Bivacco presso l'Eremo di San Vigilio

L'eremo di San Vigilio è situato tra i Piani di Lò e il Monte Prealba in Val Sabbia.
L'unica porta dell'edificio, scendendo tre gradini, da accesso ad un locale adibito a bivacco che contiene due tavoloni di legno, quattro panche, un camino e parecchia legna.
Dentro al bivacco, la parete alla sinistra altro non è che l'antica facciata della chiesa con una porta (purtroppo chiusa e vandalizzata) tra due finestre con le inferriate attraverso le quali è possibile vederne l'interno. In alto ci sono degli affreschi cinquecenteschi. Sull'altro lato invece, un'altra porta conduce in un ripostiglio. Il tetto purtroppo presenta alcune aperture che lasciano passare la pioggia probabilmente causate da un incendio che ha bruciato anche alcuni dei faggi secolari circostanti.

Su di un cartello a cura del Comune di Bione leggiamo:
"Santuario S. Vigilio Sec XVI
Il Santuario è dedicato a S. Vigilio Vescovo di Trento. Sorge su un poggio circondato da faggi a 1120m s.l.m.. Secondo la tradizione S. Vigilio, mandato in valle da Papa Damaso nel IV secolo per condurre la sua predicazione, avrebbe trovato rifugio in questo luogo. Il tempio venne consacrato nel 1513, ma esiste una citazione più antica che fa riferimento ad un Santuario in loco risalente al 1470. Il Santuario è suddiviso in tre ambienti. L'ingresso è posto ad occidente ed immette in un locale illuminato da una finestra, che faceva riferimento ad un porticato chiuso nel Cinquecento. Questo vano presenta a destra una piccola stanza adibita a rifugio, ed a sinistra la chiesa, alla quale si accede attraverso una porta fiancheggiata da finestre con inferriate. Sopra la porta, sulla facciata originaria della chiesa, affreschi cinquecenteschi raffiguranti 'S. Giovanni Battista, Madonna col Bambino, S. Vigilio e S. Antonio Abate' accanto sopra la finestra, parzialmente tagliato da questa, S. Vigilio. L'interno della chiesa è ad unica navata con tetto a capanna e travatura a vista, presenta tre campate con archi traversi e presbiterio. Nel presbiterio è presente una nicchia con statua lignea del Santo Patrono contornata da una semplice soasa affrescata del 700. Nella navata destra affreschi cinquecenteschi che ritraggono 'S. Antonio Abate e S. Vigilio', ed un affresco, datato 1511, di singolare significato storico. E' un ex voto facente riferimento ad una grazia ricevuta da tale Giovanni Maria Abbiatici 'preso nella rota de Bresa da Francesi' e liberato da S. Vigilio. Due croci dipinte sulla parete della navata rappresenterebbero i segni della consacrazione del 1513. Nella campata di mezzo 'Madonna col Bambino, S. Vigilio ed altri Santi'. All'esterno della chiesa, dov'era una piccola cappella del 1535 ora demolita, permane la parete di fondo dell'altare con parte di un pregevole affresco raffigurante 'Madonna col Bambino, S. Bernardo, S. Vigilio, S. Emiliano, S. Giovanni Evangelista e S. Rocco'. La festa del Santuario, dagli anni Settanta, si celebra la prima domenica di Luglio.
"

Usciamo dall'autostrada A4 a Ospitaletto (km. 206.2) e prendiamo la SP 19 che percorriamo interamente.
Dopo il ponte sul Mella, giriamo a sinistra e ci immettiamo nella SP 345.
Superiamo Concesio e proseguiamo fino a Sarezzo dove, al km. 9.5 prendiamo la strada alla destra.
Seguiamo sempre le indicazioni per la Val Sabbia.
Più avanti la strada diventa la SP 79.
Superiamo alcune gallerie e il viadotto sul Garza.
Alla rotonda di Agnosine giriamo a sinistra e continuiamo con la SP 31 fino a Bione.
Arrivati alla Pieve di Bione, troviamo alla sinistra il Municipio e la Chiesa di Santa Maria Assunta. Lasciamo la macchina nel parcheggio sul lato destro della strada (m. 600).

Alla sinistra tra il municipio e la chiesa parte Via Avis. Alcuni cartelloni parlano di Bione. Sono intitolati: "L'arte e i luoghi della devozione", Dimore signorili e architetture tradizionali", "Il territorio e gli abitati", "Conca d'Oro. Itinerario cicloturistico per mountain bike". Su di un pannello davanti alla chiesa leggiamo tra l'altro: "Sorta intorno al IV-V sec. la chiesa si innalza tuttora, con il medesimo orientamento, nel sito originario. In quel periodo attorno alla chiesa si stendeva il cimitero. La Pieve, inizialmente isolata, divenne intorno al sec. X il centro di un piccolo castello, dove trovavano rifugio le popolazioni rurali in occasione delle scorrerie degli Ungheri. Nonostante i continui restauri alla fine del XVI sec. l'edificio era malandato ed insufficiente; venne così decisa la costruzione di una nuova chiesa. Nel 1595 si posò la prima pietra e nel 1629 la chiesa venne consacrata."

Prendiamo Via Avis che subito gira a sinistra passando accanto ad un segnavia che indica la località Piano di Lò.
Proseguiamo in salita lasciando a destra l'Oratorio di Bione. Alla destra della strada c'è un muro mentre alla sinistra ci sono delle protezioni.
Ad un bivio trascuriamo Via Bersenico Sopra che continua diritto e seguiamo Via Avis che gira a destra (m. 615).

Subito dopo lasciamo a sinistra una mulattiera (Via Ricchino). Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua e continuiamo con la strada asfaltata tra le case.
Alla destra vediamo la chiesa dall'alto.
Ad un bivio andiamo a sinistra come indicato da una freccia gialla (m. 625).
Camminiamo tra due muri sormontati da reti metalliche.
Percorriamo un tratto quasi in piano (m. 630).
Ad un altro bivio lasciamo a sinistra Via Bersenico Sopra e andiamo a destra in salita con Via Emigrati del Lavoro (m. 640).
Alla sinistra abbiamo una rete sorretta da pali di legno e alla destra un prato.

Poco dopo un cartello segnala che siamo a Navezze. La strada si divide e andiamo a sinistra seguendo l'indicazione per i Piani di Lò (m. 645).
Continuiamo con minore pendenza. Alla sinistra abbiamo ancora la recinzione con pali di legno e una rete mentre alla destra c'è un muro.

Raggiungiamo un altro bivio (m. 655). I segnavia indicano, diritto in discesa: Via del Salto; a destra in salita: Via Pian di Lò. Andiamo a destra passando su di una grata. Un segnale stradale vieta il transito ai mezzi con peso superiore alle 5 tonnellate.
Subito ignoriamo una stradina, coperta da due strisce in cemento, che si stacca alla sinistra e percorriamo una curva verso destra aggirando una casa recintata.
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua.

Alla sinistra abbiamo alberi ed erba mentre alla destra sopra ad un cordolo in cemento c'è una rete di recinzione.
Troviamo un'altra grata. Lasciamo a destra una casa recintata (m. 675).

Continuiamo con il fondo in cemento. Alla sinistra c'è un muretto a secco.
Superiamo una grata formata da cinque tombini allineati e percorriamo una curva verso destra. Vediamo una freccia verde e una rossa (m. 680).
Presso un tratto quasi in piano lasciamo a sinistra un piccolo slargo (m. 685).
Torniamo a salire tra prati e alberi. Transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione (m. 695).

Dopo una semicurva verso sinistra, raggiungiamo una biforcazione all'interno della quale troviamo una cappella con un piccolo campanile. All'interno un affresco raffigura San Gottardo attorniato dalla scritta: "Sterne resistentes stante rege tolle iacentes" (m. 705).
Percorriamo un tratto in lievissima discesa e continuiamo quasi in piano. Alla sinistra ci sono delle protezioni mobili mentre alla destra vediamo un bollo giallo su un muretto.

Proseguiamo con poca pendenza ed entriamo in un bosco. Un segnale stradale avverte del possibile pericolo di frane; un altro indica il divieto di transito fuori dei tracciati stradali. Alla sinistra c'è una staccionata di legno. Alla destra vediamo una madonnina dentro una nicchia nella roccia (m. 710).
Di tanto in tanto troviamo un bollo giallo.
Ignoriamo un sentiero che retrocede verso destra e, poco dopo, una stradina con il fondo in cemento che scende a sinistra (m. 720).
Pochi passi più avanti lasciamo a destra un sentiero segnalato da un cartello della "24 h Prealba Up and Down". Passiamo sotto a tre cavi e proseguiamo con delle serpentine appena accennate.

Continuiamo quasi in piano e, presso una curva verso destra, ignoriamo un sentiero che esce alla sinistra ed una sterrata che si stacca alla destra (m. 725).
Troviamo un cancelletto alla sinistra e uno slargo alla destra. Un segnale stradale avverte del possibile pericolo di frane. Un cartello informa che la raccolta dei funghi è consentita a tutti i non residenti purché muniti dell'apposito permesso rilasciato dal Comune di Bione.
Subito percorriamo una curva verso sinistra. Alla sinistra ci sono dei paletti di ferro che reggono una rete a quadrotti.
Presso una curva verso destra riprendiamo a salire e passiamo sotto a tre cavi mentre alla sinistra c'è uno dei piloni che li sorreggono.

Attraversiamo un gruppetto di case. Alla sinistra troviamo un affresco raffigurante una Madonna che allatta Gesù Bambino (m. 740).
Continuiamo con poca pendenza. Alla destra vediamo una freccia gialla dipinta su di un muro di pietra.
Passiamo sotto tre cavi.
Un guard-rail inizia all'interno di una semicurva verso sinistra (m. 770).
Riprendiamo a salire. Alla destra ci sono delle roccette.

All'esterno di un tornante destrorso troviamo un piccolo monumento in memoria di due alpini. Un segnale stradale, rivolto verso coloro che percorrono la strada in senso contrario, segnala il pericolo di frane (m. 790).
Terminate le rocce continuiamo nel bosco.
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 795).

Quasi in piano, con il fondo di pietre cementate, superiamo una curva verso destra. In un prato alla sinistra troviamo una cappelletta contenente un affresco raffigurante la Crocifissione. Ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra (m. 805).

Passiamo sotto a tre cavi, la strada torna sterrata e raggiungiamo un bivio. I segnavia indicano, diritto: Piani di Lò, Rifugio Paradiso, Casto; a sinistra: San Bernardo, Rifugio Fanti, Bione. Continuiamo diritto. Alla sinistra oltre una staccionata c'è un grande prato con una pozza attorno alla quale vediamo un gregge di pecore. Ci sono anche due altalene e uno scivolo.

In leggera salita arriviamo ad un bivio (m. 815). I segnavia indicano, diritto: Rifugio Paradiso; dietro: S. Bernardo; a sinistra: Eremo San Vigilio. Andiamo a sinistra in leggera discesa. La strada torna ad avere il fondo in cemento e pietre.

Subito dopo alla destra troviamo il Rifugio degli Alpini di Bione intitolato Teresio Olivelli (m. 815).
Continuiamo quasi in piano e percorriamo una curva verso destra aggirando il rifugio. Alla sinistra c'è una fontana con l'acqua che cade dentro un masso scavato.
La strada diventa sterrata.

Ad un bivio i segnavia indicano diritto San Vigilio. Ignoriamo pertanto sia la strada alla destra che quella alla sinistra che si dirige verso una casa.
Proseguiamo con poca pendenza ed entriamo in un bosco.
Percorriamo due semicurve destra-sinistra. Alla destra ci sono delle pareti di roccia. Alla sinistra intravediamo una baita tra gli alberi (m. 835).
Rientriamo nel bosco.
Superiamo una semicurva verso sinistra (m. 840).
Un cartello appeso ad un albero segnala "la via dei Gobi".

Dopo una semicurva verso destra arriviamo ad un bivio (m. 855). I segnavia indicano a sinistra: San Vigilio; dietro: Piani di Lò, Rifugio Paradiso, Casto; verso destra non ci sono indicazioni. Continuiamo verso sinistra in una faggeta.

Pochi passi e troviamo un altro bivio. I segnavia e due frecce verdi e rosse indicano l'Eremo di San Vigilio alla sinistra.
Dopo una semicurva verso sinistra riprendiamo a salire.
Superiamo due semicurve destra-sinistra. Nel prato alla destra vediamo un appostamento per la caccia (m. 875).
Subito dopo lasciamo a destra la stradina che conduce verso l'appostamento e continuiamo diritto quasi in piano.
Ignoriamo un sentierino che si stacca alla destra (m. 880).
In leggera salita percorriamo una curva verso destra e una semicurva verso sinistra.

Troviamo un piccolo ometto (m. 895). Lasciamo la sterrata che poco dopo termina presso un appostamento e prendiamo il sentiero alla destra.
Inizialmente il sentiero sale incassato tra roccette e terreno.
Continuiamo nel bosco con poca pendenza. Di tanto in tanto, come segnavia, troviamo delle strisce rosse.

Più avanti, quasi in piano, superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 925).
Proseguiamo in leggera salita con due semicurve destra-sinistra (m. 930).
Mentre percorriamo pochi passi quasi in piano troviamo un sentiero che si immette salendo dalla sinistra (m. 935).

Il sentiero si divide in due tracce parallele ma dopo una ventina di metri si ricompone.
Superiamo un breve tratto in salita (m. 940).
Continuiamo dapprima quasi in piano e poi in salita.
Per un tratto il fondo è parzialmente roccioso.
Proseguiamo con il sentiero incassato nel terreno circostante (m. 955).
Continuiamo con poca pendenza e su fondo in prevalenza roccioso (m. 960).
Torniamo a camminare su sentiero sterrato (m. 965).
Riprendiamo a salire. Il sentiero si divide e subito si ricompone (m. 975).
Superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 980).

Ora siamo attorniati da alberi più bassi (m. 990).
Una roccetta affiora nel mezzo del sentiero (m. 995).
La pendenza aumenta e il sentiero diventa più largo. Alla sinistra un altro sentiero scorre parallelo.
Unitisi i due sentieri proseguiamo con poca pendenza. Ignoriamo un sentiero che sale a destra (m. 1010).
Poco dopo il sentiero si divide e si ricompone (m. 1015).
Superiamo alcune serpentine appena accennate. Il sentiero è incassato tra roccette e terreno coperto dall'erba.
Continuiamo in salita. Il sentiero si divide e dopo una diecina di metri si ricompone (m. 1030).

Il sentiero si divide nuovamente per aggirare una gobbetta seguita da una roccetta affiorante. Alla sinistra, poco più sopra, vediamo un altro sentiero (m. 1040).
Continuiamo con il sentiero incassato, che sembra il letto asciutto di un torrente, aggirando delle roccette.
Ignoriamo un ripido sentiero che sale a destra segnalato da un bollo rosso e verde su di una pietra (m. 1060).

Riunitesi le due tracce parallele arriviamo ad un bivio dove troviamo un cartellone intitolato: "Bione. Il Santuario di San Vigilio e il Monte Prealba" (m. 1065). In alto a destra vediamo l'Eremo di San Vigilio. Qui abbiamo due possibilità: prendere il sentiero che sale alla destra o prendere il successivo (più facile) che parte poco più avanti accanto ad una palina con vari segnavia.
- Con il primo sentiero andiamo a destra seguendo i bolli. Il sentiero poco dopo si divide e teniamo la destra, più agevole (m. 1065).
Le due tracce si riuniscono e subito percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1075).
Pochi passi dopo una curva verso destra ci immettiamo sul secondo sentiero (m. 1080).
- Con il secondo sentiero in leggera discesa raggiungiamo la palina con i segnavia 370 che indicano, diritto: Monte Prealba a ore 0.40, Punta Camoghera a ore 1, Passo Cavallo a ore 1.35; a destra: Eremo San Vigilio a ore 0.10; dietro verso sinistra: Campi Buoni a ore a ore 1, Passo del Cavallo a ore 1.20. Andiamo a destra in leggera salita.
Subito percorriamo una curva verso destra e proseguendo troviamo il primo sentiero che si immette dalla destra.

Riunitisi i due sentieri continuiamo con poca pendenza tra erba e radi alberi, alcuni dei quali recano ancora i segni di un incendio.
Vediamo un bollo bianco-rosso su di una pietra alla sinistra (m. 1090).
Passiamo accanto ad alcuni grandi faggi.
Presso un tornante sinistrorso vediamo dei segnavia su di una roccia. Continuiamo in salita (m. 1100).
Davanti abbiamo l'Eremo e con poca pendenza lo raggiungiamo (m. 1110).

Tempo impiegato: ore 1.50 - Dislivello: m. 510
Data escursione: marzo 2020

ESCURSIONI PARTENDO DALL'EREMO:
  • al Rifugio dei Fanti di Bione al Salto (m. 700)
  • al Rifugio Alpini Teresio Olivelli ai Piani di Lò (m. 815)
  • al Bivacco Martinelli presso il Santuario di S. Bernardo (m. 905)
  • al Rifugio Paradiso a Casto (m. 550)
  • al Monte Prealba in ore 0.40
  • alla Punta Camoghera in ore 1.
  • al Passo Cavallo in ore 1.20-1.35
  • ai Campi Buoni in ore 1




Dati del Bivacco presso l'Eremo di San Vigilio

Altezza:
m. 1110
Gruppo:
Valli Bresciane
Ubicazione:
Eremo di S. Vigilio
Comune:
Bione - BS
Carta Kompass:
106 I3
(non visibile)
Coordinate Geo:
45°40'02.60"N
10°18'42.30"E
Gestore:
-
Telefoni:
-
Posti letto:
-
Apertura:
-
Pagina inserita
il: 01/06/2020
L´Eremo di San Vigilio e la porta d´ingresso del bivacco Il municipio di Bione La Chiesa di Santa Maria Assunta La cappella di San Bernardo Affresco raffigurante San Bernardo Affresco raffigurante la Madonna che allatta Gesù Bambino Cappelletta contenente un affresco ... raffigurante la Crocifissione I Piani di Lò Area giochi ai Piani di Lò Fontana Un gregge accanto alla pozza dei Piani di Lò Poco prima di arrivare all´Eremo Affresco all´esterno del bivacco Affresco all´interno del bivacco Il Camino L´interno dell´Eremo fotografato attraverso una grata

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