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Il vecchio Rifugio Allievi e il più recente Rifugio Bonacossa sono situati, uno accanto all'altro, al centro della testata della Valle di Zocca
(laterale della Val di Mello) al cospetto di vette quali: la Cima di Zocca (m. 3175), la Punta Allievi (m. 3176), la Cima di Castello (m. 3392), la
Punta Rasica (m. 3198) e il Pizzo Torrone Occidentale (m. 3349).
La Val di Mello si raggiunge staccandosi dalla statale 38 al km. 19.5, poco dopo il ponte sul Torrente Mello che precede
l'abitato di Ardenno, per imboccare verso nord la provinciale 9 (ex statale 404) della Val Masino.
Superati gli abitati di Cataeggio e Filorera, passiamo accanto al Sasso Remenno, un grande monolito roccioso, forse il più grande d'Europa, attrezzato
con varie vie di risalita.
Accanto al torrente c'è un'area di sosta; vale la pena fermarsi un attimo per osservare gli arrampicatori o anche solo per ammirare lo splendido
gruppo delle Cime del Cavalcorto (m. 2763) in fondo alla vallata.
Arriviamo poi a San Martino dove, durante il periodo estivo quando la valle è molto frequentata dai gitanti domenicali, è obbligatorio parcheggiare
(costo € 5) e utilizzare un bus
navetta (costo € 1.50) per addentrarci nella Val di Mello.
Nelle altre stagioni invece possiamo continuare in auto in direzione dei Bagni di Masino e ben presto troviamo un bivio dove viene segnalata a destra la strada per la Val di Mello che
percorriamo fino ad uno slargo dove parcheggiamo (m. 1051).
Lasciata la macchina, ci incamminiamo su una sterrata in piano. Alla destra c'è un campeggio.
Superato un ruscello che scorre su una base in cemento e pietre, eventualmente utilizzando un piccolo ponte di legno alla sinistra, raggiungiamo il Gatto Rosso, il
primo dei posti di ristoro che incontreremo lungo il cammino.
Ad un bivio, lasciamo a sinistra la stradina che conduce alle baite Ca' di Panser (m. 1061) e proseguiamo con una bella mulattiera recentemente
sistemata. La salita è assai lieve.
Sulla sinistra vediamo la grande roccia detta degli Asteroidi. Tra pini e larici ci avviciniamo al torrente che scorre alla nostra destra.
Guadiamo un ruscello oppure passiamo su di un piccolo ponte alla sinistra, parallelo alla mulattiera, e continuiamo in piano.
Alla destra il torrente si allarga a formare un piccolo specchio d'acqua.
Troviamo poi alla sinistra una piccola grotta chiusa da una porta di ferro di colore verde.
In località Ca' di Carna (m. 1076), lasciamo a destra il ponticello con il quale è possibile attraversare il torrente e raggiungere l'Agriturismo Ca'
de Scuma (tel. 0342 653076).
Troviamo un cartello che indica un acero montano. Più avanti il torrente si allarga formando una limpidissima pozza.
Da entrambe le pareti dei monti che ci circondano scendono alcune piccole cascate.
Alla sinistra, oltre un muretto a secco e una staccionata, c'è un prato.
Un rivolo attraversa passando sotto alla mulattiera. Proseguiamo con prati e radi alberi da entrambi i lati.
Superiamo un torrente con un ponte in cemento e continuiamo tra due staccionate.
Raggiungiamo le baite di Cascina Piana (m. 1092) tra le quali ci sono due rifugi: il Rifugio Mello sulla destra e, poco più avanti, sull'altro lato, il
Rifugio Luna Nascente. Tra le ultime baite c'è una fontana.
Seguendo un muretto di sassi, superata l'ultima baita, proseguiamo in leggera salita tra i prati.
Troviamo un altro muretto alla destra e ci immettiamo su una sterrata.
Poi, dopo un breve tratto in salita, troviamo sulla destra un sentiero e un ponticello di legno. I segnavia indicano diritto: Cascine
Rasega
Rifugio a ore 0.15; a destra: Sentiero Life delle Alpi Retiche.
Proseguiamo diritto in piano fino a trovare sulla sinistra il sentiero con il quale risaliremo la Val di Zocca (m. 1130). Qui i segnavia indicano a sinistra: Casera
Zocca, Val di Zocca e Rifugio Allievi Bonacossa a ore 3.
Saliamo tra massi ed erba e, dopo pochi passi, entriamo nel bosco. Alcune pietre fanno da gradino.
Alterniamo due tratti quasi in piano ad uno in salita e per un attimo usciamo dal bosco. Sulla destra ci sono i ruderi di un vecchio baitello (m.
1165).
Tornati tra gli alberi riprendiamo a salire. Poi, con una curva a sinistra, volgiamo le spalle al Torrente Mello (m. 1180).
Ora saliamo a zig-zag in modo abbastanza ripido. Il bosco sovente è solo ai lati e in alto vediamo il cielo.
Sotto un masso alla sinistra c'è un quadretto raffigurante una madonna (m. 1215).
Lasciamo a sinistra un maestoso larice. Ora il bosco copre anche lo spazio in alto e, dopo un breve tratto con poca pendenza, riprendiamo a salire in
modo abbastanza ripido.
Percorriamo un tornante destrorso tagliabile con una breve scorciatoia (m. 1255).
Saliamo alcuni rudimentali gradini di pietra.
Percorriamo pochi passi a cielo scoperto con poca pendenza fino ad un tornante sinistrorso (m. 1275) poi rientriamo nel bosco e torniamo a salire in
modo abbastanza ripido.
Percorriamo due tornanti destra-sinistra. In alcuni punti il bosco consente ancora di vedere il cielo in alto sopra al sentiero (m. 1280).
Dopo il successivo tornante destrorso la pendenza diminuisce un poco (m. 1290).
Poi è la volta di un tornante sinistrorso con una freccia rossa su di una pietra (m. 1300).
Davanti vediamo per la prima volta una grande parete di roccia.
Percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale in lontananza vediamo una montagna.
Superiamo altri otto tornanti sinistra-destra e torniamo a passare ai piedi della alta e liscia parete (m. 1345).
Saliamo alcuni gradini di pietra e, dopo un tornante sinistrorso camminiamo ancora alla base della parete.
Percorriamo un tratto a cielo aperto con gli alberi solo ai lati.
Accompagnati da alcuni gradini percorriamo altri due tornanti destra-sinistra (m. 1390).
Dopo il successivo tornante destrorso la pendenza aumenta.
Ne percorriamo poi uno sinistrorso all'esterno del quale intravediamo tra gli alberi una cascata (m. 1400).
Con minore pendenza percorriamo sei tornanti passando altre due volte accanto alla parete.
Proseguiamo quasi in piano poi, con pochi passi in discesa, raggiungiamo il letto di un torrente in secca e lo attraversiamo (m. 1455).
Sull'altra sponda, dopo una breve salita, con alcune serpentine raggiungiamo un cartellone che recita: "Foreste di Lombardia - Val Masino".
Rientriamo nel bosco e proseguiamo in leggera salita. Alla destra tra i larici riusciamo a vedere una cascata.
In salita raggiungiamo un ponte di legno gettato sull'impetuoso Torrente Zocca (m. 1495).
Passati sull'altra sponda proseguiamo con dei gradini di pietra scavati nella roccia.
Continuiamo percorrendo un tratto quasi in piano e riprendiamo a salire con altri gradini e con delle solide protezioni in legno alla destra.
Poi, con altri gradini, saliamo ripidamente. Troviamo un tronco sistemato a terra alla sinistra a fare da protezione (m. 1525).
Dopo pochi passi quasi in piano riprendiamo a salire con altri gradini e, per un breve tratto, usciamo dal bosco.
Rientrati tra gli alberi, saliamo in modo abbastanza ripido; qui i gradini sembrano scavati nella roccia (m. 1555).
Un rivolo attraversa passando sotto le pietre del sentiero (m. 1570).
Usciamo dal bosco ma solo per un attimo e subito vi rientriamo. La pendenza diminuisce un poco.
Dalla sinistra sentiamo provenire il fragore di una cascata e poco dopo la vediamo (m. 1585).
Per un po' saliamo alla sua destra, fino ad un tornante destrorso dove ci sono dei gradini e robuste protezioni alla destra che terminano al
successivo tornante sinistrorso (m. 1595).
Proseguiamo con altri gradini. Superiamo un altro tornante destrorso (m. 1615).
Per un attimo usciamo dal bosco e subito vi rientriamo (m. 1630).
Saliamo a zig-zag. Qui oltre ai soliti gradini di pietra ce ne sono altri di legno.
Percorriamo un tratto quasi in piano con delle protezioni alla destra e subito dopo proseguiamo in leggera salita (m. 1650).
Dopo un tornante sinistrorso, saliamo a zig-zag con dei gradini. Poi il percorso diventa abbastanza ripido (m. 1695).
Dopo un tornante destrorso, percorriamo un breve tratto con poca pendenza.
Superiamo un altro tornante sinistrorso e scavalchiamo un rivolo.
Torniamo a salire. Dopo un tornante destrorso la pendenza aumenta.
Un sentiero si stacca sulla destra e con pochi passi conduce nella radura dove è situata la Casera di Zocca davanti alla quale ci sono un tavolo in
legno e relative panche (m. 1725).
Proseguiamo con il percorso principale in salita tra i larici.
Il sentiero di divide e subito torna ad unirsi (m. 1755). Saliamo in modo abbastanza ripido con varie serpentine.
Con poca pendenza attraversiamo poi una zona con alberi più radi (m. 1790).
Proseguiamo in salita mentre il sentiero torna a dividersi in due e a riunirsi poco più avanti (m. 1810).
Alla destra vediamo un larice che nella parte bassa presenta un curioso tronco a spirale.
Ancora il sentiero si divide e torna a riunirsi (m. 1825).
Iniziamo a salire verso destra ripidamente a zig-zag (m. 1840). Superiamo un tratto con il fondo bagnato.
Camminiamo su di una passerella con gradini di legno e protezioni a valle ammirando un bel panorama sui monti.
Giunti in alto giriamo a sinistra lasciando a destra un roccia obliqua (m. 1885).
Raggiungiamo un piccolo cancello di ferro che dobbiamo aprire e richiudere dopo il passaggio. Subito dopo alla destra c'è un'altra roccia obliqua
sulla quale scorre un rivolo d'acqua.
Riprendiamo a salire a zig-zag. Per un breve tratto le radici di un albero fanno da scalino.
Ora camminiamo tra erba e cespugli di rododendro mentre i larici sono sempre più radi.
Dopo un breve tratto in piano il sentiero riprende a salire bagnato dall'acqua di una sorgente che poco dopo raggiungiamo. L'acqua scorre in un
canalino e poi cade in un piccolo
tronco scavato (m. 1915).
Proseguiamo con altri zig-zag e poi quasi in piano attraversiamo una zona con delle pietre franate (m. 1925).
Proseguiamo a mezza costa. Un rivolo attraversa il sentiero passandoci sotto, altri lo bagnano. Scavalchiamo un ruscelletto.
Passiamo alla destra di un prato dove ci sono delle belle fioriture di camenerio e la Cima di Zocca sullo sfondo; inevitabile fermarsi per una foto.
Riprendiamo poi il cammino e, in leggera salita, scavalchiamo alcuni rivoli che attraversano il sentiero (m. 1950).
Dopo un tratto quasi in piano, proseguiamo con poca pendenza scavalcando altri rivoli.
Superiamo due tornanti destra-sinistra e riprendiamo a salire tra erba e cespugli (m. 1975).
Dopo alcuni zig-zag percorriamo un traverso in leggera salita. Un altro rivolo attraversa passando sotto al sentiero che ora è bagnato.
Raggiungiamo la Croce Parravicini posta su un dosso, protetto a valle da un parapetto in legno, che domina la vallata (m. 2015). Una targa ricorda il
giovane Agostino Parravicini caduto ventenne sullo spigolo S.E. di Cima Zocca. Alla destra un cartellone a cura della Ersaf parla degli interventi
migliorativi in corso di realizzazione lungo il sentiero.
Dopo pochi passi in salita, proseguiamo quasi in piano. In alto, cominciamo a vedere il Rifugio Bonacossa.
Proseguiamo in leggera salita tra erba, rododendri e pietre, mentre dalla destra scende una cascata. In alto a destra vediamo l'ultimo larice che
sembra spuntare da una grande roccia.
In salita, con alcuni zig-zag, arriviamo ad un bivio dove seguendo una freccia rossa andiamo a sinistra. Frattanto il rifugio è scomparso alla vista
(m. 2040).
Poi, quasi in piano, troviamo un'altra freccia rossa e torniamo a vedere il rifugio.
Ci avviciniamo al torrente e, camminando alla sua destra, attraversiamo la gola che conduce nella Piana di Zocca (m. 2050). In alto vediamo il circo
terminale con i monti che chiudono la valle. Nella Piana, nella quale si adagia il Torrente Zocca allagandola in parte, pascolano cavalli e asini.
Iniziamo ad attraversarla tenendoci sulla destra. Con una passerella in legno superiamo un tratto acquitrinoso.
Proseguiamo in leggera salita e poi guadiamo il torrente passando alla sua sinistra (m. 2070). Attorno ci sono vari massi e pietre caduti nel corso
del tempo dalle cime circostanti.
Dopo un altro piccolo guado, ci portiamo verso il centro della valle.
Lasciamo a destra un masso sotto il quale c'è una grotta chiusa con delle pietre per formare un ricovero di fortuna.
Torniamo a salire con alcuni zig-zag tra pietre e rododendri spostandoci nuovamente verso destra.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire (m. 2125).
Troviamo, una dopo l'altra, due frecce rosse, seguendo le quali torniamo verso il centro della valle dove, quasi in piano, guadiamo un altro corso
d'acqua e riprendiamo a salire tra erba e cespugli.
Dopo un tornante destrorso la pendenza diminuisce (m. 2175).
Superiamo una serie di tornanti regolari, senza vista sul rifugio. In alcuni punti ci sono delle pietre di contenimento, in altri dei legni messi a
rinforzo.
Dopo un tornante sinistrorso saliamo tre gradini di pietra (m. 2225).
Raggiungiamo una zona recintata con dei paletti che reggono un nastro e con un ingresso stretto che impedisce il passaggio degli animali.
Proseguiamo con altri tornanti ben sistemati e recentemente rinforzati da pietre e paletti di legno.
Saliamo altri rudimentali gradini di pietra.
Alla sinistra vediamo scendere una cascata, poi la raggiungiamo e guadiamo il corso d'acqua che attraversa il percorso (m. 2240).
Dopo pochi passi in discesa, alterniamo due tratti quasi in piano ad altrettanti in salita sfruttando un'ampia cengia, mentre alla destra c'è un'alta e liscia parete.
Per un attimo torniamo a vedere il rifugio (m. 2265).
Ora saliamo ripidamente con vari zig-zag, a volte agevolati da alcuni gradini. In alcuni punti il sentiero è ampio ma un po' esposto. A tratti vediamo
il rifugio.
Poi con minore pendenza superiamo altri tornanti. Attraversiamo un rivolo.
Quasi in piano guadiamo un torrente camminando sulle grosse pietre che affiorano (m. 2370).
Percorriamo altri due tratti in salita separati da uno breve in piano.
Alla destra vediamo una porta di ferro che, chiudendo una grotta, forma un ripostiglio.
Infine in piano, lasciato a destra il Sentiero Roma che si dirige verso il Rifugio Ponti segnalato a 7 ore di cammino, raggiungiamo dapprima il Rifugio
Allievi e poi il Bonacossa.
Tempo impiegato: ore 3.45 - Dislivello: m. 1334
Data escursione: agosto 2011
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