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Il Rifugio Luna Nascente è situato in Località Cascina Piana, nella parte centrale della Val di Mello.
Questa splendida valle si raggiunge staccandosi dalla statale 38 che percorre il fondovalle valtellinese poco dopo il ponte sul torrente Mello, che precede
l'abitato di Ardenno, per imboccare verso nord la provinciale 9 (ex statale 404).
Superati gli abitati di Cataeggio e Filorera, passiamo accanto al Sasso Remenno, un grande monolito roccioso, forse il più grande d'Europa, attrezzato con varie
vie di risalita.
Accanto al torrente c'è un'area di sosta; vale la pena fermarsi un attimo per osservare gli arrampicatori o anche solo per ammirare lo splendido gruppo delle
Cime del Cavalcorto (m. 2763) in fondo alla vallata.
Dopo San Martino, continuiamo verso Bagni di Masino e ben presto troviamo un bivio dove viene segnalata a destra la strada per la Val di Mello che percorriamo
fino ad uno slargo dove parcheggiamo la macchina (m. 1051).
Durante il periodo estivo quando la valle è molto frequentata dai gitanti domenicali è obbligatorio lasciare l'auto a S. Martino e utilizzare un bus navetta
(costo € 1).
Da fine ottobre a febbraio invece, la valle, stretta e posta in orizzontale da ovest ad est, non riceve alcun raggio di sole.
Va da se che i periodi migliori per apprezzarla sono le stagioni intermedie ed in particolare l'autunno quando i larici ingialliscono e i faggi abbarbicati alle
cenge più alte si colorano di tinte fiammeggianti, contrastando col grigio chiaro delle pareti granitiche.
La Val di Mello è di origine glaciale come chiaramente indicato dal tipico profilo a U.
Alcune valli laterali vi confluiscono: da nord Val del Ferro, Val Qualido, Val di Zocca e Val Torrone e da sud Valle d'Arcanzolo, Valle Mezzola, Val Temola e
Val Romilla.
Ad est la valle è chiusa dalle imponenti cime del Monte Pioda (m. 3431) e del Monte Disgrazia (m. 3678) mentre ad ovest la stretta piramide del Monte Boris (m.
2497) si erge quale sentinella all'imbocco della valle.
Lasciata la macchina ci incamminiamo sulla sterrata in piano.
Superato un ruscello con un piccolo ponte di legno, raggiungiamo il Gatto Rosso, il primo dei posti di ristoro che incontreremo lungo il cammino.
Ignoriamo un sentierino sulla destra e arriviamo all'imbocco della mulattiera. Un grande cartello spiega le glaciazioni della valle e mostra una cartina della
zona.
Sulla sinistra, un po' in dentro ci sono le baite Ca' di Panser (m. 1061). La salita è assai lieve.
Sulla sinistra vediamo la grande roccia detta degli Asteroidi.
Tra pini e larici ci avviciniamo al torrente che d'ora in poi ci accompagnerà sul lato destro.
Superiamo un ruscello e continuiamo in piano.
Un cartello indica un larice/quercia; un'altro segnala sulla sinistra il sentiero per la baita Qualido.
Superiamo poi una piccola grotta chiusa da una porta di ferro di colore verde.
In località Ca' di Carna (m. 1076), lasciamo a destra il ponticello con il quale è possibile attraversare il torrente e raggiungere l'Agriturismo Ca' de Scuma
(tel. 0342 653076).
Superato un altro cartello che indica un acero montano, il torrente si allarga formando una limpidissima pozza.
Da entrambe le pareti dei monti che ci circondano scendono alcune piccole cascate.
Superiamo un torrente in secca con un ponte in cemento e continuiamo accompagnati da una staccionata in legno, dapprima solo sul lato destro e poi da entrambi.
Raggiungiamo così la Località Cascina Piana. Il rifugio è sulla sinistra tra le prime baite.
Tempo impiegato: ore 0.20 - Dislivello: m. 47
Data escursione: marzo 2010
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