Capanna Sociale Ghislandi

La Capanna Sociale Ghislandi è situata al Passo del Fo, sulle pendici meridionali del Monte Resegone.
Pur essendo riservata ai soci dei Cai di Calolziocorte, è comunque un ottimo punto d'appoggio al Rifugio Alpinisti Monzesi.

Primo itinerario: da Erve.
Da Lecco, con la provinciale 639 in direzione sud, seguiamo il corso dell'Adda fino a Calolziocorte dove, al terzo semaforo imbocchiamo sulla sinistra la provinciale 180 in direzione di Erve. Giunti a un bivio, voltiamo a sinistra secondo le indicazioni e proseguiamo con un percorso panoramico in parte scavato nella roccia.
Arriviamo così al borgo di Erve (m. 559), adagiato lungo il corso del Torrente Galaveso e lo attraversiamo interamente lasciando l'auto in uno dei parcheggi lungo la strada. Davanti vediamo il Resegone e distinguiamo nettamente la costruzione color rosa del Rifugio Azzoni accanto alla Punta Cermenati.

In fondo al paese, nei pressi di una rotonda inizia il percorso segnalato con il n. 11 (m. 595). Qui troviamo anche quattro panche e quattro cartelloni con descrizione dei sentieri e cartine della zona e un segnavia che indica l'anello del Resegone, le antiche miniere e La Passata a ore 2.
Superiamo il Galaveso con un ponticello di pietra o anche con un guado se l'acqua è poca. Vediamo un segnale che indica il divieto di transito alle moto. Alla destra c'è un baitello e alla sinistra un cassottello verde.
Subito dopo troviamo altri segnavia che indicano con il sentiero 11: Rifugio Azzoni e vetta del Resegone a ore 4, Capanna Alpinisti Monzesi a ore 2, sorgente S. Carlo a ore 0.40. Un cartello informa se il Rifugio Monzesi è chiuso o aperto.

Ci incamminiamo in leggera salita su di una stradina sterrata. Alla sinistra c'è una rete metallica. Alla destra scorre in torrente. Su di un masso vediamo dei bolli di colore rosso e giallo.
Cominciamo a salire. Il fondo è in cemento e alla destra ci sono delle protezioni in legno.
Alla sinistra troviamo una parete di roccia. Proseguiamo tra alberi, alberelli e arbusti.
Continuiamo in modo abbastanza ripido. Alla destra della strada sono stati scavati dei gradini risalendo i quali notiamo su di un grande masso una madonna con bambino ed il segnavia a bandierina con il n. 11 (m. 610).
Poco dopo ignoriamo un sentiero che sale a sinistra, accanto ad una santella (m. 625).
Ora la pendenza è scarsa. Alla sinistra c'è una costruzione dell'acquedotto sulle cui pareti vediamo un segnavia a bandierina n. 11. Entriamo nel bosco.
Percorriamo un breve tratto in salita con delle protezioni alla destra e poi continuiamo quasi in piano (m. 640).

Lasciamo a destra un ponticello che attraversa il Galaveso. Un cartello indica Pian Munik.
Subito dopo alla sinistra c'è un piccolo slargo.
Proseguiamo in leggera salita. Alla sinistra c'è una casa diroccata.
Troviamo poi un altro ponticello che attraversa il torrente e termina con un cancelletto oltre il quale c'è una proprietà privata nella quale vediamo un cassottello.
Continuiamo in piano con un muretto a secco alla sinistra e una protezione in legno alla destra.
Percorriamo una curva a sinistra all'interno della quale c'è una casa/stalla.
Dopo pochi passi in salita continuiamo quasi in piano e troviamo un terzo ponticello sul Galaveso. Una piccola targa recita: "ul put di carbuner" (m. 650).

Proseguiamo con la stradina fino ad arrivare in località Gnétt dove la valle si allarga un poco. Qui dobbiamo superare il Galaveso e possiamo farlo in tre modi.
- Se l'acqua è poca o assente conviene seguire la stradina che scende al guado e poi con un secondo guado tornare alla sinistra del corso d'acqua.
- Se l'acqua è tanta dobbiamo proseguire lungo la sponda del torrente fino a trovare uno stretto ponticello accanto al quale un cartello indica il Ristoro 2 Camosci. Attraversato il Galaveso, con un altro ponte torniamo poi alla sinistra del torrente.
- La terza possibilità consiste nel rimanere sempre alla sinistra del torrente. La stradina si restringe e diventa sentiero. Alla sinistra c'è una staccionata oltre la quale vediamo una vecchia cascina malconcia. Poi con pochi passi in discesa arriviamo al guado di un ruscello affluente del Galaveso, lo attraversiamo e risaliamo l'opposta sponda.

in ogni caso ci ritroviamo poi davanti ad una palina che indica: Località Gnètt m. 663 e segnala il Rifugio Alpinisti Monzesi a ore 1.10 con la variante Prà di Ratt e a ore 1.30 passando per la sorgente San Carlo. Quest'ultima è indicata a 15 minuti. Alla destra, oltre il torrente, vediamo l'agriturismo 2 Camosci.
Proseguiamo in leggera salita tra alberi e arbusti.
Poi saliamo con il fondo in pietra fino a trovare sulla sinistra la cascina Cà del Prà davanti alla quale c'è una fontana con vasca in cemento.
Proseguiamo quasi in piano seguendo un muro a secco.
Il sentiero si biforca (m. 700): a sinistra sale la variante Prà di Rat, più breve ma più impegnativa; diritto invece c'è il percorso principale, più agevole ma più lungo, seguendo le sponde del Galaveso. Entrambi sono contrassegnati con il n. 11. Il Rifugio Monzesi è indicato, con la variante a ore 1, e con il percorso principale a ore 1.45.

a) Percorso principale (diritto)
Proseguiamo quasi in piano, accompagnati dallo scroscio del torrente, addentrandoci nel bosco.
Con poca pendenza percorriamo poi un tratto con il sentiero incassato nel terreno circostante.
Vediamo un segnavia a bandierina n. 11. Torniamo a salire.
Poco dopo il sentiero si divide sole per aggirare un gruppo di alberi.
Percorriamo un altro tratto incassato. Continuiamo in leggera salita.
Dopo pochi passi in discesa, proseguiamo quasi in piano. Alla destra vediamo una pozza e un saltello del torrente (m. 725).
Proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita. Il fondo del sentiero è formato da pietre e roccia.
Passiamo tra due roccette e dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire.

Arriviamo al Ponte del Bruco (m. 750). Qui una targa in bronzo ricorda il mulo, a cui spettava il rifornimento del rifugio, deceduto nell'adempimento del proprio dovere. La targa recita: "Al mulo fedele compagno e servitore degli alpini e degli alpinisti che qui concluse la sua ultima fatica".
Oltre il ponte riprendiamo a salire. Passiamo tra due tavoli con relative panche e un cartello che indica la Capanna Alpinisti Monzesi.
Salendo rudimentali gradini scavati nella roccia arriviamo alla fonte S. Carlo. Accanto ad un'icona raffigurante il santo c'è questa iscrizione scolpita nel legno: "Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, ma ricorda quanta pace può esserci nel silenzio delle montagne". Qui troviamo un altro tavolo con panche di legno. Diversi rivoli d'acqua scendono dalla montagna.

Il sentiero prosegue inizialmente con delle protezioni alla sinistra poi, quasi in piano entra in una gola. Alla sinistra scorre il torrente.
Riprendiamo a salire agevolati da rudimentali gradini.
Dopo un tornante destrorso (m. 770) la pendenza aumenta e saliamo con alcuni zig-zag mentre il sentiero in alcuni punti è incassato rispetto al terreno circostante.
In piano attraversiamo un piccolo slargo poi in lieve discesa ci avviciniamo al Galaveso e lo guadiamo verso sinistra (m. 790).
Sull'altra sponda riprendiamo a salire. Su di un albero un piccolo cartello indica la Capanna Monzese.

Ora saliamo ripidamente verso una roccia, agevolati da alcuni rudimentali gradini.
Giunti in cima (m. 805) il sentiero piega a destra e prosegue con poca pendenza a mezza costa.
Dopo due passi in salita, con i quali superiamo una roccetta, continuiamo con poca pendenza mentre alla sinistra il sentiero precipita ripidamente tra alberelli e arbusti.
Riprendiamo poi a salire con dei gradini scavati nella roccia (m. 820).
Quasi in piano percorriamo una curva verso destra.
Poi alternando tratti in salita, con poca pendenza o quasi in piano ci riavviciniamo al torrente e lo guadiamo (m. 845).
Riprendiamo a salire. Ora il torrente scorre in basso a destra.
Saliamo altri gradini. Passiamo tra alcune pietre e, dopo due passi in discesa e altrettanti in piano, torniamo a salire con lievi serpentine incassate nel terreno circostante.

Dopo pochi passi in discesa guadiamo il torrente verso destra e riprendiamo a salire (m. 885).
Troviamo due cartelli che indicano il divieto di caccia. Qui il sentiero piega a destra e abbandona il corso d'acqua che finora aveva sempre accompagnato il nostro cammino.
Poco dopo inizia il tratto più faticoso. Superiamo i primi due zig-zag sinistra-destra. In questo punto troviamo un albero cresciuto in mezzo al sentiero.
Poi saliamo a zig-zag in modo abbastanza ripido. Più avanti troviamo alcuni gradini di legno che agevolano il cammino.

Giunti in cima troviamo un bivio (m. 1015). Ignoriamo un sentiero non segnalato che si stacca alla destra e proseguiamo diritto seguendo l'indicazione per il Rifugio Alpinisti Monzesi. Un piccolo cartello indica Erve nella direzione dalla quale proveniamo.
Percorriamo un lungo tratto nel quale camminiamo con poca pendenza o quasi in piano.
Troviamo poi alla sinistra una piccola croce ed una targa a ricordo di uno sfortunato escursionista perito a soli venti anni (m. 1035).
Il sentiero prosegue un po' incassato.
Alla destra si stacca un sentiero, segnalato da un cartello, che conduce a Piazzo (m. 1055).
Poi quasi in piano arriviamo ad un'ansa della montagna dove giriamo a sinistra guadando un ruscello che attraversa il sentiero. Siamo ormai giunti alla testata della valle ed iniziamo ad aggirarla portandoci poco alla volta verso sinistra.

Un tratto quasi in piano seguito da uno in salita ci portano ad un bivio (m. 1080). I segnavia indicano a destra: Piazzo a ore 0.15, La Passata a ore 0.30, Antiche Miniere a ore 0.40; a sinistra: Rif. Alpinisti Monzesi a ore 0.20, Passo del Fo a ore 0.40, Anello del Resegone; dietro: Sorgente San Carlo a ore 0.40, Erve a ore 1.10.
Proseguiamo in lievissima discesa fino ad un'ansa della montagna dove pieghiamo a sinistra guadando un ruscello.
Poi riprendiamo a salire e percorriamo un tratto incassato.
Proseguiamo dapprima con minore pendenza e poi quasi in piano (m. 1090).

Torniamo a salire. Presso un tornante destrorso ignoriamo un sentiero che prosegue diritto. Un segnavia indica la Capanna Monzesi a 15 minuti.
Più avanti, dopo una curva a sinistra incontriamo la variante Prà di Rat (descritta più sotto) che si innesta in questo punto (m. 1105). I segnavia indicano a sinistra Erve a ore 1 con il sentiero impegnativo Prà di Ratt; dietro con il sentiero facile la sorgente San Carlo a ore 0.45 e Erve a ore 1.15.
Proseguiamo diritto e poco dopo lasciamo a sinistra una croce.

Alternando due tratti quasi in piano ad uno in leggera salita raggiungiamo il bivio dove un cartello arrugginito segnala a sinistra l'inizio del sentiero n. 24 per il Monte Magnodeno (m. 1130).
Proseguiamo diritto in salita. Alla sinistra troviamo una sorgente. L'acqua esce da un tubicino appoggiato su di una vasca in cemento (m. 1140).
Continuiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita (m. 1150). In alto a sinistra c'è una baita.
Infine, accompagnati alla destra da un bosco di conifere, arriviamo al Rifugio Monzesi.
Il Rifugio Ghislandi è situato un centinaio di metri più in alto. Già riusciamo a vederlo e con una ripida salita lo raggiungiamo.

Tempo impiegato: ore 2.20 - Dislivello: m. 725
Data escursione: gennaio 2013

b) Variante Pra di Rat (a sinistra)
Il sentiero sale tra gli alberi in modo abbastanza ripido, a volte si divide in due o tre tracce per poi tornare a riunirsi.
Ad un bivio andiamo a sinistra e saliamo a zig-zag.
Incrociamo un altro percorso e continuiamo diritto.
Il sentiero prosegue dapprima incassato nella montagna e poi su alcune roccette.
Dopo un breve tratto quasi in piano riprendiamo a salire.
Superiamo un ruscello che troviamo in secca.
Ad un bivio, andiamo a sinistra in quanto il cammino è più agevole; dopo pochi metri le due tracce si riuniscono.
Salendo ripidamente possiamo vedere tra gli arbusti, alla nostra destra, l'intera vallata.
Superiamo un breve passaggio su facili roccette e poi un altro dove occorre aiutarsi con le mani (m. 850).
Il percorso prosegue su fondo quasi sempre roccioso e si divide in due o tre sentierini quasi paralleli che a volte si intersecano.
Sopra di noi vediamo alcuni spuntoni di roccia.
Più avanti troviamo un grosso masso con la scritta in rosso: "Pas del Tulin" (m. 900). Anziché superarlo, troviamo più agevole aggirarlo sulla destra.
Continuiamo poi su fondo roccioso verso un intaglio nella roccia (m. 990) che segna la fine della parte più faticosa del nostro cammino.

Percorriamo pochi passi in cresta, poi il sentiero aggira la montagna sulla destra. Più in basso vediamo l'altro sentiero (a - principale) che scorre parallelo.
Alterniamo ora diversi tratti quasi in piano intervallati con altrettanti in salita su facili roccette. Quasi sempre al termine delle salite passiamo in un intaglio fra due rocce.
Poi in lieve salita nel bosco raggiungiamo il bivio con il percorso principale descritto precedentemente con il quale proseguiamo fino alla meta.

Tempo impiegato: ore 1.50 - Dislivello: m. 725
Data escursione: aprile 2008
 
Secondo itinerario: da Malnago.
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Dopo alcuni chilometri in galleria, prendiamo l'uscita per Erna. Troviamo subito un bivio e, seguendo le indicazioni (Versasio - Piani Erna) andiamo a sinistra.
Superata la frazione di Falghera, saliamo con alcuni tornanti e arriviamo a Malnago.
Poco prima di un tornante destrorso, troviamo dello spazio per parcheggiare da entrambi i lati della strada (m. 470).

Ci incamminiamo in leggera salita e superiamo il tornante. Alla sinistra c'è un muretto in cemento e alla destra delle protezioni in ferro di colore verde. Attorno ci sono degli alberi e alcune case.
Al successivo tornante sinistrorso inizia il percorso n. 1 segnalato da bandierine giallo-bianco-rosse. Su di un cartello leggiamo: Malnago 480 - Resegone 1870 ore 3.3/4. Altri segnavia indicano i Rifugi Stoppani e Azzoni. Un segnale stradale indica a destra i civici 100-115 della Via per Erna.
Prendiamo pertanto la stradina asfaltata che sale a destra tra un muro e una rete metallica.
Troviamo poi a sinistra un prato il cui accesso è chiuso da una stanga mentre alla destra ci sono un cancello e una santella contenente un'icona raffigurante la presentazione di Gesù al tempio (m. 500).
Qui la strada piega a sinistra e, superata una grata per lo scolo dell'acqua, diventa una mulattiera.

Camminiamo in leggera salita. Alla sinistra c'è il bosco. Dopo un tratto con il fondo in cemento continuiamo su di un misto di cemento e pietre. Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra. Alla destra oltre alla rete metallica ora c'è anche una siepe.
Dopo una semicurva verso sinistra la siepe termina. Proseguiamo quasi in piano (m. 515).
Terminata anche la recinzione, alla destra scende una stradina all'inizio della quale i segnavia indicano: Somasca, Castello dell'Innominato.

Continuiamo diritto con una sterrata nel bosco e, quasi in piano, passiamo sotto i cavi di due linee di alta tensione. Ignoriamo un altro sentiero che scende a destra. Alla destra ci accompagna una vecchia e malconcia staccionata di legno.
Proseguiamo con poca pendenza. Ignoriamo una stradina sterrata, chiusa da una stanga di legno, che sale a sinistra (m. 525).
Alla sinistra ci accompagna un muretto di pietre a secco. In alto vediamo una casa.
Subito dopo, presso una curva a sinistra, ignoriamo la strada che sale alla casa e proseguiamo quasi in piano.

Il percorso si biforca ai lati di una santella contenente un affresco raffigurante la Sacra Famiglia (m. 540). Seguendo il segnavia n. 1 a bandierina proseguiamo a sinistra quasi in piano ignorando l'altra stradina che scende alla destra.
Vediamo un altro segnavia a bandierina e trascuriamo una stradina, chiusa da una catena, che sale alla sinistra. Alla sinistra ci accompagnano due serie di pali che reggono dei cavi.
Continuiamo quasi in piano (m. 560). Alla sinistra tra gli alberi vediamo una palina gialla della Snam.
Ignoriamo un ampio sentiero che si stacca alla sinistra.

Poco dopo, sempre alla sinistra, parte un'altra stradina all'inizio della quale un cartello indica la funivia. Altri segnavia indicano dietro il Castello dell'Innominato e Somasca.
Pochi passi più avanti alla destra c'è una casa sulla quale vediamo un affresco raffigurante la Fuga in Egitto.
Lasciamo poi a destra un cassottello in lamiera e un prato. Alla sinistra invece vediamo una casa tra gli alberi.
Dopo una curva a destra riprendiamo a salire.

Raggiungiamo una stradina asfaltata (m. 580). Non ci sono indicazioni ma dobbiamo andiamo a destra. Dalla sinistra invece arriva il percorso descritto più sotto nella "Variante iniziale" che proviene dal parcheggio della funivia per Erna.

Variante
In alternativa alla prima parte del percorso possiamo utilizzare una variante più breve.
Anziché lasciare l'auto nel punto precedentemente indicato, possiamo percorrere la strada fino al termine, vale a dire fino al piazzale della funivia che sale a Erna (m. 603).
Fin qui possiamo arrivare anche con l'autobus di linea 5.
Lasciamo l'auto nel parcheggio, che è a pagamento (euro 2) solo nei giorni festivi, e ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartellone giallo che segnala: Campo de' Boi, Monte Magnodeno (m. 1241), Via Ferrata Pizzo d'Erna (m. 1362), Rifugio Stoppani, Piani d'Erna (m. 1329), Monte Resegone (m. 1875). Altri tre cartelli mostrano delle cartine e parlano dei sentieri e della ferrata.

Scendiamo alcuni gradini, con una siepe alla sinistra e una staccionata di legno alla destra. Entriamo nel bosco.
Camminando dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa arriviamo ad un bivio dove andiamo a sinistra.
Ignoriamo poi un sentiero che si dirige a sinistra verso un traliccio.
Proseguiamo in discesa. Il sentiero subito si biforca e andiamo a destra seguendo un evidente cartello giallo che indica "tutte le direzioni" Dietro viene indicato il piazzale della funivia. C'è anche un segnavia con il n. 1 su di una bandierina di colore rosso bianco giallo (m. 590).
Proseguiamo dapprima in leggera discesa, poi quasi in piano.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra e proseguiamo diritto come indicato da cartelli gialli identici ai precedenti.
Continuiamo in leggera discesa. Alla destra troviamo dapprima una rete metallica e poi un prato.

Ci immettiamo su di una stradina asfaltata (m. 575). I segnavia indicano a sinistra: sentiero n. 18 per il Passo del Cammello a ore 2.15; a destra con il sentiero n. 1: Cappella Votiva Madonna del Resegone in Località Costa, Rifugio Stoppani a 45 minuti; dietro: Funivia, Malnago. Andiamo a destra.
Dopo pochi passi troviamo il Sentiero Rotary. I segnavia indicano verso destra: Località Versasio m. 584; Sentiero Rotary Lecco, Castello dell'Innominato a ore 3.35, Somasca a ore 3.50. Proseguiamo diritto, in leggerissima salita con alcune semicurve.
Alla sinistra c'è il bosco. Alla destra troviamo un cancello di legno e una siepe. Passiamo sotto dei cavi e proseguiamo in leggera discesa (m. 585).
Troviamo poi l'altro sentiero che confluisce dalla destra (m. 580).

Prosecuzione comune
In leggera salita percorriamo due semicurve destra-sinistra.
Poi alla destra troviamo un traliccio e una recinzione con una rete e una siepe.

Poco dopo la strada termina davanti al cancello di una azienda agricola, alla sinistra del quale riparte la mulattiera (m. 595). Qui c'è anche una bacheca sulla quale vediamo delle locandine del Rifugio Stoppani e del Cai di Lecco.
Alla sinistra c'è il bosco mentre alla destra proseguono la rete e la siepe che fanno da recinzione all'azienda agricola.
Più avanti troviamo anche alla sinistra alcuni metri di recinzione (m. 605). Alla destra vediamo un cartello che indica il divieto di caccia trattandosi di fondo chiuso ed un altro che parla dell' operazione montagna pulita.
Troviamo poi alla sinistra un altro breve tratto di recinzione e il segnavia n. 1 a bandierina su di una pietra (m. 615).

Proseguiamo in salita. Alla sinistra vediamo un altro pezzo di rete metallica.
Troviamo poi un masso alla destra con il segnavia n. 1 a bandierina mentre un sentiero sale alla sinistra.
Più avanti una freccia bianca segnala la nostra direzione (m. 625).
Aggiriamo un masso situato quasi in mezzo alla mulattiera.

Ora alla destra si stacca un sentiero accompagnato dalla rete di recinzione dell'azienda agricola (m. 630). I segnavia indicano diritto con il sentiero 1: Cappella Votiva Madonna del Resegone in Loc. Costa m. 800, Rifugio Stoppani; a destra: Campo de Boi. Un segnale avverte di non sostare a causa del pericolo di caduta di pietre.
Ignoriamo due sentieri che salgono a sinistra. Per un tratto la mulattiera è incassata tra le pietre.

Alla sinistra sale il sentiero che conduce alla ferrata del Pizzo d'Erna. All'inizio un evidente cartello ne spiega le caratteristiche; dislivello: m. 750, lunghezza totale: m. 1040, tratti con scale: m. 200, tratti con catene: m. 400 ecc. (m. 655).
Poco dopo incrociamo un piccolo sentiero. Alla sinistra c'è un quadretto raffigurante una madonna (m. 660).
Percorriamo un tratto incassato (m. 675). Passiamo sotto ad un cavo e ne percorriamo un altro (m. 685).
Alcuni tronchi formano dei piccoli gradini. Superiamo un altro tratto con la mulattiera incassata nel terreno circostante (m. 705).

Troviamo poi il sentiero 4A che si innesta dalla destra (m. 710). Questo sentiero non è molto evidente e per notarlo è opportuno fare riferimento ad un albero con il cartello "Operazione Montagna Pulita".
Poco più avanti un sentiero sale a sinistra in corrispondenza di una targa collocata della S.E.L. nel centenario dalla fondazione 1899-1999 (m. 720).
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire.

Il percorso si biforca: alla sinistra prosegue la mulattiera e alla destra la accompagna un sentiero. Alla sinistra c'è anche una pietra aggirabile. La pendenza aumenta.
Poi il percorso si ricompone. Dopo un altro tratto incassato proseguiamo con poca pendenza.

Troviamo alla destra una croce di ferro e, pochi passi più avanti, una santella alla sinistra contenente un dipinto raffigurante una madonna con bambino.
Poco dopo alla destra c'era un vecchio albero che ormai si reggeva sulla sola corteccia e faceva da sostegno a dei rampicanti. Purtroppo il giorno di Natale 2013 è stato abbattuto dal vento (m. 755).
Alla sinistra ci sono dei prati nei quali vediamo dei covoni; in alto ci sono le case di Costa. Camminiamo circondati da due recinzioni con paletti di legno e due cavi; quelli a sinistra solo di filo spinato.
Continuiamo in salita tra due siepi.
Poi, quasi in piano percorriamo una curva a sinistra.
Proseguiamo in leggera salita tra muretti incassati, sormontati da siepi o da paletti con cavi di filo spinato.

Raggiungiamo un bivio (m. 770); i segnavia indicano a sinistra con il sentiero 1: Costa, Cappella Votiva Madonna del Resegone, Rifugio Stoppani a ore 0.25, Erna, Rifugio Azzoni-Resegone a ore 2.50; diritto con il sentiero 1A: Rifugio Azzoni, Campo de' Boi. Proseguiamo con il sentiero 1 verso sinistra.

Saliamo con la mulattiera che ha dei gradini di legno e di pietra. Ignoriamo una deviazione sulla destra.
Camminando tra una siepe alla sinistra e un muro alla destra, raggiungiamo la prima casa sulla quale leggiamo la scritta: "Frazione Costa".
Con due cancelletti di ferro ai lati percorriamo una curva verso destra.
Saliamo alcuni gradini di legno e con due curve destra-sinistra passiamo tra le case (m. 784). Vediamo un altra scritta che indica: "Costa" mentre una freccia segnala la prosecuzione verso il Rifugio Stoppani.
Continuiamo nei prati camminando tra due recinzioni con pali di legno che reggono due cavi alla sinistra e tre alla destra.

Subito dopo un tornante sinistrorso, alla sinistra si stacca una stradina che inizia con quattro gradini e che conduce alla Cappella Votiva (m. 800).
Visitata la chiesetta, torniamo sul sentiero e, con una curva a sinistra, riprendiamo a salire nel castagneto. Alla sinistra c'è una recinzione di filo spinato.
Arrivati sul retro della cappella giriamo a destra. Troviamo dei gradini di legno e altri di pietra. Saliamo con delle serpentine.
Il sentiero si biforca ma poco più avanti si ricompone (m. 820).
Dopo un tratto con il sentiero incassato tra le pietre, saliamo altri gradini.
Percorriamo un tornante sinistrorso e proseguiamo con poca pendenza (m. 850).
Dopo un altro tratto incassato saliamo con delle serpentine. Poi la pendenza diminuisce.

Presso un tornante destrorso, un altro sentiero si immette dalla sinistra (m. 865).
Riprendiamo a salire. Davanti, in alto, tra gli alberi cominciamo a vedere il Rifugio Stoppani.
Percorriamo una curva a destra ignorando un sentiero che prosegue diritto verso una cascina (m. 875). Ora gli alberi sono più radi.
Lasciato a destra un sentiero che scende, giriamo a sinistra e saliamo una gradinata. Alla sinistra c'è un corrimano che funge anche da protezione.
Superati i 25 scalini raggiungiamo il Rifugio Stoppani (m. 890).

La mulattiera prosegue dietro al rifugio.
Un cartello su un albero indica il Rifugio Marchett a 50 minuti.
Ignoriamo un sentierino che sulla sinistra ridiscende allo Stoppani e proseguiamo tra i faggi fiancheggiando una staccionata con due funi protettive.
Passiamo accanto alla fresca fonte del Kopp, poi, in piano, superiamo una vecchia casa oltre la quale troviamo un bivio (m. 980).
Un segnavia indica a sinistra i Piani d'Erna-La Sponda; diritto i Piani d'Erna e il Resegone. Prendiamo questa ultima via.
Dopo aver superato un'altra baita, con pochi passi in salita arriviamo ad un ruscello; lo superiamo e troviamo un bivio dove abbandoniamo il sentiero n. 1 che sale a sinistra verso il Resegone e proseguiamo con il n. 6.
Poco dopo raggiungiamo un trivio: a sinistra un sentiero segnalato come n. 1/7 sale a Erna, a destra scende il sentiero n. 4A, mentre noi proseguiamo diritto con il n. 6 (cartello Passo del Fò - Monza).
Camminando in leggera salita superiamo un ruscelletto che scende dalla montagna e attraversa il cammino, poi percorriamo un tratto in piano nel quale trascuriamo un sentiero che scende sulla destra.
Dopo aver superato un altro ruscelletto iniziamo a salire prima a zigzag poi puntando verso una selletta che si apre, lassù in alto, tra due pareti rocciose; è questo il tratto più faticoso della nostra escursione.
Troviamo un altro bivio; un cartello indica a sinistra il sentiero n. 7 che conduce a Erna in ore 0.45 o al Pian del Fieno in ore 0.15. Continuiamo invece a destra verso il Passo del Fò raggiungibile in ore 0.25.
Finalmente arriviamo alla bocchetta (m. 1202), ora il percorso è meno ripido e cominciamo a vedere il tetto della cappellina situata vicino alla Capanna Sociale Ghislandi.
Riprendiamo a salire abbastanza rapidamente e dopo aver ignorato un sentiero che scende a sinistra, arriviamo al Passo del Fò e al rifugio.

Da Malnago: Tempo impiegato ore 2.20 - Dislivello m. 814
Dal parcheggio della funivia: Tempo impiegato ore 2.10 - Dislivello m. 714 -33
Data escursione: marzo 2004

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Monzesi (m. 1173) in ore 0.15
  • al Bivacco Magnodeno (m. 1284) in ore 1.15
  • al Rifugio Marchett (m. 1257 Piani d'Erna) in ore 1
  • al Rifugio Azzoni (m. 1860) in ore 2
  • alla Vetta del Resegone (m. 1875) in ore 2







Dati della Capanna Sociale Ghislandi

Altezza:
m. 1284
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Passo del Fo
Comune:
Lecco - LC
Carta Kompass:
105 B7
Coordinate Geo:
45°51'01.30"N
9°27'39"E
Gestore:
CAI Calolziocorte
Telefono gestore:
0341 641251
Telefono rifugio:
-
Posti letto:
9
Apertura:
Festivi
Pagina aggiornata
il: 23/11/2016
La Capanna Ghislandi nella nebbia La targa Il Resegone

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