Rifugio Alpinisti Monzesi

Il rifugio Monzesi è situato sulle pendici meridionali del monte Resegone, sul lato occidentale del canalone di val Negra, poco sotto il passo del Fo.
Dopo lunga e impegnativa ristrutturazione è stato riaperto nell'ottobre 2007.

Primo itinerario: da Erve.
Da Lecco, con la provinciale 639 in direzione sud, seguiamo il corso dell'Adda fino a Calolziocorte dove, al terzo semaforo imbocchiamo sulla sinistra la provinciale 180 in direzione di Erve. Giunti a un bivio, voltiamo a sinistra secondo le indicazioni e proseguiamo con un percorso panoramico in parte scavato nella roccia.
Arriviamo così al borgo di Erve (m. 559), adagiato lungo il corso del torrente Galaveso e lo attraversiamo interamente lasciando l'auto in uno dei parcheggi lungo la strada.
In fondo al paese, nei pressi di una rotonda inizia il percorso segnalato con il n. 11.
Ci sono tre bacheche con cartine della zona e un segnavia che indica l'anello del Resegone, le antiche miniere e La Passata a ore 2.

Superiamo il Galaveso con un ponticello di pietra (vedi foto) e troviamo altri segnavia che indicano: il Rifugio Azzoni e la vetta del Resegone a ore 4, il rifugio Alpinisti Monzesi a ore 2 e la sorgente S. Carlo a ore 0.40.
Ci incamminiamo in piano su di una stradina sterrata alla sinistra del torrente.
Poi iniziamo a salire con un deciso strappo. A lato della strada, che in questo tratto ha il fondo in cemento, sono stati scavati dei gradini per agevolare il cammino.
Di fronte, su una delle cime del Resegone, distinguiamo nettamente la costruzione bianca e rossa del rifugio Azzoni.
Superiamo una cappelletta e una costruzione dell'acquedotto poi, quasi in piano, ignoriamo un sentiero che scende al torrente.

Troviamo tre piccoli ponti che attraversano il torrente: il primo si dirige a Pra Munik, il secondo è chiuso da un cancelletto, il terzo reca una targhetta che dice "ul put di carbuner"
Ignoriamo queste deviazioni e proseguiamo fino ad arrivare in località Gnétt (m. 663). Qui la valle si allarga un poco. Siamo nei pressi di un agriturismo.
 
Se l'acqua è poca, possiamo superare il torrente su un piccolo ponte e guadarlo, poco dopo, per ritornare sull'altro lato.
Altrimenti è opportuno continuare diritto e superare più avanti un affluente del Galaveso con un ponticello.
Continuiamo con un sentiero all'inizio del quale un segnavia indica il rifugio Alpinisti Monzesi a ore 1.10 con la variante Pra di Ratt e a ore 1.30 passando per la sorgente San Carlo. Quest'ultima è indicata a 15 minuti.
Saliamo ripidamente fino alla Cà del Prà, una baita con fontanile, poi con pochi passi in piano arriviamo al bivio (m. 691).
Qui il sentiero si divide: a sinistra c'è la variante Pra di Rat, più breve ma più impegnativa; diritto invece c'è il percorso principale, più agevole ma più lungo, seguendo le sponde del Galaveso.

a) Percorso principale (diritto)
Proseguiamo in piano addentrandoci nel bosco, sempre accompagnati dallo scroscio del torrente.
Dopo un tratto in salita e un passaggio tra due rocce, arriviamo al ponte del Bruco.
Qui una targa in bronzo ricorda il mulo, a cui spettava il rifornimento del rifugio, deceduto nell'adempimento del proprio dovere. La targa recita: "Al mulo fedele compagno e servitore degli alpini e degli alpinisti che qui concluse la sua ultima fatica".
Oltre il ponte c'è la fonte S. Carlo (m. 750). Accanto ad un'icona raffigurante il santo c'è questa iscrizione scolpita nel legno: "Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, ma ricorda quanta pace può esserci nel silenzio delle montagne".
Ci sono anche tre tavoli e panche di legno. Diversi rivoli d'acqua scendono dalla montagna.

Il sentiero ora procede incassato tra le rocce poi devia a destra e sale più ripidamente a zig-zag.
Guadiamo il torrente verso sinistra, poi raggiungiamo e superiamo una roccia nella quale sono stati scavati dei gradini.
Quasi in piano procediamo a mezza costa fino a riavvicinarci al Galaveso e a guadarlo un'altra volta.
Ora la pendenza è lieve. Attraversiamo nuovamente il torrente.
Dopo una curva a destra abbandoniamo il corso d'acqua che finora aveva sempre accompagnato il nostro cammino.
Poco dopo inizia il tratto più faticoso. Saliamo ripidamente a zig-zag. Poi troviamo alcuni gradini di legno che agevolano il cammino.
Giunti in cima troviamo un bivio. Alcuni cartelli appesi ai rami indicano a sinistra il rifugio Alpinisti Monzesi, a destra Valle Verde e alle nostre spalle Erve.

Percorriamo un lungo tratto quasi in piano.
Passiamo accanto ad un crocefisso e poi ignoriamo una deviazione sulla destra per Piazzo.
Presso un ansa della montagna superiamo un ruscelletto che scende e attraversa il sentiero.
Con una breve salita raggiungiamo un bivio: a destra si va a Piazzo (0.15), alla Passata (0.30) e alle antiche miniere (0.40); continuiamo invece a sinistra verso il rifugio (0.20).
Superiamo un ruscello e riprendiamo a salire.
Presso un tornante ignoriamo un sentiero sulla sinistra.
Più avanti incontriamo la variante Pra di Rat (descritta più sotto) che si innesta in questo punto poco prima di una croce.

In leggera salita raggiungiamo il bivio dove inizia il sentiero n. 24 per il Magnodeno raggiungibile in un'ora e trenta.
Superiamo una sorgente con una vasca per raccogliere l'acqua, poi in salita passando alla sinistra di un gruppo di abeti e larici, raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.00 - Dislivello: m. 614
Data escursione: aprile 2008

b) Variante Pra di Rat (a sinistra)
Il sentiero sale tra gli alberi in modo abbastanza ripido, a volte si divide in due o tre tracce per poi tornare a riunirsi.
Ad un bivio andiamo a sinistra e saliamo a zig-zag.
Incrociamo un altro percorso e continuiamo diritto.
Il sentiero prosegue dapprima incassato nella montagna e poi su alcune roccette.
Dopo un breve tratto quasi in piano riprendiamo a salire.
Superiamo un ruscello che troviamo in secca.
Ad un bivio, andiamo a sinistra in quanto il cammino è più agevole; dopo pochi metri le due tracce si riuniscono.
Salendo ripidamente possiamo vedere tra gli arbusti, alla nostra destra, l'intera vallata.

Superiamo un breve passaggio su facili roccette e poi un altro dove occorre aiutarsi con le mani (m. 850).
Il percorso prosegue su fondo quasi sempre roccioso e si divide in due o tre sentierini quasi paralleli che a volte si intersecano.
Sopra di noi vediamo alcuni spuntoni di roccia.
Più avanti troviamo un grosso masso con la scritta in rosso: "Pas del Tulin" (m. 900). Anziché superarlo, troviamo più agevole aggirarlo sulla destra.
Continuiamo poi su fondo roccioso verso un intaglio nella roccia (m. 990) che segna la fine della parte più faticosa del nostro cammino.

Percorriamo pochi passi in cresta, poi il sentiero aggira la montagna sulla destra. Più in basso vediamo l'altro sentiero (a - principale) che scorre parallelo.
Alterniamo ora diversi tratti quasi in piano intervallati con altrettanti in salita su facili roccette. Quasi sempre al termine delle salite passiamo in un intaglio fra due rocce.
Poi in lieve salita nel bosco raggiungiamo il bivio con il percorso principale descritto precedentemente con il quale proseguiamo fino alla meta.

Tempo impiegato ore 1.30 - Dislivello: m. 614
Data escursione: aprile 2008
 
Secondo itinerario: da Malnago.
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Superata la frazione di Falghera, saliamo con alcuni tornanti e arriviamo a Malnago.
Poco prima di un tornante destrorso, troviamo un piccolo parcheggio dove è opportuno lasciare l'auto (m. 470).

Ci incamminiamo. Al tornante successivo, inizia il sentiero n. 1 segnalato da bandierine giallo-bianco-rosse e da un cartello che recita: Malnago 480 - Resegone 1870: ore 3.3/4.
Dopo un breve tratto in salita con il fondo in cemento raggiungiamo un'icona raffigurante la presentazione di Gesù al tempio.
Pieghiamo a sinistra e proseguiamo quasi in piano su una bella mulattiera contornati da un lato dal bosco e dall'altro da una recinzione metallica che, dopo un sentierino, diventa una staccionata in legno.
Presso una curva ignoriamo una stradina che si dirige verso una casa privata.
Successivamente, ad un bivio, troviamo un'altra icona raffigurante la Sacra Famiglia e prendiamo a sinistra.
In lieve salita nel castagneto, passiamo nei pressi di una teleferica, ignoriamo il sentiero n. 2 sulla sinistra e superiamo un'altra casa.
Un breve tratto in salita ci conduce su di una stradina asfaltata. Non ci sono indicazioni ma dobbiamo andare a destra. A sinistra invece si va verso il parcheggio della funivia.

Variante
In alternativa a questa prima parte del percorso possiamo utilizzare una variante che ci consente di risparmiare 130 metri di dislivello.
Infatti, anziché lasciare l'auto nel punto indicato, possiamo percorrere la strada fino al termine, vale a dire fino alla stazione a valle della funivia (m. 603).
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.
Lasciamo l'auto nel parcheggio, che è a pagamento (euro 1.50) solo nei giorni festivi, e ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala i percorsi: Campo di Boi - Monte Magnodeno - Ferrata Pizzo d'Erna - Rifugio Stoppani - Piani d'Erna - Monte Resegone.

Dopo aver disceso alcuni gradini entriamo nel bosco e ci incamminiamo in lieve discesa tenendoci sempre sul percorso principale per altro ben segnalato con dei cartelli gialli.
Raggiungiamo poi una stradina asfaltata. Un cartello indica a sinistra il sentiero n. 18 per il Passo del Cammello raggiungibile in ore 2.30. Andiamo invece a destra e, superato il sentiero che porta alla Falesia d'Erna, incontriamo sulla destra il percorso precedentemente descritto (m. 580).

Prosecuzione comune
L'asfalto termina davanti al cancello di una azienda agricola a fianco della quale riparte la mulattiera.
Contornando la recinzione della tenuta, riprendiamo a salire nel bosco con poca pendenza.
Ignoriamo successivamente alcuni sentieri: il primo che segue la recinzione, un altro sul lato opposto, un terzo che conduce alla via ferrata del Pizzo d'Erna e un quarto che si inerpica sulla montagna.
Ad un bivio, contrassegnato da una targa SEL, andiamo a destra. Dopo pochi metri in piano riprendiamo a salire più ripidamente.
Poi usciamo dal bosco e quasi in piano passiamo tra un'icona raffigurante una madonna con bambino ed un vecchio albero.
Raggiungiamo un bivio; i segnavia indicano a sinistra Costa-Stoppani-Azzoni e diritto Campo de Boi.
Attraversate le vecchie baite della frazione Costa (m. 800), raggiungiamo la cappellina votiva dedicata ai caduti del Resegone dove vale la pena sostare un attimo.

Torniamo poi a salire, al fresco del castagneto, e arriviamo ad un bivio dove una freccia bianca indica di procedere verso destra. Al bivio successivo è invece una freccia gialla ad indicare il sentiero a sinistra.
Ora il percorso è meno ripido. Poco dopo raggiungiamo il rifugio Stoppani.

La mulattiera prosegue dietro al rifugio.
Un cartello su un albero indica il rifugio Marchett a 50 minuti.
Ignoriamo un sentierino che sulla sinistra ridiscende allo Stoppani e proseguiamo tra i faggi fiancheggiando una staccionata con due funi protettive.
Passiamo accanto alla fresca fonte del Kopp (m. 950), poi, in piano, superiamo una vecchia casa oltre la quale troviamo un bivio.
Un segnavia indica a sinistra i Piani d'Erna-La Sponda; diritto i Piani d'Erna e il Resegone. Prendiamo questa ultima via.
Dopo aver superato un'altra baita, con pochi passi in salita raggiungiamo il torrente Bione; lo superiamo e troviamo un bivio dove abbandoniamo il sentiero n. 1 che sale a sinistra verso il Resegone e proseguiamo con il n. 6.
Poco dopo raggiungiamo un trivio: a sinistra un sentiero segnalato come n. 1/7 sale a Erna, a destra scende il sentiero n. 4A, mentre noi proseguiamo diritto con il n. 6 (cartello Passo del Fò - Monza).

Camminando in leggera salita superiamo un ruscelletto che scende dalla montagna e attraversa il cammino, poi percorriamo un tratto in piano nel quale trascuriamo un sentiero che scende sulla destra.
Dopo aver superato un altro ruscelletto iniziamo a salire prima a zigzag poi puntando verso una selletta che si apre, lassù in alto, tra due pareti rocciose; è questo il tratto più faticoso della nostra escursione.
Troviamo un altro bivio; un cartello indica a sinistra il sentiero n. 7 che conduce a Erna in ore 0.45 o al Pian del Fieno in ore 0.15. Continuiamo invece a destra verso il Passo del Fò raggiungibile in ore 0.25.
Finalmente arriviamo alla bocchetta (m. 1202), ora il percorso è meno ripido e cominciamo a vedere il tetto della cappellina situata vicino alla Capanna Sociale Ghislandi.
Riprendiamo a salire abbastanza rapidamente e dopo aver ignorato un sentiero che scende a sinistra, arriviamo al Passo del Fò e al rifugio Ghislandi (m. 1284) del Cai di Calolziocorte, punto più elevato della nostra escursione.

Sulla destra si può proseguire per il Magnodeno, lungo la cresta della Giumenta (sentiero n. 23), mentre a sinistra si può andare verso la ferrata che sale al rifugio Azzoni (sentiero n. 12).
Il rifugio Monzesi è un centinaio di metri sotto di noi e ne vediamo il tetto.
Una ripida discesa con il sentiero n. 24 e lo raggiungiamo.

Tempo impiegato ore 2.20 da Malnago superando un dislivello di 814 metri fino al Passo del Fo e poi scendendo per 111 metri fino al Monzesi (dieci minuti in meno e 133 metri in meno dal parcheggio della funivia).
Data escursione: marzo 2004
 
Terzo itinerario: da Brumano (sentiero 576+575)
Con la provinciale 14 della Valle Imagna arriviamo a S. Omobono, maggior centro della vallata.
Nel centro del paese troviamo un bivio. Giriamo a sinistra lasciando la strada per Fuipiano che continua diritto.
Prendiamo poi sulla destra Via Locatelli che, poco più avanti, diventa la provinciale 20.
Giunti a Brumano, troviamo sulla destra il municipio, poi a sinistra la strada che sale alla chiesa, e successivamente a destra il cimitero. Poco più avanti parcheggiamo nella Piazzetta Carlo Vitari accanto all'acquedotto (m. 915).
A sinistra parte il sentiero. I segnavia indicano il Resegone a ore 2.30 (sentiero n. 587) e P. Passata a ore 2 (sentiero 576).

Saliamo alcuni gradini alla destra di una casa. In basso a destra c'è un lavatoio.
In leggera salita superiamo alcune case e stalle poi prendiamo un sentierino a sinistra, in salita tra prati e alcuni alberi.
A destra scorre un rivolo d'acqua che esce da un grosso tubo in cemento.
Attraversiamo una stradina asfaltata (m. 935) e continuiamo con un sentiero in leggera salita. Alla destra c'è un'altra stradetta asfaltata chiusa all'inizio con una sbarra.
Poco più avanti, quando la strada gira a destra, continuiamo diritto con un sentiero in salita nei prati tra case, stalle e cascine.

Poi il sentiero piega a destra. In leggera salita, passiamo davanti ad una casa con tre meridiane sulla facciata.
Continuiamo tra i prati e ritroviamo la stradina asfaltata (m. 980). Andiamo a destra.
Ignoriamo sulla destra una strada privata, sterrata, chiusa da una catena.
In piano passiamo sotto dei cavi e raggiungiamo una casa, su un angolo della quale è dipinto il segnavia a bandierina con il n. 13 e una freccia che indica a sinistra.
Pertanto, poco dopo, quando la strada piega a destra, continuiamo diritto con un ampio sentiero (m. 995).

In leggera salita arriviamo al limitare di un bosco e giriamo a sinistra superando il letto di un ruscelletto che troviamo in secca. Su un albero vediamo i segnavia 587 e 576.
Con pochi passi in salita raggiungiamo una vecchia casa. Qui il sentiero gira a destra ed entra nel bosco (m. 1010).
Subito dopo troviamo un bivio ed un cartello che indica a sinistra il Resegone a ore 1.30 (sentiero 587) e il P. Passata a ore 1.20 (sentiero 576).

In leggera salita attraversiamo un fitto bosco poi usciamo in un grande prato (m. 1020) che attraversiamo dirigendoci verso una vecchia casa.
Poco prima di raggiungerla ci immettiamo su un più ampio sentiero e andiamo a sinistra. Sulla casa è dipinto il segnavia n. 576.
Continuiamo in piano al margine alto del prato.
Poi pieghiamo a destra passando sotto un faggio secolare dove troviamo un tavolone in legno e relative panche (m. 1055).
Il sentiero prosegue tra gli alberi e poi scompare tra l'erba. Poco più avanti lo ritroviamo.
Continuiamo in leggera salita, nuovamente tra gli alberi. Il sentiero è stretto ed è invaso da erbacce.

Usciamo poi dal bosco davanti ad una grande casa e ad una staccionata di legno. Qui ritroviamo la stradina asfaltata e la percorriamo verso sinistra per un centinaio di metri.
Raggiungiamo lo slargo a lato di Cà Emma e di una curva a destra dove troviamo una santella con una madonna (m. 1085).
Lasciamo la strada e seguendo una freccia che indica la Passata, prendiamo il sentiero che continua diritto.

Troviamo il segnavia a bandierina con il n. 576.
Entriamo nel bosco, composto in prevalenza da faggi ma anche da agrifogli e altri alberi; vediamo anche diversi ciclamini.
Percorriamo alcuni brevi tratti in piano e in leggera discesa. Scendiamo tre gradini di pietra.
Ignoriamo un sentiero che scende a sinistra e passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.
In leggera salita raggiungiamo un faggio al quale è appeso un cartello di legno che recita: "Doni il sole, anche domani, i suoi sorrisi ai fiori non recisi."
Continuiamo quasi in piano poi, dopo due passi in discesa, raggiungiamo il cartellone della Ersaf che segnala il Bosco del Resegone.
Dopo un altro tratto quasi in piano, in leggera salita arriviamo ad un bivio (m. 1075). I segnavia indicano diritto: Anello del Resegone, La Passata a ore 0.40, Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 1.20; a destra: Anello del Resegone, i Castelli e Carbonaia a ore 1, Sorgente Forbesette a ore 1.20; dietro: Faggio Monumentale a ore 0.15, Brumano a ore 0.30. Su un faggio è dipinta una bandierina DOL.

Superato un tratto in salita continuiamo con alcuni brevi saliscendi e poi in piano.
Torniamo a salire e raggiungiamo il Passo della Porta (m. 1123). Qui troviamo un tavolo in legno e relative panche e alcuni segnavia che indicano a sinistra: Rota a ore 0.50 (sent. 586); a destra: La Passata a ore 0.35, Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 1.10 (sent. DOL 576); dietro: Brumano a ore 0.45 (sent. 576).

Andiamo a destra, attraversiamo il passo e iniziamo a scendere. Vediamo dei segnavia DOL, una freccia rossa e tre pallini disposti a triangolo.
Dopo un tornante a destra la pendenza diminuisce.
Quasi in piano raggiungiamo una cappellina che troviamo sulla destra (m. 1100). Un affresco riproduce la B.V. Maria della Foppa in Gerosa (BG), apparsa nel 1558 a due pastorelle.

Dopo un altro tratto in leggera discesa, torniamo a salire. Alla destra c'è una parete rocciosa.
Saliamo a zig-zag tra alcune roccette e poi passiamo tra due grandi rocce.
Il sentiero ritorna sterrato. Continuiamo quasi in piano e poi in leggera salita. Gli alberi alla sinistra ora sono più radi e consentono di vedere la vallata.
Dopo una breve salita passiamo attraverso un intaglio roccioso (m. 1160).
Proseguiamo con alcuni lievi saliscendi e con bella vista sulla vallata alla sinistra.
Passiamo ancora tra due rocce (m. 1160) poi torniamo a scendere.
Percorriamo altri lievi saliscendi (m. 1145) e poi passiamo nuovamente in un altro intaglio tra due pietre.
Un tratto in leggera salita e poi uno in piano ci portano ad un bivio (m. 1150). Le scritte su una pietra indicano Valsecca a sinistra e La Passata a destra.

In salita, poco più avanti raggiungiamo la Cascina Settimo (m. 1162). Il vecchio edificio, posto al limitare del bosco con bella vista sulla vallata, sembra abbandonato. Il sentiero lo aggira sulla destra in leggera salita (segnavia DOL e 575).
Continuiamo in salita e arriviamo ad un bivio dove troviamo alcuni segnavia incomprensibili dipinti sugli alberi. In alto, tra gli alberi, riusciamo a intravedere la bianca casa posta alla destra della Passata.
Possiamo salire ripidamente diritto verso la casa o prendere un più agevole sentiero sulla sinistra. Scegliamo quest'ultima soluzione e, poco dopo, arriviamo ad un bivio dove i segnavia indicano a sinistra: Passo del Pertüs a ore 1, Forcella Alta a ore 1.45, Valcava (fine DOL) a ore 3; a destra: Miniera La Passata a ore 0.15, Rifugio Alpinisti Monzesi.

Andiamo a destra e raggiungiamo l'altro sentiero che sale diritto e con un'ampia gradinata arriviamo alla Passata (m. 1244).
Vi troviamo un cippo che indicava il confine tra lo Stato di Milano e lo Stato Veneto, una croce, un tavolo con panche e un cartellone che, tra l'altro, spiega che l'origine del nome Passata deriva non solo dal fatto che è un passo, cioè un valico tra due valli (la Valle Imagna e la Val d'Erve) ma il nome completo, ancora riportato sulle mappe catastali, è 'La Passata degli Uccelli', punto di passaggio importante lungo le rotte di migrazione dell'avifauna.
I segnavia indicano diritto: Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 0.45 (sent. 575), a destra: Le Creste a ore 3 (sent. 571); a sinistra: Corna Camozzera a ore 2.20 (sent. 558); dietro: Brumano a ore 1.30 (sent. 576), Rota a ore 1.30 (sent. 586), Valsecca a ore 1.20 (sent. 575).

Alternando due tratti in leggera salita e uno in piano raggiungiamo una fontana. La troviamo sulla destra; l'acqua esce da un rubinetto a pressione (m. 1260).
Continuiamo quasi in piano e poi in discesa.
Sulla destra troviamo una pietra scavata; nel vano non c'è nulla.
Continuiamo alternando tratti in discesa ad altri quasi in piano.
Troviamo poi sulla destra le prime due aperture della Miniera della Passata (m. 1215).
In salita raggiungiamo un baitello. La porta è apribile e all'interno ci sono un tavolo e delle panche. Può essere un buon punto di riparo in caso di un improvviso temporale.
Poco più avanti c'è una piccola area di sosta con tavolo e panche e una bella vista sulla vallata.
Subito dopo, sulla destra troviamo l'ingresso principale della miniera (m. 1225). Un cartellone riporta una planimetria della miniera e parla della galena che qui veniva estratta, della sua lavorazione, del trasporto, ecc.

Poco più avanti troviamo altri accessi alla miniera. A sinistra invece c'è una protezione in legno sullo scosceso versante.
Percorriamo un tratto in leggera discesa e poi in salita raggiungiamo alcuni ruderi che il sentiero aggira sulla destra (m. 1225). Qui troviamo anche un tavolo con delle panche, una vecchia croce a memoria di una persona deceduta e una rudimentale mappa della zona su un asse di legno.
Lasciamo a destra il Sentiero della Civetta che sale verso i Solitari e le Creste e continuiamo diritto in discesa passando accanto ad un cippo.
Tra gli alberi cominciamo a intravedere la costruzione bianca e rossa del rifugio.

Al termine della discesa (m. 1180), usciamo dal bosco e continuiamo quasi in piano. Ora il rifugio è ben visibile davanti mentre in alto a destra vediamo alcune guglie del Resegone.
Continuiamo tra alberelli. Un sentiero scende a sinistra (m. 1165). I segnavia indicano in quella direzione: Pian Munik, Nesolio, Erve.
Poco più avanti troviamo delle protezioni (paletti di ferro che reggono tre funi) verso il precipizio alla sinistra.
Alterniamo poi alcuni tratti in leggera discesa e in piano, assecondando le anse della montagna.
Superiamo una zona con grosse pietre.
Poi in salita rientriamo nel bosco. Risaliamo alcuni gradini e arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. 440 - 182
Data escursione: ottobre 2009

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Ghislandi (m. 1284) in ore 0.20
  • al Bivacco Magnodeno (m. 1241) in ore 1.30
  • al Rifugio Marchett (m. 1257 Piani d'Erna) in ore 1.10
  • al Rifugio Azzoni (m. 1860) in ore 2
  • alla Vetta del Resegone (m. 1875) in ore 2







Dati del rifugio Alpinisti Monzesi

Altezza:
m. 1173
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Val Negra
Comune:
Lecco - LC
Carta Kompass:
105 B7
Coordinate Geo:
45°50'56.20"N
9°27'54.40"E
Gestore:
Luigi Pozzebon
Telefono gestore:
338 6698742
Telefono rifugio:
0341 604595
Posti letto:
30
Apertura:
15/6-15/9 e
mer-gio-sab-dom
Pagina aggiornata
il: 23/10/2009
Se leggi questo messaggio devi istallare la Java Virtual Machine
Il rifugio Monzesi
Panchine innevate davanti al rifugio
Il Resegone
Erve, l'inizio del sentiero
I RIFUGI E I BIVACCHI DELLA VALSASSINA:
Aurora - Azzoni - Baitello dell'Amicizia - Bietti - Bocca di Biandino - Bogani - Brioschi - Buzzoni - Casari - Cainallo - Casera Vecchia di Varrone - Cazzaniga Merlini - Corti - Elisa - Emanuela - F.A.L.C. - Ferrario - Ghislandi - Gran Baita - Griera - Lecco - Locatelli Milani Scaioli - Madonna della Neve - Magnodeno - Manavello - Marchett - Merlini - Monzesi - Nicola - Ottantanovesima Brigata - Penne Nere - Pialeral - Piazza - Pizzo Alto - Porta - Ratti - Riva - Rosalba - San Grato - Santa Rita - Sassi Castelli - SEL Rocca Locatelli - Shambalà - Soldanella - Sora - Stella - Stoppani - Tavecchia - Tironi Consoli - Vittoria - Zucco della Croce.

clicca qui per stampare questa pagina (solo testo)

Bivacco Montirolo torna su Rifugio Motta

 Valid HTML 4.01! Copyright  Valid CSS!

Pagina vista da 16944 visitatori