Rifugio Almici

Il Rifugio Almici è situato qualche diecina di metri sotto la cima Castel Bertino (m. 1948) del Monte Guglielmo, sul versante sebino.

Primo itinerario: dal Rifugio Croce di Marone
Lasciamo la statale 510 Sebina Orientale al km. 24 circa per immetterci sulla provinciale 32 in direzione di Zone.
In alternativa possiamo prendere questa provinciale al suo inizio partendo dal centro di Marone (Via Roma, Via Ponzano).
Troviamo una teleferica che incrocia varie volte la strada. Subito dopo il quinto sottopassaggio a protezione da eventuali cadute di materiale, troviamo sulla sinistra uno specchio stradale e l'indicazione per il Rifugio Croce di Marone verso destra.
Giriamo pertanto a destra imboccando una stretta strada asfaltata. La percorriamo per km. 6.9 fino ad un bivio dove andiamo a sinistra.
Ora la strada è sterrata con due strisce di cemento ai lati per agevolare il passaggio degli automezzi. Dopo un centinaio di metri troviamo sulla destra il Rifugio Croce di Marone. Poco più avanti parcheggiamo sulla sinistra (m. 1166).

I segnavia indicano davanti a noi il Monte Guglielmo a ore 2.10 e dietro la Forcella di Sale a ore 0.50. Un cartello stradale segnala il divieto di transito agli automezzi.
Possiamo seguire integralmente una sterrata oppure tagliarne alcuni tornanti con il sentiero della 3V contrassegnato da bandierine di colore azzurro-bianco-azzurro.
Lungo il cammino troveremo parecchie paline di colore giallo oppure giallo e arancio del metanodotto.

Ci incamminiamo in salita, tra alberi e prati, lungo la strada che inizialmente ha il fondo in cemento. Sulla destra troviamo subito una fontana con una grande vasca abbeveratoio e a seguire la piazzola dell'elicottero e una manica a vento. Più in basso c'è un'area pic-nic.
La strada poi diventa sterrata. Dopo un tratto in leggera salita, la pendenza aumenta.
Nei pressi di un tornante sinistrorso troviamo una stradina con i segnavia della 3V che si stacca verso destra (m. 1215).
Possiamo continuare con l'uno o l'altro percorso (a=sentiero b=strada).

1a) Seguendo i segnavia della 3V andiamo a destra, dapprima in leggera salita e poi con maggiore pendenza.
Ignoriamo una stradina che si stacca sulla destra e arriviamo ad un bivio (m. 1240). Possiamo continuare diritto, risalendo ripidamente un prato con un sentiero, oppure prendere una più agevole mulattiera che sulla sinistra entra nel bosco.
Seguiamo la mulattiera. Dopo un tornante destrorso saliamo in modo abbastanza ripido, poi la pendenza diminuisce.
Percorriamo un tratto fuori dal bosco all'inizio del quale il sentiero si innesta dalla destra.
Nuovamente tra gli alberi superiamo un ripido strappo e torniamo ad immetterci sulla sterrata.

1b) Seguendo la strada percorriamo un altro tornante.
In leggera salita entriamo nel bosco. Essendo la strada abbastanza larga gli alberi non riescono mai a coprirla interamente e in alto vediamo sempre il cielo.
Troviamo una grande roccia sulla sinistra con una statuetta raffigurante la Madonna di Lourdes (m. 1270).
Continuiamo nel bosco. In alcuni punti gli alberi sono solo sul lato destro.
Poi ritroviamo il sentiero che si innesta da destra.

In questo punto i segnavia indicano: Malpensata (m. 1350); dietro: Rifugio Croce di Marone a ore 0.20, Forcella di Sale a ore 1.10, Punta Almana a ore 2.10.
Percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale c'è una casa; all'interno invece ci sono delle recinzioni.
Al successivo tornante, sulla sinistra troviamo il Rifugio Malpensata.
Poco più avanti ritroviamo i bolli bianco azzurri che indicano il sentiero della 3V che sale a sinistra.

2a) Seguendo il sentiero saliamo ripidamente tra l'erba fino a raggiungere un manufatto in cemento (m. 1380).
Entriamo nel bosco e continuiamo alternando alcuni tratti ripidi ad altri con poca pendenza.
Poi il bosco diventa più rado. Il sentiero si divide in due tracce ma subito torna a riunirsi.
Esciti dal bosco (m. 1425) saliamo ripidamente a zig-zag, a volte aiutati da alcuni gradini di legno.
Dopo un tratto quasi in piano ed una breve salita, raggiungiamo una crestina e la percorriamo quasi in piano con gli alberi alla destra (m. 1460).
Torniamo a salire. Il sentiero è rinforzato con dei tronchi di legno.
Proseguiamo poi con minore pendenza.
Troviamo altri gradini di legno e una corta protezione sulla destra.
Risaliamo un tratto roccioso (m. 1500), poi continuiamo con un ripido sentiero a zig-zag tra erba e cespugli.
Con minore pendenza proseguiamo con altre serpentine. Anche in questo punto il sentiero è rinforzato con dei tronchi di legno (m. 1540).
Torniamo a salire, raggiungiamo un muretto a secco e lo scavalchiamo.
In piano tra i prati, seguiamo un altro muretto alla nostra destra. A sinistra ci sono due pozze d'acqua.
Poco più avanti ci immettiamo sulla strada nel punto in cui questa ha appena superato la Malga Guglielmo di Sotto.

2b) Seguendo la strada, dopo la Malpensata, rientriamo nel bosco.
Percorriamo una curva a sinistra fuori dal bosco per rientrarci subito dopo.
Ignoriamo un sentiero, chiuso da una stanga di legno, che si stacca sulla sinistra (m. 1380).
In leggera salita percorriamo un lungo tratto.
Superiamo due tornanti, anch'essi fuori del bosco e, in entrambi i casi, vi rientriamo subito.
Terminato il bosco (m. 1445), ignoriamo un sentiero che sale a sinistra. Alla destra possiamo cominciare ad ammirare un bel panorama sulla verde vallata.
Superiamo altri tre tornanti (m. 1470-1480-1505).
Più avanti, ai lati della strada ci sono due strisce di cemento.
Raggiungiamo la Malga Guglielmo di Sotto. Passiamo tra una stalla e una cascina e, subito dopo, troviamo il sentiero 3V che arriva da sinistra.

I segnavia indicano: Malga Guglielmo di Sotto m. 1571; nella direzione da cui proviene il sentiero 3V: Malpensata a ore 0.20, Rifugio Croce di Marone a ore 0.40, Forcella di Sale a ore 1.30.
Continuiamo lungo la sterrata. Alla destra c'è una fontana con vasca.
Poco più avanti a sinistra vediamo una pozza seguita da una grande vasca quadrata recintata. Sulla destra si affianca una canalina in cemento per lo scolo dell'acqua.
La pendenza aumenta. Superata una curva a destra, sulla sinistra in basso cominciamo a vedere il Lago d'Iseo.
Incrociamo il sentiero 232 che conduce a Gasso in ore 1 oppure a Rucca in ore 1.50. Nei pressi ci sono un tavolone e relative panche. Continuiamo con la sterrata che, in questo punto, gira a destra.
Superiamo un altro tornante (m. 1635)
Più avanti la strada è ricoperta da due strisce in cemento e, alla destra, è accompagnata da un muro.
Raggiungiamo una selletta (m. 1725). Alla sinistra nei prati ci sono un tavolone con relative panche. In alto, davanti cominciamo a vedere il Rifugio Almici e a destra la Cappella del Redentore.
La strada ritorna completamente sterrata e procede dapprima in leggera salita e poi in piano.
Troviamo sulla sinistra una pozza e una vasca abbeveratoio per gli animali.
Poco più avanti, in leggera salita, arriviamo ad un'altra pozza che precede la Malga Guglielmo di Sopra (m. 1744).
Trascuriamo un sentiero che continua diritto e giriamo a destra. Ora la strada ha ancora due strisce di cemento ai lati. Alla sinistra c'è una vasca quadrata.
Torniamo a salire e ben presto troviamo alcune frecce bianco-azzurre che indicano il sentiero 3V sulla sinistra (m. 1775).

3a) Seguendo il sentiero saliamo direttamente e in modo abbastanza ripido tra l'erba e alcune pietre fino a ritrovare la strada.

3b) Seguendo la strada compiamo un ampio giro sulla destra alternando tratti in leggera salita ad altri con maggiore pendenza. La parte che precede l'unico tornante ha il fondo in cemento. Poi, nuovamente su sterrato, incontriamo il sentiero che sale da sinistra.

Riunificatisi definitivamente i due percorsi (m. 1830), seguiamo la strada.
Percorriamo due coppie di corti tornanti e raggiungiamo il rifugio.

a) Con il sentiero - Tempo impiegato: ore 1.40 - Dislivello m. 695
b) Con la strada - Tempo impiegato: ore 2 - Dislivello m. 695
Data escursione: settembre 2009
 
Secondo itinerario: da Pezzoro (sentiero 325)
Usciamo dall'autostrada A4 a Ospitaletto (km. 206) e prendiamo la SP 19 che percorriamo interamente.
Superato il ponte sul Mella ci immettiamo nella SP 345 della Val Trompia con la quale arriviamo a Lavone dove al km. 25.6 deviamo a sinistra per prendere la SP 52.
Dopo un chilometro, presso un tornante destrorso, lasciamo la provinciale che prosegue verso Pezzaze per continuare diritto in direzione di Pezzoro.
Più avanti, sempre seguendo la segnaletica per Pezzoro, giriamo a sinistra e con vari tornanti ne raggiungiamo l'abitato.
Percorrendo la via principale troviamo due parcheggi, uno alla sinistra della strada e l'altro alla destra in posizione sopraelevata (m. 900).

Lasciata la macchina ci incamminiamo nella stessa direzione con Via de Contrini. All'inizio della strada, sulla destra, ci sono una fontana e alcuni cartelli che indicano: Rifugio Pontogna a ore 1 e Monte Guglielmo a ore 3.
Ignoriamo sulla sinistra Via del Forcellino che conduce oltre che al Forcellino anche a Cimmo e Caregno. Altri segnavia in legno posti a cura del CAI di Gardone indicano: Pezzoro m. 911; diritto con il sentiero 325: Rifugio CAI Valtrompia a ore 1, Monte Guglielmo a ore 2.50.
La strada è ancora asfaltata e sale accompagnata alla sinistra da un ruscello. Alla destra troviamo un'altra fontana con vasca. Poco dopo entriamo nel bosco.

Lasciamo poi a destra una strada chiusa da una stanga e proseguiamo diritto. Due segnali stradali indicano che è possibile continuare in auto solo disponendo di un fuoristrada e che il limite di velocità è di 20 chilometri. Da qui al rifugio il fondo stradale alternerà tratti sterrati ad altri con un misto di cemento e pietre. Di tanto in tanto troveremo delle canaline in metallo per lo scolo dell'acqua.

Terminato l'asfalto percorriamo un tratto su cemento poi, con il fondo sterrato, in rapida successione superiamo due ponti, passando dapprima alla sinistra e poi alla destra del ruscello e ignorando una sterrata che prosegue diritto (m. 960).
Subito dopo un tornante ci manda verso destra abbandonando così il piccolo corso d'acqua.

Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire con il fondo in cemento e raggiungiamo un tornante sinistrorso (m. 995). Qui ci sono due sentieri che proseguono diritto, uno in salita e l'altro che scende a Pezzoro. Seguiamo il tornante.
Il percorso diventa abbastanza ripido. Alla destra troviamo un casello dell'acquedotto sulla porta del quale leggiamo "Pozza Ciocca" (m. 1010).
Percorriamo un tratto in leggera salita su sterrato e poi continuiamo con maggiore pendenza e con il fondo in cemento.
La strada si snoda con varie semicurve dapprima con poca pendenza su sterrato, poi ancora in salita, e dopo pochi metri su cemento ancora su sterrato (m. 1060).

Ignoriamo un piccolo sentiero, inizialmente rinforzato da un tronco rasoterra, che sale a destra (m. 1080).
Presso una curva a sinistra la strada è bagnata da un rivolo che la attraversa (m. 1090).
Torniamo a salire in modo abbastanza ripido e con il fondo in cemento.

Superiamo un tornante destrorso all'esterno del quale c'è uno slargo dove è stato collocato un tavolo in legno con relative panche (m. 1120).
Continuiamo su sterrato dapprima con poca pendenza e poi in salita.
Superiamo alcune curve poi la pendenza aumenta e torniamo a camminare sul cemento.
Percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale ci sono dei prati (m. 1155).
Subito dopo, con il fondo sterrato, rientriamo nel bosco.
Dopo un tratto con il fondo in cemento la strada torna ad essere sterrata (m. 1170).
Poco dopo ignoriamo una stradina pianeggiante che si stacca verso destra.

Dopo una curva a destra proseguiamo in leggera salita. Alla sinistra su di un faggio c'è una croce; alla destra c'è un casello dell'acquedotto (m. 1200).
Subito dopo riprendiamo a salire accompagnati alla sinistra da un gruppo di faggi alti e ritti.
Poi la pendenza diminuisce. Ora è alla destra che ci sono altri grandi faggi.
Torniamo a salire. Poi percorriamo un tornante destrorso con il fondo in cemento (m. 1245) ma potremmo anche proseguire diritto su sterrato. Davanti vediamo il Rifugio Val Trompia.
Dopo il tornante la strada ridiventa sterrata.
La pendenza è leggera e, in fondo, vediamo dei cartelli stradali indicanti che la strada diventa agro silvo pastorale e pertanto è percorribile solo dai mezzi autorizzati. Qui, o poco prima con un sentiero tra l'erba, giriamo a sinistra e raggiungiamo il Rifugio Val Trompia (m. 1260).

Alla sinistra del rifugio alcuni segnavia indicano: Monte Guglielmo (sentiero 325) a ore 1.50, Caregno a ore 1.20, Colle di San Zeno (sentiero 325-327) a ore 1.25, Malga Gale (sentiero 325-326) a ore 1.10.
Ci incamminiamo su di una stradina inerbita tra i prati. Alla sinistra ci accompagnano dei piloni che recano dei cavi; poco dopo ci passiamo sotto (m. 1275).
Lasciamo a destra una costruzione e proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita.
La stradina si riduce a sentiero. Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione (m. 1295).

La pendenza aumenta. Davanti vediamo il monumento al Redentore sul M. Guglielmo.
In piano, raggiungiamo un bivio nei pressi di una pozza (m. 1325) dove alcuni segnavia indicano davanti: M. Guglielmo (sentiero 325) a ore 1.40, Malga Gale (sentiero 325-326) a ore 1, Colle San Zeno (sentiero 327) a ore 1.15; a sinistra: Caregno (sentiero 320) a ore 1.10.
Aggirata la pozza torniamo ad immetterci sulla sterrata agro silvo pastorale che avevamo lasciato nei pressi del Rifugio Val Trompia.

Subito dopo arriviamo al bivio dove i sentieri 326 e 327 si dividono. Il n. 326 va a sinistra verso la Malga Pontogna e la Malga Gale; poi piegando a destra è possibile scendere alla Malga Foppella e al Colle San Zeno. Il n. 327 invece prosegue diritto, poi lascia a destra la Malga Bovidori, passa per la Malga Mattone e la Malga Vivazzo di Mezzo e si unisce all'altro percorso poco prima del Colle San Zeno.

Ignorato il percorso 327 che parte accanto ad uno skilift, pieghiamo a sinistra passando accanto ad un baitello sulle cui pareti vediamo un segnavia a bandierina con il numero 325.
Passiamo sotto dei cavi e riprendiamo a salire.
Percorriamo un breve tratto su cemento e pietre, poi continuiamo su sterrato ed entriamo in un bosco. Alla destra ci sono dei faggi secolari.
Giunti alla fine del bosco continuiamo in leggera salita tra i prati (m. 1360).

In alto a sinistra vediamo la Malga Pontogna. Possiamo raggiungerla con un sentiero tra l'erba oppure seguendo la sterrata che compie due tornanti sinistra-destra che hanno il fondo in cemento (m. 1375).
La malga è composta da alcuni edifici adibiti ad abitazione o a stalla. C'è anche una fontana con una grande vasca in cemento per abbeverare gli animali. I segnavia indicano: Malga Pontogna (m. 1384); diritto: Monte Guglielmo a ore 1.25; dietro: Rifugio Cai Val Trompia a ore 0.15; a destra: Malga Gale a ore 0.50.

Lasciamo la sterrata e prendiamo il sentiero che sale tra la malga e la vasca-abbeveratoio.
Seguiamo i bolli tra l'erba camminando verso una recinzione realizzata con paletti di legno che reggono quattro cavi di filo spinato.
Dopo averla raggiunta la seguiamo dapprima con poca pendenza e poi quasi in piano. Alla sinistra oltre la recinzione c'è una pozza.
Poi ci spostiamo un po' a destra e saliamo in modo abbastanza ripido.

Raggiungiamo un bosco con radi faggi. Il sentiero si divide in due tracce parallele (m. 1440).
Percorriamo un tornante sinistrorso tra erba, arbusti e alberelli (m. 1455). Continuiamo tra radi pini.
Dopo una curva a destra saliamo con delle serpentine (m. 1470).
Superiamo due tornanti ravvicinati destra-sinistra (m. 1480).
La pendenza diminuisce un poco. Camminiamo dapprima tra erba e alberelli, poi troviamo anche dei pini (m. 1490).
Passiamo sotto le fronde di un pino.

Dopo un altro tratto tra piccoli alberi, attraversiamo un prato nel quale il sentiero si divide in due tracce parallele (m. 1505).
Giunti in fondo al prato giriamo a sinistra e saliamo ripidamente (m. 1515).

Il sentiero si divide (m. 1525). Possiamo proseguire diritto aggirando un boschetto.
Oppure possiamo andare a destra tra gli alberi in leggera salita. Qui il sentiero si divide nuovamente e sale ripidamente per un breve tratto; alla sinistra ci sono delle pietre che fanno da rudimentale gradino. Subito dopo si ricompone.
Usciamo dal boschetto e ritroviamo l'altro sentiero che arriva dalla sinistra.
Continuiamo con il prato alla sinistra e gli alberi alla destra.

Dopo una curva a sinistra la pendenza aumenta e cominciamo a risalire con dei tornanti il prato (detto il "Ratù"). In caso di recenti piogge il fondo diventa scivoloso e pertanto potrebbe essere più sicuro, sopratutto in discesa, tagliare tra l'erba anziché seguire il sentiero.
Dopo un tornante destrorso la pendenza diventa abbastanza ripida (m. 1565).
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1570).
Proseguiamo con altri due tornanti ravvicinati destra-sinistra (m. 1580).
Dopo alcune serpentine superiamo un tornante sinistrorso (m. 1605).
Continuiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita. Alla destra la vista spazia sul Colle S. Zeno, il Rifugio Piardi e le varie malghe sparse tra i boschi della vallata: Gale, Foppella, Vivazzo, Bovidori e Pontogna.

Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1630) ed uno destrorso (m. 1640).
Poi il sentiero si divide in due tracce parallele; quella a sinistra scorre rettilinea mentre l'altra con alcuni zig-zag. Poi si ricompongono (m. 1655).
Seguiamo il sentiero, qui non molto evidente, prestando attenzione ai bolli tra l'erba.
Poi, accanto ad un ometto, ci immettiamo su di un altro sentiero più largo e andiamo a sinistra (m. 1665).
Poco dopo, in leggera salita, raggiungiamo una palina che, oltre al divieto di caccia, segnala Pezzoro nella direzione dalla quale proveniamo (m. 1675).

Ancora pochi passi e raggiungiamo una sterrata e l'ampio crinale che sale a destra verso il M. Guglielmo.
Andiamo a destra, quasi in piano, e poco dopo arriviamo ad un bivio dove i segnavia indicano: Stalletti Alti m. 1690; a sinistra con il sentiero 318: Caregno a ore 1.25 (vedi il terzo itinerario); diritto con il sentiero 325: Monte Guglielmo a ore 0.50; dietro con il sentiero 325: Rif. CAI Valtrompia a ore 0.40, Pezzoro a ore 1.20.
Davanti vediamo la Malga Stalletti Alti, la raggiungiamo e la aggiriamo alla destra (m. 1675).
Il sentiero prosegue tra erba e pietre dapprima quasi in piano e poi in leggera salita su di un ampio crinale.
Passiamo accanto ad un palo con i bolli bianco rossi (m. 1690).
Continuiamo quasi in piano e vediamo il Monumento al Redentore in vetta a Castel Bertino, una delle due cime del Monte Guglielmo.
Un poco più in basso verso destra c'è una pozza.
Percorriamo un'ampia curva a sinistra e riprendiamo a salire.
Proseguiamo con un tratto abbastanza ripido. Alcune pietre formano dei rudimentali gradini (m. 1700).
Poi la pendenza diminuisce un poco.
Il sentiero si divide in due rami; entrambi girano a destra.
Torniamo a salire in modo abbastanza ripido.
Dopo uno zig-zag sinistra-destra la pendenza diminuisce un poco.

Accanto ad uno steccato, un sentiero che sale dalla sinistra si unisce a quello che stiamo percorrendo. Giriamo a destra (m. 1720).
Un altro piccolo sentiero arriva dalla destra. Stiamo camminando su più tracce parallele che si riuniscono prima di entrare in un avvallamento (m. 1760).
Procediamo circondati da varie pietre, molte delle quali alla destra, inizialmente con poca pendenza e poi in salita.
Dopo un tratto quasi in piano, seguendo i bolli saliamo a destra con tre tracce parallele.
In leggera salita giriamo a sinistra e torniamo a vedere il Monumento al Redentore.
Percorriamo un tratto quasi in piano (m. 1785).
Torniamo a salire camminando tra alcuni piccoli dossi erbosi.

Quasi in piano passiamo tra due basse roccette (m. 1800).
Proseguiamo in leggera salita tra l'erba mentre il sentiero di scompone in due tracce parallele.
Passiamo accanto ad un palo di legno (m. 1815).
Riprendiamo a salire.
Alla sinistra troviamo una staccionata, un cartello illeggibile ed un palo con i bolli bianco rossi (m. 1835).
Poco dopo troviamo un altro palo con i bolli.
Ancora pochi metri e raggiungiamo una staccionata. Su di palo con i bolli, un segnavia indica il Monte Guglielmo con il sentiero 325 (m. 1845).

Ora ci spostiamo alla destra del crinale e camminiamo quasi in piano, a mezza costa, tra erba, arbusti e qualche albero, aggirando la cima di Castel Bertino.
Dopo un'ampia curva a destra (m. 1850) proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi salita. Il monumento al Redentore in questo punto non è visibile.
Passiamo accanto ad una corta staccionata e torniamo a vedere il monumento (m. 1880). In leggera salita arriviamo ad una biforcazione e giriamo a sinistra verso un paletto di legno (m. 1890).
Alla successiva biforcazione proseguiamo in direzione di una palina con segnavia che vediamo poco più avanti e la raggiungiamo. I segnavia indicano dietro con il sentiero 325: Pezzoro; con il sentiero 318: Caregno.

Proseguiamo quasi in piano alla destra verso la successiva palina accanto alla quale troviamo un pannello che riporta profilo e nomi delle cime visibili sul versante sebino (m. 1910): Punta dell'Orto, Monte Cognolo, Montecolo, Monte Orfano, Punta Val Mora, Santuario Madonna della Ceriola, Punta Tisdel, Monte Alto, Corno Pendita, Punta Alta, Monte Pingiolo, Corno Buco, Colle del Giogo, Monte Bronzone, Monte Soresano, Punta Piagnole, Monte Cremona, Costa dei Ronchi, Monte Mandolino, Punta Castello, Monte Pendola, Monte Creò, Monte di Grone, Colle S. Fermo, Monte Foppa, Monte Torrezzo, Monte Boario, Monte Sicolo, Colle di Lùen, Corna Trentapassi, Monte Grione.
Ci immettiamo sulla sterrata che a sinistra sale verso il monumento e alla destra scende al Rifugio Almici. La seguiamo verso destra.
In basso a sinistra vediamo la Malga Guglielmo di Sopra, due pozze naturali ed una artificiale.
Proseguiamo in leggera discesa con il rifugio sempre ben visibile davanti.
Infine, superata una sbarra, lo raggiungiamo.

Tempo impiegato ore 2.50 - Dislivello m. 1010 -49
Data escursione: novembre 2013
 
Terzo itinerario: dai Piani di Caregno (sentiero 318)
Usciamo dall'autostrada A4 a Ospitaletto (km. 206) e prendiamo la SP 19 che percorriamo interamente.
Dopo il ponte sul Mella ci immettiamo nella SP 345. Superate Concesio, Sarezzo e Gardone prendiamo una strada a sinistra all'inizio della quale i cartelli stradali indicano: Magno a km 3, Caregno a km 7, La Fabbrica. Troviamo alcuni bivi e continuiamo in salita.
Superiamo Magno e Caregno e raggiungiamo l'Altopiano di Caregno (m. 1011) dove lasciamo la macchina in un vasto parcheggio situato tra un'entrata secondaria dell'agriturismo La Valle (sx) e il parcheggio del ristorante La Fabbrica (dx). I segnavia indicano: Altipiano di Caregno, La Fabbrica m. 1002; inizio sentieri 317, 317 bis, 318, 318 bis, 320 a ore 0.05. Un cartello segnala alcune strutture ricettive; accanto: Albergo Bar Ristorante La Fabbrica; a sinistra: Casa Vacanze Stallino a ore 0.10, Rifugio Caregno a ore 0.05; a destra: Agriturismo La Valle a ore 0.05, Azienda Agricola Pesei a ore 0.40, Rifugio Cai Valtrompia a ore 1.30. Un altro cartello segnala invece le aree di sosta; a destra: Cascina La Valle a ore 0.05, Fontanino della Salute a ore 0.10, Cascina La Roda a ore 0.05; a sinistra: Cascina Stallino a ore 0.10.

Proseguiamo diritto in leggera salita, tra due siepi, su di una stradina con il fondo in cemento, lasciando a destra "La Fabbrica".
Vediamo un bollo bianco rosso. Ora alla destra c'è una rete.
Troviamo un cancello alla sinistra e poco dopo altri due alla destra della strada. Continuiamo quasi in piano.

Raggiungiamo una santella contenente la statua di una madonnina (m. 1020). Qui la strada si divide. Vari segnavia attaccati ad un palo di legno indicano:
- a sinistra con il sentiero 317: Chiesetta Alpini a ore 0.10, Corni Rossi m. 1236 a ore 0.55, Croce di Marone m. 1164 a ore 3.20;
- a sinistra con il sentiero 318-325: Passo Sabbione m. 1442 a ore 1, Malga Stalletti Bassi m. 1542 a ore 1.25, Monte Guglielmo m. 1948 a ore 2.40;
- a destra con il sentiero 320: Località Campedei m. 1160 a ore 1. Rifugio Cai Valtrompia località Pontogna m. 1259 a ore 1.40;
- a sinistra con il sentiero 317 bis-317: Passo Lividino m. 1335 a ore 0.50, Corne del Tù m. 1300 a ore 1, Croce di Marone m. 1164 a ore 3;
- a destra con il sentiero 318 bis-318-325: Passo Sabbione m. 1442 a ore 1.10, Monte Guglielmo m. 1948 per la Valle della Nistola a ore 2.50.
Andiamo a sinistra in leggera salita. Troviamo una casa bianca alla sinistra ed un prato alla destra e poi degli alberi da entrambi i lati.
Dopo una curva a sinistra proseguiamo tra prati e alberi. Alla destra c'è un'area recintata all'interno della quale vediamo due tavoli e relative panche.

Percorriamo un tratto quasi in piano lasciando alla sinistra il cancello d'ingresso dell'Agriturismo La Valle.
Continuiamo con poca pendenza su sterrato.
Dopo una curva a destra percorriamo un breve tratto in leggera discesa con il fondo in cemento, tra gli alberi.
Dopo una curva a sinistra proseguiamo quasi in piano. Alla sinistra, poco più in basso, scorre il Torrente Mannone.

Alla sinistra troviamo una bacheca con una cartina della zona, due tavoli in legno con relative panche ed un tronco scolpito raffigurante un coniglio seminascosto tra la vegetazione (m. 1030).
Subito dopo lasciamo la stradina per prendere un sentiero alla destra all'inizio del quale i segnavia indicano:
- a destra con il sentiero 318-325: Passo Sabbione m. 1442 a ore 0.55, Malga Stalletti Bassi m. 1542 a ore 1.20, Monte Guglielmo m. 1948 a ore 2.35;
- diritto seguendo la stradina, con il percorso 317 bis-317: Passo Lividino m. 1335 a ore 0.45, Corna del Tù m. 1300 a ore 0.55, Croce di Marone m. 1164 a ore 2.55; con il percorso 317: Chiesetta Alpini a ore 0.05, Corni Rossi m. 1236 a ore 0.50, Croce di Marone m. 1164 a ore 3.15.
Subito, presso un tornante destrorso, troviamo un tubo nero affiorante dal terreno. In leggera salita entriamo nel bosco.
Continuiamo tra prati e alberi percorrendo altri due tornanti sinistra-destra (m. 1045).
Presso uno zig-zag destra-sinistra troviamo dei gradini di legno collocati obliquamente rispetto al sentiero.

Arriviamo ad un bivio; il sentiero alla sinistra è sbarrato ed un cartello ne vieta il transito. Andiamo pertanto a destra, in leggera discesa, come indicato da una freccia che segnala il nuovo tracciato (m. 1055).
Percorriamo tre curve dx-sx-dx.
Superiamo un tornante sinistrorso ignorando un sentiero che scende alla destra. All'esterno del tornante ci sono dei paletti che reggono del filo spinato.
Riprendiamo a salire.
Alla sinistra un sentierino taglia una curva sinistrorsa.
Percorriamo una curva a destra e continuiamo con poca pendenza (m. 1065).
Dopo un'altra curva a destra attraversiamo un boschetto.
All'uscita, trascuriamo una scorciatoia che sale a sinistra e proseguiamo diritto (m. 1080).
Dopo un tornante sinistrorso, la scorciatoia rientra.

Inizia ora una lunga sequenza di tornanti.
A lato dei primi due, destra-sinistra, una scorciatoia esce e rientra.
Subito percorriamo un tornante destrorso presso il quale vediamo un segnavia bianco rosso su di una pietra (m. 1090).
Continuiamo con poca pendenza e superiamo un tornante sinistrorso. In basso possiamo ancora vedere il parcheggio nel quale abbiamo lasciato la macchina.
Presso un tornante destrorso saliamo un gradino di legno (m. 1100).

Dopo il successivo tornante sinistrorso entriamo in un bosco di cembri.
Proseguiamo in salita con altri due tornanti destra-sinistra (m. 1120).
Presso un tornante destrorso vediamo un segnavia bianco rosso sul tronco di un albero e ignoriamo un piccolo sentiero che prosegue diritto (m. 1130).
Dopo un tornante sinistrorso proseguiamo con poca pendenza (m. 1140) e dopo il successivo destrorso riprendiamo a salire (m. 1150).
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1160).

Percorriamo due tratti in leggera salita intervallati da uno quasi in piano durante il quale troviamo un bollo bianco rosso. In basso a sinistra vediamo la strada che avevamo lasciato, dopo l'agriturismo, per imboccare il sentiero.
Continuiamo con due tornanti sinistra-destra (m. 1175).
Presso un tornante sinistrorso vediamo un bollo bianco rosso (m. 1185).
Dopo un tornante destrorso proseguiamo in salita (m. 1195).
Percorriamo con un tornante sinistrorso (m. 1205).

Ora il sentiero si snoda in prevalenza tra prati e pochi alberi, con il fondo misto di terra e roccia.
Percorriamo una ampia curva a destra seguita da un tornante destrorso.
Proseguiamo con poca pendenza.

Presso una curva a sinistra, ignoriamo un sentiero che scende alla destra (m. 1225). I segnavia indicano a sinistra: Monte Guglielmo a ore 2.10; dietro: Caregno a ore 0.20. Iniziamo a risalire la cresta che ci condurrà in cima al Monte Bifo. Questo tratto presenta alcuni passaggi esposti a volte da entrambi i lati quando il sentiero scorre in cresta e a volte da un solo lato quando si snoda a mezza costa poco sotto il crinale.

Inizialmente camminiamo in leggera salita su ghiaietto.
Subito troviamo alla sinistra un cartello reso illeggibile dal tempo che probabilmente segnalava il sentiero che scende a sinistra con dei gradini formati da gabbie cementate.
Troviamo un bollo bianco rosso e riprendiamo a salire. Il sentiero si scompone in tre tracce e quasi subito si ricompone.
Poi si divide in due tracce parallele; quella a sinistra scorre un metro più in alto rispetto all'altra (m. 1245). Presso una curva a destra si riuniscono (m. 1260).
Ora saliamo in modo abbastanza ripido su pietrisco e roccette affioranti mentre il sentiero di scompone e ricompone più volte.
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1270).
Il sentiero torna a dividersi e a ricomporsi in un tratto su fondo roccioso. La pendenza diminuisce un poco (m. 1275).

Per un tratto la larghezza della cresta si riduce a circa un metro (m. 1295).
Poi lo spazio aumenta e torniamo a salire in modo abbastanza ripido.
Passiamo tra alcuni spuntoni di roccia (m. 1305).
In leggera salita percorriamo un altro tratto non più largo di un metro.
Torniamo a salire in modo abbastanza ripido tra spuntoni di roccia, con uno zig-zag destra-sinistra.

Quasi in piano, lasciamo a destra una gobbetta erbosa.
Continuiamo con qualche metro di cresta abbastanza stretta.
Percorriamo pochi passi in salita tra delle roccette.
Con poca pendenza torniamo in cresta e lasciamo a sinistra una gobbetta erbosa (m. 1320).

Arriviamo ad una biforcazione. Il sentiero che segue il crinale è chiuso da una sbarra; prendiamo l'altro che prosegue quasi in piano a mezza costa, esposto alla sinistra.
Superiamo un tratto con il fondo di roccette e torniamo a camminare su sterrato.
Ignoriamo una breve traccia che collega il nostro sentiero con quello in cresta.
Proseguiamo quasi in piano. In basso vediamo delle rocce affioranti dal terreno.

Torniamo in cresta nel punto in cui in due sentieri si ricompongono. Anche qui quello che segue la cresta è sbarrato ed un cartello invita coloro che provengono dall'opposta direzione a non percorrerlo (m. 1335).
Dopo un tratto in salita continuiamo quasi in piano, a mezza costa, alla destra del crinale (m. 1345).
Alterniamo due tratti con poca pendenza ad uno quasi in piano (m. 1360).
Riprendiamo a salire e dopo pochi passi su roccette superiamo un tratto un po' incassato (m. 1380).
Continuiamo in modo abbastanza ripido con il sentiero che si divide e si ricompone.
Percorriamo due brevi tratti, il primo quasi in piano e l'alto con poca pendenza (m. 1395).
Torniamo a salire su fondo roccioso.
Continuiamo con un tratto quasi in piano, uno in leggera discesa ed un altro in leggera salita, mentre il pendio precipita alla destra del sentiero (m. 1405).

La cresta è ormai terminata. Troviamo un gruppo di alberi alla destra mentre camminiamo dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano.
Dopo un tratto allo scoperto attraversiamo un altro boschetto in leggera salita.

Arriviamo ad un bivio (m. 1420) dove troviamo una pannello con una cartina che illustra il circuito della Malga Lividino con il classico "voi siete qui" ovvero il cima al Monte Bifo. I segnavia indicano
- a sinistra il collegamento con i sentieri 317 bis-317; Caregno con il 317 bis a ore 0.55, Croce di Marone con il 317 bis-317 a ore 2.30, Caregno con il 317 a ore 1.25;
- diritto con il sentiero 318-325: Passo Sabbione a ore 0.05, Malga Stalletti Bassi a ore 0.30, Monte Guglielmo a ore 1.45;
- dietro con il sentiero 318: Caregno La Fabbrica a ore 0.40.
Continuiamo diritto quasi in piano.

Lasciamo a sinistra un baitello verde utilizzato come appostamento per la caccia.
Passiamo sotto ad un cavo. In lontananza, davanti verso sinistra, vediamo due malghe.
Poco dopo alla sinistra troviamo una casa, due baitelli ed un'altalena (m. 1435).
Camminiamo sopra delle radici mentre il sentiero si divide e si ricompone.

Il sentiero si biforca, teniamo la destra e subito arriviamo ad un bivio dove alcuni segnavia indicano: Passo Sabbione 1442 m; a sinistra con il sentiero 318-325: Malga Stalletti Bassi a ore 0.25, Malga Stalletti Alti a ore 0.50, Monte Guglielmo a ore 1.40; dietro con il sentiero 318: Caregno la Fabbrica a ore 0.45; a destra con il sentiero 318bis: Caregno la Fabbrica a ore 0.50. Giriamo a sinistra, cominciamo a risalire un'ampia cresta e vediamo l'altro sentiero, lasciato alla biforcazione precedente, che scorre più in basso in parallelo.
Vediamo il segnavia 318 a bandierina su di una roccetta e percorriamo uno zig-zag sinistra-destra.

Quasi in piano ci immettiamo su di una sterrata che proviene da Cimmo, detta "Strada della Nistola". Questa sterrata arriva dalla destra e in questo punto effettua un tornante destrorso. La seguiamo proseguendo diritto davanti a noi (m. 1460).
Lasciamo a sinistra un cassottello utilizzato come appostamento per la caccia.
Troviamo un cartello stradale che segnala il termine della strada fra 50 metri.
Dalla sinistra rientra l'altro sentiero che, dal Passo Sabbione, ci aveva accompagnato in parallelo.

Ai lati della strada troviamo dei paletti che dovrebbero reggere una catena (che non c'è) per impedire il transito dei veicoli.
Con poca pendenza percorriamo una curva a destra (m. 1470).
Più avanti torniamo a salire con bella vista panoramica alla sinistra sulla sottostante vallata (m. 1485).

Con un tornante destrorso, quasi in piano, superiamo un piccolo valico tra le rocce (m. 1505).
Percorriamo un tratto in leggera discesa ed un'altro quasi in piano e con un ampio tornante destrorso attraversiamo un'altro passaggio tra le rocce.
Proseguiamo dapprima in leggera discesa con una parete di roccia alla destra e poi quasi in piano (m. 1495).

Troviamo una panchina all'esterno di una curva a destra.
Davanti verso sinistra, in lontananza, cominciamo a vedere la Malga Stalletti Bassi.
Presso un'ampia curva a sinistra un rivolo attraversa la strada su di una base in cemento.
In leggera salita percorriamo un lungo tratto, con il quale ci avviciniamo alla malga che vediamo davanti a noi, camminando lungo le pendici occidentali del Monte Stalletti.
Un secondo rivolo attraversa la strada su di una base in cemento (m. 1515).
La pendenza aumenta un poco.

Una sterrata in leggera discesa si stacca alla sinistra. Continuiamo diritto percorrendo un tratto con il fondo in pietre e cemento poi torniamo a camminare su sterrato.
Uno dopo l'altro troviamo altri tre rivoli che, come tutti gli altri, attraversano la strada su di una base in cemento.

Arriviamo alla Malga Stalletti Bassi (m. 1535). Con uno zig-zag destra-sinistra, passiamo tra una pozza ed una fontana con vasca abbeveratoio per gli animali dietro alla quale ci sono due tavoli in legno con relative panche. Alcuni vecchi segnavia in legno indicano: Malga Stalletti Bassi m 1542; davanti: Guglielmo n. 318-325 a ore 1.15; dietro: Caregno n. 318 a ore 1.10.
Seguiamo la sterrata, in questo tratto inerbita, aggirando alla destra la malga. Troviamo il sesto rivolo che attraversa la strada su di una base in cemento.

Percorriamo un'ampia curva a destra oltre la quale la strada torna ad essere sterrata e procede in leggera salita circondata da prati e qualche pietra (m. 1555).
In basso alla sinistra vediamo un gruppo di cinque case.
Quasi in piano percorriamo due semicurve destra-sinistra (m. 1565). Il settimo rivolo attraversa la strada su di una base in cemento.
Dopo un tratto con poca pendenza proseguiamo quasi in piano con uno zig-zag destra-sinistra. In basso verso sinistra vediamo una pozza (m. 1575).

Davanti, in alto, cominciamo a vedere la Malga Stalletti Alti.
Un cartello segnala il divieto di caccia.
L'ottavo rivolo che attraversa strada su di una base in cemento, a differenza degli altri, lo fa obliquamente (m. 1585).
Proseguiamo con poca pendenza e troviamo altri due rivoli che attraversano la strada su una base in cemento (m. 1600).
Riprendiamo a salire. Alla destra, poco più in alto, vi sono delle roccette che spuntano dal terreno.
Incrociamo, uno dopo l'altro, altri quattro rivoli che attraversano la strada su di una base in cemento.

Presso un tornante destrorso troviamo una staccionata che si stacca alla sinistra e un sentiero che prosegue diritto in salita (m. 1645). Seguiamo la strada e superiamo un altro rivolo che la attraversa su di una base in cemento.
Davanti vediamo la Malga Stalletti Alta. Torniamo a salire.
Un altro rivolo attraversa la strada su di una base in cemento (m. 1655).
Percorriamo una curva a destra.
Passiamo a valle della malga che vediamo poco più in alto alla sinistra mentre l'ennesimo rivolo attraversa la strada su di una base in cemento (m. 1665).

Raggiungiamo una palina con dei vecchi segnavia in legno che indicano: Malga Stalletti Alti m. 1690; diritto: Rifugio Cai Valtrompia a ore 0.40, Pezzoro a ore 1.20 (vedi il sentiero 325 descritto nel secondo itinerario); girando a sinistra con un tornante: Monte Guglielmo a ore 0.50; dietro con il sentiero 318: Caregno a ore 1.25.
Giriamo a sinistra, raggiungiamo la malga (m. 1675) e proseguiamo come precedentemente descritto nel secondo itinerario.

Tempo impiegato ore 2.45 - Dislivello m. 920 -70
Data escursione: maggio 2016

Note:
Dopo una sosta al rifugio vale la pena di raggiungere Castel Bertino (m. 1948) una delle due cime del Monte Guglielmo (l'altra è il Dosso Peralta m. 1952), sulla cui vetta sorge il monumento al Redentore eretto nel 1901.
Dalla vetta, in una limpida giornata, si può ammirare uno splendido panorama sul Lago d'Iseo e le cime circostanti.
Nel basamento del monumento è stato ricavato un locale utilizzabile come bivacco. Occorre però portarsi un sacco a pelo e quant'altro può servire in quanto in questo locale ci sono solo delle sedie.

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Monumento al Redentore - Cima Castel Bertino (m. 1948) in ore 0.15
  • al Dosso Peralta (m. 1957)










Dati del Rifugio Almici

Altezza:
m. 1861
Gruppo:
Valli Bresciane
Ubicazione:
Monte Guglielmo
Comune:
Zone - BS
Carta Kompass:
106 F2
Coordinate Geo:
45°45'29.60"N
10°09'45"E
Gestore:
Maddalena Galbardi
Telefono gestore:
030 2071895
Telefono rifugio:
334 2535401
Posti letto:
30
Apertura:
estiva
e weekend
maggio-novembre
Pagina aggiornata
il: 09/06/2016
Il Rifugio Almici Il Rifugio Almici La chiesetta accanto al rifugio Croce di Marone. Parte iniziale del primo itinerario Il Rifugio Val Trompia La Malga Pontogna Panorama verso Colle S. Zeno Rist. La Fabbrica ai Piani di Caregno - sent. 318 Agriturismo La Valle Sentiero in cresta La Malga Stalletti Bassi Poco dopo la Malga Stalletti Bassi La Malga Stalletti Alti Ampio crinale del Guglielmo tra la nebbia Il Monumento al Redentore ancora lontano Ultimo tratto in discesa verso il rifugio Il Monumento al Redentore visto dal rifugio Il monumento al Redentore

clicca qui per stampare questa pagina (solo testo)

Rifugio Allievi Bonacossa torna su Rifugio Alp de Volt

 Valid HTML 4.01! Copyright  Valid CSS!

Pagina vista da 22191 visitatori