Rifugio Rosalba

Il Rifugio Rosalba è situato presso il Colle del Pertusio, sulla dorsale erbosa che scende dalla Grignetta verso il Lago di Lecco, circondato da curiosi monoliti calcarei che sbucano come funghi dall'erba e da torrioni dalle ripidissime pareti.
Qui sono nati e cresciuti alcuni gruppi alpinistici famosi in tutto il mondo come i Ragni di Lecco.

Primo itinerario: Sentiero delle Foppe (n. 9)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, imbocchiamo la strada che con 14 tornanti conduce ai Piani Resinelli (m. 1278). Qua giunti, superiamo il vasto parcheggio (Piazzale Daniele Chiappa) e, in fondo, giriamo a destra. Proseguiamo in discesa, lasciamo a destra la fonte Carlanta e arriviamo fino all'ex Rifugio Alippi (m. 1180).

Un segnavia indica sulla destra il Sentiero delle Foppe n. 9, il Sentiero dei Morti, il Rifugio Rosalba a ore 2.
Ci incamminiamo in piano su una strada asfaltata, passando tra un deposito di roulottes e alcune case.
Ignorata una stradina a destra, continuiamo poi su fondo sterrato.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e vediamo dell'acqua che esce da un tubo.
Continuiamo tra case e prati alla sinistra, e il bosco a destra. Raggiungiamo un bivio dove un segnavia indica il Rifugio Rosalba a destra.
Superata l'ultima abitazione, percorriamo un tratto in salita nel bosco; poi con minore pendenza arriviamo ad un altro bivio (m. 1200). Questa volta il Rifugio Rosalba viene indicato a sinistra mentre dall'altra parte c'è una strada privata e un cartello di divieto di accesso.
Proseguiamo in piano. Poi con pochi passi in discesa raggiungiamo un'altra biforcazione e andiamo a destra in salita seguendo i bolli bianchi e rossi.
Poco dopo troviamo ancora un bivio. Qui c'è una palina segnavia che indica diritto: il sentiero n. 9 (Foppe-Morti) e il Rifugio Rosalba a ore 1.40; dietro: Alippi a ore 0.20; a destra: i Piani Resinelli, la Chiesa a ore 0.30 e l'Alta Via delle Grigne. Un altro cartello su un faggio conferma l'indicazione per il Rifugio Rosalba.
Percorriamo un tratto in discesa abbassandoci di una ventina di metri e raggiungiamo una vecchia frana, che superiamo agevolmente camminando sulle pietre (m. 1180).

Qui finisce il bosco ed inizia la salita.
Saliamo ripidamente agevolati da alcuni gradini di legno, poi continuiamo con minore pendenza.
Lasciamo a destra un sentiero segnalato che porta all'attacco dei torrioni Punta Giulia, Torre Costanza e Mongolfiera (difficoltà alpinistica).
Continuiamo quasi in piano a mezza costa. In basso a sinistra vediamo una parte del Lago di Lecco.
Raggiungiamo un tratto un po' esposto, con una paretina che dobbiamo risalire per un paio di metri; delle staffe di acciaio e una corda fissa facilitano il compito.
Proseguiamo quasi in piano a mezza costa nel bosco. Superiamo un valloncello e riprendiamo a salire ripidamente.
Poi con alcuni brevi saliscendi ed un altro tratto in salita raggiungiamo un bivio (m. 1275). I segnavia indicano il Rifugio Rosalba a sinistra a ore 1.15 con il Sentiero delle Foppe (E) e a destra a ore 1 con il Sentiero dei Monti (EE).
E' pertanto possibile effettuare un'escursione ad anello salendo da una parte e scendendo dall'altra, tenendo però presente che il Sentiero dei Morti è riservato ad escursionisti esperti.
Per fare questo giro, conviene percorrere il Sentiero dei Morti al ritorno in quanto, prima di arrivare al passaggio più impegnativo, c'è un sentiero sulla destra con il quale, coloro che non se la sentono di proseguire, possono riportarsi sul Sentiero delle Foppe.

Con il Sentiero delle Foppe n. 9 continuiamo diritto, in leggera salita e a mezza costa.
Dopo una curva a destra cominciamo a vedere i vari torrioni e pinnacoli passando tra i quali risaliremo la Grignetta.
Superato un masso arriviamo fin sotto una parete (m. 1300) e saliamo ripidamente, inizialmente aiutati da una corda fissa.
Vediamo un cartello su un faggio che ricorda che ci troviamo sul sentiero n. 9 per il Rifugio Rosalba.
Poco dopo raggiungiamo il bivio dove dalla sinistra si innesta il sentiero n. 12 descritto nel terzo itinerario. I segnavia indicano a sinistra in discesa: Loc. Colonghei a ore 0.30, Abbadia (sentiero 5 - E) a ore 1.30, Mandello (sentiero 12 - E) a ore 2; a destra con il sentiero delle Foppe n. 9: Rifugio Rosalba a ore 1.10.

Saliamo ripidamente a zig-zag su fondo roccioso.
Superiamo una roccetta aiutandoci con le mani (m. 1355) e poi passiamo alla base di alcuni pinnacoli.
Continuiamo sempre a zig-zag tra cespugli e qualche albero.
Lasciamo a sinistra il sentiero segnalato che conduce all'attacco del Torrione Ratti (m. 1395).
Poi una ripida salita su fondo roccioso, con alcune pietre che a volte fanno da gradino, ci conduce ad un passaggio tra due rocce (m. 1450).
In alto davanti a noi, cominciamo a vedere il Rifugio Rosalba seminascosto da una roccia.

Percorriamo un breve tratto quasi in piano a mezza costa. Davanti vediamo vari torrioni e pinnacoli; sembra di essere tra le guglie di un duomo gotico.
Con due decisi strappetti rocciosi raggiungiamo una selletta dove lasciamo un pinnacolo alla nostra destra (m. 1470).
Continuiamo poi a mezza costa con minore pendenza.
Sull'altro versante della rocciosa valletta alla nostra destra, il Canalone del Pertusio, distinguiamo nettamente il Sentiero dei Morti che sale parallelo.
Lasciamo sulla sinistra una ripida scorciatoia contrassegnata da bolli gialli con la quale è possibile evitare il successivo tornante.
Torniamo a salire e superiamo un tornante passando accanto ad alcuni spuntoni di roccia.
La pendenza aumenta. Il sentiero si divide in due tracce e subito torna a riunirsi.
Superato un passaggio tra due roccette (m. 1565) continuiamo tra l'erba in leggera salita. Poi torniamo a salire ripidamente verso il rifugio che vediamo seminascosto da alcune rocce.
Raggiungiamo il bivio dove il Sentiero delle Foppe e il Sentiero dei Morti si riuniscono; una palina segnavia indica i due percorsi a chi scende (m. 1680).
L'ultimo ripido tratto lo percorriamo su un sentiero che si divide più volte in due tracce e infine raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.00 - Dislivello: m. 550
Data escursione: maggio 2008
 
Secondo itinerario: Sentiero dei Morti
Come descritto all'inizio del precedente itinerario arriviamo al bivio dove i due sentieri si dividono (m. 1275).
Al bivio andiamo a destra e saliamo ripidamente con un sentiero meno marcato rispetto a quello delle Foppe.
Superiamo un tratto con gradini scavati nella roccia e poi continuiamo a zig-zag su pietrisco.
Il fondo torna ad essere roccioso e di tanto in tanto troviamo qualche pietra che fa da gradino.
Poi gli alberi si diradano e tra l'erba raggiungiamo uno spuntone di roccia (m. 1405). A sinistra c'è un precipizio e in alto vediamo vari pinnacoli.

Continuiamo verso destra su fondo roccioso.
Troviamo una betulla semi sradicata, messa di traverso sul sentiero che in questo punto costeggia un ripido salto. Passiamo tra i rami con la dovuta precauzione.
Continuiamo a salire lasciando a destra due strani pinnacoli. In alto a sinistra cominciamo a vedere la parte destra della facciata del rifugio seminascosta da una roccia.
Raggiungiamo un'aerea crestina e continuiamo verso sinistra con poca pendenza (m. 1475).
Torniamo poi a salire ripidamente su fondo roccioso, con un precipizio alla sinistra e raggiungiamo un'altra piccola cresta e un bivio. Un segnavia indica, a chi percorre il sentiero in discesa, il Sentiero dei Morti e l'ex Rifugio Alippi a ore 0.40. Infatti c'è anche un altro sentierino che scende sull'altro versante.

Continuiamo verso sinistra su sentiero roccioso, a volte aiutandoci con le mani.
Percorriamo un'altra crestina accanto a delle guglie mentre sull'altro lato del canalone distinguiamo nettamente il Sentiero delle Foppe.
In piano raggiungiamo una corda passamano e poco dopo un passaggio esposto (m. 1540).
Aiutati dalla corda fissa, con precauzione, scendiamo sul fondo della rocciosa valletta; è questo il punto più impegnativo dell'escursione.

Risaliamo poi l'altro versante.
Ignoriamo un piccolo sentiero sulla sinistra con il quale è possibile riportarsi sul Sentiero delle Foppe e continuiamo con ripidi zig-zag su sfasciumi.
Passiamo alla sinistra di alcuni torrioni e poi ripidamente, sempre su pietrisco e sassi smossi, saliamo fino al bivio dove ritroviamo il Sentiero delle Foppe (m. 1680).
L'ultimo ripido tratto lo percorriamo su un sentiero che si divide più volte in due tracce e infine raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 550
Data escursione: maggio 2008
 
Terzo itinerario: da Rongio (sentiero 12)
Lasciamo la statale 36 al km. 57.5 per prendere la provinciale 72 che segue il Lago di Lecco.
Alla prima rotonda di Mandello (km. 61.2) giriamo a destra (Via Parodi) passando sotto il ponte della ferrovia e continuiamo fino al termine della strada.
Poi voltiamo a destra (Via Combattenti), aggiriamo la chiesa di San Zenone e arriviamo al cimitero.
Continuiamo verso sinistra con Via per Maggiana e la seguiamo fino a trovare la deviazione a sinistra per Rongio e Luzzeno (Via Segantini).
Percorriamo tutta la Via Segantini fino al termine (circa km 1.6) e arriviamo alla piazzetta di Rongio (Piazza S. Antonio) dove lasciamo la macchina (m. 398).
Nel caso lo spazio fosse già interamente occupato possiamo parcheggiare un centinaio di metri prima sulla destra.

Ci incamminiamo e, dopo aver percorso pochi metri lungo Via Rossana, troviamo un'altra piazzetta sulla sinistra. Qui, accanto ad una fontana, c'è una palina segnavia che indica i sentieri che possiamo percorrere; a sinistra: 14 verde (Rifugio Elisa - Buco di Grigna - Traversata alta) e 18 verde (Gardata - Alpe Cetra - Rifugio Bietti); a destra: 12 verde (Colonghei - Piani Resinelli - Rifugio Rosalba), 13 verde (Versarico - Rifugio Rosalba), 13 B blu (Zucco di Manavello).

Continuiamo pertanto sulla destra lungo Via Rossana, una strada asfaltata inizialmente in leggera salita.
Subito troviamo un cartellone giallo che segnala il sentiero 12 per Colonghei, Piani Resinelli, Rifugio Rosalba e il sentiero 13 per il Rifugio Rosalba.
Continuiamo in modo abbastanza ripido. Superata l'ultima casa di Rongio, la strada si restringe e diventa una mulattiera acciottolata (m. 430).
Ignoriamo un sentiero a sinistra ed entriamo nel bosco.

In salita arriviamo ad un bivio. I segnavia indicano diritto con il sentiero 13: Versarico, Rifugio Rosalba; a destra con il sentiero 12: Colonghei, Piani Resinelli, Rifugio Rosalba; a destra con il sentiero 13 B: Zucco di Manavello. Un cartello indica il divieto di transito agli automezzi.
Andiamo a destra e saliamo in modo abbastanza ripido con una mulattiera a gradini.
Incrociamo un sentierino.
Percorriamo una curva a sinistra (m. 450).
Dietro alla sinistra, è visibile una piccola porzione del Lago di Lecco.
Superiamo una curva a destra (m. 455). Alla sinistra c'è una recinzione inizialmente in legno e, più avanti, metallica.
La pendenza diminuisce. Ora è alla destra che vediamo il lago.

Accompagnati da un muretto di pietre a secco alla sinistra, arriviamo ad un bivio (m. 490). I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 13 B: Zucco di Manavello; diritto con il sentiero 12: Colonghei, Piani Resinelli, Rifugio Rosalba; dietro con il sentiero 12: Rongio, Mandello. Con pochi passi a sinistra è anche possibile raggiungere la fontana Rossana.

Proseguiamo diritto, quasi in piano, tra prati e alcuni alberi. Alla sinistra c'è un muretto a secco; alla destra alcuni cassottelli in lamiera. Bella la vista alla destra su Mandello, il Lago di Lecco e i Corni di Canzo.
Troviamo poi, sempre a destra, alcuni alberelli di ulivo e dei piccoli orti recintati che precedono una cascina.
Ignoriamo la stradina che scende alla cascina ed entriamo nel bosco (m. 500).
Ora procediamo in salita. Sulla destra c'è una rete metallica, terminata la quale incrociamo un piccolo sentiero.
Con minore pendenza percorriamo un tratto incassato nel terreno e con un muretto di contenimento alla sinistra. Attorno ci sono vari cespugli di pungitopo; ne vedremo parecchi lungo la prima parte del cammino.
Più avanti, sulla sinistra, troviamo una vecchia cascina (m. 535).
Ignoriamo un sentierino che si stacca a sinistra e proseguiamo tra i castagni. Alcune pietre fungono da rudimentali gradini.
Quasi in piano raggiungiamo un vecchio baitello che lasciamo sulla destra (m. 560).

Dopo due passi in leggera discesa, ignoriamo un sentiero che scende a destra verso Maggiana. Poco più avanti un cartello segnala il pericolo di incendi.
In leggera salita passiamo sotto un cavo di teleferica, molto alto sopra il sentiero.
Con una breve salita percorriamo un altro tratto incassato nel terreno circostante.
Continuiamo in leggera salita, poi la pendenza aumenta un poco. Alla destra, tra gli alberi, vediamo ancora il lago.
Superato un altro breve tratto incassato, torniamo a salire (m. 625). Di tanto in tanto alcune pietre fanno da gradino.
Il sentiero poi si divide in due tracce (m. 670) che ben presto tornano ad unirsi.
La pendenza aumenta. Passiamo sotto un altro cavo di teleferica (m. 695).
Dopo un tratto con minore pendenza, riprendiamo a salire e percorriamo un tratto incassato risalendo alcuni gradini in pietra.
Poi, in leggera salita, incrociamo un sentierino (m. 730). Proseguiamo con maggiore pendenza. Il sentiero continua a presentare dei tratti che sembrano scavati ad altri in cui scorre al livello del terreno circostante.
Ignoriamo un sentiero che si stacca a sinistra mentre, sull'altro lato, troviamo un grande masso che si sporge sul sentiero (m. 740).
Nuovamente in leggera salita, raggiungiamo l'innesto del sentiero che sale da Maggiana (descritto nel quarto itinerario), anch'esso contrassegnato con il n. 12 (m. 750). I segnavia indicano diritto: Colonghei, Piani Resinelli, Rifugio Rosalba; a destra: Maggiana, Mandello; dietro: Rongio, Mandello.

Continuiamo diritto in salita percorrendo un tratto incassato e con dei gradini in pietra.
Sulla destra troviamo una grossa pietra. Qui il sentiero si sdoppia per tornare a riunirsi poco più avanti.
Risaliamo altri gradini (m. 780). Troviamo poi due massi in mezzo al sentiero.
Notiamo che, dopo l'innesto del sentiero proveniente da Maggiana, i segnavia (bandierine con il n. 12 e bolli gialli) sono aumentati.
Percorriamo un altro tratto incassato mentre risaliamo dei gradini. Alzando lo sguardo, in alto a sinistra tra gli alberi, riusciamo a vedere alcune guglie e pinnacoli della Grignetta.
Lasciamo a destra un masso (m. 830). Altri ne troviamo attorno al sentiero poco dopo percorrendo ancora un tratto incassato. Proseguiamo quasi in piano.
Poi in salita, superati altri gradini, raggiungiamo un bivio (m. 865). I segnavia indicano a destra con il sentiero 12 A: Zucco della Rocca; diritto: Colonghei, Piani Resinelli, Rifugio Rosalba; dietro: Maggiana, Rongio, Mandello. Lo Zucco della Rocca meriterebbe una visita; sulla sua sommità rimane un pozzo a testimonianza di un antico insediamento.

Continuiamo diritto con ben poca pendenza. Facciamo pochi passi in salita e poi proseguiamo quasi in piano o in leggera discesa. Sulla destra tra gli alberi vediamo il lago fino a Lecco.
Passiamo sotto un cavo di teleferica.
In leggera salita, lasciamo a destra un masso (m. 900).
Proseguiamo in leggera discesa e poi in piano e passiamo sotto altri due cavi di teleferica.
Raggiungiamo poi il letto di un torrente in secca.
Poco dopo un rivolo, che scende dalla sinistra, attraversa il percorso infangandolo notevolmente. In questo punto il sentiero è rinforzato a valle da un tronco messo raso terra.
Dopo due passi in salita, proseguiamo quasi in piano e raggiungiamo l'innesto del sentiero che arriva da Crebbio (m. 910). I segnavia indicano a destra con il sentiero 5: Crebbio, Abbadia; diritto con il sentiero 12: Piani Resinelli, Rifugio Rosalba; dietro: Maggiana, Rongio, Mandello.

Continuiamo diritto con una gradinata abbastanza ripida che termina quando sulla destra raggiungiamo una baita (m. 935). Sulla facciata dell'edificio vediamo la scritta. "Ca' d'Arca". Davanti alla baita c'è un crocefisso.
Proseguiamo in leggera salita, poi la pendenza aumenta.
Torniamo a camminare in leggera salita. Percorriamo un tratto incassato nel terreno e lasciamo a destra un vecchio cancello arrugginito.
Davanti vediamo la prima delle case dei Colonghei e poco dopo la raggiungiamo (m. 965). Sulle pareti vediamo una scritta quasi cancellata dal tempo: "Colonghelli vendita vino" e i segnavia n. 5 e n. 12. Dietro questo primo edificio ce ne sono altri.
Qui il sentiero si divide. I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 12: Rifugio Rosalba a ore 1.30; diritto con il sentiero 5: Piani Resinelli. Davanti sentiamo il rumore di un torrente.

Continuiamo a sinistra con sentiero 12 che sale in modo abbastanza ripido. Troviamo alcuni gradini in legno.
Subito dopo iniziamo a percorrere un tratto profondamente incassato.
Raggiungiamo un bivio e, seguendo un bollo giallo, andiamo a destra (m. 975).
Troviamo altri bolli. Il sentiero torna poi al livello del terreno circostante (m. 1015).
Più avanti vediamo dei cartelli metallici, privi di scritte, inchiodati su alcuni alberi (m. 1050). Sulla destra c'è uno slargo e, in basso, una porta senza costruzione alcuna.

La pendenza diminuisce ma solo per un poco.
Superata una curva a destra (m. 1125), percorriamo pochi passi in leggera salita.
Poi saliamo ripidamente con delle pietre che fanno da gradino. Raggiungiamo un ampio crinale e lo percorriamo tra alcuni alberelli. Davanti vediamo guglie e pinnacoli vari.
Ci spostiamo poi sul lato destro e percorriamo un breve tratto con minore pendenza (m. 1160).
Ben presto torniamo a salire ripidamente, questa volta su fondo roccioso.
Dopo pochi passi in leggera salita su fondo sterrato, saliamo due ripidi tornanti.
Alterniamo alcuni tratti con pochissima pendenza ad altri ripidi, sempre a mezza costa mentre alla destra, oltre la vallata, vediamo l'altopiano dei Resinelli.
Saliamo ripidamente su fondo misto di roccia e terra. Percorriamo pochi passi in piano.
Poi riprendiamo a salire con alla destra una colata di pietre che, poco dopo, attraversiamo (m. 1225).

Continuiamo in modo abbastanza ripido tra erba e alberelli mentre il sentiero alla destra precipita lungo un alberato pendio. Alla destra vediamo i Corni di Canzo e una parte del Lago di Lecco.
Proseguiamo con poca pendenza (m. 1240) poi riprendiamo a salire. Troviamo delle pietre disposte a formare dei gradini (m. 1260).
Raggiungiamo uno slargo con pochi alberi dove giriamo a sinistra seguendo i bolli.
Proseguiamo poi in leggera salita alla destra di un costone. Un cartello giallo ricorda che siamo in una "zona a maggior tutela". Davanti torniamo a vedere i pinnacoli della Grignetta.
Dopo una breve salita continuiamo quasi in piano, sempre a mezza costa, con il ripido pendio alberato che precipita alla destra.
Torniamo poi a salire e ci inchiniamo per passare sotto i rami bassi di un albero (m. 1295).
Continuiamo quasi in piano e poi in leggera salita. Qui il sentiero è molto stretto.
Dopo una curva a sinistra saliamo ripidamente su fondo inizialmente roccioso e poi sterrato.

Raggiungiamo il bivio con il sentiero delle Foppe descritto nel primo itinerario (m. 1320). Su un masso sono state dipinte in giallo una freccia verso destra e la scritta Rosalba 9-12. Altri segnavia indicano a destra con il sentiero n. 9 delle Foppe: Rifugio Rosalba a ore 1.10; nella direzione dalla quale proveniamo: Colonghei a ore 0.30, Abbadia (sent. 5) a ore 1.30, Mandello (sent. 12) a ore 2.
Continuiamo come precedentemente descritto nell'ultima parte del primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 3.30 - Dislivello: m. 1332
Data escursione: marzo 2010
 
Quarto itinerario: da Maggiana (sentiero 12)
Lasciamo la statale 36 al km. 57.5 per prendere la provinciale 72 che segue il Lago di Lecco.
Alla prima rotonda di Mandello (km. 61.2) giriamo a destra (Via Parodi) passando sotto il ponte della ferrovia e continuiamo fino al termine della strada.
Poi voltiamo a destra (Via Combattenti), aggiriamo la chiesa di San Zenone e arriviamo al cimitero.
Continuiamo verso sinistra con Via per Maggiana.
Più avanti ignoriamo a sinistra la Via Segantini che conduce alla piazzetta di Rongio dove inizia il precedente itinerario. Continuiamo diritto e, dopo un paio di tornanti, passiamo sopra alla statale 36.
Arrivati all'inizio di Maggiana, troviamo sulla sinistra l'ampio parcheggio che precede l'imbocco di Via dei Salici (m. 340).

Lasciata la macchina, ci incamminiamo in leggera salita lungo Via dei Salici, lasciando a sinistra una fontana, e raggiungiamo la chiesa di San Rocco. Anche nella piazzetta davanti alla chiesa c'è un piccolo parcheggio ma la sosta è consentita solo per due ore.
Delle due strade parallele che escono dalla piazza, prendiamo quella più a destra.
Attraversiamo un'altra piazzetta nella quale sulla sinistra c'è una fontana. Vediamo i primi segnavia che indicano diritto il sentiero n. 12.
Seguendo una stradina acciottolata tra vecchie case ci addentriamo nella Contrada della Fontana e raggiungiamo uno slargo dove è presente un lavatoio. Alcuni segnavia indicano a sinistra con il sentiero 12: Colonghei, Piani Resinelli, Rifugio Rosalba.
Poco dopo lasciamo a sinistra un vicolo che conduce alla Torre detta di Federico Barbarossa. Secondo la tradizione la torre ospitò l'imperatore nel 1158.

Prendiamo poi una mulattiera che parte tra due muretti. Un cartello segnala il divieto di transito agli automezzi.
Presso una curva a sinistra, un rivolo bagna il percorso.
Cominciamo a salire lasciando a destra un casello dell'acquedotto. Poco dopo troviamo una corta protezione sulla sinistra. La vista spazia, sempre a sinistra, sul paese, la torre e il Lago di Lecco.
Più avanti, ignorando un piccolo sentiero che prosegue diritto, giriamo a destra (m. 365).
Dopo una curva a sinistra, saliamo ripidamente. Giunti in alto andiamo a destra e continuiamo in leggera salita tra i prati.
Giriamo nuovamente a sinistra e camminiamo tra alcune recinzioni. Alla destra c'è un cancelletto. Alla sinistra ulivi e poi siepi, orti e alberi da frutta.
Pieghiamo ancora a destra, ignorando un sentiero che arriva da sinistra, e raggiungiamo le case di Masso (m. 395).

Continuiamo con una bella mulattiera acciottolata che sale nel bosco.
Sulla destra vediamo uno spazio forse lasciato da una grotta crollata (m. 415). Proseguiamo con alcune serpentine.
Troviamo un cartello che segnala il pericolo di incendi. Qui un sentiero si stacca sulla destra e conduce verso un rudere. Proseguiamo diritto, in leggera salita, seguendo il segnavia 12.
Ignoriamo un altro sentiero a sinistra e riprendiamo a salire.
Presso una curva a sinistra, un ruscelletto attraversa passando sotto alcune pietre (m. 440).
Il percorso, ora abbastanza ripido, è bagnato dall'acqua che proviene dalla sorgente del Tuf che troveremo più avanti.
Percorriamo un breve tratto in cui la mulattiera è incassata nel terreno circostante.
Dopo una curva a sinistra troviamo un muretto di contenimento alla sinistra. La pendenza diminuisce un poco. Sulla destra c'è un avvallamento nel quale scorre un ruscello.

Raggiungiamo un bivio davanti a due vecchie case malandate (m. 470).
Il percorso più ampio piega a sinistra e sale in modo più diretto verso il sentiero descritto nel terzo itinerario (anch'esso n. 12) che proviene da Rongio, nel quale si innesta tra un vecchio baitello e un cartello che segnala il pericolo di incendi (nessun segnavia m. 560). Da qui si continua verso destra.
Il percorso ufficiale invece, indicato da un segno giallo, prosegue sulla destra. Anch'esso va ad inserirsi sul sentiero da Rongio, ma molto più avanti (m. 750).

Andiamo a destra.
Il sentiero è bagnato da acqua che esce alla sinistra da un piccolo tubo. Sulla prima delle case vediamo una piccola madonna.
Lasciati a destra i due edifici, continuiamo in salita.
Poco dopo troviamo un sentiero sulla destra che conduce verso un prato dove ci sono altre vecchie costruzioni.
Continuiamo diritto e raggiungiamo la Sorgente del Tuf (m. 485). L'acqua esce dalla roccia, scorre su una tegola e cade in un secchio andando poi ad allagare il sentiero. Altra acqua gocciola dalla parete. Alla sinistra ci sono un vecchio faggio che fin dalla base si divide in due ed un baitello, un tempo adibito alla conservazione dei latticini, ed ora invaso dall'acqua.

Giriamo a destra. Più avanti percorriamo un tratto con poca pendenza (m. 510) e poi torniamo a salire.
Superiamo due curve. Percorrendo un altro tratto in leggera salita, incrociamo un sentiero (m. 530). Saliamo alcuni gradini di pietra.
Poi con minore pendenza arriviamo ad un bivio (m. 545). Il nostro sentiero prosegue a sinistra, mentre quello a destra conduce in piano verso uno spiazzo con vari larici in fondo al quale c'è una baita in pietra e legno. Un cartello recita: "Baitel". C'è anche un tavolo in cemento.

Percorriamo un tratto in salita ed un altro con minore pendenza (m. 580).
Dopo un tornante a sinistra saliamo ripidamente con il sentiero incassato nel terreno circostante.
Continuiamo in leggera salita poi riprendiamo a salire con alcuni gradini di pietra.
Il sentiero ora alterna vari tratti con maggiore o minore pendenza.
Arriviamo poi ad un bivio (m. 705). A sinistra c'è una ripida scorciatoia. Proseguiamo sul percorso principale incassato nel terreno e ritroviamo la scorciatoia che si innesta dalla sinistra.
Terminato il tratto incassato (m. 735) continuiamo in leggera salita con alcuni zig-zag.
Infine ci immettiamo sul sentiero che proviene da Rongio (m. 750). I segnavia indicano a destra: Colonghei, Piani Resinelli, Rifugio Rosalba; a sinistra: Rongio, Mandello; dietro: Maggiana, Mandello.
Andiamo a destra e continuiamo come descritto nella seconda parte del terzo itinerario.

Tempo impiegato: ore 3.30 - Dislivello: m. 1390
Data escursione: aprile 2010

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Bivacco Ferrario (m. 2177) in ore 1.30
  • al Rifugio Elisa (m. 1515) in ore 2.30










Dati del Rifugio Rosalba

Altezza:
m. 1730
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Grignetta
Comune:
Mandello - LC
Carta Kompass:
91 - D6
Coordinate Geo:
45°55'20.40"N
9°22'34.50"E
Gestore:
Mauro Cariboni
Telefono gestore:
0341 732793
339 1344559
Telefono rifugio:
0341 202383
Posti letto:
43
Apertura:
estiva e weekend
Pagina aggiornata
il: 16/11/2015
Il Rifugio Rosalba Monoliti calcarei Panorama dal rifugio La campanella in cima al Torrione del Cinquantenario

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