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Il rifugio Azzoni è situato a pochi metri dalla vetta del Resegone (Punta Cermenati m. 1875).
Attaccato al rifugio c'è il piccolo bivacco "Città di Milano", sempre aperto.
Primo itinerario: dalla Forcella di Olino (sentiero n. 17 DOL)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo sulla sinistra percorrendo la via principale del paese (SP 62) per un chilometro,
fino a imboccare sulla sinistra la provinciale 63 per Morterone.
Questa strada è molto panoramica e sale con vari tornanti, a volte senza protezione a valle.
Dopo km 11.5 raggiungiamo la galleria della Forcella di Olino, prima, ma sopratutto dopo la quale è possibile parcheggiare sulla destra.
Vari segnavia indicano: Forcella di Olino m. 1158; Forbesette a ore 1, Calchera-Carbonera a ore 1.20, Costa del Palio a ore 1.20, Rifugio-Agriturismo
Tironi
Consoli.
Poco più avanti vediamo altri cartelli che segnalano: Forcella di Olino m. 1169; Erna-Artavaggio sent. 21, Forbesette-Azzoni-Resegone sent. 17.
Ci incamminiamo tra i faggi in leggera salita.
Percorriamo un tratto in piano e passiamo in una piccola gola tra due massi.
Dopo un altro tratto in salita il sentiero ritorna pianeggiante. Contorniamo una grande roccia.
Percorriamo pochi passi in discesa e poi, nuovamente in piano, passiamo accanto a due bellissimi alberi di agrifoglio.
Continuiamo in leggera salita; in basso a sinistra vediamo le poche case dell'abitato di Morterone, il più piccolo comune d'Europa.
Percorso un altro tratto in piano ed uno in salita, raggiungiamo un bivio e andiamo a destra.
In piano, passiamo accanto a una costruzione in cemento; anche qui il sentiero si divide e andiamo a destra.
Dopo un breve e ripido tratto, a sinistra vediamo per la prima volta il Resegone e, pur riuscendo a distinguere la croce sulla vetta, notiamo quanto sia ancora
distante.
In questo punto lasciamo il sentiero che prosegue davanti a noi e, seguendo l'indicazione su un albero, ne prendiamo un altro che sale sulla destra.
Poco più avanti il percorso si divide ma ben presto i due rami si ricongiungono.
Superiamo un tratto scavato nella roccia poi, usciti dal bosco, torniamo a vedere il Resegone.
Contorniamo alcune rocce e rientriamo nel bosco.
Alterniamo un tratto in piano a uno in salita e poi, ancora in piano raggiungiamo un tavolo di legno con panche.
Un sentiero che proviene da Morterone, sale da sinistra e si unisce al nostro.
Torniamo a salire e raggiungiamo un altro bivio: lasciato a destra un sentiero che sale al Passo del Giuff in ore 1.20, proseguiamo diritto.
Ci abbassiamo di una trentina di metri e poi riprendiamo lievemente a salire.
In questo punto il sentiero non è ben marcato per cui è opportuno controllare bene i segnavia che di tanto in tanto troviamo.
Poco più avanti da sinistra si innesta il sentiero n. 16 che proviene da Morterone (descritto nel secondo itinerario).
Arriviamo alle Forbesette, una radura con due tavoli in legno e relative panche (m. 1378). Da destra arriva il sentiero che scende dal Passo del Giuff descritto
nel terzo itinerario.
Proseguiamo verso sinistra; sulle rocce scorre un rivolo di acqua.
Poco dopo arriviamo alla sorgente. Da un rubinetto esce un po' d'acqua; è quanto rimane dopo che le acque sono state incanalate e raccolte nel serbatoio di
cemento.
Raggiungiamo un altro bivio: i segnavia indicano a sinistra: calchera - carbonaia a ore 0.10, Alpe Costa del Palio a ore 1, La Passata a ore 1.45, Rifugio
Tironi-Consoli; diritto: vetta del Resegone e Rifugio Azzoni a ore 1.15.
Continuiamo diritto. Dopo una breve salita, percorriamo un lungo tratto con poca pendenza e poi torniamo a salire.
In leggera salita raggiungiamo il bivio (m. 1495) con il sentiero 571 che sale da Brumano/Fuipiano. I segnavia indicano diritto: Monte Resegone a ore 0.35; dietro: Passo del Giuff
a ore 1; a sinistra: Brumano e Fuipiano a ore 0.55 (vedi l'ottavo itinerario).
Troviamo poi, una dopo l'altra, due corte transenne di legno a lato del sentiero.
In salita arriviamo ad un altro bivio (m. 1525). I segnavia indicano diritto: Colletto di Brumano, dietro: Sorgente Forbesette a ore
0.15, Morterone a ore 0.50, Forcella di Olino a ore 1.15; a sinistra: sentiero 13 per Brumano (vedi il settimo itinerario).
Continuiamo diritto e ignoriamo una variante al tratto finale del sentiero 13 che scende a sinistra.
Dopo un tratto meno faticoso riprendiamo a salire passando tra alcune roccette. Poi la pendenza diminuisce.
Usciamo dal bosco (m. 1570) e, lassù in alto, vediamo la cima del monte ma solo per un breve tratto, poi quando pieghiamo a destra, scompare alla vista.
Il percorso ora è pietroso e sempre più ripido; a volte si divide in varie tracce che si affiancano e intersecano, fino ad arrivare a una bocchetta in cresta
(m. 1835). Qui un cartello indica a sinistra: creste-Passata a ore 2.30; a destra: Rifugio Azzoni a ore 0.10.
Proseguiamo con delle roccette, a volte scavate come una trincea, e ben presto torniamo a vedere la grande croce e la costruzione bianca e rosa dell'Azzoni. Ancora
pochi passi quasi in piano e la raggiungiamo.
Tempo impiegato: ore 2.40 - Dislivello: m. 702
Data escursione: maggio 2004
Secondo itinerario: da Morterone (sentiero n. 16)
In questo caso dobbiamo percorrere per intero i 16 chilometri della provinciale 63 e arrivare a Morterone.
Superata la trattoria Cacciatori, al bivio prima della chiesa andiamo a destra e raggiungiamo un ampio parcheggio nei pressi della piazzola per l'elicottero (m.
1058).
La strada prosegue, come carrozzabile agro-silvo-pastorale, ma è interdetta al traffico veicolare.
Ad ogni modo, la dobbiamo abbandonare subito in quanto, fatti pochi passi, troviamo una palina con vari segnavia che indicano verso destra: il rifugio Azzoni
per la sorgente delle Forbesette a ore 2 (sent. 16/17), il sentiero del Giubileo 2000, il rifugio-agriturismo Tironi Consoli al Passo del Palio a ore 1, il
sentiero dei Carbonai Morterone-Erna n. 18 ore 1.15
Alla destra c'è un prato e solo vaghe tracce di sentiero.
Superiamo la piazzola (che in realtà è molto grande) dell'elicottero e risaliamo il versante prativo puntando un poco a sinistra di una vecchia casa che vediamo
in alto al limitare del bosco (in realtà è un rudere e solo la facciata è in piedi, ma di questo ci accorgeremo solo dopo averla raggiunta).
A metà del prato una freccia indica di proseguire diritto. Arrivati al rudere, vediamo sul muro una freccia e la scritta SEL verso sinistra.
Su una betulla invece c'è una freccia di legno che indica il rifugio Tironi Consoli.
Entriamo nel bosco. Ora il sentiero è evidente ed è marcato da bandierine rosso-bianco-gialle con il numero 16.
Ad un bivio, una freccia gialla indica di andare a sinistra. Al successivo bivio troviamo invece il solito segnavia nel bel mezzo della biforcazione senza che
venga indicato quale dei due sentieri prendere. Proviamo a destra e siamo fortunati; poco dopo infatti troviamo altri segnavia.
La pendenza, che finora è stata lieve, si accentua, poi, superato un pozzetto chiuso da un coperchio verde, per un tratto diventa più ripida per ritornare
subito dopo ad essere lieve.
Ora il sentiero praticamente sparisce; continuiamo diritto e dopo un po' troviamo un segnavia.
Raggiungiamo un bivio dove non c'è alcuna indicazione; qui dobbiamo andare a sinistra.
Superiamo un masso isolato (m. 1330) e poco dopo incontriamo il sentiero n. 17 descritto nel primo itinerario (m. 1357).
Una palina segnavia indica il sentiero 16 per Morterone nella direzione da cui proveniamo; il sentiero 17 per la Forcella di Olino, il Culmine S. Pietro e
Artavaggio a destra; mentre verso sinistra (nessuna indicazione) si prosegue verso il rifugio Tironi Consoli e la vetta del Resegone.
Poco dopo raggiungiamo le Forbesette e continuiamo come descritto nel precedente itinerario.
Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. 802
Data escursione: aprile 2006
Terzo itinerario: dai Piani d'Erna (sentiero n. 7)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Saliamo con vari tornanti e, superate le frazioni di Falghera e Malnago, arriviamo fino all'ampio piazzale della funivia Versasio - Piani d'Erna.
Il parcheggio è a pagamento solo nei giorni festivi e costa € 1.50.
Il costo del biglietto della funivia A/R è di € 8 nei feriali e € 9 alla domenica; € 5 per la sola andata. La funivia in soli 5 minuti sale da m. 603 a m. 1329.
C'è anche un servizio di linea: l'autobus n. 5.
Dalla stazione a monte prendiamo una stradina asfaltata che scende verso sinistra.
Ignoriamo poi una deviazione sulla destra che conduce ad una area picnic e alla Fonte Acqua Salute. La strada diventa sterrata.
Superiamo una grotta con una madonnina, la Baita del Sole, un imbocco del Sentiero Natura e raggiungiamo la Bocca d'Erna (m. 1291).
Qui troviamo un crocefisso, tre panchine e l'inizio di diversi sentieri.
Sulla destra:
Passo del Giuff - Forbesette (sentiero 7 - ore 1.20 - elementare)
Passo del Giuff - Resegone (sentieri 7 e 17 - ore 2 - elementare)
Piano della Beduletta - Resegone (sentieri 5 e 1 - ore 2 - facile)
Canalone di Bobbio - Resegone (sentiero 10 - ore 1.30 - impegnativo)
Canalone Comera - Resegone (sentieri 5, 1 e 9 - ore 1.40 - impegnativo)
Rifugio Alpinisti Monzesi (sentiero 7 - ore 1.10 - facile)
Morterone (sentieri 7 e 16 - ore 1.20 - elementare)
Ferrata del Fò - Resegone (sentieri 7 e 12 - ore 2.30 - impegnativo)
La Beduletta - Cima del Dente per la ferrata Gamma (sentieri 5 e 22/a - impegnativo)
Continuando diritto invece:
Forcella di Olino e il Culmine San Pietro (sentiero 21 - ore 2.30 - facile)
Versasio per il Passo del Cammello (sentiero 18)
Diritto vengono segnalati anche il Vecchio Borgo con il rifugio Marchett e la chiesetta della Madonna della Neve.
Prendiamo dunque il sentiero n. 7 che sale tra i prati con bella vista sulle Grigne a sinistra.
Passiamo sotto i fili della corrente e ci immettiamo su una stradina sterrata. I segnavia indicano a destra il Sentiero Natura. Andiamo invece a sinistra in
piano passando sotto i cavi di uno skilift.
Poco dopo raggiungiamo la sorgente Acqua della Pesciola (m. 1325). L'acqua esce da un tubicino e riempie una grande vasca. Alcuni segnavia indicano il Passo del
Giuff a ore 0.30 e Le Forbesette a ore 1. C'è anche un cartellone che parla delle sorgenti.
Ignorato un sentiero che scende a sinistra, riprendiamo a salire abbastanza ripidamente tra i prati e raggiungiamo un bosco (m. 1360). Qui alcuni segnavia
indicano nella nostra direzione di marcia: il Passo del Giuff, il Rifugio Azzoni e il Resegone.
Passiamo sotto i cavi di una vecchia funivia, percorriamo pochi passi in un prato e rientriamo nel bosco.
Transitiamo sotto i cavi di un altro impianto di risalita. Su di un albero un cartello indica il percorso MTB Trek 7.
Il sentiero continua con vari brevi saliscendi nel bosco.
Percorriamo pochi passi su fondo roccioso e superiamo un canale di sfasciumi.
Troviamo un sentiero che scende a sinistra e un cartello che indica in quella direzione il Rifugio Marchett a ore 0.35.
Continuiamo alternando tratti in piano e con poca pendenza, poi in salita percorriamo un tratto incassato nel terreno e arriviamo ad un bivio. A sinistra un
sentiero continua tra l'erba mentre a destra vengono segnalati il Passo del Giuff, la Val Caldera, le Forbesette, il Rifugio Azzoni e Morterone.
Continuiamo verso destra nel bosco, ora abbastanza rado da consentire una bella vista sulle Grigne e sui Piani d'Erna.
Poi saliamo ripidamente e ad un bivio andiamo a sinistra.
Alcuni gradini di legno e poi di pietra conducono all'intaglio tra due rocce del Passo del Giuff (m. 1531).
Oltre il passo, ignoriamo un sentiero che scende a sinistra verso la Bocchetta del Frate-Olino in ore 0.55 e continuiamo sulla destra.
Poco dopo troviamo un altro bivio. Lasciamo a destra il sentiero n. 8 per esperti, che sale alla Cresta Nord, Punta Cermenati in 3 ore e continuiamo in discesa
a sinistra verso le Forbesette segnalate a ore 0.25, la Passata, il Rifugio Azzoni e Morterone.
Scendendo troviamo alcuni cartelli che segnalano il divieto di caccia ed una zona a maggior tutela.
Quasi in piano, lasciamo a destra una roccia, poi passiamo tra altre due e percorriamo un breve tratto in discesa.
Continuiamo poi a scendere con minore pendenza e, quasi in piano, passiamo accanto ad una rudimentale panchina fatta con tre tronchi.
Torniamo a scendere su fondo roccioso per un breve tratto, poi quasi in piano arriviamo alle Forbesette dove troviamo due tavoloni in legno e relative panche
(m. 1378).
Da sinistra arriva il sentiero n. 17 descritto con il primo itinerario con il quale continuiamo fino al rifugio.
Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello: m. +740 -209
Data escursione: luglio 2008
Quarto itinerario: da Malnago (sentiero n. 1)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Superata la frazione di Falghera, saliamo con alcuni tornanti e arriviamo a Malnago.
Poco prima di un tornante destrorso, troviamo un piccolo parcheggio dove è opportuno lasciare l'auto (m. 470).
Ci incamminiamo. Al tornante successivo, inizia il sentiero n. 1 segnalato da bandierine giallo-bianco-rosse e da un cartello che recita: Malnago 480 - Resegone
1870: ore 3.3/4.
Dopo un breve tratto in salita con il fondo in cemento raggiungiamo un'icona raffigurante la presentazione di Gesù al tempio.
Pieghiamo a sinistra e proseguiamo quasi in piano su una bella mulattiera contornati da un lato dal bosco e dall'altro da una recinzione metallica che, dopo un
sentierino, diventa una staccionata in legno.
Presso una curva ignoriamo una stradina che si dirige verso una casa privata.
Successivamente, ad un bivio, troviamo un'altra icona raffigurante la Sacra Famiglia e andiamo a sinistra.
In lieve salita nel castagneto, passiamo nei pressi di una teleferica, ignoriamo il sentiero n. 2 sulla sinistra e superiamo un'altra casa.
Con un breve tratto in salita raggiungiamo una stradina asfaltata. Non ci sono indicazioni ma dobbiamo andiamo a destra. A sinistra invece si va verso il
parcheggio della funivia.
L'asfalto termina davanti al cancello di una azienda agricola a fianco della quale riparte la mulattiera.
Contornando la recinzione della tenuta, riprendiamo a salire nel bosco con poca pendenza.
Ignoriamo successivamente alcuni sentieri: il primo (m. 630) che seguendo la recinzione si dirige verso Campo de Boi, un altro sul lato opposto, un terzo (m.
650) che conduce alla via ferrata del Pizzo d'Erna Gamma 1 e un quarto che si inerpica sulla montagna.
Troviamo poi il sentiero 4A che si innesta da destra nei pressi di un cartello "Operazione Montagna Pulita" (m. 710).
Ad un bivio, contrassegnato da una targa SEL, andiamo a destra (m. 715). Dopo pochi metri in piano riprendiamo a salire più ripidamente.
Poi usciamo dal bosco e quasi in piano passiamo tra un'icona raffigurante una madonna con bambino, una croce ed un vecchio albero.
Raggiungiamo un bivio (m. 770); i segnavia indicano a sinistra Costa, Rifugio Azzoni-Resegone (ore 2.50), Rifugio Stoppani e Erna; diritto il sentiero n. 1A per
il rifugio Azzoni e per Campo de' Boi. Entrambi i percorsi conducono alla nostra meta.
Prendiamo il percorso principale n. 1, quello che sale a sinistra.
Attraversate le vecchie baite della frazione Costa (m. 800), raggiungiamo la cappellina votiva dedicata ai caduti del Resegone dove vale la pena sostare un
attimo.
Torniamo poi a salire, al fresco del castagneto, e arriviamo ad un bivio dove una freccia bianca indica di procedere verso destra. Al bivio successivo è invece
una freccia gialla ad indicare il sentiero a sinistra.
Ora il percorso è meno ripido. Poco dopo raggiungiamo il Rifugio Stoppani (m. 890).
Lasciato a destra il rifugio possiamo continuare indifferentemente con l'ampio sentiero o con un altro più piccolo alla sua sinistra. Poco più avanti infatti i
due percorsi tornano ad unirsi. I segnavia indicano il Magnodeno a ore 1.30 e la Ferrata Gamma.
Risaliamo alcuni gradini di legno tra alti faggi. Sulla destra c'è una protezione formata da alcuni paletti che reggono due funi metalliche.
Ignoriamo poi un sentiero a sinistra sbarrato da un ramo.
In piano camminiamo tra una rete metallica a destra e un basso muretto a secco a sinistra.
Raggiungiamo la Sorgente del Kopp (m. 950) racchiusa in un manufatto in cemento. L'acqua esce da un tubicino. C'è anche un mestolo per potersi dissetare.
Continuiamo quasi in piano con un prato a sinistra e degli alberi a destra.
Superati alcuni gradini, vediamo sulla sinistra una vecchia casa oltre la quale troviamo un bivio. I segnavia indicano a sinistra Erna; diritto Erna e il
Rifugio Azzoni.
Continuiamo diritto. Sulla destra c'è una staccionata in legno e un cancelletto.
Tra prati e radi alberi raggiungiamo la Baita Palazzetto che troviamo sulla destra (m. 950).
Entriamo nel bosco e camminando quasi in piano arriviamo al guado del torrente Bione (m. 960). L'acqua generalmente è poca e pertanto basta camminare sulle
pietre che affiorano per poterlo attraversare.
Poi in leggera salita raggiungiamo un bivio (m. 970). I segnavia indicano a sinistra il sentiero per il Resegone/Rifugio Azzoni (n. 1) e Erna (n. 7); a destra
quello per il Passo del Fo' e il Rifugio Monzesi (n. 6). Dietro vengono indicati il Rifugio Stoppani, Malnago e Lecco.
Continuiamo con il sentiero n. 1 in salita con il fondo spesso di ghiaia o pietrisco.
Lasciamo a sinistra un sentiero chiuso da un masso e superiamo un gradone di roccia.
Il percorso diventa abbastanza ripido.
Troviamo un altro bivio (m. 1005). Un cartello indica a sinistra la Fonte Spreafico ed Erna. Andiamo invece a destra.
Saliamo con alcune ripide serpentine, poi la pendenza diminuisce. Il fondo del sentiero è ancora di pietrisco. Attorno abbiamo vari alberelli e non un vero e
proprio bosco.
Superiamo un breve tratto dove il sentiero è incassato tra l'erba circostante (m. 1065).
Torniamo a salire. Il percorso si divide varie volte in due tracce per tornare prontamente a riunirsi. Superiamo una faggeta e poi in leggera salita
raggiungiamo la piccola radura del Pian del Fieno (m. 1140). I segnavia indicano a destra il Resegone a ore 2 (sentiero 1); a sinistra Erna, funivia, Morterone
(sentiero 7). Su un masso vediamo una croce e una targa a memoria di una persona scomparsa.
Andiamo a destra e dopo pochi passi troviamo un altro bivio. A destra i segnavia indicano il sentiero n. 7 per il Passo del Fo' a ore 0.50 e il Rifugio
Alpinisti Monzesi. Continuiamo invece a sinistra con il sentiero n. 1.
Saliamo a zig-zag abbastanza ripidamente poi alterniamo alcuni tratti più o meno ripidi.
Superiamo una piccola roccetta e, tra radi alberelli, arriviamo all'incrocio con il sentiero n. 5 (m. 1230). I segnavia indicano: a sinistra il Rifugio
Marchett
a la stazione della funivia di Erna a ore 0.25; a destra: il Passo del Fo' a ore 0.30; dietro il Rifugio Stoppani. Con il sentiero n. 1 continuiamo in salita
tra i faggi.
Poi, in leggera salita, camminiamo alla destra di una grande roccia.
Torniamo a salire ripidamente. Le radici di un faggio fanno da gradino (m. 1255).
Poi la pendenza diminuisce e, allo scoperto, risaliamo alcuni gradini.
Rientrati nel bosco, saliamo ripidamente su fondo roccioso.
Troviamo un tratto senza alberi sulla sinistra che ci consente di vedere una ripida parete.
Superiamo un lastrone di roccia e usciamo dal bosco.
Siamo arrivati così al Pian della Beduletta (m. 1320). Sulla destra ci sono dei paletti di colore giallo e rosso che reggono una fune. Servono come protezione
sul ripido precipizio. A sinistra su una roccia vediamo un bronzo raffigurante l'abate Stoppani; a destra su una roccia a picco sul baratro una targa ricorda un
ragazzo deceduto a soli 16 anni. Poco più avanti c'è il crocefisso della Beduletta.
Poco dopo troviamo una targa a sinistra e una piccola croce a destra.
Tra radi alberi continuiamo in salita su fondo roccioso. Alla sinistra vediamo una altra croce a ricordo di un escursionista.
Subito dopo, in leggera salita, lasciamo a sinistra il sentiero segnalato che conduce all'attacco della ferrata Gamma 2.
Torniamo a salire e superiamo un tratto su fondo roccioso. Continuiamo poi con minore pendenza mentre a destra scende un ripido precipizio.
Dopo una breve e ripida salita tra le pietre, percorriamo pochi passi quasi in piano per poi tornare a salire ripidamente su fondo roccioso.
Ancora pochi passi quasi in piano e arriviamo ad un bivio (m. 1375). I segnavia indicano a sinistra il sentiero n. 9 che risale ripidamente il Canale Còmera; e
a destra il Rifugio Azzoni.
Andiamo a destra in salita su sfasciumi. Percorriamo un tratto con poca pendenza. Ad un tornante riprendiamo a salire.
Rientriamo nel bosco; tra faggi e noccioli, su una pietra vediamo il segnavia n. 1.
Tra radi alberi arriviamo ad un bivio (m. 1470) dove un cartello indica a destra: Rifugio Ghislandi, Passo del Fò, Sentiero della Staffa. Continuiamo invece
diritto con corte e ripide serpentine tra sfasciumi e roccette.
Proseguiamo poi in leggera salita tra erba e cespugli (m. 1515).
Seguendo una freccia che indica di procedere diritto, ignoriamo un sentierino che sale a sinistra.
Percorriamo ora un traverso quasi in piano (m. 1540). Siamo al Pian Serrada, bella balconata panoramica su Lecco e il M. Barro. Sulla sinistra c'è una sorgente
con un filo d'acqua che esce da un tubicino.
Proseguiamo poi in salita con un ampio sentiero di sfasciumi circondato dai prati.
Da destra si innesta un sentiero (m. 1577). Un cartello informa che proviene dalla Ferrata del Centenario.
Proseguiamo su fondo roccioso e, poco dopo, troviamo una palina con un segnavia che indica il Rifugio Azzoni a ore 0.40.
Il sentiero piega a sinistra e continua a zig-zag. Troviamo alcuni gradini di pietra e una freccia bianca che indica la nostra direzione di marcia.
Tra sfasciumi raggiungiamo una roccetta e la superiamo con due passaggi (m. 1625).
Aiutandoci con le mani risaliamo una parete quasi verticale e, giunti in alto pieghiamo a sinistra (m. 1635).
Superiamo due brevi ripidi tratti su roccette e raggiungiamo una corta crestina esposta da entrambi i lati. Siamo al passo della Sibretta (m. 1650).
Continuiamo ripidamente tra erba e roccette.
Dopo pochi passi con poca pendenza tra l'erba, risaliamo un ripido canalino aiutandoci con le mani.
Arrivati in cima (m. 1680) percorriamo un tratto quasi in piano in cresta, poi saliamo abbastanza ripidamente.
Raggiungiamo una roccia sulla quale una targa recita: "Le conquiste che sono permanenti e che non lasciano rimpianti, sono le conquiste su noi stessi".
Assicurati da una corda fissa, in piano, aggiriamo la roccia su di una cengia (m. 1700). Entriamo così nell'impluvio della Val Negra.
Poco dopo torniamo a salire aiutandoci con le mani.
Proseguiamo in leggera salita. Il sentiero è un po' esposto fino ad una curva a sinistra dove troviamo una solitaria betulla. Alzando gli occhi cominciamo a
vedere il Rifugio Azzoni (m. 1715).
Risaliamo altre ripide roccette, a volte aiutandoci con le mani.
Da sinistra arriva un sentiero. Un cartello informa che siamo arrivati allo spuntone di roccia chiamato Om de Sass (m. 1750).
Continuiamo quasi in piano con un precipizio sulla destra.
Proseguiamo poi alternando tratti di sentiero sterrato con pochissima pendenza e ripide roccette che a volte richiedono l'aiuto della mani.
Successivamente, in salita tra sfasciumi, giriamo a sinistra e torniamo a vedere il rifugio (m. 1795).
Risaliamo un canalino roccioso molto ripido, seguendo delle bandierine e una freccia gialla.
Dopo un tratto più facile, riprendiamo la ripida salita. Vediamo una placca a ricordo di un escursionista e seguiamo un'altra freccia gialla.
Alterniamo un tratto di ripido sentiero ad un altro con poca pendenza.
Poi, ancora in salita, passiamo accanto ad una roccia sporgente.
Dopo pochi passi in piano saliamo ripidamente fino a trovare una ventina di gradini in cemento con i quali raggiungiamo il rifugio.
Tempo impiegato: ore 3.40 - Dislivello: m. 1390
Data escursione: settembre 2009
Quinto itinerario: da Versasio - parcheggio funivia per Erna
Questa è una variante alla parte iniziale del precedente itinerario che consente di risparmiare 130 metri di dislivello.
Anziché lasciare l'auto nel punto precedentemente indicato, possiamo percorrere la strada fino al termine, vale a dire fino alla stazione a valle della funivia
che sale ai Piani d'Erna (m. 603).
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.
Lasciamo l'auto nel parcheggio, che è a pagamento (euro 1.50) solo nei giorni festivi, e ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo
che segnala i percorsi: Campo de' Boi - Monte Magnodeno - Ferrata Pizzo d'Erna - Rifugio Stoppani - Piani d'Erna - Monte Resegone.
Dopo aver disceso alcuni gradini entriamo nel bosco e ci incamminiamo in lieve discesa tenendoci sempre sul percorso principale per altro ben segnalato con dei
cartelli gialli.
Raggiungiamo poi una stradina asfaltata. Un cartello indica a sinistra il sentiero n. 18 per il Passo del Cammello raggiungibile in ore 2.30. Andiamo invece a
destra e successivamente, lasciato a sinistra il sentiero che porta alla Falesia d'Erna, incontriamo sulla destra il percorso precedentemente descritto con il
quale continuiamo (m. 580).
Tempo impiegato: ore 3.30 - Dislivello: m. 1257
Data escursione: settembre 2009
Sesto itinerario: dai Piani d'Erna (sent. 5+1)
La parte iniziale è la stessa già descritta all'inizio del terzo itinerario.
Giunti alla Bocca d'Erna (m. 1291), tra i vari sentieri prendiamo il n. 5 che inizia in leggera discesa tra i prati.
Ci addentriamo poi in un fitto bosco di conifere e alterniamo alcuni tratti in discesa, generalmente lieve, ad altri quasi in piano.
Poi il bosco diventa più rado ed è composto principalmente da noccioli e vari alberelli. Di tanto in tanto possiamo ammirare il panorama su Lecco e il M. Barro
a destra, oppure il Resegone a sinistra.
Scavalchiamo una fune stesa rasoterra (m. 1250) e continuiamo con alcuni saliscendi a volte tra gli alberi e a volte allo scoperto.
Attraversiamo un accidentato canalino con roccette poi, in leggera salita, troviamo un tratto un poco esposto dove una fune sulla sinistra, utile in caso di neve,
assicura il cammino (m. 1225).
Dopo un altro breve tratto in ripida salita, continuiamo quasi in piano tra i faggi.
Di tanto in tanto vediamo il segnavia n. 5 inciso su un cartello di legno.
Troviamo un bivio dove è indifferente prendere uno o l'altro sentiero. Quello a sinistra corre un poco più in alto poi i due percorsi tornano ad unirsi (m.
1230).
Continuiamo quasi in piano tra faggi e noccioli fino a incrociare il sentiero n. 1 (m. 1230). I segnavia indicano davanti a noi la prosecuzione verso il passo
del Fo' a ore 0.30; a destra la discesa verso il Rifugio Stoppani; dietro il rifugio Marchett a ore 0.25 e a sinistra (nessuna indicazione) si sale al Resegone.
Lasciamo pertanto il sentiero n. 5 e giriamo a sinistra immettendoci sul sentiero n. 1
Continuiamo poi come descritto nel quarto itinerario fino alla meta.
Tempo impiegato: ore 2.15 - Dislivello: m. 635 -104
Data escursione: settembre 2009
Settimo itinerario: da Brumano Imagna (sentiero 13+17 = 587+571)
Con la provinciale 14 della Valle Imagna arriviamo a S. Omobono, maggior centro della vallata.
Nel centro del paese troviamo un bivio. Giriamo a sinistra lasciando la strada per Fuipiano che continua diritto (vedi l'ottavo itinerario).
Prendiamo poi sulla destra Via Locatelli che, poco più avanti, diventa la provinciale 20.
Giunti a Brumano, troviamo sulla destra il municipio, poi a sinistra la strada che sale alla chiesa, e successivamente a destra il cimitero. Poco più avanti
parcheggiamo nella Piazzetta Carlo Vitari accanto all'acquedotto (m. 915).
A sinistra parte il sentiero. I segnavia indicano il Resegone a ore 2.30 (sentiero n. 587) e P. Passata a ore 2 (sentiero 576).
Saliamo alcuni gradini alla destra di una casa. In basso a destra c'è un lavatoio.
In leggera salita superiamo alcune case e stalle poi prendiamo un sentierino a sinistra, in salita tra prati e alcuni alberi.
A destra scorre un rivolo d'acqua che esce da un grosso tubo in cemento.
Attraversiamo una stradina asfaltata (m. 935) e continuiamo con un sentiero in leggera salita. Alla destra c'è un'altra stradetta asfaltata chiusa all'inizio
con una sbarra.
Poco più avanti, quando la strada gira a destra, continuiamo diritto con un sentiero in salita nei prati tra case, stalle e cascine.
Poi il sentiero piega a destra. In leggera salita, passiamo davanti ad una casa con tre meridiane sulla facciata.
Continuiamo tra i prati e ritroviamo la stradina asfaltata (m. 980). Andiamo a destra.
Ignoriamo sulla destra una strada privata, sterrata, chiusa da una catena.
In piano passiamo sotto dei cavi e raggiungiamo una casa, su un angolo della quale è dipinto il segnavia a bandierina con il n. 13 e una freccia che indica a
sinistra.
Pertanto, poco dopo, quando la strada piega a destra, continuiamo diritto con un ampio sentiero (m. 995).
In leggera salita arriviamo al limitare di un bosco e giriamo a sinistra superando il letto di un ruscelletto che troviamo in secca. Su un albero vediamo i
segnavia 587 e 576.
Con pochi passi in salita raggiungiamo una vecchia casa. Qui il sentiero gira a destra ed entra nel bosco (m. 1010).
Subito dopo troviamo un bivio ed un cartello che indica a sinistra il Resegone a ore 1.30 (sentiero 587) e il P. Passata a ore 1.20 (sentiero 576).
In leggera salita attraversiamo un fitto bosco poi usciamo in un grande prato (m. 1020) che attraversiamo dirigendoci verso una vecchia casa.
Poco prima di raggiungerla ci immettiamo su un più ampio sentiero e andiamo a sinistra. Sulla casa è dipinto il segnavia n. 576.
Continuiamo in piano al margine alto del prato.
Poi pieghiamo a destra passando sotto un faggio secolare dove troviamo un tavolone in legno e relative panche (m. 1055).
Il sentiero prosegue tra gli alberi e poi scompare tra l'erba. Poco più avanti lo ritroviamo.
Continuiamo in leggera salita, nuovamente tra gli alberi. Il sentiero è stretto ed è invaso da erbacce.
Usciamo poi dal bosco davanti ad una grande casa e ad una staccionata di legno. Qui ritroviamo la stradina asfaltata e la percorriamo verso sinistra
per un centinaio di metri.
Raggiungiamo lo slargo a lato di Cà Emma e di una curva a destra dove troviamo una santella con una madonna (m. 1085).
Ignoriamo il sentiero che continua diritto verso la Passata (segnavia 576) e giriamo a destra seguendo la strada che subito dopo diventa sterrata.
Continuiamo in leggera salita con un bosco a sinistra ed un prato a destra. La pendenza aumenta.
Percorriamo un tornante verso sinistra aggirando una cascina e ignorando un sentiero che prosegue diritto tra i prati.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.
Troviamo una freccia gialla che indica un sentiero che, poco più in basso a sinistra, entra nel bosco (m. 1120).
Possiamo prendere questo sentiero o proseguire con la sterrata.
a) Con il sentiero, percorriamo un tratto in leggera discesa.
Poi ci immettiamo su di un altro sentiero, più ampio, e andiamo a destra in salita. Su di un albero vediamo il segnavia a bandierina rosso-bianco-rosso con la
scritta DOL.
Poco dopo arriviamo ad un bivio. Seguendo un segnavia DOL e un cartello con la scritta Palio, andiamo a sinistra.
La pendenza aumenta. Poi giriamo a destra e saliamo con ripide serpentine. Il bosco diventa più rado.
In leggera salita ci immettiamo su di una stradina sterrata. I segnavia indicano: Cascine Zucchero m. 1163; a destra: Anello del Resegone, i Castelli, Carbonaia
a ore 0.50, Forbesette a ore 1.10, dietro: La Passata a ore 0.45, Valcava (fine DOL) a ore 3.45.
Andiamo a destra in salita e raggiungiamo le vecchie cascine dove troviamo l'altra variante e continuiamo verso sinistra.
b) Proseguendo con la sterrata invece percorriamo un tratto in leggera salita tra gli alberi.
Presso un tornante destrorso, ignoriamo un sentiero che prosegue diritto e va ad immettersi sulla precedente variante.
Con maggiore pendenza continuiamo verso un traliccio ma, prima di raggiungerlo, la stradina compie un altro tornante a sinistra.
Poi, in leggera salita, arriviamo alle Cascine Zucchero (m. 1163).
Sulla facciata del primo edificio, Cà di Felice, una targa riporta una frase tratta da "Il tuo sorriso" di Rabindranath Tagore: "Se qui arrivo, possa l'animo
facilmente prendere da ogni luogo in un flusso senza fine i tuoi rivi di eterna gioia".
Aggirata la casa verso destra, ci troviamo di fronte il percorso della prima variante e continuiamo verso destra.
Dopo che i due percorsi si sono riuniti proseguiamo seguendo un bollo rosso, il segnavia 589 e un cartello di legno con la scritta: Forcella al 571, Palio.
Superiamo un baitello e una vasca d'acqua. Troviamo altri segnavia 589 e DOL.
Entriamo nel bosco. Su un cartello di legno Brumano viene indicata nella direzione dalla quale proveniamo.
Percorriamo un tratto quasi in piano su di un ampio sentiero.
Poi, in leggera salita, raggiungiamo un casello dell'acquedotto ed una vasca piena d'acqua (m. 1200). I segnavia indicano a sinistra il sentiero 589 e diritto
il Palio.
Proseguiamo diritto, quasi in piano, con un piccolo sentiero e percorriamo un lungo tratto alternando alcuni saliscendi.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e raggiungiamo un bivio (m. 1230). I segnavia indicano: a sinistra: Resegone; davanti: Brumano; dietro: Brumano, Passo
della Porta, La Passata.
Andiamo a sinistra e, tra i prati, ripassiamo sotto i cavi dell'alta tensione. Davanti, in lontananza vediamo il Tironi Consoli; alla sinistra più in alto c'è
una vecchia casa dietro la quale vediamo il Resegone.
Continuiamo in leggera salita tra gli alberi.
Troviamo un sentiero che si stacca a sinistra. Un cartello indica davanti: Resegone a ore 1.30 (sentiero 587); dietro: Brumano; a sinistra: Forcella 571 creste,
i Solitari.
Poco dopo troviamo alcune baite nei prati alla destra. Sulla prima è dipinto il segnavia a bandierina rosso-bianco-giallo con il numero 13.
Continuiamo quasi in piano. Ora troviamo sia i segnavia DOL che le bandierine con il n. 13.
Ci addentriamo in una faggeta e percorriamo un altro lungo tratto a saliscendi.
Poi, superati due tratti in salita, intervallati da uno quasi in piano, raggiungiamo un bivio (m. 1345). I segnavia indicano a sinistra: Vetta a ore 1.30; a
destra: DOL, i castelli, carbonaia, Forbesette a ore 0.40; dietro: La Passata a ore 1.15, Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 2.
Andiamo a sinistra e saliamo abbastanza ripidamente. Poi la pendenza diminuisce.
Lasciata a destra una strana formazione rocciosa (m. 1385) torniamo a salire in modo abbastanza ripido.
Il sentiero si divide in due tracce e prendiamo quella a sinistra più facile. Poco dopo si riunisce.
Saliamo ripidamente. Poi la pendenza si attenua un poco.
Troviamo un bivio (m. 1430). Un cartello indica a destra: Palio, Brumano. Continuiamo verso sinistra in salita.
Percorriamo un tratto allo scoperto, con poca pendenza (m. 1455) poi rientriamo nel bosco.
Troviamo un altro bivio (m. 1465). I segnavia indicano a sinistra: Solitari, Creste; dietro: Brumano, Palio. Continuiamo diritto in salita.
Per un breve tratto il sentiero diventa molto largo e nel mezzo c'è un masso.
Infine raggiungiamo il bivio dove ci immettiamo sul sentiero 17 (m. 1525).
I segnavia indicano a sinistra: Colletto di Brumano; a destra: Sorgente Forbesette a ore 0.15, Morterone a ore 0.50, Forcella di Olino a ore 1.15; dietro:
sentiero 13 per Brumano.
Andiamo a sinistra e continuiamo come precedentemente descritto nell'ultima parte del primo itinerario.
Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello: m. 945
Data escursione: settembre 2009
Ottavo itinerario: dalla strada Fuipiano-Brumano (sentiero 14+17 = 578+571)
Con la provinciale 14 della Valle Imagna arriviamo a S. Omobono.
Nel centro del paese troviamo un bivio. Lasciamo la strada che gira a sinistra (vedi il settimo itinerario) e continuiamo diritto con la provinciale 18 per
Fuipiano.
Giunti a Fuipiano, attraversiamo il paese tenendo sempre la via principale.
Arrivati in Piazza Europa, continuiamo sulla sinistra con Via Resegone.
Superate le ultime case, la strada continua nel bosco in direzione di Brumano. Dopo km. 1.6 troviamo sulla destra una stradina sterrata (m. 1125). Una sbarra
(che troviamo aperta) ed un cartello di divieto di accesso vietano il transito. Alcuni segnavia indicano: Monte Resegone a ore 1.45 (sent. 578+571), Passo Palio
a ore 1 (sent. 578+577), Giro del Resegone ore 5.30, Rifugio Tironi Consoli, Rifugio del Grande Faggio.
Parcheggiamo la macchina al bordo della strada e ci incamminiamo lungo questa sterrata.
Dopo un primo tratto in piano, ne percorriamo un altro in leggera salita ed uno in leggera discesa. La stradina è attraversata da alcune canaline per lo scolo
dell'acqua.
Superiamo poi, una dopo l'altra, due basi in cemento per agevolare lo scorrimento dell'acqua che potrebbe attraversare la strada.
Continuiamo in salita fino ad una casa sulla destra dove termina il bosco (m. 1175). Ora ci sono solo radi alberi che consentono una bella veduta sulla vallata.
Con poca pendenza, passiamo accanto ad altre due case e a una cappellina dedicata a S. Barbara (m. 1185).
Presso una curva verso destra, troviamo un sentiero che sale. I segnavia indicano diritto il percorso 577 e a destra il 578.
Prendiamo il sentiero a destra in salita e passiamo accanto ad un rudere sulle cui pareti è dipinto il segnavia 578 (m. 1195).
Percorriamo un tratto quasi in piano, e torniamo a salire a mezza costa tra i prati.
Continuiamo poi con minore pendenza con una recinzione sulla destra.
Ignoriamo un sentierino che scende a sinistra e, tra due recinzioni metalliche, arriviamo al Rifugio del Grande Faggio (m. 1240 - per informazioni tel. 320
4764583 oppure 389 7862902).
Passiamo davanti al rifugio. Subito dopo troviamo il faggio secolare. Un cartello recita: "Guardatemi, stimatemi e rispettatemi per l'età!!!"
Ignoriamo un sentiero che scende a sinistra ed entriamo in un bosco.
Alla prima curva a sinistra troviamo un ruscello che scende dalla destra e attraversa su una base in cemento.
Saliamo con alcuni tornanti seguendo bolli e frecce rosse che indicano la direzione dalla quale proveniamo.
All'uscita dal bosco troviamo una vecchia casa sulla sinistra.
Poco più avanti ritroviamo la sterrata (m. 1270). I segnavia indicano diritto: Resegone; a destra: Tironi Consoli, dietro: Rifugio del Grande Faggio, Foo del
Büs a ore 0.05.
Proseguiamo diritto con il sentiero in leggera salita. A sinistra, in basso ci sono alcuni ruderi mentre in alto già vediamo il Rifugio Azzoni e la croce.
Continuiamo tra radi alberelli, poi ci abbassiamo leggermente in una conca prativa e risaliamo l'altro versante.
In piano raggiungiamo un bosco (m. 1315), lo superiamo e, in leggera salita, ci immettiamo su di un ampio sentiero.
Lasciata a destra la continuazione verso il Rifugio/Agriturismo Tironi Consoli, andiamo a sinistra in leggera salita.
Sulla destra troviamo alcune roccette.
Continuiamo in salita, su di un largo percorso.
In un grande prato troviamo un bivio. I segnavia indicano a sinistra: Resegone a ore 0.50 (sent. 571); a destra Passo Grassello a ore 1.30 (sent. 571); dietro
Brumano e Fuipiano a ore 0.40 (sent. 578).
Più in alto ci sono un tavolone con le relative panche e altri segnavia che indicano davanti: Calchera - Carbonaia a ore 0.10, Forbesette a ore 0.20, Forcella
di Olino a ore 1.20.
Non raggiungiamo questi ultimi segnavia ma giriamo subito a sinistra verso il Resegone.
Con poca pendenza superiamo alcuni gruppi di alberi.
Dopo una breve salita troviamo una piccola radura.
Il sentiero ora si divide ma subito torna ad unirsi (m. 1415).
Dopo un altro tratto in salita continuiamo con minore pendenza tra cespugli e alberelli.
Lasciamo a sinistra un sentierino tra l'erba. Un segnavia indica in quella direzione: i Solitari, Creste.
Entriamo in un bosco e lo attraversiamo in salita con delle serpentine.
Poi continuiamo con minore pendenza. Raggiungiamo un altro bosco (m. 1445).
Saliamo in modo abbastanza ripido. Poi la pendenza aumenta ancora. Il sentiero sembra inciso nella roccia circostante.
Infine raggiungiamo il bivio dove ci immettiamo sul sentiero 17 (m. 1495).
I segnavia indicano a sinistra: Monte Resegone a ore 0.35; a destra: Passo del Giuff a ore 1; dietro: Brumano e Fuipiano a ore 0.55.
Andiamo a sinistra e continuiamo come precedentemente descritto nell'ultima parte del primo itinerario.
Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 735
Data escursione: settembre 2009
Note:
Dal rifugio, con un facile sentiero e alcuni gradini, possiamo raggiungere la grande croce di ferro sulla vetta Cermenati (m. 1875) dalla quale il panorama
spazia a 360 gradi.
Su di un rosone sono incisi i nomi di tutte le cime e località che si possono vedere, nonché la loro altezza e la direzione nella quale bisogna guardare. In una
giornata serena possiamo ammirare (in senso orario):
Monte Penice (m. 1450), Monte Camozzero (m. 1452), Monte Tesoro (m. 1432), Monte Linzone (m. 1392), Monte Ubione (m. 895), Canto Alto (m. 1146), Fuipiano Valle
Imagna (m. 1050), Monte Alben (m. 2019), I Canti (m. 1563), Pizzo Presolana (m. 2521), Zuc de Valbona (m. 1546), Pizzo Arera (m. 2512), Monte Adamello (m.
3539), Monte Cancervo (m. 1840), Pizzo Redorta (m. 3037), Pizzo Diavolo di Tenda (m. 2916), Monte Venturosa (m. 1999), Passo Baciamorti (m. 1540), Monte
Araralta (m. 2006), Monte Sodadura (m. 2010), Pizzo Bernina (m. 4049), Monte Disgrazia (m. 3678), Zuccone Campelli (m. 2159), Pizzo dei Tre Signori (m. 2554),
Pizzo Cengalo (m. 3367), Pizzo Badile (m. 3308), Monte Legnone (m. 2609), Monte Due Mani (m. 1657), Grignone (m. 2408), Grignetta (m. 2177), Finsteraarhorn (m.
4274), Jungfrau (m. 4158), Aletschhorn (m. 4195), Monte Leone (m. 3552), Monte San Primo (m. 1685), Dom de Mischabel (m. 4545), Cervino (m. 4478), Monte Rosa
(m. 4637), Corni di Canzo (m. 1373), Monte Palanzone (m. 1436), Gran Paradiso (m. 4061), Laghi Alserio Pusiano e Annone, Monviso (m. 3841), Milano.
Segnalo inoltre tre possibili giri ad anello. Il primo, più lungo, partendo dal parcheggio della funivia; il secondo dai Piani d'Erna ed il terzo da Brumano.
1 - Dal parcheggio della funivia (m. 603) andiamo a prendere il sentiero 1 (vedi il quinto itinerario) che poi percorriamo interamente (vedi il quarto
itinerario) fino al Rifugio Azzoni (m. 1860). Scendiamo poi l'opposto versante fino all'area sosta delle Forbesette (m. 1378) con il sentiero 17 (vedi la
seconda parte del primo itinerario a ritroso) dove prendiamo il sentiero 7 che sale al Passo del Giuff (m. 1531) e ridiscende alla Bocca d'Erna (vedi il terzo
itineraio a ritroso). Continuiamo a destra sulla sterrata fino al già visibile Rifugio Marchett (m. 1257) e poi scendiamo al parcheggio per il Passo del
Cammello con il sentiero 18 (vedi il terzo itinerario a ritroso nella pagina del Rifugio Marchett).
2 - Dai Piani d'Erna scendiamo alla Bocca d'Erna dove prendiamo il sentiero 5 e lo percorriamo fino all'incrocio con il sentiero 1 (vedi il sesto itinerario)
con il quale saliamo al Rifugio Azzoni (vedi la seconda parte del quarto itinerario). Scendiamo poi l'opposto versante fino all'area sosta delle Forbesette con
il sentiero 17 (vedi la seconda parte del primo itinerario a ritroso) dove prendiamo il sentiero 7 che sale al Passo del Giuff e ridiscende alla Bocca d'Erna
(vedi il terzo itineraio a ritroso).
3 - Parcheggiamo a Brumano e saliamo con il sentiero descritto nel settimo itinerario. Per il ritorno utilizziamo l'ottavo itinerario a ritroso al termine del
quale ci troviamo sulla strada asfaltata che collega Brumano e Fuipiano. Seguendo questa strada verso destra scendiamo con alcuni tornanti e dopo km 2.2
arriviamo alla macchina.
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