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Il rifugio intitolato a Mario Del Grande e Remo Camerini è situato nei pressi della Bocchetta Piattè, all'inizio della cresta est del monte
Vazzeda (m. 3301).
Dal suo terrazzino si gode uno splendido panorama sull'alta Valmalenco e
sopratutto sulla parete nord e sul ghiacciaio del monte Disgrazia (m. 3678).
Il rifugio è gestito dai volontari del CAI di Sovico, proprietario della struttura.
Durante il periodo di chiusura le chiavi sono disponibili presso l'Albergo
Genziana di Chiareggio (tel. 0342-451005) oppure presso la sezione di Sovico.
Tra i sentieri percorribili per raggiungere il rifugio, ho qui descritto quello più noto e panoramico.
Salendo da Sondrio con la statale della Valmalenco, superata Chiesa, arriviamo fino a Chiareggio (m. 1612) al termine della vallata.
Possiamo lasciare l'auto all'inizio del paese sulla sinistra; meglio però attraversarlo completamente e scendere poi fino al greto del
torrente Màllero, dove c'è ampia possibilità di parcheggio.
Troviamo subito un cartello che indica il rifugio verso destra e ci incamminiamo in piano seguendo il corso del torrente.
Questa zona si chiama Pian del Lupo ed è il punto di confluenza delle valli Ventina, Muretto e Sissone.
Ignorato un ponte sulla sinistra, superiamo un'aria pic-nic. Alla nostra destra si susseguono alcune baite isolate.
Poco dopo ci addentriamo in una bella abetaia.
Ignoriamo una stradina sulla sinistra mentre dall'altro lato ci sono altri tavoli e panche.
Un cartello su di un albero indica nella nostra direzione di marcia i rifugi Tartaglione e Del Grande.
Troviamo poi un bivio; qui è indifferente scegliere quale percorso seguire in quanto poco dopo le due strade si riuniscono.
Con un ponte superiamo il torrente che scende dalla Val Muretto, e subito troviamo sulla destra il sentiero che dovremo percorrere.
I segnavia indicano a destra: l'Alpe Vezzeda inferiore e superiore, il rifugio Del Grande Camerini a ore 3, il passo e il rifugio del Forno a
ore 5 mentre continuando lungo la sterrata ci viene indicata l'Alpe Zocca, la Valle Sissone, l'Alpe
Forbicina e il rifugio Tartaglione.
Seguiremo i segnavia di colore bianco e rosso e i triangoli gialli dell'Alta Via della Valmalenco,
trascurando invece i bolli bianco azzurri che conducono al passo del Forno.
Il sentiero entra nel bosco e inizia a salire.
Troviamo subito uno slargo dal quale possiamo vedere tra gli alberi il Disgrazia, ancora lontano.
Continuiamo in modo abbastanza ripido. Di tanto in tanto il bosco si dirada e lascia vedere il cielo sopra di noi.
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire avendo sulla destra un rudimentale corrimano realizzato con tronchi d'albero.
Un rivolo bagna il sentiero. Quasi in piano attraversiamo un tratto di bosco fitto. Poi il bosco si dirada e riprendiamo a salire.
Un ruscelletto attraversa il nostro cammino e si va a gettare nel torrente alla nostra destra che poco dopo raggiungiamo.
Per evitare di guadarlo deviamo a sinistra imboccando un sentiero che in venti minuti conduce al rifugio Tartaglione. In realtà lo percorriamo
solo per pochi passi in salita poi giriamo a destra e raggiungiamo un ponticello di legno con il quale passiamo sull'altra sponda.
Poco dopo troviamo una sorgente con dell'acqua fresca che esce da un tubo.
Terminato il bosco, arriviamo all'Alpe Vazzeda inferiore (m. 1832).
In fondo ai pascoli ci sono tre baite. Senza raggiungerle, giriamo a sinistra e risaliamo i pascoli dell'alpeggio.
Di fronte a noi, lontano, si vedono alcune cascate; la più grande è quella a sinistra.
Il sentiero si divide e riunisce quasi subito, poi superati alcuni cespugli, rientriamo nel bosco.
Risaliamo ripidamente una radura ed una valletta. Giunti in cima troviamo un segnavia che indica a sinistra l'Alpe Vazzeda
superiore a 0.10 e il rifugio Del Grande Camerini a 1.30.
Superiamo una roccetta, aiutati da alcuni gradini e raggiungiamo i pascoli dell'Alpe Vazzeda superiore (m. 2033).
Anche qui ci sono tre baite ma tutte quante sono mal ridotte e abbandonate.
Sulla destra si stacca il sentiero per il rifugio Forno.
A monte dell'alpeggio, saliamo con alcuni piccoli tornanti, tra radi larici. Già riusciamo a vedere la bandiera e il tetto del rifugio.
Percorriamo un tratto più ripido e poi giriamo a sinistra.
Dovremo ora percorrere un lungo traverso sui fianchi della Cima di Val Bona (m. 3033) e della Cresta di Vazzeda (m. 3301).
In questo tratto dovremo superare una serie di torrenti che scendono dalla montagna. Nel periodo del disgelo o dopo un acquazzone
bisognerà guadarli, altrimenti può essere sufficiente camminare sui sassi che affiorano dall'acqua.
Dopo il primo guado il sentiero procede quasi in piano mentre camminiamo
direttamente verso il Disgrazia che già impone la sua massiccia presenza.
Superiamo un altro torrente e facciamo un breve passaggio su una roccia.
Poi con un altro guado superiamo il prossimo torrente che scende da una gola.
Risalita una roccetta il sentiero continua tra pietre ed erba. Un rivolo d'acqua bagna il sentiero. Riprendiamo a salire.
Scavalcati altri due rivoli superiamo agevolmente il successivo torrente; in questo caso infatti troviamo una fila di pietre ben allineate
sulle quali poter camminare.
Accompagnati dal richiamo di qualche marmotte, con pochi passi scendiamo in una valletta; superiamo il torrente che vi
scorre e risaliamo l'altra sponda.
La scena si ripete poco più avanti; in questo caso troviamo una bella fila di pietre ben allineate sulle quali poter camminare.
Il successivo corso d'acqua viene superato facilmente. Riprendiamo a salire.
Troviamo ancora due piccoli rivoli d'acqua. La pendenza aumenta decisamente. Ormai procediamo tra pietre e sfasciumi e i ciuffi d'erba si
fanno sempre più radi.
Risalita una roccia, aiutandoci un poco con le mani, finalmente vediamo il rifugio e con un ultimo tratto su sfasciumi lo raggiungiamo.
Tempo impiegato: ore 3 - Dislivello: m. 968
Data escursione: agosto 2006
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ESCURSIONI/ASCENSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
- al Rifugio Forno (m. 2574 - Svizzera), per il Passo del Forno (m. 2678) in ore 3
- ai Rifugi Porro e Ventina (m. 1965 - 3ª tappa Alta Via della Valmalenco)
- al Rifugio Longoni (m. 2450 - 4ª tappa Alta Via della Valmalenco)
- al Passo del Maloia per il Passo del Muretto (m. 2562 Svizzera)
- in Val di Mello per il Passo di Mello (m. 2992 Bivacco Odello Grandori - Alpinistica)
- alla Cima Vazzeda (m. 3301 roccia friabile)
- alla Cima di Valbona (m. 3033)
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Altezza: m. 2580
Gruppo: Valtellina
Ubicazione: Bocchetta Piattè di Vazzeda
Comune: Chiesa - SO
Carta Kompass: 93 A5
Gestore: CAI Sovico Antonio Ferloni tel. 039 2010724 Stefano Vertemati tel. 039 2013132
Telefono rifugio: 0342 556010
Posti letto: 12
Apertura: agosto e w.e. luglio-settembre
Pagina inserita il: 26/08/2006
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