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Il rifugio La Baita è situato al centro della Val Rèzzalo, non lontano dalla bella chiesetta seicentesca dedicata a San Bernardo.
La valle, percorsa dal torrente Rezzalasco, fa parte del Parco dello Stelvio.
Una lunga strada sterrata, vietata agli automezzi non autorizzati, ne percorre tutto il fondovalle, passando accanto a diversi nuclei
di baite, quasi tutte ben conservate e ancora abitate per lo meno nel periodo estivo.
La segnaletica a cura del Parco è molto ampia lungo la stradina di fondovalle e
ci viene sempre segnalata la località ove ci troviamo e la relativa altezza.
Purtroppo invece è quasi inesistente quando, ci si inerpica lungo i sentieri che risalgono i fianchi della vallata.
Per raggiungere la Valle di Rezzalo, lasciamo la s.s. 38 al km. 86,3, dopo
Soldalo. Seguendo le indicazioni usciamo a Le Prese e saliamo a Frontale e poi a Fumero con una strada assai panoramica.
Verso la fine del paese c'è un piccolo parcheggio sulla sinistra con otto posti auto.
E' però conveniente continuare con la strada, che dopo il paese diviene
sterrata, fino a trovare sulla destra un parcheggio su due livelli (località
Fontanaccia m. 1498).
Da questo punto bisogna proseguire a piedi come indicato da un cartello di divieto di accesso.
Una costruzione in muratura contiene un'ampia cartina della zona, utile per verificare le possibili mete.
Circondati da una bella pineta, iniziamo a salire con la stradina che ha il fondo in parte sterrato e in parte lastricato.
I primi due tornanti li possiamo tagliare con altrettanti sentieri nel bosco.
Al tornante successivo, un sentierino sulla destra conduce verso il torrente.
Vale la pena percorrerlo per raggiungere un punto in cui il Rezzalasco fa alcuni salti con delle cascatelle.
Tornati sulla stradina, passiamo accanto ad un ponte in legno che conduce verso
la baite di Pontela. Un segnavia indica nella nostra direzione il Passo dell'Alpe.
Più avanti seguiamo dei blocchi di contenimento che fanno da argine e un
ruscello che passando attraverso una grata va a gettarsi nel torrente.
Raggiungiamo l'acquedotto. Accanto c'è una area pic nic, una fontana e delle panche.
La zona a monte dell'acquedotto è recintata con del vecchio filo spinato e poi con una rete metallica.
Arriviamo poi in località Le Gande (m. 1733) dove troviamo un gruppo di baite e una fontana.
Superate altre quattro baite, usciamo alla scoperto. Ora infatti il bosco segue solo il fianco sinistro della strada.
Superiamo Teat; un ponticello sulla destra consente di raggiungere le baite di Saline.
Continuando in leggera salita arriviamo ad un'altra area pic nic (m. 1815) attrezzata con fontana, barbecue, tavoli e panche.
Altri ponticelli di legno consentono di superare il torrente e di raggiungere le baite di Scalota e di Macoggia (m. 1853).
Sulla sinistra invece ci sono dei cespugli di rododendro che danno una bella fioritura a inizio estate.
Dopo una fontana, troviamo una stradina che sale a sinistra e l'indicazione per il rifugio.
Ormai in vista della chiesetta di San Bernardo, lasciamo la sterrata di fondovalle, e saliamo a sinistra.
Un segnavia indica Pollore. Raggiungiamo e superiamo alcune case.
Un ruscelletto passa sotto la stradina. Camminando tra due muretti a secco, superiamo un ponticello e arriviamo al rifugio.
Tempo impiegato: ore 1.15 - Dislivello: m. 362
Data escursione: luglio 2006
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