Bivacco Locatelli, Milani, Scaioli

Il Bivacco Locatelli, Milani, Scaioli è situato tra le due cime del monte Due Mani con bella vista panoramica sulle Grigne, il Resegone, Lecco, la Valsassina e i laghi di Pusiano, Annone e Garlate.
E' una costruzione in vetroresina a forma di igloo e contiene un tavolo e quattro panche.
Conosciuto anche come Bivacco GEFO Olginate è in realtà intitolato a Marco Locatelli, Plinio Milani e Enrico Scaioli.

Primo Itinerario: dalla strada per Morterone n. 33
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo sulla sinistra percorrendo la via principale del paese (SP 62) per un chilometro, fino a imboccare sulla sinistra la provinciale 63 per Morterone.
Questa strada è molto panoramica e sale con vari tornanti, a volte senza protezione a valle. Esattamente dopo dieci chilometri troviamo sulla destra uno slargo sufficiente per il parcheggio di quattro o cinque autovetture (m. 1130).

Sulla sinistra un segnavia indica: Desio - Due Mani.
Saliamo a zig-zag, in modo abbastanza ripido in una faggeta.
Percorriamo poi un tratto incassato nel terreno fra vari alberi e alberelli e continuiamo con brevi e leggeri saliscendi.
Lassù in alto a sinistra già vediamo le due cime del monte, la grande croce e il bivacco.
Troviamo una roccia con la scritta CAI GAM
Un ruscelletto scende da destra e attraversa il sentiero.
Camminiamo tra cespugli e alberelli quasi in piano o in leggera salita e dopo una curva a destra torniamo a vedere il Monte Due Mani.
Subito dopo passiamo accanto ad un grande faggio che reca un cartello con la data 1871. In basso vediamo una delle gallerie della provinciale per Morterone.

Successivamente, con percorso quasi pianeggiante, superiamo altri tre rivoli camminando tra faggi, noccioli e alberelli vari.
Percorriamo un breve tratto in salita su fondo roccioso con il Monte Due Mani davanti a noi e vediamo ancora la scritta CAI GAM (m. 1215).
Dopo pochi passi in piano, superato un altro rivolo, torniamo a salire su fondo roccioso.
Il sentiero si divide e subito torna a riunirsi. Continuiamo con minore pendenza tra faggi e betulle.
Saliamo poi con ripido zig-zag tra i faggi le cui radici a volte formano dei gradini.
Troviamo un faggio sul cui tronco è stata dipinta una croce rossa. Alla sua sinistra c'è un poggio panoramico (m. 1260).
Continuiamo verso destra quasi in piano. Dopo una curva a sinistra il sentiero si divide in tre tracce e prendiamo quella più a destra in salita, seguendo i bolli rossi.
Il sentiero si divide e riunisce alcune altre volte. Saliamo con alcuni tornantini, allo scoperto, poi passiamo tra alcuni faggi e betulle.
Poco dopo raggiungiamo un pianoro dove troviamo i ruderi della Cascina Pranüra (m. 1340).
I segnavia indicano a sinistra il Monte Due Mani a ore 1.05 e La Foppa a ore 1.15; diritto: Laghetto a ore 0.25, Cascina Rizzolo a ore 0.45, Maggio a ore 1.30. Da destra invece arriva il sentiero 32 che proviene dal Culmine S. Pietro (vedi il secondo itinerario).

Continuiamo in leggera salita nel prato alla nostra sinistra verso alcune betulle.
Saliamo poi tra radi alberi e raggiungiamo un bivio (m. 1355). Alcuni segnavia indicano diritto la Foppa a ore 1.15 e Maggio a ore 2.30. Il sentiero che dobbiamo percorrere continua invece verso sinistra (nessuna indicazione).
Saliamo tra faggi e alcune roccette che spuntano dal terreno, seguendo i bolli rossi.
Il bosco poi diventa meno fitto ed è composto prevalentemente da betulle (m. 1400).
Con minor pendenza raggiungiamo una piccola radura; a sinistra c'è un punto panoramico con bella vista sul Resegone.
Rientriamo tra gli alberi e per la prima volta troviamo un segnavia a bandierina di colore rosso bianco rosso con il numero 22.
Ad un bivio andiamo a sinistra e saliamo abbastanza ripidamente.
All'inizio di un bosco troviamo un'altra biforcazione e anche questa volta andiamo a sinistra evitando così di inoltrarci nel folto degli alberi.
Il sentiero si divide ma subito torna a riunirsi.
Superata una curva a destra vediamo una roccia bianca con una croce dipinta in rosso (m. 1470). Il bosco è terminato. Davanti a noi ci sono solo prati e qualche albero isolato.
Saliamo con un ripido zig-zag. Il sentiero si divide in alcune tracce e subito torna a riunirsi.
Poi la salita diventa ancor più ripida e faticosa. Troviamo un altro segnavia con il n. 22 (m. 1510).
Raggiungiamo un bivio (m. 1570). I bolli rossi proseguono sulla destra verso la cima settentrionale del monte. Possiamo utilizzare entrambi i sentieri tenendo presente che quello a sinistra è decisamente più facile e meno esposto.

- a destra
Il sentiero si restringe un poco e sale in modo diretto e ancor più ripido.
Troviamo una freccia rossa che indica la nostra direzione di marcia, un albero rinsecchito e un cavo che scorre rasoterra. Il sentiero n. 31 che proviene dalla Zucco di Desio arriva da destra e si unisce a quello che stiamo percorrendo.
Poco dopo troviamo una palina con alcuni segnavia che indicano alle nostre spalle questo sentiero (31 Zucco Desio - Balisio) e il sentiero che abbiamo percorso (32/33 Culmine San Pietro - Forcella Olino).
Continuiamo a salire; ormai siamo in cresta. Il sentiero da qui al bivacco è esposto su entrambi i lati. Procedendo con cautela raggiungiamo la cima settentrionale (m. 1657) dove troviamo una manica a vento. Di fronte vediamo il bivacco e la croce che precedono l'altra cima del monte.
Seguendo il filo della cresta, in lieve discesa, arriviamo alla meta.

- a sinistra
Continuiamo con un traverso a sinistra, con minore pendenza, un po' esposto.
Poco dopo vediamo la croce in alto a destra.
In salita raggiungiamo un valico tra due rocce dal quale cominciamo a vedere il panorama su Lecco e i laghetti.
Poi saliamo a destra e raggiungiamo un altro bivio. Ignorato il sentiero di sinistra che sale in cima, con pochi passi verso destra raggiungiamo il bivacco.

Tempo impiegato: ore 1.25 - Dislivello: m. 527
Data escursione: dicembre 2003
 
Secondo Itinerario: dal Culmine San Pietro n. 32
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle fino al colle del Balisio. Qui prendiamo a destra la provinciale 64 Prealpina Orobica con la quale dopo aver superato Maggio e Moggio, deviamo a destra, passiamo accanto alla stazione a valle della funivia che sale ai Piani di Artavaggio e proseguiamo fino al Culmine San Pietro (m. 1258).

Il punto di partenza può essere raggiunto anche dalla Val Brembana imboccando a Sedrina (Val Brembilla) o a S. Giovanni Bianco (Val Taleggio) la provinciale 24. Superata Vedeseta continuiamo fino a raggiungere il Culmine S. Pietro.

Al passo, alcuni segnavia indicano verso ovest (destra per chi sale dalla Valsassina): Forcella di Olino a ore 1.20, Bocchetta di Redondello a ore 1.15, Monte Due Mani a ore 2.45, Piani d'Erna a ore 2.40, Müsc'ada a ore 0.45, Culmine di Palio a ore 2.20. Nella direzione opposta invece si va ad Artavaggio.
Ci incamminiamo in leggera discesa alla destra di un ristorante, con una strada dal fondo in cemento. Un cartello segnala il divieto di transito agli automezzi.
Lasciato a sinistra un gruppo di pini, ignoriamo un sentiero dalla parte opposta.
La strada diventa sterrata e procede, quasi in piano, tra due recinzioni, nei prati. A sinistra il panorama ci mostra il Resegone.
Una stradina a sinistra si dirige verso una stalla. Continuiamo diritto e raggiungiamo la Cassina Növa e poi la pozza d'acqua che precede l'agriturismo Stella Alpina.

Più avanti troviamo un gruppo di case. Dopo una curva a sinistra iniziamo lievemente a salire.
Ignoriamo una stradina che sale a destra verso una casa e percorriamo un tratto quasi in piano tra gli alberi.
Dopo una curva a destra continuiamo in leggera salita. Vediamo un parapetto in legno a sinistra della strada.
Ignoriamo un sentiero che sale a destra e percorriamo un tratto in discesa abbassandoci solo di qualche metro.
Poi, quasi in piano, passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.
Arriviano ad un bivio. I segnavia indicano a destra: Bocchetta di Redondello a ore 0.10, Bocchetta di Desio a ore 0.35, Due Mani a ore 1.40.
Superiamo una sbarra e ci avviamo verso destra in leggera salita.
Poco prima di arrivare alla Casera di Muschiada (m. 1309) dove la sterrata termina, troviamo sulla destra un sentiero. Alcuni segnavia indicano diritto il sentiero 21 per la Forcella di Olino (vedi il terzo itinerario) e a destra il sentiero 32 per la Bocchetta di Desio e il Monte Due Mani.

Andiamo a destra, in leggera salita, tra prati e qualche albero. Poi la pendenza aumenta ed entriamo in un bosco.
Quando ne usciamo (m. 1355) troviamo una palina con vari segnavia; a sinistra: Bocchetta di Desio a ore 0.25, Monte Due Mani a ore 1.30, Località La Foppa a ore 1.40; diritto per la Valle di Dongoli: Maggio a ore 1.30, Casere a ore 1.40.
Saliamo verso sinistra in modo assai ripido passando accanto ad un termine che segna il confine tra le province di Milano e Bergamo.
Poi rientriamo nel bosco. Il sentiero si divide varie volte per tornare subito a riunirsi. Poi tra l'erba e qualche albero, risaliamo il versante prativo di un dosso. In cima troviamo un altro termine (m. 1405). Davanti, in alto, oltre la vallata, vediamo il monte Due Mani sulla cui cima sono ben visibili il bivacco e la croce.

Scendiamo verso sinistra e raggiungiamo un grande faggio sul cui tronco è stato dipinto un bollo rosso.
Continuiamo poi in leggera discesa in una bella faggeta. Vediamo altri bolli rossi sui tronchi.
All'uscita del bosco continuiamo a scendere tra i prati verso l'Alpe di Desio, un pianoro dove ci sono i ruderi di alcune stalle. Più lontano è visibile una casa.
Superato l'alpeggio (m. 1313), rientriamo nel bosco e scendiamo ancora un poco (m. 1300) poi riprendiamo a salire.
Ad un bivio andiamo a sinistra e continuiamo con poca pendenza fino al termine del bosco.

Siamo alla Bocchetta di Desio (m. 1335) e andiamo a destra verso il Monte Due Mani. In basso a sinistra vediamo una parte della strada asfaltata per Morterone.
Il sentiero si sdoppia. Andiamo a destra in lieve discesa, passando nei pressi di un cassotello di colore verde.
Poco dopo, quasi in piano raggiungiamo quanto rimane della cascina Pranüra (m. 1340).
I segnavia indicano diritto il Monte Due Mani a ore 1.05 e La Foppa a ore 1.15; a destra: Laghetto a ore 0.25, Cascina Rizzolo a ore 0.45, Maggio a ore 1.30. Da sinistra arriva il percorso descritto nel primo itinerario.
Continuiamo diritto come indicato nell'ultima parte del primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. 514 -115
Data escursione: agosto 2008
 
Terzo Itinerario: dalla Forcella di Olino n. 21
Con la provinciale 63 in direzione di Morterone (vedi l'inizio del primo itinerario) arriviamo fino alla galleria della Forcella di Olino (km 11.5; m. 1158), prima, ma sopratutto dopo la quale è possibile parcheggiare sulla destra.

Pochi metri dopo il tunnel, in direzione di Morterone, troviamo sulla sinistra l'inizio del sentiero n. 21. Un segnavia indica il Culmine San Pietro a ore 1.15; un altro Vedeseta (sentieri 19-21). Ci avviamo in salita tra gli alberi.
Un tronco posto di traverso fa da protezione in un tratto altrimenti esposto. Subito dopo arriviamo ad un bivio ed andiamo a sinistra.
Passiamo in un intaglio tra le rocce (m. 1180) e raggiungiamo una faggeta all'inizio della quale un sentiero si immette da destra. In questo punto alcune assi inchiodate ad un faggio formano un rudimentale tavolino.
Vediamo poi un numero 21 in legno attaccato ad un albero.

All'uscita dal bosco troviamo i ruderi di un vecchio alpeggio (m. 1200). Sola una parte di una delle case sembra ancora abitabile.
Percorsa in piano questa piccola radura, lasciando a destra le case e una pozza, passiamo sotto i fili della corrente e rientriamo nel bosco.
Ne usciamo quasi subito davanti ad un appostamento per la caccia (m. 1220). A sinistra sono ben visibili il Monte Due Mani e la Bocchetta di Desio.
Torniamo a salire tra l'erba, circondati dagli alberi, verso una roccia bianca. Raggiuntala (m. 1250), la lasciamo a destra e continuiamo tra i faggi.
Proseguiamo poi circondati da cespugli e qualche albero fino a trovare un altra faggeta.
Un'apertura sulla destra ci consente di vedere il Resegone.
Iniziamo a salire abbastanza ripidamente con alcuni zig-zag, poi continuiamo con minore pendenza attraversando un altro gruppo di faggi.
Raggiungiamo un bivio (m. 1340). Un cartello indica il Culmine San Pietro a destra; a sinistra invece si sale verso una casa.

Andiamo a destra, in leggera discesa e, dopo un tratto allo scoperto, rientriamo nel bosco.
Scendiamo fino ad un baitello (m. 1295) e poi continuiamo quasi in piano.
Raggiungiamo una fontana con una vasca in ferro sulla quale sono stati tracciati il numero 21 e una freccia che indica la direzione dalla quale proveniamo.
Davanti a noi incrocia una stradina, in parte con il fondo in cemento. Non c'è alcun segnavia ma a destra si va verso il Culmine San Pietro e a sinistra verso la stessa casa del precedente bivio. Dobbiamo invece attraversare la stradina e puntare verso un vicino gruppo di case.
Le raggiungiamo con una stradina inerbita e le aggiriamo sulla destra con un sentiero che passa tra la loro recinzione e una vasca (m. 1300).
Continuiamo poi in lieve discesa tra i prati. In basso a destra vediamo la strada, ora sterrata, che prosegue verso il Culmine.
Raggiungiamo una sorgente; alla nostra sinistra l'acqua esce da un tubo mentre a destra c'è una vasca.
Puntiamo ora verso i due ruderi della Cascina Muschiada e, in leggera salita, li raggiungiamo dopo aver superato una fontana (m. 1309).

Sull'altro lato della cascina troviamo la sterrata descritta nel secondo itinerario. Fatti pochi passi, la lasciamo per prendere sulla sinistra il sentiero 32 con il quale continuiamo come precedentemente descritto.

Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 654 -155
Data escursione: settembre 2008

ESCURSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:
  • Nessuna: siamo in cima a un monte











Dati del Bivacco Locatelli, Miani, Scaioli

Altezza:
m. 1657
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Vetta M. Due Mani
Comune:
Ballabio - LC
Carta Kompass:
91 E6
Coordinate Geo:
45°53'53.80"N
9°26'56.30"E
Gestore:
CAI Ballabio
Telefono gestore:
-
Telefono bivacco:
-
Posti letto:
0
Apertura:
sempre
Pagina aggiornata
il: 18/09/2008
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Il Bivacco Locatelli, Milani, Scaioli
Le due cime del Monte Due Mani
Panorama su Lecco
I RIFUGI E I BIVACCHI DELLA VALSASSINA:
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