Rifugio Madonna della Neve

Il Rifugio Madonna della Neve e l'annessa chiesetta sono situati nel cuore della Val Biandino e risalgono al 1664.
Distrutto nel 44 dai nazi-fascisti, il rifugio fu ricostruito tre anni dopo.
Partendo da Introbio, possiamo risalire la Val Biandino con due itinerari quasi paralleli: una strada con il fondo in parte sterrato e in parte su cemento e la mulattiera/sentiero n. 40 detta anche Via del Bitto. I due itinerari hanno tre punti in comune nei quali la strada si è sovrapposta al sentiero.

Primo itinerario: da Introbio (interamente su strada)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la S.S. 36 racc. che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle. Ad Introbio ignoriamo la prima deviazione sulla destra che conduce nel centro del paese.
Proseguiamo per km 1.6. Poco prima di arrivare ad una curva a sinistra entriamo in un parcheggio alla destra della strada e vi lasciamo la macchina (m. 585).

Usciamo dal parcheggio passando accanto ad una santella con un affresco raffigurante la Madonna del Rosario. Quasi in piano seguiamo la curva della strada e subito giriamo a destra in Via alla Cascata all'inizio della quale un cartello segnala la Val Biandino.
Proseguiamo in leggera salita con i capannoni della Ciresa alla sinistra mentre alla destra ci sono un prato e alcune case. A lato della strada troviamo altri parcheggi.
Ad un bivio lasciamo Via alla Cascata che prosegue diritto per girare a destra in Via ai Forni.
Alla sinistra troviamo alcuni garage e percorriamo un breve tratto quasi in piano seguito da un altro in leggera discesa (m. 610).

Poco dopo abbandoniamo Via ai Forni che continua diritto in discesa e prendiamo a sinistra Via alle Ville all'inizio della quale un cartello avverte che la strada è privata e pertanto vi è il divieto assoluto di accesso e transito. Viene indicato anche un numero di telefono a cui eventualmente rivolgersi per la richiesta delle chiavi della sbarra. Camminiamo in leggera salita; inizialmente alla sinistra c'è un muro di recinzione e alla destra un muretto sormontato da una siepe.
Continuiamo quasi in piano tra case e recinzioni.
Con poca pendenza percorriamo un tornante sinistrorso e proseguiamo in salita (m. 615).
All'esterno di un tornante destrorso troviamo una fontana con vaschetta e due panche in cemento (m. 630).
Lasciati a sinistra tre garages percorriamo un tornante sinistrorso all'interno del quale vediamo una legnaia. La strada diventa sterrata.
Alla sinistra troviamo una grande bacheca con tettuccio con l'elenco di tutte le strutture della zona (Rifugio Tavecchia, Rifugio Madonna della Neve, Agriturismo la Baita, Rifugio Grassi, Rifugio Valbiandino, Rifugio Buzzoni, Rifugio Falc, Rifugio Santa Rita) con i loro numeri di telefono e l'informazione se sono aperti o meno.

In leggera salita raggiungiamo una sbarra dipinta di giallo che chiude l'accesso alla strada (m. 650). Alcuni cartelli ribadiscono che la strada è privata e c'è il divieto assoluto di accesso e di transito. In realtà la sbarra è quasi sempre aperta e alcuni automobilisti ne approfittano per proseguire a loro rischio fino al primo o al secondo ponte accorciando notevolmente il cammino ma facendo innervosire gli escursionisti che salgono a piedi. E' anche possibile utilizzare il servizio navetta fino alla Bocca di Biandino (dove sono situati i rifugi Tavecchia e Valbiandino) rivolgendosi ai gestori dei rifugi.
La strada entra nel bosco.
Poco dopo il fondo diventa in cemento. Un ruscelletto attraversa la strada.
Superiamo un tornante destrorso (m. 665).

Più avanti, sulla sinistra, accanto ad una casa grigia, un sentiero sale a sinistra (m. 675). I segnavia indicano in quella direzione il Belvedere della Cascata a m. 400 e il Rifugio Tavecchia a ore 2.10. Continuiamo diritto. (Vedi più sotto la descrizione della variante che conduce al Belvedere e poi rientra più a monte sulla strada).
Percorriamo due curve verso sinistra.
Un rivolo attraversa la strada su di una base in cemento (m. 685).
Ignoriamo una stradina che scende a destra e percorriamo un tratto con un guardrail bianco alla destra.

Poco prima di un tornante destrorso ignoriamo una stradina che sale a sinistra e superiamo un torrente che passa sotto la strada (m. 695). Dopo il tornante alla destra c'è una rete.
Percorriamo una curva a sinistra (m. 705).
Troviamo un rivolo che attraversa scorrendo in una canalina in cemento.
Continuiamo con una curva a destra.

Presso un tornante sinistrorso, di fronte ad una casa, incontriamo il sentiero 40 Via del Bitto che si immette da destra (m. 730). I segnavia indicano a destra in discesa: S. Uberto a ore 0.10 e Introbio a ore 0.20. All'interno del tornante c'è un cancello di ferro.
Alla sinistra troviamo una recinzione e un cancello di color marrone mentre alla destra c'è un cassottello in cemento dell'acquedotto.
Proseguiamo in salita, inizialmente camminando tra due recinzioni.
Alla sinistra troviamo delle protezioni in ferro dipinte di verde (m. 755).
Troviamo delle gabbie contenenti delle pietre alla destra. Alla sinistra ci sono alcuni vecchi pali di cemento o di legno collocati in orizzontale, recuperati e riutilizzati come paracarri; ne troveremo altri più avanti.
Presso un ampia curva verso sinistra, un ruscello attraversa la strada passandole sotto. Alla sua destra una stradina in salita, chiusa da una sbarra, conduce verso una proprietà privata (m. 770).
Per un tratto alla destra c'è un muretto a secco.

Dopo un tornante destrorso troviamo il sentiero del Belvedere della Cascata che si innesta dalla sinistra. Un cartello indica il belvedere a 200 metri (m. 790).
Percorriamo un tratto con poca pendenza e riprendiamo a salire.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.
Alla sinistra troviamo un parapetto arrugginito che protegge da un burrone in fondo al quale rumoreggia il Torrente Troggia (m. 805).
Percorriamo un tratto in piano su sterrato, incassato nel terreno circostante.
Continuiamo in leggera salita con il fondo in cemento (m. 815).
Un rivolo attraversa la strada.
Ignoriamo un sentiero che scende a sinistra.

Poco dopo una stradina sale a destra. I segnavia indicano a destra con il sentiero 25/19: Rifugio Buzzoni, Alpe Mota a ore 2, Loc. la Piazza a ore 0.10, Alpe Daggio a ore 1.10, Alpe Foppabona a ore 2.50; diritto: Sorgente S. Carlo a ore 0.45, Rifugio Biandino a ore 2.15, Rifugio Madonna della Neve a ore 2.40. Un cartello indica diritto il Rifugio Tavecchia ed un altro alla destra La Pezza. Un ruscello attraversa la strada passandole sotto (m. 825). Proseguiamo diritto in leggera salita.

Alla sinistra troviamo una casa bianca, recintata con una rete ed una siepe, sul muro della quale vediamo un affresco raffigurante una Madonna con Bambino. Alla destra c'è un cassottello. La strada ora procede quasi in piano e ridiventa sterrata (m. 835).
Una stanga in legno chiude l'accesso ad una stradina che scende a sinistra verso una proprietà privata.
A destra c'è una sorgente; l'acqua esce da un tubo e forma una fontanella.
Proseguiamo con pochissima pendenza e con il fondo in cemento. In basso a sinistra vediamo il torrente.
Una cascatella scende dalla montagna alla destra; l'acqua attraversa la strada e finisce più a valle nel torrente.
La strada torna sterrata. Alla sinistra ci sono delle protezioni in ferro.
Percorriamo una curva a sinistra con il fondo in cemento e torniamo nuovamente a camminare su sterrato.

Raggiungiamo lo slargo che precede il Primo Ponte e ritroviamo sulla destra la Via del Bitto (m. 850). Vari segnavia indicano a destra: Fonte S. Carlo a ore 0.30, Rifugio Tavecchia a ore 1.40, Biandino a ore 2, Rifugio S. Rita a ore 3.15, Rifugio Grassi; dietro: S. Uberto a ore 0.30, Introbio a ore 0.45.
Continuiamo quasi in piano con la strada. Sulla destra, una lastra di marmo ricorda i caduti dell'ultima guerra. Superiamo una sbarra gialla ed il ponte sul Torrente Troggia.
Percorriamo un tornante sinistrorso ignorando una sterrata chiusa da una sbarra che sale a destra.
Il fondo stradale ritorna ad essere in cemento. Alla destra ci accompagna un muretto in cemento. Per un tratto ci sono anche delle reti fissate alla roccia per impedire la caduta di pietre sulla strada.
Proseguiamo in leggera salita.
Più avanti ignoriamo una stradina che si stacca alla sinistra (m. 875).
Una catena sorretta da due paletti verdi chiude l'accesso ad un'altra stradina che scende alla sinistra.

Poco dopo, all'esterno di un tornante destrorso, due sbarre chiudono l'accesso ad altrettante stradine (m. 900).
Dopo un tratto in salita continuiamo con minore pendenza. Ignoriamo una sterrata che sale a sinistra e, poco dopo, un'altra che scende a destra.
Presso un'ampia curva a sinistra, alla destra troviamo una rudimentale panca di legno ottenuta da un tronco piallato (m. 915).
Riprendiamo a salire e subito ignoriamo una sterrata che si stacca alla sinistra.

Con il fondo sterrato percorriamo una curva a sinistra aggirando una cappelletta, contenente un dipinto raffigurante la Madonna e Gesù deposto dalla Croce, alla quale si sale con un breve sentiero (m. 940).
La strada ora continua quasi in piano e con il fondo sterrato. Troviamo un muretto a sinistra e protezioni a destra.
Il fondo torna ad essere in cemento.
Proseguiamo in leggera salita.
Alla sinistra dell'acqua esce dalla roccia tramite un tubicino (m. 965).

Transitiamo sotto un paio di tubi obliqui che alla destra della strada si appoggiamo su di un muro (m. 975)
Più avanti troviamo alla sinistra delle pietre chiuse in gabbie sovrapposte che formano un muretto.

Ritroviamo il sentiero 40 che si innesta dalla destra (m. 1005). I segnavia indicano davanti: Fonte S. Carlo a ore 0.05, Rifugio Biandino a ore 1.40, Rifugio S. Rita a ore 3.00; a destra: Ponte sulla Troggia a ore 0.20, Introbio a ore 1.
Procediamo con poca pendenza ignorando una stradina che scende a destra verso una cascina (m. 1025).
Torniamo a salire. All'interno di una curva a sinistra troviamo delle pietre chiuse in gabbie sovrapposte.
Percorriamo un tratto con un guardrail di colore bianco e vediamo un sentierino che scende a destra verso il torrente.
In leggera salita arriviamo ad una curva a destra dove un ruscello passa sotto alla strada. Alla sinistra c'è una targa in memoria di una persona deceduta (m. 1040).
Ignoriamo un sentiero che alla destra scende verso il torrente.

Poco dopo sulla sinistra troviamo la Fonte S. Carlo (m. 1060). Sotto un tettuccio scende dell'acqua freschissima che cade in una vasca ai cui lati ci sono delle panche di pietra. Alla destra della strada ci sono un tavolo in legno e relative panche. Un sentiero scende a destra verso la vecchia fontana. Alla sinistra della fonte i segnavia indicano il sentiero 52 per l'Alpe Agoredo a ore 1.30.
Continuiamo lungo la strada e ignoriamo una sterrata che sale a sinistra.
Troviamo un altro muro di gabbie con pietre alla sinistra e delle protezioni dipinte di bianco alla destra.

Alla sinistra riparte il sentiero 40 (m. 1075). I segnavia indicano verso sinistra: Baite alla Scala a ore 1, Rifugio Madonna della Neve a ore 1.45. Un cartello indica sempre a sinistra: Val Biandino. Seguiamo la strada quasi in piano.
Transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione.

Arriviamo al Secondo Ponte detto anche Ponte dei Ladri e lo attraversiamo su sterrato (m. 1080).
Continuiamo in salita con il fondo in cemento.
In alto alla sinistra vediamo una cascata.
Lasciamo a destra due cassottelli di colore verde vicini tra loro (m. 1095).
Continuiamo con poca pendenza e con delle protezioni dipinte di bianco verso il torrente.
Alla destra della strada c'è una cascata.

Alla sinistra oltre il Troggia vediamo l'agriturismo La Baita (m. 1125). Ignoriamo il ponticello con il quale è possibile attraversare il torrente per raggiungerlo e riportarsi sul sentiero 40.
Subito dopo una stradina scende al torrente.
Un sentiero si stacca alla destra. Un rivolo attraversa la strada passandole sotto dentro due tubi color arancione coperti dal cemento. Alla destra c'è una piccola costruzione dell'acquedotto in cemento (m. 1140).
Torniamo a salire e troviamo alla destra della strada una colata di pietre franate da tempo (m. 1160).
Un rivolo attraversa la strada su di una base in cemento (m. 1180).
Anche alla sinistra, oltre il torrente, vediamo una colata di pietre.
Più avanti alla destra ne troviamo altre due (m. 1210 - 1230).
Percorriamo un'ampia semicurva verso sinistra (m. 1245).
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire.

Un torrente attraversa la strada prima di gettarsi nel Troggia (m. 1265). Possiamo evitare il guado camminando su di una passerella alla sinistra della strada, assicurati da un cavo fissato a due paletti sul lato a valle.
Una stradina scende a sinistra verso una tettoia. Sulla sponda opposta vediamo un'altra colata di pietre (m. 1275).
Alla destra troviamo un muro formato da gabbie contenenti pietre.
Alla sinistra ci sono alcuni massi, alla destra una colata di pietre franate (m. 1285). Poco dopo ne troviamo un'altra.

Percorriamo un tornante destrorso all'interno del quale ci sono dei massi (m. 1315).
Un tronco collocato orizzontalmente raso terra fa da protezione a valle subito prima di un tornante sinistrorso (m. 1325).
Continuiamo con un'ampia curva a destra.
Presso una semicurva a sinistra vediamo dell'acqua uscire da un tubo di gomma nero alla destra della strada. Accanto c'è una gabbia contenente delle pietre.

Poco dopo raggiungiamo la Baita Piero Magni situata all'esterno di un tornante destrorso. Davanti alla baita c'è un tavolone di legno con relative panche. Nei pressi ci sono un grande bossolo e alcune targhe a ricordo di persone decedute (m. 1345).
Dopo il successivo tornante sinistrorso troviamo un sentiero che ridiscende alla Baita Magni e una santella contenente un piccolo crocefisso sotto al quale c'è una targa a ricordo di un soldato (m. 1365).
Lasciamo a sinistra alcuni massi e transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione. Oltre il torrente vediamo una cascata e le Baite alla Scala.
Percorriamo un tratto con delle vecchie protezioni in ferro alla sinistra (m. 1375).
Subito troviamo alla destra delle gabbie sovrapposte contenenti delle pietre.
Un muretto in cemento fa da rinforzo alla strada scendendo alla sinistra.
Troviamo altre vecchie protezioni in ferro alla sinistra e vediamo il Troggia compiere un salto formando una cascata (m. 1395).
Un rivolo attraversa la strada su di una base in cemento.
Ignoriamo una stradina che scende verso il torrente (m. 1405).
In alto a sinistra, oltre il torrente, vediamo il Cippo Rosselli.

La strada diventa sterrata. Quasi in piano gira a sinistra e con il terzo ponte attraversa un affluente del Troggia. In alto a destra vediamo una cascata (m. 1425).
Percorriamo una curva a destra e continuiamo in leggera salita con il fondo in cemento.
Dopo una ampia curva verso sinistra troviamo ancora delle protezioni in ferro sul lato a valle e torniamo a vedere il Cippo Rosselli (m. 1440).
Subito percorriamo un tornante destrorso molto ampio. Alla sinistra vediamo dall'alto la cascata formata del salto del Troggia.
Cominciamo anche a vedere il Rifugio Tavecchia e la parte nuova del Rifugio Valbiandino.
Dopo una curva a sinistra continuiamo con poca pendenza. In alto davanti vediamo il Rifugio Valbiandino.
Percorriamo una curva a sinistra mentre l'acqua di un ruscello, che scende a cascata, attraversa la strada passandole sotto (m. 1470).
Ignoriamo un sentiero che sale a destra.

Quasi in piano, su sterrato, attraversiamo il quarto ponte, con bella vista alla destra su di una cascata formata da un altro salto del Troggia (m. 1480).
Subito dopo dalla sinistra si immette il sentiero 40. I segnavia indicano: Bocca di Biandino; a sinistra: La Via del Bitto; Baite alla Scala a ore 0.15, Introbio a ore 2; seguendo la strada: Rifugio Madonna delle Neve a 15 minuti.
La strada, nuovamente con il fondo in cemento, gira a destra e riprende a salire.

Raggiungiamo una cappella contenente vari dipinti raffiguranti una madonna e dei santi. Alla sinistra in posizione sopraelevata c'è il Rifugio Tavecchia. Lasciamo a destra un ponticello di legno oltre il quale ci sono il Rifugio Valbiandino ed il sentiero che prosegue verso il Rifugio Grassi e continuiamo diritto alla sinistra del torrente. I segnavia indicano diritto i Rifugi Madonna della Neve, Santa Rita a ore 1.15, FALC a ore 1.45; alla destra i Rifugi Valbiandino a 50 metri e Grassi a ore 1.15. Un cartello segnala il divieto di transito ai mezzi motorizzati. Continuiamo quasi in piano seguendo la strada che torna ad essere sterrata. La valle, finalmente, si fa più aperta, il panorama si allarga e appaiono le montagne.
Superiamo due stanghe dipinte di giallo.

Presso una curva a destra ignoriamo un'altra stradina che prosegue diritto in direzione di un gruppo di case. Davanti già vediamo la bianca chiesetta che fa parte del gruppo di edifici tra i quali c'è anche il rifugio.
Nel prato alla destra ci accompagna una serie di tralicci che reggono i cavi dell'alta tensione.
Un ruscelletto attraversa la strada coperto dal cemento.
Continuiamo in leggera salita attorniati dai prati.
Alla sinistra su di un cubo in cemento vediamo una freccia ed una scritta in giallo che indicano di proseguire verso la Madonna della Neve (m. 1500).
Poco dopo vediamo la stessa scritta sulla base di un traliccio alla destra.
Continuiamo quasi in piano. Superiamo un tubo semi affiorante dal terreno.

Presso una curva a destra trascuriamo un sentiero che prosegue diritto in salita.
Riprendiamo a salire. Il fondo torna ad essere in cemento.
Percorriamo una curva a sinistra transitando sotto ai cavi dell'alta tensione (m. 1525).
Proseguiamo con poca pendenza. Un sentiero si immette dalla sinistra.
Dopo una semicurva verso destra davanti torniamo a vedere la Madonna della Neve. Un rivolo, scorrendo in un tubo, attraversa la strada che ridiventa sterrata (m. 1555).
Lasciamo a destra la base di un traliccio. Una stradina si stacca alla sinistra.
Vediamo una pozza poco più in basso a destra.
Dopo un tratto in leggera discesa proseguiamo quasi in piano e percorriamo una curva verso destra.
Continuiamo in leggera salita.

Su di un cartello leggiamo: "l'Alpe Sasso inizia qui" e superiamo un vecchio cancello che troviamo aperto (m. 1570).
Dopo un tratto in salita continuiamo con minore pendenza.
Lasciamo la sterrata e piegando a destra saliamo alcuni gradini e raggiungiamo il complesso di edifici della Madonna della Neve.

Tempo impiegato: ore 3.10 - Dislivello: m. 1010
Data escursione: maggio 2016

Variante Belvedere della Cascata
Questa è una variante che esce (m. 675) e rientra (m. 790) dal percorso sopra descritto consentendo di ammirare una cascata che non ha un largo fronte d'acqua ma compie un bel salto di ben cento metri.

Come descritto nel primo itinerario arriviamo a quota m. 675 dove, accanto ad una casa grigia, alla sinistra sale un sentiero all'inizio del quale un cartello scritto in bianco su fondo verde indica il Belvedere della Cascata a m. 400.
Il sentiero inizia con una protezione alla sinistra formata da paletti di legno ed una rete. Alla destra dopo la casa c'è un pollaio.
Entriamo nel bosco e subito troviamo un bivio. Il sentiero principale prosegue diritto mentre alla destra una scorciatoia sale con maggiore pendenza. Continuiamo diritto.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 685).
Poco dopo la scorciatoia rientra.
Alla destra ci sono un cancelletto ed una rete di recinzione (m. 695).

Troviamo un paletto, nel mezzo del percorso, che impedisce il passaggio ai veicoli (m. 705).
Subito dopo percorriamo un tornante sinistrorso, coperto nella seconda parte da cemento, lasciando a destra una stradina che scende verso un cancello (m. 710).
Proseguiamo su fondo sterrato. Presso un tornante destrorso ignoriamo un sentiero che continua diritto (m. 720).
Troviamo un tronco collocato di traverso e semi incassato nel terreno allo scopo di deviare verso destra l'acqua piovana.
Alla destra alcuni vecchi picchetti di ferro reggono un cavo (m. 735).
Presso una curva a sinistra ignoriamo una stradina che scende a destra nei prati verso una casa.

Arriviamo ad un bivio (m. 745). Alla sinistra c'è un tronco nel quale è stata scavata una nicchia che contiene la statuetta bianca della madonna Regina della Pace. Un cartello verde ed una freccia indicano a destra: Biandino. Alla sinistra un sentiero si dirige verso il Belvedere. Facciamo questa piccola deviazione per raggiungere il punto panoramico dal quale si può ammirare un grande salto del Torrente Troggia.
Il sentiero subito si divide. Il ramo alla destra prosegue con pendenza minore ed è protetto verso destra da una palizzata di legno e da una rete verde.
Presso uno zig-zag sinistra-destra le protezioni terminano e i due sentieri si ricompongono.
Ora camminiamo su di un largo crinale alberato.
Proseguiamo quasi in piano con protezioni alla destra.
Poco dopo raggiungiamo il Belvedere dove troviamo un tavolone in legno con due panche, un cartello esplicativo che parla della cascata ed un sentiero che scende a sinistra. Alla destra vediamo la cascata (m. 760).

Torniamo sui nostri passi e al bivio con la madonnina proseguiamo diritto come indicato dal cartello: Biandino (m. 745).
Subito troviamo un altro bivio e teniamo la sinistra.
Il sentiero ancora si divide ma poco dopo si ricompone.
Alla sinistra vediamo la profonda forra nella quale precipita la cascata.
Ora il sentiero si scompone in tre tracce parallele (m. 765) che si riuniscono poco prima di effettuare il primo di due tornanti destra-sinistra (m. 775).
Percorriamo una curva a sinistra.
Il sentiero ancora si divide in due. Entrambi vanno a sbucare sulla strada (quello a sinistra dopo aver salito alcuni gradini di legno) accanto ad un cartello che segnala in discesa la cascata a 200 metri (m. 790).
 
Secondo itinerario: da Introbio con la mulattiera/sentiero n. 40
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la S.S. 36 racc. che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle.
Ad Introbio prendiamo la prima deviazione a destra: Via Vittorio Veneto.
Dopo 500 metri presso una curva a sinistra, andiamo diritto entrando in Piazza Carrobbio dove c'è un grande parcheggio nel quale al lunedì si svolge il mercato (m. 585). Alla sinistra ci sono delle panchine e un muretto che protegge dal sottostante torrente. Alla destra ci sono la caserma dei Carabinieri e più avanti una strada in salita all'inizio della quale i segnavia indicano con il percorso 19: Passo di Nava, Rifugio Buzzoni, Passo di Gandazzo a ore 2.45; con il sentiero 14a: Zucco Angelone a ore 1.15; con il sentiero 14: Passo di Nava a ore 0.45. Ignoriamo questi segnavia e, a piedi, torniamo sulla strada. Quasi in piano la seguiamo verso destra.

Dopo il ponte la strada diventa Via Umberto Primo.
Di fronte a La Profumeria prendiamo sulla destra una strada con il fondo di sanpietrini (si tratta di Via Arrigoni ma non c'è il cartello con il nome) all'inizio della quale i segnavia indicano con la Via del Bitto: Bocchetta di Trona a ore 5, Morbegno a ore 10; con la Dorsale Orobica Lecchese: Alpe Foppabona a ore 3.30, Rifugio Grassi a ore 4.

Lasciamo poi a sinistra Piazza Antoniani dove ai piedi di una torre troviamo una vecchia fontana con vasca sopra alla quale c'è un affresco raffigurante la Battaglia di Introbio del 1300. Proseguiamo diritto in leggera salita con la stretta Via Fumagalli.
Alla sinistra troviamo un affresco raffigurante da Deposizione dalla Croce. Qui la strada diventa Via per Biandino e i sanpietrini lasciano il posto all'asfalto.
Più avanti un cartello indica la Val Biandino.
La strada si biforca e lasciamo a sinistra Via del Castello.
In salita percorriamo una curva a sinistra. Su due pali in cemento vediamo il segnavia 40 a bandierina.

Di fronte arriva Via al Ceppo. Giriamo a destra e subito a sinistra e troviamo dei segnavia che indicano: S. Uberto a ore 0.10, Rifugio Madonna della Neve a ore 3.15, Rifugio S. Rita a ore 4, Rifugio Buzzoni a ore 2.30. Un segnale stradale indica il divieto di transito ai veicoli. Passiamo su di una grata per lo scolo dell'acqua e prendiamo la mulattiera (m. 610).
Lasciate le ultime case del paese, camminiamo tra una rete metallica verde ed un muro.
Proseguiamo tra alberi di robinia.
Superiamo un tornante destrorso (m. 635).
All'esterno del successivo tornante sinistrorso scorre un ruscelletto. In questo punto sul lato a valle non ci sono alberi e possiamo vedere la Grigna e i tetti di Introbio.

Poco dopo troviamo alla destra la cappella votiva dedicata a S. Uberto, protettore dei cacciatori, alla quale si accede con sette gradini. Nei pressi ci sono due panchine in legno (m. 660).
Subito entriamo nel bosco.
Arriviamo poi ad un incrocio caratterizzato dalla presenza di due vecchi cippi su uno dei quali è stata incisa la parola Biandino con le due enne a rovescio. I segnavia indicano a destra con il sentiero 25: Rifugio Buzzoni, Passo di Gandazzo a ore 2.15; a destra con il sentiero 27: Rifugio Grassi via Foppabona a ore 3; diritto con il sentiero 34: Rifugio Grassi Via Valbona a ore 3.30; diritto con il sentiero 40: Bocca di Biandino, Rifugio Grassi a ore 3.15. C'è anche un sentiero che scende a sinistra (m. 680). Continuiamo diritto con maggiore pendenza.

Troviamo alla destra un muretto di pietre a secco sormontato da una siepe oltre il quale più in alto vediamo una casa. Da una apertura nel muretto esce un rivolo che passa sotto alla mulattiera (m. 690).
Ora alla sinistra c'è una siepe.
Troviamo due cancelli, uno per parte (m. 700), e poi un altro alla destra. La pendenza diminuisce (m. 715).
Alla sinistra ci sono dei pali di legno e una rete. Alla destra in un tronco scavato vediamo la statua di una madonnina (m. 720).

Ignoriamo un sentiero chiuso da una sbarra che si stacca alla sinistra.
Percorriamo una curva a sinistra superando un ruscelletto che attraversa il cammino e rientriamo nel bosco.
Proseguiamo con una siepe alla sinistra e un muretto sormontato da filo spinato alla destra oltre il quale vediamo una vecchia cascina.
Troviamo due segnavia bianco rossi con il n. 40 e la scritta V.B (= Val Biandino).
Scavalchiamo un rivolo che scorre su di una base in cemento e ci immettiamo, per la prima volta, sulla strada descritta nel primo itinerario che in questo punto effettua una curva a sinistra molto ampia. I segnavia indicano dietro: Sant'Uberto a ore 0.10, Introbio a ore 0.20 (m. 730).

La strada in questo punto ha il fondo in cemento e procede in lieve salita. Ne dovremo percorrere un lungo pezzo fino ad arrivare al cosiddetto Primo Ponte, per ritrovare il sentiero con il quale proseguire.
(Rimando al primo itinerario per la descrizione dettagliata di questo tratto.)

Poi raggiungiamo lo slargo che precede il Primo Ponte. Alla destra riparte il sentiero 40 Via del Bitto (m. 850). Vari segnavia indicano a destra: Fonte S. Carlo a ore 0.30, Rifugio Tavecchia a ore 1.40, Biandino a ore 2, Rifugio S. Rita a ore 3.15, Rifugio Grassi; dietro: S. Uberto a ore 0.30, Introbio a ore 0.45.
Lasciamo la strada e prendiamo il sentiero che in leggera salita entra nel bosco.
Alla sinistra una staccionata in legno protegge verso valle dove scorre il torrente Troggia.

Poco dopo arriviamo ad un bivio; alcuni segnavia indicano a sinistra il sentiero 40 per la Val Biandino e a destra il sentiero 34 per il Passo del Camisolo e il Rifugio Grassi.
Andiamo a sinistra e attraversiamo il torrente con un piccolo ponte.
Incrociamo una sterrata e proseguiamo diritto con il sentiero che diventa più ripido.
Su un masso vediamo un segnavia bianco-rosso a bandierina accanto ad una targa che ricorda una persona perita nel torrente.
Dopo alcuni tornanti, percorriamo un lungo tratto meno ripido, poi continuiamo quasi in piano e usciamo dal bosco.

Riprendiamo a salire e ci immettiamo nuovamente sulla strada che arriva dalla sinistra e, in questo punto, ha il fondo in cemento (m. 1005). Un cartello indica verso destra la Fonte S. Carlo a ore 0.05, il Rifugio Tavecchia a ore 1.40, il Rifugio Biandino a ore 1.40, il Rifugio S. Rita a ore 3.00.
Seguiamo la strada passando per la Fonte S. Carlo (anche qui rimando per la descrizione di questo tratto al primo itinerario).

Più avanti alla sinistra riparte il sentiero 40 (m. 1075). I segnavia indicano verso sinistra: Baite alla Scala a ore 1, Rifugio Madonna della Neve a ore 1.45. Un cartello indica a sinistra: Val Biandino.
Prendiamo il sentiero che in leggera salita entra nel bosco e vediamo il segnavia 40 su un grosso blocco di cemento. Il Troggia scorre alla nostra destra un poco più in basso.
Un rivolo d'acqua scende dalla sinistra e allaga il sentiero.

Superiamo un torrente su un ponticello con delle reti di colore verde e poi, quasi in piano, raggiungiamo l'agriturismo La Baita (m. 1125 - tel. 347 5212186). Scendendo a destra è possibile riportarsi sulla strada con un ponticello sospeso sul torrente.
Continuiamo diritto in leggera salita nel bosco. Alla sinistra ci sono una croce in marmo e una costruzione in lamiera; alla destra una grande cuccia.
Più avanti, sulla destra ci sono delle protezioni realizzate con paletti di ferro che reggono due cavi metallici.
Dopo un breve tratto quasi in piano (m. 1150) continuiamo in leggera salita, senza alberi e seguendo i cavi dell'alta tensione.
Rientrati nel bosco (m. 1165) vediamo il segnavia VB (= Val Biandino) su di una pietra.
In salita raggiungiamo e superiamo una zona con delle pietre franate (m. 1175). Ne troveremo altre in seguito. Si tratta di vecchie frane e il sentiero e sempre ben sistemato.

Raggiungiamo un traliccio i cui cavi proseguono verso destra attraversando la valle. Qui il percorso è quasi pianeggiante (m. 1190).
Riprendiamo a salire e percorriamo un tratto tra gli alberi fino a raggiungere un'altra zona con dei massi franati (m. 1215). Alla destra, oltre il torrente, è ben visibile la strada che segue parallela.
Poco dopo superiamo un'altra frana e continuiamo in leggera salita (m. 1225).
Superiamo la quarta colata di massi (m. 1250) e ne raggiungiamo una quinta, più ampia delle precedenti (m. 1260). Anche qui, sull'altro lato è ben visibile la strada.
Poi la pendenza diminuisce. Passiamo sotto i cavi di una teleferica (m. 1280) e proseguiamo con pochissima pendenza.
In salita, superiamo un altro gruppo di pietre.
Percorriamo un tratto in leggera salita con una corta protezione in legno alla destra (m. 1310).
La pendenza aumenta. Lasciamo a destra due pietre appoggiate l'una all'altra a formare una piccola grotta.

Più avanti, un bollo e una freccia gialla indicano a sinistra una deviazione che, dopo 50 metri, conduce ad una grotta dove è stata posta una targa a memoria di due partigiani, i fratelli Guerino e Carletto Besana, uccisi da queste parti nell'ottobre del 1944 (m. 1315).

Al successivo bivio (m. 1330) andiamo a sinistra seguendo la scritta 40 Val Biandino tracciata su una grossa pietra.
Subito dopo, vediamo un quadretto con una immagine della Madonna, collocato sotto un grande masso alla sinistra.
Ora saliamo a zig-zag verso sinistra, allontanandoci un poco dal torrente.

Ad un bivio andiamo ancora a sinistra (m. 1355) seguendo l'indicazione Val Biandino. L'altro sentiero che prosegue diritto è chiuso con delle pietre.
Passiamo tra una grotta, dove c'è un quadretto simile al precedente, e una protezione verso valle (m. 1370).
Subito dopo guadiamo un ruscello. Generalmente basta appoggiare gli scarponi su alcune pietre affioranti per superarlo senza bagnarsi.
Continuiamo quasi in piano e usciamo dal bosco. Alla sinistra c'è un prato con un tavolo in legno e relative panche. Alla destra oltre il torrente vediamo alcuni tornanti della strada e la Baita Magni.

Poco più avanti, in un prato alla destra, ci sono le Baite alla Scala (m. 1379).
Dopo due passi in leggera discesa continuiamo in leggera salita sempre con vista alla destra sulla strada che scorre oltre il torrente.
Rientriamo nel bosco e troviamo un cartello che segnala il Rifugio Tavecchia a 10 minuti di cammino (m. 1420).
Superiamo un tratto rinforzato verso destra con un tronco steso a lato del sentiero e riprendiamo a salire. Alcune pietre fanno da gradino. Il bosco ora è più fitto.
Proseguiamo poi in leggera salita. Gli alberi ridiventano radi (m. 1460) e alla destra cominciamo a vedere il Cippo 55 Rosselli.
Dalla sinistra scende un torrente che passa sotto al sentiero. Alla destra invece ci sono delle protezioni realizzate con dei paletti che reggono tre cavi.

Raggiungiamo lo slargo dove sulla destra c'è il cippo, ovvero un piccolo obelisco, in posizione panoramica su un salto di roccia (m. 1470).
Quasi in piano superiamo un traliccio e poi ne seguiamo i cavi. Anche in questo punto ci sono delle protezioni sulla destra. Una scritta su una pietra indica il Rifugio Grassi con il sentiero 40 a ore 1.30 e il Rifugio Falc con il sentiero 48 a ore 2.30.
Cominciamo a vedere la bianca sagoma del Rifugio Valbiandino.

Dopo un tratto in piano con protezioni alla destra, sbuchiamo sulla strada che arriva dalla destra passando su di un ponte sul Troggia. I segnavia indicano: Bocca di Biandino; dietro: La Via del Bitto; Baite alla Scala a ore 0.15, Introbio a ore 2; diritto seguendo la strada: Rifugio Madonna delle Neve a 15 minuti.

Ora non ci resta che seguire la strada come già descritto nell'ultima parte del primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 3.10 - Dislivello: m. 1010
Data escursione: maggio 2016 e giugno 2005

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Lago di Sasso (m. 1922) in ore 1
  • al Rifugio Grassi (m. 1987)
  • al Rifugio Santa Rita (m. 2000) in ore 1
  • al Rifugio Casera Vecchia di Varrone (m. 1675)
  • al Rifugio FALC (m. 2120)
  • al Pizzo Varrone (m. 2325)
  • al Pizzo dei Tre Signori (m. 2553)





Dati del Rifugio Madonna della Neve

Altezza:
m. 1595
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Val Biandino
Comune:
Introbio - LC
Carta Kompass:
105 B4
Coordinate Geo:
46°01'17.20"N
9°29'11.50"E
Gestore:
Antonio Brini
Telefono gestore:
347 5433383
Telefono rifugio:
0341 981050
Posti letto:
25
Apertura:
attualmente chiuso
Pagina aggiornata
il: 26/05/2016
Il Rifugio Madonna della Neve Il divieto allˈinizio della strada Passiamo sotto a dei tubi Il ponticello che attraversa il torrente verso lˈagriturismo La Baita Piero Magni La santella dopo la Baita Magni Una cascata originata da un salto del Troggia La variante del Belvedere della Cascata Fontana con affresco raffigurante la Battaglia di Introbio del 1300 La Torre a Introbio Veduta sulla Grigna e su Introbio La cappellina di S. Uberto Vecchi cippi segnavia Agriturismo La Baita Le Baite alla Scala Il cippo dedicato alla 55a Brigata F.lli Rosselli La Cappella alla Bocca di Biandino ... contenente alcuni affreschi La Val Biandino verso il rifugio Dipinto nella chiesetta La croce dietro alla chiesetta

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