Rifugio Alpinisti Monzesi

Il Rifugio Monzesi è situato sulle pendici meridionali del Monte Resegone, sul lato occidentale del canalone di Val Negra, poco sotto il Passo del Fo.
Dopo lunga e impegnativa ristrutturazione è stato riaperto nell'ottobre 2007.

Primo itinerario: da Erve.
Da Lecco, con la provinciale 639 in direzione sud, seguiamo il corso dell'Adda fino a Calolziocorte dove, al terzo semaforo imbocchiamo sulla sinistra la provinciale 180 in direzione di Erve. Giunti a un bivio, voltiamo a sinistra secondo le indicazioni e proseguiamo con un percorso panoramico in parte scavato nella roccia.
Arriviamo così al borgo di Erve (m. 559), adagiato lungo il corso del Torrente Galaveso e lo attraversiamo interamente lasciando l'auto in uno dei parcheggi lungo la strada. Davanti vediamo il Resegone e distinguiamo nettamente la costruzione color rosa del Rifugio Azzoni accanto alla Punta Cermenati.

In fondo al paese, nei pressi di una rotonda inizia il percorso segnalato con il n. 11 (m. 595). Qui troviamo anche quattro panche e quattro cartelloni con descrizione dei sentieri e cartine della zona e un segnavia che indica l'anello del Resegone, le antiche miniere e La Passata a ore 2.
Superiamo il Galaveso con un ponticello di pietra o anche con un guado se l'acqua è poca. Vediamo un segnale che indica il divieto di transito alle moto. Alla destra c'è un baitello e alla sinistra un cassottello verde.
Subito dopo troviamo altri segnavia che indicano con il sentiero 11: Rifugio Azzoni e vetta del Resegone a ore 4, Capanna Alpinisti Monzesi a ore 2, sorgente S. Carlo a ore 0.40. Un cartello informa se il Rifugio Monzesi è chiuso o aperto.

Ci incamminiamo in leggera salita su di una stradina sterrata. Alla sinistra c'è una rete metallica. Alla destra scorre in torrente. Su di un masso vediamo dei bolli di colore rosso e giallo.
Cominciamo a salire. Il fondo è in cemento e alla destra ci sono delle protezioni in legno.
Alla sinistra troviamo una parete di roccia. Proseguiamo tra alberi, alberelli e arbusti.
Continuiamo in modo abbastanza ripido. Alla destra della strada sono stati scavati dei gradini risalendo i quali notiamo su di un grande masso una madonna con bambino ed il segnavia a bandierina con il n. 11 (m. 610).
Poco dopo ignoriamo un sentiero che sale a sinistra, accanto ad una santella (m. 625).
Ora la pendenza è scarsa. Alla sinistra c'è una costruzione dell'acquedotto sulle cui pareti vediamo un segnavia a bandierina n. 11. Entriamo nel bosco.
Percorriamo un breve tratto in salita con delle protezioni alla destra e poi continuiamo quasi in piano (m. 640).

Lasciamo a destra un ponticello che attraversa il Galaveso. Un cartello indica Pian Munik.
Subito dopo alla sinistra c'è un piccolo slargo.
Proseguiamo in leggera salita. Alla sinistra c'è una casa diroccata.
Troviamo poi un altro ponticello che attraversa il torrente e termina con un cancelletto oltre il quale c'è una proprietà privata nella quale vediamo un cassottello.
Continuiamo in piano con un muretto a secco alla sinistra e una protezione in legno alla destra.
Percorriamo una curva a sinistra all'interno della quale c'è una casa/stalla.
Dopo pochi passi in salita continuiamo quasi in piano e troviamo un terzo ponticello sul Galaveso. Una piccola targa recita: "ul put di carbuner" (m. 650).

Proseguiamo con la stradina fino ad arrivare in località Gnétt dove la valle si allarga un poco. Qui dobbiamo superare il Galaveso e possiamo farlo in tre modi.
- Se l'acqua è poca o assente conviene seguire la stradina che scende al guado e poi con un secondo guado tornare alla sinistra del corso d'acqua.
- Se l'acqua è tanta dobbiamo proseguire lungo la sponda del torrente fino a trovare uno stretto ponticello accanto al quale un cartello indica il Ristoro 2 Camosci. Attraversato il Galaveso, con un altro ponte torniamo poi alla sinistra del torrente.
- La terza possibilità consiste nel rimanere sempre alla sinistra del torrente. La stradina si restringe e diventa sentiero. Alla sinistra c'è una staccionata oltre la quale vediamo una vecchia cascina malconcia. Poi con pochi passi in discesa arriviamo al guado di un ruscello affluente del Galaveso, lo attraversiamo e risaliamo l'opposta sponda.

in ogni caso ci ritroviamo poi davanti ad una palina che indica: Località Gnètt m. 663 e segnala il Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 1.10 con la variante Prà di Ratt e a ore 1.30 passando per la sorgente San Carlo. Quest'ultima è indicata a 15 minuti. Alla destra, oltre il torrente, vediamo l'agriturismo 2 Camosci.
Proseguiamo in leggera salita tra alberi e arbusti.
Poi saliamo con il fondo in pietra fino a trovare sulla sinistra la cascina Cà del Prà davanti alla quale c'è una fontana con vasca in cemento.
Proseguiamo quasi in piano seguendo un muro a secco.
Il sentiero si biforca (m. 700): a sinistra sale la variante Prà di Rat, più breve ma più impegnativa; diritto invece c'è il percorso principale, più agevole ma più lungo, seguendo le sponde del Galaveso. Entrambi sono contrassegnati con il n. 11. Il Rifugio Monzesi è indicato, con la variante a ore 1, e con il percorso principale a ore 1.45.

a) Percorso principale (diritto)
Proseguiamo quasi in piano, accompagnati dallo scroscio del torrente, addentrandoci nel bosco.
Con poca pendenza percorriamo poi un tratto con il sentiero incassato nel terreno circostante.
Vediamo un segnavia a bandierina n. 11. Torniamo a salire.
Poco dopo il sentiero si divide sole per aggirare un gruppo di alberi.
Percorriamo un altro tratto incassato. Continuiamo in leggera salita.
Dopo pochi passi in discesa, proseguiamo quasi in piano. Alla destra vediamo una pozza e un saltello del torrente (m. 725).
Proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita. Il fondo del sentiero è formato da pietre e roccia.
Passiamo tra due roccette e dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire.

Arriviamo al Ponte del Bruco (m. 750). Qui una targa in bronzo ricorda il mulo, a cui spettava il rifornimento del rifugio, deceduto nell'adempimento del proprio dovere. La targa recita: "Al mulo fedele compagno e servitore degli alpini e degli alpinisti che qui concluse la sua ultima fatica".
Oltre il ponte riprendiamo a salire. Passiamo tra due tavoli con relative panche e un cartello che indica la Capanna Alpinisti Monzesi.
Salendo rudimentali gradini scavati nella roccia arriviamo alla fonte S. Carlo. Accanto ad un'icona raffigurante il santo c'è questa iscrizione scolpita nel legno: "Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, ma ricorda quanta pace può esserci nel silenzio delle montagne". Qui troviamo un altro tavolo con panche di legno. Diversi rivoli d'acqua scendono dalla montagna.

Il sentiero prosegue inizialmente con delle protezioni alla sinistra poi, quasi in piano entra in una gola. Alla sinistra scorre il torrente.
Riprendiamo a salire agevolati da rudimentali gradini.
Dopo un tornante destrorso (m. 770) la pendenza aumenta e saliamo con alcuni zig-zag mentre il sentiero in alcuni punti è incassato rispetto al terreno circostante.
In piano attraversiamo un piccolo slargo poi in lieve discesa ci avviciniamo al Galaveso e lo guadiamo verso sinistra (m. 790).
Sull'altra sponda riprendiamo a salire. Su di un albero un piccolo cartello indica la Capanna Monzese.

Ora saliamo ripidamente verso una roccia, agevolati da alcuni rudimentali gradini.
Giunti in cima (m. 805) il sentiero piega a destra e prosegue con poca pendenza a mezza costa.
Dopo due passi in salita, con i quali superiamo una roccetta, continuiamo con poca pendenza mentre alla sinistra il sentiero precipita ripidamente tra alberelli e arbusti.
Riprendiamo poi a salire con dei gradini scavati nella roccia (m. 820).
Quasi in piano percorriamo una curva verso destra.
Poi alternando tratti in salita, con poca pendenza o quasi in piano ci riavviciniamo al torrente e lo guadiamo (m. 845).
Riprendiamo a salire. Ora il torrente scorre in basso a destra.
Saliamo altri gradini. Passiamo tra alcune pietre e, dopo due passi in discesa e altrettanti in piano, torniamo a salire con lievi serpentine incassate nel terreno circostante.

Dopo pochi passi in discesa guadiamo il torrente verso destra e riprendiamo a salire (m. 885).
Troviamo due cartelli che indicano il divieto di caccia. Qui il sentiero piega a destra e abbandona il corso d'acqua che finora aveva sempre accompagnato il nostro cammino.
Poco dopo inizia il tratto più faticoso. Superiamo i primi due zig-zag sinistra-destra. In questo punto troviamo un albero cresciuto in mezzo al sentiero.
Poi saliamo a zig-zag in modo abbastanza ripido. Più avanti troviamo alcuni gradini di legno che agevolano il cammino.

Giunti in cima troviamo un bivio (m. 1015). Ignoriamo un sentiero non segnalato che si stacca alla destra e proseguiamo diritto seguendo l'indicazione per il Rifugio Alpinisti Monzesi. Un piccolo cartello indica Erve nella direzione dalla quale proveniamo.
Percorriamo un lungo tratto nel quale camminiamo con poca pendenza o quasi in piano.
Troviamo poi alla sinistra una piccola croce ed una targa a ricordo di uno sfortunato escursionista perito a soli venti anni (m. 1035).
Il sentiero prosegue un po' incassato.
Alla destra si stacca un sentiero, segnalato da un cartello, che conduce a Piazzo (m. 1055).
Poi quasi in piano arriviamo ad un'ansa della montagna dove giriamo a sinistra guadando un ruscello che attraversa il sentiero. Siamo ormai giunti alla testata della valle ed iniziamo ad aggirarla portandoci poco alla volta verso sinistra.

Un tratto quasi in piano seguito da uno in salita ci portano ad un bivio (m. 1080). I segnavia indicano a destra: Piazzo a ore 0.15, La Passata a ore 0.30, Antiche Miniere a ore 0.40; a sinistra: Rif. Alpinisti Monzesi a ore 0.20, Passo del Fo a ore 0.40, Anello del Resegone; dietro: Sorgente San Carlo a ore 0.40, Erve a ore 1.10.
Proseguiamo in lievissima discesa fino ad un'ansa della montagna dove pieghiamo a sinistra guadando un ruscello.
Poi riprendiamo a salire e percorriamo un tratto incassato.
Proseguiamo dapprima con minore pendenza e poi quasi in piano (m. 1090).

Torniamo a salire. Presso un tornante destrorso ignoriamo un sentiero che prosegue diritto. Un segnavia indica la Capanna Monzesi a 15 minuti.
Più avanti, dopo una curva a sinistra incontriamo la variante Prà di Rat (descritta più sotto) che si innesta in questo punto (m. 1105). I segnavia indicano a sinistra Erve a ore 1 con il sentiero impegnativo Prà di Ratt; dietro con il sentiero facile la sorgente San Carlo a ore 0.45 e Erve a ore 1.15.
Proseguiamo diritto e poco dopo lasciamo a sinistra una croce.

Alternando due tratti quasi in piano ad uno in leggera salita raggiungiamo il bivio dove un cartello arrugginito segnala a sinistra l'inizio del sentiero n. 24 per il Monte Magnodeno (m. 1130).
Proseguiamo diritto in salita. Alla sinistra troviamo una sorgente. L'acqua esce da un tubicino appoggiato su di una vasca in cemento (m. 1140).
Continuiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita (m. 1150). In alto a sinistra c'è una baita.
Infine, accompagnati alla destra da un bosco di conifere, arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.00 - Dislivello: m. 614
Data escursione: gennaio 2013

b) Variante Pra di Rat (a sinistra)
Il sentiero sale tra gli alberi in modo abbastanza ripido, a volte si divide in due o tre tracce per poi tornare a riunirsi.
Ad un bivio andiamo a sinistra e saliamo a zig-zag.
Incrociamo un altro percorso e continuiamo diritto.
Il sentiero prosegue dapprima incassato nella montagna e poi su alcune roccette.
Dopo un breve tratto quasi in piano riprendiamo a salire.
Superiamo un ruscello che troviamo in secca.
Ad un bivio, andiamo a sinistra in quanto il cammino è più agevole; dopo pochi metri le due tracce si riuniscono.
Salendo ripidamente possiamo vedere tra gli arbusti, alla nostra destra, l'intera vallata.

Superiamo un breve passaggio su facili roccette e poi un altro dove occorre aiutarsi con le mani (m. 850).
Il percorso prosegue su fondo quasi sempre roccioso e si divide in due o tre sentierini quasi paralleli che a volte si intersecano.
Sopra di noi vediamo alcuni spuntoni di roccia.
Più avanti troviamo un grosso masso con la scritta in rosso: "Pas del Tulin" (m. 900). Anziché superarlo, troviamo più agevole aggirarlo sulla destra.
Continuiamo poi su fondo roccioso verso un intaglio nella roccia (m. 990) che segna la fine della parte più faticosa del nostro cammino.

Percorriamo pochi passi in cresta, poi il sentiero aggira la montagna sulla destra. Più in basso vediamo l'altro sentiero (a - principale) che scorre parallelo.
Alterniamo ora diversi tratti quasi in piano intervallati con altrettanti in salita su facili roccette. Quasi sempre al termine delle salite passiamo in un intaglio fra due rocce.
Poi in lieve salita nel bosco raggiungiamo il bivio con il percorso principale descritto precedentemente con il quale proseguiamo fino alla meta.

Tempo impiegato ore 1.30 - Dislivello: m. 614
Data escursione: aprile 2008
 
Secondo itinerario: da Malnago.
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Superata la frazione di Falghera, saliamo con alcuni tornanti e arriviamo a Malnago.
Poco prima di un tornante destrorso, troviamo dello spazio per parcheggiare da entrambi i lati della strada (m. 470).

Ci incamminiamo in leggera salita e superiamo il tornante. Alla sinistra c'è un muretto in cemento e alla destra delle protezioni in ferro di colore verde. Attorno ci sono degli alberi e alcune case.
Al successivo tornante sinistrorso inizia il percorso n. 1 segnalato da bandierine giallo-bianco-rosse. Su di un cartello leggiamo: Malnago 480 - Resegone 1870 ore 3.3/4. Altri segnavia indicano i Rifugi Stoppani e Azzoni. Un segnale stradale indica a destra i civici 100-115 della Via per Erna.
Prendiamo pertanto la stradina asfaltata che sale a destra tra un muro e una rete metallica.
Troviamo poi a sinistra un prato il cui accesso è chiuso da una stanga mentre alla destra ci sono un cancello e una santella contenente un'icona raffigurante la presentazione di Gesù al tempio (m. 500).
Qui la strada piega a sinistra e, superata una grata per lo scolo dell'acqua, diventa una mulattiera.

Camminiamo in leggera salita. Alla sinistra c'è il bosco. Dopo un tratto con il fondo in cemento continuiamo su di un misto di cemento e pietre. Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra. Alla destra oltre alla rete metallica ora c'è anche una siepe.
Dopo una semicurva verso sinistra la siepe termina. Proseguiamo quasi in piano (m. 515).
Terminata anche la recinzione, alla destra scende una stradina all'inizio della quale i segnavia indicano: Somasca, Castello dell'Innominato.

Continuiamo diritto con una sterrata nel bosco e, quasi in piano, passiamo sotto i cavi di due linee di alta tensione. Ignoriamo un altro sentiero che scende a destra. Alla destra ci accompagna una vecchia e malconcia staccionata di legno.
Proseguiamo con poca pendenza. Ignoriamo una stradina sterrata, chiusa da una stanga di legno, che sale a sinistra (m. 525).
Alla sinistra ci accompagna un muretto di pietre a secco. In alto vediamo una casa.
Subito dopo, presso una curva a sinistra, ignoriamo la strada che sale alla casa e proseguiamo quasi in piano.

Il percorso si biforca ai lati di una santella contenente un affresco raffigurante la Sacra Famiglia (m. 540). Seguendo il segnavia n. 1 a bandierina proseguiamo a sinistra quasi in piano ignorando l'altra stradina che scende alla destra.
Vediamo un altro segnavia a bandierina e trascuriamo una stradina, chiusa da una catena, che sale alla sinistra. Alla sinistra ci accompagnano due serie di pali che reggono dei cavi.
Continuiamo quasi in piano (m. 560). Alla sinistra tra gli alberi vediamo una palina gialla della Snam.
Ignoriamo un ampio sentiero che si stacca alla sinistra.

Poco dopo, sempre alla sinistra, parte un'altra stradina all'inizio della quale un cartello indica la funivia. Altri segnavia indicano dietro il Castello dell'Innominato e Somasca.
Pochi passi più avanti alla destra c'è una casa sulla quale vediamo un affresco raffigurante la Fuga in Egitto.
Lasciamo poi a destra un cassottello in lamiera e un prato. Alla sinistra invece vediamo una casa tra gli alberi.
Dopo una curva a destra riprendiamo a salire.

Raggiungiamo una stradina asfaltata (m. 580). Non ci sono indicazioni ma dobbiamo andiamo a destra. Dalla sinistra invece arriva il percorso descritto più sotto nella "Variante iniziale" che proviene dal parcheggio della funivia per Erna.

Variante
In alternativa alla prima parte del percorso possiamo utilizzare una variante più breve.
Anziché lasciare l'auto nel punto precedentemente indicato, possiamo percorrere la strada fino al termine, vale a dire fino al piazzale della funivia che sale a Erna (m. 603).
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.
Lasciamo l'auto nel parcheggio, che è a pagamento (euro 2) solo nei giorni festivi, e ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala: Campo de' Boi, Monte Magnodeno (m. 1241), Via Ferrata Pizzo d'Erna (m. 1362), Rifugio Stoppani, Piani d'Erna (m. 1329), Monte Resegone (m. 1875). Altri tre cartelli mostrano delle cartine e parlano dei sentieri e della ferrata.

Scendiamo alcuni gradini, con una siepe alla sinistra e una staccionata di legno alla destra. Entriamo nel bosco.
Camminando dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa arriviamo ad un bivio dove andiamo a sinistra.
Ignoriamo poi un sentiero che si dirige a sinistra verso un traliccio.
Proseguiamo in discesa. Il sentiero subito si biforca e andiamo a destra seguendo un evidente cartello giallo che indica "tutte le direzioni" Dietro viene indicato il piazzale della funivia. C'è anche un segnavia con il n. 1 su di una bandierina di colore rosso bianco giallo (m. 590).
Proseguiamo dapprima in leggera discesa, poi quasi in piano.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra e proseguiamo diritto come indicato da cartelli gialli identici ai precedenti.
Continuiamo in leggera discesa. Alla destra troviamo dapprima una rete metallica e poi un prato.

Ci immettiamo su di una stradina asfaltata (m. 575). I segnavia indicano a sinistra: sentiero n. 18 per il Passo del Cammello a ore 2.15; a destra con il sentiero n. 1: Cappella Votiva Madonna del Resegone in Località Costa, Rifugio Stoppani a 45 minuti; dietro: Funivia, Malnago. Andiamo a destra.
Dopo pochi passi troviamo il Sentiero Rotary. I segnavia indicano verso destra: Località Versasio m. 584; Sentiero Rotary Lecco, Castello dell'Innominato a ore 3.35, Somasca a ore 3.50. Proseguiamo diritto, in leggerissima salita con alcune semicurve.
Alla sinistra c'è il bosco. Alla destra troviamo un cancello di legno e una siepe. Passiamo sotto dei cavi e proseguiamo in leggera discesa (m. 585).
Troviamo poi l'altro sentiero che confluisce dalla destra (m. 580).

Prosecuzione comune
In leggera salita percorriamo due semicurve destra-sinistra.
Poi alla destra troviamo un traliccio e una recinzione con una rete e una siepe.

Poco dopo la strada termina davanti al cancello di una azienda agricola, alla sinistra del quale riparte la mulattiera (m. 595). Qui c'è anche una bacheca sulla quale vediamo delle locandine del Rifugio Stoppani e del Cai di Lecco.
Alla sinistra c'è il bosco mentre alla destra proseguono la rete e la siepe che fanno da recinzione all'azienda agricola.
Più avanti troviamo anche alla sinistra alcuni metri di recinzione (m. 605). Alla destra vediamo un cartello che indica il divieto di caccia trattandosi di fondo chiuso ed un altro che parla dell' operazione montagna pulita.
Troviamo poi alla sinistra un altro breve tratto di recinzione e il segnavia n. 1 a bandierina su di una pietra (m. 615).

Proseguiamo in salita. Alla sinistra vediamo un altro pezzo di rete metallica.
Troviamo poi un masso alla destra con il segnavia n. 1 a bandierina mentre un sentiero sale alla sinistra.
Più avanti una freccia bianca segnala la nostra direzione (m. 625).
Aggiriamo un masso situato quasi in mezzo alla mulattiera.

Ora alla destra si stacca un sentiero accompagnato dalla rete di recinzione dell'azienda agricola (m. 630). I segnavia indicano diritto con il sentiero 1: Cappella Votiva Madonna del Resegone in Loc. Costa m. 800, Rifugio Stoppani; a destra: Campo de Boi. Un segnale avverte di non sostare a causa del pericolo di caduta di pietre.
Ignoriamo due sentieri che salgono a sinistra. Per un tratto la mulattiera è incassata tra le pietre.

Alla sinistra sale il sentiero che conduce alla ferrata del Pizzo d'Erna. All'inizio un evidente cartello ne spiega le caratteristiche; dislivello: m. 750, lunghezza totale: m. 1040, tratti con scale: m. 200, tratti con catene: m. 400 ecc. (m. 655).
Poco dopo incrociamo un piccolo sentiero. Alla sinistra c'è un quadretto raffigurante una madonna (m. 660).
Percorriamo un tratto incassato (m. 675). Passiamo sotto ad un cavo e ne percorriamo un altro (m. 685).
Alcuni tronchi formano dei piccoli gradini. Superiamo un altro tratto con la mulattiera incassata nel terreno circostante (m. 705).

Troviamo poi il sentiero 4A che si innesta dalla destra (m. 710). Questo sentiero non è molto evidente e per notarlo è opportuno fare riferimento ad un albero con il cartello "Operazione Montagna Pulita".
Poco più avanti un sentiero sale a sinistra in corrispondenza di una targa collocata della S.E.L. nel centenario dalla fondazione 1899-1999 (m. 720).
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire.

Il percorso si biforca: alla sinistra prosegue la mulattiera e alla destra la accompagna un sentiero. Alla sinistra c'è anche una pietra aggirabile. La pendenza aumenta.
Poi il percorso si ricompone. Dopo un altro tratto incassato proseguiamo con poca pendenza.

Troviamo alla destra una croce di ferro e, pochi passi più avanti, una santella alla sinistra contenente un dipinto raffigurante una madonna con bambino.
Poco dopo alla destra c'era un vecchio albero che ormai si reggeva sulla sola corteccia e faceva da sostegno a dei rampicanti. Purtroppo il giorno di Natale 2013 è stato abbattuto dal vento (m. 755).
Alla sinistra ci sono dei prati nei quali vediamo dei covoni; in alto ci sono le case di Costa. Camminiamo circondati da due recinzioni con paletti di legno e due cavi; quelli a sinistra solo di filo spinato.
Continuiamo in salita tra due siepi.
Poi, quasi in piano percorriamo una curva a sinistra.
Proseguiamo in leggera salita tra muretti incassati, sormontati da siepi o da paletti con cavi di filo spinato.

Raggiungiamo un bivio (m. 770); i segnavia indicano a sinistra con il sentiero 1: Costa, Cappella Votiva Madonna del Resegone, Rifugio Stoppani a ore 0.25, Erna, Rifugio Azzoni-Resegone a ore 2.50; diritto con il sentiero 1A: Rifugio Azzoni, Campo de' Boi. Proseguiamo con il sentiero 1 verso sinistra.

Saliamo con la mulattiera che ha dei gradini di legno e di pietra. Ignoriamo una deviazione sulla destra.
Camminando tra una siepe alla sinistra e un muro alla destra, raggiungiamo la prima casa sulla quale leggiamo la scritta: "Frazione Costa".
Con due cancelletti di ferro ai lati percorriamo una curva verso destra.
Saliamo alcuni gradini di legno e con due curve destra-sinistra passiamo tra le case (m. 784). Vediamo un altra scritta che indica: "Costa" mentre una freccia segnala la prosecuzione verso il Rifugio Stoppani.
Continuiamo nei prati camminando tra due recinzioni con pali di legno che reggono due cavi alla sinistra e tre alla destra.

Subito dopo un tornante sinistrorso, alla sinistra si stacca una stradina che inizia con quattro gradini e che conduce alla Cappella Votiva (m. 800).
Visitata la chiesetta, torniamo sul sentiero e, con una curva a sinistra, riprendiamo a salire nel castagneto. Alla sinistra c'è una recinzione di filo spinato.
Arrivati sul retro della cappella giriamo a destra. Troviamo dei gradini di legno e altri di pietra. Saliamo con delle serpentine.
Il sentiero si biforca ma poco più avanti si ricompone (m. 820).
Dopo un tratto con il sentiero incassato tra le pietre, saliamo altri gradini.
Percorriamo un tornante sinistrorso e proseguiamo con poca pendenza (m. 850).
Dopo un altro tratto incassato saliamo con delle serpentine. Poi la pendenza diminuisce.

Presso un tornante destrorso, un altro sentiero si immette dalla sinistra (m. 865).
Riprendiamo a salire. Davanti, in alto, tra gli alberi cominciamo a vedere il Rifugio Stoppani.
Percorriamo una curva a destra ignorando un sentiero che prosegue diritto verso una cascina (m. 875). Ora gli alberi sono più radi.
Lasciato a destra un sentiero che scende, giriamo a sinistra e saliamo una gradinata. Alla sinistra c'è un corrimano che funge anche da protezione.
Superati i 25 scalini raggiungiamo il Rifugio Stoppani (m. 890).

La mulattiera prosegue dietro al rifugio.
Un cartello su un albero indica il Rifugio Marchett a 50 minuti.
Ignoriamo un sentierino che sulla sinistra ridiscende allo Stoppani e proseguiamo tra i faggi fiancheggiando una staccionata con due funi protettive.
Passiamo accanto alla fresca fonte del Kopp (m. 950), poi, in piano, superiamo una vecchia casa oltre la quale troviamo un bivio.
Un segnavia indica a sinistra i Piani d'Erna-La Sponda; diritto i Piani d'Erna e il Resegone. Prendiamo questa ultima via.
Dopo aver superato un'altra baita, con pochi passi in salita raggiungiamo il torrente Bione; lo superiamo e troviamo un bivio dove abbandoniamo il sentiero n. 1 che sale a sinistra verso il Resegone e proseguiamo con il n. 6.
Poco dopo raggiungiamo un trivio: a sinistra un sentiero segnalato come n. 1/7 sale a Erna, a destra scende il sentiero n. 4A, mentre noi proseguiamo diritto con il n. 6 (cartello Passo del Fò - Monza).

Camminando in leggera salita superiamo un ruscelletto che scende dalla montagna e attraversa il cammino, poi percorriamo un tratto in piano nel quale trascuriamo un sentiero che scende sulla destra.
Dopo aver superato un altro ruscelletto iniziamo a salire prima a zigzag poi puntando verso una selletta che si apre, lassù in alto, tra due pareti rocciose; è questo il tratto più faticoso della nostra escursione.
Troviamo un altro bivio; un cartello indica a sinistra il sentiero n. 7 che conduce a Erna in ore 0.45 o al Pian del Fieno in ore 0.15. Continuiamo invece a destra verso il Passo del Fò raggiungibile in ore 0.25.
Finalmente arriviamo alla bocchetta (m. 1202), ora il percorso è meno ripido e cominciamo a vedere il tetto della cappellina situata vicino alla Capanna Sociale Ghislandi.
Riprendiamo a salire abbastanza rapidamente e dopo aver ignorato un sentiero che scende a sinistra, arriviamo al Passo del Fò e al Rifugio Ghislandi (m. 1284) del Cai di Calolziocorte, punto più elevato della nostra escursione.

Sulla destra si può proseguire per il Magnodeno, lungo la cresta della Giumenta (sentiero n. 23), mentre a sinistra si può andare verso la ferrata che sale al Rifugio Azzoni (sentiero n. 12).
Il Rifugio Monzesi è un centinaio di metri sotto di noi e ne vediamo il tetto.
Una ripida discesa con il sentiero n. 24 e lo raggiungiamo.

Da Malnago: Tempo impiegato ore 2.30 - Dislivello m. 814 -111
Dal parcheggio della funivia: Tempo impiegato ore 2.20 - Dislivello m. 714 -144
Data escursione: marzo 2004
 
Terzo itinerario: da Brumano (sentiero 576+575)
Con la provinciale 14 della Valle Imagna arriviamo a S. Omobono, maggior centro della vallata.
Nel centro del paese troviamo un bivio. Giriamo a sinistra lasciando la strada per Fuipiano che continua diritto.
Prendiamo poi sulla destra Via Locatelli che, poco più avanti, diventa la provinciale 20.
Giunti a Brumano, troviamo sulla destra il municipio, poi a sinistra la strada che sale alla chiesa, e successivamente a destra il cimitero. Poco più avanti parcheggiamo nella Piazzetta Carlo Vitari accanto all'acquedotto (m. 915).
A sinistra parte il sentiero. I segnavia indicano: Monte Resegone a ore 2.30 (sentiero n. 587), P. Passata a ore 2 (sentiero 576), Rifugio Resegone a ore 1.

Passando accanto ad una nicchia nella quale vediamo una rappresentazione della deposizione dalla croce, saliamo alcuni gradini alla destra di una casa. In basso a destra oltre la piazzetta vediamo un lavatoio.
In leggera salita superiamo alcune case e stalle poi prendiamo un sentierino a sinistra che con alcuni gradini sale tra prati e alcuni alberi.
A destra scorre un rivolo d'acqua che esce da un grosso tubo in cemento.

Attraversiamo una strada asfaltata (m. 935) e continuiamo con un sentiero in leggera salita. Alla destra c'è un'altra stradetta asfaltata chiusa con una sbarra verde.
Poco più avanti, quando questa gira a destra, continuiamo diritto con un sentiero in salita nei prati tra case, stalle e cascine.
Poi il sentiero piega a destra e diventa una mulattiera.
In leggera salita, passiamo davanti ad una casa sulla facciata della quale ci sono tre meridiane (m. 965).

Continuiamo con un sentiero tra i prati e ritroviamo la strada asfaltata (m. 980). Andiamo a destra e subito percorriamo un tornante sinistrorso.
Ignoriamo poi sulla destra una strada privata, sterrata, chiusa da una catena.
In piano passiamo sotto due cavi e raggiungiamo una casa, su un angolo della quale è dipinto il segnavia a bandierina con il n. 13 e una freccia che indica a sinistra.

Pertanto, poco dopo, quando la strada piega a destra, continuiamo diritto con un ampio sentiero all'inizio del quale un cartello a forma di casetta indica il Rifugio Alpinisti Monzesi, i suoi numeri di telefono e le date di apertura (m. 995).
In leggera salita arriviamo al limitare di un bosco e giriamo a sinistra superando il letto di un ruscelletto che troviamo in secca. Su un albero vediamo i segnavia 587 e 576.
Con pochi passi in salita raggiungiamo una vecchia casa. Qui il sentiero gira a destra ed entra nel bosco (m. 1005).

Subito dopo troviamo un bivio ed un cartello che indica a sinistra il P. Passata a ore 1.20 (sentiero 576) e a destra il Resegone a ore 1.30 (sentiero 587). Possiamo utilizzare entrambi i sentieri e scegliamo quello alla sinistra in quanto l'altro poco dopo torna ad immettersi sulla strada asfaltata.
In salita attraversiamo il bosco e poi usciamo in un grande prato (m. 1015) nel quale pieghiamo a destra dirigendoci verso una vecchia casa.
Poco prima di raggiungerla ci immettiamo su un più ampio sentiero e andiamo a sinistra. Sulla casa è dipinto il segnavia n. 576.
Continuiamo in piano al margine alto del prato.
Poi giriamo a destra passando sotto un faggio secolare dove troviamo un tavolone in legno e relative panche (m. 1050).
Il sentiero prosegue tra gli alberi, piega a destra e poi scompare tra l'erba. Poco più avanti lo ritroviamo.
Continuiamo in leggera salita, nuovamente tra gli alberi.

Usciamo dal bosco e dopo pochi passi tra due staccionate ci immettiamo sulla strada asfaltata proprio di fronte ad una grande casa sulla quale vediamo un affresco raffigurante un cervo e un segnavia a bandierina con il n. 576 (m. 1065).
Seguiamo l'asfalto verso sinistra per un centinaio di metri, accompagnati da un muretto di pietre alla destra.

Raggiungiamo lo slargo a lato di Cà Emma e di una curva a destra dove troviamo una santella con una madonna (m. 1075).
Lasciamo la strada e seguendo una freccia che indica la Passata, prendiamo il sentiero contrassegnato con il segnavia 576 che continua diritto e alla cui destra c'è un'altra stradina sterrata.
Entriamo nel bosco e percorriamo alcuni brevi tratti in leggera discesa e quasi in piano.
Ad una biforcazione teniamo la destra ignorando l'altro sentiero che scende a sinistra. Un cartello indica di prestare attenzione ad un appostamento per la caccia.
Passiamo tra due roccette poi, quasi in piano, percorriamo una curva verso destra.
Passiamo poi tra altre due roccette e proseguiamo in leggera discesa.
Torniamo a camminare quasi in piano.
Percorriamo una curva a sinistra in leggera salita.
Su di un faggio alla sinistra vediamo un cartello di legno con una scritta ormai illeggibile mentre su di una pietra vediamo il segnavia 576 a bandierina (m. 1070).
Dopo una breve discesa e una curva a sinistra continuiamo in leggera salita.
Lasciamo a destra una bacheca con una cartina della zona a cura della Ersaf e proseguiamo quasi in piano con lievi saliscendi.

Più avanti ci immettiamo sull'Anello del Resegone. I segnavia indicano a sinistra: La Passata a ore 0.40, Rif. Alpinisti Monzesi a ore 1.20; a destra: I Castelli - carbonaia a ore 1, Sorgente Forbesette a ore 1.20, Rifugio Resegone a ore 0.30; dietro: faggio monumentale a ore 0.15, Brumano a ore 0.30. Andiamo a sinistra (m. 1075).

Superato un tratto in salita continuiamo con alcuni brevi saliscendi e poi in piano.
Torniamo a salire e raggiungiamo il Passo della Porta (m. 1123). Qui troviamo un tavolo in legno e relative panche e alcuni segnavia che indicano a sinistra: Rota a ore 0.50 (sent. 586); a destra: La Passata a ore 0.35, Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 1.10 (sent. DOL 576); dietro: Brumano a ore 0.45 (sent. 576).

Andiamo a destra, attraversiamo il passo e iniziamo a scendere. Vediamo dei segnavia DOL, una freccia rossa e tre pallini disposti a triangolo.
Dopo un tornante a destra la pendenza diminuisce.
Quasi in piano raggiungiamo una cappellina che troviamo sulla destra (m. 1100). Un affresco riproduce la B.V. Maria della Foppa in Gerosa (BG), apparsa nel 1558 a due pastorelle.

Dopo un altro tratto in leggera discesa, torniamo a salire. Alla destra c'è una parete rocciosa.
Saliamo a zig-zag tra alcune roccette e poi passiamo tra due grandi rocce.
Il sentiero ritorna sterrato. Continuiamo quasi in piano e poi in leggera salita. Gli alberi alla sinistra ora sono più radi e consentono di vedere la vallata.
Dopo una breve salita passiamo attraverso un intaglio roccioso (m. 1160).
Proseguiamo con alcuni lievi saliscendi e con bella vista sulla vallata alla sinistra.
Passiamo ancora tra due rocce (m. 1160) poi torniamo a scendere.
Percorriamo altri lievi saliscendi (m. 1145) e poi passiamo nuovamente in un altro intaglio tra due pietre.
Un tratto in leggera salita e poi uno in piano ci portano ad un bivio (m. 1150). Le scritte su una pietra indicano Valsecca a sinistra e La Passata a destra.

In salita, poco più avanti raggiungiamo la Cascina Settimo (m. 1162). Il vecchio edificio, posto al limitare del bosco con bella vista sulla vallata, sembra abbandonato. Il sentiero lo aggira sulla destra in leggera salita (segnavia DOL e 575).
Continuiamo in salita e arriviamo ad un bivio dove troviamo alcuni segnavia incomprensibili dipinti sugli alberi. In alto, tra gli alberi, riusciamo a intravedere la bianca casa posta alla destra della Passata.
Possiamo salire ripidamente diritto verso la casa o prendere un più agevole sentiero sulla sinistra. Scegliamo quest'ultima soluzione e, poco dopo, arriviamo ad un bivio dove i segnavia indicano a sinistra: Passo del Pertüs a ore 1, Forcella Alta a ore 1.45, Valcava (fine DOL) a ore 3; a destra: Miniera La Passata a ore 0.15, Rifugio Alpinisti Monzesi.

Andiamo a destra e raggiungiamo l'altro sentiero che sale diritto e con un'ampia gradinata arriviamo alla Passata (m. 1244).
Vi troviamo un cippo che indicava il confine tra lo Stato di Milano e lo Stato Veneto, una croce, un tavolo con panche e un cartellone che, tra l'altro, spiega che l'origine del nome Passata deriva non solo dal fatto che è un passo, cioè un valico tra due valli (la Valle Imagna e la Val d'Erve) ma il nome completo, ancora riportato sulle mappe catastali, è 'La Passata degli Uccelli', punto di passaggio importante lungo le rotte di migrazione dell'avifauna.
I segnavia indicano diritto: Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 0.45 (sent. 575), a destra: Le Creste a ore 3 (sent. 571); a sinistra: Corna Camozzera a ore 2.20 (sent. 558); dietro: Brumano a ore 1.30 (sent. 576), Rota a ore 1.30 (sent. 586), Valsecca a ore 1.20 (sent. 575).

Alternando due tratti in leggera salita e uno in piano raggiungiamo una fontana. La troviamo sulla destra; l'acqua esce da un rubinetto a pressione (m. 1260).
Continuiamo quasi in piano e poi in discesa.
Sulla destra troviamo una pietra scavata; nel vano non c'è nulla.
Continuiamo alternando tratti in discesa ad altri quasi in piano.
Troviamo poi sulla destra le prime due aperture della Miniera della Passata (m. 1215).
In salita raggiungiamo un baitello. La porta è apribile e all'interno ci sono un tavolo e delle panche. Può essere un buon punto di riparo in caso di un improvviso temporale.
Poco più avanti c'è una piccola area di sosta con tavolo e panche e una bella vista sulla vallata.
Subito dopo, sulla destra troviamo l'ingresso principale della miniera (m. 1225). Un cartellone riporta una planimetria della miniera e parla della galena che qui veniva estratta, della sua lavorazione, del trasporto, ecc.

Poco più avanti troviamo altri accessi alla miniera. A sinistra invece c'è una protezione in legno sullo scosceso versante.
Percorriamo un tratto in leggera discesa e poi in salita raggiungiamo alcuni ruderi che il sentiero aggira sulla destra (m. 1225). Qui troviamo anche un tavolo con delle panche, una vecchia croce a memoria di una persona deceduta e una rudimentale mappa della zona su un asse di legno.
Lasciamo a destra il Sentiero della Civetta che sale verso i Solitari e le Creste e continuiamo diritto in discesa passando accanto ad un cippo.
Tra gli alberi cominciamo a intravedere la costruzione bianca e rossa del rifugio.

Al termine della discesa (m. 1180), usciamo dal bosco e continuiamo quasi in piano. Ora il rifugio è ben visibile davanti mentre in alto a destra vediamo alcune guglie del Resegone.
Continuiamo tra alberelli. Un sentiero scende a sinistra (m. 1165). I segnavia indicano in quella direzione: Pian Munik, Nesolio, Erve.
Poco più avanti troviamo delle protezioni (paletti di ferro che reggono tre funi) verso il precipizio alla sinistra.
Alterniamo poi alcuni tratti in leggera discesa e in piano, assecondando le anse della montagna.
Superiamo una zona con grosse pietre.
Poi in salita rientriamo nel bosco. Risaliamo alcuni gradini e arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. 440 - 182
Data escursione: ottobre 2009
 
Quarto itinerario: dalla Forcella Alta (sent. 571)
La Forcella Alta (m. 1313) è raggiungibile anche in auto, sia dal versante lecchese (SP 179) che da quello orobico (SP 22).

a) Da Lecco, con la provinciale (ex statale) 639 seguiamo il corso dell'Adda in direzione sud. A Calorziocorte lasciamo a sinistra la strada per Erve e Carenno e continuiamo diritto.
Superiamo altri due semafori (siamo in Corso Europa) e poi, seguendo la segnaletica che indica tra l'altro Carenno, Torre de Busi e Valcava, andiamo a sinistra in Via Bonacina.
In fondo alla via giriamo a sinistra e poi a destra in Via Mandamentale Nuova che più avanti diventa la provinciale 177.
Superata San Gottardo (fraz. di Torre de Busi), giriamo a sinistra in Via Mazzini (provinciale 179 al km. 23).
Successivamente arriviamo a Torre de Busi. Al bivio davanti alla torre andiamo a sinistra (km. 24.5).
Usciti dall'abitato continuiamo con alcuni tornanti.
Al km. 26.8 lasciamo a sinistra la deviazione per Sogno e Colle di Sogno. Quest'ultima località (m. 954) è uno splendido paesino percorribile solo a piedi con strette stradine ad angolo retto per rompere il vento.
Continuiamo con la SP 179 e superiamo San Marco (fraz. di Torre de Busi) e raggiungiamo Valcava e successivamente l'omonimo passo che mette in comunicazione le province di Lecco e Bergamo (m. 1340).
Proseguiamo poi in discesa verso la Valle Imagna con la stessa provinciale che ora è diventata la SP 22 fino a trovare sulla sinistra la strada che sale alla Forcella (cartello: Pertüs, Bar Tesoro).

b) Dalla Valle Imagna con la SP 14 percorriamo tutto il fondovalle. Dopo San Omobono la strada diventa SP 21 e dopo Valsecca SP 22.
Troviamo poi un bivio e andiamo a destra seguendo la segnaletica che indica: Valcava, Pertüs, Lecco.
Successivamente, troviamo sulla destra la strada che sale alla Forcella Alta (cartello: Pertüs, Bar Tesoro). Lasciamo pertanto la provinciale che continua verso il Passo di Valcava e prendiamo questa deviazione.

Giunti alla Forcella Alta. lasciamo la macchina in un grande spazio sterrato accanto ad alcuni segnavia che indicano a sinistra: Monte Tesoro - sacrario a ore 0.30, Cà di Magnà a ore 0.50, Valcava - fine DOL a ore 1.15, Monte Linzone a ore 1.20; a destra: Il Convento - Pertüs a ore 0.45, La Passata - miniera a ore 1.45, Rifugio Monzesi a ore 2.15, Monte Resegone a ore 4.20, Sentiero della Valle n. 801. Viene inoltre indicato, in entrambe le direzioni, il Sentiero del 70° U.O.E.I. Lecco-Monza.

Con una stradina scendiamo verso il laghetto tondeggiante e la Cappelletta degli Alpini "G. Costa", entrambi recintati da una staccionata.
Poi li lasciamo a destra e ci incamminiamo in leggera discesa lungo Via Ocone.
Troviamo dapprima una casa bianca alla sinistra e poi una gialla alla destra. Continuiamo quasi in piano.
Lasciamo poi a destra una stalla e un cassottello di legno (m. 1290). Una palina con i segnavia della DOL indica davanti: Il Convento - Pertüs a ore 0.35, La Passata - miniera a ore 1.45, Costa del Palio - carbonaia a ore 3.45; dietro: Forcella Alta a ore 0.10, Monte Tesoro a ore 0.45, Valcava - fine DOL a ore 1.30.
Subito dopo raggiungiamo uno slargo con un tombino nel mezzo.
Troviamo poi alla sinistra dei paletti verdi e una recinzione oltre la quale, più in basso, vediamo una grande casa.
Su di un palo in cemento vediamo il segnavia 571 e dei bolli bianco-rossi. Più avanti su un cartello leggiamo: 801 Sentiero della Valle.

Qui termina la sterrata. Seguendo dei bolli bianco-rossi, prendiamo un sentiero in discesa tra i faggi.
Su di un albero vediamo il segnavia 571.
Dopo un tratto in lievissima discesa torniamo a scendere.
Davanti vediamo i laghetti del Triangolo Lariano. Notiamo altri bolli e scritte (Ris freccia, 571, B Azz). Un sentiero arriva dalla sinistra dove c'è un prato con un cassottello per la caccia.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione in un tratto allo scoperto (m. 1245).

Quasi in piano arriviamo ad un bivio (m. 1235). Lasciamo a sinistra il sentiero che scende al Pertusino e seguiamo quello a destra con il segnavia 801 che prosegue quasi in piano attraversando un prato e passando a monte della vecchia locanda.
Arriviamo poi ad un altro bivio dove una palina indica a sinistra: Il Convento - Pertüs a ore 0.15, La Passata - miniera a ore 1.20, Rifugio Monzesi a ore 2; a destra: Forcella Alta a ore 0.25, Monte Tesoro a ore 1, Valcava - fine DOL a ore 1.45.
Lasciamo a destra una casa e andiamo verso sinistra in discesa tra gli alberi.
Vediamo i segnavia 571 DOL e percorriamo un tratto quasi in piano tra i faggi su di un ampio crinale (m. 1220).
Poi ci spostiamo un poco a destra camminando a mezza costa.
Dopo un altro tratto in discesa (m. 1210) alterniamo due tratti in salita ad uno quasi in piano.
Tornati sull'ampio crinale, proseguiamo in piano (m. 1215).

Con una breve discesa raggiungiamo una casa che aggiriamo alla destra. L'edificio è privo di infissi e all'interno vediamo un camino (m. 1205). Leggiamo una scritta gialla sulle pareti: "Camminata", rivolta a colore che percorrono il sentiero in senso inverso.
Continuiamo poi tra i faggi sull'ampio crinale.
Lasciamo a destra un roccolo.
Torniamo a scendere. Poi la pendenza diminuisce e continuiamo quasi in piano con una bella fila di alberi alla sinistra.

Arriviamo al Convento, grande edificio in disuso, chiuso da una cancellata e da una recinzione (m. 1186). Qui troviamo anche un tavolo in legno con panche e dei segnavia che indicano a destra: Costa I. e Valsecca; dietro: Pertüs.
In leggera discesa ci immettiamo su di una sterrata alla nostra sinistra e, fatti pochi passi, ad un bivio pieghiamo a destra seguendo il segnavia 571.
Con il fondo in cemento, arriviamo subito ad un tornante sinistrorso dove già la lasciamo (m. 1180). Proseguendo diritto vengono infatti segnalati due sentieri paralleli. Quello più a sinistra con il n. 801 conduce a: Calolziocorte, Erve, Rif. Monzesi, Nesolio, P. Munik; e quello più a destra con il n. 571 e DOL a: Passo del Pertüs in ore 0.10, La Passata - miniera in ore 1.10, Costa del Palio - carbonaia in ore 3.10. Dietro viene segnalata la Forcella Alta a ore 0.40, il Monte Tesoro a ore 1.10 e Valcava - fine DOL. Un cartello reca la scritta: Il Convento m. 1183.

Prendiamo il sentiero 571 e camminando quasi in piano lasciamo a destra le mura del Convento.
Giunti in fondo troviamo una vecchia vasca da bagno riciclata come abbeveratoio.
Passiamo accanto ad un faggio con un ramo che si protende sul sentiero quasi a indicare la via.
Proseguiamo in leggera salita e lasciamo un roccolo alla destra (m. 1195).

Poi con una breve discesa raggiungiamo il pannello n. 6 che parla della Passata. Un sentiero sale dalla sinistra. I segnavia indicano diritto: Passo del Pertüs a ore 0.05, La Passata - miniera a ore 1; dietro: Convento a ore 0.10, Monte Tesoro a ore 1.15, Valcava - fine DOL a ore 2.
Continuiamo in leggera salita seguendo l'ampio crinale e lasciamo a destra un altro roccolo.

Raggiungiamo poi il pannello n. 7 che parla della Valle Imagna. Qui i segnavia della DOL indicano davanti: Casello del Roccolo a ore 0.05, Cava di Spolverina a ore 0.10; dietro: Forcella Alta a ore 0.50, Monte Tesoro a ore 1.05, Valcava - fine DOL a ore 1.50. Alla destra la vista spazia sulla Valle Imagna.
Proseguiamo a mezza costa alla sinistra della cresta alternando tratti su sterrato ad altri su fondo roccioso.

Poi scendiamo fino ad un ponticello in cemento con le sponde in ferro (m. 1193). Un pannello parla del Passo del Pertüs. Un segnavia indica il sentiero del 70°.
Subito dopo un altro segnavia indica la Cava di Sporverino a ore 0.05.
Superiamo un ripido tratto con alcuni gradini di legno e di roccia e arriviamo ad un bivio (m. 1200). Qui troviamo il pannello n. 8 che parla del Roccolo e vari segnavia che indicano: Passo del Pertüs m. 1193; a sinistra con il sentiero 588: Monte Ocone a ore 0.25, Corna Camozzera a ore 1.30, Passata a ore 2.30; a destra con il sentiero 571 DOL: La Passata - miniera a ore 1, Rif. Alpinisti Monzesi a ore 1.40, Brumano a ore 2.15; dietro: Il Convento a ore 0.10, Monte Tesoro a ore 1.15, Valcava - fine DOL a ore 2.

Andiamo a destra in salita poi percorriamo un ampio tornante sinistrorso, quasi in piano a mezza costa, iniziando ad aggirare dapprima il M. Ocone e poi la Corna Camozzera sul lato orientale che guarda verso la Valle Imagna.
Alla destra il sentiero precipita con un alberato pendio.
Con pochi ripidi passi saliamo verso due roccette e poi passiamo tra una e l'altra (m. 1205).
Percorriamo pochi passi in discesa e poi in piano.
Camminando tra alberelli, su pietrisco, torniamo a scendere lasciando alla sinistra una parete di roccia.
Alterniamo due tratti quasi in piano ad uno in salita (m. 1190).
Poi torniamo a salire tra i faggi.
Alla sinistra tra gli alberi ci sono degli spuntoni di roccia o roccette. Alla destra il pendio alberato scende quasi verticale.

Con alcune serpentine, arriviamo in cima alla salita (m. 1225). Lasciamo a destra un torrione e proseguiamo quasi in piano.
Ora scendiamo, agevolati da un gradino di legno e uno di roccia (m. 1215).
Dopo pochi passi quasi in piano torniamo a scendere su scivoloso pietrisco, con il sentiero incassato tra roccette.
Proseguiamo quasi in piano e lasciamo a destra una roccia.

Percorriamo un breve tratto su roccette dove occorre aiutarsi con le mani poi entriamo in un canalino che scendiamo per circa tre metri agevolati da due gradini di legno.
Dopo un tratto quasi in piano continuiamo in salita con il pendio che alla destra precipita tra gli alberi.
Poi giriamo a sinistra e passiamo tra due gobbette (m. 1205).
Dopo alcuni brevi saliscendi, saliamo in modo abbastanza ripido. Giriamo a sinistra e passiamo tra due roccette (m. 1210).
Alterniamo alcuni saliscendi. Poi riprendiamo a salire.
Attraversiamo un varco tra le pietre e poi iniziamo a scendere in modo abbastanza ripido.
Continuiamo quasi in piano con una parete rocciosa alla sinistra e due alberi che sono nati nel sentiero e che ora si protendono verso destra (m. 1190).
Dopo pochi passi in salita, giriamo a sinistra e scendiamo ripidamente lasciando a destra una roccia.

Proseguiamo dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano. Vediamo il segnavia 571 a bandierina su di una roccia. Qui il sentiero è più stretto e alla destra precipita un ripido pendio alberato (m. 1180).
Percorriamo un tratto in leggera discesa tra alberi più radi.
Poi giriamo a sinistra e rientriamo nel bosco.
Continuiamo con un breve tratto in discesa e uno quasi in piano presso il quale, con una curva a destra, camminiamo su delle pietre franate (m. 1160).
Poi percorriamo un tratto in salita seguito da un altro con poca pendenza. In questo punto il sentiero è esposto alla destra dove scende un ripido pendio in un tratto privo di alberi.

Poi torniamo nel bosco (m. 1170). Dopo un tratto quasi in piano e pochi passi in discesa, torniamo a salire con una parete rocciosa alla sinistra.
Percorriamo un tornante sinistrorso subito seguito da uno destrorso.
La pendenza aumenta e saliamo con delle serpentine. L'ultimo tratto è incassato tra le rocce.
Giunti in alto alla destra troviamo una grande roccia sulla quale sono stati dipinti i bolli (m. 1200).
Giriamo a sinistra. Il sentiero è esposto.
Dopo pochi passi quasi in piano riprendiamo a salire con un tornante sinistrorso agevolati da rudimentali gradini di roccia.

Continuiamo quasi in piano. Alla sinistra ci sono delle rocce e una piccola croce (m. 1205).
Poi giriamo a destra e proseguiamo con alcuni saliscendi.
Percorriamo una curva a destra camminando quasi in piano su fondo roccioso.
Poi scendiamo con dei rudimentali gradini di roccia.
Proseguiamo in leggera discesa, lasciando a destra una gobbetta (m. 1190).

Ora scendiamo in modo abbastanza ripido con una grande parete di roccia alla sinistra.
Al termine della discesa alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri in salita o discesa generalmente con poca pendenza.
Troviamo due cartelli che indicano il divieto di caccia e un rivolo in secca che attraversa il sentiero.
Continuiamo con lievi saliscendi tra erba e alberelli.

Alla sinistra troviamo un tempietto di roccia contenente una porcellana ed un quadretto, entrambi raffiguranti una madonna. Sopra il tetto c'è una piccola croce. L'aggiramento del Monti Ocone e della Corna Camozzera può dirsi concluso (m. 1185).
Proseguiamo dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano.
Dopo una curva a sinistra rientriamo nel bosco.
Lasciamo a sinistra una roccia con una piccola apertura in basso e la scritta "GEC" in rosso (m. 1175).
Dopo un tratto quasi in piano, continuiamo in leggera discesa lasciando a destra un masso.
Proseguiamo con lievi saliscendi, poi aggiriamo un albero cresciuto in mezzo al sentiero (m. 1155).

Troviamo un sentiero che scende alla destra segnalato da un cartello che indica Valsecca frazione Camozzo (m. 1160).
Poco più avanti alla sinistra c'è un prato nella parte più alta del quale vediamo una casa. Su di una insegna in legno, collocata sopra la porta, leggiamo: "Pra Marti".
Le passiamo davanti, quasi in piano, e troviamo una vecchia vasca da bagno riciclata come abbeveratoio (m. 1165).
Lasciamo poi alla sinistra un orticello recintato e alcuni massi. Due scritte sul legno e due frecce indicano dietro di noi il Pertüs.

Proseguiamo tra alberi e prati. Troviamo un cartello che indica "Pasada" e rientriamo nel bosco.
Aggiriamo un faggio cresciuto in mezzo al sentiero e riprendiamo a salire (m. 1180).
Lasciamo a destra un masso.
Dopo un tratto quasi in piano, torniamo a salire e percorriamo una curva verso destra subito seguita da un'altra verso sinistra.
Il sentiero si divide solo per aggirare un gruppo di alberi (m. 1200).
Alterniamo due tratti quasi in piano ad uno con poca pendenza poi riprendiamo a salire.
Tra gli alberi alla sinistra vediamo un rudere. Alla destra c'è un praticello (m. 1220).
Costeggiato il prato, quasi in piano, rientriamo nel bosco.

In salita arriviamo ad un bivio (m. 1230). I segnavia indicano: Anello del Resegone ore 5; diritto: Miniera La Passata a ore 0.15, Rifugio Alpinisti Monzesi; dietro: Passo del Pertus a ore 1, Forcella Alta a ore 1.45, Valvaca - fine DOL a ore 3; a destra: Passo La Porta a ore 0.35, Brumano a ore 1.15.
Continuiamo diritto con un largo sentiero incassato nel terreno circostante e poi con un'ampia gradinata arriviamo alla Passata (m. 1244).

Proseguiamo come precedentemente descritto nella parte finale del terzo itinerario.

Tempo impiegato: ore 3 - Dislivello: m. +230 -370
Data escursione: settembre 2013

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Ghislandi (m. 1284) in ore 0.20
  • al Bivacco Magnodeno (m. 1241) in ore 1.30
  • al Rifugio Marchett (m. 1257 Piani d'Erna) in ore 1.10
  • al Rifugio Azzoni (m. 1860) in ore 2
  • alla Vetta del Resegone (m. 1875) in ore 2







Dati del Rifugio Alpinisti Monzesi

Altezza:
m. 1173
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Val Negra
Comune:
Lecco - LC
Carta Kompass:
105 B7
Coordinate Geo:
45°50'56.20"N
9°27'54.40"E
Gestore:
Angelo e Valentina
Telefono gestore:
334 2903354
Telefono rifugio:
0341 604595
Posti letto:
40
Apertura:
sempre: 1/7-31/8
e tutti i:
mer-gio-sab-dom
Pagina aggiornata
il: 23/08/2015
Il Rifugio Alpinisti Monzesi Panchine innevate davanti al rifugio Il Resegone Erve - inizio del sentiero Cascata sul sentiero da Erve Il Ponte del Bruco San Carlo con la neve Crocefisso alla confluenza tra i sentieri ripido e normale Ultimo tratto verso il rifugio, con la neve Albero caratteristico sotto le case di Costa. Purtroppo è stato abbattuto dal vento il giorno di Natale 2013 La cappellina dedicata ai caduti sul Resegone Brumano Meridiane su di una casa sopra Brumano Santella accanto alla Cà Emma Caratteristico segnavia a casetta La casa alla Passata Il bivacco delle miniere Una delle miniere Il Laghetto del Pertus dove inizia il quarto itinerario La Cappelletta degli Alpini accanto al laghetto" Panorama con la locanda Pertusino Il Convento Il ponticello del Pertus Cappelletta di roccia Pra Martì

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