Rifugio Marchett

Il Rifugio Marchett situato tra le case del Vecchio Borgo ai margini occidentali dei Piani d'Erna.

Primo itinerario: Funivia + strada in discesa
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra. Saliamo con vari tornanti e, superate le frazioni di Falghera e Malnago, arriviamo fino all'ampio piazzale della funivia Versasio - Piani d'Erna.
Il parcheggio a pagamento solo nei giorni festivi e costa 2.
Il prezzo del biglietto della funivia A/R di 9 nei giorni feriali e di 10 nel weekend e festivi; 6 per una sola tratta (andata oppure ritorno). La funivia in soli 5 minuti sale da m. 603 a m. 1329.
Per arrivare fino al parcheggio della funivia c' anche un servizio di linea: l'autobus n. 5.

Dalla stazione a monte prendiamo una stradina asfaltata che scende verso sinistra.
Ignoriamo poi una deviazione sulla destra che conduce ad una area picnic e alla Fonte Acqua Salute. La strada diviene sterrata.
Superiamo una grotta con una madonnina, la Baita del Sole e un imbocco del Sentiero Natura e raggiungiamo la Bocca d'Erna (m. 1291).
Qui troviamo un crocefisso e tre panchine e l'inizio di diversi sentieri.

Sulla destra:
Passo del Giuff - Forbesette (sentiero 7 - ore 1.20 - elementare)
Passo del Giuff - Resegone (sentieri 7 e 17 - ore 2 - elementare)
Piano della Beduletta - Resegone (sentieri 5 e 1 - ore 2 - facile)
Canalone di Bobbio - Resegone (sentiero 10 - ore 1.30 - impegnativo)
Canalone Comera - Resegone (sentieri 5, 1 e 9 - ore 1.40 - impegnativo)
Rifugio Alpinisti Monzesi (sentiero 7 - ore 1.10 - facile)
Morterone (sentieri 7 e 16 - ore 1.20 - elementare)
Ferrata del F - Resegone (sentieri 7 e 12 - ore 2.30 - impegnativo)
La Beduletta - Cima del Dente per la ferrata Gamma (sentieri 5 e 22/a - impegnativo)

Continuando diritto invece:
Forcella di Olino e il Culmine San Pietro (sentiero 21 - ore 2.30 - facile)
Versasio per il Passo del Cammello (sentiero 18 - vedi il terzo itinerario)

Diritto vengono segnalati anche il Vecchio Borgo con il Rifugio Marchett e la chiesetta della Madonna della Neve.
Proseguiamo in discesa con un paio di tornanti che si possono anche tagliare per prati.
Superiamo alcune case ed un'area giochi e raggiungiamo le case del Vecchio Borgo e il rifugio.

Tempo impiegato: ore 0.10 - Dislivello: m. -89
Data escursione: maggio 2007
 
Secondo itinerario: Da Malnago (sentiero n. 1 per il Rifugio Stoppani)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Superata la frazione di Falghera, saliamo con alcuni tornanti e arriviamo a Malnago.
Poco prima di un tornante destrorso, troviamo dello spazio per parcheggiare da entrambi i lati della strada (m. 470).

Ci incamminiamo in leggera salita e superiamo il tornante. Alla sinistra c' un muretto in cemento e alla destra delle protezioni in ferro di colore verde. Attorno ci sono degli alberi e alcune case.
Al successivo tornante sinistrorso inizia il percorso n. 1 segnalato da bandierine giallo-bianco-rosse. Su di un cartello leggiamo: Malnago 480 - Resegone 1870 ore 3.3/4. Altri segnavia indicano i Rifugi Stoppani e Azzoni. Un segnale stradale indica a destra i civici 100-115 della Via per Erna.
Prendiamo pertanto la stradina asfaltata che sale a destra tra un muro e una rete metallica.
Troviamo poi a sinistra un prato il cui accesso chiuso da una stanga mentre alla destra ci sono un cancello e una santella contenente un'icona raffigurante la presentazione di Ges al tempio (m. 500).
Qui la strada piega a sinistra e, superata una grata per lo scolo dell'acqua, diventa una mulattiera.

Camminiamo in leggera salita. Alla sinistra c' il bosco. Dopo un tratto con il fondo in cemento continuiamo su di un misto di cemento e pietre. Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra. Alla destra oltre alla rete metallica ora c' anche una siepe.
Dopo una semicurva verso sinistra la siepe termina. Proseguiamo quasi in piano (m. 515).
Terminata anche la recinzione, alla destra scende una stradina all'inizio della quale i segnavia indicano: Somasca, Castello dell'Innominato.

Continuiamo diritto con una sterrata nel bosco e, quasi in piano, passiamo sotto i cavi di due linee di alta tensione. Ignoriamo un altro sentiero che scende a destra. Alla destra ci accompagna una vecchia e malconcia staccionata di legno.
Proseguiamo con poca pendenza. Ignoriamo una stradina sterrata, chiusa da una stanga di legno, che sale a sinistra (m. 525).
Alla sinistra ci accompagna un muretto di pietre a secco. In alto vediamo una casa.
Subito dopo, presso una curva a sinistra, ignoriamo la strada che sale alla casa e proseguiamo quasi in piano.

Il percorso si biforca ai lati di una santella contenente un affresco raffigurante la Sacra Famiglia (m. 540). Seguendo il segnavia n. 1 a bandierina proseguiamo a sinistra quasi in piano ignorando l'altra stradina che scende alla destra.
Vediamo un altro segnavia a bandierina e trascuriamo una stradina, chiusa da una catena, che sale alla sinistra. Alla sinistra ci accompagnano due serie di pali che reggono dei cavi.
Continuiamo quasi in piano (m. 560). Alla sinistra tra gli alberi vediamo una palina gialla della Snam.
Ignoriamo un ampio sentiero che si stacca alla sinistra.

Poco dopo, sempre alla sinistra, parte un'altra stradina all'inizio della quale un cartello indica la funivia. Altri segnavia indicano dietro il Castello dell'Innominato e Somasca.
Pochi passi pi avanti alla destra c' una casa sulla quale vediamo un affresco raffigurante la Fuga in Egitto.
Lasciamo poi a destra un cassottello in lamiera e un prato. Alla sinistra invece vediamo una casa tra gli alberi.
Dopo una curva a destra riprendiamo a salire.

Raggiungiamo una stradina asfaltata (m. 580). Non ci sono indicazioni ma dobbiamo andiamo a destra. Dalla sinistra invece arriva il percorso descritto pi sotto nella "Variante iniziale" che proviene dal parcheggio della funivia per Erna.

Variante alla parte iniziale del percorso
In alternativa a questa prima parte del percorso possiamo utilizzare una variante che ci consente di risparmiare 130 metri di dislivello.
Infatti, anzich lasciare l'auto nel punto indicato, possiamo percorrere la strada fino al termine, vale a dire fino alla stazione a valle della funivia (m. 603).
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.
Lasciamo l'auto nel parcheggio (che a pagamento solo nei giorni festivi e costa 2) e ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala "Ai sentieri: Campo di Boi - Monte Magnodeno - Via Ferrata Pizzo d'Erna - Rifugio Stoppani - Piani d'Erna - Monte Resegone". Qui troviamo anche altri segnavia che indicano: Localit Versasio 603 m.; con il Sentiero Rotary Lecco: Castello dell'Innominato a ore 3.45, Somasca a ore 4.
Scendiamo tredici gradini, tra una siepe ed una staccionata.
Entriamo nel bosco e continuiamo quasi in piano.
Superiamo una curva a destra.
Alla sinistra troviamo un masso con il segnavia 1 in una bandierina rossa, bianca e gialla.
In leggera discesa percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio ignorando un altro sentiero, sbarrato da una catena, che prosegue diritto.
Continuiamo seguendo sempre il percorso principale e trascurando altre possibili deviazioni.
Ad una biforcazione, un cartello giallo indica verso destra: "Tutte le direzioni" (m. 590). Proseguiamo quasi in piano.
Giriamo a destra passando accanto ad un altro cartello giallo con la stessa scritta.
Dopo un tratto in leggera discesa continuiamo quasi in piano.

Andiamo ad immetterci su di una stradina asfaltata (m. 575). I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 18: Passo del Cammello (vedi pi sotto il terzo itinerario); a destra: Rifugio Stoppani, Falesia, Cappella Votiva; dietro: Funivia, Malnago. Andiamo a destra.
Dopo pochi passi troviamo il Sentiero Rotary. I segnavia indicano verso destra: Localit Versasio m. 584; Sentiero Rotary Lecco, Castello dell'Innominato a ore 3.35, Somasca a ore 3.50. Proseguiamo diritto, in leggerissima salita con alcune semicurve.
Alla sinistra c' il bosco. Alla destra troviamo un cancello di legno e una siepe. Passiamo sotto dei cavi e proseguiamo in leggera discesa (m. 585).
Troviamo poi l'altro sentiero che confluisce dalla destra (m. 580).

In leggera salita percorriamo due semicurve destra-sinistra.
Poi alla destra troviamo un traliccio e una recinzione con una rete e una siepe.

Poco dopo la strada termina davanti al cancello di una azienda agricola, alla sinistra del quale riparte la mulattiera (m. 595). Qui c' anche una bacheca sulla quale vediamo delle locandine del Rifugio Stoppani e del Cai di Lecco.
Alla sinistra c' il bosco mentre alla destra proseguono la rete e la siepe che fanno da recinzione all'azienda agricola.
Pi avanti troviamo anche alla sinistra alcuni metri di recinzione (m. 605). Alla destra vediamo un cartello che indica il divieto di caccia trattandosi di fondo chiuso ed un altro che parla dell' operazione montagna pulita.
Troviamo poi alla sinistra un altro breve tratto di recinzione e il segnavia n. 1 a bandierina su di una pietra (m. 615).

Proseguiamo in salita. Alla sinistra vediamo un altro pezzo di rete metallica.
Troviamo poi un masso alla destra con il segnavia n. 1 a bandierina mentre un sentiero sale alla sinistra.
Pi avanti una freccia bianca segnala la nostra direzione (m. 625).
Aggiriamo un masso situato quasi in mezzo alla mulattiera.

Ora alla destra si stacca un sentiero accompagnato dalla rete di recinzione dell'azienda agricola (m. 630). I segnavia indicano diritto con il sentiero 1: Cappella Votiva Madonna del Resegone in Loc. Costa m. 800, Rifugio Stoppani; a destra: Campo de Boi. Un segnale avverte di non sostare a causa del pericolo di caduta di pietre.
Ignoriamo due sentieri che salgono a sinistra. Per un tratto la mulattiera incassata tra le pietre.

Alla sinistra sale il sentiero che conduce alla ferrata del Pizzo d'Erna. All'inizio un evidente cartello ne spiega le caratteristiche; dislivello: m. 750, lunghezza totale: m. 1040, tratti con scale: m. 200, tratti con catene: m. 400 ecc. (m. 655).
Poco dopo incrociamo un piccolo sentiero. Alla sinistra c' un quadretto raffigurante una madonna (m. 660).
Percorriamo un tratto incassato (m. 675). Passiamo sotto ad un cavo e ne percorriamo un altro (m. 685).
Alcuni tronchi formano dei piccoli gradini. Superiamo un altro tratto con la mulattiera incassata nel terreno circostante (m. 705).

Troviamo poi il sentiero 4A che si innesta dalla destra (m. 710). Questo sentiero non molto evidente e per notarlo opportuno fare riferimento ad un albero con il cartello "Operazione Montagna Pulita".
Poco pi avanti un sentiero sale a sinistra in corrispondenza di una targa collocata della S.E.L. nel centenario dalla fondazione 1899-1999 (m. 720).
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire.

Il percorso si biforca: alla sinistra prosegue la mulattiera e alla destra la accompagna un sentiero. Alla sinistra c' anche una pietra aggirabile. La pendenza aumenta.
Poi il percorso si ricompone. Dopo un altro tratto incassato proseguiamo con poca pendenza.

Troviamo alla destra una croce di ferro e, pochi passi pi avanti, una santella alla sinistra contenente un dipinto raffigurante una madonna con bambino.
Poco dopo alla destra c'era un vecchio albero che ormai si reggeva sulla sola corteccia e faceva da sostegno a dei rampicanti. Purtroppo il giorno di Natale 2013 stato abbattuto dal vento (m. 755).
Alla sinistra ci sono dei prati nei quali vediamo dei covoni; in alto ci sono le case di Costa. Camminiamo circondati da due recinzioni con paletti di legno e due cavi; quelli a sinistra solo di filo spinato.
Continuiamo in salita tra due siepi.
Poi, quasi in piano percorriamo una curva a sinistra.
Proseguiamo in leggera salita tra muretti incassati, sormontati da siepi o da paletti con cavi di filo spinato.

Raggiungiamo un bivio (m. 770); i segnavia indicano a sinistra con il sentiero 1: Costa, Cappella Votiva Madonna del Resegone, Rifugio Stoppani a ore 0.25, Erna, Rifugio Azzoni-Resegone a ore 2.50; diritto con il sentiero 1A: Rifugio Azzoni, Campo de' Boi. Proseguiamo con il sentiero 1 verso sinistra.

Saliamo con la mulattiera che ha dei gradini di legno e di pietra. Ignoriamo una deviazione sulla destra.
Camminando tra una siepe alla sinistra e un muro alla destra, raggiungiamo la prima casa sulla quale leggiamo la scritta: "Frazione Costa".
Con due cancelletti di ferro ai lati percorriamo una curva verso destra.
Saliamo alcuni gradini di legno e con due curve destra-sinistra passiamo tra le case (m. 784). Vediamo un altra scritta che indica: "Costa" mentre una freccia segnala la prosecuzione verso il Rifugio Stoppani.
Continuiamo nei prati camminando tra due recinzioni con pali di legno che reggono due cavi alla sinistra e tre alla destra.

Subito dopo un tornante sinistrorso, alla sinistra si stacca una stradina che inizia con quattro gradini e che conduce alla Cappella Votiva (m. 800).
Visitata la chiesetta, torniamo sul sentiero e, con una curva a sinistra, riprendiamo a salire nel castagneto. Alla sinistra c' una recinzione di filo spinato.
Arrivati sul retro della cappella giriamo a destra. Troviamo dei gradini di legno e altri di pietra. Saliamo con delle serpentine.
Il sentiero si biforca ma poco pi avanti si ricompone (m. 820).
Dopo un tratto con il sentiero incassato tra le pietre, saliamo altri gradini.
Percorriamo un tornante sinistrorso e proseguiamo con poca pendenza (m. 850).
Dopo un altro tratto incassato saliamo con delle serpentine. Poi la pendenza diminuisce.

Presso un tornante destrorso, un altro sentiero si immette dalla sinistra (m. 865).
Riprendiamo a salire. Davanti, in alto, tra gli alberi cominciamo a vedere il Rifugio Stoppani.
Percorriamo una curva a destra ignorando un sentiero che prosegue diritto verso una cascina (m. 875). Ora gli alberi sono pi radi.
Lasciato a destra un sentiero che scende, giriamo a sinistra e saliamo una gradinata. Alla sinistra c' un corrimano che funge anche da protezione.
Superati i 25 scalini raggiungiamo il Rifugio Stoppani (m. 890).

La mulattiera prosegue dietro al rifugio.
Un cartello su un albero indica il Rifugio Marchett a 50 minuti.
Ignoriamo un sentierino che sulla sinistra ridiscende allo Stoppani e proseguiamo tra i faggi fiancheggiando una staccionata con due funi protettive.
Passiamo accanto alla fresca fonte del Kopp, poi, in piano, superiamo una vecchia casa oltre la quale troviamo un bivio (m. 980).
Un segnavia indica che proseguendo diritto si va ai Piani d'Erna e al Resegone mentre piegando a sinistra ai Piani d'Erna-La Sponda.
Decidiamo per quest'ultima via.
Ora il percorso ripido e solo in due brevi tratti in piano, ci consente di tirare un po' il fiato.
Quando finalmente usciamo dal bosco (segnavia 1/a su un albero), possiamo dire che il pi fatto.

Il sentiero prosegue dolcemente salendo il versante prativo verso destra e poi ritorna pi a monte passando tra alcune betulle.
Giunti alla stazione n. 11 del Sentiero Natura che percorre in tondo i piani d'Erna, saliamo una scalinata.
Poi seguendo le indicazioni voltiamo a destra e subito a sinistra, saliamo altri gradini e arriviamo ai Piani nei pressi di un bar alimentari oltre il quale troviamo un bivio.
A sinistra con pochi passi si arriva alla stazione a monte della funivia (m. 1329) mentre a destra si prosegue in discesa su una stradina asfaltata.
Continuiamo come descritto nell'ultima parte del primo itinerario fino alla meta.

Da Malnago: Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. +859-89
Dal parcheggio della funivia: Tempo impiegato: ore 2.00 - Dislivello: m. +726-89
Data escursione: dicembre 2003
 
Terzo itinerario: Dal parcheggio della funivia (sentiero n. 18 per il Passo del Cammello)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra. Saliamo con vari tornanti e, superate le frazioni di Falghera e Malnago, arriviamo fino all'ampio piazzale della funivia Versasio - Piani d'Erna (m. 603).
Il parcheggio a pagamento solo nei giorni festivi e costa 2.
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.

Lasciamo l'auto nel parcheggio e ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala "Ai sentieri: Campo di Boi - Monte Magnodeno - Via Ferrata Pizzo d'Erna - Rifugio Stoppani - Piani d'Erna - Monte Resegone". Qui troviamo anche altri segnavia che indicano: Localit Versasio 603 m.; con il Sentiero Rotary Lecco: Castello dell'Innominato a ore 3.45, Somasca a ore 4.
Scendiamo tredici gradini, tra una siepe ed una staccionata.
Entriamo nel bosco e continuiamo quasi in piano.
Superiamo una curva a destra.
Alla sinistra troviamo un masso con il segnavia 1 in una bandierina rossa, bianca e gialla.
In leggera discesa percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio ignorando un altro sentiero, sbarrato da una catena, che prosegue diritto.
Continuiamo seguendo sempre il percorso principale e trascurando altre possibili deviazioni.
Ad una biforcazione, un cartello giallo indica verso destra: "Tutte le direzioni" (m. 590). Proseguiamo quasi in piano.
Giriamo a destra passando accanto ad un altro cartello giallo con la stessa scritta.
Dopo un tratto in leggera discesa continuiamo quasi in piano.

Andiamo ad immetterci su di una stradina asfaltata (m. 575). I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 18: Passo del Cammello; a destra: Rifugio Stoppani, Falesia, Cappella Votiva; dietro: Funivia, Malnago. Proseguiamo verso sinistra in leggera discesa.
Poco dopo prendiamo una sterrata che si stacca alla destra, all'inizio della quale un cartello segnala il sentiero dei Carbonai seg. 18, Versasio - Morterone in ore 2.50.
Alterniamo due tratti quasi in piano ad uno in leggera discesa. Alla sinistra, oltre una fila di alberi, c' un prato.
Lasciamo a destra una vecchia cascina ed un pollaio.
Dopo una curva a sinistra percorriamo un breve tratto in discesa.

Ci immettiamo su di una stradina in cemento e la seguiamo in salita verso destra.
Proseguiamo con poca pendenza, superiamo una curva a sinistra e troviamo il segnavia 18 a bandierina (m. 575).
In basso a sinistra vediamo un cavo metallico fissato agli alberi del bosco.
Continuiamo in salita (m. 590).
Percorriamo una curva a destra (m. 600).
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra.
Dopo pochi passi superiamo una curva a sinistra e continuiamo in leggera salita.
Lasciamo a sinistra un varco tra gli alberi che consente l'accesso ad un prato.

Incrociamo un sentiero e proseguiamo diritto in salita, come indicato da una freccia azzurra (m. 615).
Dopo una curva a destra percorriamo un breve tratto in leggera discesa e continuiamo quasi in piano.
Ad una biforcazione teniamo la sinistra.
Su di un albero vediamo il segnavia 18.
Poco dopo un sentiero si immette dalla sinistra.

La stradina ormai si ridotta a sentiero.
Percorriamo due tratti in salita separati da un'altro con poca pendenza (m. 635).
Dietro a sinistra, oltre gli alberi, vediamo Lecco e il lago.
La pendenza aumenta. Su di una pietra situata in mezzo al sentiero c' una freccia azzurra (m. 680).
Vediamo il segnavia 18 a bandierina.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 700).
In modo abbastanza ripido superiamo delle serpentine: sx-dx-sx.

Passiamo accanto ad un masso sul quale vediamo il segnavia 18 a bandierina e la scritta "S.E.L." (m. 715).
Percorriamo due brevi tratti, il primo con poca pendenza e l'altro in salita. Superiamo una semicurva verso destra.

Continuiamo quasi in piano con bella vista su Lecco, l'Adda, il Lago di Annone e il M. Barro. In questo punto, alla sinistra precipita un alberato pendio.
Saliamo in modo abbastanza ripido.
Transitiamo sotto a tre cavi dell'alta tensione lasciando a sinistra un traliccio (m. 735).
La pendenza diminuisce un poco. Alla sinistra ci sono alcune pietre e roccette.
Continuiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano (m. 750).
Alla destra ci sono una parete di roccia, massi e alcune pietre.
Proseguiamo con poca pendenza.

Torniamo a salire in modo abbastanza ripido e, presso uno zig-zag destra-sinistra, raggiungiamo una piccola croce di ferro eretta in memoria di una persona deceduta nel 1922 (m. 760).
Continuiamo con una parete di roccia alla destra. Alcune pietre formano dei rudimentali gradini.
Presso uno zig-zag destra-sinistra vediamo il segnavia 18 (m. 780).

La pendenza diminuisce un poco. Troviamo una roccetta affiorante nel mezzo del sentiero. La possiamo aggirare da entrambi i lati (m. 790).
Vediamo il segnavia 18 su di un masso, prima di una curva a destra dove riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido.

Arrivati davanti ad una roccia liscia e un po' sporgente verso il sentiero, sulla quale vediamo il segnavia 18, percorriamo una curva a sinistra.
Dopo una curva a destra saliamo alcuni gradini di roccia.

Raggiungiamo una ripida paretina quasi in verticale, alta non pi di quattro metri, che possiamo agevolmente risalire con l'aiuto di una catena fissata alla roccia.
Subito dopo, quasi in piano, percorriamo un tornante destrorso e torniamo a salire (m. 810).
Percorriamo un breve ripido tratto.
Con minore pendenza superiamo una curva a sinistra.
Torniamo subito a salire ripidamente.
Vediamo il segnavia 18. Continuiamo con delle serpentine.

Dopo un breve tratto con poca pendenza, riprendiamo a salire ripidamente agevolati dalla presenza di alcune roccette che formano dei gradini (m. 830).
In leggera salita percorriamo un tornante sinistrorso.
Proseguiamo in modo abbastanza ripido. Vediamo il segnavia 18 su di una roccetta.
La pendenza diminuisce un poco. Percorriamo una curva a sinistra.
Alla sinistra, davanti vediamo Ballabio e dietro Lecco.

Alla sinistra precipita un alberato pendio.
Vediamo il segnavia 18 presso un tornante destrorso che percorriamo con il sentiero suddiviso in due tracce (m. 855).
Continuiamo con poca pendenza e superiamo un tornante sinistrorso. Ora alla destra che scende ripidamente l'alberato pendio.
Lasciamo a destra un traliccio dell'alta tensione. Superiamo uno zig-zag sinistra-destra (m. 865).
Proseguiamo in salita con serpentine appena accennate.
Percorriamo una curva a sinistra.

Alla destra, oltre un avvallamento, c' una ripida parete verticale.
Camminiamo sotto ai cavi dell'alta tensione.
Dopo una semicurva a sinistra la pendenza aumenta (m. 890).
Tra due gradini di pietra ne troviamo un altro formato da una radice.
Dopo una curva a destra torniamo a salire in modo abbastanza ripido.

Presso una curva a sinistra troviamo una roccetta che possiamo risalire con tre rudimentali gradini oppure aggirare alla sinistra (m. 900).
Dopo alcuni passi quasi in piano, presso un tornante destrorso torniamo a salire.
Vediamo il segnavia 18. Continuiamo con un tornante sinistrorso.
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 910).
Proseguiamo con pochissima pendenza.
Vediamo una freccia color ocra su di una roccetta (m. 920).

Dopo un tratto abbastanza ripido, la pendenza diminuisce un poco mentre risaliamo un costolone che si stacca dalla montagna.
Pochi passi quasi in piano precedono una curva a sinistra. Vediamo il segnavia 18 (m. 935).
In modo abbastanza ripido saliamo dei rudimentali gradini.

Con pochi passi quasi in piano raggiungiamo il terzo traliccio dell'alta tensione (m. 945).
Superiamo un tornante sinistrorso e torniamo a salire.
Continuiamo a zig-zag: dx-sx-dx. La pendenza torna ad essere abbastanza ripida.
Proseguiamo con delle serpentine.
Vediamo il segnavia 18 ed una freccia color ocra che invita a proseguire (m. 955).
Saliamo alcuni rudimentali gradini di roccia.
Vediamo due segnavia 18, dipinti uno accanto all'altro.
Dopo un tratto quasi in piano (m. 970), saliamo ripidamente con uno zig-zag sinistra-destra su fondo roccioso.
Presso un tornante sinistrorso vediamo un'altra freccia color ocra.

Risaliamo una ripida roccetta alta un metro mentre passiamo nuovamente sotto ai tre cavi dell'alta tensione.
Continuiamo in salita.
Superiamo una curva a sinistra (m. 985).
In modo abbastanza ripido ne percorriamo un'altra anch'essa a sinistra.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire.

Risaliamo ripidamente un masso aiutandoci con le mani e aggrappandoci al tronco di due alberelli.
Dopo un tratto con poca pendenza proseguiamo in salita.
Superiamo un tornante destrorso (m. 1000).
In modo abbastanza ripido, su fondo roccioso, percorriamo una curva a sinistra.

Aiutandoci con le mani risaliamo una paretina assai ripida.
Proseguiamo in leggera salita, sempre su fondo roccioso (m. 1010).
Il tronco di un alberello che afferriamo ci aiuta a superare un tratto di sentiero stretto e poco agevole mentre alla sinistra scende un ripido pendio.
Vediamo il segnavia 18. Torniamo a salire.

Contorniamo un salto verticale scarsamente protetto da un paio di vecchi tronchi d'albero collocati di traverso. Il sentiero comunque abbastanza ampio e non particolarmente esposto; basta mantenere la normale prudenza.
Continuiamo in modo abbastanza ripido.

Raggiungiamo il Passo del Cammello (m. 1040). La parte pi faticosa terminata. Proseguiamo in un bosco formato da faggi, betulle e larici.
Percorriamo un lungo tratto in salita.
Una radice forma un gradino (m. 1065).
Proseguiamo quasi in piano. Passiamo accanto ad un grande agrifoglio.
Vediamo il segnavia 18.

Troviamo un cartello di legno con una freccia e la scritta: "Erna Vecchio Borgo a 35 minuti" (m. 1085).
In leggera salita percorriamo due curve sinistra-destra (m. 1095).
Continuiamo in modo abbastanza ripido. Superiamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1105).
La pendenza diminuisce un poco.
Un ometto ed una freccia invitano a girare a sinistra (m. 1120).
Percorriamo un tratto in leggera discesa.

Continuiamo quasi in piano con un ripido alberato pendio alla sinistra.
Dopo alcuni passi in leggera discesa, vediamo il segnavia 18 su di una roccia.
Alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri in leggera discesa.

Troviamo un cartello di legno con una freccia e la scritta: "Piani d'Erna a 20 minuti". Il cartello erroneamente rivolto a sinistra ma non ci sono sentieri in quella direzione per cui proseguiamo diritto.
In leggera salita percorriamo una curva a destra (m. 1110).
Continuiamo quasi in piano. Lasciamo a sinistra un grande agrifoglio.
Proseguiamo in leggera salita e vediamo il segnavia 18 su di un albero. Notiamo che ora questi segnavia sono dipinti in nero su di un quadratino rosso.
Torniamo a salire camminando su fondo roccioso. Troviamo un altro segnavia 18 (m. 1140).
Riprendiamo il sentiero, in leggera salita.

Quasi in piano, superiamo un tratto con il sentiero piuttosto stretto ed esposto alla sinistra. E' per possibile aggirare questo punto alla destra con una breve salita seguita da un'altrettanto breve discesa (m. 1150).
Percorriamo un'ampia curva a destra in leggera discesa.
Superiamo un tornante sinistrorso. Ci troviamo sul fondo ad un valloncello.
Proseguiamo dapprima in salita e poi con minore pendenza. Di tanto in tanto troviamo dei bolli.
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra.

Presso un tornante destrorso ignoriamo un sentiero, chiuso con un fascio di piccoli tronchi di legno, che prosegue diritto (m. 1165).
Superiamo un tornante sinistrorso e torniamo a salire.
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1175).
Continuiamo con altri zig-zag: dx-sx-dx (m. 1180).
Dopo un tratto quasi in piano proseguiamo con poca pendenza.
Una freccia gialla su di una pietra indica la nostra direzione di marcia (m. 1200).
Dopo una semicurva a sinistra ne percorriamo un'altra a destra tra alcune roccette.
Torniamo a salire e vediamo delle radici affioranti dal terreno.
Superiamo un tratto incassato nel terreno circostante.

Ad un bivio lasciamo il sentiero che continua diritto e prendiamo quello che gira a sinistra (m. 1215).
Il sentiero nuovamente si divide e i segnavia indicano dietro con il seg. 18: Passo del Cammello, P.le Funivia a ore 1.10; a sinistra: Sentiero Natura. Andiamo invece a destra.
Poco dopo giriamo a sinistra verso un baitello (e una casa situata pi in alto) e poi a destra.
Troviamo dei segnavia che indicano davanti il Rifugio Marchett e il Vecchio Borgo.

Dopo pochi passi raggiungiamo una palina con segnavia che indicano davanti: Piani d'Erna, Lecco, Sentiero Natura emozioni da vivere.
Percorriamo uno zig-zag sinistra-destra e troviamo altri segnavia identici ai precedenti.
Superiamo un altro zig-zag sinistra-destra (m. 1230).
Troviamo delle radici che formano dei gradini e ancora gli stessi segnavia.

Con una curva a sinistra ci portiamo in direzione della chiesetta della Madonna della Neve. I segnavia indicano: Loc. la Chiesetta (m. 1240).
Poco dopo la raggiungiamo. Due targhe affisse alla facciata ricordano tre partigiani caduti per il piombo tedesco e la benedizione da parte del cardinale Colombo della chiesetta restaurata nel 1966. Due scritte in bianco su assi inchiodate a un palo segnalano: Chiesetta Madonna della Neve; dietro: Sentiero della Corna Cammello.
Prendiamo la stradina alla destra tra la chiesetta ed un muretto in cemento.
Con tre brevi tratti: in leggera salita, in leggera discesa e quasi in piano, passiamo tra le poche case del Vecchio Borgo e raggiungiamo il Rifugio Marchett.

Tempo impiegato: ore 2 - Dislivello: m. 700 -63
Data escursione: novembre 2016
 
Quarto itinerario: dalla Forcella di Olino per il Passo del Giuff (sentieri 17 + 7)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo sulla sinistra percorrendo la via principale del paese (SP 62) per un chilometro, fino a imboccare sulla sinistra la provinciale 63 per Morterone. Questa strada molto panoramica e sale con vari tornanti, in alcuni punti senza protezione a valle.
Dopo km 11.5 raggiungiamo la galleria della Forcella di Olino, prima, ma sopratutto dopo la quale possibile parcheggiare sulla destra.

Vari segnavia indicano: Forcella di Olino m. 1158; Forbesette a ore 1, Calchera-Carbonaia a ore 1.10, Costa del Palio a ore 1.20, Rifugio-Agriturismo Tironi Consoli.
Ci incamminiamo e dopo pochi passi in salita nel bosco vediamo un altro cartello inchiodato ad un faggio che dice: Forcella di Olino m. 1169; Erna-Artavaggio seg. 21.
Proseguiamo quasi in piano. Una apertura tra gli alberi alla destra consente una veduta del Monte Due Mani e del Bivacco Locatelli Milani Scaioli sulla cima.
Ora siamo attorniati da alberelli che in alto non riescono a chiudere la vista verso il cielo. Percorriamo un breve tratto incassato nel terreno circostante.
Continuiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita tra i faggi.
Dopo una curva a sinistra passiamo tra due rocce (m. 1195) e arriviamo ad un bivio dove prendiamo il sentiero sulla destra quasi pianeggiante. Su di un faggio vediamo una freccia gialla che indica il Resegone e su di un altro una bandierina di colore rosso bianco rosso della DOL.

Gli alberi diventano pi radi. Proseguiamo in leggera discesa e percorriamo un breve tratto con il sentiero incassato.
Poi, quasi in piano ci immettiamo in una fitta faggeta (m. 1190).
Dopo una curva a sinistra riprendiamo a salire.
Presso una curva a destra, alla sinistra tra i rami riusciamo a intravedere le case sparse di Morterone (m. 1205).
Proseguiamo quasi in piano. Dalla destra una roccia si protende verso il sentiero. Vari segnavia indicano il sentiero 17, la DOL e il Rifugio Azzoni.
Percorriamo un breve tratto in discesa, camminando su di una lastra di pietra obliqua, e proseguiamo quasi in piano.
Ora, alla sinistra, il pendio scende ripidamente tra i faggi (m. 1200).
Dopo pochi passi in leggera salita, passiamo in un intaglio tra le pietre.
Proseguiamo con una breve discesa. Superiamo un rivolo e torniamo a camminare in leggera salita alla sinistra di alcune rocce.
Alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri con poca pendenza e per un attimo rivediamo Morterone.
Un cartello appeso in alto su di un albero avverte della presenza di un appostamento per la caccia (m. 1235).
Dopo una breve salita proseguiamo in piano.

Raggiungiamo una costruzione in cemento ed un bivio (m. 1250). Un cartello su di una betulla indica a destra: Forbesette Resegone; a sinistra: Baita Casimiro Ferrari Loc. Pizzo. Andiamo a destra dapprima in piano e poi in salita.
In alto a destra vediamo un appostamento raggiungibile con un sentiero. Alla sinistra cominciamo a vedere in lontananza il Resegone.
Lasciamo il sentiero, che prosegue diritto, per prendere quello a destra con il quale, in salita, raggiungiamo il cassottello verde utilizzato dai cacciatori e situato in una piccola radura (m. 1270). Lo aggiriamo verso sinistra e ci addentriamo in un boschetto di alberelli.
Poco pi avanti il percorso si divide ma ben presto i due rami si ricongiungono (m. 1285).
Troviamo un corto parapetto in legno. Alla sinistra gi in basso vediamo la piazzola dell'elicottero a Morterone.
Dopo pochi passi allo scoperto, percorrendo un tratto incassato, rientriamo nel bosco.
Giriamo a sinistra e ne usciamo. Ora siamo circondati solo da radi alberi (m. 1295).
Passiamo accanto ad alcune roccette (m. 1310).
Proseguiamo quasi in piano fino ad una curva a destra dove riprendiamo a salire. Qualche piccolo tronco fa da gradino. Il fondo diventa roccioso.
Dopo un tratto quasi pianeggiante entriamo in una faggeta.
Presso una curva a sinistra un cartello giallo indica una zona a maggior tutela.
Proseguiamo in salita fino ad una curva a destra (m. 1330).
Percorriamo poi un breve tratto quasi in piano seguito da un altro altrettanto breve in salita agevolati da due gradini di legno e uno di pietra.
Continuiamo superando tratti quasi in piano alternati ad altri con poca pendenza.
Torniamo a salire e poi proseguiamo con minore pendenza (m. 1345).
Sulla sinistra troviamo un tavolo e una panca di legno (m. 1365).

Ad un bivio un cartello indica dietro con il sentiero 17: Forcella di Olino a 30 minuti; davanti: Forbesette a 25 minuti; scendendo a sinistra: Morterone a 30 minuti.
Proseguiamo diritto con leggeri saliscendi ma prevalentemente in piano.
Dopo un tratto in salita ne percorriamo altri in leggera discesa, quasi in piano o in leggera salita. Poi riprendiamo a salire (m. 1380).
Giriamo a destra percorrendo un tratto incassato e con alcune pietre nel mezzo del sentiero (m. 1400).

Subito dopo arriviamo ad un bivio dove un cartello indica a destra: Passo del Giuff, Erna a ore 1.20. Prendiamo questo sentiero lasciando il n. 17 che prosegue verso le Forbesette.
Alla sinistra troviamo subito in masso.
Percorriamo un breve tratto allo scoperto durante il quale possiamo vedere le cime del Resegone (m. 1415) poi proseguiamo in leggera salita tra alberi radi.
Lasciamo a destra un altro masso e riprendiamo a salire in una faggeta.
Presso un piccolo slargo giriamo a destra (m. 1435).
Dopo una curva a sinistra la pendenza aumenta un poco.
Superiamo una piccola radura e rientriamo nel bosco (m. 1440).
Sulla sinistra troviamo una grossa pietra (m. 1470). Ora in sentiero abbastanza ripido.
Superiamo una curva a destra ignorando delle tracce di sentiero che continuano diritto.
Dopo un tornante sinistrorso (m. 1480) percorriamo un breve tratto con poca pendenza e poi torniamo a salire in modo abbastanza ripido.

In alto a destra vediamo gli spuntoni calcarei situati nei pressi del Passo del Giuff che poco dopo raggiungiamo (m. 1515). I segnavia indicano davanti: Piani d'Erna a 50 minuti; dietro: Forcella di Olino a 55 minuti; alla sinistra invece si scende alla sorgente delle Forbesette ritornando sul sentiero 17.
Superato l'intaglio tra due rocce, scendiamo ripidamente aiutati da alcuni gradini di pietra e poi di legno.
Poi, ignorato un sentiero a sinistra, continuiamo a scendere ma con minore pendenza. Ora il bosco pi rado e consente una bella vista sulle Grigne e sui Piani d'Erna.
Arriviamo ad un bivio (m. 1485). A destra un sentiero continua tra l'erba; dietro vengono segnalati con il sentiero 7: Passo del Giuff, Val Caldera, Forbesette, Rifugio Azzoni, Morterone. Andiamo invece a sinistra e rientriamo nel bosco.
Percorriamo un breve tratto incassato nel terreno.

Subito dopo troviamo un cartello che indica il Rifugio Marchett nella nostra direzione di marcia a 40 minuti (m. 1470).
Attraversiamo il letto in secca di un rivolo (m. 1425).
Proseguiamo alternando due tratti quasi in piano ad altrettanti in lieve discesa, con qualche passaggio fuori dal bosco.
Poi, quasi in piano, passiamo accanto ad un altro cartello che indica davanti la funivia dei Piani d'Erna a 35 minuti di cammino.
Alterniamo due tratti quasi in piano ad altrettanti con poca pendenza o in salita. Poi torniamo a scendere (m. 1415).
Nuovamente con percorso quasi pianeggiante, passiamo accanto ad una colata di pietre (m. 1400).
Proseguiamo in leggera salita e poi quasi in piano. Su di un faggio vediamo la scritta ETR in rosso.
Dopo altri lievi saliscendi, percorriamo un tratto in discesa su fondo roccioso (m. 1405).
Poi alterniamo diversi tratti quasi in piano ad altri in salita e discesa con varie pendenze.
Per un attimo usciamo dal bosco e passiamo sotto una seggiovia (m. 1370).
Superato un altro boschetto, in leggera discesa attraversiamo un prato.
Poi quasi in piano, attraversiamo un altro gruppo di alberi.
Passiamo sotto uno skilift e poi superiamo l'ultimo tratto di bosco, all'uscita dal quale alcuni segnavia indicano nella direzione dalla quale proveniamo: Forbesette, Azzoni, Resegone.
Scendiamo attraversando un prato. In basso a destra gi vediamo il Rifugio Marchett.

Raggiungiamo lo slargo che precede la sorgente Acqua della Pesciola (m. 1325).
Potremmo continuare diritto fino alla Bocca d'Erna e poi piegando a destra arrivare al Borgo Antico seguendo la sterrata che proviene dalla funivia. Preferiamo invece percorrere una parte del Sentiero Natura che scendendo direttamente sulla destra, nel nostro caso funge da scorciatoia.
Prendiamo dunque questo sentiero inizialmente in leggera discesa tra i prati.
Poi, passando tra un gruppo di alberi, percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1315).
Continuiamo in discesa tra i prati. Un segnavia indica il Sentiero Natura.
Dopo un tornante destrorso il sentiero diventa meno evidente, in quanto parzialmente coperto dall'erba, e scende con minore pendenza (m. 1305).
Al successivo tornante sinistrorso troviamo un altro segnavia (m. 1285) e proseguiamo quasi in piano.
Ora il sentiero ben marcato. Passiamo sotto i cavi di uno ski-lift.
Superiamo un gruppo di alberi incrociando un rivolo che troviamo in secca e vediamo un altro segnavia che indica il Sentiero Natura.
Alla sinistra c' una casa di colore giallo.
Troviamo poi un cartellone che parla di Erna nelle quattro stagioni. Alla sinistra c' un muretto in cemento. In basso a destra vediamo il Borgo Antico.
Passiamo accanto ad un'altra palina con le indicazioni del Sentiero Natura (m. 1275).

Scendiamo verso destra con una scalinata di 150 gradini passando accanto ad altre due case.
Giunti in basso ci immettiamo sulla sterrata che proviene dalla Bocca d'Erna e, in leggera discesa, la seguiamo verso destra (m. 1245).
Alla sinistra ci sono una pista di bob per bambini e un campetto di calcio; a destra invece c' la Casa Alpina La Grandolina.
Poco dopo raggiungiamo il Vecchio Borgo e il rifugio.

Tempo impiegato: ore 2 - Dislivello: m. 400 -318
Data escursione: dicembre 2011

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Azzoni (m. 1860) in ore 2 circa
  • alla Vetta del Resegone (m. 1875) in ore 2 circa










Dati del Rifugio Marchett

Altezza:
m. 1240
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Piani d'Erna
Comune:
Lecco - LC
Carta Kompass:
91 E7
Coordinate Geo:
4552'13"N
926'58"E
Gestore:
Marco Locatelli
Telefono gestore:
328 6684631
Telefono rifugio:
0341 505019
Posti letto:
25
Apertura:
sempre
Pagina aggiornata
il: 23/11/2016
Il Rifugio Marchett Il piazzale del parcheggio della funivia La cappellina dedicata ai caduti sul Resegone Panorama dal sentiero 1 Panorava su Lecco dal sentiero 18 Il Passo del Giuff La facciata della chiesetta della Madonna della Neve ll retro della chiesetta della Madonna della Neve Interno della chiesetta Il Resegone visto dal rifugio

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