Rifugio Marchett

Il Rifugio Marchett è situato tra le case del Vecchio Borgo ai margini occidentali dei Piani d'Erna.

Primo itinerario: Funivia + strada in discesa
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra. Saliamo con vari tornanti e, superate le frazioni di Falghera e Malnago, arriviamo fino all'ampio piazzale della funivia Versasio - Piani d'Erna.
Il parcheggio è a pagamento solo nei giorni festivi e costa € 1.50.
Il prezzo del biglietto della funivia A/R è di € 8, e € 5 la sola andata. La funivia in soli 5 minuti sale da m. 603 a m. 1329.
Per arrivare fino al parcheggio della funivia c'è anche un servizio di linea: l'autobus n. 5.

Dalla stazione a monte prendiamo una stradina asfaltata che scende verso sinistra.
Ignoriamo poi una deviazione sulla destra che conduce ad una area picnic e alla Fonte Acqua Salute. La strada diviene sterrata.
Superiamo una grotta con una madonnina, la Baita del Sole e un imbocco del Sentiero Natura e raggiungiamo la Bocca d'Erna (m. 1291).
Qui troviamo un crocefisso e tre panchine e l'inizio di diversi sentieri.

Sulla destra:
Passo del Giuff - Forbesette (sentiero 7 - ore 1.20 - elementare)
Passo del Giuff - Resegone (sentieri 7 e 17 - ore 2 - elementare)
Piano della Beduletta - Resegone (sentieri 5 e 1 - ore 2 - facile)
Canalone di Bobbio - Resegone (sentiero 10 - ore 1.30 - impegnativo)
Canalone Comera - Resegone (sentieri 5, 1 e 9 - ore 1.40 - impegnativo)
Rifugio Alpinisti Monzesi (sentiero 7 - ore 1.10 - facile)
Morterone (sentieri 7 e 16 - ore 1.20 - elementare)
Ferrata del Fò - Resegone (sentieri 7 e 12 - ore 2.30 - impegnativo)
La Beduletta - Cima del Dente per la ferrata Gamma (sentieri 5 e 22/a - impegnativo)

Continuando diritto invece:
Forcella di Olino e il Culmine San Pietro (sentiero 21 - ore 2.30 - facile)
Versasio per il Passo del Cammello (sentiero 18 - vedi il terzo itinerario)

Diritto vengono segnalati anche il Vecchio Borgo con il Rifugio Marchett e la chiesetta della Madonna della Neve.
Proseguiamo in discesa con un paio di tornanti che si possono anche tagliare per prati.
Superiamo alcune case ed un'area giochi e raggiungiamo le case del Vecchio Borgo e il rifugio.

Tempo impiegato: ore 0.10 - Dislivello: m. -89
Data escursione: maggio 2007
 
Secondo itinerario: Da Malnago (sentiero n. 1 per il Rifugio Stoppani)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Superata la frazione di Falghera, saliamo con alcuni tornanti e arriviamo a Malnago.
Poco prima di un tornante destrorso, troviamo un piccolo parcheggio dove è opportuno lasciare l'auto (m. 470).

Ci incamminiamo. Al tornante successivo, inizia il sentiero n. 1 segnalato da bandierine giallo-bianco-rosse e da un cartello che recita: Malnago 480 - Resegone 1870: ore 3.3/4.
Dopo un breve tratto in salita con il fondo in cemento raggiungiamo un'icona raffigurante la presentazione di Gesù al tempio.
Pieghiamo a sinistra e proseguiamo quasi in piano su una bella mulattiera contornati da un lato dal bosco e dall'altro da una recinzione metallica che, dopo un sentierino, diventa una staccionata in legno.
Presso una curva ignoriamo una stradina che si dirige verso una casa privata.
Successivamente, ad un bivio, troviamo un'altra icona raffigurante la Sacra Famiglia e prendiamo a sinistra.
In lieve salita nel castagneto, passiamo nei pressi di una teleferica, ignoriamo il sentiero n. 2 sulla sinistra e superiamo un'altra casa.
Un breve tratto in salita ci conduce su di una stradina asfaltata. Non ci sono indicazioni ma dobbiamo andiamo a destra. A sinistra invece si va verso il parcheggio della funivia.

Variante alla parte iniziale del percorso
In alternativa a questa prima parte del percorso possiamo utilizzare una variante che ci consente di risparmiare 130 metri di dislivello.
Infatti, anziché lasciare l'auto nel punto indicato, possiamo percorrere la strada fino al termine, vale a dire fino alla stazione a valle della funivia (m. 603).
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.
Lasciamo l'auto nel parcheggio, che è a pagamento (euro 1.50) solo nei giorni festivi, e ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala i percorsi: Campo di Boi - Monte Magnodeno - Ferrata Pizzo d'Erna - Rifugio Stoppani - Piani d'Erna - Monte Resegone.

Dopo aver disceso alcuni gradini entriamo nel bosco e ci incamminiamo in lieve discesa tenendoci sempre sul percorso principale per altro ben segnalato con dei cartelli gialli.
Raggiungiamo poi una stradina asfaltata. Un cartello indica a sinistra il sentiero n. 18 per il Passo del Cammello raggiungibile in ore 2.30 (vedi più sotto il terzo itinerario). Andiamo invece a destra e, superato il sentiero che porta alla Falesia d'Erna, incontriamo sulla destra il percorso precedentemente descritto (m. 580).

L'asfalto termina davanti al cancello di una azienda agricola a fianco della quale riparte la mulattiera.
Contornando la recinzione della tenuta, riprendiamo a salire nel bosco con poca pendenza.
Ignoriamo successivamente alcuni sentieri: il primo che segue la recinzione, un altro sul lato opposto, un terzo che conduce alla via ferrata del Pizzo d'Erna e un quarto che si inerpica sulla montagna.
Ad un bivio, contrassegnato da una targa SEL, andiamo a destra. Dopo pochi metri in piano riprendiamo a salire più ripidamente.
Poi usciamo dal bosco e quasi in piano passiamo tra un'icona raffigurante una madonna con bambino ed un vecchio albero.
Raggiungiamo un bivio; i segnavia indicano a sinistra Costa-Stoppani-Azzoni e diritto Campo de Boi.
Attraversate le vecchie baite della frazione Costa (m. 800), raggiungiamo la cappellina votiva dedicata ai caduti del Resegone dove vale la pena sostare un attimo.

Torniamo poi a salire, al fresco del castagneto, e arriviamo ad un bivio dove una freccia bianca indica di procedere verso destra. Al bivio successivo è invece una freccia gialla ad indicare il sentiero a sinistra.
Ora il percorso è meno ripido. Poco dopo raggiungiamo il Rifugio Stoppani.

La mulattiera prosegue dietro al rifugio.
Un cartello su un albero indica il Rifugio Marchett a 50 minuti.
Ignoriamo un sentierino che sulla sinistra ridiscende allo Stoppani e proseguiamo tra i faggi fiancheggiando una staccionata con due funi protettive.
Passiamo accanto alla fresca fonte del Kopp, poi, in piano, superiamo una vecchia casa oltre la quale troviamo un bivio (m. 980).
Un segnavia indica che proseguendo diritto si va ai Piani d'Erna e al Resegone mentre piegando a sinistra ai Piani d'Erna-La Sponda.
Decidiamo per quest'ultima via.
Ora il percorso è ripido e solo in due brevi tratti in piano, ci consente di tirare un po' il fiato.
Quando finalmente usciamo dal bosco (segnavia 1/a su un albero), possiamo dire che il più è fatto.

Il sentiero prosegue dolcemente salendo il versante prativo verso destra e poi ritorna più a monte passando tra alcune betulle.
Giunti alla stazione n. 11 del Sentiero Natura che percorre in tondo i piani d'Erna, saliamo una scalinata.
Poi seguendo le indicazioni voltiamo a destra e subito a sinistra, saliamo altri gradini e arriviamo ai Piani nei pressi di un bar alimentari oltre il quale troviamo un bivio.
A sinistra con pochi passi si arriva alla stazione a monte della funivia (m. 1329) mentre a destra si prosegue in discesa su una stradina asfaltata.
Continuiamo come descritto nell'ultima parte del primo itinerario fino alla meta.

Da Malnago: Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. +859-89
Dal parcheggio della funivia: Tempo impiegato: ore 2.00 - Dislivello: m. +726-89
Data escursione: dicembre 2003
 
Terzo itinerario: Dal parcheggio della funivia (sentiero n. 18 per il Passo del Cammello)
Se guardiamo il Pizzo d'Erna dal parcheggio della funivia, noteremo che solo una parte della montagna sulla sinistra è coperta da vegetazione.
Noteremo anche che in quel bosco c'è una striscia verticale dove gli alberi sono stati tolti per far passare il fili della corrente.
Quello è più o meno il nostro sentiero. Ripido vero?

Come per la variante del precedente itinerario, ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala i vari percorsi
Dopo aver disceso alcuni gradini entriamo nel bosco e procediamo in lieve discesa tenendoci sempre sul percorso principale per altro ben segnalato con dei cartelli gialli.
Raggiunta una strada asfaltata, andiamo a sinistra come indica un cartello (a destra invece si va verso il Rifugio Stoppani - vedi la variante al secondo itinerario).
Dopo aver percorso pochi metri, imbocchiamo sulla destra la seconda stradina sterrata all'inizio della quale un cartello indica il sentiero che dovremo percorrere (Sentiero dei Carbonai n. 18 Versasio-Morterone ore 2.50).
Ci incamminiamo quasi in piano tra prati e alberi. Più avanti ci immettiamo su un altra carrareccia con il fondo in cemento andando a destra in salita.
Ignoriamo una deviazione a destra che porta solo in un prato e, quasi in piano, raggiungiamo un bivio.
Un bollo rosso segnala di proseguire diritto in salita, ignorando il ramo di sinistra in discesa.
La carrareccia torna quasi pianeggiante. Raggiunto un altro bivio, seguiamo una freccia che indica di andare a sinistra.
Trascurata un altra deviazione a sinistra raggiungiamo un altro bivio e andiamo a destra in leggera salita.

La stradina ormai è diventata un sentiero.
Tra alberelli di noccioli iniziamo a salire alternando tratti più o meno ripidi.
Raggiungiamo il primo traliccio della corrente uscendo per un attimo dal bosco e continuiamo poi in lieve salita fino a trovare una croce di ferro che ricorda una persona deceduta nel '22.
Riprendiamo a salire passando accanto a una roccia. Ignoriamo un sentiero a sinistra chiuso da alcuni rami e raggiungiamo una breve paretina quasi in verticale che possiamo agevolmente risalire con l'aiuto di una catena (m. 760).
Il sentiero ora prosegue ripidamente tra radi alberi.
Sulla destra vediamo uno scorcio del lago di Garlate e subito dopo passiamo accanto ad una ripida e liscia parete.
Superiamo un secondo traliccio, rientriamo nel bosco e proseguiamo alternando tratti in leggera salita ad altri con maggior pendenza.
Più avanti una apertura tra gli alberi ci regala una bella vista panoramica sulla Grignetta (m. 900).
Il sentiero ora si allarga e i raggi del sole riescono a penetrare tra gli alberi.
Superiamo alcuni gradini di roccia e raggiungiamo un altro pilone.
Rientrati nel bosco saliamo in modo assai ripido su fondo roccioso.
Incrociamo nuovamente i fili della corrente (altro tratto allo scoperto).
Saliamo o aggiriamo una roccetta e sempre su fondo roccioso perveniamo ad un bivio; possiamo aggirare un saltino di roccia sulla sinistra o risalirlo tenendoci così lontani dal precipizio.
Continuiamo su roccette in ripida ascesa contornando un salto verticale protetto da un albero abbattuto e messo di traverso.
Il sentiero è abbastanza ampio e non particolarmente esposto; basta mantenere la normale prudenza.
Superato questo tratto, continuiamo con minore pendenza e raggiungiamo il Passo del Cammello (m. 1050); la parte più faticosa è terminata.

Ora la vegetazione cambia ed entriamo in una bella e folta faggeta.
Camminando quasi in piano arriviamo ad un bivio; un cartello indica sulla sinistra Erna a 35 minuti.
In salita, superiamo uno strappetto e poi, dopo un tratto in leggera discesa, vediamo un altro cartello su di un faggio che segnala i Piani d'Erna a 20 minuti.
Ancora una salita e poi, dopo una breve discesa, attraversiamo il letto di un torrente che troviamo in secca.
Risaliamo ripidamente l'altro versante e poi continuiamo con minore pendenza.
Siamo oramai quasi al termine del bosco, sulla sinistra c'è un prato. Un cartello indica a chi proviene da Erna il nostro sentiero.
Lasciato il percorso principale deviamo a sinistra (cartello su un faggio: sentiero 18) e saliamo con alcuni piccoli tornanti tra faggi e betulle.
Un tratto con maggior pendenza ci porta ai bordi occidentali dei Piani d'Erna dove sorge il santuario della Madonna della Neve.
Passando a lato della chiesetta, raggiungiamo le altre case del Vecchio Borgo e il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 637
Data escursione: maggio 2007
 
Quarto itinerario: dalla Forcella di Olino per il Passo del Giuff (sentieri 17 + 7)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo sulla sinistra percorrendo la via principale del paese (SP 62) per un chilometro, fino a imboccare sulla sinistra la provinciale 63 per Morterone. Questa strada è molto panoramica e sale con vari tornanti, in alcuni punti senza protezione a valle.
Dopo km 11.5 raggiungiamo la galleria della Forcella di Olino, prima, ma sopratutto dopo la quale è possibile parcheggiare sulla destra.

Vari segnavia indicano: Forcella di Olino m. 1158; Forbesette a ore 1, Calchera-Carbonaia a ore 1.10, Costa del Palio a ore 1.20, Rifugio-Agriturismo Tironi Consoli.
Ci incamminiamo e dopo pochi passi in salita nel bosco vediamo un altro cartello inchiodato ad un faggio che dice: Forcella di Olino m. 1169; Erna-Artavaggio seg. 21.
Proseguiamo quasi in piano. Una apertura tra gli alberi alla destra consente una veduta del Monte Due Mani e del Bivacco Locatelli Milani Scaioli sulla cima.
Ora siamo attorniati da alberelli che in alto non riescono a chiudere la vista verso il cielo. Percorriamo un breve tratto incassato nel terreno circostante.
Continuiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita tra i faggi.
Dopo una curva a sinistra passiamo tra due rocce (m. 1195) e arriviamo ad un bivio dove prendiamo il sentiero sulla destra quasi pianeggiante. Su di un faggio vediamo una freccia gialla che indica il Resegone e su di un altro una bandierina di colore rosso bianco rosso della DOL.

Gli alberi diventano più radi. Proseguiamo in leggera discesa e percorriamo un breve tratto con il sentiero incassato.
Poi, quasi in piano ci immettiamo in una fitta faggeta (m. 1190).
Dopo una curva a sinistra riprendiamo a salire.
Presso una curva a destra, alla sinistra tra i rami riusciamo a intravedere le case sparse di Morterone (m. 1205).
Proseguiamo quasi in piano. Dalla destra una roccia si protende verso il sentiero. Vari segnavia indicano il sentiero 17, la DOL e il Rifugio Azzoni.
Percorriamo un breve tratto in discesa, camminando su di una lastra di pietra obliqua, e proseguiamo quasi in piano.
Ora, alla sinistra, il pendio scende ripidamente tra i faggi (m. 1200).
Dopo pochi passi in leggera salita, passiamo in un intaglio tra le pietre.
Proseguiamo con una breve discesa. Superiamo un rivolo e torniamo a camminare in leggera salita alla sinistra di alcune rocce.
Alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri con poca pendenza e per un attimo rivediamo Morterone.
Un cartello appeso in alto su di un albero avverte della presenza di un appostamento per la caccia (m. 1235).
Dopo una breve salita proseguiamo in piano.

Raggiungiamo una costruzione in cemento ed un bivio (m. 1250). Un cartello su di una betulla indica a destra: Forbesette Resegone; a sinistra: Baita Casimiro Ferrari Loc. Pizzo. Andiamo a destra dapprima in piano e poi in salita.
In alto a destra vediamo un appostamento raggiungibile con un sentiero. Alla sinistra cominciamo a vedere in lontananza il Resegone.
Lasciamo il sentiero, che prosegue diritto, per prendere quello a destra con il quale, in salita, raggiungiamo il cassottello verde utilizzato dai cacciatori e situato in una piccola radura (m. 1270). Lo aggiriamo verso sinistra e ci addentriamo in un boschetto di alberelli.
Poco più avanti il percorso si divide ma ben presto i due rami si ricongiungono (m. 1285).
Troviamo un corto parapetto in legno. Alla sinistra giù in basso vediamo la piazzola dell'elicottero a Morterone.
Dopo pochi passi allo scoperto, percorrendo un tratto incassato, rientriamo nel bosco.
Giriamo a sinistra e ne usciamo. Ora siamo circondati solo da radi alberi (m. 1295).
Passiamo accanto ad alcune roccette (m. 1310).
Proseguiamo quasi in piano fino ad una curva a destra dove riprendiamo a salire. Qualche piccolo tronco fa da gradino. Il fondo diventa roccioso.
Dopo un tratto quasi pianeggiante entriamo in una faggeta.
Presso una curva a sinistra un cartello giallo indica una zona a maggior tutela.
Proseguiamo in salita fino ad una curva a destra (m. 1330).
Percorriamo poi un breve tratto quasi in piano seguito da un altro altrettanto breve in salita agevolati da due gradini di legno e uno di pietra.
Continuiamo superando tratti quasi in piano alternati ad altri con poca pendenza.
Torniamo a salire e poi proseguiamo con minore pendenza (m. 1345).
Sulla sinistra troviamo un tavolo e una panca di legno (m. 1365).

Ad un bivio un cartello indica dietro con il sentiero 17: Forcella di Olino a 30 minuti; davanti: Forbesette a 25 minuti; scendendo a sinistra: Morterone a 30 minuti.
Proseguiamo diritto con leggeri saliscendi ma prevalentemente in piano.
Dopo un tratto in salita ne percorriamo altri in leggera discesa, quasi in piano o in leggera salita. Poi riprendiamo a salire (m. 1380).
Giriamo a destra percorrendo un tratto incassato e con alcune pietre nel mezzo del sentiero (m. 1400).

Subito dopo arriviamo ad un bivio dove un cartello indica a destra: Passo del Giuff, Erna a ore 1.20. Prendiamo questo sentiero lasciando il n. 17 che prosegue verso le Forbesette.
Alla sinistra troviamo subito in masso.
Percorriamo un breve tratto allo scoperto durante il quale possiamo vedere le cime del Resegone (m. 1415) poi proseguiamo in leggera salita tra alberi radi.
Lasciamo a destra un altro masso e riprendiamo a salire in una faggeta.
Presso un piccolo slargo giriamo a destra (m. 1435).
Dopo una curva a sinistra la pendenza aumenta un poco.
Superiamo una piccola radura e rientriamo nel bosco (m. 1440).
Sulla sinistra troviamo una grossa pietra (m. 1470). Ora in sentiero è abbastanza ripido.
Superiamo una curva a destra ignorando delle tracce di sentiero che continuano diritto.
Dopo un tornante sinistrorso (m. 1480) percorriamo un breve tratto con poca pendenza e poi torniamo a salire in modo abbastanza ripido.

In alto a destra vediamo gli spuntoni calcarei situati nei pressi del Passo del Giuff che poco dopo raggiungiamo (m. 1515). I segnavia indicano davanti: Piani d'Erna a 50 minuti; dietro: Forcella di Olino a 55 minuti; alla sinistra invece si scende alla sorgente delle Forbesette ritornando sul sentiero 17.
Superato l'intaglio tra due rocce, scendiamo ripidamente aiutati da alcuni gradini di pietra e poi di legno.
Poi, ignorato un sentiero a sinistra, continuiamo a scendere ma con minore pendenza. Ora il bosco è più rado e consente una bella vista sulle Grigne e sui Piani d'Erna.
Arriviamo ad un bivio (m. 1485). A destra un sentiero continua tra l'erba; dietro vengono segnalati con il sentiero 7: Passo del Giuff, Val Caldera, Forbesette, Rifugio Azzoni, Morterone. Andiamo invece a sinistra e rientriamo nel bosco.
Percorriamo un breve tratto incassato nel terreno.

Subito dopo troviamo un cartello che indica il Rifugio Marchett nella nostra direzione di marcia a 40 minuti (m. 1470).
Attraversiamo il letto in secca di un rivolo (m. 1425).
Proseguiamo alternando due tratti quasi in piano ad altrettanti in lieve discesa, con qualche passaggio fuori dal bosco.
Poi, quasi in piano, passiamo accanto ad un altro cartello che indica davanti la funivia dei Piani d'Erna a 35 minuti di cammino.
Alterniamo due tratti quasi in piano ad altrettanti con poca pendenza o in salita. Poi torniamo a scendere (m. 1415).
Nuovamente con percorso quasi pianeggiante, passiamo accanto ad una colata di pietre (m. 1400).
Proseguiamo in leggera salita e poi quasi in piano. Su di un faggio vediamo la scritta ETR in rosso.
Dopo altri lievi saliscendi, percorriamo un tratto in discesa su fondo roccioso (m. 1405).
Poi alterniamo diversi tratti quasi in piano ad altri in salita e discesa con varie pendenze.
Per un attimo usciamo dal bosco e passiamo sotto una seggiovia (m. 1370).
Superato un altro boschetto, in leggera discesa attraversiamo un prato.
Poi quasi in piano, attraversiamo un altro gruppo di alberi.
Passiamo sotto uno skilift e poi superiamo l'ultimo tratto di bosco, all'uscita dal quale alcuni segnavia indicano nella direzione dalla quale proveniamo: Forbesette, Azzoni, Resegone.
Scendiamo attraversando un prato. In basso a destra già vediamo il Rifugio Marchett.

Raggiungiamo lo slargo che precede la sorgente Acqua della Pesciola (m. 1325).
Potremmo continuare diritto fino alla Bocca d'Erna e poi piegando a destra arrivare al Borgo Antico seguendo la sterrata che proviene dalla funivia. Preferiamo invece percorrere una parte del Sentiero Natura che scendendo direttamente sulla destra, nel nostro caso funge da scorciatoia.
Prendiamo dunque questo sentiero inizialmente in leggera discesa tra i prati.
Poi, passando tra un gruppo di alberi, percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1315).
Continuiamo in discesa tra i prati. Un segnavia indica il Sentiero Natura.
Dopo un tornante destrorso il sentiero diventa meno evidente, in quanto parzialmente coperto dall'erba, e scende con minore pendenza (m. 1305).
Al successivo tornante sinistrorso troviamo un altro segnavia (m. 1285) e proseguiamo quasi in piano.
Ora il sentiero è ben marcato. Passiamo sotto i cavi di uno ski-lift.
Superiamo un gruppo di alberi incrociando un rivolo che troviamo in secca e vediamo un altro segnavia che indica il Sentiero Natura.
Alla sinistra c'è una casa di colore giallo.
Troviamo poi un cartellone che parla di Erna nelle quattro stagioni. Alla sinistra c'è un muretto in cemento. In basso a destra vediamo il Borgo Antico.
Passiamo accanto ad un'altra palina con le indicazioni del Sentiero Natura (m. 1275).

Scendiamo verso destra con una scalinata di 150 gradini passando accanto ad altre due case.
Giunti in basso ci immettiamo sulla sterrata che proviene dalla Bocca d'Erna e, in leggera discesa, la seguiamo verso destra (m. 1245).
Alla sinistra ci sono una pista di bob per bambini e un campetto di calcio; a destra invece c'è la Casa Alpina La Grandolina.
Poco dopo raggiungiamo il Vecchio Borgo e il rifugio.

Tempo impiegato: ore 2 - Dislivello: m. 400 -318
Data escursione: dicembre 2011

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Azzoni (m. 1860) in ore 2 circa
  • alla Vetta del Resegone (m. 1875) in ore 2 circa










Dati del Rifugio Marchett

Altezza:
m. 1240
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Piani d'Erna
Comune:
Lecco - LC
Carta Kompass:
91 E7
Coordinate Geo:
45°52'13"N
9°26'58"E
Gestore:
Marco Locatelli
Telefono gestore:
328 6684631
Telefono rifugio:
0341 505019
Posti letto:
25
Apertura:
sempre
Pagina aggiornata
il: 31/12/2011
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Il Rifugio Marchett
La chiesetta della Madonna della Neve
Il Resegone
I RIFUGI E I BIVACCHI DELLA VALSASSINA:
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