Bivacco Baitèl da li Cheśéira Véglia

Il Bivacco Baitèl da li Cheśéira Véglia (Baitello della Malga Vecchia) è situato lungo la strada chiusa al traffico che percorre il fondo della Val Federia.
L'unico locale del piccolo edificio contiene: un tavolo, un tavolino, dieci sedie, uno sgabello, due armadietti con alcune stoviglie, una credenza con piatti e pentole, una stufa economica. Non ci sono brande. L'acqua bisogna prenderla dal sottostante torrente.
All'esterno ci sono: una croce e una panca di fronte alla porta d'ingresso; un tavolo con relative panche, una postazione per barbecue e della legna alla destra del baitello; un cancello che abbiamo trovato aperto alla sinistra.

Dal centro di Livigno ci dirigiamo a nord verso il lago.
Con Via Rasìa arriviamo alla rotonda dove lasciamo a destra la strada per il tunnel del San Gallo e continuiamo verso sinistra con Via Beltràm.
Giriamo poi a destra in Via Molin. Allo stop proseguiamo verso destra fino a trovare sulla destra il parcheggio P3 (m. 1855).

Lasciata la macchina, seguiamo la strada in leggera salita camminando sul marciapiede con alla destra il torrente che è attraversato da un ponte. I segnavia indicano diritto con il percorso 167: Fedaría, Sagliént. Continuiamo sul marciapiede e troviamo altri parcheggi sotto ai larici sul lato destro della strada.

Arriviamo al Pónt de la Calchéira (m. 1863) dove la strada prosegue diritto oltrepassando il ponte, mentre una stradina si stacca a sinistra ed un'altra retrocede verso sinistra con un tornante. I segnavia indicano,
- diritto con il percorso 175: Tröi da Lodovico, Sagliént, Píza di Riŋ a ore 4.10;
- sia diritto che a sinistra con il percorso 167: Fedaría, Cheśéira da Fedaría a ore 2, Rifugio Casciána a ore 2.40;
- a sinistra: Percorso Vita;
- con il tornante sinistrorso, percorso 190: Tröi da li Téa, Téa dal Plaŋ a ore 0.30, Pónt Lónch a ore 2.15, Costaccia.
Accanto ci sono anche un crocefisso e una bacheca con una cartina della zona.
I due percorsi, contrassegnati con il n. 167, si uniscono dopo un paio di chilometri nel punto in cui alla sinistra c'è uno sbarramento artificiale sul torrente. Abbiamo utilizzato il percorso alla sinistra (più basso) all'andata e l'altro (più alto) al ritorno.

Prendiamo dunque la stradina che si stacca alla sinistra prima del ponte. Quasi in piano attraversiamo un cancello di legno che troviamo aperto. Un segnale stradale indica il divieto di transito agli automezzi. Camminiamo in un bosco di larici. Siamo all'inizio della stagione autunnale quando cominciamo a cambiare colore. Alla destra scorre il Torrente Federia.

Alla sinistra ci sono una panchina e la piazzola n. 1 del Percorso Vita (m. 1870). Qui, come per le successive piazzole, troviamo un piccolo spazio rettangolare coperto di trucioli (in alcuni casi si sono anche dei semplici attrezzi ginnici) e un cartello (che per la precisione parla del Percorso Salute) che spiega l'esercizio da compiere prima di riprendere il cammino.
Continuiamo con poca pendenza e transitiamo sotto a tre cavi.
Sul tronco di un albero vediamo un bollo rosso-bianco-rosso a strisce orizzontali.
Un torrente passa sotto alla sterrata mentre da ambo i lati ci sono delle protezioni.

Poco dopo troviamo alla sinistra delle altalene, delle panchine e due tavoli con relative panche. Alla destra c'è una postazione per barbecue. Un cartello segnala il pericolo di piene improvvise. A seguire c'è anche la piazzola n. 2 del Percorso Vita/Salute (m. 1880).
Su di un albero vediamo il segnavia 118 rosso-bianco-rosso. Continuiamo in leggerissima salita.
Per alcuni metri alla destra c'è una staccionata di legno.

Alla destra, oltre il torrente, vediamo un baitello. Alla sinistra c'è la piazzola n. 3.
Superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1885).
Continuiamo in leggera salita.

Alla destra troviamo delle altalene e tre tavoli con relative panche. Alla sinistra ci sono la piazzola n. 4 e una panchina. La pendenza è minima.
Su di un albero vediamo un segnavia rosso-bianco-rosso.
Presso una semicurva verso sinistra un ruscelletto passa sotto alla sterrata.

Alla sinistra troviamo una panchina e la piazzola n. 5; dall'altro lato un tavolo con relative panche (m. 1905).
Alla destra c'è una corta staccionata. Con poca pendenza superiamo due semicurve sinistra-destra.
Vediamo i bolli sul tronco di un albero alla destra.
Percorriamo una semicurva verso sinistra.

Subito dopo, alla sinistra troviamo due altalene, due tavoli con relative panche, due postazioni barbecue e la piazzola n. 6 (m. 1915).
Pochi passi più avanti alla destra c'è un tavolo con relative panche.
Alla sinistra, accanto ad una panchina, sale una scalinata con 17 gradini di legno. Un cartello indica diritto l'Agriturismo Federia. Continuiamo diritto (m. 1920).

Attraversiamo il Torrente Federia su di un ponte con il fondo e le sponde di legno.
Dopo un breve tratto in salita continuiamo con pochissima pendenza. Ora il torrente scorre alla nostra sinistra. Alla destra, lungo il percorso alto, vediamo in lontananza la bianca chiesetta della Val Federia, con il caratteristico campanile a bulbo, dedicata a Maria Addolorata.

In salita percorriamo una semicurva verso sinistra. Un rivolo attraversa la sterrata passandole sotto. Alla destra troviamo la statuetta di una madonna, una croce di ferro e la foto di due giovani travolti da una valanga nel 2008 (m. 1935).
Proseguiamo in leggera salita.

Dopo un breve tratto in leggera discesa, lasciamo a sinistra un ponte di legno che consente di attraversare il torrente. Continuiamo con poca pendenza (m. 1950).
Percorriamo una curva verso sinistra molto ampia.
Passiamo accanto a un tombino. Un rivolo scorre sotto alla sterrata.
Al termine della curva lasciamo a sinistra un altro ponte di legno (m. 1960).
Subito percorriamo un'ampia curva verso destra riprendendo a salire.
Alla sinistra troviamo un masso. Continuiamo con poca pendenza.

Quasi in piano, camminiamo tra due staccionate di legno. Un cartello segnala, con un sentiero che esce alla destra, il Ristoro da Memi (m. 1985).
Su di un ponte con il fondo in legno, attraversiamo un affluente del Torrente Federia.
In leggera discesa superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 1990).
Continuiamo in salita. Alla sinistra vediamo dei cavalli al pascolo mentre la staccionata continua solo sull'altro lato.
Proseguiamo quasi in piano. In basso alla sinistra vediamo il torrente che scorre incassato tra due ripide pareti (m. 2000).
Torniamo a salire. Ignoriamo la stradina che scende a sinistra verso uno sbarramento artificiale sul torrente e percorriamo una semicurva verso destra. Un cartello segnala il pericolo di piene improvvise (m. 2010).

Raggiungiamo uno spiazzo pianeggiante (m. 2020). Alla sinistra c'è una casetta dell'Enel recintata. Un segnale stradale vieta il transito alle biciclette sulla sterrata fin qui percorsa.
Attraversato lo spiazzo ci immettiamo sulla strada asfaltata del percorso alto. I segnavia indicano con il percorso 167, a sinistra: Rifugio Casciána a ore 2, Cheśéira da Fedaría a ore 1.20, Rifugio Carosello 3000 a ore 3; a destra e dietro: Pónt de la Calchéira a ore 0.30, Parcheggio P3 a ore 0.35, Livign. Continuiamo verso sinistra, quasi in piano tra i pascoli costellati da alcuni gruppi di baite.
Alla destra troviamo subito una crocetta su di un masso in memoria di una persona sepolta da una valanga nel 1906.
Continuiamo in leggera discesa. Alla sinistra c'è un rudere. Alla destra vediamo delle mucche al pascolo.

Presso una semicurva verso sinistra, lasciamo a destra un baitello di legno che vediamo un po' discosto dalla strada.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita.
Due file di pietre ammucchiate ai lati della strada segnano il confine tra due proprietà.

Lasciamo a destra una panchina e arriviamo a una biforcazione (m. 2030). I segnavia indicano a destra con il percorso 173: Téa da Fedaría a ore 0.10, Camposc'tíŋ a ore 0.50, Pónt de la Calchéira a ore 1.05; diritto con il percorso 167: Rifugio Casciána a ore 1.50, Cheśéira da Fedaría a ore 1.10, Rifugio Carosello 3000 a ore 2.50; dietro: Pónt da la Calchéira a ore 0.40, Parcheggio P3 a ore 0.45, Livìgn. Continuiamo diritto.
Proseguiamo quasi in piano e ignoriamo un'altra sterrata che sale a destra.
Attorno alla strada ci sono dei piccoli mughi.

Continuiamo con poca pendenza. Sul margine sinistro della strada c'è una fila di pietre.
Poco dopo c'è una fila di pietre anche alla destra mentre camminiamo con il fondo sterrato e un torrente attraversa la strada passandole sotto (m. 2040).
Proseguiamo in leggera discesa. La strada torna ad essere asfaltata.

Presso una semicurva verso destra troviamo dei segnavia che indicano: Plaŋ da l'iśoléta 2034 m; diritto con il percorso 167: Rifugio Casciána a ore 1.45, Cheśéira da Fedaría a ore 1.05, Rifugio Carosello 3000 a ore 2.45; dietro: Pónt da la Calchéira a ore 0.50, Parcheggio P3 a ore 0.55, Livìgn. Attorno abbiamo due grandi prati. In quello alla sinistra ci sono: un tavolo di legno con relative panche e una postazione per barbecue. In quello alla destra ci sono: un tavolo di legno con relative panche, una postazione per barbecue e il baitello dei servizi igienici.
Poco dopo alla sinistra troviamo una crocetta infissa in un masso e una foto in memoria di una persona uccisa nel 1925; alla destra invece c'è una bacheca con tettuccio alla quale è stato affisso un cartellone che parla della flora e dalla fauna della Val Federia, sito di importanza comunitaria IT 2040003 (m. 2035).

Proseguiamo in leggera salita. Alla destra c'è un bosco di mughi.
Con una staccionata da entrambi i lati, attraversiamo, uno dopo l'altro, tre affluenti del Torrente Federia che passano sotto alla strada (m. 2045-2050). Tra il secondo e il terzo l'asfalto termina. Ora la strada è sterrata.

Troviamo subito un bivio. I segnavia indicano, a destra con il percorso 172: Rifugio Casciána a ore 1.40, Bochéta de Casciána a ore 1.55, Val da Leveróŋ; diritto con il percorso 167: Cheśéira da Fedaría a ore 0.50, Rifugio Carosello 3000 a ore 2.30, Bochéta dal Plaŋ da Vaca a ore 3.20; dietro: Pónt de la Calchéira a ore 0.55, Parcheggio P3 a ore 1, Livìgn.
In leggera salita superiamo una semicurva verso destra seguita da una curva verso sinistra.

Subito dopo, con un tornante destrorso aggiriamo una malga che vediamo poco sopra e trascuriamo la stradina alla destra che sale a raggiungerla.
In basso alla sinistra vediamo una passerella sul Torrente Federia che consente di attraversarlo.
Presso un'ampia curva verso sinistra superiamo una canalina di legno per lo scolo dell'acqua.
All'interno di un tornante destrorso troviamo una panchina (m. 2080).

Continuiamo quasi in piano. Davanti cominciamo a vedere in lontananza la sagoma del baitello ai margini della strada.
Superiamo due semicurve destra-sinistra.
Troviamo due rivoli che, uno dopo l'altro, attraversano la strada dentro una canalina di legno. La pendenza ora è minima.
In basso alla sinistra vediamo un'altra passerella sul Torrente Federia.
Percorriamo delle serpentine appena accennate, attraversiamo il letto di un ruscelletto che troviamo asciutto (m. 2095-2105) e continuiamo con delle semicurve.

Dopo due curve destra-sinistra troviamo dei segnavia che indicano, davanti con il percorso 167: Cheśéira da Fedaría a ore 0.30, Ristoro Carosello 3000 a ore 2.10, Bochéta dal Plaŋ da Vaca a ore 3; dietro: Fedaría, Pónt de la Calchéira a ore 1.20, Livìgn; con il sentiero 156 che sale a destra: Rifugio Casciána a ore 1.30, Bochéta de Casciána a ore 1.40, Svizzera. Continuiamo diritto. Un torrente passa sotto alla strada. Alla destra c'è una panca (m. 2120).
Subito percorriamo una semicurva verso destra.
Con pochissima pendenza superiamo altre semicurve: sx-dx-sx. Nei prati attorno alla strada ci sono varie pietre.
Continuiamo in leggera salita e raggiungiamo il baitello situato, prima di un cancello, alla destra della strada (m. 2150).

Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: 305 -10
Data escursione: ottobre 2019

Prosecuzione fino alla Cheśéira da Fedaría (Alpe Federia o Cascina di Mortarecc)
Subito dopo il bivacco, attraversiamo un cancello che troviamo aperto e passiamo sopra a una grata. Continuiamo in leggera discesa.
Presso una curva verso sinistra un torrente passa sotto alla strada (m. 2140).
Quasi in piano percorriamo due tornanti destra-sinistra.
Continuiamo con poca pendenza. Anche qui vediamo diverse pietre nei prati attorno alla strada.
Dopo alcuni lievi saliscendi, quasi in piano percorriamo due curve sinistra-destra vicine tra loro (m. 2155).
Vediamo un bollo rosso-bianco-rosso su di una pietra.
Proseguiamo con altri lievi saliscendi e percorriamo una semicurva verso destra.

Continuiamo in leggera salita. Guadiamo un torrente (m. 2160).
Quasi in piano superiamo una semicurva verso destra.
Troviamo una panca alla destra e un masso spaccato in due parti alla sinistra (m. 2165).
Con poca pendenza superiamo due semicurve sinistra-destra.
Dopo un breve tratto in leggera discesa superiamo una semicurva verso sinistra e continuiamo in leggera salita. Vediamo un bollo rosso-bianco-rosso.
Percorriamo una semicurva verso destra.
Continuiamo in leggera discesa con altre due semicurve destra-sinistra.
Alla destra vediamo un mucchio di pietre.
Alterniamo due tratti con poca pendenza ad altrettanti quasi in piano (m. 2175).

Guadiamo un ruscello oppure lo attraversiamo su di un ponticello alla sinistra della sterrata (m. 2185).
Dopo una semicurva verso destra riprendiamo a salire.
Proseguiamo quasi in piano seppur con lievi saliscendi. Davanti cominciamo a vedere la bandiera della Cheśéira da Fedaría.
Alla sinistra c'è un masso (m. 2195).
Continuiamo in salita. Un torrentello passa sotto alla strada.

Lasciamo la sterrata che effettua una semicurva verso sinistra. Alla destra c'è la Cheśéira da Fedaría (Alpe Federia o anche Cascina di Mortarecc). D'estate è in funzione un servizio di ristorazione con possibilità di pernottamento (m. 2205).
All'esterno ci sono una croce, vari tavoli e panche, delle altalene e una fontana con l'acqua che cade in un tronco scavato.
I segnavia indicano: Cheśéira da Fedaría 2205 m; dietro con il percorso 167: Fedaría, Pónt de la Calchéira a ore 1.30, Livìgn; davanti con il percorso 167: Baitèl di Planóŋ a ore 1, Ristoro Carosello 3000 a ore 1.55, Bochéta dal Plaŋ da Vaca a ore 2.30; A destra con il sentiero 169: Val da Leveróŋ, Baitèl da Leveróŋ a ore 1.20, Rifugio Casciána a ore 3.10; a sinistra: Al Laghét a ore 1.30, Ristoro Carosello 3000 a ore 1.40.
Dal Bivacco Baitèl da li Cheśéira Véglia alla Cheśéira da Fedaría abbiamo impiegato 20 minuti per superare un dislivello di m. 75-20.

ESCURSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:
  • alla Cheséira da Fedarìa (m. 2205) in ore 0.20
  • al Baitél di Planóŋ (m. 2431) in ore 1.20
  • al Rifugio Carosello 3000 (m. 2776) in ore 2.15
  • alla Bochéta dal Plaŋ da Váca in ore 2.50
  • al Baitél da Laveróŋ con il sentiero 169 in ore 1.40
  • al Rifugio Casciána (Cassana m. 2601) con il sentiero 156 in ore 1.40






Dati del Bivacco Baitèl da li Cheśéira Véglia

Altezza:
m. 2150
Gruppo:
Alta Valtellina
Ubicazione:
Val Federia
Comune:
Livigno - SO
Carta Kompass:
96 A3
(non indicato)
Coordinate Geo:
46°32'24.60"N
10°04'39.20"E
Gestore:
-
Telefono gestore:
-
Telefono bivacco:
-
Posti letto:
-
Apertura:
sempre
Pagina inserita
il: 01/11/2019
Il Bivacco Baitèl da li Cheśéira Véglia (Baitello della Malga Vecchia) Pónt de la Calchéira Colori dˈautunno Colori dˈautunno Colori dˈautunno Una delle piazzole del Percorso Salute Ponte sul Torrente Federia Dal percorso basso vista sulla chiesetta di Federia La sterrata e il torrente Camminiamo tra due staccionate prima di un ponticello Sbarramento artificiale sul Torrente Federia Mucche al pascolo La strada asfaltata sul fondo della Val Federia Arriviamo al Baitèl da li Cheśéira Véglia Interno del bivacco Interno del bivacco Interno del bivacco Croce e panca di fronte al bivacco Continuaimo oltre il baitello sulla sterrata di fondo valle fino alla Cheśéira da Fedaría (Alpe Federia o Cascina di Mortarecc) Croce e altalene Al ritorno utilizziamo la strada del percorso alto Una baita (tea) Lungo la strada La bianca chiesetta di Federia dedicata a Maria Addolorata Uno sguardo dietro e uno davanti Una cappellina La Baita Luléta Una finestra della baita Il Ristoro-Rifugio Calchéira

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