Rifugio Azzoni

Il Rifugio Azzoni situato a pochi metri dalla vetta del Resegone (Punta Cermenati m. 1875).
Attaccato al rifugio c' il piccolo Bivacco Citt di Lecco, sempre aperto.

Primo itinerario: dalla Forcella di Olino (sentiero n. 17 DOL)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo sulla sinistra percorrendo la via principale del paese (SP 62) per un chilometro, fino a imboccare sulla sinistra la provinciale 63 per Morterone. Questa strada molto panoramica e sale con vari tornanti, in alcuni punti senza protezione a valle.
Dopo km 11.5 raggiungiamo la galleria della Forcella di Olino, prima, ma sopratutto dopo la quale possibile parcheggiare sulla destra.

Vari segnavia indicano: Forcella di Olino m. 1158; Forbesette a ore 1, Calchera-Carbonaia a ore 1.10, Costa del Palio a ore 1.20, Rifugio-Agriturismo Tironi Consoli.
Ci incamminiamo e dopo pochi passi in salita nel bosco vediamo un altro cartello inchiodato ad un faggio che dice: Forcella di Olino m. 1169; Erna-Artavaggio seg. 21.
Proseguiamo quasi in piano. Una apertura tra gli alberi alla destra consente una veduta del Monte Due Mani e del Bivacco Locatelli Milani Scaioli sulla cima.
Ora siamo attorniati da alberelli che in alto non riescono a chiudere la vista verso il cielo. Percorriamo un breve tratto incassato nel terreno circostante.
Continuiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita tra i faggi.
Dopo una curva a sinistra passiamo tra due rocce (m. 1195) e arriviamo ad un bivio dove prendiamo il sentiero sulla destra quasi pianeggiante. Su di un faggio vediamo una freccia gialla che indica il Resegone e su di un altro una bandierina di colore rosso bianco rosso della DOL.

Gli alberi diventano pi radi. Proseguiamo in leggera discesa e percorriamo un breve tratto con il sentiero incassato.
Poi, quasi in piano ci immettiamo in una fitta faggeta (m. 1190).
Dopo una curva a sinistra riprendiamo a salire.
Presso una curva a destra, alla sinistra tra i rami riusciamo a intravedere le case sparse di Morterone (m. 1205).
Proseguiamo quasi in piano. Dalla destra una roccia si protende verso il sentiero. Vari segnavia indicano il sentiero 17, la DOL e il Rifugio Azzoni.
Percorriamo un breve tratto in discesa, camminando su di una lastra di pietra obliqua, e proseguiamo quasi in piano.
Ora, alla sinistra, il pendio scende ripidamente tra i faggi (m. 1200).
Dopo pochi passi in leggera salita, passiamo in un intaglio tra le pietre.
Proseguiamo con una breve discesa. Superiamo un rivolo e torniamo a camminare in leggera salita alla sinistra di alcune rocce.
Alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri con poca pendenza e per un attimo rivediamo Morterone.
Un cartello appeso in alto su di un albero avverte della presenza di un appostamento per la caccia (m. 1235).
Dopo una breve salita proseguiamo in piano.

Raggiungiamo una costruzione in cemento ed un bivio (m. 1250). Un cartello su di una betulla indica a destra: Forbesette Resegone; a sinistra: Baita Casimiro Ferrari Loc. Pizzo. Andiamo a destra dapprima in piano e poi in salita.
In alto a destra vediamo un appostamento raggiungibile con un sentiero. Alla sinistra cominciamo a vedere in lontananza il Resegone.
Lasciamo il sentiero, che prosegue diritto, per prendere quello a destra con il quale, in salita, raggiungiamo il cassottello verde utilizzato dai cacciatori e situato in una piccola radura (m. 1270). Lo aggiriamo verso sinistra e ci addentriamo in un boschetto di alberelli.
Poco pi avanti il percorso si divide ma ben presto i due rami si ricongiungono (m. 1285).
Troviamo un corto parapetto in legno. Alla sinistra gi in basso vediamo la piazzola dell'elicottero a Morterone.
Dopo pochi passi allo scoperto, percorrendo un tratto incassato, rientriamo nel bosco.
Giriamo a sinistra e ne usciamo. Ora siamo circondati solo da radi alberi (m. 1295).
Passiamo accanto ad alcune roccette (m. 1310).
Proseguiamo quasi in piano fino ad una curva a destra dove riprendiamo a salire. Qualche piccolo tronco fa da gradino. Il fondo diventa roccioso.
Dopo un tratto quasi pianeggiante entriamo in una faggeta.
Presso una curva a sinistra un cartello giallo indica una zona a maggior tutela.
Proseguiamo in salita fino ad una curva a destra (m. 1330).
Percorriamo poi un breve tratto quasi in piano seguito da un altro altrettanto breve in salita agevolati da due gradini di legno e uno di pietra.
Continuiamo superando tratti quasi in piano alternati ad altri con poca pendenza.
Torniamo a salire e poi proseguiamo con minore pendenza (m. 1345).
Sulla sinistra troviamo un tavolo e una panca di legno (m. 1365).

Ad un bivio un cartello indica dietro con il sentiero 17: Forcella di Olino a 30 minuti; davanti: Forbesette a 25 minuti; scendendo a sinistra: Morterone a 30 minuti.
Proseguiamo diritto con leggeri saliscendi ma prevalentemente in piano.
Dopo un tratto in salita ne percorriamo altri in leggera discesa, quasi in piano o in leggera salita. Poi riprendiamo a salire (m. 1380).
Giriamo a destra percorrendo un tratto incassato e con alcune pietre nel mezzo del sentiero.

Subito dopo arriviamo ad un bivio (m. 1400) dove un cartello indica a destra: Passo del Giuff, Erna a ore 1.20. Proseguiamo diritto alternando alcuni tratti in leggera discesa ad altri quasi in piano.
Continuiamo in discesa (m. 1385).
In alto a destra vediamo degli spuntoni di roccia tra i faggi (m. 1370).
Proseguiamo alternando dapprima quasi piano e leggera discesa e poi quasi piano e leggera salita.
Ora il sentiero diventa accidentato e sembra quasi il letto di un torrente.
Pi avanti (m. 1380) da sinistra si innesta il sentiero n. 16 che proviene da Morterone (descritto nel secondo itinerario).
Proseguiamo diritto su fondo roccioso e, poco dopo, raggiungiamo l'area sosta delle Forbesette, una radura con due tavoli in legno e relative panche (m. 1405). Dalla destra si innesta il sentiero che scende dal Passo del Giuff descritto nel terzo itinerario.

Poco dopo arriviamo alla sorgente. Da un rubinetto esce un po' d'acqua; quanto rimane dopo che le acque sono state incanalate e raccolte nel serbatoio di cemento.
Raggiungiamo un altro bivio: i segnavia indicano a sinistra: calchera - carbonaia a ore 0.10, Alpe Costa del Palio a ore 1, La Passata a ore 1.45, Rifugio Tironi-Consoli; diritto: vetta del Resegone e Rifugio Azzoni a ore 1.15.
Continuiamo diritto. Dopo una breve salita, percorriamo un lungo tratto con poca pendenza e poi torniamo a salire.

In leggera salita raggiungiamo il bivio (m. 1495) con il sentiero 571 che sale da Brumano/Fuipiano. I segnavia indicano diritto: Monte Resegone a ore 0.35; dietro: Passo del Giuff a ore 1; a sinistra: Brumano e Fuipiano a ore 0.55 (vedi l'ottavo itinerario).
Troviamo poi, una dopo l'altra, due corte transenne di legno a lato del sentiero.
In salita arriviamo ad un altro bivio (m. 1525). I segnavia indicano diritto: Colletto di Brumano, dietro: Sorgente Forbesette a ore 0.15, Morterone a ore 0.50, Forcella di Olino a ore 1.15; a sinistra: sentiero 13 per Brumano (vedi il settimo itinerario).
Continuiamo diritto e ignoriamo una variante al tratto finale del sentiero 13 che scende a sinistra.

Dopo un tratto meno faticoso riprendiamo a salire passando tra alcune roccette. Poi la pendenza diminuisce.
Usciamo dal bosco (m. 1570) e, lass in alto, vediamo la cima del monte ma solo per un breve tratto, poi quando pieghiamo a destra, scompare alla vista.
Il percorso ora pietroso e sempre pi ripido; a volte si divide in varie tracce che si affiancano e intersecano, fino ad arrivare a una bocchetta in cresta (m. 1835). Qui un cartello indica a sinistra: creste-Passata a ore 2.30; a destra: Rifugio Azzoni a ore 0.10.
Proseguiamo con delle roccette, a volte scavate come una trincea, e ben presto torniamo a vedere la grande croce e la costruzione bianca e rosa dell'Azzoni. Ancora pochi passi quasi in piano e la raggiungiamo.

Tempo impiegato: ore 2.40 - Dislivello: m. 772 -70
Data escursione: maggio 2004
 
Secondo itinerario: da Morterone (sentiero n. 16)
In questo caso dobbiamo percorrere per intero i 16 chilometri della provinciale 63 e arrivare a Morterone.
Superata la trattoria Cacciatori, al bivio prima della chiesa andiamo a destra e raggiungiamo un ampio parcheggio nei pressi della piazzola per l'elicottero (m. 1058).
La strada prosegue, come carrozzabile agro-silvo-pastorale, ma interdetta al traffico veicolare.
Ad ogni modo, la dobbiamo abbandonare subito in quanto, fatti pochi passi, troviamo una palina con vari segnavia che indicano verso destra: il Rifugio Azzoni per la sorgente delle Forbesette a ore 2 (sent. 16/17), il sentiero del Giubileo 2000, il Rifugio-agriturismo Tironi Consoli al Passo del Palio a ore 1, il sentiero dei Carbonai Morterone-Erna n. 18 ore 1.15
Alla destra c' un prato e solo vaghe tracce di sentiero.

Superiamo la piazzola (che in realt molto grande) dell'elicottero e risaliamo il versante prativo puntando un poco a sinistra di una vecchia casa che vediamo in alto al limitare del bosco (in realt un rudere e solo la facciata in piedi, ma di questo ci accorgeremo solo dopo averla raggiunta).
A met del prato una freccia indica di proseguire diritto. Arrivati al rudere, vediamo sul muro una freccia e la scritta SEL verso sinistra.
Su una betulla invece c' una freccia di legno che indica il Rifugio Tironi Consoli.

Entriamo nel bosco. Ora il sentiero evidente ed marcato da bandierine rosso-bianco-gialle con il numero 16.
Ad un bivio, una freccia gialla indica di andare a sinistra. Al successivo bivio troviamo invece il solito segnavia nel bel mezzo della biforcazione senza che venga indicato quale dei due sentieri prendere. Proviamo a destra e siamo fortunati; poco dopo infatti troviamo altri segnavia.
La pendenza, che finora stata lieve, si accentua, poi, superato un pozzetto chiuso da un coperchio verde, per un tratto diventa pi ripida per ritornare subito dopo ad essere lieve.
Ora il sentiero praticamente sparisce; continuiamo diritto e dopo un po' troviamo un segnavia.
Raggiungiamo un bivio dove non c' alcuna indicazione; qui dobbiamo andare a sinistra.
Superiamo un masso isolato (m. 1330) e poco dopo incontriamo il sentiero n. 17 descritto nel primo itinerario (m. 1380).
Una palina segnavia indica il sentiero 16 per Morterone nella direzione da cui proveniamo; il sentiero 17 per la Forcella di Olino, il Culmine S. Pietro e Artavaggio a destra; mentre verso sinistra (nessuna indicazione) si prosegue verso il Rifugio Tironi Consoli e la vetta del Resegone.
Poco dopo raggiungiamo le Forbesette e continuiamo come descritto nel precedente itinerario.

Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. 802
Data escursione: aprile 2006
 
Terzo itinerario: dai Piani d'Erna (sentiero n. 7)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra. Saliamo con vari tornanti e, superate le frazioni di Falghera e Malnago, arriviamo fino all'ampio piazzale della funivia Versasio - Piani d'Erna.
Il parcheggio a pagamento solo nei giorni festivi e costa 2.
Il prezzo del biglietto della funivia A/R di 9 nei giorni feriali e di 10 nel weekend e festivi; 6 per una sola tratta (andata oppure ritorno). La funivia in soli 5 minuti sale da m. 603 a m. 1329.
Per arrivare fino al parcheggio della funivia c' anche un servizio di linea: l'autobus n. 5.

Dalla stazione a monte prendiamo una stradina asfaltata che scende verso sinistra.
Ignoriamo poi una deviazione sulla destra che conduce ad una area picnic e alla Fonte Acqua Salute. La strada diventa sterrata.
Superiamo una grotta con una madonnina, la Baita del Sole, un imbocco del Sentiero Natura sulla destra, un sentiero che sale a sinistra e raggiungiamo la Bocca d'Erna (m. 1291).
Qui troviamo un crocefisso, tre panchine e l'inizio di diversi sentieri.
Sulla destra:
Passo del Giuff - Forbesette (sentiero 7 - ore 1.20 - elementare)
Passo del Giuff - Resegone (sentieri 7 e 17 - ore 2 - elementare)
Piano della Beduletta - Resegone (sentieri 5 e 1 - ore 2 - facile)
Canalone di Bobbio - Resegone (sentiero 10 - ore 1.30 - impegnativo)
Canalone Comera - Resegone (sentieri 5, 1 e 9 - ore 1.40 - impegnativo)
Rifugio Alpinisti Monzesi (sentiero 7 - ore 1.10 - facile)
Morterone (sentieri 7 e 16 - ore 1.20 - elementare)
Ferrata del F - Resegone (sentieri 7 e 12 - ore 2.30 - impegnativo)
La Beduletta - Cima del Dente per la ferrata Gamma (sentieri 5 e 22/a - impegnativo)
Continuando diritto invece:
Forcella di Olino e il Culmine San Pietro (sentiero 21 - ore 2.30 - facile)
Versasio per il Passo del Cammello (sentiero 18)
Diritto vengono segnalati anche il Vecchio Borgo con il Rifugio Marchett e la chiesetta della Madonna della Neve.

Prendiamo dunque il sentiero n. 7 che sale inerbito tra i prati con bella vista sulle Grigne a sinistra.
Passiamo sotto i fili della corrente e ci immettiamo su una stradina sterrata. I segnavia indicano a destra il Sentiero Natura. Andiamo invece a sinistra quasi in piano passando sotto i cavi di uno skilift.
Poco dopo raggiungiamo la sorgente Acqua della Pesciola (m. 1325). L'acqua esce da un tubicino e riempie una grande vasca. Alcuni segnavia indicano il Passo del Giuff a ore 0.30 e Le Forbesette a ore 1. C' anche un cartellone che parla delle sorgenti.

Ignorato un sentiero che scende a sinistra verso il Vecchio Borgo, riprendiamo a salire abbastanza ripidamente tra i prati e raggiungiamo un bosco (m. 1360). Qui alcuni segnavia indicano nella nostra direzione di marcia: il Passo del Giuff, il Rifugio Azzoni e il Resegone.
Passiamo sotto i cavi di una vecchia funivia, percorriamo pochi passi in un prato e rientriamo nel bosco.
Percorreremo ora un lungo tratto con vari saliscendi, nel complesso comunque guadagneremo quota. Transitiamo sotto i cavi di un altro impianto di risalita. Su di un albero un cartello indica il percorso MTB Trek 7. Percorriamo pochi passi su fondo roccioso e pi avanti superiamo un canale di sfasciumi (m. 1415).

Troviamo uno dopo l'altro due cartelli che indicano, nella direzione dalla quale proveniamo, la funivia dei Piani d'Erna a ore 0.35 e poi il Rifugio Marchett a ore 0.40 (m. 1470).
Subito dopo percorriamo un tratto incassato nel terreno e arriviamo ad un bivio. A sinistra un sentiero continua tra l'erba mentre a destra vengono segnalati il Passo del Giuff, la Val Caldera, le Forbesette, il Rifugio Azzoni e Morterone.
Continuiamo verso destra nel bosco, ora abbastanza rado da consentire una bella vista sulle Grigne e sui Piani d'Erna.
Poi torniamo a salire e ad un bivio andiamo a sinistra. Con ripida pendenza, aiutati da alcuni gradini di legno e poi di pietra, raggiungiamo l'intaglio tra due rocce del Passo del Giuff (m. 1515).

Oltre il passo, ignoriamo un sentiero che scende a sinistra verso la Bocchetta del Frate-Olino in ore 0.55 e continuiamo sulla destra in leggera salita.
Vediamo un segnavia MTB 7 Trek e un altro con il numero 8 su di una betulla.
Poco dopo arriviamo ad un bivio (m. 1520). I segnavia indicano a destra in salita: Caldera, Rifugio Azzoni a ore 1.10; diritto: Sorgente Forbesette a ore 0.25, La Passata a ore 2.15; dietro: Giuff a ore 0.05, Piani d'Erna a ore 0.40. Un altro cartello indica a destra il sentiero n. 582 per esperti: Cresta Nord Resegone - Passo Giuff - Punta Cermenati in 3 ore.
Troviamo poi un cartellone della ERSAF che informa che siamo nella Foresta del Resegone.
Proseguiamo in discesa. Vediamo un segnavia a bandierina con il n. 7, un cartello che indica una zona a maggior tutela ed un altro di divieto di caccia. Analoghi cartelli li troveremo anche pi avanti.
Con percorso quasi pianeggiante aggiriamo una grande roccia alla sinistra.
Percorriamo due passi in leggera salita e poi, passando tra alcune rocce, riprendiamo a scendere.
Proseguiamo quasi in piano e poi in lieve discesa (m. 1475).
Superiamo un breve tratto con il sentiero incassato nel terreno circostante e raggiungiamo uno slargo dove troviamo una rudimentale panchina (m. 1465).
Dopo un tratto quasi in piano proseguiamo in discesa, in alcuni punti con poca pendenza.
Poi passando tra due rocce (m. 1425) iniziamo a scendere in modo abbastanza ripido.
In seguito la pendenza diminuisce un poco.
Pi avanti, quasi in piano, raggiungiamo l'area di sosta delle Forbesette dove troviamo due tavoloni in legno e relative panche (m. 1405).
Da sinistra arriva il sentiero n. 17 descritto nel primo itinerario con il quale continuiamo fino al rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello: m. +740 -209
Data escursione: settembre 2011
 
Quarto itinerario: da Malnago (sentiero n. 1)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Superata la frazione di Falghera, saliamo con alcuni tornanti e arriviamo a Malnago.
Poco prima di un tornante destrorso, troviamo dello spazio per parcheggiare da entrambi i lati della strada (m. 470).

Ci incamminiamo in leggera salita e superiamo il tornante. Alla sinistra c' un muretto in cemento e alla destra delle protezioni in ferro di colore verde. Attorno ci sono degli alberi e alcune case.
Al successivo tornante sinistrorso inizia il percorso n. 1 segnalato da bandierine giallo-bianco-rosse. Su di un cartello leggiamo: Malnago 480 - Resegone 1870 ore 3.3/4. Altri segnavia indicano i Rifugi Stoppani e Azzoni. Un segnale stradale indica a destra i civici 100-115 della Via per Erna.
Prendiamo pertanto la stradina asfaltata che sale a destra tra un muro e una rete metallica.
Troviamo poi a sinistra un prato il cui accesso chiuso da una stanga mentre alla destra ci sono un cancello e una santella contenente un'icona raffigurante la presentazione di Ges al tempio (m. 500).
Qui la strada piega a sinistra e, superata una grata per lo scolo dell'acqua, diventa una mulattiera.

Camminiamo in leggera salita. Alla sinistra c' il bosco. Dopo un tratto con il fondo in cemento continuiamo su di un misto di cemento e pietre. Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra. Alla destra oltre alla rete metallica ora c' anche una siepe.
Dopo una semicurva verso sinistra la siepe termina. Proseguiamo quasi in piano (m. 515).
Terminata anche la recinzione, alla destra scende una stradina all'inizio della quale i segnavia indicano: Somasca, Castello dell'Innominato.

Continuiamo diritto con una sterrata nel bosco e, quasi in piano, passiamo sotto i cavi di due linee di alta tensione. Ignoriamo un altro sentiero che scende a destra. Alla destra ci accompagna una vecchia e malconcia staccionata di legno.
Proseguiamo con poca pendenza. Ignoriamo una stradina sterrata, chiusa da una stanga di legno, che sale a sinistra (m. 525).
Alla sinistra ci accompagna un muretto di pietre a secco. In alto vediamo una casa.
Subito dopo, presso una curva a sinistra, ignoriamo la strada che sale alla casa e proseguiamo quasi in piano.

Il percorso si biforca ai lati di una santella contenente un affresco raffigurante la Sacra Famiglia (m. 540). Seguendo il segnavia n. 1 a bandierina proseguiamo a sinistra quasi in piano ignorando l'altra stradina che scende alla destra.
Vediamo un altro segnavia a bandierina e trascuriamo una stradina, chiusa da una catena, che sale alla sinistra. Alla sinistra ci accompagnano due serie di pali che reggono dei cavi.
Continuiamo quasi in piano (m. 560). Alla sinistra tra gli alberi vediamo una palina gialla della Snam.
Ignoriamo un ampio sentiero che si stacca alla sinistra.

Poco dopo, sempre alla sinistra, parte un'altra stradina all'inizio della quale un cartello indica la funivia. Altri segnavia indicano dietro il Castello dell'Innominato e Somasca.
Pochi passi pi avanti alla destra c' una casa sulla quale vediamo un affresco raffigurante la Fuga in Egitto.
Lasciamo poi a destra un cassottello in lamiera e un prato. Alla sinistra invece vediamo una casa tra gli alberi.
Dopo una curva a destra riprendiamo a salire.

Raggiungiamo una stradina asfaltata (m. 580). Non ci sono indicazioni ma dobbiamo andiamo a destra. Dalla sinistra invece arriva il percorso descritto pi sotto che proviene dal parcheggio della funivia per Erna.
In leggera salita percorriamo due semicurve destra-sinistra.
Poi alla destra troviamo un traliccio e una recinzione con una rete e una siepe.

Poco dopo la strada termina davanti al cancello di una azienda agricola, alla sinistra del quale riparte la mulattiera (m. 595). Qui c' anche una bacheca sulla quale vediamo delle locandine del Rifugio Stoppani e del Cai di Lecco.
Alla sinistra c' il bosco mentre alla destra proseguono la rete e la siepe che fanno da recinzione all'azienda agricola.
Pi avanti troviamo anche alla sinistra alcuni metri di recinzione (m. 605). Alla destra vediamo un cartello che indica il divieto di caccia trattandosi di fondo chiuso ed un altro che parla dell' operazione montagna pulita.
Troviamo poi alla sinistra un altro breve tratto di recinzione e il segnavia n. 1 a bandierina su di una pietra (m. 615).

Proseguiamo in salita. Alla sinistra vediamo un altro pezzo di rete metallica.
Troviamo poi un masso alla destra con il segnavia n. 1 a bandierina mentre un sentiero sale alla sinistra.
Pi avanti una freccia bianca segnala la nostra direzione (m. 625).
Aggiriamo un masso situato quasi in mezzo alla mulattiera.

Ora alla destra si stacca un sentiero accompagnato dalla rete di recinzione dell'azienda agricola (m. 630). I segnavia indicano diritto con il sentiero 1: Cappella Votiva Madonna del Resegone in Loc. Costa m. 800, Rifugio Stoppani; a destra: Campo de Boi. Un segnale avverte di non sostare a causa del pericolo di caduta di pietre.
Ignoriamo due sentieri che salgono a sinistra. Per un tratto la mulattiera incassata tra le pietre.

Alla sinistra sale il sentiero che conduce alla ferrata del Pizzo d'Erna. All'inizio un evidente cartello ne spiega le caratteristiche; dislivello: m. 750, lunghezza totale: m. 1040, tratti con scale: m. 200, tratti con catene: m. 400 ecc. (m. 655).
Poco dopo incrociamo un piccolo sentiero. Alla sinistra c' un quadretto raffigurante una madonna (m. 660).
Percorriamo un tratto incassato (m. 675). Passiamo sotto ad un cavo e ne percorriamo un altro (m. 685).
Alcuni tronchi formano dei piccoli gradini. Superiamo un altro tratto con la mulattiera incassata nel terreno circostante (m. 705).

Troviamo poi il sentiero 4A che si innesta dalla destra (m. 710). Questo sentiero non molto evidente e per notarlo opportuno fare riferimento ad un albero con il cartello "Operazione Montagna Pulita".
Poco pi avanti un sentiero sale a sinistra in corrispondenza di una targa collocata della S.E.L. nel centenario dalla fondazione 1899-1999 (m. 720).
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire.

Il percorso si biforca: alla sinistra prosegue la mulattiera e alla destra la accompagna un sentiero. Alla sinistra c' anche una pietra aggirabile. La pendenza aumenta.
Poi il percorso si ricompone. Dopo un altro tratto incassato proseguiamo con poca pendenza.

Troviamo alla destra una croce di ferro e, pochi passi pi avanti, una santella alla sinistra contenente un dipinto raffigurante una madonna con bambino.
Poco dopo alla destra c'era un vecchio albero che ormai si reggeva sulla sola corteccia e faceva da sostegno a dei rampicanti. Purtroppo il giorno di Natale 2013 stato abbattuto dal vento (m. 755).
Alla sinistra ci sono dei prati nei quali vediamo dei covoni; in alto ci sono le case di Costa. Camminiamo circondati da due recinzioni con paletti di legno e due cavi; quelli a sinistra solo di filo spinato.
Continuiamo in salita tra due siepi.
Poi, quasi in piano percorriamo una curva a sinistra.
Proseguiamo in leggera salita tra muretti incassati, sormontati da siepi o da paletti con cavi di filo spinato.

Raggiungiamo un bivio (m. 770); i segnavia indicano a sinistra con il sentiero 1: Costa, Cappella Votiva Madonna del Resegone, Rifugio Stoppani a ore 0.25, Erna, Rifugio Azzoni-Resegone a ore 2.50; diritto con il sentiero 1A: Rifugio Azzoni, Campo de' Boi. Proseguiamo con il sentiero 1 verso sinistra.

Saliamo con la mulattiera che ha dei gradini di legno e di pietra. Ignoriamo una deviazione sulla destra.
Camminando tra una siepe alla sinistra e un muro alla destra, raggiungiamo la prima casa sulla quale leggiamo la scritta: "Frazione Costa".
Con due cancelletti di ferro ai lati percorriamo una curva verso destra.
Saliamo alcuni gradini di legno e con due curve destra-sinistra passiamo tra le case (m. 784). Vediamo un altra scritta che indica: "Costa" mentre una freccia segnala la prosecuzione verso il Rifugio Stoppani.
Continuiamo nei prati camminando tra due recinzioni con pali di legno che reggono due cavi alla sinistra e tre alla destra.

Subito dopo un tornante sinistrorso, alla sinistra si stacca una stradina che inizia con quattro gradini e che conduce alla Cappella Votiva (m. 800).
Visitata la chiesetta, torniamo sul sentiero e, con una curva a sinistra, riprendiamo a salire nel castagneto. Alla sinistra c' una recinzione di filo spinato.
Arrivati sul retro della cappella giriamo a destra. Troviamo dei gradini di legno e altri di pietra. Saliamo con delle serpentine.
Il sentiero si biforca ma poco pi avanti si ricompone (m. 820).
Dopo un tratto con il sentiero incassato tra le pietre, saliamo altri gradini.
Percorriamo un tornante sinistrorso e proseguiamo con poca pendenza (m. 850).
Dopo un altro tratto incassato saliamo con delle serpentine. Poi la pendenza diminuisce.

Presso un tornante destrorso, un altro sentiero si immette dalla sinistra (m. 865).
Riprendiamo a salire. Davanti, in alto, tra gli alberi cominciamo a vedere il Rifugio Stoppani.
Percorriamo una curva a destra ignorando un sentiero che prosegue diritto verso una cascina (m. 875). Ora gli alberi sono pi radi.
Lasciato a destra un sentiero che scende, giriamo a sinistra e saliamo una gradinata. Alla sinistra c' un corrimano che funge anche da protezione.
Superati i 25 scalini raggiungiamo il Rifugio Stoppani (m. 890).

Lasciato a destra il rifugio possiamo continuare indifferentemente con l'ampio sentiero o con un altro pi piccolo alla sua sinistra. Poco pi avanti infatti i due percorsi tornano ad unirsi. I segnavia indicano il Magnodeno a ore 1.30 e la Ferrata Gamma.
Risaliamo alcuni gradini di legno tra alti faggi. Sulla destra c' una protezione formata da alcuni paletti che reggono due funi metalliche.
Ignoriamo poi un sentiero a sinistra sbarrato da un ramo.
In piano camminiamo tra una rete metallica a destra e un basso muretto a secco a sinistra.
Raggiungiamo la Sorgente del Kopp (m. 950) racchiusa in un manufatto in cemento. L'acqua esce da un tubicino. C' anche un mestolo per potersi dissetare.

Continuiamo quasi in piano con un prato a sinistra e degli alberi a destra.
Superati alcuni gradini, vediamo sulla sinistra una vecchia casa oltre la quale troviamo un bivio. I segnavia indicano a sinistra Erna; diritto Erna e il Rifugio Azzoni.
Continuiamo diritto. Sulla destra c' una staccionata in legno e un cancelletto.
Tra prati e radi alberi raggiungiamo la Baita Palazzetto che troviamo sulla destra (m. 950).
Entriamo nel bosco e camminando quasi in piano arriviamo al guado del torrente Bione (m. 960). L'acqua generalmente poca e pertanto basta camminare sulle pietre che affiorano per poterlo attraversare.
Poi in leggera salita raggiungiamo un bivio (m. 970). I segnavia indicano a sinistra il sentiero per il Resegone/Rifugio Azzoni (n. 1) e Erna (n. 7); a destra quello per il Passo del Fo' e il Rifugio Monzesi (n. 6). Dietro vengono indicati il Rifugio Stoppani, Malnago e Lecco.

Continuiamo con il sentiero n. 1 in salita con il fondo spesso di ghiaia o pietrisco.
Lasciamo a sinistra un sentiero chiuso da un masso e superiamo un gradone di roccia.
Il percorso diventa abbastanza ripido.
Troviamo un altro bivio (m. 1005). Un cartello indica a sinistra la Fonte Spreafico ed Erna. Andiamo invece a destra.
Saliamo con alcune ripide serpentine, poi la pendenza diminuisce. Il fondo del sentiero ancora di pietrisco. Attorno abbiamo vari alberelli e non un vero e proprio bosco.
Superiamo un breve tratto dove il sentiero incassato tra l'erba circostante (m. 1065).
Torniamo a salire. Il percorso si divide varie volte in due tracce per tornare prontamente a riunirsi. Superiamo una faggeta e poi in leggera salita raggiungiamo la piccola radura del Pian del Fieno (m. 1140). I segnavia indicano a destra il Resegone a ore 2 (sentiero 1); a sinistra Erna, funivia, Morterone (sentiero 7). Su un masso vediamo una croce e una targa a memoria di una persona scomparsa.
Andiamo a destra e dopo pochi passi troviamo un altro bivio. A destra i segnavia indicano il sentiero n. 7 per il Passo del Fo' a ore 0.50 e il Rifugio Alpinisti Monzesi. Continuiamo invece a sinistra con il sentiero n. 1.

Saliamo a zig-zag abbastanza ripidamente poi alterniamo alcuni tratti pi o meno ripidi.
Superiamo una piccola roccetta e, tra radi alberelli, arriviamo all'incrocio con il sentiero n. 5 (m. 1230). I segnavia indicano: a sinistra il Rifugio Marchett a la stazione della funivia di Erna a ore 0.25; a destra: il Passo del Fo' a ore 0.30; dietro il Rifugio Stoppani. Con il sentiero n. 1 continuiamo in salita tra i faggi.

Poi, in leggera salita, camminiamo alla destra di una grande roccia.
Torniamo a salire ripidamente. Le radici di un faggio fanno da gradino (m. 1255).
Poi la pendenza diminuisce e, allo scoperto, risaliamo alcuni gradini.
Rientrati nel bosco, saliamo ripidamente su fondo roccioso.
Troviamo un tratto senza alberi sulla sinistra che ci consente di vedere una ripida parete.
Superiamo un lastrone di roccia e usciamo dal bosco.

Siamo arrivati cos al Pian della Beduletta (m. 1320). Sulla destra ci sono dei paletti di colore giallo e rosso che reggono una fune. Servono come protezione sul ripido precipizio. A sinistra su una roccia vediamo un bronzo raffigurante l'abate Stoppani; a destra su una roccia a picco sul baratro una targa ricorda un ragazzo deceduto a soli 16 anni. Poco pi avanti c' il crocefisso della Beduletta.
Poco dopo troviamo una targa a sinistra e una piccola croce a destra.
Tra radi alberi continuiamo in salita su fondo roccioso. Alla sinistra vediamo una altra croce a ricordo di un escursionista.
Subito dopo, in leggera salita, lasciamo a sinistra il sentiero segnalato che conduce all'attacco della ferrata Gamma 2.

Torniamo a salire e superiamo un tratto su fondo roccioso. Continuiamo poi con minore pendenza mentre a destra scende un ripido precipizio.
Dopo una breve e ripida salita tra le pietre, percorriamo pochi passi quasi in piano per poi tornare a salire ripidamente su fondo roccioso.
Ancora pochi passi quasi in piano e arriviamo ad un bivio (m. 1375). I segnavia indicano a sinistra il sentiero n. 9 che risale ripidamente il Canale Cmera; e a destra il Rifugio Azzoni.

Andiamo a destra in salita su sfasciumi. Percorriamo un tratto con poca pendenza. Ad un tornante riprendiamo a salire.
Rientriamo nel bosco; tra faggi e noccioli, su una pietra vediamo il segnavia n. 1.
Tra radi alberi arriviamo ad un bivio (m. 1470) dove un cartello indica a destra: Rifugio Ghislandi, Passo del F, Sentiero della Staffa. Continuiamo invece diritto con corte e ripide serpentine tra sfasciumi e roccette.
Proseguiamo poi in leggera salita tra erba e cespugli (m. 1515).
Seguendo una freccia che indica di procedere diritto, ignoriamo un sentierino che sale a sinistra.

Percorriamo ora un traverso quasi in piano (m. 1540). Siamo al Pian Serrada, bella balconata panoramica su Lecco e il M. Barro. Sulla sinistra c' una sorgente con un filo d'acqua che esce da un tubicino.
Proseguiamo poi in salita con un ampio sentiero di sfasciumi circondato dai prati.
Da destra si innesta un sentiero (m. 1577). Un cartello informa che proviene dalla Ferrata del Centenario.
Proseguiamo su fondo roccioso e, poco dopo, troviamo una palina con un segnavia che indica il Rifugio Azzoni a ore 0.40.

Il sentiero piega a sinistra e continua a zig-zag. Troviamo alcuni gradini di pietra e una freccia bianca che indica la nostra direzione di marcia.
Tra sfasciumi raggiungiamo una roccetta e la superiamo con due passaggi (m. 1625).
Aiutandoci con le mani risaliamo una parete quasi verticale e, giunti in alto pieghiamo a sinistra (m. 1635).
Superiamo due brevi ripidi tratti su roccette e raggiungiamo una corta crestina esposta da entrambi i lati. Siamo al passo della Sibretta (m. 1650).
Continuiamo ripidamente tra erba e roccette.
Dopo pochi passi con poca pendenza tra l'erba, risaliamo un ripido canalino aiutandoci con le mani.
Arrivati in cima (m. 1680) percorriamo un tratto quasi in piano in cresta, poi saliamo abbastanza ripidamente.

Raggiungiamo una roccia sulla quale una targa recita: "Le conquiste che sono permanenti e che non lasciano rimpianti, sono le conquiste su noi stessi".
Assicurati da una corda fissa, in piano, aggiriamo la roccia su di una cengia (m. 1700). Entriamo cos nell'impluvio della Val Negra.
Poco dopo torniamo a salire aiutandoci con le mani.
Proseguiamo in leggera salita. Il sentiero un po' esposto fino ad una curva a sinistra dove troviamo una solitaria betulla. Alzando gli occhi cominciamo a vedere il Rifugio Azzoni (m. 1715).
Risaliamo altre ripide roccette, a volte aiutandoci con le mani.
Da sinistra arriva un sentiero. Un cartello informa che siamo arrivati allo spuntone di roccia chiamato Om de Sass (m. 1750).

Continuiamo quasi in piano con un precipizio sulla destra.
Proseguiamo poi alternando tratti di sentiero sterrato con pochissima pendenza e ripide roccette che a volte richiedono l'aiuto della mani.
Successivamente, in salita tra sfasciumi, giriamo a sinistra e torniamo a vedere il rifugio (m. 1795).
Risaliamo un canalino roccioso molto ripido, seguendo delle bandierine e una freccia gialla.
Dopo un tratto pi facile, riprendiamo la ripida salita. Vediamo una placca a ricordo di un escursionista e seguiamo un'altra freccia gialla.
Alterniamo un tratto di ripido sentiero ad un altro con poca pendenza.
Poi, ancora in salita, passiamo accanto ad una roccia sporgente.
Dopo pochi passi in piano saliamo ripidamente fino a trovare una ventina di gradini in cemento con i quali raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 3.40 - Dislivello: m. 1390
Data escursione: settembre 2009
 
Quinto itinerario: da Versasio - parcheggio funivia per Erna
In alternativa alla prima parte del quarto itinerario possiamo utilizzare una variante pi breve.
Anzich lasciare l'auto nel punto precedentemente indicato, possiamo percorrere la strada fino al termine, vale a dire fino al piazzale della funivia che sale a Erna (m. 603).
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.
Lasciamo l'auto nel parcheggio, che a pagamento (euro 2) solo nei giorni festivi, e ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala: Campo de' Boi, Monte Magnodeno (m. 1241), Via Ferrata Pizzo d'Erna (m. 1362), Rifugio Stoppani, Piani d'Erna (m. 1329), Monte Resegone (m. 1875). Altri tre cartelli mostrano delle cartine e parlano dei sentieri e della ferrata.

Scendiamo alcuni gradini, con una siepe alla sinistra e una staccionata di legno alla destra. Entriamo nel bosco.
Camminando dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa arriviamo ad un bivio dove andiamo a sinistra.
Ignoriamo poi un sentiero che si dirige a sinistra verso un traliccio.
Proseguiamo in discesa. Il sentiero subito si biforca e andiamo a destra seguendo un evidente cartello giallo che indica "tutte le direzioni" Dietro viene indicato il piazzale della funivia. C' anche un segnavia con il n. 1 su di una bandierina di colore rosso bianco giallo (m. 590).
Proseguiamo dapprima in leggera discesa, poi quasi in piano.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra e proseguiamo diritto come indicato da cartelli gialli identici ai precedenti.
Continuiamo in leggera discesa. Alla destra troviamo dapprima una rete metallica e poi un prato.

Ci immettiamo su di una stradina asfaltata (m. 575). I segnavia indicano a sinistra: sentiero n. 18 per il Passo del Cammello a ore 2.15; a destra con il sentiero n. 1: Cappella Votiva Madonna del Resegone in Localit Costa, Rifugio Stoppani a 45 minuti; dietro: Funivia, Malnago. Andiamo a destra.
Dopo pochi passi troviamo il Sentiero Rotary. I segnavia indicano verso destra: Localit Versasio m. 584; Sentiero Rotary Lecco, Castello dell'Innominato a ore 3.35, Somasca a ore 3.50. Proseguiamo diritto, in leggerissima salita con alcune semicurve.
Alla sinistra c' il bosco. Alla destra troviamo un cancello di legno e una siepe. Passiamo sotto dei cavi e proseguiamo in leggera discesa (m. 585).

Dalla destra confluisce l'altro sentiero (m. 580). Da questo punto proseguiamo come precedentemente descritto.

Tempo impiegato: ore 3.30 - Dislivello: m. 1290 -33
Data escursione: settembre 2009
 
Sesto itinerario: dai Piani d'Erna (sent. 5+1)
La parte iniziale la stessa gi descritta all'inizio del terzo itinerario.
Giunti alla Bocca d'Erna (m. 1291), tra i vari sentieri prendiamo il n. 5 che inizia in leggera discesa tra i prati.
Ci addentriamo poi in un fitto bosco di conifere e alterniamo alcuni tratti in discesa, generalmente lieve, ad altri quasi in piano.
Poi il bosco diventa pi rado ed composto principalmente da noccioli e vari alberelli. Di tanto in tanto possiamo ammirare il panorama su Lecco e il M. Barro a destra, oppure il Resegone a sinistra.
Scavalchiamo una fune stesa rasoterra (m. 1250) e continuiamo con alcuni saliscendi a volte tra gli alberi e a volte allo scoperto.
Attraversiamo un accidentato canalino con roccette poi, in leggera salita, troviamo un tratto un poco esposto dove una fune sulla sinistra, utile in caso di neve, assicura il cammino (m. 1225).
Dopo un altro breve tratto in ripida salita, continuiamo quasi in piano tra i faggi.
Di tanto in tanto vediamo il segnavia n. 5 inciso su un cartello di legno.

Troviamo un bivio dove indifferente prendere uno o l'altro sentiero. Quello a sinistra corre un poco pi in alto poi i due percorsi tornano ad unirsi (m. 1230).
Continuiamo quasi in piano tra faggi e noccioli fino a incrociare il sentiero n. 1 (m. 1230). I segnavia indicano davanti a noi la prosecuzione verso il passo del Fo' a ore 0.30; a destra la discesa verso il Rifugio Stoppani; dietro il Rifugio Marchett a ore 0.25 e a sinistra (nessuna indicazione) si sale al Resegone.
Lasciamo pertanto il sentiero n. 5 e giriamo a sinistra immettendoci sul sentiero n. 1
Continuiamo poi come descritto nel quarto itinerario fino alla meta.

Tempo impiegato: ore 2.15 - Dislivello: m. 635 -104
Data escursione: settembre 2009
 
Settimo itinerario: da Brumano Imagna (sentiero 13+17 = 587+571)
Con la provinciale 14 della Valle Imagna arriviamo a S. Omobono, maggior centro della vallata.
Nel centro del paese troviamo un bivio. Giriamo a sinistra lasciando la strada per Fuipiano che continua diritto (vedi l'ottavo itinerario).
Prendiamo poi sulla destra Via Locatelli che, poco pi avanti, diventa la provinciale 20.
Giunti a Brumano, troviamo sulla destra il municipio, poi a sinistra la strada che sale alla chiesa, e successivamente a destra il cimitero. Poco pi avanti parcheggiamo nella Piazzetta Carlo Vitari accanto all'acquedotto (m. 915).
A sinistra parte il sentiero. I segnavia indicano: Monte Resegone a ore 2.30 (sentiero n. 587), P. Passata a ore 2 (sentiero 576), Rifugio Resegone a ore 1.

Passando accanto ad una nicchia nella quale vediamo una rappresentazione della deposizione dalla croce, saliamo alcuni gradini alla destra di una casa. In basso a destra oltre la piazzetta vediamo un lavatoio.
In leggera salita superiamo alcune case e stalle poi prendiamo un sentierino a sinistra che con alcuni gradini sale tra prati e alcuni alberi.
A destra scorre un rivolo d'acqua che esce da un grosso tubo in cemento.

Attraversiamo una strada asfaltata (m. 935) e continuiamo con un sentiero in leggera salita. Alla destra c' un'altra stradetta asfaltata chiusa con una sbarra verde.
Poco pi avanti, quando questa gira a destra, continuiamo diritto con un sentiero in salita nei prati tra case, stalle e cascine.
Poi il sentiero piega a destra e diventa una mulattiera.
In leggera salita, passiamo davanti ad una casa sulla facciata della quale ci sono tre meridiane (m. 965).

Continuiamo con un sentiero tra i prati e ritroviamo la strada asfaltata (m. 980). Andiamo a destra e subito percorriamo un tornante sinistrorso.
Ignoriamo poi sulla destra una strada privata, sterrata, chiusa da una catena.
In piano passiamo sotto due cavi e raggiungiamo una casa, su un angolo della quale dipinto il segnavia a bandierina con il n. 13 e una freccia che indica a sinistra.

Pertanto, poco dopo, quando la strada piega a destra, continuiamo diritto con un ampio sentiero all'inizio del quale un cartello a forma di casetta indica il Rifugio Alpinisti Monzesi, i suoi numeri di telefono e le date di apertura (m. 995).
In leggera salita arriviamo al limitare di un bosco e giriamo a sinistra superando il letto di un ruscelletto che troviamo in secca. Su un albero vediamo i segnavia 587 e 576.
Con pochi passi in salita raggiungiamo una vecchia casa. Qui il sentiero gira a destra ed entra nel bosco (m. 1005).

Subito dopo troviamo un bivio ed un cartello che indica a sinistra il P. Passata a ore 1.20 (sentiero 576) e a destra il Resegone a ore 1.30 (sentiero 587). Possiamo utilizzare entrambi i sentieri e scegliamo quello alla sinistra in quanto l'altro poco dopo torna ad immettersi sulla strada asfaltata.
In salita attraversiamo il bosco e poi usciamo in un grande prato (m. 1015) nel quale pieghiamo a destra dirigendoci verso una vecchia casa.
Poco prima di raggiungerla ci immettiamo su un pi ampio sentiero e andiamo a sinistra. Sulla casa dipinto il segnavia n. 576.
Continuiamo in piano al margine alto del prato.
Poi giriamo a destra passando sotto un faggio secolare dove troviamo un tavolone in legno e relative panche (m. 1050).
Il sentiero prosegue tra gli alberi, piega a destra e poi scompare tra l'erba. Poco pi avanti lo ritroviamo.
Continuiamo in leggera salita, nuovamente tra gli alberi.

Usciamo dal bosco e dopo pochi passi tra due staccionate ci immettiamo sulla strada asfaltata proprio di fronte ad una grande casa sulla quale vediamo un affresco raffigurante un cervo e un segnavia a bandierina con il n. 576 (m. 1065).
Seguiamo l'asfalto verso sinistra per un centinaio di metri, accompagnati da un muretto di pietre alla destra.

Raggiungiamo lo slargo a lato di C Emma e di una curva a destra dove troviamo una santella con una madonna (m. 1075).
Possiamo proseguire diritto con un sentiero o andare a destra con la strada. I due percorsi torneranno ad unirsi alle Cascine Zucchero.

a) Sentiero -
Alla C Emma abbandoniamo la strada asfaltata e proseguiamo diritto con il sentiero 576 alla cui destra c' un'altra stradina sterrata.
Entriamo nel bosco e percorriamo alcuni brevi tratti in leggera discesa e quasi in piano.
Ad una biforcazione teniamo la destra ignorando l'altro sentiero che scende a sinistra. Un cartello indica di prestare attenzione ad un appostamento per la caccia.
Passiamo tra due roccette poi, quasi in piano, percorriamo una curva verso destra.
Passiamo poi tra altre due roccette e proseguiamo in leggera discesa.
Torniamo a camminare quasi in piano.
Percorriamo una curva a sinistra in leggera salita.
Su di un faggio alla sinistra vediamo un cartello di legno con una scritta ormai illeggibile mentre su di una pietra vediamo il segnavia 576 a bandierina (m. 1070).
Dopo una breve discesa e una curva a sinistra continuiamo in leggera salita.
Lasciamo a destra una bacheca con una cartina della zona a cura della Ersaf e proseguiamo quasi in piano con lievi saliscendi.

Pi avanti ci immettiamo sull'Anello del Resegone. I segnavia indicano a sinistra: La Passata a ore 0.40, Rif. Alpinisti Monzesi a ore 1.20; a destra: I Castelli - carbonaia a ore 1, Sorgente Forbesette a ore 1.20, Rifugio Resegone a ore 0.30; dietro: faggio monumentale a ore 0.15, Brumano a ore 0.30. Andiamo a destra (m. 1075).
Poi in salita troviamo un cartello che indica il divieto di caccia. La pendenza diminuisce.
Quasi in piano, dapprima giriamo a sinistra e poi percorriamo una ampia curva a destra (m. 1085).
Dopo una curva a sinistra ignoriamo un sentiero con bolli gialli che scende a destra.
Proseguiamo in salita e vediamo su di un albero il segnavia DOL a bandierina e un segmento giallo.
Ad un altro bivio andiamo a destra (m. 1110).
Percorriamo una curva a sinistra e poi un ampio tornante destrorso camminando su pietrisco.

Raggiungiamo un altro bivio (m. 1120). Su di un albero vediamo una freccia ricurva verso sinistra e una bandierina DOL. Andiamo a sinistra passando accanto ad una vecchia vasca da bagno riciclata come abbeveratoio.
La pendenza aumenta e continuiamo con delle serpentine.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire. Percorriamo un tornante destrorso.

Al successivo bivio troviamo una palina con le seguenti indicazioni: Cascine Zucchero m. 1163; a destra: Anello del Resegone, i Castelli - carbonaia a ore 0.50, Forbesette a ore 1.10, dietro: La Passata a ore 0.45, Valcava (fine DOL) a ore 3.45.
Andiamo a destra e raggiungiamo le vecchie cascine dove ritroviamo la variante "b" che arriva da destra e continuiamo diritto.

b) Strada -
Ignoriamo il sentiero che continua diritto verso la Passata (segnavia 576) e giriamo a destra seguendo la strada che chiusa da una catena per impedire il transito dei veicoli.
Continuiamo in leggera salita con un bosco a sinistra ed un prato a destra. La pendenza aumenta.
Superiamo un tornante destrorso. Ora alla sinistra c' un muretto.

La strada diventa sterrata. In leggera salita percorriamo un tornante sinistrorso aggirando una cascina e ignorando un sentiero che prosegue diritto tra i prati (m. 1125).
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.
Trascuriamo un sentiero segnalato da una freccia gialla che, poco pi in basso a sinistra, entra nel bosco.
Proseguiamo in leggera salita, passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e percorriamo un ampio tornante destrorso. Entriamo nel bosco.
Cominciamo a trovare delle canaline in cemento per lo scolo dell'acqua di traverso al percorso.

Presso un tornante destrorso, ignoriamo un sentiero che prosegue diritto (m. 1145). Usciamo dal bosco.
Con maggiore pendenza continuiamo verso un traliccio ma, prima di raggiungerlo, la sterrata compie un tornante sinistrorso. In basso a destra vediamo la cascina che abbiamo aggirato poco prima.
Poi la pendenza diminuisce.

Lasciamo a sinistra un prato con un cassottello verde utilizzato come appostamento per la caccia e, dopo una curva a destra, raggiungiamo le Cascine Zucchero (m. 1163).
Sulla facciata del primo edificio, C di Felice, una targa riporta una frase tratta da "Il tuo sorriso" di Rabindranath Tagore: "Se qui arrivo, possa l'animo facilmente prendere da ogni luogo in un flusso senza fine i tuoi rivi di eterna gioia".
Aggirata la casa alla destra, ci troviamo di fronte il percorso della variante "a" e continuiamo verso destra.

--
Dopo che i due percorsi si sono riuniti alle Cascine Zucchero, proseguiamo in salita. I segnavia indicano: Rifugio Resegone a ore 0.15, Forcella Palio sentiero 571.
Lasciamo a sinistra un baitello e una vecchia vasca da bagno riciclata come abbeveratoio. Troviamo altri segnavia 589 e DOL (m. 1175).
Entriamo in un bosco.
Percorriamo un tratto quasi in piano su di un ampio sentiero (m. 1185).

Poi, in leggera salita, raggiungiamo un casello dell'acquedotto ed una vasca piena d'acqua (m. 1200). I segnavia indicano a sinistra il sentiero 589 e diritto il Palio.
Proseguiamo diritto, quasi in piano, con un sentiero meno largo.
Percorriamo un lungo tratto alternando vari brevi saliscendi inizialmente perdendo un po' di quota e poi recuperandola.
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire generalmente con poca pendenza e con un paio di strappi pi decisi.
Pi avanti, in alto a sinistra tra gli alberi, cominciamo a intravedere il Rifugio Resegone.
In leggera salita, passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.
Incrociamo un altro sentiero (m. 1230). I segnavia indicano nella direzione dalla quale proveniamo: Brumano, Passo della Porta, La Passata. Andiamo a sinistra in salita uscendo dal bosco.

Poco dopo ci immettiamo su di una sterrata che sale dalla destra. Alla destra, in lontananza vediamo il Tironi Consoli; alla sinistra pi in alto c' il Rifugio Resegone.
In leggera salita passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione. Lasciamo a sinistra la stradina che sale al Rifugio Resegone (m. 1265) e proseguiamo diritto.
Un cartello indica davanti: Resegone a ore 1.30 (sentiero 587); dietro: Brumano; a sinistra: Forcella 571 creste, i Solitari.

Poco dopo troviamo alcune baite nei prati alla destra. Sulla prima dipinto il segnavia a bandierina rosso-bianco-giallo con il numero 13.
Continuiamo quasi in piano. Ora troviamo sia i segnavia DOL che le bandierine con il n. 13.
Ci addentriamo in una faggeta e percorriamo un altro lungo tratto a saliscendi.
Poi, superati due tratti in salita, intervallati da uno quasi in piano, raggiungiamo un bivio (m. 1345). I segnavia indicano a sinistra: Vetta a ore 1.30; a destra: DOL, i castelli, carbonaia, Forbesette a ore 0.40; dietro: La Passata a ore 1.15, Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 2.
Andiamo a sinistra e saliamo abbastanza ripidamente. Poi la pendenza diminuisce.

Lasciata a destra una strana formazione rocciosa (m. 1385) torniamo a salire in modo abbastanza ripido.
Il sentiero si divide in due tracce e prendiamo quella a sinistra pi facile. Poco dopo si riunisce.
Saliamo ripidamente. Poi la pendenza si attenua un poco.
Troviamo un bivio (m. 1430). Un cartello indica a destra: Palio, Brumano. Continuiamo verso sinistra in salita.
Percorriamo un tratto allo scoperto, con poca pendenza (m. 1455) poi rientriamo nel bosco.

Troviamo un altro bivio (m. 1465). I segnavia indicano a sinistra: Solitari, Creste; dietro: Brumano, Palio. Continuiamo diritto in salita.
Per un breve tratto il sentiero diventa molto largo e nel mezzo c' un masso.
Infine raggiungiamo il bivio dove ci immettiamo sul sentiero 17 (m. 1525).
I segnavia indicano a sinistra: Colletto di Brumano; a destra: Sorgente Forbesette a ore 0.15, Morterone a ore 0.50, Forcella di Olino a ore 1.15; dietro: sentiero 13 per Brumano.
Andiamo a sinistra e continuiamo come precedentemente descritto nell'ultima parte del primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello: m. 945
Data escursione: settembre 2009
 
Ottavo itinerario: dalla strada Fuipiano-Brumano (sentiero 14+17 = 578+571)
Con la provinciale 14 della Valle Imagna arriviamo a S. Omobono.
Nel centro del paese lasciamo la provinciale 14 che gira a sinistra e continuiamo diritto con la provinciale 18 verso Fuipiano.
A Fuipiano attraversiamo il paese tenendo sempre la via principale. Giunti in Piazza Europa, prendiamo sulla sinistra Via Resegone.
Al termine dell'abitato la strada entra nel bosco e si dirige verso Brumano.

Dopo km. 1.6 troviamo una stradina agro silvo pastorale che si stacca sulla destra all'inizio della quale un segnale stradale consente il transito solo ai mezzi autorizzati (m. 1140). Alcuni segnavia indicano: Monte Resegone a ore 1.45 (sent. 578+571), Passo Palio a ore 1 (sent. 578+577), Giro del Resegone ore 5.30, Rifugio Resegone a ore 0.50, Agriturismo-Rifugio Tironi Consoli, Rifugio del Grande Faggio.

Parcheggiamo a lato della strada e ci incamminiamo lungo questa stradina.
Dopo pochi passi in salita, ancora su asfalto, superiamo una sbarra che troviamo aperta. Subito dopo la stradina diventa sterrata e procede quasi in piano nel bosco. Alcune canaline in legno per lo scolo dell'acqua la attraversano.
Percorriamo alcune curve e un lungo tratto in leggera salita. In alto a destra vediamo un fungo scolpito nel legno (m. 1165).
Poi, in leggera discesa, superiamo un tornante sinistrorso e attraversiamo, una dopo l'altra, due basi in cemento il cui scopo quello di agevolare lo scorrimento dell'acqua che potrebbe attraversare la strada.
Continuiamo in salita fino al termine del bosco.

Alla destra troviamo una casa in bella posizione panoramica sulla vallata (m. 1185).
Camminiamo in leggera salita tra gli alberi. Troviamo sulla sinistra una casa che reca un cartello sul quale leggiamo: "Baita Rat".
Proseguiamo quasi in piano e sulla destra troviamo una cappellina contenente una statua raffigurante Santa Barbara (m. 1200).
Lasciamo a sinistra una baita poi, in leggera salita, ne raggiungiamo un'altra situata un poco pi in basso rispetto alla sede stradale.

Presso una curva verso destra, un sentiero si stacca in salita (m. 1210). Alcuni segnavia su di un albero indicano diritto con la sterrata: 577, Tironi Consoli, Passo del Palio, Rifugio Resegone a ore 0.25; a destra: 578-577.
Prendiamo il sentiero e passiamo accanto ad un rudere sulle cui pareti vediamo i segnavia a bandierina 578-577.
Proseguiamo quasi in piano e davanti cominciamo a vedere il Rifugio del Grande Faggio. Attorno ci sono alcuni alberi e qualche casa sparsa qua e l nei prati. Alla destra c' una recinzione con dei paletti che reggono un cavo sottile.
Poi riprendiamo a salire a mezza costa. Troviamo due file di paletti che formano delle recinzioni: una che scende a sinistra e l'altra che sale a destra.
Passiamo tra due alberi isolati (m. 1240) e continuiamo con minore pendenza. Alla destra c' una recinzione.
Ignoriamo un sentierino che scende a sinistra.

Camminando tra due recinzioni, su mattoni di cemento traforato, poco dopo arriviamo al Rifugio del Grande Faggio (m. 1255).
Subito dopo troviamo il faggio secolare che da il nome a questo rifugio.
Ignoriamo un sentiero che scende a sinistra ed entriamo in un bosco.
Alla prima curva a sinistra troviamo un ruscello che scende dalla destra e attraversa su una base in cemento.
Saliamo con alcuni tornanti seguendo bolli e frecce rosse che indicano la direzione dalla quale proveniamo.
All'uscita dal bosco troviamo una vecchia casa sulla sinistra.
Poco pi avanti ritroviamo la sterrata (m. 1295). I segnavia indicano diritto: Resegone; a destra: Tironi Consoli, dietro: Rifugio del Grande Faggio, Foo del Bs a ore 0.05.

Proseguiamo diritto con il sentiero in leggera salita. A sinistra, in basso ci sono alcuni ruderi mentre in alto gi vediamo il Rifugio Azzoni e la croce.
Continuiamo tra radi alberelli, poi ci abbassiamo leggermente in una conca prativa e risaliamo l'altro versante.
In piano raggiungiamo un bosco (m. 1315), lo superiamo e, in leggera salita, ci immettiamo su di un ampio sentiero.
Lasciata a destra la continuazione verso il Rifugio/Agriturismo Tironi Consoli, andiamo a sinistra in leggera salita.
Sulla destra troviamo alcune roccette.
Continuiamo in salita, su di un largo percorso.
In un grande prato troviamo un bivio. I segnavia indicano a sinistra: Resegone a ore 0.50 (sent. 571); a destra Passo Grassello a ore 1.30 (sent. 571); dietro Brumano e Fuipiano a ore 0.40 (sent. 578).
Pi in alto ci sono un tavolone con le relative panche e altri segnavia che indicano davanti: Calchera - Carbonaia a ore 0.10, Forbesette a ore 0.20, Forcella di Olino a ore 1.20.

Non raggiungiamo questi ultimi segnavia ma giriamo subito a sinistra verso il Resegone.
Con poca pendenza superiamo alcuni gruppi di alberi.
Dopo una breve salita troviamo una piccola radura.
Il sentiero ora si divide ma subito torna ad unirsi (m. 1415).
Dopo un altro tratto in salita continuiamo con minore pendenza tra cespugli e alberelli.
Lasciamo a sinistra un sentierino tra l'erba. Un segnavia indica in quella direzione: i Solitari, Creste.
Entriamo in un bosco e lo attraversiamo in salita con delle serpentine.
Poi continuiamo con minore pendenza. Raggiungiamo un altro bosco (m. 1445).

Saliamo in modo abbastanza ripido. Poi la pendenza aumenta ancora. Il sentiero sembra inciso nella roccia circostante.
Infine raggiungiamo il bivio dove ci immettiamo sul sentiero 17 (m. 1495).
I segnavia indicano a sinistra: Monte Resegone a ore 0.35; a destra: Passo del Giuff a ore 1; dietro: Brumano e Fuipiano a ore 0.55.
Andiamo a sinistra e continuiamo come precedentemente descritto nell'ultima parte del primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 720
Data escursione: settembre 2009

Note:
Dal rifugio, con un facile sentiero e alcuni gradini, possiamo raggiungere la grande croce di ferro sulla vetta Cermenati (m. 1875) dalla quale il panorama spazia a 360 gradi.
Su di un rosone sono incisi i nomi di tutte le cime e localit che si possono vedere, nonch la loro altezza e la direzione nella quale bisogna guardare. In una giornata serena possiamo ammirare (in senso orario):
Monte Penice (m. 1450), Monte Camozzero (m. 1452), Monte Tesoro (m. 1432), Monte Linzone (m. 1392), Monte Ubione (m. 895), Canto Alto (m. 1146), Fuipiano Valle Imagna (m. 1050), Monte Alben (m. 2019), I Canti (m. 1563), Pizzo Presolana (m. 2521), Zuc de Valbona (m. 1546), Pizzo Arera (m. 2512), Monte Adamello (m. 3539), Monte Cancervo (m. 1840), Pizzo Redorta (m. 3037), Pizzo Diavolo di Tenda (m. 2916), Monte Venturosa (m. 1999), Passo Baciamorti (m. 1540), Monte Araralta (m. 2006), Monte Sodadura (m. 2010), Pizzo Bernina (m. 4049), Monte Disgrazia (m. 3678), Zuccone Campelli (m. 2159), Pizzo dei Tre Signori (m. 2554), Pizzo Cengalo (m. 3367), Pizzo Badile (m. 3308), Monte Legnone (m. 2609), Monte Due Mani (m. 1657), Grignone (m. 2408), Grignetta (m. 2177), Finsteraarhorn (m. 4274), Jungfrau (m. 4158), Aletschhorn (m. 4195), Monte Leone (m. 3552), Monte San Primo (m. 1685), Dom de Mischabel (m. 4545), Cervino (m. 4478), Monte Rosa (m. 4637), Corni di Canzo (m. 1373), Monte Palanzone (m. 1436), Gran Paradiso (m. 4061), Laghi Alserio Pusiano e Annone, Monviso (m. 3841), Milano.

Segnalo inoltre tre possibili giri ad anello. Il primo, pi lungo, partendo dal parcheggio della funivia; il secondo dai Piani d'Erna ed il terzo da Brumano.

1 - Dal parcheggio della funivia (m. 603) andiamo a prendere il sentiero 1 (vedi il quinto itinerario) che poi percorriamo interamente (vedi il quarto itinerario) fino al Rifugio Azzoni (m. 1860). Scendiamo poi l'opposto versante fino all'area sosta delle Forbesette (m. 1405) con il sentiero 17 (vedi la seconda parte del primo itinerario a ritroso) dove prendiamo il sentiero 7 che sale al Passo del Giuff (m. 1515) e ridiscende alla Bocca d'Erna (vedi il terzo itinerario a ritroso). Continuiamo a destra sulla sterrata fino al gi visibile Rifugio Marchett (m. 1240) e poi scendiamo al parcheggio per il Passo del Cammello con il sentiero 18 (vedi il terzo itinerario a ritroso nella pagina del Rifugio Marchett).

2 - Dai Piani d'Erna scendiamo alla Bocca d'Erna dove prendiamo il sentiero 5 e lo percorriamo fino all'incrocio con il sentiero 1 (vedi il sesto itinerario) con il quale saliamo al Rifugio Azzoni (vedi la seconda parte del quarto itinerario). Scendiamo poi l'opposto versante fino all'area sosta delle Forbesette con il sentiero 17 (vedi la seconda parte del primo itinerario a ritroso) dove prendiamo il sentiero 7 che sale al Passo del Giuff e ridiscende alla Bocca d'Erna (vedi il terzo itinerario a ritroso).

3 - Parcheggiamo a Brumano e saliamo con il sentiero descritto nel settimo itinerario. Per il ritorno utilizziamo l'ottavo itinerario a ritroso al termine del quale ci troviamo sulla strada asfaltata che collega Brumano e Fuipiano. Seguendo questa strada verso destra scendiamo con alcuni tornanti e dopo km 2.2 arriviamo alla macchina.

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • alla Vetta del Resegone (m. 1875) in ore 0.05











Dati del Rifugio Azzoni

Altezza:
m. 1860
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Punta Cermenati
Comune:
Lecco - LC
Carta Kompass:
105 B7
Coordinate Geo:
4551'29.50''N
928'09.70''E
Gestore:
Maurizio Valsecchi
Telefono gestore:
338 4033997
Telefono rifugio:
338 7422945
Posti letto:
20
Apertura:
luglio-agosto e
week-end
Pagina aggiornata
il: 23/11/2016
Il Rifugio Azzoni La prima parte del sentiero 16 da Morterone Albero caratteristico sotto le case di Costa. Purtroppo  stato abbattuto dal vento il giorno di Natale 2013 La cappellina dedicata ai caduti sul Resegone Panorama dal sentiero 1 prima del Rifugio Stoppani Il Resegone Ultimo tratto del sentiero 1 Brumano Meridiane su di una casa sopra Brumano Santella accanto alla C Emma Cascine Zucchero Il rifugio visto dalla vetta del Resegone La grande croce in vetta

clicca qui per stampare questa pagina (solo testo)

Rifugio Avert Darengo torna su Rifugio Baita Adam

 Valid HTML 4.01! Copyright  Valid CSS!

Pagina vista da 115354 visitatori