Rifugio Longo

Il Rifugio Longo situato nell'alta Valle del Sasso, circa un centinaio di metri al di sotto del Lago del Diavolo, nel quale si specchia il Monte Aga.
E' dedicato ai fratelli Giuseppe e Innocente Longo, periti tragicamente nell'agosto del 1934 sul Cervino.

Primo Itinerario - Strada dell'Enel n. 210 + 224
Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna dove lasciamo a sinistra la strada che sale al Passo San Marco e continuiamo sulla destra con la provinciale 2 in direzione di Foppolo.
Dopo Branzi prendiamo la provinciale 5 che si stacca sulla destra e conduce a Carona.
Attraversando il paese troviamo diversi cartelli che indicano i rifugi della zona.
Prendiamo Via Locatelli con la quale, in salita tra gli alberi, arriviamo al tornante sinistrorso dove sulla destra inizia la strada dell'Enel chiusa al traffico (n. 210). Lasciamo la macchina ai bordi della strada e ci incamminiamo (m. 1230).

Diversi segnavia indicano il Rifugio Calvi a ore 2.30, il Rifugio Longo a ore 2.30, il Rifugio Baitone a ore 1.30, il Lago di Val Sambuzza a ore 2, il Lago Val dei Frati a ore 2.15.
Il primo tratto asfaltato, in piano, tra gli alberi.
Una mulattiera che sale da destra si unisce al nostro percorso. Alcuni cartelli indicano se i Rifugi Longo e Calvi sono chiusi o aperti. Iniziamo a salire.
Passiamo sotto dei cavi. Alla sinistra c' un muretto di pietre. Alla destra c' una panchina di legno.
Accanto a un traliccio sulla destra, vediamo un sentiero che scende con dei gradini di legno. Proseguiamo diritto (m. 1265).
Pi avanti alla destra troviamo una protezione con dei paletti di ferro che reggono due cavi. In basso rumoreggia il Torrente Brembo.

Incontriamo l'indicazione del km. 1 e lasciamo a sinistra una cabina dell'Enel (m. 1280).
Superiamo un tratto protetto a valle con dei paletti che reggono tre funi di acciaio.
Al km 1.1 e gi in vista delle case di Pagliari, si stacca sulla destra il sentiero estivo n. 247 per il Rifugio Calvi e un segnavia indica in 3 ore il tempo di percorrenza. Alla sinistra c' una targa di marmo a ricordo di una persona deceduta (m. 1300).
Proseguendo lungo la strada, passiamo sotto dei cavi, superiamo una fontana e le case del borgo (m. 1313). Una variante del sentiero 247 scende a destra. La strada diventa sterrata.
Percorriamo un tratto protetto a valle da un guardrail e con il fondo in cemento. La salita leggera. Alla sinistra ci accompagna un muro di pietre. Troviamo una targa a ricordo di una persona deceduta (m. 1380).
Proseguiamo alternando tratti con il fondo sterrato e su cemento. Alla destra troviamo due tratti con delle protezioni realizzate con dei paletti di ferro che reggono tre cavi.

Incontriamo l'indicazione del km. 2 nei pressi di una baita diroccata (m. 1410).
Poco dopo raggiungiamo la splendida cascata alimentata dal torrente che scende dalla Val Sambuzza; l'acqua, dopo averci rinfrescato con qualche spruzzo, attraversa la strada passando sotto un ponte. Alla sinistra ci sono un pannello con una cartina della zona e una panca di legno. Un sentiero scende a destra. La strada diviene nuovamente con il fondo in cemento.
Proseguiamo in salita. Un cartello segnala una serie di tornanti. In basso a destra vediamo un baitello diroccato nei prati. Un sentierino sale a sinistra verso una baita (m. 1440).
Anche la strada, con due tornanti sinistra-destra, arriva alla baita. Un cartello sull'edificio informa che si tratta della Baita Birone (m. 1475).
Alla sinistra ci sono una fontana e l'inizio del sentiero n. 209. I segnavia indicano in quella direzione: Lago di Val Sambuzza a ore 1.15, Val Carisole a ore 2.15, Passo Publino a ore 2.30, Pizzo Zerna a ore 3.
La strada ridiventa sterrata. Superiamo un tornante sinistrorso e, in leggera salita, raggiungiamo un'altra baita.
Alla destra c' una bacheca con un cartellone intitolato "I colori delle Orobie" che mostra i fiori della zona e i loro nomi (m. 1495).
Successivamente sulla sinistra troviamo, uno dopo l'altro, due muretti di pietre mentre un sentiero sale dalla destra.
Il fondo della strada torna ad essere in cemento (m. 1530).
Superiamo in rapida successione tre ruscelli che scendono dalla montagna e, intubati, passano sotto la strada.

Incontriamo l'indicazione del km. 3 (m. 1545).
Ora procediamo in salita e al fresco tra i pini. Poi la pendenza diminuisce. Alla destra c' una breve protezione con dei paletti che reggono tre funi.
Il fondo della strada ridiventa sterrato. Alla destra c' un'altra protezione simile alla precedente. Il fondo ancora in cemento.
Dalla sinistra scende una cascatella (m. 1600).
Dalla destra sale un sentiero.
Dopo un altro breve tratto sterrato, continuiamo ancora su cemento. Dalla sinistra scende un rivolo.
Pi avanti incontriamo un altro piccolo ruscello che scende dalla montagna, protetto da un muretto, e poi attraversa la strada passandoci sotto.

Presso una curva troviamo un sentiero che sale a sinistra. I segnavia indicano in quella direzione il Rifugio Longo a ore 1.20. Possiamo scegliere se prendere questo sentiero o proseguire con la sterrata.

Sterrata.
Proseguiamo diritto in piano e su sterrato (m. 1625).
Percorriamo due curve verso sinistra. Presso la seconda, in basso a destra tra gli alberi, vediamo una casa raggiungibile con un sentiero che scende poco pi avanti.
Dopo un breve tratto fuori dagli alberi, rientriamo nel bosco e vediamo dei segnavia che indicano sulla destra il sentiero per il Lago dei Frati a ore 1 e il Passo di Aviasco a ore 2.30.
Continuiamo con pochissima pendenza. Per un breve tratto alla sinistra c' un muro.

Incontriamo l'indicazione del km. 4 (m. 1640).
Ora alterniamo tratti al sole ad altri tra gli alberi. Su una parete di roccia alla sinistra una targa ricorda una persona scomparsa.
Dopo una curva a sinistra un rivolo passa sotto alla sterrata.
Subito dopo troviamo un'altra curva, a destra, sotto la quale attraversa un torrente che scende presso l'ansa della montagna (m. 1655). Un cartello segnala sulla sinistra un sentiero che conduce al Baitone del Cai di Sesto.
Lasciamo a destra uno slargo con un baitello e proseguiamo praticamente in piano alternando tratti dentro e fuori dal bosco. In basso a destra rumoreggia il Brembo.

Arrivati alla fine del bosco troviamo un bivio (m. 1660). I segnavia indicano che la stradina sulla sinistra conduce: al Rifugio Longo in ore 1 (sent. 224), al Passo Venina in ore 2, al Passo Cigola in ore 3, a Foppolo in ore 5; mentre proseguendo diritto si pu raggiungere il Rifugio Calvi in ore 1.30. Siamo in Localit Lago del Prato.
Sulla destra c' il laghetto ma da questo punto non si vede.
Prendiamo la stradina sulla sinistra che procede in lieve salita. Il fondo inizialmente in cemento ma solo per un breve tratto poi ritorna sterrato.
Alla sinistra troviamo una croce, un barbecue e due tavoloni con relative panche (m. 1685).
Poi il percorso si divide e il Rifugio Longo segnalato a sinistra (m. 1695). In alto vediamo una cascata.
Percorriamo alcuni tornanti in lieve pendenza e arriviamo al punto in cui il sentiero si riunisce alla sterrata (m. 1745).

Sentiero.
Fatti due passi in ripida salita il sentiero continua con lieve pendenza nel bosco. Superiamo un ruscello che attraversa il cammino e continuiamo fino ad uscire allo scoperto. Poi in salita attraversiamo un prato ed arriviamo ad un bivio dove giriamo a sinistra.
Pi avanti, superiamo un rivolo d'acqua che bagna il sentiero e ignoriamo la deviazione sulla sinistra che conduce a Foppolo.
A destra invece bastano pochi passi per arrivare al Baitone Mario Baschieri del Cai di Sesto (m. 1704). Ci dissetiamo alla fontana e riprendiamo il cammino.
Un segnavia a bandierina riporta il n. 208. Poco dopo troviamo un'altra biforcazione; le frecce su un masso indicano: diritto il sentiero 224 per il Rifugio Longo e a destra il n. 208 per il Rifugio Calvi.
In piano tra prati, radi pini e larici ben presto ritroviamo la sterrata (m. 1745).

Qui i segnavia indicano: il Rifugio Longo a 0.50, il passo Venina a 2.40, il passo Cigola a 3.00 e la traversata al Rifugio Calvi (sent. 246) in 3.30.
Molto bello il panorama sulla vallata sottostante e sul lago del Prato che ora distinguiamo nettamente.
Superato un rivolo d'acqua arriviamo ai piedi di una bella cascata. L'acqua scende dalla montagna e passa sotto la strada che in questo breve tratto ha il fondo in cemento (m. 1785).

Percorreremo ora un lungo traversone a mezza costa (circa due chilometri) lungo il fianco meridionale del monte Masoni incontrando diverse piccole cascate che scendono dalla montagna. La loro acqua, raccolta in grandi tubi, passa sempre sotto la sterrata e continua scendendo ad alimentare il torrente che scorre sul fondovalle.

La pendenza si accentua un poco fino alla prossima cascatella poi torna ad essere meno ripida.
Sul fondovalle ora distinguiamo nettamente un altro laghetto: il lago della Cava.
Un rivolo d'acqua scende dalla montagna subito seguito da una cascata.
Percorriamo poi un tratto con il fondo in cemento nel quale troviamo altre due cascate (m. 1855).
Superata una piccola curva ecco apparire, ancora in lontananza, il bianco edificio del Rifugio Longo sormontato dal Monte Aga.
Alla sinistra sale il sentiero n. 254 (m. 1925) che in ore 1.45 porta al Passo di Venina.
Superiamo una cascata e un rivolo protetto da un parapetto in pietra (m. 1950).
Troviamo poi un'altra cascata accanto ad una costruzione dell'acquedotto (m. 1975).
Superati altri torrenti che scendono dalla montagna e attraversano la sterrata passandole sotto, arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.40 - Dislivello m. 796
Data escursione: ottobre 2005
 
Secondo Itinerario - Strada dell'Enel n. 210 + Sentieri 208 e 258 (EE)
Come descritto nel primo itinerario arriviamo fino al bivio del Lago del Prato (m. 1660) ma, anzich girare a sinistra proseguiamo diritto e con un ponte attraversiamo il Brembo.
Percorriamo poi una curva a destra all'interno della quale vediamo una baita e dei cavalli al pascolo.
Alla sinistra si stacca il sentiero 208 che dobbiamo percorrere. I segnavia indicano il Rifugio Calvi a ore 1.30 sia con il sentiero che con la carrareccia (m. 1665).

Lasciamo dunque la sterrata e ci incamminiamo tra l'erba alla destra del Brembo.
Passiamo tra radi alberi e poi entriamo in un bosco. Alla sinistra vediamo la sterrata che si dirige verso il Rifugio Longo. Il sentiero in ombra, fresco, consigliabile nel periodo estivo.
Pi avanti, in basso alla sinistra, vediamo una pozza (m. 1705).
Superiamo alcuni brevi saliscendi, un tratto in salita e un altro con poca pendenza.
Poi giriamo a destra; qui il sentiero incassato nel terreno circostante (m. 1730).
Alterniamo tratti quasi in piano ad altri in salita con maggiore e minore pendenza e raggiungiamo uno slargo dove vediamo dei bolli (m. 1755).
Proseguiamo a mezza costa alternando tratti quasi in piano e in leggera salita.

In basso a sinistra vediamo il Lago della Cava.
Quasi in piano attraversiamo un ruscelletto. Il sentiero ora rinforzato alla sinistra c' anche una breve protezione. Da qui si gode di una bella vista dall'alto sulle acque smeraldine del piccolo lago (m. 1755).
Proseguiamo alternando ancora tratti in leggera salita e quasi piano, poi saliamo tra radi alberi (m. 1770).
Continuiamo in piano. In basso, vediamo una stradina sterrata che ci segue parallela sulla sponda opposta del Brembo.
Percorriamo pochi passi in salita e passiamo accanto ad una roccia con il segnavia 208 e due frecce con le scritte "Calvi-Carona" nelle due direzioni.
Camminiamo quasi in piano e attraversiamo un rivolo. Dopo un breve gi e su continuiamo ancora in piano. Alla sinistra vediamo un rudere (m. 1780).
Ancora due passi gi e su. Superiamo un ruscello.

Su una pietra vediamo due frecce puntate verso destra e dietro. Poco dopo troviamo dei segnavia che indicano a destra con il sentiero 208: Rifugio Calvi a ore 1.15; davanti con il sentiero 258: Rifugio Longo a ore 1; dietro: Lago del Prato a ore 0.45. Sul cemento di una passerella una scritta indica diritto il Rifugio Armentarga.
Ora camminiamo in piano. Alla sinistra c' una presa d'acqua e delle protezioni verso il torrente.
Poco dopo cominciamo a vedere il Rifugio Baita Armentarga.
Raggiungiamo una chiusa e con un ponticello traballante gettato su una profonda forra passiamo alla sinistra del torrente.
Ancora pochi passi e arriviamo alla Baita Armentarga (m. 1780).

Lasciato il rifugio alla destra, in leggera discesa e con una curva a U ci immettiamo sulla stradina sterrata che retrocede sulla sponda opposta del Brembo.
Su una pietra leggiamo l'indicazione per il Rifugio Longo.
Ignoriamo un primo sentiero che sale ripidamente a destra e ci incamminiamo sulla sterrata.
Dopo un centinaio di metri troviamo un altro sentiero sulla destra (m. 1770). Qui i segnavia indicano il sentiero 258 per il Rifugio Longo.
Lasciamo pertanto la sterrata e prendiamo questo sentiero in salita tra alberi di conifere.
Raggiungiamo un manufatto in cemento e un grosso tubo nero; la stessa presa d'acqua che avevamo gi visto sulla sponda opposta (m. 1780).
Proseguiamo in piano, a mezza costa tra radi alberi. In basso a sinistra vediamo la sterrata.

Iniziamo ora ad aggirare il monte, percorrendo un lungo tratto esposto ma assicurato con dei cavi, sfruttando una cengia in parte scavata nella roccia.
Camminiamo su di una passerella di legno in un punto in cui manca il sentiero, accompagnati alla destra dal primo cavo passamano.
Poco pi avanti troviamo un'altra passerella; qui il cavo ci accompagna per un tratto pi lungo.
Subito dopo superiamo un rivolo; accanto c' il terzo cavo lungo solo un metro (m. 1790).
Dopo pochi passi in leggera salita, proseguiamo quasi in piano. Alla destra c' un manufatto in cemento con due aperture semicircolari.
Subito dopo assicurati dalla quarta corda percorriamo un tratto dapprima in leggera salita e poi in piano.
Aggiriamo una roccia sulla sinistra. Qui, inizialmente troviamo solo gli anelli che reggevano il cavo, il quale ora inizia poco pi avanti.
Nella roccia c' uno sportello metallico dietro il quale sentiamo scorrere dell'acqua. In basso a sinistra vediamo il Lago della Cava.

Quasi in piano passiamo sotto una roccia che si protende sul sentiero accompagnati dal sesto cavo.
Assecondiamo un ansa della montagna e ci abbassiamo di qualche metro; qui c' il cavo numero sette (m. 1785).
Proseguiamo poi in leggera salita accompagnati da altri due cavi, uno corto e l'altro lungo. Quasi in piano superiamo un rivolo.
Giriamo a destra e in alto cominciamo a vedere la strada sterrata che dal bivio prima del Lago del Prato si dirige verso il Rifugio Longo.
Pochi passi in discesa seguiti da altrettanti in salita accompagnati dal decimo e ultimo cavo e il tratto esposto terminato.

Risaliremo ora la valle del M. Sasso.
Dopo un breve tratto in salita ne percorriamo uno lungo quasi in piano (m. 1795).
Poi riprendiamo a salire tra arbusti e qualche albero. Su di una pietra leggiamo l'indicazione "Longo-Calvi" nelle due direzioni (m. 1810).
Pi in basso alla sinistra scorre il torrente emissario del Lago del Diavolo. Davanti cominciamo a vedere in lontananza, il bianco edificio del Rifugio Longo.
Un rivolo bagna il sentiero. Attorno ci sono erba, cespugli, radi larici e pietre (m. 1840).
Proseguiamo quasi in piano. Troviamo una prima palina dipinta nella parte alta di rosso e bianco (m. 1860).
Ora camminiamo in leggera discesa tra erba e pietre e troviamo una seconda palina identica alla precedente.

Notiamo che il ponticello con il quale dovevamo attraversare il torrente crollato. Non ci resta che cercare lungo la sponda del torrente il punto migliore per guadarlo.
Un centinaio di metri a valle del punto in cui c'era il ponte la cosa ci sembra fattibile. Ci togliamo scarponi e calze e con cautela passiamo sulla sponda sinistra.
Seguiamo la sponda e senza sentiero, che sull'altro lato, superiamo uno dopo l'altro altri tre torrenti che scendono dalla sinistra.
Arriviamo al punto dove era collocato il ponte e ritroviamo il sentiero. Una freccia su una pietra indica a sinistra verso l'alto (m. 1880).

Iniziamo a salire a zig-zag una ripidissima rampa.
Per un attimo la pendenza diminuisce (m. 1905) ma poi riprende ancora ripida.
Raggiungiamo un'altra traccia di sentiero. Una doppia freccia indica verso destra e dietro.
Andiamo pertanto a destra dapprima in leggera salita e poi quasi in piano (m. 1935).
Proseguiamo poi in salita lasciando alla sinistra un rudere. In basso alla destra sentiamo ruggire il torrente.
Dopo pochi passi in piano superiamo delle ripide roccette (m. 1960).
Poi continuiamo in salita tra i rododendri su di un piccolo contrafforte tra un valloncello erboso alla sinistra e la gola alla destra in fondo alla quale scorre il torrente. Un segnale indica il pericolo di piene improvvise (m. 1985).
Poi pieghiamo a sinistra in direzione del rifugio (m. 2000).
Infine, agevolati da qualche piccolo gradino di legno, lo raggiungiamo.

Tempo impiegato: ore 3.15 - Dislivello m. 796
Data escursione: ottobre 2011

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Lago del Diavolo (m. 2142) in ore 0.20
  • al Rifugio Calvi (m. 2015) in ore 2.30 (sentiero 246)
  • al Rifugio Baroni al Brunone (m. 2295) in ore 5 (sentieri 248 e 101)
  • al Bivacco Frattini (m. 2125) in ore 2.30
  • al Rifugio Caprari (m. 2118) in ore 2.30
  • al Passo Cigola (m. 2486) in ore 2 (sentiero 253)
  • al Passo Venina (m. 2442)in ore 2 (sentiero 254)
  • al Monte Aga (m. 2720) in ore 2.30
  • al Pizzo Cigola (m. 2632)
  • al Monte Masoni (m. 2663) in ore 2
  • al Pizzo del Diavolo di Tenda (m. 2916) in ore 2.30


Dati del Rifugio Longo

Altezza:
m. 2026
Gruppo:
Orobie
Ubicazione:
Valle del Sasso
Comune:
Carona - BG
Carta Kompass:
104 B3
Coordinate Geo:
4602'23.70"N
951'43.30"E
Gestore:
Enzo Migliorini
Telefono gestore:
338 3192051
Telefono rifugio:
0345 77070
Posti letto:
30
Apertura:
estiva weekend
maggio-ottobre
Pagina aggiornata
il: 02/07/2012
Il Rifugio Longo La Cascata della Val Sambuzza Il Monte Masoni Il Lago della Cava Inizio del tratto esposto (sentiero 258) Il torrente emissario del Lago del Diavolo Il Monte Aga Il Lago del Diavolo

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