Bivacco Martinelli - Santuario S. Bernardo

Il Santuario di San Bernardo è situato sull'omonimo colle, a sud-ovest di Bione, in posizione dominante la Conca d'Oro.
Davanti all'edificio ci sono il monumento agli Alpini e un tavolo di legno con relative panche.
Sul retro troviamo una torretta campanaria dalla quale scende la corda che consente di suonare la campana. Una porta conduce all'antica sagrestia trasformata in bivacco, in questi giorni chiuso con catena e lucchetto probabilmente a causa delle problematiche di sanificazione Covid-19.
Guardando attraverso le inferriate della porta, si possono vedere all'interno: un tavolo, delle sedie, una cassapanca e un camino.
All'esterno c'è una targa marmorea con la scritta: "Rifugio Medaglia d'argento al V.M. Martinelli Decimo, nato 24-2-1922 - disperso in Russia".

Davanti alla chiesa, su di un cartello a cura del Comune di Bione leggiamo:
"Santuario S. Bernardo Sec. XVII -
Il Santuario, posto in 'monte Parpaegni', è sorto verso la fine del 1600 sulle rovine di un antico edificio sacro antecedente al 1500 del quale conserva solo l'orientamento. L'interno è costituito da un'unica navata, con volte a botte, che immette in un semplice presbiterio, dove sulla parete laterale sinistra è posto un dipinto ad olio raffigurante la Madonna del tordo, opera del pittore veronese Gianni Tabarelli, qui era collocata una pala, trafugata negli anni Sessanta, che rappresentava la Madonna col Bambino affiancata da S. Vigilio, S. Giovanni Battista e S. Bernardo da Mentone con il diavolo incatenato. La chiesa è stata oggetto di opere di manutenzione e consolidamento negli anni 1973,77 e 79 ad opera degli alpini e di volontari, come testimoniato dalla lapide posta sulla facciata della chiesa. Durante queste opere l'antica sagrestia è stata trasformata in 'piccolo rifugio alpino' con accesso dall'esterno. Annesso all'abside della chiesa, esternamente a questa, si trova un piccolo campanile in ferro con campana datata 1739 decorata nella fascia superiore con tralci di vite e sulla quale spiccano le figure di S. Vigilio, della Madonna col Bambino, S. Antonio di Padova e del Crocefisso, con l'invocazione: 'Sancte Rocche protege nos'. Il culto si S. Bernardo è una testimonianza dell'antica presenza benedettina nella zona. La festa del Santuario si celebra la domenica successiva al ferragosto, nella ricorrenza liturgica di S. Bernardo da Chiaravalle.
"

Usciamo dall'autostrada A4 a Ospitaletto (km. 206.2) e prendiamo la SP 19 che percorriamo interamente.
Dopo il ponte sul Mella, giriamo a sinistra e ci immettiamo nella SP 345.
Superiamo Concesio e proseguiamo fino a Sarezzo dove, al km. 9.5 prendiamo la strada alla destra.
Seguiamo sempre le indicazioni per la Val Sabbia.
Più avanti la strada diventa la SP 79.
Superiamo alcune gallerie e il viadotto sul Garza.
Alla rotonda di Agnosine giriamo a sinistra e continuiamo con la SP 31 fino a Bione.
Arrivati alla Pieve di Bione, troviamo alla sinistra il Municipio e la Chiesa di Santa Maria Assunta. Lasciamo la macchina nel parcheggio sul lato destro della strada (m. 600).

Alla sinistra tra il municipio e la chiesa parte Via Avis. Alcuni cartelloni parlano di Bione. Sono intitolati: "L'arte e i luoghi della devozione", Dimore signorili e architetture tradizionali", "Il territorio e gli abitati", "Conca d'Oro. Itinerario cicloturistico per mountain bike". Su di un pannello davanti alla chiesa leggiamo tra l'altro: "Sorta intorno al IV-V sec. la chiesa si innalza tuttora, con il medesimo orientamento, nel sito originario. In quel periodo attorno alla chiesa si stendeva il cimitero. La Pieve, inizialmente isolata, divenne intorno al sec. X il centro di un piccolo castello, dove trovavano rifugio le popolazioni rurali in occasione delle scorrerie degli Ungheri. Nonostante i continui restauri alla fine del XVI sec. l'edificio era malandato ed insufficiente; venne così decisa la costruzione di una nuova chiesa. Nel 1595 si posò la prima pietra e nel 1629 la chiesa venne consacrata."

Prendiamo Via Avis che subito gira a sinistra passando accanto ad un segnavia che indica la località Piano di Lò.
Proseguiamo in salita lasciando a destra l'Oratorio di Bione. Alla destra della strada c'è un muro mentre alla sinistra ci sono delle protezioni.
Ad un bivio trascuriamo Via Bersenico Sopra che continua diritto e seguiamo Via Avis che gira a destra (m. 615).

Subito dopo lasciamo a sinistra una mulattiera (Via Ricchino). Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua e continuiamo con la strada asfaltata tra le case.
Alla destra vediamo la chiesa dall'alto.
Ad un bivio andiamo a sinistra come indicato da una freccia gialla (m. 625).
Camminiamo tra due muri sormontati da reti metalliche.
Percorriamo un tratto quasi in piano (m. 630).
Ad un altro bivio lasciamo a sinistra Via Bersenico Sopra e andiamo a destra in salita con Via Emigrati del Lavoro (m. 640).
Alla sinistra abbiamo una rete sorretta da pali di legno e alla destra un prato.

Poco dopo un cartello segnala che siamo a Navezze. La strada si divide e andiamo a sinistra seguendo l'indicazione per i Piani di Lò (m. 645).
Continuiamo con minore pendenza. Alla sinistra abbiamo ancora la recinzione con pali di legno e una rete mentre alla destra c'è un muro.

Raggiungiamo un altro bivio (m. 655). I segnavia indicano, diritto in discesa: Via del Salto; a destra in salita: Via Pian di Lò. Andiamo a destra passando su di una grata. Un segnale stradale vieta il transito ai mezzi con peso superiore alle 5 tonnellate.
Subito ignoriamo una stradina, coperta da due strisce in cemento, che si stacca alla sinistra e percorriamo una curva verso destra aggirando una casa recintata.
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua.

Alla sinistra abbiamo alberi ed erba mentre alla destra sopra ad un cordolo in cemento c'è una rete di recinzione.
Troviamo un'altra grata. Lasciamo a destra una casa recintata (m. 675).

Continuiamo con il fondo in cemento. Alla sinistra c'è un muretto a secco.
Superiamo una grata formata da cinque tombini allineati e percorriamo una curva verso destra. Vediamo una freccia verde e una rossa (m. 680).
Presso un tratto quasi in piano lasciamo a sinistra un piccolo slargo (m. 685).
Torniamo a salire tra prati e alberi. Transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione (m. 695).

Dopo una semicurva verso sinistra, raggiungiamo una biforcazione all'interno della quale troviamo una cappella con un piccolo campanile. All'interno un affresco raffigura San Gottardo attorniato dalla scritta: "Sterne resistentes stante rege tolle iacentes" (m. 705).
Percorriamo un tratto in lievissima discesa e continuiamo quasi in piano. Alla sinistra ci sono delle protezioni mobili mentre alla destra vediamo un bollo giallo su un muretto.

Proseguiamo con poca pendenza ed entriamo in un bosco. Un segnale stradale avverte del possibile pericolo di frane; un altro indica il divieto di transito fuori dei tracciati stradali. Alla sinistra c'è una staccionata di legno. Alla destra vediamo una madonnina dentro una nicchia nella roccia (m. 710).
Di tanto in tanto troviamo un bollo giallo.
Ignoriamo un sentiero che retrocede verso destra e, poco dopo, una stradina con il fondo in cemento che scende a sinistra (m. 720).
Pochi passi più avanti lasciamo a destra un sentiero segnalato da un cartello della "24 h Prealba Up and Down". Passiamo sotto a tre cavi e proseguiamo con delle serpentine appena accennate.

Continuiamo quasi in piano e, presso una curva verso destra, ignoriamo un sentiero che esce alla sinistra ed una sterrata che si stacca alla destra (m. 725).
Troviamo un cancelletto alla sinistra e uno slargo alla destra. Un segnale stradale avverte del possibile pericolo di frane. Un cartello informa che la raccolta dei funghi è consentita a tutti i non residenti purché muniti dell'apposito permesso rilasciato dal Comune di Bione.
Subito percorriamo una curva verso sinistra. Alla sinistra ci sono dei paletti di ferro che reggono una rete a quadrotti.
Presso una curva verso destra riprendiamo a salire e passiamo sotto a tre cavi mentre alla sinistra c'è uno dei piloni che li sorreggono.

Attraversiamo un gruppetto di case. Alla sinistra troviamo un affresco raffigurante una Madonna che allatta Gesù Bambino (m. 740).
Continuiamo con poca pendenza. Alla destra vediamo una freccia gialla dipinta su di un muro di pietra.
Passiamo sotto tre cavi.
Un guard-rail inizia all'interno di una semicurva verso sinistra (m. 770).
Riprendiamo a salire. Alla destra ci sono delle roccette.

All'esterno di un tornante destrorso troviamo un piccolo monumento in memoria di due alpini. Un segnale stradale, rivolto verso coloro che percorrono la strada in senso contrario, segnala il pericolo di frane (m. 790).
Terminate le rocce continuiamo nel bosco.
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 795).

Quasi in piano, con il fondo di pietre cementate, superiamo una curva verso destra. In un prato alla sinistra troviamo una cappelletta contenente un affresco raffigurante la Crocifissione. Ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra (m. 805).

Passiamo sotto a tre cavi, la strada torna sterrata e raggiungiamo un bivio. I segnavia indicano, diritto: Piani di Lò, Rifugio Paradiso, Casto; a sinistra: San Bernardo, Rifugio Fanti, Bione. Prendiamo la sterrata alla sinistra, quasi in piano.
Sul lato destro della strada c'è un cartellone che parla dei Piani di Lò e del grande roccolo Bonomini.
Proseguiamo in leggera discesa. Alla sinistra ci sono gli alberi. Alla destra, oltre una staccionata e una fila di giovani noci, c'è un grande prato in fondo al quale vediamo il Rifugio degli Alpini Teresio Olivelli.
Un rivolo attraversa su di un letto in cemento (m. 800).
Continuiamo quasi in piano.

Presso un tornante sinistrorso lasciamo a destra una casa.
Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra ci sono gli alberi, alla destra c'è una rete di recinzione.
Presso una semicurva verso destra superiamo un canalino di ferro per lo scolo dell'acqua. Il fondo diventa in cemento.

Poco dopo arriviamo ad un bivio (m. 815). I segnavia indicano, diritto: Eremo San Bernardo, Bione; a sinistra: Rifugio Fanti, Bione; dietro: Piani di Lò, Rifugio Paradiso, Casto. C'è anche una strada non segnalata alla destra. Continuiamo diritto in leggera salita tra l'erba. La strada ritorna sterrata.
Poco dopo, con il fondo nuovamente in cemento, riprendiamo a salire ed entriamo in un bosco.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 830).

Troviamo uno slargo sterrato alla sinistra. Lasciamo la strada che continua sterrata, quasi in piano, e termina poco più avanti presso una casa. Prendiamo un sentiero poco visibile e non segnalato che si stacca dallo slargo verso sinistra (m. 835).
Con poca pendenza camminiamo in un rado bosco.
Dopo una curva verso sinistra il bosco diventa più fitto (m. 845).
Troviamo un segnavia rosso e verde (m. 855).

In modo abbastanza ripido risaliamo delle pietre che formano un paio di rudimentali gradini.
Superiamo due semicurve verso destra, la prima con poca pendenza e l'altra in salita (m. 865).
Percorriamo un breve tratto quasi in piano e continuiamo in leggera salita. Vediamo un segnavia rosso e verde su di una pietra nel sentiero.

Raggiungiamo una piccola radura con una baita alla destra e continuiamo diritto, quasi in piano (m. 870).
Lasciamo a sinistra una casa con la scritta: "La Cluna", troviamo una biforcazione e andiamo a sinistra immettendoci su di una sterrata.

Poco dopo troviamo una casa alla sinistra e raggiungiamo una biforcazione dove i segnavia indicano a destra l'Eremo di San Vigilio. Continuiamo diritto e rientriamo nel bosco.
Percorriamo una curva verso sinistra.
Proseguiamo in leggera salita.

Troviamo un pannello con delle foto e un cartello intitolato: "Il carbonaio e il poiàt" sul quale leggiamo tra l'altro: "A Bione c'erano famiglie di carbonari. A primavera abbandonavano i paesi per trasferirsi nei boschi per la produzione del carbone vegetale. Abitavano in baite o capanni ecc ...". Uno di questi baitelli è stato ricostruito lì dietro, attrezzato con vari utensili e con tanto di carbonaio di pezza. Un secondo cartello mostra i fiori della zona: dente di cane, agrifoglio, menta, genziana, rododendro e anemone. C'è anche un altro cartello intitolato: "La faggeta delle località Cucì e Cuchèt e il Santuario di S. Bernardo". Un segnavia indica diritto: San Bernardo (m. 885).
Quasi in piano, passiamo alla sinistra di un alto traliccio che regge dei cavi dell'alta tensione.
In leggera salita percorriamo un tratto con il fondo in cemento e vediamo una freccia verde e rossa (m. 895).
Torniamo a camminare su sterrato. Gli alberi sono più radi.
Continuiamo con pochissima pendenza.

Superata una curva verso sinistra raggiungiamo la chiesa di San Bernardo, preceduta dal monumento agli alpini e da un tavolone di legno con relative panche.
Con uno dei due viottoli che costeggiano la chiesa, accanto alla quale vediamo diversi cippi che riportano il nome di soldati bionesi caduti in guerra, ci portiamo sul retro dove troviamo la torre campanaria e il piccolo bivacco (m. 905).

Tempo impiegato: ore 1.20 - Dislivello: m. 310 -5
Data escursione: marzo 2020

ESCURSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:







Bivacco Decimo Martinelli presso il Santuario di San Bernardo

Altezza:
m. 905
Gruppo:
Valli Bresciane
Ubicazione:
Santuario di
San Bernardo
Comune:
Bione - BS
Carta Kompass:
106 I3
(non visibile)
Coordinate Geo:
45°40'02.50"N
10°19'44.70"E
Gestore:
-
Telefoni:
-
Posti letto:
no
Apertura:
 
Pagina inserita
il: 01/06/2020
Il Bivacco Decimo Martinelli presso il Santuario di San Bernardo Interno del bivacco - il camino Interno del bivacco - il tavolo Il municipio di Bione La Chiesa di Santa Maria Assunta la cappella di San Bernardo Affresco raffigurante San Bernardo Affresco raffigurante la Madonna che allatta Gesù Bambino Cappelletta contenente un affresco ... raffigurante la Crocifissione I Piani di Lò Un baitello dei carbonai ricostruito La Chiesa di San Bernardo Il monumero ai Caduti La piccola torre campanaria accanto al bivacco

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