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Il rifugio Marchett è situato tra le case del Vecchio Borgo ai margini occidentali dei Piani d'Erna.
Primo itinerario: Funivia + strada in discesa
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Saliamo con vari tornanti e, superate le frazioni di Falghera e Malnago, arriviamo fino all'ampio piazzale della funivia Versasio - Piani d'Erna.
Il parcheggio è a pagamento solo nei giorni festivi e costa € 1.50.
Il prezzo del biglietto della funivia A/R è di € 8, e € 5 la sola andata. La funivia in soli 5 minuti sale da m. 603 a m. 1329.
C'è anche un servizio di linea: l'autobus n. 5.
Dalla stazione a monte prendiamo una stradina asfaltata che scende verso sinistra.
Ignoriamo poi una deviazione sulla destra che conduce ad una area picnic e alla Fonte Acqua Salute. La strada diviene sterrata.
Superiamo una grotta con una madonnina, la Baita del Sole e un imbocco del Sentiero Natura e raggiungiamo la Bocca d'Erna (m. 1291).
Qui troviamo un crocefisso e tre panchine e l'inizio di diversi sentieri.
Sulla destra:
Passo del Giuff - Forbesette (sentiero 7 - ore 1.20 - elementare)
Passo del Giuff - Resegone (sentieri 7 e 17 - ore 2 - elementare)
Piano della Beduletta - Resegone (sentieri 5 e 1 - ore 2 - facile)
Canalone di Bobbio - Resegone (sentiero 10 - ore 1.30 - impegnativo)
Canalone Comera - Resegone (sentieri 5, 1 e 9 - ore 1.40 - impegnativo)
Rifugio Alpinisti Monzesi (sentiero 7 - ore 1.10 - facile)
Morterone (sentieri 7 e 16 - ore 1.20 - elementare)
Ferrata del Fò - Resegone (sentieri 7 e 12 - ore 2.30 - impegnativo)
La Beduletta - Cima del Dente per la ferrata Gamma (sentieri 5 e 22/a - impegnativo)
Continuando diritto invece:
Forcella di Olino e il Culmine San Pietro (sentiero 21 - ore 2.30 - facile)
Versasio per il Passo del Cammello (sentiero 18 - vedi il terzo itinerario)
Diritto vengono segnalati anche il Vecchio Borgo con il rifugio Marchett e la chiesetta della Madonna della Neve.
Proseguiamo in discesa con un paio di tornanti che si possono anche tagliare per prati.
Superiamo alcune case ed un'area giochi e raggiungiamo le case del Vecchio Borgo e il rifugio.
Tempo impiegato: ore 0.10 - Dislivello: m. -72
Data escursione: maggio 2007
Secondo itinerario: Da Malnago (sentiero n. 1 per il rifugio Stoppani)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Superata la frazione di Falghera, saliamo con alcuni tornanti e arriviamo a Malnago.
Poco prima di un tornante destrorso, troviamo un piccolo parcheggio dove è opportuno lasciare l'auto (m. 470).
Ci incamminiamo. Al tornante successivo, inizia il sentiero n. 1 segnalato da bandierine giallo-bianco-rosse e da un cartello che recita:
Malnago 480 - Resegone 1870: ore 3.3/4.
Dopo un breve tratto in salita con il fondo in cemento raggiungiamo un'icona raffigurante la presentazione di Gesù al tempio.
Pieghiamo a sinistra e proseguiamo quasi in piano su una bella mulattiera contornati da un lato dal
bosco e dall'altro da una recinzione metallica che, dopo un sentierino, diventa una staccionata in legno.
Presso una curva ignoriamo una stradina che si dirige verso una casa privata.
Successivamente, ad un bivio, troviamo un'altra icona raffigurante la Sacra Famiglia e prendiamo a sinistra.
In lieve salita nel castagneto, passiamo nei pressi di una teleferica, ignoriamo il sentiero n. 2 sulla sinistra e superiamo un'altra casa.
Un breve tratto in salita ci conduce su di una stradina asfaltata. Non ci sono indicazioni ma dobbiamo andiamo a destra.
A sinistra invece si va verso il parcheggio della funivia.
Variante alla parte iniziale del percorso
In alternativa a questa prima parte del percorso possiamo utilizzare una variante che ci consente di risparmiare 130 metri di dislivello.
Infatti, anziché lasciare l'auto nel punto indicato, possiamo percorrere la strada fino al termine, vale a dire fino alla stazione a valle della
funivia (m. 603).
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.
Lasciamo l'auto nel parcheggio, che è a pagamento (euro 1.50) solo nei giorni festivi, e ci avviamo verso destra in direzione di un
evidente cartellone giallo che segnala i percorsi: Campo di Boi - Monte Magnodeno - Ferrata Pizzo d'Erna - Rifugio Stoppani - Piani
d'Erna - Monte Resegone.
Dopo aver disceso alcuni gradini entriamo nel bosco e ci incamminiamo in lieve discesa tenendoci sempre sul percorso principale per altro
ben segnalato con dei cartelli gialli.
Raggiungiamo poi una stradina asfaltata. Un cartello indica a sinistra il sentiero n. 18 per il Passo del Cammello raggiungibile in
ore 2.30 (vedi più sotto il terzo itinerario).
Andiamo invece a destra e, superato il sentiero che porta alla Falesia d'Erna, incontriamo sulla destra il percorso precedentemente
descritto (m. 580).
L'asfalto termina davanti al cancello di una azienda agricola a fianco della quale riparte la mulattiera.
Contornando la recinzione della tenuta, riprendiamo a salire nel bosco con poca pendenza.
Ignoriamo successivamente alcuni sentieri: il primo che segue la recinzione, un altro sul lato opposto, un terzo che conduce alla via
ferrata del Pizzo d'Erna e un quarto che si inerpica sulla montagna.
Ad un bivio, contrassegnato da una targa SEL, andiamo a destra. Dopo pochi metri in piano riprendiamo a salire più ripidamente.
Poi usciamo dal bosco e quasi in piano passiamo tra un'icona raffigurante una madonna con bambino ed un vecchio albero.
Raggiungiamo un bivio; i segnavia indicano a sinistra Costa-Stoppani-Azzoni e diritto Campo de Boi.
Attraversate le vecchie baite della frazione Costa (m. 800), raggiungiamo la cappellina votiva dedicata ai caduti del Resegone
dove vale la pena sostare un attimo.
Torniamo poi a salire, al fresco del castagneto, e arriviamo ad un bivio dove una freccia bianca indica di procedere verso destra.
Al bivio successivo è invece una freccia gialla ad indicare il sentiero a sinistra.
Ora il percorso è meno ripido. Poco dopo raggiungiamo il rifugio Stoppani.
La mulattiera prosegue dietro al rifugio.
Un cartello su un albero indica il rifugio Marchett a 50 minuti.
Ignoriamo un sentierino che sulla sinistra ridiscende allo Stoppani e
proseguiamo tra i faggi fiancheggiando una staccionata con due funi protettive.
Passiamo accanto alla fresca fonte del Kopp, poi, in piano, superiamo una vecchia casa oltre la quale troviamo un bivio (m. 980).
Un segnavia indica che proseguendo diritto si va ai Piani d'Erna e
al Resegone mentre piegando a sinistra ai Piani d'Erna-La Sponda.
Decidiamo per quest'ultima via.
Ora il percorso è ripido e solo in due brevi tratti in piano, ci consente di tirare un po' il fiato.
Quando finalmente usciamo dal bosco (segnavia 1/a su un albero), possiamo dire che il più è fatto.
Il sentiero prosegue dolcemente salendo il versante prativo verso destra e poi ritorna più a monte passando tra alcune betulle.
Giunti alla stazione n. 11 del Sentiero Natura che percorre in tondo i piani d'Erna, saliamo una scalinata.
Poi seguendo le indicazioni voltiamo a destra e subito a sinistra, saliamo altri gradini e arriviamo ai Piani nei pressi di un bar alimentari oltre il quale troviamo un bivio.
A sinistra con pochi passi si arriva alla stazione a monte della funivia (m. 1329) mentre a destra si prosegue in discesa su una stradina asfaltata.
Continuiamo come descritto nell'ultima parte del primo itinerario fino alla meta.
Da Malnago: Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. +859-72
Dal parcheggio della funivia: Tempo impiegato: ore 2.00 - Dislivello: m. +726-72
Data escursione: dicembre 2003
Terzo itinerario: Dal parcheggio della funivia (sentiero n. 18 per il Passo del Cammello)
Se guardiamo il Pizzo d'Erna dal parcheggio della funivia, noteremo che solo una parte della montagna sulla sinistra è coperta da vegetazione.
Noteremo anche che in quel bosco c'è una striscia verticale dove gli alberi sono stati tolti per far passare il fili della corrente.
Quello è più o meno il nostro sentiero. Ripido vero?
Come per la variante del precedente itinerario, ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala i vari percorsi
Dopo aver disceso alcuni gradini entriamo nel bosco e procediamo in lieve discesa tenendoci sempre sul percorso principale per altro ben segnalato con dei cartelli gialli.
Raggiunta una strada asfaltata, andiamo a sinistra come indica un cartello (a destra invece si va verso il rifugio Stoppani - vedi la variante al secondo itinerario).
Dopo aver percorso pochi metri, imbocchiamo sulla destra la seconda stradina sterrata all'inizio della quale un cartello indica il sentiero che dovremo percorrere (Sentiero dei Carbonai n. 18 Versasio-Morterone
ore 2.50).
Ci incamminiamo quasi in piano tra prati e alberi. Più avanti ci immettiamo su un altra carrareccia con il fondo in cemento andando a destra in
salita.
Ignoriamo una deviazione a destra che porta solo in un prato e, quasi in piano, raggiungiamo un bivio.
Un bollo rosso segnala di proseguire diritto in salita, ignorando il ramo di sinistra in discesa.
La carrareccia torna quasi pianeggiante. Raggiunto un altro bivio, seguiamo una freccia che indica di andare a sinistra.
Trascurata un altra deviazione a sinistra raggiungiamo un altro bivio e andiamo a destra in leggera salita.
La stradina ormai è diventata un sentiero.
Tra alberelli di noccioli iniziamo a salire alternando tratti più o meno ripidi.
Raggiungiamo il primo traliccio della corrente uscendo per un attimo dal bosco e continuiamo poi in lieve salita fino a trovare una croce di ferro che ricorda una persona deceduta nel '22.
Riprendiamo a salire passando accanto a una roccia. Ignoriamo un sentiero a sinistra chiuso da alcuni rami e raggiungiamo una breve paretina quasi in verticale che possiamo agevolmente risalire con
l'aiuto di una catena (m. 760).
Il sentiero ora prosegue ripidamente tra radi alberi.
Sulla destra vediamo uno scorcio del lago di Garlate e subito dopo passiamo accanto ad una ripida e liscia parete.
Superiamo un secondo traliccio, rientriamo nel bosco e proseguiamo alternando tratti in leggera salita ad altri con maggior pendenza.
Più avanti una apertura tra gli alberi ci regala una bella vista panoramica sulla Grignetta (m. 900).
Il sentiero ora si allarga e i raggi del sole riescono a penetrare tra gli alberi.
Superiamo alcuni gradini di roccia e raggiungiamo un altro pilone.
Rientrati nel bosco saliamo in modo assai ripido su fondo roccioso.
Incrociamo nuovamente i fili della corrente (altro tratto allo scoperto).
Saliamo o aggiriamo una roccetta e sempre su fondo roccioso perveniamo ad un bivio; possiamo aggirare un saltino di roccia sulla sinistra o risalirlo tenendoci così lontani dal
precipizio.
Continuiamo su roccette in ripida ascesa contornando un salto verticale protetto da un albero abbattuto e messo di traverso.
Il sentiero è abbastanza ampio e non particolarmente esposto; basta mantenere la normale prudenza.
Superato questo tratto, continuiamo con minore pendenza e raggiungiamo il Passo del Cammello (m. 1050); la parte più faticosa è terminata.
Ora la vegetazione cambia ed entriamo in una bella e folta faggeta.
Camminando quasi in piano arriviamo ad un bivio; un cartello indica sulla sinistra Erna a 35 minuti.
In salita, superiamo uno strappetto e poi, dopo un tratto in leggera discesa, vediamo un altro cartello su di un faggio che segnala i Piani d'Erna a 20 minuti.
Ancora una salita e poi, dopo una breve discesa, attraversiamo il letto di un torrente che troviamo in secca.
Risaliamo ripidamente l'altro versante e poi continuiamo con minore pendenza.
Siamo oramai quasi al termine del bosco, sulla sinistra c'è un prato. Un cartello indica a chi proviene da Erna il nostro sentiero.
Lasciato il percorso principale deviamo a sinistra (cartello su un faggio: sentiero 18) e saliamo con alcuni piccoli tornanti tra faggi e betulle.
Un tratto con maggior pendenza ci porta ai bordi occidentali dei Piani d'Erna dove sorge il santuario della Madonna della Neve.
Passando a lato della chiesetta, raggiungiamo le altre case del Vecchio Borgo e il rifugio.
Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 654
Data escursione: maggio 2007
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