Rifugio Lecco

Il Rifugio Lecco situato nella parte superiore dei Piani di Bobbio, ai piedi dello Zuccone Campelli e all'inizio del Vallone dei Camosci.

Primo itinerario: da Barzio
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle. Al Colle del Balisio troviamo una prima deviazione a destra per Barzio. Conviene comunque proseguire per un altro paio di chilometri fino a trovare la seconda deviazione con la quale raggiungiamo il paese.
Prendiamo poi a sinistra Via Milano e proseguiamo fino ad una rotonda dove giriamo a sinistra. Da questo punto sufficiente seguire i cartelli con il fondo marrone che indicano la funivia. Passando per Via Bergamini, Via Arola, Via Todeschini e Via S. Eustacchio raggiungiamo il vasto parcheggio che precede la stazione a valle dell'impianto di risalita (m. 810).

Qua giunti possiamo prendere l'ovovia che sale ai piani di Bobbio (m. 1640), risparmiandoci la fatica di 830 metri di dislivello. Ricordo per che l'ovovia in funzione solo durante l'estate e l'inverno e che dovremo essere di ritorno per le 17.30. Il costo del biglietto di sola andata di 6 euro, A/R 10 euro, parcheggio 3 euro.
Possiamo anche compiere l'intero percorso a piedi utilizzando una sterrata che parte sulla destra subito prima del parcheggio, come di seguito descritto.

Lungo il cammino incroceremo diverse volte una pista da sci e un percorso "downhill" che potrebbe sembrare una scorciatoia. E' opportuno rimanere sempre sulla sterrata per evitare di venire travolti da qualche ciclista che scende in picchiata.
La stradina chiusa da una stanga che impedisce il transito ai mezzi non autorizzati (m. 820). Un cartello segnala il Rifugio Buzzoni.

Ci incamminiamo in leggera salita tra gli alberi. Il fondo acciottolato. Ignoriamo un sentiero sulla destra.
Superiamo un torrente, che troviamo privo di acqua, e passiamo sotto l'ovovia. Alla sinistra, pi in basso, vediamo la stazione a valle e il parcheggio (m. 840).
Continuiamo in salita.
Sulla destra, oltre un prato, il cui accesso chiuso da una recinzione in legno e da una sbarra, vediamo una vecchia casa (m. 885).
Proseguiamo in leggera salita dapprima con un muretto a secco a sinistra e poi tra due file di alberelli oltre i quali ci sono dei prati.
Lasciamo a destra altre due case e, in piano, con una staccionata di legno alla sinistra, arriviamo ad un bivio (m. 910).
Nel punto in cui le due strade si dividono ci sono una santella contenente un affresco raffigurante la Sacra Famiglia e una fontana. Un cartello indica a sinistra il Rifugio Buzzoni a ore 1.55. Un altro segnavia, sistemato un poco pi avanti, indica sempre a sinistra il sentiero 19 per il Passo di Nava, il Rifugio Buzzoni e il Passo del Gandazzo.

Andiamo invece a destra seguendo una recinzione fatta con paletti di legno e due cavi.
La pendenza aumenta.
Subito dopo aver lasciato a destra un'altra casa, troviamo un muretto che fa da contenimento all'acqua di un torrente.
Raggiungiamo un altro bivio (m. 990). Qui i segnavia indicano a destra i Piani di Bobbio e dietro il parcheggio della cabinovia.
Da questo punto in avanti risaliremo la Val Corda con vari tornanti al fresco del bosco, che non sempre copre interamente la sterrata e, in alcuni punti, lascia delle aperture che consentono di vedere la vallata.

Il percorso diventa quasi pianeggiante. Trascuriamo una stradina che sale ripidamente a sinistra.
Subito dopo troviamo, sempre a sinistra, una grotta chiusa da una grata e una piccola sorgente. L'acqua esce da un tubicino e attraversa la sterrata bagnandola (m. 1030).
Riprendiamo a salire e, dopo un tornante sinistrorso, ignoriamo una stradina che sale a destra verso una casa (m. 1065).
Percorriamo ora un lungo tratto nel bosco con alcuni brevi passaggi allo scoperto.

Alla fine del bosco, con bella vista sulla vallata, attraversiamo per due volte una pista da sci, prima e dopo un tornante destrorso (m. 1285). Qui il percorso abbastanza ripido poi la pendenza diminuisce un poco.
Riprendiamo a camminare tra gli alberi. Al successivo tornante, verso sinistra, ignoriamo una stradina che prosegue diritto.
Percorriamo un altro tratto allo scoperto e cominciamo a vedere in alto a destra la Baita degli Alpini di Barzio.
Continuiamo con bella vista panoramica sulla Grigna e la Valsassina.
Rientrati nel bosco, proseguiamo con altre curve e tornanti fino a trovare sulla destra uno slargo e la cappella dedicata ai caduti di Barzio. (m. 1400). All'interno ci sono tre affreschi raffiguranti: un Crocefisso, una Madonna degli Alpini e un Sacro Cuore accanto ad un soldato ferito.

Riprendiamo il cammino, con maggiore pendenza, e superiamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale scorre la pista. Alzando gli occhi torniamo a vedere la Baita degli Alpini.
Poi la pendenza diminuisce e passiamo a valle della baita.
Dopo un tornante destrorso la troviamo in uno slargo sulla destra (m. 1430). Una scritta tricolore incisa nel legno dice: "Bivacco Penne Nere - Gruppo Alpini Barzio". In realt non si tratta di un bivacco ma di una solida costruzione a tre piani, chiusa a chiave e pertanto non sempre disponibile per l'escursionista di passaggio.

Continuiamo alternando alcuni tratti con varia pendenza. Il bosco diventa meno fitto.
Passiamo sotto un cavo e poi riattraversiamo la pista da sci (m. 1470). Superiamo un tornante sinistrorso.
All'esterno del successivo, destrorso, scorre nuovamente la pista. In alto vediamo la stazione a monte dell'ovovia (m. 1525).
Al successivo tornante ignoriamo un ampio sentiero che prosegue diritto e in ripida salita (m. 1560).
Dopo aver superato un altro tornante destrorso (m. 1575), incrociamo un' altra stradina e passiamo sotto l'ovovia.
Subito dopo anche il nostro percorso gira a sinistra.

Pi avanti troviamo un cartello appeso ad un albero che indica il bar-ristorante Perla. In questo punto sulla sinistra si stacca un sentiero (m. 1600).
Conviene lasciare la strada e prendere questo sentiero che dapprima segue l'ovovia e poi vi passa sotto.
Dopo aver trascurato un altro sentiero che arriva dalla sinistra, il nostro percorso diventa pi largo.
Alla destra vediamo un laghetto oltre il quale passa la strada che avevamo lasciato.
I due percorsi tornano poi ad unirsi nel piazzale sterrato dove termina l'impianto di risalita (m. 1640).

Oltre la stazione a monte, seguiamo l'ampia pista in direzione est, in leggera salita passando tra alcuni edifici (bar e noleggio sci).
Il fondo in cemento. Alla destra c' una statua raffigurante Paolo VI. Un tabellone con tettuccio in legno indica il Rifugio Sora. Altri segnavia indicano: Anello dei Campelli, Bocchetta dei Mughi ore 1.30, Rifugio Lecco ore 0.45; Sentiero degli Stradini n. 30 per Artavaggio ore 1.45; sentiero n. 36 per il Passo del Toro e il Rifugio Grassi.
Lasciamo a destra una stradina che sale al Rifugio Ratti, ben visibile pi in alto.
Poco dopo sulla destra si stacca una seconda stradina. Un cartello indica verso destra il Rifugio Sora.
Lasciamo il percorso principale che prosegue diritto e prendiamo questa deviazione.
Fatti alcuni passi troviamo altri segnavia che indicano: Rifugio Lecco a ore 0.20, Sentiero degli Stradini per i Piani di Artavaggio a ore 2.15; mentre con il percorso che abbiamo lasciato: Rifugio Buzzoni a ore 1, Rifugio Grassi a ore 3, Miniera Valbona a ore 3.20.
Continuiamo quasi in piano. Un altro cartello appeso ad un albero indica il Rifugio Sora.
Attorniati da alcuni alberi passiamo sotto i cavi di uno skilift. Poi, in leggera salita, vediamo un'altra casa pi in basso a destra.
Poco dopo raggiungiamo il Rifugio Sora (m. 1670).

Passiamo alla destra del Rifugio Sora, in piano. Davanti vediamo la chiesetta dei Piani di Bobbio.
Arriviamo ad un bivio e andiamo a destra mentre in alto a sinistra vediamo il Rifugio Gran Baita.
Poco dopo lasciamo a destra il Rifugio Stella, tra i prati, un po' discosto dalla stradina.
Proseguiamo in leggera salita inizialmente con uno skilift che scorre parallelo sulla sinistra.
Superiamo un rivolo che attraversa passando in un tubo sotto la stradina. Alla destra c' una pozza.
Lasciato lo skilift che piega a sinistra continuiamo con maggiore pendenza.
Passiamo sotto un altro skilift (m. 1725). Alla sinistra tra i prati, un po' lontano, ci sono alcuni baitelli. Davanti verso destra invece cominciamo a vedere il Rifugio Lecco.

A questo punto possiamo proseguire seguendo la strada che, dopo un tratto in salita con il fondo in cemento, piega a destra, torna pianeggiante e scende al rifugio.
Conviene per andare subito a destra tra i prati, dove troviamo un sentiero che in leggera salita conduce direttamente al rifugio.

Dalla stazione a valle della funivia: dislivello m. 970 - tempo impiegato ore 3
Dalla stazione a monte della funivia: dislivello m. 140 - tempo impiegato ore 0.30
Data escursione: giugno 2010
 
Secondo itinerario: da Moggio
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle fino al colle del Balisio. Qui prendiamo a destra la provinciale 64 Prealpina Orobica con la quale dopo aver superato Maggio deviamo a destra verso Moggio e il Culmine San Pietro.
Alla rotonda di Moggio (quella con la caratteristica fontana in legno) prendiamo a sinistra Via Rancilio che poco dopo diventa Piazza Fontana. Qui parcheggiamo davanti al Municipio (m 890).

Lasciata la macchina ci incamminiamo nella stessa direzione e, lasciata a destra Via Roncaiolo, arriviamo in fondo alla piazza.
Giriamo a sinistra in Via Don Mariani e la seguiamo per poco. Infatti prima di arrivare alla chiesa di San Francesco, accanto ad una santella con una madonna, giriamo a destra in Via Corniseglio.
Ignorato un vicolo alla destra e la piazzetta dietro alla chiesa alla sinistra, giriamo a destra e cominciamo a salire, inizialmente con poca pendenza, tra il bosco e un grande condominio (Bucaneve).
La strada diventa sterrata e compie un tornante a sinistra; la seguiamo ignorando un'altra strada che prosegue diritto (m. 920).
Vediamo un vecchio cartello "strada privata" quasi inglobato nel tronco dell'albero al quale attaccato.

Passiamo sotto dei cavi e raggiungiamo un crocicchio al quale pervengono cinque vie. Alla sinistra c' una teleferica (m. 935). Non ci sono indicazioni. Dobbiamo prendere il sentiero che sale a destra accompagnato da una robusta protezione in legno che fa anche da corrimano.
Il sentiero ben presto si divide in tre e decidiamo di seguire quello pi a sinistra.
Saliamo con un prato alla sinistra, recintato nella parte bassa; alla destra c' il bosco nel quale vediamo scorrere in parallelo il secondo sentiero.
Poco pi avanti il nostro sentiero piegando a destra entra nel bosco e si immette nell'altro (m. 950).
Subito dopo, trascurato un altro sentiero che scende a sinistra, arriviamo ad una curva a sinistra dove attraversiamo il letto in secca di un ruscello che scende ripidamente dalla destra (m. 960).
Alla sinistra ci sono delle protezioni in legno e, poco pi avanti alla destra, una rudimentale panchina.
Proseguiamo con poca pendenza. Il sentiero un po' incassato nel terreno circostante. Tra gli alberi, in basso a sinistra, vediamo Moggio.
Riprendiamo a salire e seguiamo dei grandi bolli rossi dipinti sui faggi.
Presso una curva a destra ignoriamo il sentiero che si stacca all'interno della stessa (destra). Dopo la curva, alla sinistra c' un prato (m. 990).

In leggera salita raggiungiamo due vecchi edifici: una stalla ed una casa. Davanti alla casa c' una panca di pietra e subito dopo un barbecue. L'assenza di alberi davanti alle due costruzioni consente una bella veduta della Grignetta e del Due Mani (m. 1000).
Continuiamo quasi in piano e ignoriamo un sentiero che scende a sinistra.
Subito dopo il sentiero si sdoppia e andiamo a destra in salita. Alla sinistra c' un prato.
Passiamo tra tre alberi e un cassottello fatto di rami e foglie (m. 1010).
Il sentiero si biforca. Andiamo a destra in salita tra gli alberi e subito troviamo un altro sentiero che arriva dalla destra.

Cominciamo a vedere dei bolli gialli che ci accompagneranno per un buon tratto del nostro itinerario. Il sentiero si mantiene nel bosco ma alla destra tra gli alberi vediamo un grande prato (m. 1030).
Seguendo i bolli gialli camminiamo in una bella faggeta. Percorriamo un tratto con pochissima pendenza e poi riprendiamo a salire.
Dopo una curva a destra la pendenza aumenta e saliamo con alcuni zig-zag avvicinandoci al prato ma rimanendo sempre nel bosco (m. 1085).
Su di un faggio vediamo una freccia gialla. La pendenza diminuisce un poco (m. 1110).

Nel prato alla destra vediamo una vecchia cascina. Un sentiero esce dal bosco e va a raggiungerla (m. 1140). Vale la pena di fare questa piccola deviazione. Infatti davanti all'edificio l'assenza di alberi consente una bella veduta panoramica sulle Grigne, il Resegone e le altre cime della Valsassina.
Riprendiamo poi il sentiero nel bosco che subito si biforca. Una freccia gialla indica verso destra il percorso pi ampio.
Percorriamo un tratto leggermente incassato nel terreno circostante (m. 1165).

Raggiungiamo un crocicchio al quale confluiscono ben sei sentieri (m. 1195). Considerandolo come il quadrante di un orologio, noi proveniamo da ore sei, da destra a ore cinque ne arriva uno quasi parallelo, a ore tre un sentiero scende nella Valle del Faggio, a ore uno prosegue con bolli gialli quello che dobbiamo percorrere, a ore dodici ce n' un altro meno evidente, a ore 10 l'ultimo che si stacca a sinistra all'inizio del quale un cartello indica il Sentiero della Memoria che da li arriva e prosegue con noi.
Continuiamo quasi in piano. Alla destra l'assenza di alberi consente una veduta della sottostante vallata.
Poi torniamo a salire con alcune serpentine e rientriamo nel bosco, qui composto in prevalenza da faggi, castagni e noccioli (m. 1205).

I bolli gialli all'improvviso spariscono e arriviamo ad un bivio. Non ci sono indicazioni. Ci pare opportuno continuare diritto trascurando il sentiero che sale a sinistra (m. 1215).
Proseguiamo dapprima in leggera salita tra i noccioli e poi quasi in piano senza alberi alla destra il che permette una vista panoramica sul Resegone e il Due Mani. In basso ben visibile anche il viadotto lungo la strada che da Moggio sale al Culmine San Pietro (m. 1235).
Alterniamo alcuni tratti tra alberi ora pi radi ad altri allo scoperto. Frattanto il sentiero diventato pi stretto.
Proseguiamo a mezza costa con il pendio che alla destra precipita ripidamente. Dopo pochi passi in salita su fondo roccioso continuiamo con minore pendenza su sterrato (m. 1245).
Tra radi alberelli percorriamo un breve tratto in salita. Dietro vediamo le Grigne; alla destra il Resegone e il Due Mani.
Quasi in piano rientriamo nel bosco. Un tratto senza alberi alla destra consente di vedere tre case in fondo alla vallata.

Arriviamo ad un bivio (m. 1255). I segnavia indicano verso destra in discesa: Moggio-torrente; dietro: Moggio-chiesa. Verso sinistra invece c' un bollo rosso su di una pietra in mezzo al sentiero. Un malconcio cartello del Sentiero della Memoria sembrerebbe indicare questo percorso sia a sinistra che a destra. Andiamo a sinistra.
Dopo pochi passi in salita, iniziamo a percorrere un lungo tratto con pochissima pendenza. Davanti vediamo le guglie dello Zuccone Campelli poi il bosco diventa pi fitto e le nasconde.
Ignoriamo un sentiero, al centro del quale c' una betulla, che sale dalla destra (m. 1275).
Una dopo l'altra troviamo due grosse pietre nel mezzo del sentiero che torna ad essere pi largo.
Dopo pochi passi in leggera salita, torniamo a camminare con pendenza minima. Siamo in una faggeta (m. 1285).
Presso una curva a destra attraversiamo il letto di un torrente che troviamo in secca (m. 1315).
Continuiamo in leggera salita con alcune curve. Davanti sopra gli alberi spunta nuovamente lo Zuccone Campelli.
In salita arriviamo ad una curva a sinistra dove ignoriamo un piccolo sentiero che prosegue diritto. In questo punto un'apertura tra gli alberi consente per la prima volta una ampia veduta dello Zuccone (m. 1340).
Saliamo a zig-zag tra i noccioli.

Incontriamo un largo sentiero che sale dalla destra. I segnavia indicano davanti: Bobbio-stradini; dietro: Moggio-chiesa. C' anche il cartello che segnala il Sentiero della Memoria. Nessuna indicazione invece per il sentiero alla destra.
Saliamo in modo abbastanza ripido su sfasciumi. Gli alberi sono diventati radi. In basso a destra vediamo una grande vasca abbeveratoio in cemento.
Il sentiero si divide e riunisce un paio di volte (m. 1395).
Ora camminiamo allo scoperto in quanto i pochi alberi sono a distanza. Possiamo cos ammirare i vari torrioni e pinnacoli dello Zuccone.
Attraversiamo poi un boschetto di faggi (m. 1425).
Lasciamo a destra un prato e proseguiamo tra alberi radi che in prevalenza sono noccioli.

Ora saliamo ripidamente (m. 1445). Passiamo accanto ad un grande masso (m. 1460). Attorno ci sono prati e solo qualche albero. Saliamo con un piccolo sentiero tra l'erba.
Passiamo accanto ad una vasca in plastica nella quale entra l'acqua tramite un tubo (m. 1475). Giriamo a sinistra e in leggera salita arriviamo ad una pozza dalla quale l'acqua proviene.
Camminando tra alcuni alberelli torniamo a salire.
Poi il percorso diventa abbastanza ripido e procede a zig-zag nei prati (m. 1495).
Il sentiero si divide in due tracce e dopo una diecina di metri si ricompone.
Continuiamo a zig-zag camminando alternativamente verso lo Zuccone o verso la Bocchetta di Pesciola. Poi la pendenza diminuisce un poco (m. 1510).
Alla destra, un po' in dentro, vediamo un'altra vasca abbeveratoio in plastica. Poco dopo raggiungiamo una seconda pozza (m. 1560).
Passiamo alla destra di un gruppo di tre betulle nate dallo stesso ceppo (m. 1580). Ora tra una curva e l'altra c' uno spazio maggiore.
Percorriamo un tornante sinistrorso accanto ad un mugo (m. 1600). Poi la pendenza diminuisce un poco (m. 1625).
Riprendiamo a salire. Il sentiero si divide e subito torna ad unirsi (m. 1655).

Camminando tra i pini mughi raggiungiamo un palo con un cartello che indica il Sentiero della Memoria (m. 1680). Alla destra a circa cinquanta metri di distanza c' il Baitello di Pesciola la cui parete posteriore addossata ad un masso.
Proseguiamo tra erba e qualche pietra.
Saliamo poi in modo abbastanza ripido con delle serpentine su tracce di sentiero verso la Bocchetta di Pesciola.
La pendenza aumenta ancora e diventa ripida (m. 1715). In alto a sinistra vediamo una costruzione e alla destra, davanti alla bocchetta, una palina con vari segnavia.
Ora le tracce si trasformano in un sentiero pi evidente che sale a zig-zag (m. 1755).
In alto a sinistra vediamo la stazione di arrivo di uno skilift (m. 1770).
Proseguiamo tra i pini mughi. Alla destra prende avvio il Sentiero degli Stradini.

Pochi passi ancora e raggiungiamo la Bocchetta di Pesciola (m. 1784). I segnavia indicano: il Sentiero degli Stradini n. 30 per Artavaggio verso destra; l'Anello dei Campelli con il Rifugio Lecco a ore 0.10 davanti e la Baita Campelli a ore 1.10 a destra. Dalla bocchetta lo sguardo spazia sul sottostante laghetto artificiale, sul Rifugio Lecco verso destra e i Piani di Bobbio.
Oltre la bocchetta, con poca pendenza scendiamo verso destra.
Poi percorriamo pochi passi in piano e altrettanti ancora in leggera discesa (m. 1765).
Dopo un tratto in leggera salita, la pendenza aumenta. Saliamo circondati da piccoli cespugli e troviamo qualche bollo bianco-rosso.
Infine, quasi in piano, arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.40 - Dislivello: m. 910 -20
Data escursione: ottobre 2012
 
Terzo itinerario: da Ceresola di Valtorta
Con la statale 470 della Val Brembana arriviamo al bivio di Lenna dove giriamo a sinistra per prendere la provinciale 1 che sale al Passo S. Marco.
Al km. 41.5 imbocchiamo sulla sinistra la provinciale 6, all'inizio della quale la segnaletica indica: Valtorta 11, Ornica 9, Cassiglio 3.
Dopo Cassiglio la strada si divide: a sinistra verso Valtorta, a destra verso Ornica.
Arrivati a Valtorta (m. 940), continuiamo sulla sinistra e dopo altri 4 chilometri su asfalto raggiungiamo il vasto parcheggio sterrato davanti al Rifugio Trifoglio (m. 1345).

La strada prosegue verso i Piani di Bobbio ma un segnale stradale indica il divieto di transito agli automezzi. Un cartello indica il Rifugio Buzzoni a ore 1. Un altro il Rifugio Grassi a ore 2.50.
Ci incamminiamo in leggera salita tra gli alberi lasciando a destra il bar-noleggio Arcobaleno. Alla sinistra ci accompagna un muretto di pietre.
Alla prima curva a sinistra passiamo sotto i cavi dell'alta tensione (m. 1360).
Alla successiva curva verso destra la strada diventa sterrata (m. 1375).

In vista di una casa di colore giallo chiaro e di una seggiovia, percorriamo un tornante sinistrorso passando sotto i cavi dell'alta tensione (m. 1395). Alcuni segnavia indicano con un sentiero che si stacca all'esterno del tornante: Rifugio Buzzoni, Passo del Gandazzo, Incrocio sent. 101, Passo del Toro, Rifugio Grassi.
Poco dopo la strada torna ad essere asfaltata.
Superiamo un tornante destrorso (m. 1405) e dopo alcune serpentine e un altro anch'esso destrorso (m. 1425).
Quasi in piano, percorriamo un tratto sterrato e una curva a sinistra in vista della seggiovia. Ci immettiamo su di una pista da sci. Dai prati alla destra sale un piccolo sentiero (m. 1460).
Lasciamo a sinistra una grande pozza d'acqua recintata ed un baitello e riprendiamo la stradina asfaltata che fiancheggia il bordo sinistro della pista. Sugli alberi vediamo dei bolli rossi e dei segmenti blu.

Con un tornante destrorso attraversiamo la pista ed entriamo in una faggeta (m. 1505). La pendenza aumenta un poco.
Superiamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale passa la seggiovia (m. 1530).
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione (m. 1545).
Proseguiamo in leggera salita. In alto a destra vediamo una pista da sci con i pali ricurvi per le reti di protezione e i cannoni spara neve.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 1555).

Subito dopo, quasi in piano, attraversiamo la pista e passiamo sotto i cavi dell'alta tensione. Poi in leggera salita rientriamo nel bosco.
Passiamo sotto alla seggiovia (m. 1580). Alla sinistra c' il pilone n. 11 che poco pi avanti aggiriamo con un tornante sinistrorso.
Transitiamo nuovamente sotto i cavi dell'alta tensione e vediamo un cartello che segnala il ristorante-bar Campelli.

Attraversiamo la pista da sci (m. 1610). In alto a destra vediamo la stazione di arrivo della seggiovia. Passiamo accanto ad un cartello che indica il Rifugio Sora e rientriamo nel bosco.
Vediamo un vecchio cartello giallo, con una scritta ormai illeggibile, inglobato in un faggio.
Troviamo un cartellone verde che ripropone il divieto di transito agli automezzi con esclusione di quelli autorizzati (m. 1625).
Superiamo un tornante destrorso (m. 1640).
La strada diventa sterrata. Ora camminiamo tra i prati con bella vista alla destra sul Pizzo dei Tre Signori. In alto, davanti, torniamo a vedere la stazione di arrivo della seggiovia.

All'esterno di una curva a sinistra si stacca una stradina. Un cartello indica in quella direzione il sentiero 101 e il Rifugio Buzzoni a 45 minuti (m. 1660).
Proseguiamo tra prati. Alla sinistra vediamo lo Zuccone Campelli.
Dopo una curva a destra continuiamo quasi in piano e passiamo nuovamente sotto i cavi dell'alta tensione.

Presso una curva a sinistra troviamo un pannello che parla del Sentiero delle Orobie Occidentali (m. 1680). Qui incrociamo il sentiero 101 e i segnavia indicano a sinistra: Bocchetta Corna Grande a ore 0.45, Rifugio Cazzaniga a ore 2; a destra: Passo Gandazzo - Rifugio Buzzoni a ore 0.45, Passo del Toro a ore 1.30, Rifugio Grassi a ore 2.45.
Poco dopo, nel prato alla sinistra, vediamo una piccola croce sopra un masso a ricordo di una ragazzina di soli 14 anni colpita da un fulmine nel lontano 1874.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione. Ora camminiamo con pochissima pendenza. Siamo ormai arrivati ai Piani di Bobbio e davanti cominciamo a vedere la rosea costruzione del Rifugio Gran Baita e pi a destra l'edificio bianco del Centro Assistenza Fondisti.
Poco dopo alla sinistra vediamo anche la Cappella e, in alto, il Rifugio Lecco.
Raggiungiamo un incrocio e proseguiamo diritto (m. 1685) mentre alla destra una stradina in leggera discesa si dirige verso l'ovovia. In lontananza, davanti, vediamo il Rifugio Ratti.

Ora proseguiamo lasciando a destra i Rifugi Gran Baita, Sora e Stella, seguendo la sterrata o tagliando tra i prati, come descritto nell'ultima parte del primo itinerario, fino ad arrivare al Rifugio Lecco.

Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 435
Data escursione: maggio 2013
 
Quarto itinerario: da Artavaggio con il Sentiero dei Mughi
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle fino al Colle del Balisio.
Qui prendiamo a destra la provinciale 64 Prealpina Orobica con la quale dopo aver superato Maggio e Moggio deviamo a destra verso il Culmine San Pietro e raggiungiamo la stazione a valle della funivia (m. 891) che sale ai Piani di Artavaggio (m. 1650). Il costo del biglietto A/R di 12 mentre quello di una sola tratta, andata oppure ritorno, di 7.

Dalla stazione a monte, ci incamminiamo su di una sterrata in lievissima salita lasciando un baitello alla sinistra ed una casa alla destra.
Alla sinistra troviamo alcuni spuntoni di roccia e degli alberi.
Ad una biforcazione ignoriamo la stradina a sinistra, che conduce ai Rifugi Baita della Luna e Sassi Castelli, e prendiamo l'altra verso destra in leggera discesa.
Alla destra nei prati vediamo un tapis roulant.
Lasciamo a sinistra una breve sterrata che si dirige verso il Rifugio Sassi Castelli.
Nel prato alla sinistra vediamo una croce e degli spuntoni di roccia.
Proseguiamo in discesa. Alla sinistra, oltre il prato, vediamo una cappellina.
Dopo un tratto in leggera discesa continuiamo quasi in piano.
Percorriamo una curva a sinistra molto ampia e vediamo due tapis roulant, uno per lato.
Continuiamo in leggera salita. Oltre un prato, alla sinistra, c' il Rifugio Casari.
Quasi in piano percorriamo una curva a destra mentre alla sinistra si stacca una stradica che conduce al Rifugio Casari. Davanti vediamo una casetta bianca.
Proseguiamo con una curva a sinistra molto ampia (m. 1635).

Poco dopo, dalla destra arriva la sterrata che proviene dalla strada Moggio - Culmine San Pietro. I segnavia indicano diritto: Rif. Nicola - Rif. Cazzaniga a ore 0.45, Casera Campelli a ore 1, Piani di Bobbio a ore 2.15; a destra: Maesimo, Culmine San Pietro (m. 1640).
Poco dopo raggiungiamo l'Albergo Sciatori e, piegando a sinistra, lo costeggiamo.
Nel prato alla sinistra vediamo un campetto di calcio.
Subito dopo alla destra troviamo la chiesa dei Piani di Artavaggio e una fontana, l'acqua della quale cade in un tronco scavato.
Proseguiamo seguendo sempre la sterrata anche se, in molti casi, possibile tagliarne i tornanti con delle scorciatoie.

Ad un bivio, i segnavia indicano: Piani di Artavaggio m. 1644; diritto: Rifugio Gherardi a ore 1.30, Bocchetta Regadur (sent. 101) a ore 2.15; a sinistra con la DOL: Rifugi Nicola e Cazzaniga a ore 0.30, Monte Sodadura a ore 1. Andiamo a sinistra, in leggera salita.
Cominciamo a trovare delle canaline di legno, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada.
Percorriamo un tornante destrorso molto ampio.
Continuiamo con due tornanti sinistra-destra.
Presso il successivo tornante sinistrorso troviamo un cartello che indica il Rifugio Nicola (m. 1665).

Una stradina arriva dalla sinistra. Subito dopo percorriamo un tornante destrorso.
Lasciamo a sinistra una baita-stalla (m. 1680). Proseguiamo in salita.
Continuiamo con un'ampia curva a sinistra. Davanti vediamo il dosso sul quale sorge l'ex Rifugio Aurora e, alla sua destra pi lontano, una cascina di colore giallo.

In leggera salita arriviamo ad un bivio (m. 1715). Ignoriamo la stradina che retrocede a sinistra con un tornante e proseguiamo diritto. Un cartello giallo indica il Rifugio Nicola.
Continuiamo in salita. Alla destra, oltre una vallecola, c' il dosso con l'ex Rifugio Aurora.
Percorriamo pochi passi con la sterrata incassata tra roccette e terreno (m. 1730).
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire.
Nel prato alla destra vediamo un baitello a forma conica (m. 1740).

Presso un tornante sinistrorso un cartello indica il Rifugio Nicola. Alla destra si va alla cascina gialla e all'ex Rifugio Aurora. Davanti vediamo una pensana, alla sinistra della quale c' una grande vasca abbeveratoio (m. 1750).
Con pochi passi quasi in piano percorriamo una curva a destra e continuiamo con poca pendenza.
Torniamo a salire. Superiamo una curva a destra e un tornante sinistrorso.
Percorriamo con un tornante destrorso e continuiamo con delle semicurve appena accennate (m. 1760).
Dopo alcuni passi quasi in piano proseguiamo con poca pendenza. Superiamo una curva a sinistra (m. 1780).

Percorriamo un tratto in leggera discesa. Alla destra vediamo una costruzione semi interrata ed un pannello solare. Giriamo a sinistra.
Torniamo a salire. Superiamo un ampio tornante destrorso seguito da una curva a sinistra.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire e percorriamo un'ampia curva a destra (m. 1795). Davanti vediamo le due "piramidi" del Rifugio Nicola, alla destra il Sodadura e alla sinistra le Grigne.
Superiamo un tratto quasi in piano.
Torniamo a salire e percorriamo tre ampie curve: dx-sx-dx (m. 1810).
Continuiamo con un tornante sinistrorso ancora pi ampio (m. 1830).
Percorriamo un tratto con maggiore pendenza seguito da uno quasi in piano. Vediamo una vasca di ferro (m. 1850).
Dopo un tratto in salita, quasi in piano percorriamo una curva a destra.
Proseguiamo in modo abbastanza ripido con il fondo in cemento.

Raggiungiamo il Rifugio Nicola e lo aggiriamo quasi in piano con due curve sinistra-destra (m. 1870).
Davanti vediamo il Rifugio Cazzaniga-Merlini. Continuiamo in leggera discesa.
Quasi in piano arriviamo ad una biforcazione dove teniamo la sinistra.
In leggera salita superiamo due curve sinistra-destra.

Presso un tornante sinistrorso, anzich proseguire verso il Rifugio Cazzaniga che vediamo davanti, prendiamo un sentiero che si stacca alla destra (m. 1875).
Quasi in piano raggiungiamo un bivio. I segnavia indicano con Sentiero 101 delle Orobie Occidentali, a sinistra: Piani di Bobbio a ore 2, Rifugio Lecco a ore 2.10, Rifugio Grassi a ore 4.40; a destra: Bocchetta di Regadur a ore 0.45, Passo Baciamorti a ore 1.30, Cassiglio a ore 4. C' anche il segnavia 103 dipinto su di una pietra. Andiamo a sinistra dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano.
Scavalchiamo un canalino naturale.
Proseguiamo in leggera discesa tra cavalli al pascolo.

Continuiamo in leggerissima salita e vediamo il segnavia 101 a bandierina su di una pietra.
Proseguiamo quasi in piano.
In leggera discesa superiamo uno zig-zag destra-sinistra. Vediamo il segnavia 101 su di una pietra.
Dopo un tratto in leggera salita proseguiamo quasi in piano tra erba, cespugli di ginepro e mughi.

Ad una biforcazione ignoriamo il sentiero che scende a sinistra e prendiamo quello alla destra che prosegue tra erba e roccette affioranti dal terreno (m. 1875).
Vediamo un bollo bianco e rosso. Continuiamo diritto in leggera discesa ignorando delle tracce che salgono a destra.
Alla destra c' una parete di roccia.
Percorriamo due tratti quasi in piano separati da pochi passi in discesa.
Torniamo a salire su fondo roccioso. Superiamo uno zig-zag destra-sinistra.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire.

Raggiungiamo una palina con dei segnavia che indicano con l'Anello dei Campelli, diritto: Bocchetta dei Mughi; a sinistra: Sentiero Stradini, Rifugio Lecco a ore 1.40; dietro: Rifugio Cazzaniga a ore 0.20, Rifugio Nicola a ore 0.20. Continuiamo diritto su fondo roccioso (m. 1880).
Quasi in piano percorriamo una semicurva verso destra.
Continuiamo con poca pendenza. Vediamo il segnavia 101 a bandierina su di una roccetta.
Percorriamo una curva a destra e continuiamo in leggera salita su sterrato. Alla destra c' una conca.
Proseguiamo in salita. Vediamo il segnavia 101 a bandierina. Camminiamo su fondo roccioso.

Il sentiero si divide in due tracce che scorrono parallele, quella a sinistra un po' pi in alto rispetto all'altra. Quando si ricompone, proseguiamo in leggerissima salita su sterrato. Ci troviamo sul fondo di una vallecola (m. 1905).
Ne usciamo salendo verso sinistra. Vediamo il segnavia 101.
Percorriamo un breve tratto incassato nel terreno circostante.
Proseguiamo in leggera salita tra l'erba. Alla destra c' uno stagno.

Raggiungiamo la Baita la Bocca (m. 1923). Sulla facciata vediamo una cartina della zona e il segnavia 101 a bandierina. Un cartello indica davanti il Cristo degli Alpini e lo Zucco Campelli.
Proseguiamo in leggera discesa. Vediamo il segnavia 101 su di una roccetta incassata nel terreno circostante.
Continuiamo quasi in piano attorniati da prati.

Ad un bivio i segnavia indicano diritto: Piani di Bobbio; a destra con il sentiero 103a: Valtorta.
Dopo pochi passi giriamo a sinistra e continuiamo in lievissima salita tra erba e roccette affioranti.
In salita percorriamo uno zig-zag destra-sinistra. Continuiamo con poca pendenza.

Ad una biforcazione i segnavia indicano a sinistra: Zuccone Campelli (via normale), Cristo degli Alpini; a destra con il sentiero 101: Bocchetta dei Mughi a ore 1, Piani di Bobbio a ore 1.30; dietro: Rifugio Cazzaniga a ore 1.10, Rifugio Gherardi a ore 1.20. Teniamo la destra.
Percorriamo un tratto in leggera discesa, uno breve in discesa, uno quasi in piano ed uno in leggera salita.
Continuiamo quasi in piano a mezza costa (m. 1925).
Proseguiamo in discesa su fondo roccioso.

Dapprima con poca pendenza, poi in salita arriviamo ad una biforcazione (m. 1915). I bolli invitano ad andare a sinistra ma preferiamo prendere il sentiero alla destra che meno ripido.
Ricomposto il sentiero, percorriamo due tratti quasi in piano separati da uno in leggera discesa, camminando tra erba, cespugli e pietre (m. 1925).
Superiamo un tratto in discesa con il sentiero che si divide e subito si ricompone.
Proseguiamo in leggera discesa.
Quasi in piano percorriamo due curve sinistra-destra vicine tra loro.

Un altro sentiero si immette dalla destra.
Riprendiamo a salire con uno zig-zag destra-sinistra.
Superiamo un tratto incassato tra delle roccette coperte dall'erba. Nel mezzo del sentiero c' una pietra con i bolli (m. 1920).
Il sentiero prosegue tra l'erba. Alla sinistra vediamo delle pareti verticali.
Continuiamo in leggera discesa.
Percorriamo un tratto incassato con dei zig-zag: dx-sx-dx.

Dopo una curva a sinistra proseguiamo quasi in piano attorniati da alcuni massi, sul pi grande dei quali vediamo la scritta in rosso: 101 Sentiero Orobie (m. 1915).
Poco dopo alla sinistra troviamo una parete rientrante nella parte in basso.
In leggera salita superiamo uno stretto passaggio tra roccette.
Continuiamo quasi in piano attorniati da altre roccette.
Percorriamo una curva a sinistra.
Superiamo un breve tratto in salita.
Proseguiamo in lievissima discesa e vediamo il segnavia 101 a bandierina.
Continuiamo quasi in piano.
Percorriamo una curva a sinistra in leggera salita.

Superiamo un tornante destrorso (m. 1920).
Proseguiamo in salita con un tornante sinistrorso aggirando un masso.
Dopo alcuni zig-zag, percorriamo due curve sinistra-destra vicine tra loro.
Lasciamo a destra una roccia (m. 1935).

Alterniamo alcuni tratti in discesa, generalmente lieve, ad altri quasi in piano.
Continuiamo con due tratti in leggera salita divisi da uno in leggera discesa.
Dopo una breve salita passiamo tra delle roccette (m. 1930).
Superiamo un breve tratto in discesa e continuiamo quasi in piano.
Percorriamo due tratti in salita separati da uno con poca pendenza.

Presso una curva a sinistra troviamo una catena fissata alla roccia che ci accompagna per pochi metri mentre alla destra scende un ripido pendio (m. 1940).
Continuiamo in discesa con una verticale parete di roccia alla sinistra.
Troviamo un masso nel mezzo del sentiero, aggirabile da entrambi i lati.
Proseguiamo in leggera discesa e poi quasi in piano. Il tratto esposto terminato (m. 1925).

Pieghiamo dapprima a destra in leggera discesa e poi a sinistra quasi in piano.
Superiamo un tratto in leggera discesa ed uno in leggera salita.
Percorriamo pochi passi in discesa con il sentiero incassato tra le rocce.

Risaliamo una roccetta.
Quasi in piano scavalchiamo una pietra.
In leggera discesa percorriamo uno zig-zag destra-sinistra.
Torniamo a salire e, presso una curva a destra, passiamo in un intaglio tra le rocce (m. 1920).
Continuiamo dapprima in leggera discesa e poi in discesa (m. 1915).
Percorriamo due tratti in salita divisi da uno quasi in piano.
Con maggiore pendenza superiamo uno zig-zag sinistra-destra.
Dopo un breve tratto quasi in piano, con un lungo passo superiamo una roccetta (m. 1935).
Continuiamo con pochi passi in salita ed altri quasi in piano. Torniamo a salire camminando tra erba e roccia.

Il sentiero prosegue quasi in piano, incassato tra delle rocce.
Scavalchiamo una roccia e giriamo a sinistra.
Continuiamo tra le pietre con lievi saliscendi.
Dopo un tratto in salita proseguiamo quasi in piano, ancora con lievi saliscendi.

Superiamo un tratto quasi in piano, esposto alla destra (m. 1950).
Continuiamo in leggera salita.
Percorriamo una curva a sinistra in leggera discesa seguita da un'altra in discesa.
Continuiamo con un tratto in leggera salita, uno quasi in piano, uno in salita, uno quasi in piano.

Torniamo a salire. Dopo un ripido tratto, la pendenza diminuisce un poco ma rimane comunque abbastanza ripida (m. 1970).
La pendenza diminuisce un poco e percorriamo due tornanti sinistra-destra (m. 1980).
Quasi in piano aggiriamo alla destra una roccetta.
Riprendiamo a salire e ben presto in modo abbastanza ripido (m. 1995).

Raggiungiamo la Bocchetta dei Mughi (m. 2010). I segnavia indicano con l'Anello dei Campelli, davanti il Rifugio Lecco a ore 0.50 e dietro il Rifugio Cazzaniga a ore 1.20.
Iniziamo a scendere con ripidi zig-zag: dx-sx-dx-sx e con vista sui Piani di Bobbio.
La pendenza diminuisce un poco ma comunque abbastanza ripida. Alla destra c' un ripidissimo pendio erboso (m. 2000).
Aggiriamo alla sinistra una pietra nel sentiero (m. 1990).
Lasciamo a destra due roccette (m. 1980).
Scendiamo ripidamente con uno zig-zag destra-sinistra.
Con minore pendenza superiamo un altro zig-zag destra-sinistra.

Subito dopo arriviamo ad un bivio dove i segnavia indicano a sinistra il Rifugio Lecco (m. 1965).
Scendiamo in modo abbastanza ripido su pietrisco.
Proseguiamo in leggera discesa a mezza costa (m. 1950).
Dopo alcuni passi in discesa continuiamo quasi in piano (m. 1940).
In leggera salita superiamo una roccetta.
Percorriamo un tratto quasi in piano, uno in discesa abbastanza ripida ed uno in leggera discesa.
Continuiamo in leggera salita (m. 1925).

Lasciamo a destra una roccia e torniamo a scendere.
La discesa diventa abbastanza ripida. Superiamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1915).
Percorriamo un tratto con minore pendenza ed uno in discesa.
Su di un masso vengono indicati il Rif. Sora e Bobbio.
Continuiamo a scendere in modo abbastanza ripido camminando su sabbia e pietrisco. Superiamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1855).

In mezzo al sentiero troviamo un masso sormontato da alcune pietre.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa circondati da una distesa di piccole pietre.
Continuiamo in discesa.
Percorriamo un tratto quasi in piano seguito da uno in leggera discesa (m. 1840).
Torniamo a salire con il sentiero tra pietre, erba e piccoli cespugli.

Con pochi passi quasi in piano attraversiamo un canalino (m. 1845).
Alla sinistra vediamo una parete di roccia mentre procediamo alternando un tratto in salita, uno in leggera salita, uno quasi in piano, uno in leggera discesa, uno in discesa, uno quasi in piano, uno in leggera discesa ed uno quasi in piano.

Tra massi e pietre arriviamo ad un bivio dove andiamo a sinistra come indicato da un bollo (m. 1800).
Percorriamo due curve destra-sinistra.
Continuiamo dapprima in discesa con uno zig-zag destra-sinistra e poi quasi in piano (m. 1790).
In discesa percorriamo una curva a sinistra.
La pendenza aumenta e scendiamo in modo abbastanza ripido.
Percorriamo un tratto incassato tra le roccette.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1765).
Continuiamo con uno zig-zag destra-sinistra.

Dopo un tratto in piano proseguiamo in leggera discesa.
Percorriamo due curve sinistra-destra vicine tra loro e torniamo a scendere.
Quasi in piano superiamo una curva a sinistra (m. 1750).
Il sentiero si divide e si ricompone.
Dopo un tratto in discesa continuiamo con minore pendenza.

Raggiungiamo una casa accanto alla quale c' una palina con segnavia che indicano a sinistra: Rifugio Lecco a ore 0.15; dietro: Bocchetta dei Mughi a ore 0.40. Andiamo a sinistra come indicato anche da una freccia (m. 1735).
Senza sentiero attraversiamo un prato in discesa.
Troviamo un bollo su di una pietra (m. 1730).
Riprendiamo il sentiero che procede tra pietre ed erba, dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano.
Continuiamo in leggera discesa. Pi in basso vediamo un pannello solare in una zona recintata.
Proseguiamo con poca pendenza. Nei prati alla destra vediamo tre baite.
Camminiamo quasi in piano tra pietre e cespugli.
In leggera salita passiamo sotto ai cavi di uno ski-lift (m. 1735).

Continuiamo in salita ed andiamo ad immetterci sulla sterrata che collega il Rifugio Lecco alla sinistra con i Piani di Bobbio alla destra (m. 1750).
Possiamo seguire la sterrata che, dopo un tratto in salita con il fondo in cemento, piega a destra, torna pianeggiante e scende al rifugio. Preferiamo per proseguire diritto tra i prati, dove troviamo un sentiero che in leggera salita conduce direttamente al rifugio.

Tempo impiegato: ore 3.30 - Dislivello: m. 520 -390
Data escursione: settembre 2016

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • alla Bocchetta di Pesciola in ore 0.05
  • ad Artavaggio (sentiero Stradini) in ore 1.50
  • anello Campelli-Bocchetta dei Mughi in ore 1.00
  • alla Dolina La Caldera in ore 0.20
  • allo Zucco Barbesini in ore 0.50





Dati del Rifugio Lecco

Altezza:
m. 1780
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Piani Bobbio
Comune:
Barzio - LC
Carta Kompass:
105 B5
Coordinate Geo:
4557'21.80"N
930'08.80"E
Gestore:
Andrea Rupani
Telefono gestore:
0341 982065
Telefono rifugio:
0341 910669
Posti letto:
25
Apertura:
tutto l'anno
Pagina aggiornata
il: 30/11/2016
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