Rifugio Allievi Bonacossa

Il vecchio Rifugio Allievi e il pi recente Rifugio Bonacossa sono situati, uno accanto all'altro, al centro della testata della Valle di Zocca (laterale della Val di Mello) al cospetto di vette quali: la Cima di Zocca (m. 3175), la Punta Allievi (m. 3176), la Cima di Castello (m. 3392), la Punta Rasica (m. 3198) e il Pizzo Torrone Occidentale (m. 3349).

Lasciamo la statale 38 poco dopo il ponte sul Torrente Mello, che precede l'abitato di Ardenno, per imboccare verso nord la provinciale 9.
Superiamo Cataeggio e Filorera e poi passiamo accanto al Sasso Remenno, un grande monolito roccioso, forse il pi grande d'Europa, attrezzato con varie vie di risalita. Accanto al torrente c' un'area di sosta; vale la pena fermarsi un attimo per osservare gli arrampicatori o anche solo per ammirare lo splendido gruppo delle Cime del Cavalcorto (m. 2763) in fondo alla vallata.
Dopo San Martino, continuiamo verso Bagni di Masino e ben presto troviamo un bivio dove viene segnalata a destra la strada per la Val di Mello che percorriamo fino ad uno slargo nel quale parcheggiamo la macchina (m. 1051).

Durante il periodo estivo, quando la valle molto frequentata dai gitanti domenicali, e durante i fine settimana di tutto l'anno obbligatorio lasciare l'auto a S. Martino (parcheggio alla sinistra prima del ponte al costo di 5) e utilizzare un bus navetta (costo 2 a corsa per gli adulti e 1 per i bambini).

Da fine ottobre a febbraio, la valle, stretta e posta in orizzontale da ovest ad est, non riceve alcun raggio di sole. Va da se che i periodi migliori per apprezzarla sono le stagioni intermedie ed in particolare l'autunno quando i larici ingialliscono e i faggi abbarbicati alle cenge pi alte si colorano di tinte fiammeggianti, contrastando col grigio chiaro delle pareti granitiche.
La Val di Mello di origine glaciale come chiaramente indicato dal tipico profilo a U. Alcune valli laterali vi confluiscono: da nord Val del Ferro, Val Qualido, Val di Zocca e Val Torrone e da sud Valle d'Arcanzolo, Valle Mezzola, Val Temola e Val Romilla. Ad est la valle chiusa dalle imponenti cime del Monte Pioda (m. 3431) e del Monte Disgrazia (m. 3678) mentre ad ovest la stretta piramide del Monte Boris (m. 2497) si erge quale sentinella all'imbocco della valle.

Lasciata la macchina, ci incamminiamo su di una sterrata in piano. Alla destra c' un campeggio.
Attraversato un ruscello che scorre su di una base in cemento e pietre, eventualmente utilizzando un piccolo ponte di legno alla sinistra, raggiungiamo il Gatto Rosso, il primo dei posti di ristoro che incontreremo lungo il cammino.
Alla destra troviamo un cartello che informa se il Rifugio Mello aperto; un altro indica i tempi per il Rifugio Allievi. Ci sono anche una cartina della Riserva Naturale della Val di Mello ed un segnale stradale che vieta il transito ai veicoli (eccetto i mezzi agricoli).

Lasciamo a sinistra la stradina che conduce alle Baite Ca' di Panser (m. 1061) e proseguiamo con una bella mulattiera recentemente sistemata. La salita assai lieve.
Sulla sinistra vediamo la grande roccia detta degli Asteroidi.
Dopo un tratto in salita continuiamo quasi in piano tra pini e larici. Alla nostra destra scorre il Torrente Mello.
Guadiamo un ruscello oppure lo attraversiamo con un piccolo ponte situato alla sinistra della mulattiera. Continuiamo quasi in piano.
Alla destra il torrente si allarga e forma un laghetto.
Proseguiamo in salita lasciando a sinistra una roccia con una piccola grotta.
Continuiamo quasi in piano e troviamo alla sinistra una porta di ferro di colore verde che chiude un'apertura sotto ad una roccia formando un baitello.

In localit Ca' di Carna (m. 1076), lasciamo a destra un ponticello, in ferro e cemento e con le sponde in ferro, con il quale possibile attraversare il torrente e raggiungere l'Agriturismo Ca' de Scuma (tel. 0342 653076). In alto a sinistra vediamo una baita.
Un sentiero sale a sinistra verso un tavolo ed una panca situati sotto ad un albero. Un cartello informa che si tratta di un acero montano.
Proseguiamo con dei prati alla sinistra e il torrente alla destra. Da entrambi i lati ci sono dei grandi massi.
Percorriamo due curve sinistra-destra seguendo la riva del torrente.
Su di una pietra alla sinistra vediamo un segnavia a bandierina ed una freccia rossa.
Alla sinistra, oltre un muretto a secco, vediamo delle mucche al pascolo.
Dopo una curva a sinistra, ne percorriamo una a destra tra prati e radi alberi mentre un rigagnolo attraversa passando sotto a delle pietre. In questo punto il Torrente Mello scorre lontano dalla mulattiera.
Superiamo un torrente su di un ponte in cemento.
Proseguiamo tra i prati. A tratti, a lato della mulattiera ci sono delle vecchie recinzioni in legno.
Percorriamo una curva a destra.
Alla sinistra troviamo un orto recintato.
Alla destra scorre un rivolo; una passerella di legno consente di attraversarlo per arrivare al cancelletto che chiude l'accesso ad una baita.
Passiamo tra due grandi massi.

Raggiungiamo le Baite di Cascina Piana (m. 1092). Alla destra c' il Rifugio Mello.
Poco pi avanti alla sinistra c' la vecchia costruzione del Rifugio Luna Nascente mentre alla destra attualmente in fase di ultimazione il nuovo edificio a due piani.
Passiamo tra le varie baite e troviamo una fontana con vasca in pietra.
Continuiamo con un sentiero tra i prati. Sull'ultima casa alla destra leggiamo l'insegna: "La ca' dei Barai".
Proseguiamo in leggera salita tra erba e pietre.
Il sentiero diventa una stradina che segue un largo muretto a secco.
Su di un masso alla sinistra vediamo due volti scolpiti.
Torniamo a salire. Un sentiero arriva dalla sinistra.
Subito dopo un altro sentiero si stacca alla destra e si dirige verso un ponticello di legno. I segnavia indicano diritto: Cascine Rasega Rifugio a ore 0.15; a destra: Sentiero Life delle Alpi Retiche. Proseguiamo diritto, quasi in piano, vicino al torrente.
Entriamo nel bosco. Continuiamo in leggera salita.

Prendiamo poi alla sinistra il sentiero della Val di Zocca (m. 1130). I segnavia infatti indicano a sinistra: Casera Zocca, Val di Zocca, Rifugio Allievi Bonacossa a ore 3. Qui troviamo anche una piccola croce su di un masso che ricorda una persona deceduta ed alcuni cartelli che indicano un ontano bianco, un abete rosso ed un frassino maggiore.
Saliamo tra massi ed erba e, dopo pochi passi, entriamo nel bosco. Alcune pietre fanno da gradino.
Alterniamo due tratti quasi in piano ad uno in salita e per un attimo usciamo dal bosco. Sulla destra ci sono i ruderi di un vecchio baitello (m. 1165).
Tornati tra gli alberi riprendiamo a salire. Poi, con una curva a sinistra, volgiamo le spalle al Torrente Mello (m. 1180).
Ora saliamo a zig-zag in modo abbastanza ripido. Il bosco sovente solo ai lati e in alto vediamo il cielo.
Sotto un masso alla sinistra c' un quadretto raffigurante una madonna (m. 1215).

Lasciamo a sinistra un maestoso larice. Ora il bosco copre anche lo spazio in alto e, dopo un breve tratto con poca pendenza, riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido.
Percorriamo un tornante destrorso tagliabile con una breve scorciatoia (m. 1255).
Saliamo alcuni rudimentali gradini di pietra.
Percorriamo pochi passi a cielo scoperto con poca pendenza fino ad un tornante sinistrorso (m. 1275) poi rientriamo nel bosco e torniamo a salire in modo abbastanza ripido.
Percorriamo due tornanti destra-sinistra. In alcuni punti il bosco consente ancora di vedere il cielo in alto sopra al sentiero (m. 1280).
Dopo il successivo tornante destrorso la pendenza diminuisce un poco (m. 1290).
Poi la volta di un tornante sinistrorso con una freccia rossa su di una pietra (m. 1300).

Davanti vediamo per la prima volta una grande parete di roccia.
Percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale in lontananza vediamo una montagna.
Superiamo altri otto tornanti sinistra-destra e torniamo a passare ai piedi della alta e liscia parete (m. 1345).
Saliamo alcuni gradini di pietra e, dopo un tornante sinistrorso camminiamo ancora alla base della parete.
Percorriamo un tratto a cielo aperto con gli alberi solo ai lati.
Accompagnati da alcuni gradini percorriamo altri due tornanti destra-sinistra (m. 1390).
Dopo il successivo tornante destrorso la pendenza aumenta.
Ne percorriamo poi uno sinistrorso all'esterno del quale intravediamo tra gli alberi una cascata (m. 1400).
Con minore pendenza percorriamo sei tornanti passando altre due volte accanto alla parete.

Proseguiamo quasi in piano poi, con pochi passi in discesa, raggiungiamo il letto di un torrente in secca e lo attraversiamo (m. 1455).
Sull'altra sponda, dopo una breve salita, con alcune serpentine raggiungiamo un cartellone che recita: "Foreste di Lombardia - Val Masino".
Rientriamo nel bosco e proseguiamo in leggera salita. Alla destra tra i larici riusciamo a vedere una cascata.

In salita raggiungiamo un ponte di legno gettato sull'impetuoso Torrente Zocca (m. 1495).
Passati sull'altra sponda proseguiamo con dei gradini di pietra scavati nella roccia.
Continuiamo percorrendo un tratto quasi in piano e riprendiamo a salire con altri gradini e con delle solide protezioni in legno alla destra.
Poi, con altri gradini, saliamo ripidamente. Troviamo un tronco sistemato a terra alla sinistra a fare da protezione (m. 1525).
Dopo pochi passi quasi in piano riprendiamo a salire con altri gradini e, per un breve tratto, usciamo dal bosco.
Rientrati tra gli alberi, saliamo in modo abbastanza ripido; qui i gradini sembrano scavati nella roccia (m. 1555).
Un rivolo attraversa passando sotto le pietre del sentiero (m. 1570).
Usciamo dal bosco ma solo per un attimo e subito vi rientriamo. La pendenza diminuisce un poco.

Dalla sinistra sentiamo provenire il fragore di una cascata e poco dopo la vediamo (m. 1585).
Per un po' saliamo alla sua destra, fino ad un tornante destrorso dove ci sono dei gradini e robuste protezioni alla destra che terminano al successivo tornante sinistrorso (m. 1595).
Proseguiamo con altri gradini. Superiamo un altro tornante destrorso (m. 1615).
Per un attimo usciamo dal bosco e subito vi rientriamo (m. 1630).
Saliamo a zig-zag. Qui oltre ai soliti gradini di pietra ce ne sono altri di legno.
Percorriamo un tratto quasi in piano con delle protezioni alla destra e subito dopo proseguiamo in leggera salita (m. 1650).
Dopo un tornante sinistrorso, saliamo a zig-zag con dei gradini. Poi il percorso diventa abbastanza ripido (m. 1695).
Dopo un tornante destrorso, percorriamo un breve tratto con poca pendenza.
Superiamo un altro tornante sinistrorso e scavalchiamo un rivolo.
Torniamo a salire. Dopo un tornante destrorso la pendenza aumenta.

Un sentiero si stacca sulla destra e con pochi passi conduce nella radura dove situata la Casera di Zocca davanti alla quale ci sono un tavolo in legno e relative panche (m. 1725).
Proseguiamo con il percorso principale in salita tra i larici.
Il sentiero di divide e subito torna ad unirsi (m. 1755). Saliamo in modo abbastanza ripido con varie serpentine.
Con poca pendenza attraversiamo poi una zona con alberi pi radi (m. 1790).
Proseguiamo in salita mentre il sentiero torna a dividersi in due e a riunirsi poco pi avanti (m. 1810).

Alla destra vediamo un larice che nella parte bassa presenta un curioso tronco a spirale.
Ancora il sentiero si divide e torna a riunirsi (m. 1825).
Iniziamo a salire verso destra ripidamente a zig-zag (m. 1840). Superiamo un tratto con il fondo bagnato.
Camminiamo su di una passerella con gradini di legno e protezioni a valle ammirando un bel panorama sui monti.
Giunti in alto giriamo a sinistra lasciando a destra un roccia obliqua (m. 1885).

Raggiungiamo un piccolo cancello di ferro che dobbiamo aprire e richiudere dopo il passaggio. Subito dopo alla destra c' un'altra roccia obliqua sulla quale scorre un rivolo d'acqua.
Riprendiamo a salire a zig-zag. Per un breve tratto le radici di un albero fanno da scalino.
Ora camminiamo tra erba e cespugli di rododendro mentre i larici sono sempre pi radi.
Dopo un breve tratto in piano il sentiero riprende a salire bagnato dall'acqua di una sorgente che poco dopo raggiungiamo. L'acqua scorre in un canalino e poi cade in un piccolo tronco scavato (m. 1915).
Proseguiamo con altri zig-zag e poi quasi in piano attraversiamo una zona con delle pietre franate (m. 1925).
Proseguiamo a mezza costa. Un rivolo attraversa il sentiero passandoci sotto, altri lo bagnano. Scavalchiamo un ruscelletto.

Passiamo alla destra di un prato dove ci sono delle belle fioriture di camenerio e la Cima di Zocca sullo sfondo; inevitabile fermarsi per una foto.
Riprendiamo poi il cammino e, in leggera salita, scavalchiamo alcuni rivoli che attraversano il sentiero (m. 1950).
Dopo un tratto quasi in piano, proseguiamo con poca pendenza scavalcando altri rivoli.
Superiamo due tornanti destra-sinistra e riprendiamo a salire tra erba e cespugli (m. 1975).
Dopo alcuni zig-zag percorriamo un traverso in leggera salita. Un altro rivolo attraversa passando sotto al sentiero che ora bagnato.

Raggiungiamo la Croce Parravicini posta su un dosso, protetto a valle da un parapetto in legno, che domina la vallata (m. 2015). Una targa ricorda il giovane Agostino Parravicini caduto ventenne sullo spigolo S.E. di Cima Zocca. Alla destra un cartellone a cura della Ersaf parla degli interventi migliorativi in corso di realizzazione lungo il sentiero.
Dopo pochi passi in salita, proseguiamo quasi in piano. In alto, cominciamo a vedere il Rifugio Bonacossa.
Proseguiamo in leggera salita tra erba, rododendri e pietre, mentre dalla destra scende una cascata. In alto a destra vediamo l'ultimo larice che sembra spuntare da una grande roccia.
In salita, con alcuni zig-zag, arriviamo ad un bivio dove seguendo una freccia rossa andiamo a sinistra. Frattanto il rifugio scomparso alla vista (m. 2040).
Poi, quasi in piano, troviamo un'altra freccia rossa e torniamo a vedere il rifugio.

Ci avviciniamo al torrente e, camminando alla sua destra, attraversiamo la gola che conduce nella Piana di Zocca (m. 2050). In alto vediamo il circo terminale con i monti che chiudono la valle. Nella Piana, nella quale si adagia il Torrente Zocca allagandola in parte, pascolano cavalli e asini.
Iniziamo ad attraversarla tenendoci sulla destra. Con una passerella in legno superiamo un tratto acquitrinoso.
Proseguiamo in leggera salita e poi guadiamo il torrente passando alla sua sinistra (m. 2070). Attorno ci sono vari massi e pietre caduti nel corso del tempo dalle cime circostanti.
Dopo un altro piccolo guado, ci portiamo verso il centro della valle.

Lasciamo a destra un masso sotto il quale c' una grotta chiusa con delle pietre per formare un ricovero di fortuna.
Torniamo a salire con alcuni zig-zag tra pietre e rododendri spostandoci nuovamente verso destra.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire (m. 2125).
Troviamo, una dopo l'altra, due frecce rosse, seguendo le quali torniamo verso il centro della valle dove, quasi in piano, guadiamo un altro corso d'acqua e riprendiamo a salire tra erba e cespugli.
Dopo un tornante destrorso la pendenza diminuisce (m. 2175).

Superiamo una serie di tornanti regolari, senza vista sul rifugio. In alcuni punti ci sono delle pietre di contenimento, in altri dei legni messi a rinforzo.
Dopo un tornante sinistrorso saliamo tre gradini di pietra (m. 2225).
Raggiungiamo una zona recintata con dei paletti che reggono un nastro e con un ingresso stretto che impedisce il passaggio degli animali.
Proseguiamo con altri tornanti ben sistemati e recentemente rinforzati da pietre e paletti di legno. Saliamo altri rudimentali gradini di pietra.
Alla sinistra vediamo scendere una cascata, poi la raggiungiamo e guadiamo il corso d'acqua che attraversa il percorso (m. 2240).

Dopo pochi passi in discesa, alterniamo due tratti quasi in piano ad altrettanti in salita sfruttando un'ampia cengia, mentre alla destra c' un'alta e liscia parete.
Per un attimo torniamo a vedere il rifugio (m. 2265).
Ora saliamo ripidamente con vari zig-zag, a volte agevolati da alcuni gradini. In alcuni punti il sentiero ampio ma un po' esposto. A tratti vediamo il rifugio.
Poi con minore pendenza superiamo altri tornanti. Attraversiamo un rivolo.
Quasi in piano guadiamo un torrente camminando sulle grosse pietre che affiorano (m. 2370).
Percorriamo altri due tratti in salita separati da uno breve in piano.
Alla destra vediamo una porta di ferro che, chiudendo una grotta, forma un ripostiglio.
Infine in piano, lasciato a destra il Sentiero Roma che si dirige verso il Rifugio Ponti segnalato a 7 ore di cammino, raggiungiamo dapprima il Rifugio Allievi e poi il Bonacossa.

Tempo impiegato: ore 3.45 - Dislivello: m. 1334
Data escursione: agosto 2011

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Gianetti (m. 2534) per i Passi Averta (m. 2740), Qualido (m. 2647), Camerozzo (m. 2765) in ore 6.30
  • al Rifugio Ponti (m. 2559) per i Passi Torrone (m. 2518), Cameraccio (m. 2950), Bocchetta Roma (m. 2898) in ore 7
  • al Rifugio del Forno (m. 2574) per il Passo Lurani (m. 3215)
  • al Rifugio Albigna (m. 2336) per il Passo di Zocca (m. 2749)
Dati del Rifugio Allievi Bonacossa

Altezza:
m. 2385
Gruppo:
Valtellina
Ubicazione:
Alta Valle di Zocca
Comune:
Valmasino - SO
Carta Kompass:
92 D5
Coordinate Geo:
4617'15.70"N
939'48.80"E
Gestore:
Antonello Fiorelli
Telefono gestore:
0342 641063
Telefono rifugio:
0342 614200
Posti letto:
100 (+6 nel
locale bivacco)
Apertura:
1/7-15/9
Pagina aggiornata
il: 01/12/2015
Il vecchio Rifugio Allievi Il Rifugio Bonacossa e la Cima di Zocca Ponte sul Torrente Zocca La casera di Zocca Un larice contorto Belle fioriture di camenerio e Cima di Zocca La croce Parravicini Il Torrente Zocca Ingresso nella Piana di Zocca Asinelli nella Piana di Zocca Panorama dal rifugio verso la Piana La Punta Allievi Cima di Castello - Punta Rasica - Pizzo Torrone occ. Il Passo Torrone

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