Rifugio La Canua

Il Rifugio La Canua è situato sul versante orientale del M. Bregagno, poco a sud dell'Alpe Sumero.
Collocato di fronte al Legnone e il Legnoncino, gode di una splendida vista panoramica sul Lago di Como e il Pian di Spagna.
Il rifugio è una grande struttura a tre piani ed è stato ottenuto recuperando il vecchio edificio nel quale veniva conservato il latte per la lavorazione.
Nel Rifugio La Canua svolgono la loro attività di volontariato gli appartenenti all'Operazione Mato Grosso, un movimento di volontari che dal 1967 lavorano gratuitamente in favore dei poveri di Perù, Brasile, Ecuador e Bolivia. Il ricavato della gestione del rifugio viene interamente devoluto per le loro necessità. Nello specifico, gli introiti del Rifugio La Canua vengono devoluti alla Casa degli ammalati in Goiania, Brasile, una casa di accoglienza che serve sia gli ammalati che devono essere ricoverati all'ospedale, sia i parenti che li accompagnano.

Primo itinerario: da Samaino/Piazzucco
La strada che collega Samaino a Piazzucco è agro-silvo-pastorale e, volendo, è percorribile con un fuoristrada previo pagamento di un pedaggio di 5 euro (giornaliero ma valevole fino alle ore 20 del giorno successivo a quello del rilascio) e la compilazione di un formulario con i dati del conducente (compreso il codice fiscale).
Il pagamento si può effettuare presso gli Uffici Comunali (lunedì-sabato 8.30-12) oppure presso il Bar S. Vito situato all'incrocio tra la statale 340dir e la provinciale 6; il Bar S. Michele vicino al comune in una piazzetta con fontana; e il negozio alimentari Alex Pelizzari (negli orari di apertura di queste attività).

Da Como percorriamo la statale 340 Regina fino a Menaggio e successivamente la 340dir costeggiando la sponda occidentale del lago.
Venendo invece da Lecco o da Milano conviene utilizzare la statale 36 fino a Colico indi retrocedere sull'altra sponda del Lago di Como con la statale 340dir.
In entrambi i casi arriviamo a S. Vito dove al km. 9.8 della ss 340dir, accanto al Bar S. Vito, imbocchiamo la provinciale 6.
Saliamo con alcuni tornanti e superiamo le frazioni di: Ghiano, Posgnano e Cantone dove giriamo a destra seguendo l'indicazione "ai monti".
Dopo Somano troviamo due bivi e in entrambi i casi continuiamo seguendo la stessa indicazione.
Superata anche la frazione di Cadreglio, arriviamo a Samaino dove possiamo lasciare la macchina in un parcheggio con sette posti alla sinistra della strada oppure proseguire per qualche centinaio di metri fino ad un tornante sinistrorso dove un evidente cartello segnala il divieto di transito a coloro che non sono dotati dell'apposito permesso. Poco prima del tornante c'è la possibilità di parcheggiare alcune vetture sul lato destro della strada (m. 410).

Lasciata la macchina ci incamminiamo in leggera salita lungo la strada asfaltata che ora è più stretta.
Passiamo accanto ad alcuni orti. Poi alla destra ci accompagna un muro mentre alla sinistra possiamo vedere il lago.
La pendenza aumenta. Troviamo una grata per lo scolo dell'acqua; altre ne troveremo in seguito. Nel muro alla destra salgono alcuni scalini.
Entriamo nel bosco (m. 430).
Vediamo altri scalini nel muro, che poco più avanti termina (m. 445).
Ora alla destra c'è una recinzione oltre la quale pascolano delle pecore. A sinistra l'assenza di alberi permette la vista del lago. Anche alla sinistra c'è una breve recinzione.
Proseguiamo in leggera salita tra gli alberi.
Troviamo un'altra corta recinzione alla sinistra poco prima di una semicurva verso destra.
In alto vediamo degli orti. Percorriamo un'ampia curva verso sinistra all'esterno della quale una stradina con il fondo in cemento chiusa da una sbarra sale verso una proprietà privata (m. 480).
Riprendiamo a salire nel bosco. Alla destra ci accompagna un muretto in cemento.
Prima di arrivare ad una curva a sinistra, dalla destra scende un piccolo ripido torrente che però troviamo in secca.
Poco dopo un altro piccolo corso d'acqua attraversa la strada passandole sotto.

Alla destra vediamo delle reti utilizzate come gabbie per contenere delle pietre il cui scopo è di evitare un possibile smottamento del terreno (m. 500).
Percorriamo una curva a sinistra. Tra gli alberi alla sinistra, in alcuni punti riusciamo ad intravedere il lago.
Un rivolo passa sotto alla strada in un tubo.
Poco dopo alla destra troviamo un casello dell'acquedotto (m. 530).
Un altro torrentello attraversa la strada passandole sotto in un tubo.
Percorriamo un tornante destrorso. Alla sinistra ci sono delle protezioni dapprima in metallo e poi in legno (m. 550).
Ora il muretto è alla sinistra vale a dire, come sempre, sul lato a monte.
Troviamo altri due torrenti che passano sotto alla strada; accanto al secondo, alla sinistra c'è una protezione in ferro lunga solo un metro.

Lasciamo a destra una casa in costruzione percorrendo un tratto con gli alberi solo alla sinistra (m. 570).
Poi torniamo nel bosco che in prevalenza è composto da castagni.
Con pochissima pendenza arriviamo ad un tornante sinistrorso all'esterno del quale c'è un traliccio mentre all'interno e subito dopo alla destra, ci sono delle roccette (m. 590).
Oltre al solito muretto alla destra, lato a monte, ce n'è anche uno alla sinistra che ben presto termina.
Poco dopo alla destra ci sono delle rocce.
Riprendiamo a salire. In questo punto alla sinistra l'asfalto è rattoppato con del cemento (m. 620).
Uno dopo l'altro troviamo altri tre rivoli che attraversano la strada mentre la pendenza aumenta un poco (m. 665).
Per un tratto il muretto alla destra è sostituito da un muro.
Percorriamo alcune semicurve mentre altri due torrenti passano sotto alla strada (m. 690).

Raggiungiamo un tornante destrorso all'esterno del quale c'è una proprietà privata recintata. In basso a sinistra e in alto a destra vediamo alcune baite (m. 695).
Poco dopo superiamo un tornante sinistrorso e passiamo sotto dei cavi.
Troviamo un altro rivolo che attraversa la strada passandole sotto e arriviamo ad un altro tornante destrorso dove ci sono alcune baite su una della quali leggiamo la scritta "Casa Muma" (m. 710).
Poco dopo alla destra ci sono delle protezioni di legno. Ripassiamo sotto ai cavi.
Alla sinistra sale una gradinata che conduce alla casa più in alto. Proseguiamo con il basso muretto alla sinistra.

Percorriamo un tornante sinistrorso. Il muretto è sempre sul lato a monte; qui è a destra (m. 735).
Alla sinistra ci sono una siepe e una recinzione in legno con due cancelletti oltre i quali vediamo una baita.
Superamo un altro tornante destrorso. Ora alla destra ci accompagnano dei pali metallici che reggono un cavo. La pendenza aumenta.
Passiamo sotto dei cavi dell'alta tensione. A sinistra in alto vediamo una casa recintata con una rete verde e un cancello, a destra invece c'è una breve recinzione in legno (m. 765).

Superati altri due tornanti sinistra-destra, raggiungiamo alcune case di pregevole fattura che troviamo sulla sinistra all'interno di una recinzione in legno. Alla destra vediamo un tavolone di legno con relative panche in un boschetto di betulle. Un cartello informa che siamo in località: "Monti di Marte m. 800".
La pendenza diminuisce un poco. Aggirando le case percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale tra gli alberi intravediamo una parte del lago.
Subito dopo alla destra troviamo un casello dell'acquedotto. Ora è alla sinistra che riusciamo a vedere il lago tra gli alberi. Al lato destro della strada ci accompagnano dei pali che reggono un cavo.
Passiamo sotto tre cavi dell'alta tensione. La pendenza ora è minima.
Terminata la serie di pali, alla destra troviamo dapprima un manufatto in pietra dell'Enel e poi una parete di roccia. Subito dopo percorriamo una curva a destra.

In alto a destra vediamo una baita e un cartello informa che si tratta dello "Chalet Primlac". Oltre un cancelletto vediamo un sentiero che sale a raggiungerla. Alla sinistra invece c'è una protezione di legno (m. 830).
Proseguiamo tra gli alberi. Da una roccia alla destra scende un rivolo che poi passa sotto alla strada.
Percorriamo una ampia curva a sinistra terminata la quale, è un piccolo torrente ad attraversare la strada passandole sotto.
Continuiamo con una ampia curva a destra, rinforzata con un muro formato da grosse pietre, dove ignoriamo un sentiero che scende a sinistra verso una baita (840).

Percorriamo una curva a sinistra passando su di un ponte con le sponde in metallo con il quale attraversiamo un torrente. Anche qui alla sinistra riusciamo a intravedere il lago (m. 845).
Alla destra troviamo delle reti contenenti delle pietre a scopo di prevenire possibili smottamenti.
Subito dopo percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale vediamo un torrente. A fianco del torrente parte un sentiero. Al termine del tornante scorrendo su delle roccette scende un rivolo (m. 855).
Alla destra oltre il lago vediamo il Legnone.
Presso una curva a destra troviamo un rivolo che scende da una roccia alla sinistra e poi passa sotto alla strada.
Presso la successiva curva a sinistra, una rete nera impedisce la caduta di sassi sulla strada.

La strada diventa sterrata (m. 870).
Poco più avanti dalla sinistra scende un rivolo. In questo punto troviamo anche un vecchio scavatore abbandonato.
Percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale un po' lontano vediamo delle vecchie baite. Un segnale stradale indica il divieto di sosta (m. 895).
Lasciamo a sinistra, sotto gli alberi, due vecchi ruderi.
Dalla roccia alla destra scende un rivolo; qui come per altri che vedremo in seguito, la zona attorno è recintata con pali di legno (m. 910).
Proseguiamo in salita. Troviamo altri due rivoli che scendono dalla destra anch'essi sbarrati.
Qui la strada è attraversata in diagonale da un profondo solco; è il punto meno agevole per chi decidesse di salire in fuoristrada (m. 925).
Lasciato a destra un altro rivolo identico ai precedenti, percorriamo un tornante destrorso e passiamo a valle di due vecchie baite.

Il fondo diventa in cemento (m. 940).
Lasciato alla sinistra un altro rivolo circondato da protezioni in legno, percorriamo un lungo tratto con una bassa parete di rocce alla sinistra.
Raggiungiamo un tornante sinistrorso completamente scavato tra la roccia. Alla destra c'è una protezione in ferro e una bella veduta del lago (m. 955).

Dopo il tornante la strada ridiventa sterrata e procede in leggera salita. In alto a destra vediamo una fila di baite.
Percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale c' è un muro di pietre.
Dalla sinistra scende un rivolo chiuso dal solito sbarramento. La pendenza aumenta.
Ora siamo circondati da prati e pochi alberi. Dietro cominciamo a vedere il M. Bregagno.
Poi torniamo tra gli alberi che in prevalenza sono betulle e castagni (m. 995). Di tanto in tanto alla destra vediamo alcuni scorci del lago.
Passiamo sotto tre cavi dell'alta tensione; alla destra c'è il traliccio.
Alla destra troviamo un cancello e l'inizio di una recinzione realizzata con dei pali di legno e una rete metallica. In alto a sinistra invece, all'ombra di alcuni alberi, vediamo una casa recintata e una bandiera. In basso a sinistra a bordo della strada, alcuni paletti reggono una rete nera allo scopo di trattenere cadute di materiale sulla strada.

Proseguiamo dapprima con un bosco di betulle e poi un prato, entrambi alla sinistra (m. 1010).
Un altro rivolo con protezioni scende dalla sinistra e passa sotto alla strada.
Troviamo poi una casa alla sinistra mentre dall'altra parte vediamo il Legnone e il Legnoncino. Tra le betulle percorriamo una curva alla sinistra e subito dopo ignoriamo un sentiero che sale alla casa (m. 1025).
Continuiamo con poca pendenza verso il Bregagno e una baita in fondo che non raggiungeremo. In basso a destra vediamo altre due baite e il lago.
Percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale c'è un muro di pietre (m. 1040).
Superato un ampio tornante destrorso continuiamo tra prati e betulle.
Incrociamo un sentiero che con pochissima pendenza sale da sinistra e prosegue sull'altro lato, poco evidente tra i prati (m. 1055).
Poco dopo lasciamo a destra un altro sentiero, più marcato del precedente, all'inizio del quale un segnale stradale indica il divieto di transito ai motocicli.

Alla sinistra vediamo un grande prato nel quale ci sono una fontana con vasca e, più avanti, una cascina.
Ad un bivio andiamo a destra in salita (m. 1065).
Superiamo una stanga che troviamo alzata.
Poco più avanti percorriamo un tratto con il fondo in cemento (m. 1070).
Ora le betulle sono rade e possiamo vedere un bel panorama sul lago.
Per due volte passiamo sotto i tre cavi dell'alta tensione nei pressi di un tornante destrorso alla cui sinistra ci sono delle protezioni in metallo. Davanti vediamo alcune baite.
Dopo il tornante percorriamo un altro tratto con il fondo in cemento fino al punto in cui troviamo un sentiero che attraversa la strada. Da qui continuiamo su sterrato (m. 1095).
Una apertura nel bosco di betulle consente una bella veduta dell'Alto Lario e del Pian di Spagna.
Con delle protezioni alla destra percorriamo un tornante sinistrorso ignorando un largo sentiero che prosegue diritto (m. 1115).
Percorriamo un altro tratto con il fondo in cemento mentre alla destra c'è una parete di roccia. Proseguiamo poi su sterrato.

Troviamo un sentiero che si stacca verso destra (m. 1130). Un cartello indica in quella direzione: "Rifugio La Canua mt 1520 s.l.m. ore 01.15".
Prendiamo questo sentiero in salita e poco più avanti sulla sinistra troviamo una bacheca in legno con tettuccio appesa alla quale c'è una cartina della zona. Vediamo un segnavia a bandierina con il n. 3.
Raggiungiamo poi la chiesa di San Domenico situata in bella posizione panoramica (m. 1140). Appesa alla facciata sul lato destro c'è una piccola campana. Una targhetta indica l'altezza del luogo in m. 1115.
Qui il sentiero piega a sinistra e prosegue con poca pendenza alla destra di un bosco di betulle. Davanti vediamo Piazzucco e il Bregagno.
In salita raggiungiamo le baite del piccolo abitato (m. 1160) all'inizio del quale sulla sinistra leggiamo una targhetta su di un cassottello: "Piazzucco m. 1130".
Ci addentriamo tra le baite e raggiungiamo una fontana la cui acqua cade in un tronco scavato.
Visitata la piccola frazione, a monte delle case si spostiamo verso sinistra e ci riportiamo sulla sterrata che seguiamo verso destra per un breve tratto fino al punto in cui termina nei pressi di alcune case (m. 1180).

Non essendoci indicazioni, dei due sentieri paralleli che proseguono davanti a noi, prendiamo a caso quello a sinistra.
Più avanti tra l'erba di un prato troviamo un masso con dipinta una bandierina che essendo esattamente a metà tra i due sentieri non indica quale dobbiamo prendere.
Anche qui a caso prendiamo quello che gira a sinistra che sembra più evidente, lasciando l'altro che segue una recinzione con paletti di legno e una rete a maglie larghe (m. 1195).
Entriamo in un bosco e tra betulle e felci saliamo in modo abbastanza ripido fino a sbucare in un prato che attraversiamo quasi in piano verso una cascina (m. 1215).
Dietro all'edificio, verso destra, vediamo più in alto un cartello, identico a quello collocato all'inizio del sentiero, che indica il rifugio verso destra. Pertanto saliamo tra l'erba e lo raggiungiamo.
Proseguiamo verso destra con un sentiero che costeggia una recinzione realizzata con paletti di legno e una rete a maglie larghe, oltre la quale vediamo alcuni baitelli.
Terminata la recinzione proseguiamo in salita.

Poi la pendenza aumenta e tra rade betulle arriviamo ad un incrocio di sentieri dove sulla destra troviamo un baitello di pietra che ha per tetto una gettata di cemento (m. 1255). Ignoriamo il sentiero che scende a destra ed un altro a sinistra che conduce verso il cancello di una casa.
Proseguiamo diritto quasi in piano e arriviamo ad un bivio dove un bollo a bandierina su di una pietra sembrerebbe indicare il sentiero a destra.
Lo seguiamo con poca pendenza ed entriamo in un bosco di betulle.
In salita arriviamo al termine del bosco e proseguiamo tra erba e cespugli su di un sentiero inerbito. Attorno ci sono alcuni alberi a qualche metro di distanza e dietro vediamo il Legnone. Ci rendiamo conto che i bolli sono spariti e che pertanto era opportuno seguire l'altro sentiero.
Comunque proseguendo percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1285) presso il quale in basso a destra vediamo una casa all'ombra di alcuni alberi. Poi in salita seguendo delle tracce tra l'erba ci riportiamo sul percorso principale che in questo punto scorre alla destra di un boschetto di betulle. I bolli tornano subito ad essere abbondanti (m. 1305).
Oltre ai bolli c'è anche un cerchietto rosso. In basso a destra vediamo ancora la casa tra gli alberi.
Percorriamo un tornante sinistrorso.

Terminati gli alberi, saliamo ripidamente seguendo delle tracce tra l'erba (m. 1325). Quasi su ogni masso che incontriamo vediamo una bandierina rosso-bianco-rossa. Il panorama ormai abbraccia tutto il ramo settentrionale del Lago di Como e le cime circostanti.
Passiamo accanto ad un grande ometto che lasciamo a destra (m. 1355).
Il sentiero si divide in due tracce parallele che più avanti si riuniscono (m. 1375). Da questo punto i bolli stranamente spariscono.

Seguendo il sentiero continuiamo ripidamente e lasciamo a destra un masso più grande dei precedenti (m. 1400).
Ora siamo attorniati da piccoli cespugli. Una diecina di metri verso destra vediamo un sorbo degli uccellatori (m. 1420).
Dopo pochi passi quasi in piano torniamo a salire con minore pendenza (m. 1430).

A questo punto potremmo proseguire diritto tra l'erba, ancora in modo ripido. Il rifugio infatti è davanti a noi anche se per il momento non è visibile. Ma non essendoci indicazioni, preferiamo seguire un evidente sentiero quasi in piano che si stacca verso destra.
Lasciamo poi alla destra una malconcia vasca abbeveratoio in cemento e percorriamo una curva a sinistra (m. 1445).
In lontananza, alla sinistra di un ruscello che scende incanalato artificialmente tra due file di reti contenenti delle pietre, vediamo su di un masso una bandierina rosso-bianco-rossa. Proseguiamo pertanto in quella direzione.
Con pochi passi in discesa, ci portiamo poi su di un altro sentiero più evidente.
Guadiamo verso destra un piccolo ruscello e poi in salita passiamo accanto al masso con la bandierina che avevamo precedentemente notato.

Giunti in cima, su di una pietra vediamo una freccia bianco-rossa che punta a sinistra (m. 1455). Guardando da quella parte cominciamo a vedere il rifugio riconoscibile anche dalla bandiera.
Lasciamo pertanto il sentiero che prosegue verso l'Alpe Sumero visibile davanti in lontananza e, volgendo le spalle al ruscello, saliamo a sinistra nei prati.
Ci teniamo sul margine di un valloncello nel quale scorre il piccolo ruscello che avevamo precedentemente guadato. Davanti verso le stalle dell'alpeggio vediamo diverse capre al pascolo.
Seguendo un piccolo sentiero che si abbassa nel valloncello, con pochi passi in discesa raggiungiamo il ruscello e lo scavalchiamo (m. 1475).
In leggera salita risaliamo l'altra sponda camminando tra i cespugli.
Con un piccolo sentiero, quasi in piano, seguiamo un rivolo tra l'erba. In questo punto del rifugio vediamo solo la bandiera (m. 1480).
Ora saliamo a vista tra l'erba inizialmente in modo abbastanza ripido e poi con minore pendenza.
Passiamo accanto ad una grande vasca abbeveratoio in cemento e arriviamo al rifugio.

Da Samaino (inizio strada a.s.p.): Tempo impiegato ore 3.20 - Dislivello: m. 1100
Da Piazzucco (fine strada a.s.p.): Tempo impiegato ore 0.50 - Dislivello: m. 330
Data escursione: ottobre 2012
 
Secondo itinerario: da Montuglio
Lasciamo la statale 340dir al km. 6.4, a San Siro (tra Menaggio e Dongo), per prendere Via Santina Barelli, la strada alla destra della chiesa, inizialmente acciottolata e poi asfaltata.
Dobbiamo salire con vari tornanti, seguendo sempre le indicazioni "per i monti". Impiegheremo circa mezzora per arrivare al parcheggio di Montuglio.

Ignoriamo la deviazione per Mastena.
Superiamo varie località ben segnalate: Marena, Roncate, Soriano, Lucena (qui un segnavia in legno indica a destra La Canua), Gallio, Noledo e Treccione.
Poi nei pressi di una cappellina, lasciamo questa strada per imboccarne, con un tornante destrorso, un'altra più stretta, seguendo le indicazioni su di un cartello "ai monti", Monte Galla e la scritta Canua su di una parete rocciosa.
In seguito troviamo due biforcazioni ed in entrambi i casi andiamo a sinistra ignorando le strade che a destra conducono a Maso e a Camnasco.
Attraversiamo il vecchio borgo di Cavarzo con le case tutte di pietra.
Lasciamo poi a sinistra la deviazione per M. Treccione.
Al successivo bivio le scritte indicano a sinistra Monti Bocciarino e a destra Rescascia. Andiamo a destra.
Poco dopo la strada diventa sterrata e subito parcheggiamo in uno slargo. Siamo in località Montuglio (m. 1140).

Un cartello segnala con un sentiero alla sinistra: Monte Bregagno a ore 2.30, Monte Grona a ore 1.45, Rifugio Menaggio a ore 1.45, Alpe Nesdale a ore 1.30, Sant'Amate a ore 1.15, Alpe Rescascia a ore 0.45; un altro indica, seguendo la sterrata, il Rifugio La Canua a ore 1.30.
Prendiamo la sterrata che inizia con poca pendenza tra alcuni alberi e molte ginestre.
Poi in salita raggiungiamo un cartello di divieto di transito ai veicoli e una sbarra di colore giallo (m. 1155).
Percorriamo un tornante sinistrorso e proseguiamo attorniati da vari cespugli di more e lamponi, da felci e da ginestre (m. 1160).
Incrociamo un sentiero (m. 1185).
Lasciato a destra un piccolo slargo (m. 1205), proseguiamo con un lungo tratto tra prati, betulle e cespugli.
Percorriamo una ampia curva verso destra (m. 1250).

Presso un tornante destrorso, davanti in alto, vediamo l'Alpe Rescascia ancora lontana (m. 1280).
Troviamo poi alla destra, all'interno di una staccionata di legno, una stazione di rilevamento meteorologico, idrologico e nivologico dell'Arpa.
Pochi passi prima del successivo tornante sinistrorso, dalla destra arriva il vecchio sentiero marcato con un bollo rosso (m. 1300).
Dopo una curva a destra la pendenza diminuisce un poco (m. 1310).
Lasciamo a destra un grande masso (m. 1320). La sterrata si snoda tra i prati.
Poi, camminando in leggera salita, alla sinistra rivediamo il vecchio sentiero e una vasca in cemento utilizzata per abbeverare gli animali.

Torniamo a salire e percorriamo un ampio tornante sinistrorso (m. 1335).
Poco dopo ne superiamo un altro destrorso (m. 1350) e, più avanti torniamo a camminare in leggera salita.
Dopo il successivo tornante sinistrorso (m. 1370), proseguiamo alternando alcuni tratti in salita ad altri con poca pendenza e percorrendo due curve destrorse.
Nel prato alla sinistra vediamo un'altra vasca abbeveratoio.

Con bella vista panoramica sul lago, arriviamo all'Alpe Rescascia (m. 1420). Alla sinistra ci sono le quattro baite e la lunga pensana per il ricovero degli animali. Ignoriamo la stradina che scende a sinistra verso l'alpeggio come pure un sentiero che sale a destra.
Pochi passi più avanti lasciamo la sterrata, che prosegue verso Sant'Amate, per prendere un sentiero che si stacca alla destra all'inizio del quale i segnavia indicano: Rifugio Canua a ore 0.40, Alpe Sumero a ore 0.50, Palù a ore 1.40.
Dopo un tratto in salita ed un altro con poca pendenza, torniamo a salire circondati da molte ginestre e qualche betulla.
Il sentiero si divide e poco dopo si ricompone (m. 1440).
La pendenza aumenta (m. 1455).
Il sentiero si sdoppia (m. 1470). Scegliamo di andare a destra, quasi in piano tra prati e cespugli, e troviamo un cartello che indica il Rifugio La Canua. Poi l'altro sentiero rientra. Alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri in leggera salita.

Da questo punto, alla destra, una bella veduta panoramica sul Lago di Como e sui monti circostanti ci accompagnerà lungo il cammino.
Dopo un tornante sinistrorso continuiamo a mezza costa tra erba e cespugli.
Quasi in piano percorriamo un'ampia curva a destra.
Giriamo nuovamente a destra assecondando un'ansa della montagna.
Dopo un tratto in salita torniamo a camminare quasi in piano.

Percorriamo un tratto in lievissima discesa durante il quale scavalchiamo il tronco di una giovane betulla che sbuca dal terreno alla sinistra del sentiero, vi si adagia sopra e poi si alza alla destra (m. 1480).
Proseguiamo in leggera salita attorniati da alberelli alla sinistra e cespugli alla destra.

Un altro sentiero sale e si immette dalla destra.
Continuiamo quasi in piano.
Giriamo a sinistra.
Dopo alcuni saliscendi percorriamo una curva verso destra (m. 1505).
Superiamo un tratto quasi in piano.
In discesa percorriamo una curva a sinistra.

Quasi in piano, presso una curva a destra, guadiamo un ruscello.
Il lungo tratto a mezza costa è terminato e i pendii prativi alla destra ora scendono in modo più dolce.
Percorriamo poi un altro tratto a mezza costa con alcuni saliscendi.
Il sentiero si biforca e andiamo a sinistra in salita (m. 1500).
Lasciamo a destra un orticello recintato e arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.10 - Dislivello: m. 395 -25
Data escursione: settembre 2015
 
Terzo itinerario: da Montuglio passando per Sant'Amate
Come descritto nel precedente itinerario, con bella vista panoramica sul lago, arriviamo all'Alpe Rescascia (m. 1420).
Pochi passi più avanti ignoriamo il sentiero che si stacca alla destra (quello già descritto nel precedente itinerario) all'inizio del quale i segnavia indicano: Rifugio Canua a ore 0.40, Alpe Sumero a ore 0.50, Palù a ore 1.40.
Proseguiamo diritto seguendo la sterrata, scavata nel terreno come appare chiaramente dalla parete di terra che ci accompagna sul lato a monte. Sul lato a valle invece abbiamo una bella vista panoramica sul sottostante Lago di Como e sulla cime che gli fanno da contorno, tra le quali spiccano il Legnone e le Grigne.

Alterniamo due tratti con poca pendenza ad uno in salita.
Poi quasi in piano, presso una curva a sinistra guadiamo un torrente. Gli alberi ormai sono terminati e camminiamo circondati da prati e cespugli (m. 1445).
Riprendiamo a salire. Percorriamo una curva a destra.
Proseguiamo con minore pendenza e presso una curva a sinistra guadiamo un altro torrente (m. 1455).
Torniamo a salire. Percorriamo una curva a destra (m. 1465).
Proseguiamo con varie semicurve e, uno dopo l'altro, superiamo tre rivoli che attraversano la strada passandole sotto in un tubo (m. 1490).
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire.
Troviamo uno slargo nei pressi di una curva a destra (m. 1525).
Percorriamo un tornante destrorso (m. 1560).

Lasciamo la sterrata presso una curva a sinistra dove un ometto invita a imboccare un sentiero che sale a sinistra tra erba e arbusti (m. 1580).
Percorriamo un tratto quasi in piano e torniamo a salire. Troviamo dei bolli di colore giallo e rosso.
La pendenza diventa abbastanza ripida. Superiamo un tratto incassato tra le rocce (m. 1605).

Più avanti la salita termina di fronte al lato destro della chiesetta di Sant'Amate e accanto ad una palina con vari segnavia che indicano: Sant'Amate (m. 1623); con il primo sentiero a sinistra: Monti di Breglia a ore 1.10, Breglia a ore 1.40 (vedi il successivo itinerario); con il secondo sentiero a sinistra: Monte Grona a ore 0.40, Loc. Forcoletta a ore 1.15, Rifugio Menaggio a ore 0.30; davanti: Alpe Nesdale a ore 0.30, Alpe Bellarona a ore 1.40, Alpe Leveja a ore 2.10; con il sentiero alla destra della chiesa: AVL, Monte Bregagno a ore 1.50, Rifugio Sommafiume a ore 7, Rifugio Il Giovo a ore 8.30.
La chiesetta risale al 1600 e sulla facciata ha un portico parzialmente chiuso. Ne approfittiamo per sostare un attimo al riparo dal vento.

Riprendiamo il cammino con il sentiero che si dirige verso il Bregagno. Seguiamo i bolli bianco rossi, camminando tra l'erba, e saliamo fino ad un pianoro dove arriva e termina la sterrata (m. 1650).
Attraversato il pianoro, proseguiamo in leggera salita.
Prima che la pendenza aumenti, arrivati ad un picchetto, lasciamo questo sentiero per prenderne un altro poco visibile che, quasi in piano tra l'erba, si stacca alla destra.
Più avanti la traccia diventa più marcata.

Percorriamo un lungo tratto a mezza costa. In alcuni punti in pendio alla destra scende ripidamente. Bello il panorama con vista sul Lario, sul Legnone, le Grigne e, in lontananza, sul Cornizzolo e i Corni di Canzo.
In basso vediamo due caselli di un acquedotto e, più sotto, l'Alpe Rescascia. Poco dopo vediamo un altro casello.
Percorriamo una semicurva a sinistra.
Con pochi passi in discesa raggiungiamo un ruscello e, dopo averlo scavalcato, proseguiamo quasi in piano (m. 1660).
Dopo un tratto con pochissima pendenza torniamo a camminare quasi in piano.

Percorriamo una curva a sinistra, oltre la quale cominciamo a vedere la parte alta del lago.
Dopo pochi passi in salita su fondo roccioso, iniziamo a scendere.
Alterniamo tratti quasi in piano ad altri in leggera discesa, con un ripido pendio alla destra.
Dopo un tratto in discesa ne percorriamo un altro quasi in piano (m. 1630).
Torniamo a scendere alternando due tratti in leggera discesa ad uno con maggiore pendenza. Cominciamo a vedere il tetto del rifugio e la grande vasca abbeveratoio situata davanti alla sua facciata (m. 1585).
Poi lasciamo il sentiero e scendiamo a destra, seguendo pallide tracce tra l'erba, fino ad arrivare sul retro del rifugio.

Tempo impiegato: ore 2 - Dislivello: m. 520 -150
Data escursione: maggio 2014
 
Quarto itinerario: da Breglia
Con la statale 340 Regina seguiamo il Lago di Como fino a Menaggio. All'uscita dalla galleria, seguendo le indicazioni per Plesio, deviamo due volte a sinistra e imbocchiamo la provinciale 7.
A Plesio prendiamo la strada sulla sinistra che sale a Breglia. Qua giunti (m. 750) abbiamo due possibilità: proseguire in auto fino ai Monti di Breglia e oltre (m. 1090), oppure parcheggiare e fare l'intero percorso a piedi sfruttando alcune scorciatoie che tagliano i tornanti, come di seguito descritto.

Lasciati a destra il cimitero e poi a sinistra la strada che sale ai Monti di Breglia e la chiesa, raggiungiamo un grande parcheggio.
A piedi, torniamo indietro e imbocchiamo Via ai Monti di Breglia all'inizio della quale un cartello indica: Monti di Breglia a ore 0.30, Rifugio CAI a ore 1.30, Monte Grona a ore 2, Bregagno a ore 3. Poco dopo un altro cartello indica il Rifugio Menaggio. La strada è asfaltata e sale tra le case con alcuni tornanti.

All'interno del terzo tornante c'è una fontana con una grande vasca in pietra. Accanto ci sono un tavolo e relative panche, anch'essi di pietra. Una grata per lo scolo dell'acqua attraversa la strada (m. 780).
Subito dopo, sulla destra, prendiamo un sentiero segnalato da un cartello che recita: "Ai Monti. Rifugio".
La pendenza aumenta. Alla sinistra troviamo un piccolo casello dell'acquedotto. Entriamo in un bosco (m. 790).
Superiamo un piccolo avvallamento camminando su un terrapieno e, con poca pendenza, arriviamo ad una curva a sinistra oltre la quale torniamo a salire.

Raggiungiamo la strada asfaltata e la attraversiamo (m. 815).
Seguendo il segnavia 3 barrato che indica il Sentiero delle 4 Valli, prendiamo sulla sinistra una stradina sterrata che conduce verso una casa bianca, davanti al cancello della quale giriamo a destra e proseguiamo con un sentiero indicato da una freccia rossa.
Passiamo accanto ad un traliccio dell'altra tensione.
Subito dopo c'è un bivio e andiamo a destra ignorando l'altro sentiero contrassegnato dal segnavia 3 barrato.
Lasciamo a sinistra una cabina recintata e iniziamo a salire in modo abbastanza ripido (m. 830).
Superiamo due curve: sinistra-destra.

Ritroviamo la strada nel punto in cui questa compie un tornante destrorso. Alla sinistra ci sono un cassottello verde recintato e la partenza di una teleferica (m. 865).
Ignoriamo un ampio sentiero che si stacca alla sinistra e, seguendo le indicazioni, proseguiamo sull'asfalto, in leggera salita. Alla destra c'è un muretto; alla sinistra invece si alternano tratti di muretto e di muro. Alla destra cominciamo a vedere il Lago di Como.
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua e percorriamo una curva a sinistra.
Proseguiamo con alcune semicurve.

Lasciamo poi la strada per prendere un sentiero, indicato da un bollo bianco-rosso, che sale a sinistra tagliando un tornante.
Passiamo accanto a due case, una delle quali ha un camino all'aperto. Alla destra ci sono un corrimano di legno ed un cartello che indica il Rifugio Menaggio (m. 905).
Seguiamo tracce di sentiero in un prato e troviamo sulla sinistra una casa, di colore giallo, recintata con una rete e una siepe.

Ci immettiamo sulla strada asfaltata e la seguiamo per un breve tratto verso sinistra in leggera salita.
Subito dopo che un rivolo ha attraversato la strada passandole sotto, troviamo un cartello che indica il Rifugio Menaggio con un sentiero che si stacca verso destra (m. 925).
Saliamo alcuni gradini e poi lasciamo a destra un muretto a secco.

Il sentiero si divide e andiamo a sinistra come indicato dai bolli.
Arriviamo ad un rudere e lo aggiriamo lasciandolo alla destra (m. 940).
Continuiamo in modo abbastanza ripido passando tra due case.
Dopo una curva a destra proseguiamo con poca pendenza (m. 965).
Presso una curva a sinistra, passiamo alla destra di una casa che ha due arcate al piano terra. Vediamo altre case sparse.
Ad un bivio possiamo andare a sinistra o continuare diritto e, in entrambi i casi, ci riportiamo sulla strada (m. 985).

Con poca pendenza, seguiamo l'asfalto verso destra. Da ambo i lati, troviamo degli slarghi chiusi da paletti che reggono una catenella.
In basso a destra vediamo, uno dopo l'altro, due baitelli. Bella la vista sul Lago di Como, sul Legnone e sulle Grigne.

Alla destra troviamo un'area pic-nic con tre tavoloni in legno e relative panche, una fontana con vasca in pietra e una bacheca con tettuccio (m. 1000).
Qui due sentieri si staccano a sinistra. Ignoriamo il primo, che inizia con poca pendenza e con una corta protezione da un lato, e prendiamo l'altro con il quale saliamo passando sopra ad una placca rocciosa. I segnavia indicano il Rifugio Menaggio a ore 1.20, il Monte Grona a ore 2.10 e la Ferrata CAO (EEA).
Con poca pendenza superiamo un rivolo poi torniamo a salire con delle serpentine.
Di fronte ad un vecchio baitello, sbuchiamo su di una sterrata che proviene dalla strada asfaltata. Un vecchio cartello di legno indica il rifugio verso sinistra (m. 1010).

Con il fondo acciottolato raggiungiamo alcune villette e, con due curve destra-sinistra, proseguiamo in salita tra due steccati di legno.
Prima di giungere al cartello che indica la località "La Gomba", un altro cartello indica sulla destra il sentiero per il rifugio (m. 1020). Prendiamo questo sentiero e saliamo con alcuni gradini alla destra di una staccionata.
In leggera salita entriamo in un bosco. Poco dopo la pendenza aumenta. Camminiamo tra betulle, alberelli e alcuni abeti.
Proseguiamo con poca pendenza fino ad un tornante destrorso presso il quale riprendiamo a salire (m. 1035).
Ora il bosco è composto in prevalenza da betulle. In basso alla sinistra vediamo alcune baite.
Il sentiero si divide in due tracce che, in leggera salita, dopo una diecina di metri in parallelo, si ricompongono (m. 1065).
Percorriamo una curva a destra e torniamo a salire (m. 1075).

Dopo un'altra curva a destra, raggiungiamo uno slargo con un tavolone e delle panche. Dalla destra arriva la strada che qui compie un tornante destrorso presso il quale, terminato l'asfalto prosegue con uno sterrato in cattive condizioni. Chi è arrivato fin qui in auto ora deve parcheggiare (m. 1090).
Prendiamo un ampio sentiero che sale alla sinistra della sterrata. I segnavia indicano davanti: Loc. S. Amate a ore 1.20, Alpe Nesdale a ore 1.50, Monte Bregagno a ore 3.10, Rifugio Menaggio a ore 1, Monte Grona a ore 2; dietro: Monti di Breglia a ore 0.05, Breglia a ore 0.30.
Troviamo due betulle nel bel mezzo del cammino e percorriamo un tornante destrorso.
Dopo una curva a sinistra la pendenza aumenta (m. 1105).

Ci immettiamo sulla sterrata e con pochi passi verso sinistra raggiungiamo un bivio (m. 1125). I segnavia indicano
- diritto: Rifugio Menaggio con il Sentiero Basso a ore 0.45 e la Loc. Ponte a ore 1.10;
- a destra: Rifugio Menaggio con il Sentiero Alto a ore 0.50, Monte Grona a ore 1.50, Ferrata CAO (EEA), Loc. S. Amate a ore 1, Alpe Nesdale a ore 1.30, Monte Bregagno a ore 2.50;
- dietro: Monti di Breglia a ore 0.20, Breglia a ore 0.45.
Andiamo a destra.

Percorriamo un tratto incassato nel terreno circostante.
In mezzo al sentiero troviamo una betulla aggirabile da entrambi i lati e subito dopo percorriamo un tornante destrorso (m. 1135).
Presso il successivo tornante sinistrorso troviamo un'altra betulla in mezzo al sentiero. Poco dopo ne troviamo altre due.
Il sentiero si divide solo per aggirare una betulla; alla destra è incassato e su di una pietra vediamo un segnavia a bandierina. Subito dopo si ricompone (m. 1150).
Proseguiamo con un tornante destrorso subito seguito da uno sinistrorso presso il quale il sentiero di divide e si ricompone (m. 1170).
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra.

Ignoriamo due stradine che si staccano verso destra; la prima in discesa e la seconda in leggera salita (m. 1180).
Dopo un tornante destrorso, il sentiero torna a scomporti e ricomporsi.
Superiamo uno zig-zag sinistra-destra. La pendenza aumenta.
Per un breve tratto il sentiero scorre incassato nel terreno circostante (m. 1205).
Vediamo una pietra, con il segnavia a bandierina, nel mezzo del sentiero.
Aggiriamo una betulla sradicata e percorriamo un tornante sinistrorso.
Continuiamo con un tornante destrorso (m. 1215).

Per due volte il sentiero si divide solo per pochi passi. In entrambi i casi la traccia alla sinistra procede incassata nel terreno. Poi il sentiero si ricompone (m. 1225).
Dopo una curva a sinistra tagliabile con un sentierino, percorriamo un tornante destrorso (m. 1235).
Il sentiero si divide; alla sinistra è incassato mentre alla destra scorre più in alto; poi si ricompone. Poco dopo la scena si ripete (m. 1255).
Alla destra ci sono delle giovani betulle che non impediscono di vedere il panorama.
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1265).
Il sentiero si scompone in due tracce separate da un mucchietto di terra e poi si riunisce.
Percorriamo un tratto con poca pendenza e torniamo a salire.

Il sentiero si divide ancora ma la traccia alla destra non è percorribile in quanto invasa da cespugli. Subito si ricompone (m. 1280).
Proseguiamo tra cespugli di ginestre e giovani alberelli. Davanti vediamo la Grona (m. 1290).
Per una ventina di metri il sentiero scorre incassato nel terreno circostante (m. 1300).
Percorriamo un tornante destrorso ignorando un sentiero che continua diritto in leggera discesa.

Arriviamo ad un bivio (m. 1310) dove i segnavia indicano
- a sinistra: Rifugio Menaggio a ore 0.20, Monte Grona a ore 1.20, Ferrata CAO (EEA);
- diritto: S. Amate a ore 0.40, Monte Bregagno a ore 2.30, Alpe Nesdale a ore 1.10;
- dietro: Monti di Breglia a ore 0.40, Breglia a ore 1.10.
Continuiamo diritto tra le ginestre.
La pendenza diminuisce. Ora camminiamo tra le betulle (m. 1325).
Dopo un tornante sinistrorso saliamo in modo abbastanza ripido (m. 1335).
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1350).

Dopo una curva a destra usciamo dal bosco. Alla destra c'è un ripetitore (m. 1370).
Proseguiamo in un prato con poca pendenza.
Continuiamo poi in salita tra rade betulle e cespugli di ginestre (m. 1380).
Ripidamente percorriamo un tornante incassato nel terreno circostante (m. 1390).
Poi la pendenza diminuisce un poco. Alla destra c'è una bella vista panoramica sul Lago di Como.
In leggera discesa percorriamo un tornante destrorso poi continuiamo in salita tra l'erba (m. 1410).
Proseguiamo in modo abbastanza ripido (m. 1430).
Troviamo poi alcuni cespugli, solo alla sinistra (m. 1440).
Davanti verso destra, poco più in basso, vediamo l'Alpe Rescascia.
Continuiamo a mezza costa. Superiamo uno zig-zag sinistra-destra con il sentiero che si divide e subito si ricompone (m. 1455).
Poco più avanti percorriamo un altro zig-zag sinistra-destra (m. 1465).

Raggiungiamo un'insellatura dalla quale già vediamo la chiesetta di Sant'Amate davanti in alto e l'Alpe Rescascia in basso a destra (m. 1475).
Proseguiamo dapprima quasi in piano, poi percorriamo un lungo tratto in leggera salita. Il sentiero è piuttosto stretto e il pendio precipita ripidamente alla destra.
Alla sinistra, su di una roccetta, vediamo una croce ed una targa con foto a memoria di uno sfortunato escursionista (m. 1525).
Dopo un tratto in salita ne percorriamo un altro quasi in piano. Il sentiero è sempre stretto ed un po' esposto.
Continuiamo in leggera salita.
Scavalchiamo un lastrone di pietra.
Alterniamo due tratti quasi in piano ad altrettanti con poca pendenza (m. 1555).

Torniamo a salire e alla destra vediamo la sterrata, già descritta nel terzo itinerario, che proviene da Montuglio (m. 1580).
Percorriamo due tornanti sinistra-destra, vicini tra loro (m. 1590).
Continuiamo in modo abbastanza ripido con delle serpentine incassate nel terreno circostante.
Lasciamo a destra delle roccette (m. 1600).
Proseguiamo con il sentiero incassato tra il terreno erboso alla sinistra e delle roccette alla destra.

Raggiungiamo la chiesetta di Sant'Amate (m. 1623). Una palina reca i seguenti segnavia
- dietro: Monti di Breglia a ore 1.10, Breglia a ore 1.40;
- a sinistra: Monte Grona a ore 0.40, Loc. Forcoletta a ore 1.15, Rifugio Menaggio a ore 0.30;
- davanti: Alpe Nesdale a ore 0.30, Alpe Bellarona a ore 1.40, Alpe Leveja a ore 2.10;
- a destra: AVL, Monte Bregagno a ore 1.50, Rifugio Sommafiume a ore 7, Rifugio Il Giovo a ore 8.30.
- dietro a destra (senza indicazioni): il sentiero che arriva da Montuglio.
Proseguiamo verso destra, come già descritto nella seconda parte del terzo itinerario.

Da Breglia (m. 750) - Tempo impiegato: ore 3 - Dislivello: m. 910-150
Dal parcheggio sopra i Monti di Breglia (m. 1090) - Tempo impiegato: ore 2 - Dislivello: m. 570-150
Data escursione: gennaio 2015

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Alpe Palù (m. 1822) in ore 1.15
  • al Monte Bregagno (m. 2107) in ore 2
  • alla chiesetta di Sant'Amate (m. 1623) in ore 1
  • al Rifugio Menaggio (m. 1370) in ore 1.30
  • al Monte Grona (m. 1736)





Dati del Rifugio La Canua

Altezza:
m. 1510
Gruppo:
Monti Lariani
Ubicazione:
M. Bregagno
Alpe Sumero
Comune:
Cremia - CO
Carta Kompass:
91 C2
Coordinate Geo:
46°05'11.50"N
9°14'04.00"E
Gestore:
Op. Mato Grosso
Telefono gestore:
335 8097897
Telefono rifugio:
-
Posti letto:
22
Apertura:
Tutti i giorni dal
15/6 al 15/9.
Negli altri fine
settimana è
meglio telefonare.
Pagina aggiornata
il: 14/09/2015
Il Rifugio La Canua Samaino; inizio strada agro silvo pastorale Samaino e il Lago di Como Case a Monte di Marte Tornante della strada scavato nella roccia Vista sul Legnone e il Legnoncino Il Monte Bregagno Segnavia La Chiesa di San Domenico Piazzucco Ometto Alpe Rescascia con la nebbia Alpe Rescascia col sole Cavallo al pascolo La chiesetta di S. Amate Panorama sul Lago di Como da S. Amate Il rifugio e la parte alta del Lario venendo da S. Amate Una casa ai Monti di Breglia Veduta del Legnone dai Monti di Breglia S. Amate e il Bregagno Vista dalla veranda del rifugio Panorama dal rifugio verso il lago Panorama dal rifugio verso il Legnone Il Rifugio La Canua e il M. Bregagno

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