Rifugio Fanti di Bione

Il Rifugio Fanti di Bione è situato nei pressi della Cappella della Madonna del Salto.
Il complesso del rifugio e formato principalmente da un grande capannone, sempre aperto, che contiene parecchi tavoloni con relative panche.
Prima dell'ingresso, su di una grande lastra di marmo sono stati incisi i nomi dei Fanti di Bione caduti o dispersi durante la seconda guerra mondiale.
Di fronte al rifugio, sull'altro lato della strada, c'è una pozza ottenuta con il parziale sbarramento di un ruscello.

Entrambi i percorsi di seguito descritti prendono avvio dalla Pieve di Bione e pertanto possono essere uniti per formare un anello.

Primo itinerario: da Bione (con Via Salto)
Usciamo dall'autostrada A4 a Ospitaletto (km. 206.2) e prendiamo la SP 19 che percorriamo interamente.
Dopo il ponte sul Mella, giriamo a sinistra e ci immettiamo nella SP 345.
Superiamo Concesio e proseguiamo fino a Sarezzo dove, al km. 9.5 prendiamo la strada alla destra.
Seguiamo sempre le indicazioni per la Val Sabbia.
Più avanti la strada diventa la SP 79.
Superiamo alcune gallerie e il viadotto sul Garza.
Alla rotonda di Agnosine giriamo a sinistra e continuiamo con la SP 31 fino a Bione.
Arrivati alla Pieve di Bione, troviamo alla sinistra il Municipio e la Chiesa di Santa Maria Assunta. Lasciamo la macchina nel parcheggio sul lato destro della strada (m. 600).

Alla sinistra tra il municipio e la chiesa parte Via Avis. Alcuni cartelloni parlano di Bione. Sono intitolati: "L'arte e i luoghi della devozione", Dimore signorili e architetture tradizionali", "Il territorio e gli abitati", "Conca d'Oro. Itinerario cicloturistico per mountain bike". Su di un pannello davanti alla chiesa leggiamo tra l'altro: "Sorta intorno al IV-V sec. la chiesa si innalza tuttora, con il medesimo orientamento, nel sito originario. In quel periodo attorno alla chiesa si stendeva il cimitero. La Pieve, inizialmente isolata, divenne intorno al sec. X il centro di un piccolo castello, dove trovavano rifugio le popolazioni rurali in occasione delle scorrerie degli Ungheri. Nonostante i continui restauri alla fine del XVI sec. l'edificio era malandato ed insufficiente; venne così decisa la costruzione di una nuova chiesa. Nel 1595 si posò la prima pietra e nel 1629 la chiesa venne consacrata."

Prendiamo Via Avis che subito gira a sinistra passando accanto ad un segnavia che indica la località Piano di Lò.
Proseguiamo in salita lasciando a destra l'Oratorio di Bione. Alla destra della strada c'è un muro mentre alla sinistra ci sono delle protezioni.
Ad un bivio trascuriamo Via Bersenico Sopra che continua diritto e seguiamo Via Avis che gira a destra (m. 615).

Subito dopo prendiamo la mulattiera che si stacca alla sinistra (Via Ricchino) e lasciamo l'altro percorso (descritto nel secondo itinerario) che continua con Via Avis.
Saliamo tra due recinzioni. Alla destra ci sono degli alberi.
Percorriamo una curva verso destra (m. 625).
Al termine della mulattiera sbuchiamo su Via Martinelli e andiamo a destra tornando a camminare sull'asfalto.
Dopo un centinaio di metri giriamo a sinistra in Via Pergola.
Lasciamo a sinistra una santella.
Poco dopo davanti ad un lavatoio la strada si divide e prosegue a sinistra con Via Salto e a destra con Via Bersenico di Sopra. Andiamo a sinistra in leggera salita con Via Salto che ci condurrà fino al Rifugio dei Fanti.

Continuiamo quasi in piano su sterrato (m. 645). Alla sinistra troviamo una panchina e un parcheggio con cinque posti auto. Un cartello segnala che da questo punto la strada è agro-silvo-pastorale.
Proseguiamo in leggera salita con il fondo in cemento.
Dopo aver superato un tratto tra gli alberi, troviamo in sequenza: una casa alla sinistra, un vigneto alla destra e un'altra casa alla sinistra.
Lasciamo a destra una casa recintata con un muro di pietre sormontato da una rete metallica (m. 660).
Percorriamo una curva verso sinistra.

Continuiamo su sterrato. In basso a sinistra vediamo le case di Bione.
Quasi in piano, alla destra troviamo una cappella con un portico. La cappella contiene un affresco raffigurante una Madonna con Bambino tra due santi (m. 670).
Subito dopo, un segnale stradale avverte che la strada è priva di segnaletica e di barriere protettive.
Alla destra troviamo la prima stazione (non starò a segnalarle tutte) di una Via Crucis che ci accompagnerà fino alla Cappella della Madonna del Salto.
Percorriamo una curva verso destra.
Superiamo un tratto in leggera discesa con il fondo in cemento.
Continuiamo quasi in piano su sterrato.

Presso una curva verso destra, alla destra troviamo la seconda stazione della Via Crucis. Su di una casa alla sinistra c'è una grande freccia che indica la direzione per Bione.
Proseguiamo in leggera discesa con il fondo in cemento.
Presso una curva verso sinistra guadiamo un ruscello che attraversa la strada su di un letto di cemento e pietre (m. 665).
Percorriamo un tratto con il fondo sterrato. Alla destra c'è una casa.

Continuiamo in leggera discesa con il fondo in cemento. Alla destra troviamo una vecchia costruzione rotonda, senza porta e senza tetto, realizzata con pietre massicce (m. 660).
Poco dopo alla sinistra troviamo un cartellone intitolato: "Bione. Segni del lavoro e di antichi abitatori."
Ignoriamo una stradina che si stacca alla destra.

Quasi in piano, con il fondo sterrato, superiamo una semicurva verso sinistra (m. 655).
Proseguiamo in leggera salita. Una sterrata, che si stacca alla destra, sale verso una casa che vediamo più in alto (m. 665).
Dopo un tratto quasi in piano continuiamo con poca pendenza.
Lasciamo a sinistra un vecchio fabbricato. Passiamo accanto alla sesta stazione della Via Crucis.
Alla destra c'è uno slargo.
Continuiamo quasi in piano. Un segnale stradale indica il pericolo di caduta massi.

All'interno di una curva verso destra troviamo un casello dell'acquedotto seguito da una grotta con una scultura raffigurante il volto di Paolo VI (m. 670).
In salita percorriamo una curva verso destra, con il fondo in cemento.
Torniamo a camminare su sterrato. Quasi in piano superiamo una curva verso sinistra.
Passiamo accanto alla settima stazione della Via Crucis (m. 675).
Dopo un tratto in leggera salita proseguiamo in lievissima discesa. Su di una roccia vediamo un segnavia rosso e verde.

Quasi in piano passiamo accanto all'ottava stazione della Via Crucis.
Ignoriamo una stradina cementata che scende a sinistra.
Raggiungiamo la nona stazione (m. 675).
Continuiamo in leggera salita.
Percorriamo un tratto in salita con il fondo in cemento.

Continuiamo quasi in piano con il fondo sterrato. Alla sinistra ci sono delle protezioni in ferro mentre alla destra ci sono degli alberi. In uno slargo alla sinistra troviamo l'undicesima stazione della Via Crucis.
Proseguiamo in salita con il fondo in cemento. Alla sinistra ci sono delle protezioni di ferro e alla destra delle rocce.
Quasi in piano percorriamo una curva verso destra.
La strada torna ad essere sterrata. Continuiamo in leggera salita con delle protezioni di ferro alla sinistra.
Quasi in piano passiamo accanto all'ultima stazione della Via Crucis. Alla sinistra vediamo un ruscello che scorre parallelamente alla strada.
Lasciamo a sinistra una sterrata che si stacca in salita.

Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra troviamo un ponticello a schiena d'asino sul ruscello. Attraversandolo e poi salendo quattordici gradini si raggiunge la Cappella della Madonna del Salto. All'interno ci sono tre quadri: quello centrale, sopra al piccolo altare, raffigura una Madonna con Bambino mente i due laterali illustrano episodi di guerra.
Dopo aver visitato la cappella continuiamo con la sterrata e, lasciamo a sinistra un'altro ponticello analogo al precedente.
Superiamo una semicurva verso destra.
Proseguiamo quasi in piano e, poco dopo, alla destra troviamo il Rifugio dei Fanti di Bione (m. 700).

Tempo impiegato: ore 0.55 - Dislivello: m. 115 -15 - Distanza: km. 2,170
Data escursione: marzo 2020
 
Secondo itinerario: da Bione (per i Piani di Lò)
Come descritto nel precedente itinerario parcheggiamo accanto dalla Chiesa di Santa Maria Assunta (m. 600).
Tra il Municipio e la Chiesa prendiamo Via Avis che subito gira a sinistra passando accanto ad un segnale stradale che indica il Piano di Lò.
Proseguiamo in salita lasciando a destra l'Oratorio di Bione. Alla destra della strada c'è un muro mentre alla sinistra ci sono delle protezioni.
Ad un bivio trascuriamo Via Bersenico Sopra che continua diritto e seguiamo Via Avis che gira a destra (m. 615).

Subito dopo lasciamo a sinistra la mulattiera (Via Ricchino) con la quale prosegue il primo itinerario più sopra descritto. Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua e continuiamo con la strada asfaltata tra le case.
Alla destra vediamo la chiesa dall'alto.
Ad un bivio andiamo a sinistra come indicato da una freccia gialla (m. 625).
Camminiamo tra due muri sormontati da reti metalliche.
Percorriamo un tratto quasi in piano (m. 630).
Ad un altro bivio lasciamo a sinistra Via Bersenico Sopra e andiamo a destra in salita con Via Emigrati del Lavoro (m. 640).
Alla sinistra abbiamo una rete sorretta da pali di legno e alla destra un prato.

Poco dopo un cartello segnala che siamo a Navezze. La strada si divide e andiamo a sinistra seguendo l'indicazione per i Piani di Lò (m. 645).
Continuiamo con minore pendenza. Alla sinistra abbiamo ancora la recinzione con pali di legno e una rete mentre alla destra c'è un muro.

Raggiungiamo un altro bivio (m. 655). I segnavia indicano, diritto in discesa: Via del Salto; a destra in salita: Via Pian di Lò. Andiamo a destra passando su di una grata. Un segnale stradale vieta il transito ai mezzi con peso superiore alle 5 tonnellate.
Subito ignoriamo una stradina, coperta da due strisce in cemento, che si stacca alla sinistra e percorriamo una curva verso destra aggirando una casa recintata.
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua.

Alla sinistra abbiamo alberi ed erba mentre alla destra sopra ad un cordolo in cemento c'è una rete di recinzione.
Troviamo un'altra grata. Lasciamo a destra una casa recintata (m. 675).

Continuiamo con il fondo in cemento. Alla sinistra c'è un muretto a secco.
Superiamo una grata formata da cinque tombini allineati e percorriamo una curva verso destra. Vediamo una freccia verde e una rossa (m. 680).
Presso un tratto quasi in piano lasciamo a sinistra un piccolo slargo (m. 685).
Torniamo a salire tra prati e alberi. Transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione (m. 695).

Dopo una semicurva verso sinistra, raggiungiamo una biforcazione all'interno della quale troviamo una cappella con un piccolo campanile. All'interno un affresco raffigura San Gottardo attorniato dalla scritta: "Sterne resistentes stante rege tolle iacentes" (m. 705).
Percorriamo un tratto in lievissima discesa e continuiamo quasi in piano. Alla sinistra ci sono delle protezioni mobili mentre alla destra vediamo un bollo giallo su un muretto.

Proseguiamo con poca pendenza ed entriamo in un bosco. Un segnale stradale avverte del possibile pericolo di frane; un altro indica il divieto di transito fuori dei tracciati stradali. Alla sinistra c'è una staccionata di legno. Alla destra vediamo una madonnina dentro una nicchia nella roccia (m. 710).
Di tanto in tanto troviamo un bollo giallo.
Ignoriamo un sentiero che retrocede verso destra e, poco dopo, una stradina con il fondo in cemento che scende a sinistra (m. 720).
Pochi passi più avanti lasciamo a destra un sentiero segnalato da un cartello della "24 h Prealba Up and Down". Passiamo sotto a tre cavi e proseguiamo con delle serpentine appena accennate.

Continuiamo quasi in piano e, presso una curva verso destra, ignoriamo un sentiero che esce alla sinistra ed una sterrata che si stacca alla destra (m. 725).
Troviamo un cancelletto alla sinistra e uno slargo alla destra. Un segnale stradale avverte del possibile pericolo di frane. Un cartello informa che la raccolta dei funghi è consentita a tutti i non residenti purché muniti dell'apposito permesso rilasciato dal Comune di Bione.
Subito percorriamo una curva verso sinistra. Alla sinistra ci sono dei paletti di ferro che reggono una rete a quadrotti.
Presso una curva verso destra riprendiamo a salire e passiamo sotto a tre cavi mentre alla sinistra c'è uno dei piloni che li sorreggono.

Attraversiamo un gruppetto di case. Alla sinistra troviamo un affresco raffigurante una Madonna che allatta Gesù Bambino (m. 740).
Continuiamo con poca pendenza. Alla destra vediamo una freccia gialla dipinta su di un muro di pietra.
Passiamo sotto tre cavi.
Un guard-rail inizia all'interno di una semicurva verso sinistra (m. 770).
Riprendiamo a salire. Alla destra ci sono delle roccette.

All'esterno di un tornante destrorso troviamo un piccolo monumento in memoria di due alpini. Un segnale stradale, rivolto verso coloro che percorrono la strada in senso contrario, segnala il pericolo di frane (m. 790).
Terminate le rocce continuiamo nel bosco.
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 795).

Quasi in piano, con il fondo di pietre cementate, superiamo una curva verso destra. In un prato alla sinistra troviamo una cappelletta contenente un affresco raffigurante la Crocifissione. Ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra (m. 805).

Passiamo sotto a tre cavi, la strada torna sterrata e raggiungiamo un bivio. I segnavia indicano, diritto: Piani di Lò, Rifugio Paradiso, Casto; a sinistra: San Bernardo, Rifugio Fanti, Bione. Prendiamo la sterrata alla sinistra, quasi in piano.
Sul lato destro della strada c'è un cartellone che parla dei Piani di Lò e del grande roccolo Bonomini.
Proseguiamo in leggera discesa. Alla sinistra ci sono gli alberi. Alla destra, oltre una staccionata e una fila di giovani noci, c'è un grande prato in fondo al quale vediamo il Rifugio degli Alpini Teresio Olivelli.
Un rivolo attraversa su di un letto in cemento (m. 800).
Continuiamo quasi in piano.

Presso un tornante sinistrorso lasciamo a destra una casa.
Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra ci sono gli alberi, alla destra c'è una rete di recinzione.
Presso una semicurva verso destra superiamo un canalino di ferro per lo scolo dell'acqua. Il fondo diventa in cemento.

Poco dopo arriviamo ad un bivio (m. 815). I segnavia indicano, diritto: Eremo San Bernardo, Bione; a sinistra: Rifugio Fanti, Bione; dietro: Piani di Lò, Rifugio Paradiso, Casto. C'è anche una strada non segnalata alla destra. Prendiamo la sterrata alla sinistra, quasi in piano.
Presso una semicurva verso destra ignoriamo una stradina che si stacca alla sinistra e conduce ad un baitello.
Troviamo una canalina di ferro dentro una in cemento, di traverso alla strada, per lo scolo dell'acqua.
In leggera discesa superiamo una semicurva verso destra.

Quasi in piano, lasciamo a sinistra una casa recintata (m. 805).
Continuiamo in leggera discesa, tra gli alberi, con un sentiero inizialmente largo.
Vediamo un bollo rosso e verde su di una pietra nel mezzo del sentiero.

Percorriamo una curva verso sinistra quasi in piano (m. 795). I segnavia indicano, davanti: Rifugio Fanti, Bione; dietro: Piani di Lò, Rifugio Paradiso, Casto.
Dopo pochi passi ignoriamo un sentiero che sale a destra. Qui troviamo altri segnavia identici ai precedenti.
Proseguiamo in leggera salita. Alla sinistra, oltre alcuni alberi, vediamo una casa in un prato.
Transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione (m. 800).
Alla sinistra, poco più in basso,vediamo un cassottello verde.

Presso una curva verso destra troviamo altri segnavia che indicano, davanti: Rifugio Fanti, Bione; dietro: Piani di Lò, Rifugio Paradiso, Casto; con un sentiero che sale a destra: Eremo San Bernardo (m. 805).
Continuiamo quasi in piano.
Vediamo un segnavia verde e rosso su di un masso alla sinistra.
Proseguiamo in leggera salita. Ora il bosco è più fitto.
Quasi in piano percorriamo due serpentine appena accennate sinistra-destra.
Superiamo due tratti in leggera discesa intervallati da uno quasi in piano.
Delle basse roccette affiorano in mezzo al sentiero (m. 800). Di tanto in tanto troviamo un segnavia rosso e verde.

Dopo un tratto in discesa, quasi in piano percorriamo due semicurve destra-sinistra (m. 780).
In leggera discesa superiamo uno zig-zag sinistra-destra.

Il sentiero si divide in due che continuano in parallelo; quello alla sinistra è protetto a valle da una staccionata. Seguiamo quello alla destra che ci sembra più agevole (m. 770).
Scendiamo in modo abbastanza ripido.
Lasciamo a sinistra una grande gabbia (m. 755).
La pendenza diminuisce un poco.
Alla sinistra vediamo un appostamento per la caccia sopra al tetto di un baitello (m. 745).
I due sentieri paralleli ora si ricompongono (m. 735).
Continuiamo in leggera discesa (m. 725).
In basso alla sinistra, tra gli alberi, vediamo i tetti del Rifugio dei Fanti.

Presso una curva verso sinistra in discesa, ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra (m. 715).
Per un tratto alla sinistra ci accompagna una robusta staccionata.
Percorriamo una curva verso destra all'esterno delle quale c'è una rete (m. 710).

Dopo un tornante sinistrorso andiamo a sbucare su Via Salto. I segnavia indicano dietro: Piani di Lò, Rifugio Paradiso, Casto. Di fronte abbiamo una pozza.
Seguiamo la sterrata verso sinistra, quasi in piano.
Poco dopo alla sinistra troviamo il Rifugio dei Fanti di Bione (m. 700).

Tempo impiegato: ore 1.20 - Dislivello: m. 230 -130
Data escursione: marzo 2020

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:







Dati del Rifugio Fanti di Bione

Altezza:
m. 700
Gruppo:
Valli Bresciane
Ubicazione:
Madonna del Salto
Comune:
Bione - BS
Carta Kompass:
106 I3
(non visibile)
Coordinate Geo:
45°39'47.70"N
10°19'46.40"E
Gestore:
Fanti di Bione
Telefoni:
-
Posti letto:
-
Apertura:
 
Pagina inserita
il: 01/06/2020
Il Rifugio Fanti di Bione Cucina Tavoli Il municipio di Bione La Chiesa di Santa Maria Assunta Primo itinerario: Affresco in una cappella lungo il cammino Vecchia costrizione rotonda in pietra La chiesetta della Madonna del Salto Affresco nella chiesetta della Madonna del Salto Secondo itinerario: la cappella di San Bernardo Affresco raffigurante San Bernardo Affresco raffigurante la Madonna che allatta Gesù Bambino Cappelletta contenente un affresco ... raffigurante la Crocifissione I Piani di Lò Area giochi ai Piani di Lò

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