Rifugio Stoppani

Il Rifugio Stoppani è situato nel gruppo del Resegone, a monte delle Baite di Costa.

Primo itinerario: sentiero n. 1 (da Malnago)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Superata la frazione di Falghera, saliamo con alcuni tornanti e arriviamo a Malnago.
Poco prima di un tornante destrorso, troviamo dello spazio per parcheggiare da entrambi i lati della strada (m. 470).

Ci incamminiamo in leggera salita e superiamo il tornante. Alla sinistra c'è un muretto in cemento e alla destra delle protezioni in ferro di colore verde. Attorno ci sono degli alberi e alcune case.
Al successivo tornante sinistrorso inizia il percorso n. 1 segnalato da bandierine giallo-bianco-rosse. Su di un cartello leggiamo: Malnago 480 - Resegone 1870 ore 3.3/4. Altri segnavia indicano i Rifugi Stoppani e Azzoni. Un segnale stradale indica a destra i civici 100-115 della Via per Erna.
Prendiamo pertanto la stradina asfaltata che sale a destra tra un muro e una rete metallica.
Troviamo poi a sinistra un prato il cui accesso è chiuso da una stanga mentre alla destra ci sono un cancello e una santella contenente un'icona raffigurante la presentazione di Gesù al tempio (m. 500).
Qui la strada piega a sinistra e, superata una grata per lo scolo dell'acqua, diventa una mulattiera.

Camminiamo in leggera salita. Alla sinistra c'è il bosco. Dopo un tratto con il fondo in cemento continuiamo su di un misto di cemento e pietre. Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra. Alla destra oltre alla rete metallica ora c'è anche una siepe.
Dopo una semicurva verso sinistra la siepe termina. Proseguiamo quasi in piano (m. 515).
Terminata anche la recinzione, alla destra scende una stradina all'inizio della quale i segnavia indicano: Somasca, Castello dell'Innominato.

Continuiamo diritto con una sterrata nel bosco e, quasi in piano, passiamo sotto i cavi di due linee di alta tensione. Ignoriamo un altro sentiero che scende a destra. Alla destra ci accompagna una vecchia e malconcia staccionata di legno.
Proseguiamo con poca pendenza. Ignoriamo una stradina sterrata, chiusa da una stanga di legno, che sale a sinistra (m. 525).
Alla sinistra ci accompagna un muretto di pietre a secco. In alto vediamo una casa.
Subito dopo, presso una curva a sinistra, ignoriamo la strada che sale alla casa e proseguiamo quasi in piano.

Il percorso si biforca ai lati di una santella contenente un affresco raffigurante la Sacra Famiglia (m. 540). Seguendo il segnavia n. 1 a bandierina proseguiamo a sinistra quasi in piano ignorando l'altra stradina che scende alla destra.
Vediamo un altro segnavia a bandierina e trascuriamo una stradina, chiusa da una catena, che sale alla sinistra. Alla sinistra ci accompagnano due serie di pali che reggono dei cavi.
Continuiamo quasi in piano (m. 560). Alla sinistra tra gli alberi vediamo una palina gialla della Snam.
Ignoriamo un ampio sentiero che si stacca alla sinistra.

Poco dopo, sempre alla sinistra, parte un'altra stradina all'inizio della quale un cartello indica la funivia. Altri segnavia indicano dietro il Castello dell'Innominato e Somasca.
Pochi passi più avanti alla destra c'è una casa sulla quale vediamo un affresco raffigurante la Fuga in Egitto.
Lasciamo poi a destra un cassottello in lamiera e un prato. Alla sinistra invece vediamo una casa tra gli alberi.
Dopo una curva a destra riprendiamo a salire.

Raggiungiamo una stradina asfaltata (m. 580). Non ci sono indicazioni ma dobbiamo andiamo a destra. Dalla sinistra invece arriva il percorso descritto più sotto nella "Variante iniziale" che proviene dal parcheggio della funivia per Erna.
In leggera salita percorriamo due semicurve destra-sinistra.
Poi alla destra troviamo un traliccio e una recinzione con una rete e una siepe.

Poco dopo la strada termina davanti al cancello di una azienda agricola, alla sinistra del quale riparte la mulattiera (m. 595). Qui c'è anche una bacheca sulla quale vediamo delle locandine del Rifugio Stoppani e del Cai di Lecco.
Alla sinistra c'è il bosco mentre alla destra proseguono la rete e la siepe che fanno da recinzione all'azienda agricola.
Più avanti troviamo anche alla sinistra alcuni metri di recinzione (m. 605). Alla destra vediamo un cartello che indica il divieto di caccia trattandosi di fondo chiuso ed un altro che parla dell' operazione montagna pulita.
Troviamo poi alla sinistra un altro breve tratto di recinzione e il segnavia n. 1 a bandierina su di una pietra (m. 615).

Proseguiamo in salita. Alla sinistra vediamo un altro pezzo di rete metallica.
Troviamo poi un masso alla destra con il segnavia n. 1 a bandierina mentre un sentiero sale alla sinistra.
Più avanti una freccia bianca segnala la nostra direzione (m. 625).
Aggiriamo un masso situato quasi in mezzo alla mulattiera.

Ora alla destra si stacca un sentiero accompagnato dalla rete di recinzione dell'azienda agricola (m. 630). I segnavia indicano diritto con il sentiero 1: Cappella Votiva Madonna del Resegone in Loc. Costa m. 800, Rifugio Stoppani; a destra: Campo de Boi. Un segnale avverte di non sostare a causa del pericolo di caduta di pietre.
Ignoriamo due sentieri che salgono a sinistra. Per un tratto la mulattiera è incassata tra le pietre.

Alla sinistra sale il sentiero che conduce alla ferrata del Pizzo d'Erna. All'inizio un evidente cartello ne spiega le caratteristiche; dislivello: m. 750, lunghezza totale: m. 1040, tratti con scale: m. 200, tratti con catene: m. 400 ecc. (m. 655).
Poco dopo incrociamo un piccolo sentiero. Alla sinistra c'è un quadretto raffigurante una madonna (m. 660).
Percorriamo un tratto incassato (m. 675). Passiamo sotto ad un cavo e ne percorriamo un altro (m. 685).
Alcuni tronchi formano dei piccoli gradini. Superiamo un altro tratto con la mulattiera incassata nel terreno circostante (m. 705).

Troviamo poi il sentiero 4A (descritto nel terzo itinerario) che si innesta dalla destra (m. 710). Questo sentiero non è molto evidente e per notarlo è opportuno fare riferimento ad un albero con il cartello "Operazione Montagna Pulita".
Poco più avanti un sentiero sale a sinistra in corrispondenza di una targa collocata della S.E.L. nel centenario dalla fondazione 1899-1999 (m. 720).
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire.

Il percorso si biforca: alla sinistra prosegue la mulattiera e alla destra la accompagna un sentiero. Alla sinistra c'è anche una pietra aggirabile. La pendenza aumenta.
Poi il percorso si ricompone. Dopo un altro tratto incassato proseguiamo con poca pendenza.

Troviamo alla destra una croce di ferro e, pochi passi più avanti, una santella alla sinistra contenente un dipinto raffigurante una madonna con bambino.
Poco dopo alla destra c'era un vecchio albero che ormai si reggeva sulla sola corteccia e faceva da sostegno a dei rampicanti. Purtroppo il giorno di Natale 2013 è stato abbattuto dal vento (m. 755).
Alla sinistra ci sono dei prati nei quali vediamo dei covoni; in alto ci sono le case di Costa. Camminiamo circondati da due recinzioni con paletti di legno e due cavi; quelli a sinistra solo di filo spinato.
Continuiamo in salita tra due siepi.
Poi, quasi in piano percorriamo una curva a sinistra.
Proseguiamo in leggera salita tra muretti incassati, sormontati da siepi o da paletti con cavi di filo spinato.

Raggiungiamo un bivio (m. 770); i segnavia indicano a sinistra con il sentiero 1: Costa, Cappella Votiva Madonna del Resegone, Rifugio Stoppani a ore 0.25, Erna, Rifugio Azzoni-Resegone a ore 2.50; diritto con il sentiero 1A: Rifugio Azzoni, Campo de' Boi.
Entrambi i percorsi conducono alla nostra meta. Proseguiamo con il sentiero 1 verso sinistra. Più sotto alla voce "variante finale" trovi la descrizione dell'altro.

Saliamo con la mulattiera che ha dei gradini di legno e di pietra. Ignoriamo una deviazione sulla destra.
Camminando tra una siepe alla sinistra e un muro alla destra, raggiungiamo la prima casa sulla quale leggiamo la scritta: "Frazione Costa".
Con due cancelletti di ferro ai lati percorriamo una curva verso destra.
Saliamo alcuni gradini di legno e con due curve destra-sinistra passiamo tra le case (m. 784). Vediamo un altra scritta che indica: "Costa" mentre una freccia segnala la prosecuzione verso il Rifugio Stoppani.
Continuiamo nei prati camminando tra due recinzioni con pali di legno che reggono due cavi alla sinistra e tre alla destra.

Subito dopo un tornante sinistrorso, alla sinistra si stacca una stradina che inizia con quattro gradini e che conduce alla Cappella Votiva (m. 800).
Visitata la chiesetta, torniamo sul sentiero e, con una curva a sinistra, riprendiamo a salire nel castagneto. Alla sinistra c'è una recinzione di filo spinato.
Arrivati sul retro della cappella giriamo a destra. Troviamo dei gradini di legno e altri di pietra. Saliamo con delle serpentine.
Il sentiero si biforca ma poco più avanti si ricompone (m. 820).
Dopo un tratto con il sentiero incassato tra le pietre, saliamo altri gradini.
Percorriamo un tornante sinistrorso e proseguiamo con poca pendenza (m. 850).
Dopo un altro tratto incassato saliamo con delle serpentine. Poi la pendenza diminuisce.

Presso un tornante destrorso, un altro sentiero si immette dalla sinistra (m. 865).
Riprendiamo a salire. Davanti, in alto, tra gli alberi cominciamo a vedere il rifugio.
Percorriamo una curva a destra ignorando un sentiero che prosegue diritto verso una cascina (m. 875). Ora gli alberi sono più radi.
Lasciato a destra un sentiero che scende, giriamo a sinistra e saliamo una gradinata. Alla sinistra c'è un corrimano che funge anche da protezione.
Superati i 25 scalini raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.25 - Dislivello: m. 420
Data escursione: Dicembre 2013
 
Variante alla parte iniziale (dal parcheggio Funivia per Erna)
In alternativa alla prima parte del percorso possiamo utilizzare una variante più breve.
Anziché lasciare l'auto nel punto precedentemente indicato, possiamo percorrere la strada fino al termine, vale a dire fino al piazzale della funivia che sale a Erna (m. 603).
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.
Lasciamo l'auto nel parcheggio, che è a pagamento (euro 2) solo nei giorni festivi, e ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala: Campo de' Boi, Monte Magnodeno (m. 1241), Via Ferrata Pizzo d'Erna (m. 1362), Rifugio Stoppani, Piani d'Erna (m. 1329), Monte Resegone (m. 1875). Altri tre cartelli mostrano delle cartine e parlano dei sentieri e della ferrata.

Scendiamo alcuni gradini, con una siepe alla sinistra e una staccionata di legno alla destra. Entriamo nel bosco.
Camminando dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa arriviamo ad un bivio dove andiamo a sinistra.
Ignoriamo poi un sentiero che si dirige a sinistra verso un traliccio.
Proseguiamo in discesa. Il sentiero subito si biforca e andiamo a destra seguendo un evidente cartello giallo che indica "tutte le direzioni" Dietro viene indicato il piazzale della funivia. C'è anche un segnavia con il n. 1 su di una bandierina di colore rosso bianco giallo (m. 590).
Proseguiamo dapprima in leggera discesa, poi quasi in piano.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra e proseguiamo diritto come indicato da cartelli gialli identici ai precedenti.
Continuiamo in leggera discesa. Alla destra troviamo dapprima una rete metallica e poi un prato.

Ci immettiamo su di una stradina asfaltata (m. 575). I segnavia indicano a sinistra: sentiero n. 18 per il Passo del Cammello a ore 2.15; a destra con il sentiero n. 1: Cappella Votiva Madonna del Resegone in Località Costa, Rifugio Stoppani a 45 minuti; dietro: Funivia, Malnago. Andiamo a destra.
Dopo pochi passi troviamo il Sentiero Rotary. I segnavia indicano verso destra: Località Versasio m. 584; Sentiero Rotary Lecco, Castello dell'Innominato a ore 3.35, Somasca a ore 3.50. Proseguiamo diritto, in leggerissima salita con alcune semicurve.
Alla sinistra c'è il bosco. Alla destra troviamo un cancello di legno e una siepe. Passiamo sotto dei cavi e proseguiamo in leggera discesa (m. 585).

Dalla destra confluisce l'altro sentiero (m. 580). Da questo punto proseguiamo come precedentemente descritto.

Tempo impiegato: ore 1.10 - Dislivello: m. +320 -33
Data escursione: Dicembre 2013

Variante alla parte finale del percorso (sentiero 1A)
Al bivio sotto le baite di Costa, proseguiamo diritto (m. 770).
La mulattiera continua incassata tra due muretti, sotto il livello dei prati circostanti.
Lasciamo a sinistra un cancelletto di ferro e poi una vecchia cascina sul lato opposto (m. 780).
Alla destra ci sono alcuni alberi mentre in alto a sinistra, oltre i prati, vediamo una casa bianca e beige.

Raggiunto un mezzo tronco che fa da rudimentale panchina, troviamo un bivio (m. 790). I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 1: Rifugio Stoppani, Erna, Rifugio Azzoni; diritto con il sentiero n. 25A: Magnodeno.
Saliamo a sinistra, raggiungiamo la cascina e la aggiriamo alla destra.
Poi con minore pendenza, dopo una curva a destra, guadiamo un ruscello (m. 805).
Riprendiamo a salire con il sentiero incassato dapprima tra le pietre e poi tra le rocce. Alla sinistra ci sono dei prati e in alto vediamo un gruppo di case (m. 825).

Dalla destra si innesta il sentiero descritto nel secondo itinerario (m. 845).
Al successivo bivio vengono segnalati a sinistra il Rifugio Stoppani e diritto il Rifugio Azzoni a ore 2.30. Pertanto abbandoniamo la mulattiera e prendere il sentiero che sale a sinistra in modo abbastanza ripido (m. 850).
In alto a destra vediamo un cassottello in lamiera.
Troviamo poi delle rocce alla destra mentre alla sinistra c'è una recinzione con paletti di legno e cavi.

Arriviamo ad un bivio. Alla destra ci sono delle case, sulla prima delle quali vediamo l'insegna "Baita Antonia" (m. 865). Andiamo a sinistra con un piccolo sentiero tra i prati seguendo la recinzione.
Saliamo alcuni gradini di legno.
In fondo al prato rientriamo nel bosco.
Dopo una curva a destra proseguiamo in leggera salita, a mezza costa, con il pendio che precipita alla sinistra (m. 880).
Percorriamo una curva a sinistra oltre la quale alterniamo due tratti quasi in piano ad uno in leggera salita.
Usciamo dal bosco. Troviamo un cassottello in lamiera alla destra, l'arrivo della teleferica alla sinistra e arriviamo al rifugio.

Con questa variante bastano cinque minuti in più mentre il dislivello è identico.
Data escursione: Dicembre 2013
 
Secondo itinerario: sentiero n. 27 (Lecco - Madonna della Rovinata - Campo de Boi)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova statale 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo km. 1.8 in galleria, prendiamo la prima uscita (Ospedale Manzoni).
Passiamo davanti all'ospedale e poi giriamo a destra in Via Ferrario (cartello Madonna della Rovinata).
Ad un bivio andiamo a destra e superiamo il ponte sul torrente Bione. Passiamo davanti al ricovero Airoldi-Muzzi e proseguiamo con la stretta strada in salita che dopo un centinaio di metri riattraversa il torrente verso sinistra.
Continuiamo fino al termine dell'asfalto nei pressi di un altro ponte e parcheggiamo ai lati della strada (m. 290).

Riattraversiamo il Bione verso destra e ignorati altri percorsi, prendiamo la bella mulattiera di fronte a noi. I segnavia indicano: n. 27, Santuario della Madonna della Rovinata, Crotto La Rovinata e Fontana Marietta.
La mulattiera sale alternando tratti più o meno ripidi e superando man mano quattordici Cappelle. Ogni cappella contiene una pregevole raffigurazione in bronzo della relativa stazione della Via Crucis. Nei punti in cui la pendenza è maggiore, a lato c'è un corrimano in legno.

Il primo tratto è ripido. Dopo la seconda cappella la pendenza diminuisce. Entriamo nel bosco.
Alla quarta cappella la mulattiera gira a sinistra, mentre sulla destra si stacca un sentiero.
Poi la pendenza aumenta sensibilmente fino alla settima cappella.
Superiamo un rivolo che attraversa la mulattiera ai cui margini ci sono alcuni rudimentali panchine e sedili fatti con dei tronchi di legno (m. 350).
Torniamo poi a salire ripidamente. Dopo la decima cappella passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.
Troviamo un grande masso sul quale è stata tracciata una poesia-preghiera: "Terso in ciel è il chiaro azzurro, del ruscel leve è il sussurro, e l'uccel dal gaio trillo, cede a notte il canto al grillo. Spumeggiante è il fiume accanto, e dei fior vario è l'incanto. Tutto è bello, valli e monti, aurore, albe e tramonti. Ed un grido vien dal cuore: grazie a Te, mio buon Signore."

Giunti alla tredicesima cappella, possiamo proseguire con la mulattiera come indicano i segnavia. E' opportuno però fare una piccola digressione salendo a sinistra. Raggiungiamo così la quattordicesima cappella e la chiesa della Madonna della Rovinata (m. 405) dalla quale si può godere di una bella vista panoramica su Lecco e sul lago. Oltre la chiesa, troviamo un sentiero con il quale ritorniamo sul percorso principale.

Ora il bosco è più fitto. Ad una curva a sinistra ignoriamo un sentiero che si stacca a destra, come pure alla successiva curva un altro sulla sinistra.
Superiamo poi la Baita degli Alpini (m. 425) e continuiamo in leggera salita seguendo una rete verde alla destra.
Raggiungiamo un bivio. I segnavia indicano sulla destra il sentiero per Neguggio e diritto la prosecuzione con la mulattiera verso Campo de Boi e la Fontana Marietta.
Torniamo a salire ripidamente. Troviamo una targa gialla che segnala il percorso Giorgio Combi (Bonacina-Camposecco).
Poi in leggera salita superiamo due case a destra, oltre una recinzione. In questo punto il bosco si apre e davanti vediamo le cime del Resegone.
Troviamo un'altra casa, sempre a destra. Ora camminiamo quasi in piano.
Un filo metallico chiude sulla sinistra l'accesso a un sentiero.

Torniamo a salire e raggiungiamo la Fontana Marietta, posta sulla destra (m. 465). Una targa ricorda che nell'anno 2000 è stata restaurata a cura dell'ANA di Belledo. Per bere possiamo utilizzare una tazza legata ad una catenella.
Poco più avanti ignoriamo un sentiero che si stacca a sinistra. Una freccia gialla indica le due direzioni: davanti e dietro.
Torniamo a salire e superiamo altre due case recintate sulla sinistra.

Poi raggiungiamo un bivio (m. 490). I segnavia indicano diritto il percorso Giorgio Combi e a destra il sentiero 27 per Campo de Boi e La Madonnina.
Saliamo dunque a destra. Il sentiero a volte si sdoppia ma solo per aggirare un gruppo di alberi, in prevalenza castagni, e poi torna a riunirsi.
La pendenza aumenta. Ad una curva a sinistra ignoriamo un sentiero che si stacca sull'altro lato.
Lasciamo a destra due vecchi cartelli arrugginiti ed illeggibili (m. 610) e saliamo ripidamente fino a raggiungere un quadrivio dove non ci sono indicazioni (m. 665). Davanti a noi vediamo una chiesetta. Sulla destra in piano si va all'Istituto La Madonnina, mentre sulla sinistra, tra gli alberi, già intravediamo le case di Campo de Boi.

Andiamo a sinistra in piano, tra i prati, verso il Resegone.
Superiamo un gruppo di alberi ed un ruscelletto su di un piccolo ponte. Di fronte a noi, in lontananza, vediamo le Baite della Costa. Sulla destra ci sono delle case in un prato.
In leggera discesa raggiungiamo un bivio. Lasciate a sinistra le case o lo spiazzo di Campo de Boi, saliamo a destra con una stradina sterrata.
Superate due case, la stradina gira a sinistra e torna tra gli alberi. Alla sinistra il panorama ci regala le Grigne.

Raggiunta una curva, sotto una casa con il tetto molto spiovente, lasciamo la stradina e andiamo diritto con un sentiero seguendo l'indicazione di alcuni segnavia che indicano: Resegone, Stoppani, Piani d'Erna, Piano Fieno, Alpinisti Monzesi e Magnodeno. Gli stessi cartelli riportano anche dei tempi, a mio parere poco attendibili.
In salita aggiriamo la casa dal tetto spiovente che apprendiamo chiamarsi Cà del Cippo (m. 735).
Entriamo nel bosco e iniziamo a percorrere un lungo traverso a mezza costa. Il sentiero è stretto ed un po' esposto. Solo inizialmente c'è una protezione a sinistra.
Superiamo una teleferica e saliamo con dei ripidi zig-zag passando accanto ad un rivolo che scende a destra.
Continuiamo poi con minore pendenza. Dopo un paio di curve troviamo un bivio (m. 800). A destra viene segnalato il sentiero n. 25 per il Magnodeno. Andiamo invece a sinistra quasi in piano. Poi percorriamo un breve tratto in discesa, un altro in piano e torniamo a salire in una faggeta.

Ad un bivio andiamo a sinistra in leggera discesa poi continuiamo in piano. In basso a sinistra vediamo un prato con un tavolo in legno e delle panche.
Superiamo un bosco di betulle e poi torniamo tra i faggi.
Attraversiamo un torrentello appoggiando gli scarponi sulle pietre che affiorano dall'acqua.
Torniamo a salire e poi continuiamo quasi in piano, lasciando una casa alla sinistra.
Raggiungiamo un torrente e lo superiamo con due ponticelli in legno.
Un successivo torrentello che invade anche il sentiero, richiede invece un guado, in caso di recenti e abbondanti piogge.
Ora saliamo tra prati e qualche albero. Passiamo accanto ad una stalla davanti alla quale ci sono alcuni tronchi adattati a panchina.
Superato un grande agrifoglio, ci immettiamo sul sentiero precedentemente descritto come "Variante alla parte finale del primo itinerario" (m. 845), con il quale proseguiamo verso destra fino al rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.00 - Dislivello: m. 600
Data escursione: novembre 2008
 
Terzo itinerario: sentieri 3+4A+1 (da Acquate)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova statale 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo km. 1.8 in galleria, prendiamo la prima uscita (Ospedale Manzoni).
Passiamo davanti all'ospedale e continuiamo per altri ottocento metri fino a trovare sulla destra Corso Promessi Sposi (cartello funivia Erna). Prendiamo questa strada e al primo bivio andiamo diritto in Via Don Giovanni Minzoni, lasciando a destra Via Poggi verso la funivia. Poco dopo raggiungiamo Piazza Don Abbondio e la chiesa di San Giorgio (m. 265).

Lasciata la macchina nel parcheggio davanti alla chiesa o nelle vie adiacenti, ci incamminiamo sulla destra in Via Renzo.
Giunti in fondo giriamo a sinistra in Via Lucia.
Continuiamo poi sulla destra, su fondo selciato, e poco dopo raggiungiamo la casa ritenuta tradizionalmente come quella di Lucia Mondella.
Più avanti giriamo a sinistra in Via Resegone, una mulattiera acciottolata e a gradini.
Superiamo l'acquedotto che troviamo a destra mentre da sinistra arriva e termina qui una strada asfaltata (m. 305).
Poco dopo raggiungiamo una grotta con la Madonna di Lourdes, un monumento ai caduti e una fonte. Qui la mulattiera a gradini si divide e continuiamo verso destra in salita.

Lasciato a sinistra un sentiero, camminando tra muretti a secco raggiungiamo un ponticello con il quale attraversiamo la statale 36 dir.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione. Ora la mulattiera diventa una stradina asfaltata.
Ignoriamo a sinistra Via Roncale e raggiungiamo un tornante della strada, Via ai Poggi, che sale verso la funivia dei Piani d'Erna (m. 380).
Seguiamo la strada verso destra in leggera discesa per circa duecento metri, fino a trovare sulla sinistra, accanto al cartello che indica l'inizio della frazione di Falghera, la stradina che dovremo percorrere (m. 365). I segnavia indicano: Baita Cavagiozzo e sentiero n. 3 per Deviscio, Rifugio Stoppani e Rifugio Azzoni.
Saliamo su fondo dapprima in cemento e poi acciottolato. A sinistra ci sono le mura di recinzione di alcune case mentre sull'altro lato la vista può spaziare su Lecco.

Troviamo poi un'edicola con una madonna e ignoriamo due sentieri che si staccano sulla destra. La stradina ora è sterrata e pianeggiante. Ai lati ci sono alcuni alberi.
Trascurato un altro piccolo sentiero sulla destra, raggiungiamo un bivio (m. 435). Andiamo a sinistra seguendo l'indicazione del sentiero Combi e un bollo giallo. Sulla destra ci accompagna una lunga staccionata in legno.
Ignorato un ripido sentiero che sale a sinistra, riprendiamo a salire.
Su un masso vediamo il segnavia 3 su bandierina di colore rosso-bianco-giallo.
Un altro sentiero sale a sinistra ma proseguiamo diritto come indica una freccia rossa e un segnavia che segnala la Baita Cavagiozzo. Il percorso ora è quasi pianeggiante.
Lasciato a destra un cancello verde, troviamo, sempre a destra, vari tavoli e panche che precedono la Baita A.N.A. di Acquate (m. 475).

La sterrata termina subito dopo. Di fronte abbiamo un bivio con due sentieri. Una freccia rossa indica di andare a destra; dobbiamo invece andare a sinistra passando accanto al metanodotto.
Camminiamo tra due muretti a secco seguendo bolli di colore giallo e azzurro.
Troviamo due sbarre, una per parte, che chiudono l'ingresso ai prati a lato del percorso. Ignoriamo altri sentieri che si staccano da quello che stiamo percorrendo e continuiamo diritto in salita.
Lasciata a destra una vecchia casa, raggiungiamo un bivio (m. 500). Un segnavia del Rotary indica la direzione dalla quale proveniamo. Andiamo a destra in salita nel bosco.
Saliamo in modo abbastanza ripido fino a raggiungere un cancello marrone che a sinistra porta ad un apiario (m. 540).
Usciti dal bosco, costeggiamo la recinzione dell'Azienda Agricola Deviscio. Poi giriamo a sinistra e ci troviamo di fronte al Pizzo d'Erna.
A destra vediamo tre mura parallele che precedono una grande stalla.

La stradina, ora asfaltata, prosegue a sinistra entrando nell'azienda. Andiamo invece a destra e tra due case troviamo l'inizio di un sentiero (m. 575). Un cartello indica Campo de Buoi. Prendiamo questo sentiero e rientriamo nel bosco.
Sulla sinistra, tra gli alberi, c'è una rete metallica dapprima alla destra e poi alla sinistra.
Terminata la recinzione il sentiero si divide e andiamo a sinistra (m. 605).
Troviamo poi un altro sentiero parallelo sulla destra. Con pochi passi in discesa a destra ci portiamo su questo sentiero e torniamo a salire.
Si tratta di sentieri poco frequentati e potremmo avere l'impressione di avere sbagliato percorso ma un segnavia 4A su fondo rosso, che troviamo poco dopo, ci rassicura.
Più avanti incrociamo il sentiero pianeggiante che sulla destra conduce a Campo dei Buoi (m. 625). Lo attraversiamo e continuiamo diritto seguendo un segnavia 4A.
Saliamo ripidamente, incontrando alcuni bolli di colore giallo oppure rosso, fino a sbucare sul percorso n. 1 descritto nel primo itinerario (m. 710).
Qui bisognerà prestare attenzione al ritorno in quando nulla indica il sentiero 4A, per altro poco visibile. Unico punto di riferimento è un cartello "Operazione Montagna Pulita" inchiodato su un albero accanto all'imbocco del sentiero.
Andiamo a destra e poco dopo troviamo un bivio contrassegnato da una targa SEL dove dobbiamo andare a destra. Anche questa targa può essere un buon punto di riferimento.
Continuiamo poi come descritto nel primo itinerario fino alla meta.

Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello : m. 625
Data escursione: gennaio 2009

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Ghislandi (m. 1284) in ore 1.20
  • al Rifugio Monzesi (m. 1173) in ore 1.30
  • al Bivacco Magnodeno (m. 1241) in ore 1.30
  • al Rifugio Marchett (m. 1257 Piani d'Erna) in ore 1
  • al Rifugio Azzoni (m. 1860) in ore 3
  • alla Vetta del Resegone (m. 1875) in ore 3.10






Dati del Rifugio Stoppani

Altezza:
m. 890
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Baite di Costa
Comune:
Lecco - LC
Carta Kompass:
91 E7
Coordinate Geo:
45°51'24"N
9°26'43.40"E
Gestore:
Nicola Bontempi
Telefono gestore:
347 0323045
Telefono rifugio:
0341 491517
Posti letto:
20
Apertura:
mercoledì, sabato,
domenica e festivi.
Altri giorni e alla sera
su prenotazione.
Pagina aggiornata
il: 23/11/2016
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