Rifugio Brioschi
- Altezza: m. 2403
- Gruppo: Valsassina
- Ubicazione: Vetta della Grigna
- Comune: Pasturo - LC
- Carta Kompass: 91 - D5
- Coordinate Geografiche: 45°57'11.00"N 9°23'15.10"E
- Gestore: Alex Torricini
- Telefono gestore: -
- Telefono rifugio: 0341 910498
- Posti letto: 27
- Apertura: estate: sempre aperto
- Apertura: inverno:
- tutti i mercoledi, sabato e domenica
- in caso di bel tempo anche lunedi e venerdi
- sempre dal 26/12 al 7/1
- chiuso in caso di maltempo o pericolo valanghe
- è comunque opportuno telefonare prima
- Pagina aggiornata il: 01/01/2011
Il Rifugio Brioschi è situato presso la vetta della Grigna Settentrionale o Grignone.
E' punto di arrivo di molte escursioni e gode di uno splendido panorama sulle Alpi e Prealpi lombarde.
Tra i vari percorsi per raggiungerlo ho qui dettagliatamente descritto i più frequentati: il n. 25 detto anche via della Ganda dal
Cainallo (passando per il Bogani), il n. 31+33 dal Balisio e da Pasturo (passando per il Pialeral),
e le due Traversate dai Resinelli (n. 6 Bassa e n. 7 Alta).
Primo itinerario: dal Cainallo (sentiero 25 via della Ganda)
Questo è il percorso più frequentato durante il periodo estivo.
Da Varenna sul lago di Lecco imbocchiamo la tortuosa e panoramica provinciale 65 che sale al Passo di Agueglio.
Dopo Esino prendiamo la deviazione che passa per il Rifugio Cainallo e proseguendo, con un ultimo tratto sterrato, arriva fino in fondo alla Val di Cino (m. 1440).
Lasciata l'auto nel vasto parcheggio ci avviamo verso la vicina cresta spartiacque ma, prima di raggiungerla, prendiamo il sentiero
sulla destra segnalato come: Bogani-Brioschi n. 25; Bietti-Brioschi n. 24; Monte Croce n. 23.
Ci incamminiamo nel bosco in salita.
Subito dopo la prima curva lasciamo a destra il sentiero n. 23 per il Monte Croce e il Bivacco Baitello dell'Amicizia.
Passiamo poi accanto ad una santella con un immagine della madonna (m. 1470). Il sentiero si fa quasi pianeggiante.
Contorniamo il fianco del Grumellone avendo alla nostra sinistra la profonda voragine che scende ripida nella Valle dei Mulini. Il sentiero è ampio ma è
comunque opportuno non distrarsi, specialmente in caso di neve, perché uno scivolone potrebbe essere fatale.
Ci troviamo in un bosco di faggi e percorriamo un tratto in salita che termina, dopo alcuni gradini di legno, con un intaglio nella roccia (m. 1485).
Proseguiamo alternando due tratti in piano ad altri in lieve salita.
Attraversato un altro passaggio tra due rocce (m. 1520), continuiamo dapprima in piano e poi in salita.
Superiamo una passerella di assi ricoperti di terra (m. 1535) e percorriamo ancora tre tratti alternati di salita e piano.
Arriviamo ad un bivio (m. 1590).
Lasciamo sulla destra il sentiero n. 24 per il rifugio Bietti e la Cresta di Piancaformia e proseguiamo diritto.Più avanti ci abbassiamo di 70 metri, scendendo sul fondo della Val delle Lavinie,
mentre ammiriamo i due splendidi torrioni del Frate e della Monaca situati poco sotto il sentiero.
Riprendiamo in ripida ascesa, passiamo su due tronchi che fanno da passerella e poi continuiamo con un tratto in piano.
Superiamo un cancello di legno e riprendiamo a salire.
Il sentiero ora si divide in due e prendiamo a sinistra perché sembra più agevole.
Poi ci ricongiungiamo all'altro ramo, dopo aver lasciato sulla sinistra il sentiero n. 39 per Prato San Pietro e la Valle dei Mulini.
Il bosco è terminato; ora proseguiamo per prati contornati da qualche larice.
Arriviamo all'Alpe Moncodeno (m. 1700) dove troviamo una baita con stalla e fontana e, poco dopo, una pozza coperta da tronchi che serve come abbeveratoio per le
mucche.
Ignoriamo un paio di sentierini sulla sinistra e proseguiamo diritti come ci indica un cartello su un larice.
Già in vista del rifugio Bogani (m. 1816) si stacca sulla destra un sentiero segnalato come 19 rosso per la Cresta di Piancaformia,
rifugio Bietti e rifugio Brioschi e come 19 blu per la discesa verso la bocchetta di Prada, Esino o Mandello.
Proseguiamo invece diritto e arriviamo al rifugio.
Una palina segnavia ci indica i vari percorsi: n. 25 via della Ganda, rifugio Brioschi; n. 37 Bregai, via del Nevaio, rifugio
Brioschi; n. 36 Zapel, passo della Stanga, rifugio Riva; n. 38 palone Vallori.
Percorreremo il sentiero n. 25 seguendo vari segnavia a bandierina che riportano questo numero oppure tre bolli rossi disposti a
triangolo. Inoltre alcune paline segnalano il percorso migliore in caso di neve.
Al primo bivio continuiamo diritti mentre tutti gli altri percorsi sono segnalati a sinistra.
Saliamo tra radi larici e superiamo un tratto in piano ove incrociano alcuni sentieri.
Sempre seguendo i segnavia saliamo verso destra, percorriamo pochi metri su fondo roccioso e, dopo alcuni passi in piano risaliamo
tra sfasciumi.
Il sentiero si divide e si riunisce diverse volte.
Risaliamo un dosso, a sinistra di una piccola conca, e dopo un breve passaggio su fondo roccioso continuiamo con pendenza più lieve
tra i prati.
Lassù in cima già si vede la croce.
Riprendiamo a salire e superiamo due conche, una per parte, mentre in basso a destra si vede il rifugio Bogani.
A quota 2045 troviamo una madonnina bronzea sulla destra e un profondo buco carsico sulla sinistra.
Pochi passi in piano e riprendiamo a salire; sulla destra vediamo un pilone con delle antenne.
Ancora un breve tratto pianeggiante poi, scavalcato un piccolo dosso, saliamo ripidamente.
In seguito alterniamo tratti in piano a brevi salite. Aggiriamo una buca e risaliamo una valletta rocciosa oltre la quale giriamo a
sinistra.
Continuiamo su sfasciumi avendo alla nostra sinistra una grande buca e poi contorniamo una grande roccia.
Sotto di noi scorre un sentiero parallelo a quello che stiamo percorrendo.
Superiamo in piano un tratto un poco esposto ove una catena passamano ci assicura il cammino (m. 2150) e poi riprendiamo a salire.
Poco dopo (m. 2165) un'altra catena passamano ci accompagna in un facile passaggio a fianco di una foiba.
Subito dopo dobbiamo risalire in verticale una breve parete di tre metri e in questo caso la fune di acciaio ci è sicuramente di aiuto.
Tutti questi passaggi sono da considerarsi facili anche se sono da percorrere con un po' di prudenza; poco più avanti infatti due
targhe di marmo nei pressi di un'altra foiba, ricordano delle persone decedute in questo tratto.
Arriviamo ad un bivio (m. 2230); da destra si innesta il sentiero segnalato con il n. 28 (via del Guzzi - rifugio Bietti) e n. 19
(bocchetta di Prada, Mandello, Esino).
Proseguendo il nostro cammino troviamo un altro tratto assicurato da una lunga catena passamano che inizia con una facile cengia e
prosegue fino a contornare una buca (m. 2270).
A questo punto dobbiamo affrontare un faticoso tratto che sale ripidissimo attraverso il gerone, un sentiero di ghiaia e sabbia
sul quale non è difficile scivolare.
Con ripide serpentine saliamo verso la parete rocciosa. L'ultimo tratto, lungo una quarantina di metri, lo superiamo aggrappandoci
ad una serie di catene collegate tra loro e fissate alla montagna.
È davvero l’ultimo sforzo; finalmente sbuchiamo in cima nei pressi dalla cappellina di vetro che precede il rifugio Brioschi, a
pochi passi dalla cima sulla quale svetta una croce di metallo.
Tempo impiegato: ore 3.30 - Dislivello: m. +1027 -70
Data escursione: settembre 2005
Secondo itinerario: dal Balisio/chiesa Sacro Cuore (sentiero 31+33)
La descrizione che segue si riferisce al percorso estivo.
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle. Poco prima di
arrivare al Colle del Balisio (m. 723), imbocchiamo una stradina sterrata sulla sinistra, situata tra un distributore Tamoil e una cooperativa
agro-alimentare.
Percorriamo questa stradina addentrandoci nella Val Pioverna. Un primo ponte ci consente di valicare il torrente L'Amna che scende dalla Valle del
Gerone poi la strada prosegue sempre più stretta e attraversa il Pioverna, infine superiamo il torrente Acqua Fredda e arriviamo alla Cappelletta del
Sacro Cuore dove parcheggiamo (m. 833).
Durante l'inverno, la strada è sempre in ombra e pertanto può essere ghiacciata. In questo caso è necessario lasciare l'auto subito all'inizio o in un
piccolo slargo più avanti e percorrere anche questo tratto a piedi. Ad ogni modo, anche nella bella stagione, la strada va percorsa con cautela in
quanto è piuttosto sconnessa.
Alcuni segnavia indicano a sinistra: il Rifugio Pialeral e l'Agriturismo Aliver; diritto: l'Agriturismo Brunino e il Centro Educativo Regina delle
Grigne Piani di Brunino.
Lasciamo pertanto il percorso che prosegue diritto verso la Valle dell'Acqua Fredda e prendiamo quello a sinistra iniziando ad addentrarci nella valle
dei Grassi Lunghi (segnavia n. 31).
Un cartello stradale indica il divieto di accesso ai mezzi non autorizzati trattandosi di una strada privata consorziale. Alla sinistra scorre il
torrente. Alla destra c'è un casello dell'acquedotto.
In leggera salita entriamo nel bosco inizialmente composto in prevalenza da noccioli.
Subito ignoriamo una stradina inerbita che si stacca alla sinistra e scorre lungo la riva del torrente.
Troviamo poi sulla sinistra una stanga di colore rosso che chiude l'accesso ad un prato. Tra il prato e la stradina c'è una fila di alberi.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e subito notiamo una cascina nei prati, raggiungibile con una stradina che, poco più avanti, si stacca sulla
destra nel punto in cui un rivolo attraversa il cammino (m. 875).
Alla sinistra, oltre una stanga in legno, vediamo un'altra cascina.
Proseguiamo camminando tra una fila di alberi che ci separa dai prati alla sinistra e il bosco alla destra.
Più avanti vediamo un'altra cascina sulla destra nei prati. Un sentiero invece scende a sinistra verso il torrente. Davanti vediamo la Grigna (m.
890).
Poco dopo, tra gli alberi sulla sinistra, riusciamo a vedere anche la Grignetta.
Alla destra si stacca una stradina, accompagnata da un muretto a secco, che si dirige verso la cascina. Alla sinistra un passaggio tra gli alberi
consente l'accesso ai prati. Alla destra c'è il bosco (m. 910).
Passiamo accanto ad una piccola croce di legno (m. 915). La pendenza aumenta un poco.
Ignoriamo una stradina che si stacca alla sinistra (m. 925)
Subito dopo vediamo sulla sinistra un vecchio cartello di divieto di sosta mentre, sull'altro lato, inizia una stradina privata il cui accesso è
chiuso da una catena.
Alla sinistra ci sono sempre una fila di alberi e dei prati mentre alla destra c'è il bosco.
Troviamo uno slargo sulla destra e poi una stradina che si stacca alla sinistra e si dirige verso alcune case (m. 955).
Dopo un tratto in leggera salita, la pendenza aumenta un poco.
Sulla sinistra ci sono delle protezioni realizzate con pali di ferro e di legno e, oltre una stanga (che troviamo aperta), vediamo una cascina. Un
cartello indica il divieto di transito trattandosi di proprietà privata. Alla destra invece sale una stradina. Anche qui un cartello segnala il
divieto di transito (m. 980).
Continuiamo in salita.
Superata una corta staccionata di legno, troviamo sulla sinistra un'altra cascina davanti alla quale c'è una fontana con vasca (m. 1000).
Subito dopo sulla destra parte un sentiero che retrocede rispetto alla nostra direzione di marcia.
Ora alla sinistra non c'è più la solita fila di alberi ma è un basso muretto a secco a separarci dai prati. Alla destra, tra gli alberi, vediamo un
rudere (m. 1115).
Proseguiamo in leggera salita, tra una staccionata di legno e un muro.
Poco dopo a sinistra troviamo uno slargo, l'arrivo di una teleferica e una stradina che si stacca. Continuiamo diritto nel bosco formato da alberelli,
in prevalenza noccioli.
Riprendiamo a salire (m. 1040). Alla sinistra c'è un basso muretto di cemento. Sentiamo ancora il fragore del torrente ma non riusciamo più a
distinguerlo tra gli alberi.
Raggiungiamo i primi faggi e torniamo a vedere il torrente (m. 1055). Alla sinistra c'è ancora un prato. La pendenza aumenta.
Sulla destra vediamo due serie di cinque paletti cadauna, messi a rinforzo per prevenire una possibile frana (m. 1175).
Più avanti troviamo delle protezioni in cemento, rasoterra, a sinistra e un masso in mezzo al percorso.
Subito dopo arriviamo ad un bivio (m. 1080). Alcuni cartelli indicano a sinistra: Alpe Campione, Buco di Grigna, Piani Resinelli, Traversata Bassa; a
destra: Pialeral, Grigna Settentrionale, Brioschi.
Andiamo a destra in salita. Il percorso diventa più stretto e la pendenza aumenta.
Con vari tornanti saliamo in modo abbastanza ripido in una bella faggeta, il Bosco della Costa Reor.
Troviamo poi alla sinistra delle radici aeree alle quali viene spontaneo aggrapparsi (m. 1200).
Pochi passi più avanti il sentiero diventa diritto e sale con maggiore pendenza circondato da due spazi vuoti ai lati, prima degli alberi.
Proseguiamo poi con alcune serpentine. A volte il sentiero si divide in due tracce che si intersecano.
Più avanti i faggi lasciano il posto alle betulle.
Il sentiero si sdoppia in due percorsi paralleli divisi da una fila di noccioli (m. 1240) e poi torna ad unirsi nei pressi di un rudere (m. 1260).
Ora gli alberi sono più radi e davanti cominciamo a vedere le case del Pialeral.
Camminando tra un prato e gli ultimi alberi arriviamo ad un bivio dove lasciamo a destra una stradina che conduce al Laghetto dell'Alpe Cova.
Poco dopo ci immettiamo sul percorso della Traversata Bassa. Qui c'è una palina con alcune indicazioni: Alpe Cova (m. 1301); a sinistra: Torrente
Pioverna a ore 0.30, Piani Resinelli a ore 2.10; diritto: Rifugio Antonietta al Pialeral a ore 0.15, San Calimero a ore 1.10. Alla destra c'è il
laghetto.
Proseguiamo con minore pendenza e ci immettiamo su una stradina con il fondo in cemento che arriva dalla destra (sentiero 33 da Pasturo).
Ignoriamo una sterrata che si stacca verso sinistra. Un'altra stradina a destra porta verso una casa bianca. Un cartello indica diritto il Rifugio
Antonietta - Pialeral a 10 minuti.
Andiamo avanti in salita accompagnati da un muretto a secco sul lato destro. Un segnale stradale indica il divieto di transito. La stradina torna ad
essere sterrata (m. 1325).
Continuiamo in leggera salita con una staccionata di legno sulla destra. Ora possiamo ammirare il panorama su entrambi i lati.
Alla destra troviamo un'altra casa. La stradina riprende a salire con il fondo in cemento.
Una stanga blocca l'accesso lasciando un passaggio sulla destra per pedoni e biciclette (m. 1340).
Camminiamo tra due recinzioni realizzate con paletti di legno che reggono due cavi metallici.
Poi sulla destra troviamo uno spiazzo panoramico recintato da una ringhiera di colore bianco (m. 1360).
Ora la stradina torna ad essere sterrata e procede in leggerissima salita.
Lasciamo a destra una casa di colore giallo ed un baitello in muratura dalla cui grondaia nel periodo invernale si staccano diverse stalattiti di
ghiaccio.
Proseguiamo in piano tra un prato e una staccionata di legno.
Troviamo sulla destra altre case, un grande faggio e il Rifugio Antonietta al Pialeral (m. 1370).
Davanti al rifugio c'è una bacheca nella quale su un foglio possiamo leggere in quali giorni il Rifugio Pialeral è aperto. Un'altro foglio informa se
il Rifugio Brioschi è aperto o chiuso.
Proseguiamo in modo abbastanza ripido e con il fondo in cemento.
Alla destra ci sono altre case. Ignoriamo una sterrata che si stacca alla sinistra. Un cartello indica diritto il Grignone e il Rifugio Brioschi a ore
2.30.
Di fronte ad una casa il tratto in cemento termina. Proseguiamo su di una mulattiera con dei gradini realizzati con paletti di legno. Alla destra c'è
un muretto a secco.
Troviamo poi altre due case e due staccionate, una per parte (m. 1410).
Sulla sinistra troviamo una costruzione in cemento con delle antenne, due panchine e una fontana con vasca (m. 1430).
Subito dopo, in piano, arriviamo ad un bivio. Diritto viene segnalato il Rifugio Brioschi a ore 2.30 sia con la via estiva per la Bocchetta del
Releccio che con quella invernale per i Comolli; a destra invece continua la Traversata Bassa: S. Calimero a ore 1.00 e il Rifugio Riva a ore 2.00.
A sinistra c'è una conca, la Foppa del Masone nella quale è stata allestita una area pic-nic.
Proseguiamo in salita con una staccionata alla sinistra.
Troviamo poi un altro cartello che indica il Rifugio Brioschi (m. 1445). Qui il sentiero sembra dividersi in due tracce e prendiamo quella più a
destra.
Proseguiamo con un sentiero su un contrafforte tra due vallette. Alla destra ci sono dapprima dei faggi e poi delle betulle.
Camminando tra radi alberi, troviamo un cartello di legno quasi illeggibile che indica verso destra la Grigna Settentrionale e il Rifugio Brioschi (m.
1470).
Il sentiero prosegue con delle serpentine tra erba e pochi alberi.
Su dei massi vediamo una striscia gialla. Ora il sentiero si divide in più tracce parallele.
Troviamo una prima palina, di colore rosso (m. 1510). Altre ne troveremo più avanti, alcune rosse ed altre grigie.
In modo abbastanza ripido superiamo un gruppo di faggi. Poi, terminati gli alberi proseguiamo tra l'erba con minore pendenza. Davanti vediamo il
Bivacco Riva Girani ai Comolli riconoscibile dagli infissi di colore rosso (m. 1545).
Alla destra c'è uno slargo. In basso a sinistra vediamo una pozza.
Più avanti troviamo una roccetta isolata nella quale sono stati infissi un paletto di legno e due di ferro (m. 1600).
Arriviamo al punto in cui il sentiero estivo si divide da quello invernale. Su di un masso vediamo la scritta: "Estivo" e una freccia che
indica di proseguire diritto (m. 1630). Poco più avanti troviamo un secondo masso dove la scritta: "Invernale" e una freccia obliqua indicano
di andare verso destra (m. 1635).
Lasciamo quello invernale che si dirige a destra verso le Baite Comolli e proseguiamo abbastanza ripidamente per prati.
Risaliamo poi un dosso; verso la cima troviamo una deviazione sulla sinistra che conduce ad una piccola grotta che contiene una statua della madonna
(m. 1820).
Giunti in cima percorriamo un tratto in piano su una crestina e riprendiamo a salire.
Scavalchiamo un cavo di teleferica che passa raso terra.
Il sentiero prosegue sull'orlo di un precipizio. Qui il sentiero si divide in due rami paralleli e troviamo più sicuro percorrere quello più a monte
(m. 1870).
Oltrepassiamo un ansa rocciosa della montagna ed un altro tratto un po' esposto poi torniamo a risalire il versante prativo del monte con ripidi
tornantini.
Il Bivacco Merlini e li, sopra di noi. Dopo un tratto in piano, in ripida salita lo raggiungiamo (m. 2144). Da sinistra arriva il sentiero della
traversata alta che proviene dalla Grignetta.
Il bivacco è una solida costruzione in muratura; ottimo riparo in caso di condizioni climatiche avverse. Contiene due brande, un camino e un tavolo
con panche; mancano materassi coperte e legna.
Subito dopo da sinistra si innesta il sentiero n. 16 (Via dei Chignoli) che proviene dal Rifugio Elisa. Siamo alla Bocchetta della Bassa.
Percorriamo un breve tratto in cresta; a sinistra sotto di noi si distingue il Rifugio Rosalba su uno spigolo della Grignetta.
Il sentiero prosegue tenendosi sul lato destro poco sotto la cresta. E' ancora largo e in questo tratto non molto ripido; a destra però il pendio è
assai scosceso.
Arriviamo alla bocchetta di Releccio (m. 2263). Qui troviamo sulla sinistra i sentieri n. 15 (Caminetto Bietti) e n. 26 (Ferrata Bietti).
La salita ora è meno faticosa; un altro breve passaggio in cresta ci consente di vedere sotto di noi a sinistra il Rifugio Elisa.
Il Rifugio Brioschi invece è già ben visibile in alto davanti a noi.
Il sentiero continua risalendo la montagna avendo a destra sempre un notevole precipizio.
Un segnavia su un masso ci ricorda che siamo sull'Alta Via delle Grigne - sentiero n. 33.
Ora proseguiamo ripidamente a zig-zag poi ripassiamo vicino alla cresta e infine, risaliti pochi gradini, giungiamo alla meta.
Dalla chiesetta del S. Cuore: tempo impiegato: ore 4 - Dislivello m. 1570
Dal colle del Balisio: tempo impiegato ore 4.20 - Dislivello m. 1680
Data escursione: settembre 2005
Variante invernale
Il percorso invernale è stato tracciato molto più a destra rispetto a quello estivo in modo da evitare una zona pericolosamente soggetta a slavine.
Al bivio dopo il Pialeral, dove i due percorsi si dividono, andiamo a destra e continuiamo abbastanza agevolmente fino a raggiungere il Bivacco
Riva Girani presso le Baite Comolli (m. 1850).
Qui, calzati i ramponi, iniziamo il ripidissimo muro (pendenza media 35 gradi). Seguiamo i paletti (uno ogni 50 metri circa) che indicano il cammino.
Raggiunta la cresta (m. 2280) che collega la Grigna al Pizzo della Pieve, il percorso spiana.
Continuiamo verso sinistra (ovest), seguendo la cresta fino al rifugio.
Terzo itinerario: da Pasturo (sentiero 33)
Quest'altro itinerario parte da Pasturo. Percorrendo la via Manzoni troveremo diversi sentieri e stradine che salgono verso la
Grigna e si riuniscono poco dopo a monte dell'abitato.
Il più noto probabilmente è quello che parte nei pressi della chiesa della Madonna della Cintura (viale Trieste, via IV Novembre,
chiesa, via S. Calimero), ma preferisco descriverne dettagliatamente un altro che parte direttamente da un ampio parcheggio.
Con la provinciale 62 superiamo il colle del Balisio e proseguiamo in discesa per tre chilometri. Arrivati a Pasturo prendiamo la
prima strada a sinistra verso il paese. Alla rotonda presso il benzinaio Q8 prendiamo viale Trieste e dopo 150 metri troviamo
sulla sinistra un ampio parcheggio su tre livelli ove lasciamo la macchina (m. 632).
Sulla destra del parcheggio c'è una stradina, per metà a gradini, che a fianco del torrente Cariola sale fino ad incontrare una
strada asfaltata che proprio in questo punto cambia nome (a sinistra via Roma e a destra via Manzoni).
Attraversata la strada proseguiamo con un sentiero alla sinistra del torrente. Superato un lavatoio, troviamo un ponte con il
quale attraversiamo il corso d'acqua e ci immettiamo su una stradina acciottolata continuando verso sinistra in leggera salita.
Poi incrociamo un viottolo e proseguiamo diritto tra prati e qualche casa. La pendenza si accentua.
Ad un bivio troviamo un cartello caduta massi (ma non si capisce proprio da dove potrebbero cadere) e prendiamo a destra. Ora
percorriamo un tratto in piano ed incontriamo un'altra stradina che si immette da destra.
Ancora pochi passi e arriviamo alla cappella dedicata alla Madonna del Rosario, il cui portico copre il percorso (m. 739).
Oltrepassata una casa, troviamo una fontana e un ponte in cemento con il quale attraversiamo il torrente Cariola. Entriamo in un
bosco di faggi e, superato un ruscello con un altro ponte, riprendiamo a salire.
Passiamo poi accanto ad una casina. La pendenza si accentua.
Alla nostra destra c'è un prato in cima al quale vediamo una casa, poi, superate altre abitazioni ed un altro prato, questa volta
a sinistra, raggiungiamo una strada dal fondo cementato e andiamo a destra (m. 844). Si tratta di una strada agro silvo
pastorale sulla quale è vietato il transito alle autovetture.
Fatti pochi passi, troviamo sulla destra una mulattiera ed un segnavia che indica: Cornisella, Pialeral, Grigna Settentrionale e
Brioschi.
La mulattiera sale in una bella faggeta e diviene ben presto ripida. Poi il percorso si raddolcisce; a sinistra abbiamo un prato
in fondo al quale c'è una casa.
Ignoriamo un sentiero che scende a destra verso una casetta e continuiamo a sinistra in salita rientrando nel bosco. Ora oltre ai
faggi ci sono anche dei castagni.
Superiamo un rudere e un prato con una stalla, poi torniamo nel bosco. Il percorso diviene più ripido e dei tronchi posti in
orizzontale ci fanno da gradini. Un sentiero si innesta da destra.
Davanti a noi c'è un prato. Procediamo tra due file di alberi. Sulla destra c'è un gruppo di betulle.
Ora il percorso si raddolcisce e passati solo i cavi dell'alta tensione arriviamo ad una vecchia casa davanti alla quale c'è una
vasca con l'acqua e due panche di pietra (m. 1018).
Continuando a salire raggiungiamo una stradina; qui ci sono le baite di Cornisella, una fontana, e la chiesetta degli alpini
dedicata a Maria Regina Pacis (m. 1052).
Andiamo a destra. Subito troviamo un bivio; i segnavia indicano a sinistra: Grassi Lunghi - Colle di Balisio e diritto: Pialeral -
Brioschi.
La stradina è a fondo cementato e in lieve salita.
Ora siamo fuori dal bosco e lo sguardo per un po' si apre sui monti della Valsassina.
Procediamo in piano sentendo sotto di noi il rumore del torrente Cornisella.
Sulla destra si stacca un sentiero ed i segnavia indicano che da quella parte si può andare a S. Calimero in 50 minuti e poi al
rifugio Riva. Proseguendo diritto invece, arriviamo al ponte dell'Acqua Fredda sul torrente Cornisella (m. 1066). Attraversatolo,
lasciamo la strada e saliamo a destra (cartello: Pialeral - Brioschi) con una ripida mulattiera.
Oltre un prato, troviamo una grande casa bianca e una fontana; sulla casa è appesa una rudimentale mappa della zona disegnata su
un pezzo di legno.
Raggiungiamo una pineta; ora a sinistra c'è una staccionata e il percorso è meno ripido.
Giunti nei pressi di un tornante ove c'è una fontana con vasca, ignoriamo un sentiero che scende a sinistra.
Per un tratto il percorso si fa più ripido poi, arrivati ad un appostamento per la caccia, torna a raddolcirsi.
Troviamo poi un bivio (m. 1206) e un cartello che ci segnala di andare a sinistra (Pialeral - Brioschi).
Sulla destra c'è un prato con una vecchia casa e, subito dopo, un altro bivio. Andiamo a destra in salita.
Al successivo bivio andiamo ancora a destra tra i prati, passando tra due case bianche.
Ora percorriamo un tratto pianeggiante avendo di fronte la Grigna.
Arriviamo poi ad un'altra biforcazione nei pressi di una vasca e di un ruscello che attraversa il nostro cammino. Ci teniamo sulla
sinistra e con un tratto ripido ci portiamo su una strada con il fondo in cemento nei pressi di alcune case e una costruzione
dell'acquedotto (m. 1278). Qui prendiamo a destra tra radi alberi in lieve salita.
Siamo oramai sui verdi pascoli del Pialeral; di fronte a noi la Grignetta e a destra la Grigna.
Superate alcune case arriviamo al laghetto dell' Alpe Cova.
Poco oltre incontriamo il sentiero 31 che sale dal Balisio con il quale proseguiamo fino alla meta.
Tempo impiegato: ore 5.00 - Dislivello: m. 1771
Data escursione: aprile 2006
Quarto itinerario: dai Resinelli (sentiero 6 Traversata Bassa)
Alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria della ss 36 dir, imbocchiamo la strada che con 14 tornanti conduce ai Piani
Resinelli (m. 1278) dove possiamo lasciare la macchina nell'ampio parcheggio.
Un cartello indica il percorso per la Traversata Bassa: l'Alpe Cassino a ore 0.35 e il Pialeral a ore 2.15.
Ci incamminiamo lungo Via Carlo Mauri, una strada asfaltata che inizia accanto ad una rivendita di alimentari.
Al primo bivio ignoriamo la strada che sale a sinistra (via Galbussera) verso il rifugio Porta e, continuando quasi in piano
raggiungiamo il rifugio Soldanella (ex SEM Cavalletti - m. 1354).
Oltre il rifugio la strada ampia e sterrata continua in lieve discesa.
Ignoriamo una stradina e un sentiero sulla sinistra.
Più avanti dei segnavia ci indicano un altro sentiero sempre a sinistra per la Cresta Senigallia (n. 1 EE), il Canalone Porta (n.
2 EEA), la Grigna Meridionale a ore 2.15, i Torrioni Magnaghi (A), e il sigaro Dones (A).
Continuando diritto invece ci vengono segnalati: la Traversata Bassa (n. 6), l'Alpe Cassino a ore 0.25 e il Pialeral a ore 2.20.
Proseguiamo lungo la sterrata in piano superando alcune case e ignorando alcune stradine sulla destra.
Dopo una bacheca, arriviamo al Fontanino della Pissarotta (m. 1340).
Continuiamo con bella vista sui torrioni della Grignetta in alto a sinistra e arriviamo ad un bivio nei pressi di una casa.
Qui altri segnavia indicano sulla destra: la Traversata Bassa; Mus'cera a 0.15 e il rifugio Pialeral a 1.50.
Ignorata un'altra stradina sulla sinistra, continuiamo in piano e raggiungiamo una stanga che troviamo alzata.
C'è un cartello di divieto di accesso il che significa che, volendo, si potrebbe arrivare fin qui con la propria autovettura
accorciando un poco il cammino (m. 1357).
Dopo una curva a destra arriviamo alla cascina dell'Alpe Cassino (m. 1359) dove un vecchio segnavia indica l'ex-rifugio Tedeschi
al Pialeral (distrutto da una valanga venti anni fa e mai ricostruito).
Continuiamo tra i prati con bella vista sul Torrione Fiorelli e le bastionate della Grignetta.
Ignorata una stradina sulla destra, in lieve salita raggiungiamo la selletta di Cassino (m. 1377) dove c'è l'azienda agricola Pian
delle Fontane, poi in leggera discesa raggiungiamo una pozza d'acqua (m. 1354).
Un segnavia indica che siamo in località Alpe Mus'ceda e ci segnala la Traversata Bassa, Sasso dell'Acqua a 0.30 e il Pialeral a
1.30. C'è anche una bacheca alla quale è affisso un cartello che spiega un percorso geologico naturalistico delle Grigne.
Lasciamo la sterrata che scende a destra verso una cascina e continuiamo in piano con un sentiero.
In lieve discesa e poi in piano superiamo un boschetto di faggi e betulle.
In basso a destra vediamo un abbeveratoio e una stradina sulla quale poco più avanti ci immettiamo.
Poco dopo raggiungiamo la Cascina Chignoeu (Chignoli m. 1343) dalla quale si gode un bel panorama sulla vallata sottostante.
Continuiamo in lieve discesa, poi percorriamo alcuni passi in salita, indi in piano tra faggi e betulle.
Poi usciamo dal bosco e attraversiamo le ghiaie del Gerone (m. 1290).
Ancora in leggera discesa tra pini mughi contornando il ripido versante prativo che precipita sulla destra.
Alternando tratti in piano ad altri in lieve discesa superiamo un bosco di faggi.
Pochi passi in salita con alcuni scalini in legno e torniamo a scendere poi, ignorato un sentiero sulla destra, giungiamo in piano
al Sasso dell'Acqua (m. 1202) dove troviamo un fontanino asciutto e dei segnavia che indicano: la Taversata Bassa, il torrente
Pioverna a 0.20 e il Pialeral a 1.00.
Superato un rudere attraversiamo un prato poi torniamo a scendere tra i faggi.
Troviamo un altro cartello che indica il Pialeral e continuiamo in piano.
Cominciamo a sentire lo scroscio del torrente. In questa zona ci sono diversi ciclamini.
Raggiungiamo un bivio accanto alla Casa Vecchia (m. 1121). Qui i segnavia indicano sulla sinistra: la Traversata Bassa, il
Pialeral a 0.45 e la chiesetta di S. Calimero a 2.00; mentre sulla destra: i Grassi Lunghi, la cappella del S. Cuore a 0.30 e il
colle del Balisio a 0.45.
Seguendo una protezione fatta con pali e funi di acciaio raggiungiamo il torrente Pioverna e poco dopo lo guadiamo (m. 1130).
Risaliamo ora l'opposta sponda in un rado bosco con grandi faggi e superiamo un altro cartello che indica il Pialeral a 0.40 e S.
Calimero a 1.50.
Dopo un tratto in piano, riprendiamo a salire e raggiungiamo un incrocio dove c'è un quadretto religioso.
Prendiamo a sinistra verso un gruppo di betulle ma potremmo anche proseguire diritto in quanto poco dopo i due sentieri si
uniscono.
Usciamo dal bosco e saliamo con alcuni gradini in legno. Superato un altro gruppo di faggi continuiamo quasi in piano tra i prati
poi in salita arriviamo al quadrivio nei pressi dell'Alpe Cova.
Da destra giunge il sentiero 31 che sale dal Balisio, di fronte il sentiero 33 da Pasturo mentre a sinistra in pochi minuti
arriviamo al rifugio Pialeral.
Continuiamo poi come descritto nella seconda parte del secondo itinerario.
Tempo impiegato: ore 5.15 - Dislivello: m. +1503 (salita) e -268 (discesa)
Data escursione: ottobre 2006
Quinto itinerario: dai Resinelli (sentiero 7 Traversata Alta)
Questo panoramico e impegnativo percorso che collega le due cime delle Grigne, presenta tratti molto esposti, a volte attrezzati
con catene, ed è pertanto riservato ad escursionisti esperti.
Ai Piani Resinelli (m. 1278), parcheggiata l'auto, ci incamminiamo lungo Via Carlo Mauri, una strada asfaltata che inizia accanto ad una rivendita di
alimentari.
Al primo bivio giriamo a sinistra in Via Galbussera e iniziamo a salire in modo abbastanza ripido.
Dopo le prime curve il percorso si raddolcisce.
Più avanti troviamo una sbarra verde che blocca il transito alle autovetture (m. 1325).
Continuiamo con alcuni tornanti, superando qualche casa. La Grignetta si erge maestosa davanti a noi.
Ignoriamo una deviazione sulla destra e proseguiamo diritto come indicato da un cartello.
Superiamo un'altra sbarra verde (m. 1407). La strada diventa sterrata.
Passiamo accanto alla recinzione che circonda un edificio.
Continuiamo in piano e ben presto arriviamo al rifugio Porta (m. 1426).
Dietro al rifugio partono due sentieri. A destra viene indicato il sentiero n. 1 che sale sulla Grignetta per la Cresta Senigaglia
e il sentiero n. 2 per il Canalone Porta; al centro invece parte il sentiero n. 7 (che percorreremo) per la Grignetta lungo la
Cresta Cermenati e il sentiero n. 8 per il rifugio Rosalba e il Colle Valsecchi (direttissima).
Ci inoltriamo nel Bosco Giulia, una bella abetaia, e procediamo quasi in piano fino ad un bivio nei pressi di un'icona della
madonna. Il percorso principale sale a destra, ma quello a sinistra è una scorciatoia. Ora siamo in una faggeta.
Successivamente ignoriamo due sentieri, uno per parte e iniziamo a salire decisamente.
Il bosco è finito; d'ora in avanti saremo sempre sotto il sole.
Trascurato un altro sentiero sulla destra, arriviamo ad un bivio.
Una palina segnavia indica sulla sinistra il sentiero n. 8 (direttissima EE), e il rifugio Rosalba a ore 2; mentre diritto si
continua con il sentiero n. 7 per la Grignetta (Cresta Cermenati - E), i Torrioni Magnaghi (A) e il Sigaro Dones (A).
Superiamo una prima roccetta, aiutandoci con le mani, poi continuiamo con un tratto di sentiero rinforzato da un grosso tubo di
ferro.
Superiamo senza problemi altre roccette più facili; su un masso c'è una scritta in rosso: Itin. Rampicata Est.
Raggiungiamo i primi torrioni, il panorama si fa più interessante sia verso l'alto che sulla vallata sottostante e sui laghi.
Di tanto in tanto qualche roccetta viene superata aiutandosi un poco con le mani.
Raggiungiamo un bivio (m. 1750): sulla destra si stacca il sentiero che conduce ai Torrioni Magnaghi, al Sigaro Dones e al raccordo con il
Canalone Porta.
Il sentiero è sempre ripido. Raggiungiamo un'ampia cresta e la percorriamo avendo alla nostra sinistra il Canalone Caimi.
Aggiriamo poi un dosso sulla destra, passando a lato di un notevole precipizio sul sottostante versante prativo del monte.
Ora percorriamo un breve tratto quasi in piano. A sinistra, un'apertura tra due rocce ci consente di ammirare il panorama.
Superiamo un altro breve tratto in cresta e riprendiamo a salire.
Aggiriamo un altro dosso sulla destra, accanto allo scosceso pendio e ritorniamo in cresta.
Raggiungiamo poi un altro bivio (m. 2040): a sinistra il sentiero n. 10 Cecilia (EE) conduce al Colle Valsecchi in 0.45 e al rifugio Rosalba
in 1.15; diritto viene segnalata la Cresta Cermenati e la Cima della Grignetta a 0.20.
Davanti a noi un largo e decisamente ripido canalone che dobbiamo faticosamente salire.
Arrivati alla Sella di Val Scarettone (m. 2160), pieghiamo a destra e, con l'aiuto di alcune catene, raggiungiamo la vetta della Grignetta e il
Bivacco Ferrario (m. 2177). (Fin qui: ore 2.30 - dislivello: m. 899)
Il bivacco ha il diametro di tre metri e mezzo e la sua forma ottogonale ricorda vagamente quella del LEM, il modulo lunare
utilizzato dalle missioni Apollo per la discesa sulla luna. L'interno è in legno e contiene solo due panche.
Accanto c'è una croce in ferro.
Facciamo una sosta per tirare il fiato e per ammirare lo splendido panorama. La vista spazia a 360 gradi; a nord:
la vetta della Grigna preceduta dal bastione roccioso dello Scudo Tremare e, all'orizzonte le cime delle Alpi Retiche; alla destra della Grigna: il Legnone, il Pizzo Tre Signori, il Gruppo Campelli e il Pizzo Maesimo alle spalle dei quali ci sono le cime e le valli
orobiche; a sud: il Resegone, la Brianza e la pianura; ad ovest: il gruppo del Monte Rosa.
Ma è tempo di riprendere il nostro cammino. La parte più impegnativa sta per arrivare.
Ci portiamo dietro al bivacco e, facendo molta attenzione, ci caliamo per ripide roccette aiutandoci con una catena fino a una
forcella in cresta.
Raggiungiamo poi un'altra catena che ci porta ad imboccare il Canalino Federazione, spesso innevato fino a tarda stagione.
Terminata la discesa del canalino, percorriamo un tratto in cresta e vediamo, sulla sinistra in lontananza, il rifugio Rosalba.
Arriviamo poi alla Bocchetta del Giardino (m. 2004) dove troviamo un bivio e dei segnavia che indicano sulla sinistra il sentiero
11 che scende verso la Direttissima per il rifugio Rosalba o i Piani Resinelli.
Seguiamo invece il sentiero a destra scendendo lungo un costone erboso dapprima ripidamente e poi quasi in piano tra pini mughi, e
arriviamo al bivio della Bocchetta di Valmala (m. 1862).
Ignorato sulla destra il sentiero 32 che scende al Balisio lungo la Val Campione, proseguiamo fino alla Bocchetta di Campione o
Buco di Grigna (m. 1803), dove arriva da sinistra il sentiero 14 che proviene dal rifugio Elisa.
Continuiamo con una discesa ripida su fondo poco stabile fino ad arrivare ai piedi del primo Scudo Tremare.
Ci portiamo a sinistra e riprendiamo a salire lungo un ripido canalino aiutandoci con una catena.
Raggiunta la cima (m. 1948), continuiamo lungo la cresta tra l'erba e arriviamo al secondo Scudo.
Anche in questo caso dobbiamo arrampicarci, aiutandoci con delle catene, per arrivare in vetta (m. 2028).
Continuiamo a mezza costa superando alcune roccette con altre catene e passaggi esposti che ci consentono di aggirare lo Zucco dei
Chignoli (m. 2168).
La parte più impegnativa è terminata e in breve arriviamo alla Bocchetta della Bassa dove sorge il bivacco Merlini (m. 2144).
Il bivacco è una solida costruzione in muratura; ottimo riparo in caso di condizioni climatiche avverse. Contiene due brande, un
camino e un tavolo con panche; mancano materassi coperte e legna.
Da destra sale il sentiero 33 descritto più sopra.
Subito dopo da sinistra si innesta il sentiero n. 16 (via dei Chignoli) che proviene dal rifugio Elisa.
Percorriamo un breve tratto in cresta; a sinistra sotto di noi si distingue il rifugio Rosalba su uno spigolo della Grignetta.
Il sentiero prosegue tenendosi sul lato destro poco sotto la cresta. E' largo e in questo tratto non molto ripido; a destra però
il pendio è scosceso.
Arriviamo alla Bocchetta di Releccio (m. 2263). Qui troviamo sulla sinistra il sentiero n. 15 (caminetto) e 26 (ferrata) che
scendono al rifugio Bietti.
Un altro breve passaggio in cresta ci consente di vedere sotto di noi a sinistra il rifugio Elisa.
Il rifugio Brioschi invece è già ben visibile in alto davanti a noi.
Il sentiero continua risalendo la montagna avendo a destra sempre un notevole precipizio.
Un segnavia su un masso ci ricorda che siamo sull'alta via delle Grigne - sentiero n. 33.
Ora proseguiamo ripidamente a zig-zag poi ripassiamo vicino alla cresta e infine, risaliti pochi gradini, giungiamo alla meta.
Tempo impiegato: ore 5.00 - Dislivello: m. +1525 (salita) e -400 (discesa)
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