuni gradini. In questo punto il sentiero è incassato.
Percorriamo un tornante sinistrorso e aggiriamo una pietra, sulla quale vediamo il segnavia 25, andando a sinistra in quanto il sentiero dall'altro lato è sbarrato (m. 1600).
Saliamo a zig-zag con alcuni gradini.

Arriviamo ad un bivio (m. 1610). I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 39: Prato San Pietro, Valle dei Mulini; a destra con il sentiero 25: Rifugio Bogani, Rifugio Brioschi; dietro: Cainallo, Esino. Andiamo a destra in salita percorrendo un ampio tornante sinistrorso.
Ora non abbiamo più la parete rocciosa alla nostra destra, ma camminiamo tra radi larici.
Riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido mentre il sentiero si divide e subito torna ad unirsi (m. 1635).
Poi giriamo a destra (m. 1650).
Proseguiamo tra i prati mentre gli alberi sono ad alcuni metri di distanza e percorriamo un ampio tornante.

Arriviamo all'Alpe Moncodeno (m. 1680) dove alla sinistra troviamo: una baita e una stalla, delle panche di pietra addossate alla baita e una fontana con vasca in cemento; alla destra ci sono due tronchi scavati. Alla sinistra si stacca un sentiero. I segnavia indicano davanti: Rifugio Bogani; a sinistra: Ghiacciaia del Moncodeno. Proseguiamo verso il Rifugio Bogani.
Il sentiero subito si divide in due tracce parallele, quella a destra è più larga e più in basso rispetto all'altra. Possiamo utilizzarle entrambe in quanto più avanti si uniscono poco prima di arrivare ad una pozza, coperta con dei tronchi e attorniata da prati, che serve come abbeveratoio per le mucche (m. 1705).
Dopo una curva a sinistra proseguiamo in modo abbastanza ripido. Il sentiero si divide in varie tracce.
Superiamo una curva a destra e poi ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra. Alla destra un cartello su di un larice indica davanti il Rifugio Bogani ex Monza (m. 1750).
Continuiamo con poca pendenza poi riprendiamo a salire mentre alla sinistra si allontana un piccolo sentiero.

Su di un albero alla sinistra vediamo un crocefisso (m. 1775).
Ora i larici sono meno radi. Cominciamo a vedere davanti l'edificio bianco rosso del Rifugio Bogani e alla sinistra la bandiera che sventola su di un dosso (m. 1800).
Lasciamo a destra il sentiero segnalato come 19 rosso per la Cresta di Piancaformia, Rifugio Bietti e Rifugio Brioschi e come 19 blu per la discesa verso la Bocchetta di Prada, Mandello, Esino.

Poco dopo, in leggera salita, arriviamo al Rifugio Bogani (m. 1816).
Qui troviamo una palina con vari segnavia che indicano davanti, con il sentiero 25: Via della Ganda, Rifugio Brioschi; con il sentiero 37: Bregai, Via del Nevaio, Rifugio Brioschi; con il sentiero 36: Zapel, Passo della Stanga, Rifugio Riva; con il sentiero 38: Palone Valori; dietro con il sentiero 25: Cainallo, Esino. Vediamo anche un bollo con il n. 25.
Saliamo a zig-zag tra radi larici poi il sentiero si divide in più tracce e seguiamo quella contrassegnata da bolli bianco-rossi.

Arriviamo ad un bivio dove troviamo un'altra palina con vari segnavia che indicano a sinistra con il sentiero 37: Bregai, Via del Nevaio, Rifugio Brioschi; con il sentiero 36: Zapel, Passo della Stanga, Rifugio Riva; con il sentiero 38: Palone Valori; diritto con il sentiero 25: Rifugio Brioschi, Via della Ganda; dietro con il sentiero 25: Rifugio Bogani, Cainallo. Andiamo diritto.
Percorriamo un tratto a zig-zag su fondo pietroso.
Incrociamo varie tracce e seguendo una freccia rossa continuiamo diritto (m. 1870).
Saliamo in modo abbastanza ripido su sfasciumi. Come segnavia, oltre ai bolli bianco-rossi cominciamo a trovare anche tre pallini rossi disposti a triangolo.
Passiamo tra alcuni larici e mughi (m. 1895).
Il sentiero si divide ancora in diverse tracce. Seguiamo sempre i bolli tra erba, piccoli cespugli e sfasciumi.
Dopo un breve tratto con poca pendenza, saliamo ripidamente attorniati da alcuni alberi (m. 1925).

Il sentiero si sdoppia per aggirare una cavità (m. 1950). Scegliamo il percorso a sinistra e saliamo rapidamente. Giunti in alto, tra l'erba ritroviamo l'altro sentiero che arriva dalla destra (m. 1965).
Ora la pendenza diminuisce un poco. Alla destra cominciamo a trovare delle paline che terminano in alto con un disco metallico; ci accompagneranno lungo il cammino per indicarci il percorso migliore in caso di neve. Lassù in cima già vediamo la croce e, alla sua destra, la cappella con le pareti di vetro.
Il sentiero prosegue tra l'erba. Lontano a destra su di un dosso roccioso vediamo un ripetitore.
Passiamo accanto a due conche e lasciamo la prima a destra e la seconda a sinistra (m. 1990). Davanti cominciamo a vedere una statua in bronzo raffigurante una madonnina.
Subito dopo aver superato una palina, il sentiero si divide per aggirare un dosso (m. 2010). Andiamo a destra su sfasciumi in modo abbastanza ripido. Il sentiero è un po' incassato.
Troviamo altre conche alla destra, ai piedi della madonnina (m. 2035).

Passiamo tra un profondo buco carsico sulla sinistra e la madonnina collocata su di un piccolo dosso alla destra che si può raggiungere con un sentierino (m. 2045).
Proseguiamo in salita su fondo roccioso spostandoci un po' verso destra. In basso vediamo il Rifugio Bogani. Troviamo un segnavia n. 25.
Ora il pendio degrada da entrambi i lati verso il fondo di due conche.
Percorriamo pochi passi in discesa e riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido su fondo roccioso e sfasciumi (m. 2060). Dietro vediamo il Lago di Como.
Dopo un breve tratto ripido con una palina alla destra, continuiamo con poca pendenza (m. 2085).
Poi torniamo a salire e passiamo tra una roccia e un ometto (m. 2095).
Proseguiamo con poca pendenza con il sentiero incassato tra le rocce.
Passiamo accanto ad una palina e continuiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa ignorando un sentiero che si stacca alla sinistra.
Lasciata a destra un'altra palina, passiamo a sinistra di un dosso roccioso.
La successiva palina possiamo aggirarla in salita da entrambi i lati (m. 2100).
Saliamo in modo abbastanza ripido tra alcune roccette verso una palina che poi lasciamo a destra (m. 2115).
Con pochi passi in leggera salita arriviamo ad un'altra palina oltre la quale la pendenza aumenta. Camminiamo su fondo roccioso, sfasciumi e alcuni ciuffi d'erba.
Vediamo un altro segnavia n. 25 (m. 2135). Qui la pendenza è minima, poi riprendiamo a salire.

Camminando tra varie pietre, lasciamo a sinistra un inghiottitoio (m. 2145).
Passiamo tra una palina e un segnavia n. 25. Un piccolo sentiero arriva dalla destra.
Percorriamo un breve tratto in discesa con delle rocce alla destra. In basso a sinistra vediamo un altro sentiero che scorre parallelo.
Poi, quasi in piano, passiamo accanto ad una palina.

Troviamo la prima catena che ci accompagna in un tratto roccioso un poco esposto.
Al termine della catena, un segnavia indica il Rifugio Bogani nella direzione dalla quale proveniamo.
Ci abbassiamo di un paio di metri e ritroviamo il sentiero, che avevamo giù notato più in basso, che ora si unisce al nostro.
Continuiamo in salita su sfasciumi e raggiungiamo un'altra palina e delle roccette (m. 2170).
Una seconda catena passamano ci accompagna in un facile passaggio a fianco di una foiba che vediamo sotto a sinistra.

Pochi passi più avanti ci troviamo di fronte una paretina verticale di soli tre metri che dobbiamo risalire; una catena alla destra e alcuni intagli nella roccia ci facilitano il compito (m. 2175).
Ne usciamo davanti ad un segnavia con il n. 25, pieghiamo a sinistra e saliamo tra sfasciumi. In alto torniamo a vedere la croce.
Lasciamo altre due paline alla destra.

Alla sinistra troviamo un profondo inghiottitoio con una catena che scende all'interno. Nei pressi ben tre targhe ricordano delle persone decedute. Meglio non avvicinarsi troppo.
Saliamo in modo abbastanza ripido su sfasciumi passando a monte dell'inghiottitoio. Su di un cartello giallo appeso ad una delle solite paline leggiamo "pericolo, crepaccio".
Proseguiamo in salita con vari zig-zag. Una freccia gialla indica la direzione dalla quale proveniamo.

Dalla destra arriva il sentiero che proviene dalla Cresta Piancaforma che qui si immette sulla Via della Ganda (m. 2220). I segnavia indicano davanti con il sentiero 25: Rifugio Brioschi; a destra con il sentiero 28: Via Guzzi, Rifugio Bietti, e con il sentiero 19: Bocchetta di Prada, Mandello, Esino; dietro con il sentiero 25: Rifugio Bogani, Cainallo.
Il sentiero si divide in due tracce parallele che più avanti si riuniscono.
Superata una palina il tracciato torna a dividersi in due tracce (m. 2245). Camminiamo su pietrisco e scivolosa sabbietta.
Poi il sentiero si ricompone. Ora saliamo a zig-zag.

Assicurati da una catena fissata alla parete alla destra, camminiamo dapprima su di una roccia obliqua e poi con il pendio che alla sinistra scende ripidamente (m. 2270).
Continuiamo su ripidi sfasciumi (m. 2290).
Poi giriamo a destra e iniziamo una serie di zig-zag (m. 2300).
Il sentiero torna a dividersi in varie tracce che si intersecano; possiamo scegliere quale seguire (m. 2335).
Più avanti si ricompongono in un unico sentiero. Continuiamo ripidamente a zig-zag.

Con minore pendenza arriviamo ai piedi delle roccette finali (m. 2360).
L'ultimo ripido tratto lo superiamo agevolati da una lunga catena fissata alla roccia.
È davvero l’ultimo sforzo; finalmente sbuchiamo in cima nei pressi dalla cappellina di vetro che precede di pochi passi il Rifugio Brioschi.

Tempo impiegato: ore 3 - Dislivello: m. +1083 -100
Data escursione: agosto 2012
 
Secondo itinerario: dal Balisio/chiesa Sacro Cuore (sentiero 31+33)
La descrizione che segue si riferisce al percorso estivo.
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle. Poco prima di arrivare al Colle del Balisio (m. 723), imbocchiamo una stradina sterrata sulla sinistra, situata tra un distributore Tamoil e una cooperativa agro-alimentare.
Percorriamo questa stradina addentrandoci nella Val Pioverna. Un primo ponte ci consente di valicare il torrente L'Amna che scende dalla Valle del Gerone poi la strada prosegue sempre più stretta e attraversa il Pioverna, infine superiamo il torrente Acqua Fredda e arriviamo alla Cappelletta del Sacro Cuore dove parcheggiamo (m. 833).
Durante l'inverno, la strada è sempre in ombra e pertanto può essere ghiacciata. In questo caso è necessario lasciare l'auto subito all'inizio o in un piccolo slargo più avanti e percorrere anche questo tratto a piedi. Ad ogni modo, anche nella bella stagione, la strada va percorsa con cautela in quanto è piuttosto sconnessa.

Alcuni segnavia indicano a sinistra: il Rifugio Pialeral e l'Agriturismo Aliver; diritto: l'Agriturismo Brunino e il Centro Educativo Regina delle Grigne Piani di Brunino.
Lasciamo pertanto il percorso che prosegue diritto verso la Valle dell'Acqua Fredda e prendiamo quello a sinistra iniziando ad addentrarci nella valle dei Grassi Lunghi (segnavia n. 31).
Un cartello stradale indica il divieto di accesso ai mezzi non autorizzati trattandosi di una strada privata consorziale. Alla sinistra scorre il torrente. Alla destra c'è un casello dell'acquedotto.
In leggera salita entriamo nel bosco inizialmente composto in prevalenza da noccioli.
Subito ignoriamo una stradina inerbita che si stacca alla sinistra e scorre lungo la riva del torrente.
Troviamo poi sulla sinistra una stanga di colore rosso che chiude l'accesso ad un prato. Tra il prato e la stradina c'è una fila di alberi.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e subito notiamo una cascina nei prati, raggiungibile con una stradina che, poco più avanti, si stacca sulla destra nel punto in cui un rivolo attraversa il cammino (m. 875).
Alla sinistra, oltre una stanga in legno, vediamo un'altra cascina.
Proseguiamo camminando tra una fila di alberi che ci separa dai prati alla sinistra e il bosco alla destra.

Più avanti vediamo un'altra cascina sulla destra nei prati. Un sentiero invece scende a sinistra verso il torrente. Davanti vediamo la Grigna (m. 890).
Poco dopo, tra gli alberi sulla sinistra, riusciamo a vedere anche la Grignetta.
Alla destra si stacca una stradina, accompagnata da un muretto a secco, che si dirige verso la cascina. Alla sinistra un passaggio tra gli alberi consente l'accesso ai prati. Alla destra c'è il bosco (m. 910).
Passiamo accanto ad una piccola croce di legno (m. 915). La pendenza aumenta un poco.
Ignoriamo una stradina che si stacca alla sinistra (m. 925)
Subito dopo vediamo sulla sinistra un vecchio cartello di divieto di sosta mentre, sull'altro lato, inizia una stradina privata il cui accesso è chiuso da una catena.
Alla sinistra ci sono sempre una fila di alberi e dei prati mentre alla destra c'è il bosco.
Troviamo uno slargo sulla destra e poi una stradina che si stacca alla sinistra e si dirige verso alcune case (m. 955).
Dopo un tratto in leggera salita, la pendenza aumenta un poco.
Sulla sinistra ci sono delle protezioni realizzate con pali di ferro e di legno e, oltre una stanga (che troviamo aperta), vediamo una cascina. Un cartello indica il divieto di transito trattandosi di proprietà privata. Alla destra invece sale una stradina. Anche qui un cartello segnala il divieto di transito (m. 980).

Continuiamo in salita.
Superata una corta staccionata di legno, troviamo sulla sinistra un'altra cascina davanti alla quale c'è una fontana con vasca (m. 1000).
Subito dopo sulla destra parte un sentiero che retrocede rispetto alla nostra direzione di marcia.
Ora alla sinistra non c'è più la solita fila di alberi ma è un basso muretto a secco a separarci dai prati. Alla destra, tra gli alberi, vediamo un rudere (m. 1015).
Proseguiamo in leggera salita, tra una staccionata di legno e un muro.
Poco dopo a sinistra troviamo uno slargo, l'arrivo di una teleferica e una stradina che si stacca. Continuiamo diritto nel bosco formato da alberelli, in prevalenza noccioli.
Riprendiamo a salire (m. 1040). Alla sinistra c'è un basso muretto di cemento. Sentiamo ancora il fragore del torrente ma non riusciamo più a distinguerlo tra gli alberi.
Raggiungiamo i primi faggi e torniamo a vedere il torrente (m. 1055). Alla sinistra c'è ancora un prato. La pendenza aumenta.
Sulla destra vediamo due serie di cinque paletti cadauna, messi a rinforzo per prevenire una possibile frana (m. 1075).
Più avanti troviamo delle protezioni in cemento, rasoterra, a sinistra e un masso in mezzo al percorso.

Subito dopo arriviamo ad un bivio (m. 1080). Alcuni cartelli indicano a sinistra: Alpe Campione, Buco di Grigna, Piani Resinelli, Traversata Bassa; a destra: Pialeral, Grigna Settentrionale, Brioschi.
Andiamo a destra in salita. Il percorso diventa più stretto e la pendenza aumenta.
Con vari tornanti saliamo in modo abbastanza ripido in una bella faggeta, il Bosco della Costa Reor.
Troviamo poi alla sinistra delle radici aeree alle quali viene spontaneo aggrapparsi (m. 1200).
Pochi passi più avanti il sentiero diventa diritto e sale con maggiore pendenza circondato da due spazi vuoti ai lati, prima degli alberi.
Proseguiamo poi con alcune serpentine. A volte il sentiero si divide in due tracce che si intersecano.
Più avanti i faggi lasciano il posto alle betulle.

Il sentiero si sdoppia in due percorsi paralleli divisi da una fila di noccioli (m. 1240) e poi torna ad unirsi nei pressi di un rudere (m. 1260).
Ora gli alberi sono più radi e davanti cominciamo a vedere le case del Pialeral.
Camminando tra un prato e gli ultimi alberi arriviamo ad un bivio dove lasciamo a destra una stradina che conduce al Laghetto dell'Alpe Cova.
Poco dopo ci immettiamo sul percorso della Traversata Bassa. Qui c'è una palina con alcune indicazioni: Alpe Cova (m. 1301); a sinistra: Torrente Pioverna a ore 0.30, Piani Resinelli a ore 2.10; diritto: Rifugio Antonietta al Pialeral a ore 0.15, San Calimero a ore 1.10. Alla destra c'è il laghetto.

Proseguiamo con minore pendenza e ci immettiamo su una stradina con il fondo in cemento che arriva dalla destra (sentiero 33 da Pasturo).
Ignoriamo una sterrata che si stacca verso sinistra. Un'altra stradina a destra porta verso una casa bianca. Un cartello indica diritto il Rifugio Antonietta - Pialeral a 10 minuti.
Andiamo avanti in salita accompagnati da un muretto a secco sul lato destro. Un segnale stradale indica il divieto di transito. La stradina torna ad essere sterrata (m. 1325).
Continuiamo in leggera salita con una staccionata di legno sulla destra. Ora possiamo ammirare il panorama su entrambi i lati.

Alla destra troviamo un'altra casa. La stradina riprende a salire con il fondo in cemento.
Una stanga blocca l'accesso lasciando un passaggio sulla destra per pedoni e biciclette (m. 1340).
Camminiamo tra due recinzioni realizzate con paletti di legno che reggono due cavi metallici.
Poi sulla destra troviamo uno spiazzo panoramico recintato da una ringhiera di colore bianco (m. 1360).
Ora la stradina torna ad essere sterrata e procede in leggerissima salita.
Lasciamo a destra una casa di colore giallo ed un baitello in muratura dalla cui grondaia nel periodo invernale si staccano diverse stalattiti di ghiaccio.
Proseguiamo in piano tra un prato e una staccionata di legno.
Troviamo sulla destra altre case, un grande faggio e il Rifugio Antonietta al Pialeral (m. 1370).
Davanti al rifugio c'è una bacheca nella quale su un foglio possiamo leggere in quali giorni il Rifugio Pialeral è aperto. Un'altro foglio informa se il Rifugio Brioschi è aperto o chiuso.

Proseguiamo in modo abbastanza ripido e con il fondo in cemento.
Alla destra ci sono altre case. Ignoriamo una sterrata che si stacca alla sinistra. Un cartello indica diritto il Grignone e il Rifugio Brioschi a ore 2.30.
Di fronte ad una casa il tratto in cemento termina. Proseguiamo su di una mulattiera con dei gradini realizzati con paletti di legno. Alla destra c'è un muretto a secco.
Troviamo poi altre due case e due staccionate, una per parte (m. 1410).
Sulla sinistra troviamo una costruzione in cemento con delle antenne, due panchine e una fontana con vasca (m. 1430).
Subito dopo, in piano, arriviamo ad un bivio. Diritto viene segnalato il Rifugio Brioschi a ore 2.30 sia con la via estiva per la Bocchetta del Releccio che con quella invernale per i Comolli; a destra invece continua la Traversata Bassa: S. Calimero a ore 1.00 e il Rifugio Riva a ore 2.00.
A sinistra c'è una conca, la Foppa del Masone nella quale è stata allestita una area pic-nic.

Proseguiamo in salita con una staccionata alla sinistra.
Troviamo poi un altro cartello che indica il Rifugio Brioschi (m. 1445). Qui il sentiero sembra dividersi in due tracce e prendiamo quella più a destra.
Proseguiamo con un sentiero su un contrafforte tra due vallette. Alla destra ci sono dapprima dei faggi e poi delle betulle.
Camminando tra radi alberi, troviamo un cartello di legno quasi illeggibile che indica verso destra la Grigna Settentrionale e il Rifugio Brioschi (m. 1470).
Il sentiero prosegue con delle serpentine tra erba e pochi alberi.
Su dei massi vediamo una striscia gialla. Ora il sentiero si divide in più tracce parallele.
Troviamo una prima palina, di colore rosso (m. 1510). Altre ne troveremo più avanti, alcune rosse ed altre grigie.
In modo abbastanza ripido superiamo un gruppo di faggi. Poi, terminati gli alberi proseguiamo tra l'erba con minore pendenza. Davanti vediamo il Bivacco Riva Girani ai Comolli riconoscibile dagli infissi di colore rosso (m. 1545).
Alla destra c'è uno slargo. In basso a sinistra vediamo una pozza.
Più avanti troviamo una roccetta isolata nella quale sono stati infissi un paletto di legno e due di ferro (m. 1600).

Arriviamo al punto in cui il sentiero estivo si divide da quello invernale. Su di un masso vediamo la scritta: "Estivo" e una freccia che indica di proseguire diritto (m. 1630). Poco più avanti troviamo un secondo masso dove la scritta: "Invernale" e una freccia obliqua indicano di andare verso destra (m. 1635).
Lasciamo quello invernale che si dirige a destra verso le Baite Comolli e proseguiamo abbastanza ripidamente per prati.

Risaliamo poi un dosso; verso la cima troviamo una deviazione sulla sinistra che conduce ad una piccola grotta che contiene una statua della madonna (m. 1820).
Giunti in cima percorriamo un tratto in piano su una crestina e riprendiamo a salire.
Scavalchiamo un cavo di teleferica che passa raso terra.
Il sentiero prosegue sull'orlo di un precipizio. Qui il sentiero si divide in due rami paralleli e troviamo più sicuro percorrere quello più a monte (m. 1870).
Oltrepassiamo un ansa rocciosa della montagna ed un altro tratto un po' esposto poi torniamo a risalire il versante prativo del monte con ripidi tornantini.
Il Bivacco Merlini e li, sopra di noi. Dopo un tratto in piano, in ripida salita lo raggiungiamo (m. 2144). Da sinistra arriva il sentiero della traversata alta che proviene dalla Grignetta.
Il bivacco è una solida costruzione in muratura; ottimo riparo in caso di condizioni climatiche avverse. Contiene due brande, un camino e un tavolo con panche; mancano materassi coperte e legna.

Subito dopo da sinistra si innesta il sentiero n. 16 (Via dei Chignoli) che proviene dal Rifugio Elisa. Siamo alla Bocchetta della Bassa.
Percorriamo un breve tratto in cresta; a sinistra sotto di noi si distingue il Rifugio Rosalba su uno spigolo della Grignetta.
Il sentiero prosegue tenendosi sul lato destro poco sotto la cresta. E' ancora largo e in questo tratto non molto ripido; a destra però il pendio è assai scosceso.

Arriviamo alla bocchetta di Releccio (m. 2263). Qui troviamo sulla sinistra i sentieri n. 15 (Caminetto Bietti) e n. 26 (Ferrata Bietti).
La salita ora è meno faticosa; un altro breve passaggio in cresta ci consente di vedere sotto di noi a sinistra il Rifugio Elisa.
Il Rifugio Brioschi invece è già ben visibile in alto davanti a noi.
Il sentiero continua risalendo la montagna avendo a destra sempre un notevole precipizio.
Un segnavia su un masso ci ricorda che siamo sull'Alta Via delle Grigne - sentiero n. 33.
Ora proseguiamo ripidamente a zig-zag poi ripassiamo vicino alla cresta e infine, risaliti pochi gradini, giungiamo alla meta.

Dalla chiesetta del S. Cuore: tempo impiegato: ore 4 - Dislivello m. 1570
Dal colle del Balisio: tempo impiegato ore 4.20 - Dislivello m. 1680
Data escursione: settembre 2005

Variante invernale
Il percorso invernale è stato tracciato molto più a destra rispetto a quello estivo in modo da evitare una zona pericolosamente soggetta a slavine.
Al bivio dopo il Pialeral, dove i due percorsi si dividono, andiamo a destra e continuiamo abbastanza agevolmente fino a raggiungere il Bivacco Riva Girani presso le Baite Comolli (m. 1850).
Qui, calzati i ramponi, iniziamo il ripidissimo muro (pendenza media 35 gradi). Seguiamo i paletti (uno ogni 50 metri circa) che indicano il cammino.
Raggiunta la cresta (m. 2280) che collega la Grigna al Pizzo della Pieve, il percorso spiana.
Continuiamo verso sinistra (ovest), seguendo la cresta fino al rifugio.
 
Terzo itinerario: da Pasturo (sentiero 33)
Questo itinerario parte da Pasturo. Percorrendo la Via Manzoni troveremo diversi sentieri e stradine che salgono verso la Grigna e si riuniscono poco dopo a monte dell'abitato.
Il più noto probabilmente è quello che parte nei pressi della chiesa della Madonna della Cintura (Viale Trieste, Via IV Novembre, Chiesa, Via S. Calimero), ma preferisco descriverne dettagliatamente un altro che parte direttamente da un ampio parcheggio.

Con la provinciale 62 superiamo il colle del Balisio e proseguiamo in discesa per tre chilometri. Arrivati a Pasturo prendiamo la prima strada a sinistra verso il paese. Alla rotonda presso il benzinaio Q8 prendiamo Viale Trieste e dopo 150 metri troviamo sulla sinistra un ampio parcheggio su tre livelli ove lasciamo la macchina (m. 632).
Sulla destra del parcheggio c'è una stradina, per metà a gradini, che a fianco del Torrente Cariola sale fino ad incontrare una strada asfaltata che proprio in questo punto cambia nome (a sinistra Via Roma e a destra Via Manzoni).
Attraversata la strada proseguiamo con un sentiero che inizia tra una casa bianca e il torrente.
Continuiamo in leggera salita tra due recinzioni oltre le quali alla sinistra c'è un prato e alla destra il torrente.
Più avanti troviamo alla sinistra un vecchio lavatoio e alla destra una robusta protezione di legno.
Subito dopo con un ponte passiamo alla destra del corso d'acqua e ci immettiamo su una stradina acciottolata continuando verso sinistra tra le ultime case del paese (m. 655).
Alla sinistra ci accompagna una protezione di ferro di colore bianco; alla destra ci sono campi recintati e un cancello.
La pendenza aumenta. Le protezioni alla sinistra terminano (m. 665).
Con il fondo in cemento passiamo tra una casa e un baitello alla sinistra e un'altra casa alla destra e poi continuiamo tra recinzioni e prati.

Incrociamo un viottolo e proseguiamo diritto (m. 685). Alla sinistra c'è una fila di alberi mentre alla destra possiamo vedere le cime della Valsassina.
Dopo una curva a sinistra ignoriamo una stradina che si stacca alla destra, attraversa un prato recintato con pali di legno che reggono due cavi metallici e conduce ad una casa.
Troviamo una casa bianca alla sinistra e poi un'altra alla destra.

Inizia il bosco e subito arriviamo ad un bivio (m. 710). Un cartello segnala il pericolo di caduta massi (ma non si capisce proprio da dove potrebbero cadere). Andiamo a destra. La pendenza aumenta.
Presso un tornante sinistrorso, due sbarre di legno chiudono l'accesso ai prati. In basso vediamo una casa con il tetto aguzzo.
Poco dopo incontriamo un'altra stradina che arriva dalla destra.

Ancora pochi passi e arriviamo alla cappella dedicata alla Madonna del Rosario, il cui portico copre il percorso (m. 739).
Troviamo poi, sulla destra, una casa e un sentiero che si stacca in salita.
Raggiungiamo un ponte con le sponde in ferro, con il quale attraversiamo il Torrente Carriola. Alla destra c'è una fontana con una vasca in cemento e con un tubicino di scarico che manda l'acqua direttamente nel corso d'acqua (m. 745).

Entriamo in una faggeta. Lasciamo a sinistra uno slargo.
Presso una curva a sinistra superiamo un ruscello su di un ponte con le sponde dipinte di verde e riprendiamo a salire (m. 755).
Percorriamo due semicurve passando accanto ad una vecchia stalla. Un ruscelletto attraversa la stradina passandole sotto (m. 770).
Ora alla desta ci accompagna un basso muretto di pietre.
Percorriamo una curva a destra all'interno della quale c'è un prato il cui accesso è chiuso da una sbarra di ferro. In alto vediamo una cascina (m. 785).
Troviamo altre case e ignoriamo una stradina che si stacca alla sinistra (m. 800).
Passiamo accanto ad una bacheca.
Con il fondo in cemento percorriamo una curva a sinistra poi la stradina ritorna sterrata.
La pendenza aumenta. Alla sinistra troviamo dapprima una fila di alberi e poi dei prati, alla destra c'è il bosco.

Pochi metri con una robusta protezione in legno alla sinistra e poi ci immettiamo su di una strada con il fondo in cemento (m. 830). Si tratta di una strada agro silvo pastorale sulla quale è vietato il transito alle autovetture. Un cartello dietro indica Pasturo.
Fatti pochi passi e superato un tornante sinistrorso, già la lasciamo per prendere sulla destra una ampia mulattiera all'inizio della quale un segnale stradale vieta il passaggio alle moto e i segnavia indicano: Cornisella, Pialeral, Grigna Settentrionale e Brioschi.
Nel primo tratto alla sinistra c'è una vecchia protezione di legno. Poi il fondo diventa in cemento e alla destra ci sono delle pietre conficcate nel terreno.
Saliamo in modo abbastanza ripido con delle serpentine.
Poi il percorso si raddolcisce un poco. Percorriamo una curva a sinistra all'interno della quale c'è un prato in fondo al quale vediamo una cascina bianca (m. 870).

Passiamo accanto ad un tronco trasformato in rudimentale sedile (m. 880).
Superiamo uno slargo prativo e ignoriamo un sentiero che scende a destra verso una bianca casetta.
Alla sinistra ci accompagna un muretto. Poi rientriamo nel bosco. Ora oltre ai faggi ci sono anche dei castagni. In questo punto la mulattiera è incassata nel terreno circostante.
Lasciamo a sinistra dapprima un rudere e poi un prato che sale verso una vecchia cascina (m. 910).
Superata una curva a sinistra la pendenza diminuisce un poco e per un breve tratto il sentiero scorre incassato nel terreno circostante.
Poi riprendiamo a salire. Alcuni tronchi, posti in orizzontale, fanno da gradino (m. 935).
Continuiamo in modo abbastanza ripido e percorriamo un altro tratto incassato.
Proseguiamo con alcune serpentine (m. 945).
Il sentiero diventa ripido (m. 955). Percorriamo un altro breve tratto incassato. Poi la pendenza diminuisce e camminiamo in leggera salita.
Torniamo a salire e superiamo qualche curva. Alla destra ci sono alcuni grandi faggi (m. 980).
Saliamo dei gradini di legno. Attorno ci sono alberi e prati. Alla sinistra, abbastanza lontano, vediamo delle case.

Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e raggiungiamo una vecchia cascina davanti alla quale ci sono una vasca abbeveratoio in cemento e due panche di pietra (m. 1018).
Pieghiamo a sinistra e continuiamo a salire tra prati e alcuni alberi. In lontananza vediamo alcune vecchie case e cascine.

Superiamo un pilastrello bianco-verde che chiude l'accesso ai veicoli e raggiungiamo una fontana e la chiesetta degli alpini dedicata a Maria Regina Pacis (m. 1052). Qui ritroviamo la strada con il fondo in cemento sulla quale ci immettiamo e andiamo a destra tra le baite di Cornisella.
Subito troviamo un bivio; i segnavia indicano a sinistra: Grassi Lunghi - Colle di Balisio e diritto: Pialeral - Brioschi.
Alla sinistra troviamo dapprima un muretto sormontato da una staccionata e poi faggi e betulle mentre alla destra c'è un prato.
Più avanti alla destra ci sono un muretto e una casa gialla con un affresco raffigurante una madonna con bambino. Sempre a destra lo sguardo, in questo punto, si apre sui monti della Valsassina.
Ignorata una stradina che si stacca a destra, continuiamo quasi in piano. Alla sinistra ci accompagnano delle protezioni dapprima di legno e poi di ferro dipinto di verde. Dal basso sentiamo provenire il rumore del Torrente Cornisella.

Ora la stradina si biforca (m. 1066). I segnavia indicano verso sinistra: Pialeral, Rifugio Pialeral, Grigna Settentrionale, Rifugio Brioschi; verso destra: San Calimero, Rifugio Riva.
Proseguiamo diritto e arriviamo al ponte dell'Acqua Fredda sul Torrente Cornisella. Attraversatolo, lasciamo la strada e saliamo a destra (cartello: Pialeral - Brioschi) con una ripida mulattiera.
Oltre un prato, troviamo una grande casa bianca e una fontana; sulla casa è appesa una rudimentale mappa della zona disegnata su un pezzo di legno.
Raggiungiamo una pineta; ora a sinistra c'è una staccionata e il percorso è meno ripido.
Giunti nei pressi di un tornante ove c'è una fontana con vasca, ignoriamo un sentiero che scende a sinistra.
Per un tratto il percorso si fa più ripido poi, arrivati ad un appostamento per la caccia, torna a raddolcirsi.
Troviamo poi un bivio (m. 1206) e un cartello che ci segnala di andare a sinistra (Pialeral - Brioschi).
Sulla destra c'è un prato con una vecchia casa e, subito dopo, un altro bivio. Andiamo a destra in salita.
Al successivo bivio andiamo ancora a destra tra i prati, passando tra due case bianche.
Ora percorriamo un tratto pianeggiante avendo di fronte la Grigna.
Arriviamo poi ad un'altra biforcazione nei pressi di una vasca e di un ruscello che attraversa il nostro cammino. Ci teniamo sulla sinistra e con un tratto ripido ci portiamo su una strada con il fondo in cemento nei pressi di alcune case e una costruzione dell'acquedotto (m. 1278). Qui prendiamo a destra tra radi alberi in lieve salita.
Siamo oramai sui verdi pascoli del Pialeral; di fronte a noi la Grignetta e a destra la Grigna.
Superate alcune case arriviamo al laghetto dell' Alpe Cova.
Poco oltre incontriamo il sentiero 31 che sale dal Balisio con il quale proseguiamo fino alla meta.

Tempo impiegato: ore 5.00 - Dislivello: m. 1771
Data escursione: aprile 2006
 
Quarto itinerario: dai Resinelli (sentiero 6 Traversata Bassa)
Alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria della ss 36 dir, imbocchiamo la strada che con 14 tornanti conduce ai Piani Resinelli (m. 1278) dove possiamo lasciare la macchina nell'ampio parcheggio.

Un cartello indica il percorso per la Traversata Bassa: l'Alpe Cassino a ore 0.35 e il Pialeral a ore 2.15.
Ci incamminiamo lungo Via Carlo Mauri, una strada asfaltata che inizia accanto ad una rivendita di alimentari.
Al primo bivio ignoriamo la strada che sale a sinistra (via Galbussera) verso il Rifugio Porta e, continuando quasi in piano raggiungiamo il Rifugio Soldanella (ex SEM Cavalletti - m. 1354).

Oltre il rifugio la strada ampia e sterrata continua in lieve discesa.
Ignoriamo una stradina e un sentiero sulla sinistra.
Più avanti dei segnavia ci indicano un altro sentiero sempre a sinistra per la Cresta Senigallia (n. 1 EE), il Canalone Porta (n. 2 EEA), la Grigna Meridionale a ore 2.15, i Torrioni Magnaghi (A), e il sigaro Dones (A).
Continuando diritto invece ci vengono segnalati: la Traversata Bassa (n. 6), l'Alpe Cassino a ore 0.25 e il Pialeral a ore 2.20.

Proseguiamo lungo la sterrata in piano superando alcune case e ignorando alcune stradine sulla destra.
Dopo una bacheca, arriviamo al Fontanino della Pissarotta (m. 1340).
Continuiamo con bella vista sui torrioni della Grignetta in alto a sinistra e arriviamo ad un bivio nei pressi di una casa.
Qui altri segnavia indicano sulla destra: la Traversata Bassa; Mus'cera a 0.15 e il Rifugio Pialeral a 1.50.
Ignorata un'altra stradina sulla sinistra, continuiamo in piano e raggiungiamo una stanga che troviamo alzata.
C'è un cartello di divieto di accesso il che significa che, volendo, si potrebbe arrivare fin qui con la propria autovettura accorciando un poco il cammino (m. 1357).

Dopo una curva a destra arriviamo alla cascina dell'Alpe Cassino (m. 1359) dove un vecchio segnavia indica l'ex-Rifugio Tedeschi al Pialeral (distrutto da una valanga venti anni fa e mai ricostruito).
Continuiamo tra i prati con bella vista sul Torrione Fiorelli e le bastionate della Grignetta.
Ignorata una stradina sulla destra, in lieve salita raggiungiamo la selletta di Cassino (m. 1377) dove c'è l'azienda agricola Pian delle Fontane, poi in leggera discesa raggiungiamo una pozza d'acqua (m. 1354).
Un segnavia indica che siamo in località Alpe Mus'ceda e ci segnala la Traversata Bassa, Sasso dell'Acqua a 0.30 e il Pialeral a 1.30. C'è anche una bacheca alla quale è affisso un cartello che spiega un percorso geologico naturalistico delle Grigne.
Lasciamo la sterrata che scende a destra verso una cascina e continuiamo in piano con un sentiero.

In lieve discesa e poi in piano superiamo un boschetto di faggi e betulle.
In basso a destra vediamo un abbeveratoio e una stradina sulla quale poco più avanti ci immettiamo.
Poco dopo raggiungiamo la Cascina Chignoeu (Chignoli m. 1343) dalla quale si gode un bel panorama sulla vallata sottostante.
Continuiamo in lieve discesa, poi percorriamo alcuni passi in salita, indi in piano tra faggi e betulle.
Poi usciamo dal bosco e attraversiamo le ghiaie del Gerone (m. 1290).
Ancora in leggera discesa tra pini mughi contornando il ripido versante prativo che precipita sulla destra.
Alternando tratti in piano ad altri in lieve discesa superiamo un bosco di faggi.
Pochi passi in salita con alcuni scalini in legno e torniamo a scendere poi, ignorato un sentiero sulla destra, giungiamo in piano al Sasso dell'Acqua (m. 1202) dove troviamo un fontanino asciutto e dei segnavia che indicano: la Taversata Bassa, il torrente Pioverna a 0.20 e il Pialeral a 1.00.

Superato un rudere attraversiamo un prato poi torniamo a scendere tra i faggi.
Troviamo un altro cartello che indica il Pialeral e continuiamo in piano.
Cominciamo a sentire lo scroscio del torrente. In questa zona ci sono diversi ciclamini.
Raggiungiamo un bivio accanto alla Casa Vecchia (m. 1121). Qui i segnavia indicano sulla sinistra: la Traversata Bassa, il Pialeral a 0.45 e la chiesetta di S. Calimero a 2.00; mentre sulla destra: i Grassi Lunghi, la cappella del S. Cuore a 0.30 e il colle del Balisio a 0.45.
Seguendo una protezione fatta con pali e funi di acciaio raggiungiamo il torrente Pioverna e poco dopo lo guadiamo (m. 1130).

Risaliamo ora l'opposta sponda in un rado bosco con grandi faggi e superiamo un altro cartello che indica il Pialeral a 0.40 e S. Calimero a 1.50.
Dopo un tratto in piano, riprendiamo a salire e raggiungiamo un incrocio dove c'è un quadretto religioso.
Prendiamo a sinistra verso un gruppo di betulle ma potremmo anche proseguire diritto in quanto poco dopo i due sentieri si uniscono.
Usciamo dal bosco e saliamo con alcuni gradini in legno. Superato un altro gruppo di faggi continuiamo quasi in piano tra i prati poi in salita arriviamo al quadrivio nei pressi dell'Alpe Cova.
Da destra giunge il sentiero 31 che sale dal Balisio, di fronte il sentiero 33 da Pasturo mentre a sinistra in pochi minuti arriviamo al Rifugio Pialeral.
Continuiamo poi come descritto nella seconda parte del secondo itinerario.

Tempo impiegato: ore 5.15 - Dislivello: m. +1503 (salita) e -268 (discesa)
Data escursione: ottobre 2006
 
Quinto itinerario: dai Resinelli (sentiero 7 Traversata Alta)
Questo panoramico e impegnativo percorso che collega le due cime delle Grigne, presenta tratti molto esposti, a volte attrezzati con catene, ed è pertanto riservato ad escursionisti esperti.

Ai Piani Resinelli (m. 1278), parcheggiata l'auto, ci incamminiamo lungo Via Carlo Mauri, una strada asfaltata che inizia accanto ad una rivendita di alimentari.
Al primo bivio giriamo a sinistra in Via Galbussera e iniziamo a salire in modo abbastanza ripido.
Dopo le prime curve il percorso si raddolcisce.
Più avanti troviamo una sbarra verde che blocca il transito alle autovetture (m. 1325).
Continuiamo con alcuni tornanti, superando qualche casa. La Grignetta si erge maestosa davanti a noi.
Ignoriamo una deviazione sulla destra e proseguiamo diritto come indicato da un cartello.
Superiamo un'altra sbarra verde (m. 1407). La strada diventa sterrata.
Passiamo accanto alla recinzione che circonda un edificio.
Continuiamo in piano e ben presto arriviamo al Rifugio Porta (m. 1426)

Dietro al rifugio partono due sentieri. A destra viene indicato il sentiero n. 1 che sale sulla Grignetta per la Cresta Senigaglia e il sentiero n. 2 per il Canalone Porta; al centro invece parte il sentiero n. 7 (che percorreremo) per la Grignetta lungo la Cresta Cermenati e il sentiero n. 8 per il Rifugio Rosalba e il Colle Valsecchi (direttissima).
Ci inoltriamo nel Bosco Giulia, una bella abetaia, e procediamo quasi in piano fino ad un bivio nei pressi di un'icona della madonna. Il percorso principale sale a destra, ma quello a sinistra è una scorciatoia. Ora siamo in una faggeta.
Successivamente ignoriamo due sentieri, uno per parte e iniziamo a salire decisamente.

Il bosco è finito; d'ora in avanti saremo sempre sotto il sole.
Trascurato un altro sentiero sulla destra, arriviamo ad un bivio.
Una palina segnavia indica sulla sinistra il sentiero n. 8 (direttissima EE), e il Rifugio Rosalba a ore 2; mentre diritto si continua con il sentiero n. 7 per la Grignetta (Cresta Cermenati - E), i Torrioni Magnaghi (A) e il Sigaro Dones (A).
Superiamo una prima roccetta, aiutandoci con le mani, poi continuiamo con un tratto di sentiero rinforzato da un grosso tubo di ferro.
Superiamo senza problemi altre roccette più facili; su un masso c'è una scritta in rosso: Itin. Rampicata Est.
Raggiungiamo i primi torrioni, il panorama si fa più interessante sia verso l'alto che sulla vallata sottostante e sui laghi.
Di tanto in tanto qualche roccetta viene superata aiutandosi un poco con le mani.

Raggiungiamo un bivio (m. 1750): sulla destra si stacca il sentiero che conduce ai Torrioni Magnaghi, al Sigaro Dones e al raccordo con il Canalone Porta.
Il sentiero è sempre ripido. Raggiungiamo un'ampia cresta e la percorriamo avendo alla nostra sinistra il Canalone Caimi.
Aggiriamo poi un dosso sulla destra, passando a lato di un notevole precipizio sul sottostante versante prativo del monte.
Ora percorriamo un breve tratto quasi in piano. A sinistra, un'apertura tra due rocce ci consente di ammirare il panorama.
Superiamo un altro breve tratto in cresta e riprendiamo a salire.
Aggiriamo un altro dosso sulla destra, accanto allo scosceso pendio e ritorniamo in cresta.

Raggiungiamo poi un altro bivio (m. 2040): a sinistra il sentiero n. 10 Cecilia (EE) conduce al Colle Valsecchi in 0.45 e al Rifugio Rosalba in 1.15; diritto viene segnalata la Cresta Cermenati e la Cima della Grignetta a 0.20.
Davanti a noi un largo e decisamente ripido canalone che dobbiamo faticosamente salire.
Arrivati alla Sella di Val Scarettone (m. 2160), pieghiamo a destra e, con l'aiuto di alcune catene, raggiungiamo la vetta della Grignetta e il Bivacco Ferrario (m. 2177). (Fin qui: ore 2.30 - dislivello: m. 899)

Il bivacco ha il diametro di tre metri e mezzo e la sua forma ottogonale ricorda vagamente quella del LEM, il modulo lunare utilizzato dalle missioni Apollo per la discesa sulla luna. L'interno è in legno e contiene solo due panche.
Accanto c'è una croce in ferro.
Facciamo una sosta per tirare il fiato e per ammirare lo splendido panorama. La vista spazia a 360 gradi; a nord: la vetta della Grigna preceduta dal bastione roccioso dello Scudo Tremare e, all'orizzonte le cime delle Alpi Retiche; alla destra della Grigna: il Legnone, il Pizzo Tre Signori, il Gruppo Campelli e il Pizzo Maesimo alle spalle dei quali ci sono le cime e le valli orobiche; a sud: il Resegone, la Brianza e la pianura; ad ovest: il gruppo del Monte Rosa.

Ma è tempo di riprendere il nostro cammino. La parte più impegnativa sta per arrivare.
Ci portiamo dietro al bivacco e, facendo molta attenzione, ci caliamo per ripide roccette aiutandoci con una catena fino a una forcella in cresta.
Raggiungiamo poi un'altra catena che ci porta ad imboccare il Canalino Federazione, spesso innevato fino a tarda stagione.
Terminata la discesa del canalino, percorriamo un tratto in cresta e vediamo, sulla sinistra in lontananza, il Rifugio Rosalba.

Arriviamo poi alla Bocchetta del Giardino (m. 2004) dove troviamo un bivio e dei segnavia che indicano sulla sinistra il sentiero 11 che scende verso la Direttissima per il Rifugio Rosalba o i Piani Resinelli.
Seguiamo invece il sentiero a destra scendendo lungo un costone erboso dapprima ripidamente e poi quasi in piano tra pini mughi, e arriviamo al bivio della Bocchetta di Valmala (m. 1862).
Ignorato sulla destra il sentiero 32 che scende al Balisio lungo la Val Campione, proseguiamo fino alla Bocchetta di Campione o Buco di Grigna (m. 1803), dove arriva da sinistra il sentiero 14 che proviene dal Rifugio Elisa.

Continuiamo con una discesa ripida su fondo poco stabile fino ad arrivare ai piedi del primo Scudo Tremare.
Ci portiamo a sinistra e riprendiamo a salire lungo un ripido canalino aiutandoci con una catena.
Raggiunta la cima (m. 1948), continuiamo lungo la cresta tra l'erba e arriviamo al secondo Scudo.
Anche in questo caso dobbiamo arrampicarci, aiutandoci con delle catene, per arrivare in vetta (m. 2028).
Continuiamo a mezza costa superando alcune roccette con altre catene e passaggi esposti che ci consentono di aggirare lo Zucco dei Chignoli (m. 2168).

La parte più impegnativa è terminata e in breve arriviamo alla Bocchetta della Bassa dove sorge il Bivacco Merlini (m. 2144).
Il bivacco è una solida costruzione in muratura; ottimo riparo in caso di condizioni climatiche avverse. Contiene due brande, un camino e un tavolo con panche; mancano materassi coperte e legna.
Da destra sale il sentiero 33 descritto più sopra.
Subito dopo da sinistra si innesta il sentiero n. 16 (via dei Chignoli) che proviene dal Rifugio Elisa.
Percorriamo un breve tratto in cresta; a sinistra sotto di noi si distingue il Rifugio Rosalba su uno spigolo della Grignetta.
Il sentiero prosegue tenendosi sul lato destro poco sotto la cresta. E' largo e in questo tratto non molto ripido; a destra però il pendio è scosceso.

Arriviamo alla Bocchetta di Releccio (m. 2263). Qui troviamo sulla sinistra il sentiero n. 15 (caminetto) e 26 (ferrata) che scendono al Rifugio Bietti.
Un altro breve passaggio in cresta ci consente di vedere sotto di noi a sinistra il Rifugio Elisa.
Il Rifugio Brioschi invece è già ben visibile in alto davanti a noi.
Il sentiero continua risalendo la montagna avendo a destra sempre un notevole precipizio.
Un segnavia su un masso ci ricorda che siamo sull'alta via delle Grigne - sentiero n. 33.
Ora proseguiamo ripidamente a zig-zag poi ripassiamo vicino alla cresta e infine, risaliti pochi gradini, giungiamo alla meta.

Tempo impiegato: ore 5.00 - Dislivello: m. +1525 (salita) e -400 (discesa)


Apertura estate: sempre aperto

Apertura inverno:
- tutti i mercoledi, sabato e domenica
- in caso di bel tempo anche lunedi e venerdi
- sempre dal 26/12 al 7/1
- chiuso in caso di maltempo o pericolo valanghe
- è comunque opportuno telefonare prima

Dati del Rifugio Brioschi

Altezza:
m. 2403
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Vetta della Grigna
Comune:
Pasturo - LC
Carta Kompass:
91 - D5
Coordinate Geo:
45°57'11.70"N
9°23'15.20"E
Gestore:
Alex Torricini
Telefono gestore:
-
Telefono rifugio:
0341 910498
Posti letto:
27
Apertura:
estate: sempre aperto
inverno: vedi a lato
Pagina aggiornata
il: 07/01/2014
Rifugio Brioschi La croce in vetta alla Grigna Alba al Rifugio Brioschi Ultimo tratto del secondo itinerario La Grignetta emerge dalle nubi al tramonto La cappellina del rifugio

Rifugio Bresciadega torna su Bivacco Bruffione

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