Rifugio Benigni

Il Rifugio Benigni è situato tra la Val Brembana e la Val Gerola, nella splendida conca naturale del Lago Piazzotti.

Ecco la descrizione dettagliata per raggiungerlo da entrambe le valli.

Primo itinerario: da Pescegallo (Val Gerola)
A Morbegno prendiamo verso sud la statale 405 della Val Gerola e la percorriamo per circa 20 km, vale a dire fino Pescegallo (m. 1454) ove la strada termina in un ampio parcheggio asfaltato.
Qui possiamo scegliere se compiere l'intero percorso a piedi, come di seguito descritto, o se utilizzare una seggiovia biposto per arrivare fino al Rifugio Salmurano (m. 1848) e poi proseguire a piedi.
La seggiovia durante l'estate è in funzione dalle 8 alle 12.20 e dalle 13.30 alle 16.50 e il costo solo andata è di 5 euro mentre quello A/R è di 7 euro.

All'inizio del parcheggio, sul lato sinistro, parte una strada sterrata accanto a un segnavia che indica le Foppe di Pescegallo a ore 1.10 e il passo di Salmurano a ore 2.
La strada sale con pendenza regolare ed è percorribile con un fuoristrada.
Subito incontriamo la funivia e ci passiamo sotto, successivamente la rincontriamo e la seguiamo da un tornante fino al successivo.
Poco dopo i percorsi si incrociano altre due volte, poi la strada si allontana un po' verso destra e continua parallela seppure con vari tornanti.
Troviamo un bivio ove, ignorata la stradina di sinistra (il transito è permesso ai soli autorizzati), prendiamo a destra come indica un segnavia che recita: sentiero 211, Rifugio Salmurano a ore 0.40, passo di Salmurano a ore 1.40.
Proseguendo troviamo sulla destra un sentiero con il quale è possibile tagliare un tornante e accorciare un poco il percorso.
Saliamo in modo un poco più ripido e ritroviamo la strada nei pressi di un abbeveratoio per gli animali e di una baita.
Poiché il sentiero prosegue, attraversiamo la strada e evitiamo un altro paio di tornanti.
Giunti nuovamente sulla sterrata ignoriamo un sentiero che sale ripidamente alla nostra destra.
Troviamo poi, uno dopo l'altro, tre ruscelletti che scendono dalla montagna e attraversano la strada; in caso di recenti piogge bisogna camminare sui sassi più alti per superarli senza bagnarsi.
Siamo ormai quasi all'altezza del Rifugio Salmurano, ben visibile sull'altro versante, alla nostra sinistra.
Incontriamo un sentiero che parte sulla destra; all'inizio non ci sono segnavia ma percorrendolo per qualche decina di metri si incontrano alcune indicazioni: Denti della Vecchia, val Tronella, lago di Trona (a ore 1), Laveggiolo (a ore 3.10), Alpe Culino (a ore 6.10).
Passiamo sotto i fili dell'alta tensione e guadiamo un altro paio di ruscelli e infine ignoriamo una sterrata sulla destra.
Ora camminiamo in piano e in breve, superato un altro ruscello, arriviamo alla stazione a monte della seggiovia e al Rifugio Salmurano.

Diversi segnavia indicano: il lago Rotondo a ore 2.30, il lago Inferno a ore 2.15, i laghetti di Ponteranica a ore 1.45, il lago di Trona a ore 1.30, il lago Zarcone a ore 1.30, il passo Salmurano a ore 0.30, il Rifugio Benigni e il lago Piazzotti a ore 1.30.
Superiamo un ruscello ben incanalato e alcuni rivoli d'acqua e risaliamo il versante prativo del monte seguendo i piloni di una seggiovia.
Inizialmente il sentiero non è ben marcato, lo diventa più avanti nel pressi della stazione a monte della seggiovia ove pieghiamo a destra seguendo delle frecce azzurre e delle bandierine bianco rosse.
Dopo un piccolo strappo in salita proseguiamo quasi in piano e passiamo sotto i fili dell'alta tensione.
Poco prima di giungere al passo riprendiamo a salire e troviamo il sentiero n. 145 che qui si unisce al nostro.
Al valico (m. 2017) c'è una madonnina e un cartello che indica il confine del parco delle Orobie.
Il sentiero si divide: a sinistra viene segnalata la Ca S. Marco a ore 3 e a destra il Rifugio Benigni a ore 0.45.

In fondo già si vede il ripido canalino che dovremo risalire; visto da qui è impressionante ma poi una volta che lo avremo raggiunto ci renderemo conto che non è poi così terribile; non ci sono tratti esposti, solo ci si dovrà arrampicare, spesso aiutandosi con le mani e usando quella prudenza che in montagna è sempre necessaria.

Quasi in piano contorniamo a mezza costa la montagna sulla nostra destra poi scendiamo qualche metro verso un roccione sul quale una freccia indica il Rifugio Benigni davanti a noi.
Qui si innesta da sinistra il sentiero descritto più sotto (n. 107 da Ornica e n. 108 da Cusio) che proviene dalla val Brembana e riprendiamo dolcemente a salire.
Ignoriamo un sentiero che sulla destra sale ripidissimo al passo, come indica una freccia rossa.
Dopo un breve tratto un po' esposto arriviamo ai piedi del canalino (m. 2030) e superiamo un rivolo d'acqua.

Saliamo scegliendo di volta in volta la via che ci sembra più agevole, aiutandoci con le mani e seguendo i segnavia.
Verso metà ci infiliamo in uno stretto passaggio sulla sinistra, poi pieghiamo a destra superando un rivolo d'acqua, indi giriamo nuovamente a sinistra e finalmente arriviamo in cima (m. 2100).
Siamo all'interno di una valletta circondati da tutti i lati dalle montagne.
Un cartello indica il rifugio a 15 minuti e il sentiero, quasi in piano, piega a destra e poi riprende a salire.
Dopo alcuni tornanti diventa molto ripido ma ora è possibile camminare tranquilli senza doversi aiutare con le mani.
Superiamo un rivolo e passiamo su un masso; lassù già vediamo la bandiera che preannuncia il rifugio.
Troviamo un bivio: a sinistra il sentiero 8 porta al Rifugio Grassi in ore 3, alla valle di Inferno in ore 1.30 e alla bocchetta di Trona in ore 0.45 mentre a destra bastano pochi passi per giungere alla meta.

Dalla seggiovia a valle (parcheggio Pescegallo) tempo impiegato ore 2.30 - dislivello m. 768.
Dalla seggiovia a monte (Rifugio Salmurano) tempo impiegato ore 1.15 - dislivello m. 374.
Data escursione: luglio 2005
 
Secondo itinerario: dalla strada che sale ai Piani dell'Avaro (Val Brembana) sentiero 108
Con la statale 470 della Val Brembana superiamo S. Pellegrino e S. Giovanni Bianco e arriviamo al bivio ove la strada si divide: a destra prosegue per Foppolo e a sinistra per il Passo S. Marco.
Prendiamo quest'ultima direzione e continuiamo fino a Cusio dove imbocchiamo sulla sinistra la strada che sale ai Piani dell'Avaro.
Percorriamo questa strada fino a quando troviamo sulla sinistra una scalinata con un corrimano verde e i cartelli indicatori che segnalano: la Fonte S. Carlo a ore 0.50, il Passo Salmurano a ore 1.30, il Rifugio Benigni a ore 2.00 e il Pizzo del Tre Signori a ore 4.00.

Parcheggiata la macchina ai bordi della strada (m. 1535) iniziamo la nostra escursione risalendo la scalinata.
Proseguiamo poi con un sentiero, inizialmente protetto a valle, ed entriamo nella pineta.
Superiamo una piccola croce.
Ora il percorso alterna alcuni tratti quasi in piano ad altri un poco più ripidi.
Superato un rivolo d'acqua, arriviamo ad una ansa della montagna da cui scende un torrentello che attraversa il sentiero.
Troviamo poi due frecce su un masso che indicano Cusio e Benigni nelle due direzioni di marcia.
Terminato il bosco, alla nostra sinistra possiamo ammirare il panorama sulla sottostante vallata.

Arriviamo ai prati che circondano la Casera Valletto (m. 1650); qui troviamo una baita, una stalla e una fontana abbeveratoio per gli animali che pascolano nei dintorni.
Oltre l'alpeggio troviamo un bivio; a sinistra si va in Val Pianella mentre a destra continuiamo con il sentiero n. 108.
Dobbiamo ora compiere un ampio giro a mezza costa lungo il fianco della montagna alla nostra destra.
Il percorso non è faticoso. Un torrente scende formando una piccola cascata e poi attraversa il sentiero.
Al termine del giro (m. 1680) iniziamo a salire decisamente.
Superiamo un rivolo d'acqua e passiamo sotto i tralicci dell'alta tensione.

A quota 1760 incontriamo il sentiero n. 107 che sale da Ornica e si unisce al nostro (vedi il terzo itinerario).
Da questo punto la segnaletica riporterà alternativamente i numeri 107 e 108.
Un segnavia indica il passo Salmurano a mezzora di cammino. Ora il percorso è meno ripido.
Poco dopo raggiungiamo la Fonte di S. Carlo (m. 1775) e ne approfittiamo per dissetarci.
Un altro rivolo attraversa il cammino e va a gettarsi nel torrente che percorre il fondo della Val di Salmurano alla nostra sinistra.
Il percorso diviene un po' più ripido.
A sinistra si stacca un altro sentiero per il rifugio segnalato come Variante dei Vitelli.

Continuiamo lungo il fianco destro della vallata verso il Passo di Salmurano e l'imponente bastionata che chiude la testata della valle. Lassù in cima già vediamo sventolare la bandiera del rifugio.
Di tanto in tanto sentiamo il fischio delle marmotte e alzando gli occhi verso i monti che ci circondano riusciamo a distinguere la sagoma di qualche stambecco.
Raggiungiamo un altro bivio (m. 1970); sulla sinistra ci viene segnalato il Rifugio Benigni e sulla destra il Passo di Salmurano.
Continuiamo verso la parete rocciosa di fronte a noi, procedendo dapprima quasi in piano e poi salendo fino a incrociare il sentiero (descritto nel primo itinerario) che arriva dal Passo Salmurano e dalla Val Gerola.
Piegando a sinistra, continuiamo verso il ripido canalino e il rifugio come sopra descritto.

Tempo impiegato: ore 2.00 - Dislivello: m. 687
Data escursione: agosto 2006
 
Terzo itinerario: da Ornica (Val Brembana) sentiero 107
Con la statale 470 della Val Brembana superiamo S. Pellegrino e S. Giovanni Bianco e arriviamo al bivio dove la strada si divide: a destra prosegue per Foppolo e a sinistra per il Passo S. Marco.
Andiamo a sinistra.
Arrivati a Olmo, imbocchiamo a sinistra la provinciale 6 (cartello: Ornica km. 9). Poi superiamo Cassiglio e arriviamo a un altro bivio: ignorata la diramazione di sinistra per Valtorta, andiamo a destra e con la provinciale 7, dopo aver superato vari tornanti, arriviamo ad Ornica.
Prendiamo la prima via a destra a fianco del torrente (Via Calvi) e la risaliamo per un centinaio di metri fin dove termina in un piccolo slargo di fronte ad una bacheca (m. 980).

Vari segnavia indicano a sinistra con il sentiero 107: Baite Cesur a ore 0.30, Valle Salmurano a ore 2.30, Rifugio Benigni a ore 4; a destra: Baite Taine a ore 0.10, Colle Santa Maria Maddalena a ore 1, Cusio a ore 1.30; alle nostre spalle invece con il sentiero 106: Madonna del Frassino a ore 0.10, sentiero della Valle Inferno a ore 0.10, Pizzo dei Tre Signori a ore 4.30.

Prendiamo la bella mulattiera contrassegnata con il numero 107 che sale alla sinistra del torrente.
Superiamo un orto, una recinzione metallica ed una casa di colore grigio presso un tornante; poi continuiamo in leggera salita tra prati ed alberi.
Troviamo un crocefisso e una vecchia cascina. Dopo due tornanti una stanga in legno chiude l'accesso a un prato. Raggiungiamo un rado bosco.

Un sentierino sale a destra verso una cascina, tagliando un tornante.
Continuando con la mulattiera tra prati, alberi e cespugli superiamo una santella con un crocefisso dipinto e l'iscrizione: 1824 Antonio Gualteroni.
Raggiungiamo la cascina di cui sopra, a sinistra della quale c'è un'altra santella contenente le statuine della Madonna di Lourdes e di Bernadette.
Anche al successivo tornante c'è una scorciatoia che sale a destra verso una baita, superata la quale raggiungiamo un bosco e un quadrivio.

I segnavia indicano solamente sulla destra le Baite Tane a ore 0.20, la Baita Pusnel a ore 0.40 e Rasega a ore 0.30. Continuiamo diritto.
Oltre il bosco proseguiamo con altri tornanti tra prati e alberi e raggiungiamo le Baite di Cesur (m. 1165) tra le quali troviamo un bivio e vari segnavia che indicano a sinistra: Baita Cantel a ore 0.30, Valle Inferno (sent. 106) a ore 1.40, Pizzo Tre Signori a ore 4; diritto con il sentiero 107: Baita Bregagnol a ore 0.10, Alpeggio Valletto a ore 1, Colle S.M. Maddalena a ore 1.

Continuiamo diritto quasi in piano. Un rivolo passa sotto la mulattiera.
Superate altre baite, raggiungiamo una sterrata con la quale proseguiamo verso destra.
Con un ponte oltrepassiamo il torrente e poi, in leggera salita, arriviamo ad un bivio.
Una palina segnavia ci indica che siamo alla Baita Bregagnol (m. 1180).
A sinistra continua il sentiero 107: alpeggio Valletto a ore 1, Passo Salmurano a ore 2, Rifugio Benigni a ore 3.20; mentre diritto la sterrata conduce a: Baite Ciar a ore 0.10, Colle S.M. Maddalena a ore 0.50, Cusio a ore 1.20.

Andiamo a sinistra in salita ed entriamo in un bosco. Un cartello su di un albero indica il Passo Salmurano e il Rifugio Benigni nella nostra direzione di marcia.
Poco dopo attraversiamo uno spiazzo allo scoperto tra una baita e una costruzione in legno.
Rientrati nel bosco troviamo subito un bivio e andiamo a destra in leggera salita.
Superiamo il letto di un torrente in secca e, al successivo bivio, andiamo a sinistra.

Il percorso diventa più ripido. Alcune frecce indicano di andare a destra lasciando il sentiero che continua diritto.
Al successivo tornante giriamo a sinistra ignorando un sentiero che continua diritto.
In questo tratto è possibile accorciare il percorso utilizzando delle brevi scorciatoie che tagliano i tornanti.
Dopo pochi passi quasi in piano, riprendiamo a salire.
Con un tratto pianeggiante raggiungiamo il torrente e lo attraversiamo con un ponticello protetto ai lati da alcune funi metalliche (m. 1300).

Riprendiamo poi a salire andando verso destra.
Superiamo alcune piccole radure che lasciamo passare i raggi del sole nel bosco.
Ignoriamo un sentiero che scende verso destra al torrente e continuiamo con ripidi tornanti tra faggi e conifere.
Dopo due stretti tornanti (m. 1450) saliamo verso destra sempre al fresco del bosco.
Poi troviamo due tornanti consecutivi presso i quali riusciamo a vedere, per un attimo, i monti circostanti.

Il sentiero diventa assai ripido (m. 1520). Una freccia rossa però indica che possiamo proseguire con una variante sulla sinistra che sale più dolcemente. I due percorsi poi si riuniscono.
Dopo un tratto con poca pendenza, il sentiero si biforca e continuiamo con il ramo di sinistra abbastanza ripidamente.
Più avanti il bosco comincia a diradarsi e a destra, sull'altro lato della valle, scorgiamo una baita. Più in alto c'è una malga.

Terminato il bosco (m. 1585), continuiamo attraversando un prato.
In alto a destra, oltre i cavi tesi tra due tralicci dell'alta tensione, distinguiamo il sentiero 108 che più avanti raggiungeremo.
Presso un bivio una freccia indica di andare a sinistra (a destra invece c'è subito un ruscello).

Continuiamo con poca pendenza e arriviamo all'Alpeggio Valletto (m. 1600). Qui c'è una palina segnavia che indica a destra con il sentiero 107: Passo Salmurano a ore 1, sentiero Orobie 101 a ore 1, Rifugio Benigni a ore 2.20; a sinistra: Valle Pianella a ore 0.10, Cinque Vie a ore 1, Valle Inferno a ore 1.40.
Proseguiamo verso destra con maggiore pendenza tra radi larici.
Guadiamo un piccolo torrente che scende impetuoso da sinistra. Poco dopo superiamo un altro ruscelletto. Poi un rivolo d'acqua si riversa sul sentiero allagandolo.

A destra c'è una gola nella quale il torrente si getta con una piccola cascata.
Superiamo facilmente una roccetta posta sul sentiero e poi, in leggera salita, raggiungiamo il torrente.
Guadatolo, con un breve tratto in salita raggiungiamo il bivio con il sentiero 108 descritto nel precedente itinerario.
I segnavia indicano: Ornica a ore 2, Cusio (curva degli Sciocc) a ore 0.45, Salmurano a ore 0.30.
Continuiamo verso sinistra, come descritto nel secondo itinerario, fino al rifugio.

Tempo impiegato: ore 4.00 - Dislivello: m. 1242
Data escursione: ottobre 2007

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Grassi (m. 1987) in ore 3
  • alla Valle di Inferno in ore 1.30
  • alla Bocchetta di Trona (m. 2092) in ore 0.45
  • alla Cima Piazzotti (m. 2349) in ore 0.20








Dati del Rifugio Benigni

Altezza:
m. 2222
Gruppo:
Orobie
Ubicazione:
Lago Piazzotti
Comune:
Ornica - BG
Carta Kompass:
105 C4
Coordinate Geo:
46°01'18.70"N
9°33'40.60"E
Gestori:
Elisa Rodeghiero
Telefono gestore:
340 7714820
338 8653719
Telefono rifugio:
0345 89033
Posti letto:
20
Apertura:
16/6-16/9 e
w.e. 2/6-4/11
Pagina aggiornata
il: 20/09/2013
Il Rifugio Benigni Il Lago Piazzotti Il ripido canalino

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