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Il Rifugio Quinto Alpini è situato su di un costone roccioso ai piedi del Monte Zebrù.
Accanto c'è il Rifugio Bertarelli che viene utilizzato principalmente come locale invernale.
Questa lunga camminata ci porta nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.
Nella prima parte della nostra escursione seguiremo la sterrata di fondovalle, camminando accanto al torrente e superando via via diverse baite.
A sinistra avremo la catena formata del Monte Cristallo (m. 3431) e delle Cime di Campo (m. 3480); a destra il Monte Forcellino (m. 2842) e
alle nostre spalle la Cima Piazzi (m. 3439). Più avanti inizieremo a vedere di fronte a noi la splendida piramide del Gran Zebrù (m. 3851).
Dopo la baita del Pastore la valle si divide; lasceremo a destra il sentiero che sale al Passo Zebrù (m. 3000) e piegando a sinistra inizieremo
a salire ripidamente lungo la vallata del Rin Marè verso il rifugio e le cime che lo circondano (Thurwieser m. 3652, Zebrù m. 3735, Gran Zebrù m. 3851).
Per raggiungere l'imbocco della Val Zebrù, a Bormio, prendiamo la statale 300 che sale al Passo del Gavia. Superiamo la frazione di Uzza e
arriviamo a S. Nicolò dove continuiamo con la strada che, a sinistra, sale con vari tornanti panoramici fino a Niblogo.
Alla fine dell'abitato, dove termina l'asfalto, troviamo sulla destra un parcheggio e la baita del Centro Informazioni Turistiche (m. 1600).
Da questo punto il traffico è consentito solo agli automezzi autorizzati.
A disposizione di chi non volesse camminare c'è un servizio navetta che, al costo di dieci euro a persona, percorre tutto il fondovalle fino
alla Baita del Pastore (m. 2166). Le navette partono solo se hanno a bordo almeno cinque persone e pertanto i tempi di attesa potrebbero essere lunghi.
Ci incamminiamo in piano sulla sterrata. Sulla destra c'è una lunga staccionata in legno che protegge dal ripido fondovalle dove scorre il torrente Zebrù.
Più avanti, ignorata una stradina sulla destra che scende al torrente e guadato un ruscello, arriviamo al Ponte Tre Croci (m. 1619).
Sulla sinistra c'è un'area pic-nic e appunto le tre croci in legno che danno il nome a questa zona.
I segnavia indicano sulla destra, superando il ponte: il giro del Forcellino, Predaccio, Cavallaro, Confinale e S. Gottardo; mentre continuando
con la sterrata: Val Zebrù, V° Alpini, Passi Zebrù.
Inoltre viene segnalato il ristoro Zebrù a 250 metri.
Continuando con la sterrata, troviamo ben presto un ponticello di legno con il quale passiamo alla destra del torrente.
Su un masso vediamo per la prima volta un segnavia a bandierina con il numero 29 che identifica il nostro percorso.
Circondati dai pini iniziamo a salire e raggiungiamo il ristoro Zebrù in località I Plaz (m. 1660). Nei pressi ci sono alcune panchine.
Dopo un tornante, dove c'è una vecchia costruzione e una mangiatoria per i cervi del parco, la salita diviene un poco più ripida.
Un sentiero tra gli alberi consente di tagliare alcuni tornanti e abbreviare il cammino.
Questo tratto termina quando troviamo sulla destra un'altra deviazione per Predaccio e S. Gottardo.
Continuiamo in piano e raggiungiamo una fontanella.
Proseguiamo poi in lieve salita. Il torrente alla nostra sinistra è ben incanalato artificialmente e fa alcuni piccoli salti.
Con un ponte di legno (m. 1735) passiamo alla sinistra del torrente e, salendo con alcuni tornanti, superiamo l'area pic-nic Zebrù di
Fuori (m. 1790).
Più avanti, a sinistra si stacca il sentiero n. 23 per Ables, Ardof e Solaz.
Tra pascoli, abeti e larici, arriviamo alle baite di Zebrù di Fuori (m. 1825).
Presso un'ansa della montagna superiamo un corso d'acqua che scende da sinistra e, ben sistemato dall'intervento dell'uomo, passa sopra
la strada e va a gettarsi sulla destra nel torrente Zebrù.
Da qui al Rifugio Campo ne troveremo altri sette (non starò a elencarveli tutti); durante l'estate probabilmente
li troverete in secca a meno che passiate di qua mentre sta piovendo o ha smesso da poco.
Ignorato un sentiero che scende a destra continuiamo in leggera salita.
In basso a destra c'è una baita, più avanti ancora delle altre, sulla sinistra c'è una croce: siamo il località Zebrù dal Giardin (m. 1866).
Superate le baite e l'area pic-nic di Zebrù di Dentro (m. 1872) continuiamo in lieve discesa fino ad arrivare in piano a Zebrù da
Bignù (m. 1869) dove troviamo una baita e una croce.
Le successive baite che raggiungiamo sono quelle di Chitomas (m. 1881), poi con lievi saliscendi arriviamo all'area pic-nic di Pecè (m. 1900).
Con un altro ponticello di legno riattraversiamo il torrente e ignoriamo il sentiero che sale alle baite Pecè.
Continuiamo in leggera salita e poi in piano. Superato ancora il torrente con un altro ponte raggiungiamo le baite di Premighem (m. 1923).
In lieve salita circondati da pini mughi arriviamo ad un altro ponte, superato il quale entriamo in una zona prativa ove ci sono alcune baite e
un posto di ristoro. Siamo in località Campo di Fuori (m. 1947).
Continuiamo per prati in lieve salita.
A destra si stacca un ripido sentiero per il Passo del Forcellino, Val Saline e Cavallaro. Un altro segnavia indica di fronte a noi il Rifugio V° Alpini.
Ancora pochi passi e raggiungiamo Campo di Mezzo e il Rifugio Campo (m. 2000) costruito seguendo lo stile
delle baite della valle.
Continuiamo quasi in piano. Superata una croce, passiamo tra una baita diroccata e un baitello.
Il solito cartello del parco informa che siamo in località Campo di Dentro (m. 2009).
Un segnavia indica sulla destra un altro sentiero per il Forcellino.
Passiamo su un ponticello; nei pressi ci sono alcune panchine.
Più avanti raggiungiamo un altro ponte in legno con il quale torniamo alla sinistra del torrente.
La strada gira a sinistra e torna leggermente a salire. In questo tratto il monte Cristallo si erge maestoso di fronte a noi.
Prima e dopo il successivo tornante verso destra, un ruscello scorre sotto la stradina. A sinistra ci sono alcune panche.
Guadiamo un piccolo corso d'acqua che attraversa la sterrata e poi percorriamo un tratto con maggiore pendenza.
Superato un ponticello in legno senza le sponde, arriviamo alla Baita del Pastore (m. 2166).
Da questo punto il transito è interdetto a tutti.
Un segnavia indica il Rifugio Quinto Alpini davanti a noi.
La stradina ora sale decisamente con vari tornanti e lo sguardo può finalmente spaziare su tutta la parte alta della vallata.
Sul lato destro vediamo una cascata e un sentiero che sale al Passo dello Zebrù.
Superiamo un cartello che indica il Rifugio V° Alpini a ore 1.45 (m. 2280).
Ancora qualche ripida curva e raggiungiamo diversi massi franati sopra il percorso (m. 2320).
Inizialmente procediamo con un sentierino tra l'erba sulla destra poi, superato un'altro cartello che indica il rifugio e una rudimentale panca,
passiamo sopra gli sfasciumi. Più in alto a sinistra è ben visibile un masso che riporta la data, 18 settembre 2004, in cui le pietre franarono.
Superato questo tratto e un ponticello di legno, riprendiamo la stradina e alterniamo alcuni tratti più o meno ripidi cominciando a vedere
lassù in alto le minuscole sagome dei rifugi Quinto Alpini e Bertarelli.
In leggera salita percorriamo poi un'ampia curva a sinistra in posizione sopraelevata tra la vallata del Rin Marè alla nostra sinistra ed un
piccolo valloncello a destra (m. 2520).
Più avanti iniziamo a salire decisamente (m. 2650). Di tanto in tanto vediamo delle frecce rosse dipinte sulle pietre.
Saliamo in una pietrosa valletta tra lo sperone roccioso dove sorge il rifugio e il costone della Cima della Miniera dal quale arriva con percorso
quasi pianeggiante il sentiero che proviene dal Rifugio Pizzini Frattola passando per il Passo
dello Zebrù.
I due sentieri si uniscono presso una roccia (m. 2740). Qui ci sono i segnavia che indicano le tre direzioni: Quinto Alpini diritto, Passo Zebrù
a destra e Baita del Pastore alle nostre spalle.
Continuiamo a zig-zag su sfasciumi e, dopo una curva a sinistra cominciamo a vedere la bandiera del rifugio (m. 2810).
Due passi in discesa per superare un rivolo d'acqua che scende dal sovrastante ghiacciaio e, percorso l'ultimo breve tratto in salita,
arriviamo alla meta.
Tempo impiegato: ore 4.15 - Dislivello: m. 1277
Data escursione: luglio 2007
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