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La Capanna Sociale Ghislandi è situata al passo del Fo, sulle pendici meridionali del monte Resegone.
Pur essendo riservata ai soci dei Cai di Calolziocorte, è comunque un ottimo punto d'appoggio al Rifugio Alpinisti Monzesi.
Primo itinerario: da Erve.
Da Lecco, con la provinciale 639 in direzione sud, seguiamo il corso dell'Adda fino a Calolziocorte dove, al terzo semaforo imbocchiamo sulla
sinistra la provinciale 180 in direzione di Erve. Giunti a un bivio, voltiamo a sinistra secondo le indicazioni e proseguiamo con un percorso
panoramico in parte scavato nella roccia.
Arriviamo così al borgo di Erve (m. 559), adagiato lungo il corso del torrente Galaveso e lo attraversiamo interamente lasciando l'auto in uno dei
parcheggi lungo la strada.
In fondo al paese, nei pressi di una rotonda inizia il percorso segnalato con il n. 11.
Ci sono tre bacheche con cartine della zona e un segnavia che indica l'anello del Resegone, le antiche miniere e La Passata a ore 2.
Superiamo il Galaveso con un ponticello di pietra e troviamo altri segnavia che indicano: il Rifugio Azzoni e la vetta del
Resegone a ore 4, il Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 2 e la sorgente S. Carlo a ore 0.40.
Ci incamminiamo in piano su di una stradina sterrata alla sinistra del torrente.
Poi iniziamo a salire con un deciso strappo. A lato della strada, che in questo tratto ha il fondo in cemento, sono stati scavati dei gradini per
agevolare il cammino.
Di fronte, su una delle cime del Resegone, distinguiamo nettamente la costruzione bianca e rossa del Rifugio Azzoni.
Superiamo una cappelletta e una costruzione dell'acquedotto poi, quasi in piano, ignoriamo un sentiero che scende al torrente.
Troviamo tre piccoli ponti che attraversano il torrente: il primo si dirige a Pra Munik, il secondo è chiuso da un cancelletto, il terzo reca una
targhetta che dice "ul put di carbuner"
Ignoriamo queste deviazioni e proseguiamo fino ad arrivare in località Gnétt (m. 663). Qui la valle si allarga un poco. Siamo nei pressi di un
agriturismo.
Se l'acqua è poca, possiamo superare il torrente su un piccolo ponte e guadarlo, poco dopo, per ritornare sull'altro lato.
Altrimenti è opportuno continuare diritto e superare più avanti un affluente del Galaveso con un ponticello.
Continuiamo con un sentiero all'inizio del quale un segnavia indica il Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 1.10 con la
variante Pra di Ratt e a ore 1.30 passando per la sorgente San Carlo. Quest'ultima è indicata a 15 minuti.
Saliamo ripidamente fino alla Cà del Prà, una baita con fontanile, poi con pochi passi in piano arriviamo al bivio (m. 691).
Qui il sentiero si divide: a sinistra c'è la variante Pra di Rat, più breve ma più impegnativa; diritto invece c'è il percorso principale, più agevole
ma più lungo, seguendo le sponde del Galaveso.
a) Percorso principale (diritto)
Proseguiamo in piano addentrandoci nel bosco, sempre accompagnati dallo scroscio del torrente.
Dopo un tratto in salita e un passaggio tra due rocce, arriviamo al ponte del Bruco.
Qui una targa in bronzo ricorda il mulo, a cui spettava il rifornimento del rifugio, deceduto nell'adempimento del proprio dovere. La targa recita:
"Al mulo fedele compagno e servitore degli alpini e degli alpinisti che qui concluse la sua ultima fatica".
Oltre il ponte c'è la fonte S. Carlo (m. 750). Accanto ad un'icona raffigurante il santo c'è questa iscrizione scolpita nel legno: "Passa
tranquillamente tra il rumore e la fretta, ma ricorda quanta pace può esserci nel silenzio delle montagne".
Ci sono anche tre tavoli e panche di legno. Diversi rivoli d'acqua scendono dalla montagna.
Il sentiero ora procede incassato tra le rocce poi devia a destra e sale più ripidamente a zig-zag.
Guadiamo il torrente verso sinistra, poi raggiungiamo e superiamo una roccia nella quale sono stati scavati dei gradini.
Quasi in piano procediamo a mezza costa fino a riavvicinarci al Galaveso e a guadarlo un'altra volta.
Ora la pendenza è lieve. Attraversiamo nuovamente il torrente.
Dopo una curva a destra abbandoniamo il corso d'acqua che finora aveva sempre accompagnato il nostro cammino.
Poco dopo inizia il tratto più faticoso. Saliamo ripidamente a zig-zag. Poi troviamo alcuni gradini di legno che agevolano il cammino.
Giunti in cima troviamo un bivio. Alcuni cartelli appesi ai rami indicano a sinistra il Rifugio Alpinisti Monzesi, a
destra Valle Verde e alle nostre spalle Erve.
Percorriamo un lungo tratto quasi in piano.
Passiamo accanto ad un crocefisso e poi ignoriamo una deviazione sulla destra per Piazzo.
Presso un ansa della montagna superiamo un ruscelletto che scende e attraversa il sentiero.
Con una breve salita raggiungiamo un bivio: a destra si va a Piazzo (0.15), alla Passata (0.30) e alle antiche miniere (0.40); continuiamo invece a
sinistra verso il Rifugio Monzesi (0.20).
Superiamo un ruscello e riprendiamo a salire.
Presso un tornante ignoriamo un sentiero sulla sinistra.
Più avanti incontriamo la variante Pra di Rat (descritta più sotto) che si innesta in questo punto poco prima di una croce.
In leggera salita raggiungiamo il bivio dove inizia il sentiero n. 24 per il Magnodeno raggiungibile in un'ora e
trenta.
Superiamo una sorgente con una vasca per raccogliere l'acqua, poi in salita passando alla sinistra di un gruppo di abeti e larici, raggiungiamo il
Rifugio Alpinisti Monzesi.
Il Rifugio Ghislandi è situato un centinaio di metri più in alto. Già riusciamo a vederlo e con una ripida salita lo raggiungiamo.
Tempo impiegato: ore 2.20 - Dislivello: m. 725
Data escursione: aprile 2008
b) Variante Pra di Rat (a sinistra)
Il sentiero sale tra gli alberi in modo abbastanza ripido, a volte si divide in due o tre tracce per poi tornare a riunirsi.
Ad un bivio andiamo a sinistra e saliamo a zig-zag.
Incrociamo un altro percorso e continuiamo diritto.
Il sentiero prosegue dapprima incassato nella montagna e poi su alcune roccette.
Dopo un breve tratto quasi in piano riprendiamo a salire.
Superiamo un ruscello che troviamo in secca.
Ad un bivio, andiamo a sinistra in quanto il cammino è più agevole; dopo pochi metri le due tracce si riuniscono.
Salendo ripidamente possiamo vedere tra gli arbusti, alla nostra destra, l'intera vallata.
Superiamo un breve passaggio su facili roccette e poi un altro dove occorre aiutarsi con le mani (m. 850).
Il percorso prosegue su fondo quasi sempre roccioso e si divide in due o tre sentierini quasi paralleli che a volte si intersecano.
Sopra di noi vediamo alcuni spuntoni di roccia.
Più avanti troviamo un grosso masso con la scritta in rosso: "Pas del Tulin" (m. 900). Anziché superarlo, troviamo più agevole aggirarlo sulla destra.
Continuiamo poi su fondo roccioso verso un intaglio nella roccia (m. 990) che segna la fine della parte più faticosa del nostro cammino.
Percorriamo pochi passi in cresta, poi il sentiero aggira la montagna sulla destra. Più in basso vediamo l'altro sentiero (a - principale) che scorre
parallelo.
Alterniamo ora diversi tratti quasi in piano intervallati con altrettanti in salita su facili roccette. Quasi sempre al termine delle salite passiamo
in un intaglio fra due rocce.
Poi in lieve salita nel bosco raggiungiamo il bivio con il percorso principale descritto precedentemente con il quale proseguiamo fino alla meta.
Tempo impiegato: ore 1.50 - Dislivello: m. 725
Data escursione: aprile 2008
Secondo itinerario: da Malnago.
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Superata la frazione di Falghera, saliamo con alcuni tornanti e arriviamo a Malnago.
Poco prima di un tornante destrorso, troviamo un piccolo parcheggio dove è opportuno lasciare l'auto (m. 470).
Ci incamminiamo. Al tornante successivo, inizia il sentiero n. 1 segnalato da bandierine giallo-bianco-rosse e da un cartello che recita:
Malnago 480 - Resegone 1870: ore 3.3/4.
Dopo un breve tratto in salita con il fondo in cemento raggiungiamo un'icona raffigurante la presentazione di Gesù al tempio.
Pieghiamo a sinistra e proseguiamo quasi in piano su una bella mulattiera contornati da un lato dal
bosco e dall'altro da una recinzione metallica che, dopo un sentierino, diventa una staccionata in legno.
Presso una curva ignoriamo una stradina che si dirige verso una casa privata.
Successivamente, ad un bivio, troviamo un'altra icona raffigurante la Sacra Famiglia e prendiamo a sinistra.
In lieve salita nel castagneto, passiamo nei pressi di una teleferica, ignoriamo il sentiero n. 2 sulla sinistra e superiamo un'altra casa.
Un breve tratto in salita ci conduce su di una stradina asfaltata. Non ci sono indicazioni ma dobbiamo andare a destra.
A sinistra invece si va verso il parcheggio della funivia.
Variante
In alternativa a questa prima parte del percorso possiamo utilizzare una variante che ci consente di risparmiare 130 metri di dislivello.
Infatti, anziché lasciare l'auto nel punto indicato, possiamo percorrere la strada fino al termine, vale a dire fino alla stazione a valle della
funivia (m. 603).
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.
Lasciamo l'auto nel parcheggio, che è a pagamento (euro 1.50) solo nei giorni festivi, e ci avviamo verso destra in direzione di un
evidente cartellone giallo che segnala i percorsi: Campo di Boi - Monte Magnodeno - Ferrata Pizzo d'Erna - Rifugio Stoppani - Piani
d'Erna - Monte Resegone.
Dopo aver disceso alcuni gradini entriamo nel bosco e ci incamminiamo in lieve discesa tenendoci sempre sul percorso principale per altro
ben segnalato con dei cartelli gialli.
Raggiungiamo poi una stradina asfaltata. Un cartello indica a sinistra il sentiero n. 18 per il Passo del Cammello raggiungibile in ore 2.30.
Andiamo invece a destra e, superato il sentiero che porta alla Falesia d'Erna, incontriamo sulla destra il percorso precedentemente
descritto (m. 580).
Prosecuzione comune
L'asfalto termina davanti al cancello di una azienda agricola a fianco della quale riparte la mulattiera.
Contornando la recinzione della tenuta, riprendiamo a salire nel bosco con poca pendenza.
Ignoriamo successivamente alcuni sentieri: il primo che segue la recinzione, un altro sul lato opposto, un terzo che conduce alla via
ferrata del Pizzo d'Erna e un quarto che si inerpica sulla montagna.
Ad un bivio, contrassegnato da una targa SEL, andiamo a destra. Dopo pochi metri in piano riprendiamo a salire più ripidamente.
Poi usciamo dal bosco e quasi in piano passiamo tra un'icona raffigurante una madonna con bambino ed un vecchio albero.
Raggiungiamo un bivio; i segnavia indicano a sinistra Costa-Stoppani-Azzoni e diritto Campo de Boi.
Attraversate le vecchie baite della frazione Costa (m. 800), raggiungiamo la cappellina votiva dedicata ai caduti del Resegone
dove vale la pena sostare un attimo.
Torniamo poi a salire, al fresco del castagneto, e arriviamo ad un bivio dove una freccia bianca indica di procedere verso destra.
Al bivio successivo è invece una freccia gialla ad indicare il sentiero a sinistra.
Ora il percorso è meno ripido. Poco dopo raggiungiamo il Rifugio Stoppani.
La mulattiera prosegue dietro al rifugio.
Un cartello su un albero indica il Rifugio Marchett a 50 minuti.
Ignoriamo un sentierino che sulla sinistra ridiscende allo Stoppani e
proseguiamo tra i faggi fiancheggiando una staccionata con due funi protettive.
Passiamo accanto alla fresca fonte del Kopp, poi, in piano, superiamo una vecchia casa oltre la quale troviamo un bivio (m. 980).
Un segnavia indica a sinistra i Piani d'Erna-La Sponda; diritto i Piani d'Erna e il Resegone. Prendiamo questa ultima via.
Dopo aver superato un'altra baita, con pochi passi in salita arriviamo ad un ruscello; lo superiamo e troviamo un bivio dove
abbandoniamo il sentiero n. 1 che sale a sinistra verso il Resegone e proseguiamo con il n. 6.
Poco dopo raggiungiamo un trivio: a sinistra un sentiero segnalato come n. 1/7 sale a Erna,
a destra scende il sentiero n. 4A, mentre noi proseguiamo diritto con il n. 6 (cartello Passo del Fò - Monza).
Camminando in leggera salita superiamo un ruscelletto che scende dalla montagna e attraversa il
cammino, poi percorriamo un tratto in piano nel quale trascuriamo un sentiero che scende sulla destra.
Dopo aver superato un altro ruscelletto iniziamo a salire prima a zigzag poi puntando verso una
selletta che si apre, lassù in alto, tra due pareti rocciose; è questo il tratto più faticoso della nostra escursione.
Troviamo un altro bivio; un cartello indica a sinistra il sentiero n. 7 che conduce a Erna in ore 0.45 o al Pian del Fieno in ore 0.15.
Continuiamo invece a destra verso il Passo del Fò raggiungibile in ore 0.25.
Finalmente arriviamo alla bocchetta (m. 1202), ora il percorso è meno ripido e cominciamo a vedere il tetto della cappellina situata vicino
alla Capanna Sociale Ghislandi.
Riprendiamo a salire abbastanza rapidamente e dopo aver ignorato un sentiero che scende a sinistra, arriviamo al Passo del Fò e al rifugio.
Tempo impiegato ore 2.30 da Malnago superando un dislivello di 814 metri
(dieci minuti in meno e 133 metri in meno dal parcheggio della funivia).
Data escursione: marzo 2004
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