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Il Rifugio Albani si trova alla Conca del Polzone, in alta Val di Scalve, alla base della parete nord della Presolana.
Scendendo dal passo della Presolana (m. 1297) in Val di Scalve, dopo 4 km. troviamo sulla sinistra la deviazione per Colere e successivamente per la frazione di Carbonera.
Una strada sulla sinistra conduce poi verso gli impianti di risalita (cartello indicatore: seggiovie e Rifugio Albani)
Ben presto troviamo sulla destra il primo dei due parcheggi della seggiovia che sale a Cima Bianca e vi lasciamo la macchina (m. 1039). Alzando lo sguardo
possiamo vedere lassù in alto il rifugio.
Primo itinerario: da Carbonera di Colere (sentiero 403)
Dall'altra parte della strada, all'inizio di Via Polzone, un segnavia indica la partenza della nostra escursione (sentiero 403 - Rifugio Albani ore 2.15).
Ci incamminiamo dunque sulla stradina asfaltata alla destra del torrente Rino; la pendenza per ora è lieve.
Troviamo quasi subito un bivio. I segnavia indicano a sinistra il sentiero delle Tre Fontane e il Pian di Vione a 30 minuti; diritto il Rifugio Albani.
Ignoriamo un sentiero sulla destra che conduce verso le case della frazione e iniziamo a salire nel bosco in modo abbastanza ripido alternando tratti con il
fondo in cemento e sterrato.
Al primo tornante altri segnavia confermano il rifugio nella nostra direzione di marcia.
Superiamo una costruzione dell'acquedotto (m. 1110), poi saliamo con alcuni tornanti che tagliano una pista di fondo come indica anche un cartello su un albero.
Ai lati della pista ci sono due cannoni spara neve. Un altro cartello segnala un percorso di sci alpinismo.
Ora la pendenza è minore. Ignoriamo un sentierino sulla destra poi, dopo aver percorso un tratto con una protezione a valle, raggiungiamo una baita (m. 1220).
Sulla destra vediamo il primo troncone della seggiovia. Guadiamo due volte un ruscello, passando dapprima verso sinistra e poi tornando dall'altra parte.
Poco dopo arriviamo alla baita Frassinetto (m. 1265).
Un segnavia indica il Rifugio Albani sulla sinistra. Lasciamo pertanto la strada e prendiamo il sentiero che, in leggera salita, si addentra nella pineta.
Superato un ruscello che troviamo in secca e un cartello indicante il rifugio, vediamo una baita in alto a destra e attraversiamo il torrente con un bel ponte
di legno, coperto da una pensilina. Dopo il ponte c'è una panca di legno (m. 1280).
Riprendiamo a salire ripidamente e raggiungiamo un bivio (m. 1305) dove un segnavia indica sulla destra il sentiero 403 per il Rifugio Albani a ore 1.45; mentre
a sinistra si stacca un altro sentiero definito come "variante". Andiamo a destra.
Il sentiero diviene ancora più ripido poi spiana e, uscendo dal bosco, incrociamo una pista da sci. A monte vediamo due cannoni spara neve e a valle un tornante
della strada.
Attraversata la pista rientriamo nel bosco (m. 1360).
Saliamo tra faggi e pini, in modo parallelo alla pista, seguendo le bandierine bianco rosse dipinte sugli alberi.
Riattraversiamo poi la pista in direzione opposta, vale a dire verso sinistra, seguendo un segnavia che indica il Rifugio Albani (m. 1410).
Ovviamente avremmo anche potuto abbandonare il sentiero e risalire semplicemente la pista da sci anziché attraversarla due volte.
Tra faggi e pini saliamo con un ripido zig-zag poi percorriamo un tratto in piano dove ci sono parecchi ciclamini.
In leggera salita superiamo due piccoli slarghi nel bosco e arriviamo ad un bivio dove dalla sinistra si innesta la "variante" che avevamo precedentemente
trascurato (m. 1505).
Riprendiamo a salire con ripidi tornantini passando per qualche piccola radura nel bosco.
In alto cominciamo a vedere la Presolana. Ad un bivio andiamo a sinistra (m. 1640) poi, dopo un tratto in piano, giriamo a destra e riprendiamo a salire
ripidamente. Il bosco ormai è terminato.
Ci avviciniamo a una parete (sulla quale è scritto in grande Albani - Teveno) tenendoci sulla sinistra e incontriamo il sentiero 406 descritto nel secondo
itinerario, che arriva dalla destra. I segnavia indicano a sinistra il Rifugio Albani a ore 0.30 e a destra la Malga Polzone a ore 0.45.
Continuiamo in salita su pietre e ghiaia e poi, superato un canalone detritico, lo risaliamo faticosamente alla sua sinistra. Siamo in località La Rata e in
alto cominciamo a vedere il rifugio.
Superiamo un traliccio arrugginito dell'ex teleferica (m. 1790) e continuiamo con un traverso a sinistra tra i prati con minore pendenza.
Riprendiamo a zigzagare ripidamente e arriviamo al colletto, nei pressi della Baita Alta di Polzone, ove incrociamo il sentiero 401.
Qui, di fronte al ripido versante nord della Presolana, i segnavia indicano a sinistra: il Colle Guaita a ore 0.20, il Passo Porea a ore 0.45 e Colere a ore 1.45.
Continuando diritto, arriviamo ad un altro bivio dove andiamo a sinistra solo perché il cammino sembra più agevole.
Raggiungiamo le baracche, alcune delle quali visitabili, che venivano utilizzate dai minatori (m. 1915). Infatti, nella zona attorno al rifugio, potremo notare
diverse gallerie scavate nella roccia dai minatori che estraevano la fluorite. Ci sono anche un piccolo pezzo di binario con una motrice e tre vagoncini carichi
di materiale, lasciati li a testimonianza del passato.
Accanto c'è la vecchia Capanna Trieste, una baracca in legno che fungeva da rifugio fino a quando nel 1967 venne sostituita dall'attuale costruzione in muratura.
Ci dissetiamo al Fontanone, un pozzo intermittente che porta incisa la frase: "Tu stanca, io fresca e pura".
Superiamo un bel ponticello. In alto a sinistra vediamo una cappellina dedicata alla madonna.
Ancora pochi passi in salita e arriviamo al rifugio.
Tempo impiegato: ore 2.15 - Dislivello m. 900
Data escursione: luglio 2006
Secondo itinerario: Per la Malga Polzone (sentieri 403, 404, 406, 403)
Questo secondo itinerario costituisce una variante del precedente con il quale ha in comune la prima e l'ultima parte. E' un poco più lungo ma può essere una
valida alternativa per tornare al parcheggio per una diversa via.
In questo caso, arrivati alla baita Frassinetto (m. 1265), ignoriamo il sentiero sulla sinistra e continuiamo diritto.
La strada gira anch'essa a sinistra poco più avanti e poi sale ripidamente.
Al successivo tornante un segnavia indica che, continuando diritto lungo la pista da sci, potremmo riportarci sul sentiero descritto nel precedente itinerario.
Proseguiamo invece lungo la strada sempre assai ripida.
Superati due brevi tornanti arriviamo ad una costruzione dell'acquedotto sulla quale è dipinta una bandierina bianco-rossa con il segnavia 404.
Poco dopo un ruscello passa intubato sotto la strada.
Più avanti torniamo a vedere, alla nostra sinistra, la pista da sci e alcuni cannoni spara neve.
Passiamo per due volte sotto la seggiovia. Ora il fondo è sterrato e la pendenza meno ripida.
Presso un tornante troviamo il punto di partenza di uno ski lift.
Troviamo poi sulla destra uno slargo; qui c'è il punto di arrivo del primo troncone della seggiovia e quello di partenza del secondo (m. 1571).
La strada termina qui. Sulla destra il sentiero 404 sale al Passo Fontana Mora.
Giriamo a sinistra e raggiungiamo la Malga Polzone alla destra della quale c'è un laghetto recintato mentre a sinistra il sentiero 406 con il quale dobbiamo
proseguire. Un segnavia indica il Rifugio Albani a ore 1.30.
In piano superiamo uno ski lift poi percorriamo un breve tratto in discesa e arriviamo ad un bivio. Un segnavia indica di continuare sulla destra e segnala il
Rifugio Albani ancora a ore 1.30 di cammino.
Superiamo un tratto su terreno detritico e continuiamo in piano.
Ora iniziamo a salire passando tra radi larici e cespugli di rododendro.
Percorriamo poi un breve tratto in discesa abbassandoci di una quindicina di metri.
Camminiamo in piano ai piedi di una ripida parete sulla quale vediamo una grossa scritta in rosso che indica Taveno nella direzione dalla quale proveniamo e
Albani di fronte a noi.
Poco dopo incontriamo il sentiero 403 che sale da sinistra (m. 1700) con il quale, come descritto nel primo itinerario, continuiamo fino al rifugio.
Tempo impiegato: ore 2.40 - Dislivello m. 900
Data escursione: luglio 2006
Terzo itinerario: con la seggiovia fino a Cima Bianca
Infine c'è anche la possibilità di utilizzare uno dei due tronconi della seggiovia o entrambi (Carbonera-Malga Polzone-Cima Bianca).
Nell'estate 2010 la seggiovia è in funzione nei giorni: 24-25-31 luglio e dall'1 al 22 agosto. Il costo del biglietto A/R fino alla Malga Polzone è di Euro 7 e
fino a Cima Bianca di Euro 10. Non è in vendita il biglietto di sola andata. Orario: 9-17.30 continuato per la prima tratta; 15 minuti ogni ora per la seconda.
Dalla Malga Polzone (m. 1571) possiamo continuare a piedi come indicato nella seconda parte del secondo itinerario.
Utilizzando invece entrambe le seggiovia arriviamo a Cima Bianca (m. 2080).
All'uscita della seggiovia prendiamo una sterrata sulla sinistra che si avvia verso la Presolana passando davanti al Rifugio Cima Bianca. Un segnavia indica il
Rifugio Albani.
In leggera discesa ci abbassiamo in un avvallamento dove sulla sinistra c'è un baitello in legno.
Pochi passi in salita portano ad un bivio dove andiamo a sinistra. Un cartello informa se il Rifugio Albani è aperto o chiuso.
Proseguiamo alternando tratti in piano ad altri in discesa.
Ignoriamo un sentiero che si stacca verso destra (m. 2030).
Troviamo poi sulla sinistra, uno dopo l'altro, due avvallamenti contenenti delle pozze d'acqua (m. 2000).
Più avanti, sulla destra oltre un valloncello, vediamo due ruderi.
Passiamo tra due rocce (m. 1980). Lasciamo a destra un piccolo dosso e cominciamo a vedere il rifugio davanti a noi.
Continuiamo in discesa con alcuni tornanti. Alla sinistra vediamo una croce. Alla destra ci sono le gallerie scavate dai minatori, un cassottello di legno, e il
sentiero per il Rifugio Curò.
Ancora pochi passi e arriviamo al rifugio.
Tempo impiegato: ore 0.20 - Dislivello m. -141
Data escursione: agosto 2010
Note:
Nei pressi del rifugio, accanto alla croce, c'è un rosone sul quale sono indicate tutte le cime che si possono vedere, con la loro altezza e la direzione in cui
si deve guardare. Se arriviamo qui in una giornata serena potremo così ammirare:
Presolana Occidentale (m. 2521), Presolana del Prato (m. 2450), Presolana Centrale (m. 2517), Presolana Orientale (m. 2490), Cornone Blumone (m. 2830), Corna di
S. Fermo (m. 2329), Pizzo Camino (m. 2491), Monte Sossino (m. 2398), Cimon della Bagozza (m. 2409), Carè Alto (m. 3462), Adamello (m. 3539), Corno Baitone (m.
3330), Monte Venerocolo (m. 2589), Pizzo Tornello (m. 2687), Monte Gleno (m. 2883), Pizzo Tre Confini (m. 2823), Pizzo Re Castello (m. 2888), Pizzo Diavolo
della Malgina (m. 2926), Cime di Cagamei (m. 2913), Pizzo Coca (m. 3052), Dente di Coca (m. 2926), Pizzo Porola (m. 2981), Pizzo Scais (m. 3039), Pizzo Redorta
(m. 3037), Cima di Fontana Mora (m. 2354), Monte Ferrante (m. 2427), Cima Verde (m. 2120).
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