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Il Rifugio Ventina è situato alla fine di un pianoro dal quale di possono ammirare la stupenda parete nord-ovest del Disgrazia con il ghiacciaio del Ventina e il Pizzo Cassandra.
Salendo da Sondrio con la provinciale 15 della Valmalenco, superiamo Chiesa e arriviamo fino a Chiareggio (m. 1612) al termine della vallata.
Possiamo lasciare l'auto in paese o, proseguendo, scendere fino al greto del torrente Mallero, dove c'è ampia possibilità di parcheggio.
Primo itinerario
Questo è il percorso classico e più frequentato.
Ci incamminiamo verso valle seguendo il torrente fino ad uno sbarramento sul quale possiamo agevolmente attraversare il corso d'acqua.
Sull'altro versante andiamo a destra e ci immettiamo sulla larga mulattiera che sale al rifugio.
La pendenza inizialmente è assai scarsa e, via via, va aumentando mentre proseguiamo.
Camminiamo circondati da un bosco di larici e sentendo il rumore del Mallero che, sotto di noi, ci accompagna fino alla meta.
Lungo il percorso ignoriamo due deviazioni: la prima a destra per Forbicina (dove si innesta il secondo itinerario) e la seconda a sinistra per il
lago Pirola.
Con un tratto un po' più ripido, raggiungiamo il Rifugio Porro Gerli situato all'inizio di un pianoro che attraversiamo in pochi minuti.
Passiamo accanto ad una cappella e raggiungiamo il Rifugio Ventina.
Nei secoli scorsi il ghiacciaio (vedi foto) arrivava fino qui; alcuni cartelli segnalano il suo progressivo ritiro lungo il corso degli anni.
Tempo impiegato: ore 1.00 - Dislivello: m. 353
Data escursione: ottobre 2004
Secondo itinerario
Questo percorso invece costituisce una valida alternativa poco conosciuta e frequentata. Occorre però che il Mallero non sia ingrossato da recenti
piogge, dovendolo attraversare.
Ci incamminiamo verso monte, seguendo il corso del torrente e le indicazioni per il rifugi Tartaglione e
Del Grande Camerini.
Alla nostra destra vediamo alcune baite. Poi ci addentriamo in una abetaia.
Questa zona si chiama Pian del Lupo ed è il punto di confluenza delle valli Ventina, Muretto e Sissone.
Oltrepassiamo un quadrivio, dove un cartello indica i rifugi Tartaglione e Del Grande.
Troviamo poi un bivio dove è indifferente scegliere quale percorso seguire in quanto poco dopo le due stradine si riuniscono.
Superiamo su un ponte di legno il torrente che scende dalla Val Muretto, e lasciamo sulla destra il sentiero per l'Alpe Vazzeda e il Rifugio
Del Grande Camerini raggiungibile in 3 ore.
Più avanti, abbandonata la stradina che prosegue verso sinistra, continuiamo diritto con un sentiero con il quale raggiungiamo le baite dell'Alpe
Forbicina (m. 1656).
Lasciamo il sentiero che prosegue per l'Alpe Laresin e il Rifugio Tartaglione e deviamo a sinistra passando tra le
vecchie baite.
Incrociamo poi un altro sentiero (nessuna indicazione) e continuiamo diritto.
Poco dopo però troviamo i segnavia (triangoli gialli e bandierine bianco-rosso-bianco) e un cartello che indica il Rifugio
Porro e il lago Pirola.
Tra gli alberi superiamo in rapida successione tre torrentelli (che troviamo in secca) con dei rudimentali ponticelli fatti con alcuni tronchi.
Arriviamo così all'ampio letto del Mallero che dobbiamo attraversare.
La prima parte è solitamente priva di acqua e pertanto possiamo camminare agevolmente sui sassi.
Il Mallero scorre accanto all'altra riva e lo superiamo con un piccolo ponte di legno.
Oltre il torrente continuiamo con un sentiero verso destra seguendo l'indicazione per il Ventina mentre dall'altra parte si ritorna a Chiareggio.
Il sentiero sale in modo abbastanza ripido, passando tra radi larici, poi la pendenza diminuisce.
Procediamo fiancheggiando sempre il torrente che spumeggia pochi metri sotto di noi.
Un rigagnolo scende dalla montagna e attraversa il cammino; lo superiamo su di una grossa pietra liscia.
Per un attimo riusciamo a distinguere in alto il tetto del Rifugio Porro. Il sentiero diventa molto ripido.
Allontanandoci dal torrente saliamo fino a incontrare il percorso descritto precedentemente, col quale continuiamo fino alla meta.
Tempo impiegato: ore 1.20 - Dislivello: m. 353
Data escursione: ottobre 2004
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