Bivacco Baitel di Planon

Il Baitel di Planon è situato sul versante sinistro idrografico (destro per chi sale) della Val Federia.
Si tratta di un piccolo edificio di pietra, con il tetto di legno ricoperto di lamiera.
L'interno è completamente spoglio e mancano gli infissi alla finestra. Pertanto chi volesse passarci una notte deve portarsi quantomeno un sacco a pelo con materassino. L'acqua si recupera dai vari ruscelli che si attraversano salendo.

Primo itinerario: da Livigno Parcheggio P3 - strada sul fondovalle
Dal centro di Livigno ci dirigiamo a nord verso il lago.
Con Via Rasìa arriviamo alla rotonda dove lasciamo a destra la strada per il tunnel del San Gallo e continuiamo verso sinistra con Via Beltràm.
Giriamo poi a destra in Via Molin. Allo stop proseguiamo verso destra fino a trovare sulla destra il parcheggio P3 (m. 1855).

Lasciata la macchina, seguiamo la strada in leggera salita camminando sul marciapiede con alla destra il Torrente Federia che è attraversato da un ponte. I segnavia indicano diritto con il percorso 167: Fedaría, Sagliént. Continuiamo sul marciapiede e troviamo altri parcheggi sotto ai larici sul lato destro della strada.

Arriviamo al Pónt de la Calchéira (m. 1863) dove la strada prosegue diritto oltrepassando il ponte, mentre una stradina si stacca a sinistra ed un'altra retrocede verso sinistra con un tornante. I segnavia indicano,
- diritto con il percorso 175: Tröi da Lodovico, Sagliént, Píza di Riŋ a ore 4.10;
- sia diritto che a sinistra (vedi il secondo itinerario) con il percorso 167: Fedaría, Cheśéira da Fedaría a ore 2, Rifugio Casciána a ore 2.40;
- a sinistra: Percorso Vita;
- con il tornante sinistrorso, percorso 190: Tröi da li Téa, Téa dal Plaŋ a ore 0.30, Pónt Lónch a ore 2.15, Costaccia.
Accanto ci sono anche un crocefisso e una bacheca con una cartina della zona.
I due percorsi, contrassegnati con il n. 167, si uniscono dopo un paio di chilometri nel punto in cui alla sinistra ci sono uno sbarramento artificiale sul torrente e una casetta dell'Enel all'interno di un'area recintata.

Attraversiamo il ponte che ha le sponde in cemento con dei piccoli archi.
Poco dopo alla sinistra troviamo il Rifugio-Ristoro Calchera. La strada diventa agro-silvo-pastorale. Due segnali stradali indicano il divieto di transito ai veicoli non autorizzati e il limite di velocità di 20 km/h.
Subito percorriamo una curva verso sinistra (m. 1875) ignorando il sentiero 175 che prosegue diritto (vedi il terzo itinerario). I segnavia indicano con il sentiero 175: Tröi da Lodovico - Sagliént; Bochéta da Tropióŋ a ore 2.40, Bochéta dal Cantóŋ a ore 2.50, Camposc'tíŋ a ore 0.15, Téa Ālta a ore 0.40, Píza di Riŋ a ore 4.10.
Alla destra ci accompagna un muretto di pietre e alla sinistra delle protezioni in legno. In basso alla sinistra, oltre il torrente, vediamo l'altra stradina (m. 1890).
Superiamo una semicurva verso sinistra e proseguiamo con poca pendenza. Vediamo una vecchia baita di legno nel prato, poco sotto, alla sinistra. Alla destra otto gradini di pietra salgono verso un prato; in alto ci sono due vecchie costruzioni (m. 1900).

Presso una semicurva verso destra transitiamo sotto tre cavi della corrente. Alla destra c'è una santella contenente un affresco che raffigura la crocifissione (m. 1905).

Continuiamo quasi in piano e, all'interno di una semicurva verso destra, troviamo la Baita Luleta con balconi e davanzali adornati da molti fiori.
Subito dopo ignoriamo una stradina asfaltata che sale a destra. Alla sinistra c'è una vecchia baita e alla destra una cappellina all'interno della quale vediamo la statua di S. Antonio Abate.
Proseguiamo con poca pendenza attorniati dai prati. In basso alla sinistra vediamo un baitello di legno vicino al Torrente Federia.
Percorriamo delle semicurve appena accennate.
Tra l'erba dei prati vediamo: i fiorellini rosa del timo, i fiori bordeaux della salvastrella maggiore e le spighe rossastre della acetosella minore.
Alla destra ricomincia il muretto di pietre. Alla sinistra ci sono due baitelli, il primo in cemento e l'altro di legno (m. 1930).
Lasciamo a destra una baita, parte in pietra e parte in legno. Un rivolo passa sotto alla strada.
In alto a destra nei prati vediamo alcune piccole baite e davanti cominciamo a vedere la bianca chiesetta della Val Federia.
Sul muretto alla destra c'è una piccola croce di ferro in memoria di una persona defunta.

Una stradina con due strisce di mattoni in cemento sale a destra. In alto vediamo una baita con gli infissi di colore azzurro.
Dei gradini di legno salgono verso una casa con gli infissi azzurri. Subito dopo c'è un piccolo slargo.

Quasi in piano percorriamo una semicurva verso sinistra. Nel prato alla destra, una foto ricorda un diciottenne perito. Subito dopo alla destra c'è la bianca chiesetta della Val Federia, con il caratteristico campanile a bulbo, dedicata a Maria Addolorata. Un cartello con freccia indica davanti l'agriturismo Federia a km. 4.5 e a ore 1.30 di cammino (m. 1960).
In leggera discesa attraversiamo un ruscello che passa sotto alla strada. Ai lati ci sono delle protezioni di legno.
Quasi in piano superiamo un'ampia semicurva verso destra.
Percorriamo due semicurve destra-sinistra mentre un ruscello scorre sotto alla strada.
Subito dopo, con un ampia curva verso destra aggiriamo una baita di legno. Alla destra c'è un crocefisso.
Continuiamo in leggera salita. Nei prati vediamo delle lupinelle rosa (m. 1965).

Un rivolo scorre sotto alla strada. Ignoriamo due sterrate che si staccano a destra; la prima è chiusa da una stanga mentre l'altra conduce al Ristoro Tea da Memi.
Quasi in piano lasciamo a destra il Bait dai Bernardegl. All'interno della staccionata che lo cinge ci sono dei tavoli con panche e un camino. Dietro, in lontananza, riconosciamo il Monte Cassa del Ferro.
Alla destra troviamo un'altra vecchia baita, di pietre al piano terra e di legno a quello superiore (m. 1975).
Continuiamo in leggera salita.

Alla destra dell'acqua cade in un tronco scavato. Su di un cartello leggiamo: "Fontana del Vescovo" (m. 1980).
Vediamo altre baite in alto alla destra, anche più avanti. La Tea da Memi è riconoscibile dalla bandiera.
Superiamo alcune semicurve e transitiamo nuovamente sotto ai tre cavi della corrente. Una dopo l'altra, due sterrate si staccano alla destra.

Percorriamo una curva verso sinistra e, quasi in piano, attraversiamo un torrente su di un ponte con le sponde di legno (m. 2015).
Subito dopo, alla sinistra c'è un edificio con un affresco raffigurante la crocifissione e la scritta: "Oh passeggier se brami di sicurar la via dimmi un reqiem con una ave Maria".
In leggera salita superiamo una semicurva verso destra seguita da una curva verso sinistra presso la quale ignoriamo una sterrata che si stacca alla destra.
Percorriamo un breve tratto in leggera discesa e continuiamo quasi in piano.
Con poca pendenza superiamo due semicurve destra-sinistra.

Proseguiamo quasi in piano. Raggiungiamo uno spiazzo pianeggiante. Dalla sinistra, poco prima di un'area recintata all'interno della quale c'è una casetta dell'Enel,  si immette la stradina descritta nel secondo itinerario (m. 2020). I segnavia indicano con il percorso 167, diritto: Rifugio Casciána a ore 2, Cheśéira da Fedaría a ore 1.20, Rifugio Carosello 3000 a ore 3; a sinistra e dietro: Pónt de la Calchéira a ore 0.30, Parcheggio P3 a ore 0.35, Livign.
Continuiamo diritto, quasi in piano tra pascoli costellati da alcuni gruppi di baite.
Alla destra troviamo subito una crocetta su di un masso, in memoria di una persona sepolta da una valanga nel 1906.
Continuiamo in leggera discesa. Alla sinistra c'è un rudere. Alla destra vediamo delle mucche al pascolo.

Presso una semicurva verso sinistra, lasciamo a destra un baitello di legno che vediamo un po' discosto dalla strada.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita.
Due file di pietre ammucchiate ai lati della strada segnano il confine tra due proprietà.

Lasciamo a destra una panchina e arriviamo ad una biforcazione (m. 2030). I segnavia indicano a destra con il percorso 173: Téa da Fedaría a ore 0.10, Camposc'tíŋ a ore 0.50, Pónt de la Calchéira a ore 1.05; diritto con il percorso 167: Rifugio Casciána a ore 1.50, Cheśéira da Fedaría a ore 1.10, Rifugio Carosello 3000 a ore 2.50; dietro: Pónt da la Calchéira a ore 0.40, Parcheggio P3 a ore 0.45, Livìgn. Continuiamo diritto.
Proseguiamo quasi in piano e ignoriamo un'altra sterrata che sale a destra.
Attorno alla strada vediamo dei piccoli mughi.

Continuiamo con poca pendenza. Alla sinistra ci accompagna una fila di pietre.
Poco dopo troviamo una fila di pietre anche alla destra mentre camminiamo con il fondo sterrato e un torrente attraversa la strada passandole sotto (m. 2040).
Proseguiamo in leggera discesa. La strada torna ad essere asfaltata.

Presso una semicurva verso destra troviamo dei segnavia che indicano: Plaŋ da l'iśoléta 2034 m; diritto con il percorso 167: Rifugio Casciána a ore 1.45, Cheśéira da Fedaría a ore 1.05, Rifugio Carosello 3000 a ore 2.45; dietro: Pónt da la Calchéira a ore 0.50, Parcheggio P3 a ore 0.55, Livìgn. Attorno abbiamo due grandi prati. In quello alla sinistra ci sono: un tavolo di legno con relative panche e una postazione per barbecue. In quello alla destra ci sono: un tavolo di legno con relative panche, una postazione per barbecue e il baitello dei servizi igienici.
Poco dopo alla sinistra troviamo una crocetta infissa in un masso e una foto in memoria di una persona uccisa nel 1925; alla destra invece c'è una bacheca con tettuccio alla quale è stato affisso un cartellone che parla della flora e dalla fauna della Val Federia, sito di importanza comunitaria IT 2040003 (m. 2035).

Proseguiamo in leggera salita. Alla destra c'è un bosco di mughi.
Con una staccionata da entrambi i lati, attraversiamo, uno dopo l'altro, tre affluenti del Torrente Federia che passano sotto alla strada (m. 2045). Dopo il secondo l'asfalto termina e continuiamo in salita su sterrato. Dopo il terzo proseguiamo in leggera discesa.

Troviamo subito il bivio presso il quale dalla destra si immette il terzo itinerario (m. 2065). I segnavia indicano, a destra con il percorso 172: Rifugio Casciána a ore 1.40, Bochéta de Casciána a ore 1.55, Val da Leveróŋ; diritto con il percorso 167: Cheśéira da Fedaría a ore 0.50, Rifugio Carosello 3000 a ore 2.30, Bochéta dal Plaŋ da Vaca a ore 3.20; dietro: Pónt de la Calchéira a ore 0.55, Parcheggio P3 a ore 1, Livìgn. Continuiamo diritto.
In leggera salita superiamo una semicurva verso destra seguita da una curva verso sinistra.

Subito dopo, con un tornante destrorso aggiriamo una malga che vediamo poco sopra e trascuriamo la stradina alla destra che sale a raggiungerla.
In basso alla sinistra vediamo una passerella sul Torrente Federia che consente di attraversarlo.
Presso un'ampia curva verso sinistra superiamo una canalina di legno per lo scolo dell'acqua.
All'interno di un tornante destrorso troviamo una panchina (m. 2080).

Continuiamo quasi in piano. Davanti cominciamo a vedere in lontananza la sagoma del Baitèl da li Cheśéira Véglia (Baitello della Malga Vecchia) ai margini della strada.
Superiamo due semicurve destra-sinistra.
Troviamo due rivoli che, uno dopo l'altro, attraversano la strada dentro una canalina di legno. La pendenza ora è minima.
In basso alla sinistra vediamo un'altra passerella sul Torrente Federia.
Percorriamo delle serpentine appena accennate, attraversiamo il letto di un ruscelletto che troviamo asciutto (m. 2100) e continuiamo con delle semicurve.

Presso due curve vicine destra-sinistra troviamo dei segnavia che indicano, davanti con il percorso 167: Cheśéira da Fedaría a ore 0.30, Ristoro Carosello 3000 a ore 2.10, Bochéta dal Plaŋ da Vaca a ore 3; dietro: Fedaría, Pónt de la Calchéira a ore 1.20, Livìgn; con il sentiero 156 che sale a destra: Rifugio Casciána a ore 1.30, Bochéta de Casciána a ore 1.40, Svizzera. Continuiamo diritto. Un torrente passa sotto alla strada. Alla destra c'è una panca (m. 2120).
Subito percorriamo una semicurva verso destra.
Con pochissima pendenza superiamo altre semicurve: sx-dx-sx. Nei prati attorno alla strada ci sono varie pietre.

Continuiamo in leggera salita e raggiungiamo il Bivacco Baitèl da li Cheśéira Véglia situato, prima di un cancello, alla destra della strada (m. 2150).
L'unico locale del piccolo edificio contiene: un tavolo, un tavolino, dieci sedie, uno sgabello, due armadietti con alcune stoviglie, una credenza con piatti e pentole, una stufa economica. All'esterno ci sono: una croce e una panca di fronte alla porta d'ingresso; un tavolo con relative panche, una postazione per barbecue e della legna alla destra del baitello.

Subito dopo il bivacco, attraversiamo il cancello che troviamo aperto e passiamo sopra ad una grata. Continuiamo in leggera discesa.
Presso una curva verso sinistra un torrente passa sotto alla strada (m. 2140).
Quasi in piano percorriamo due tornanti destra-sinistra.
Continuiamo con poca pendenza. Anche qui vediamo diverse pietre nei prati attorno alla strada.
Dopo alcuni lievi saliscendi, quasi in piano percorriamo due curve sinistra-destra vicine tra loro (m. 2155).
Vediamo un bollo rosso-bianco-rosso su di una pietra.
Proseguiamo con altri lievi saliscendi e percorriamo una semicurva verso destra.

Continuiamo in leggera salita. Guadiamo un torrente (m. 2160).
Quasi in piano superiamo una semicurva verso destra.
Troviamo una panca alla destra e un masso spaccato in due parti alla sinistra (m. 2170).
Con poca pendenza superiamo due semicurve sinistra-destra.
Dopo un breve tratto in leggera discesa superiamo una semicurva verso sinistra e continuiamo in leggera salita. Vediamo un bollo rosso-bianco-rosso.
Percorriamo una semicurva verso destra.
Continuiamo in leggera discesa con altre due semicurve destra-sinistra.
Alla destra vediamo un mucchio di pietre.
Alterniamo due tratti con poca pendenza ad altrettanti quasi in piano (m. 2185).

Guadiamo un ruscello oppure lo attraversiamo su di un ponticello alla sinistra della sterrata (m. 2195).
Dopo una semicurva verso destra riprendiamo a salire.
Proseguiamo quasi in piano seppur con lievi saliscendi. Davanti cominciamo a vedere la bandiera della Cheśéira da Fedaría.
Alla sinistra c'è un masso (m. 2205).
Percorriamo un breve tratto in salita. Un torrentello passa sotto alla strada.

Ora possiamo seguire la sterrata che aggira alla sinistra l'Agriturismo Alpe Federia (Cheśéira da Fedaría o anche Cascina di Mortarecc) oppure con pochi passi alla destra possiamo raggiungerla. D'estate è in funzione un servizio di ristorazione con possibilità di pernottamento (m. 2215).
All'esterno ci sono una croce, vari tavoli e panche, delle altalene e una fontana con l'acqua che cade in un tronco scavato.
I segnavia indicano: Cheśéira da Fedaría 2205 m; dietro con il percorso 167: Fedaría, Pónt de la Calchéira a ore 1.30, Livìgn; davanti con il percorso 167: Baitèl di Planóŋ a ore 1, Ristoro Carosello 3000 a ore 1.55, Bochéta dal Plaŋ da Vaca a ore 2.30; A destra con il sentiero 169: Val da Leveróŋ, Baitèl da Leveróŋ [distrutto] a ore 1.20, Rifugio Casciána a ore 3.10; a sinistra: Al Laghét a ore 1.30, Ristoro Carosello 3000 a ore 1.40.

Continuiamo diritto in leggera discesa lasciando a sinistra una zona recintata con una staccionata.
Percorriamo una curva verso sinistra (m. 2205).
Prima di arrivare al Torrente Federia [attenzione: non dobbiamo attraversarlo], prendiamo una stradina alla destra, quasi invisibile tra l'erba, che segue il corso d'acqua con minima pendenza.
Lasciamo un masso alla sinistra.
Poi la stradina diventa ben visibile e cominciamo a trovare dei bolli di colore rosso-bianco-rosso (m. 2215).
Continuiamo con poca pendenza attorniati dai prati.
Vediamo un bollo su di una pietra (m. 2230).
Quasi in piano attraversiamo un ruscello.

La stradina si riduce a sentiero.
Attraversiamo un ruscello diviso in vari rivoli (m. 2255).
Dopo pochi passi in leggera discesa, quasi in piano superiamo un rivolo.
Percorriamo una semicurva verso destra.
Attraversiamo un rivolo e proseguiamo con poca pendenza lasciando a destra un masso.

Guadiamo un torrente (m. 2265).
Percorriamo due tratti quasi in piano separati da uno in leggera salita e superiamo altri rivoli.
Con poca pendenza scavalchiamo o guadiamo un ruscello.
Superiamo altri rivoli.
Continuiamo quasi in piano seppur con minimi saliscendi. Alla sinistra, in basso vediamo il Torrente Federia e, quasi alla nostra altezza, una stradina sterrata.
Poco sopra alla destra c'è un masso.

Proseguiamo in lievissima salita. Un ruscelletto per alcuni metri bagna il sentiero (m. 2285).
Troviamo altri rivoli che attraversano il sentiero.
Superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 2290).

Una piccola frana forma delle gobbette sul sentiero. Il prato alla destra è coperto dai fiori gialli dell'arnica.
Continuiamo quasi in piano. Vediamo due bolli su di una roccia liscia (m. 2295).
Superiamo un breve tratto in salita e una semicurva verso sinistra bagnata da un rivolo.
Continuiamo con poca pendenza e con una semicurva verso destra.
Torniamo a salire (m. 2300).

Di fronte, oltre il Torrente Federia, vediamo un lungo edificio con il tetto coperto dall'erba, probabilmente adibito a stalle e a locali per la stagionatura del formaggio.
Dopo un tratto con pochissima pendenza, quasi in piano guadiamo un torrente e continuiamo in salita (m. 2320).
Con poca pendenza percorriamo una curva verso sinistra e riprendiamo a salire (m. 2340).
In leggera salita superiamo due curve destra-sinistra vicine tra loro (m. 2350).
Proseguiamo in salita (m. 2360).
Percorriamo una curva verso sinistra (m. 2365).
Quasi in piano superiamo una semicurva verso destra seguita da una semicurva verso sinistra. Scavalchiamo un rivolo (m. 2370).
Dopo un breve tratto in salita, percorriamo una curva verso destra quasi in piano (m. 2275).
Con poca pendenza superiamo due semicurve, entrambe verso destra.
Percorriamo un breve tratto quasi in piano e continuiamo in leggera salita (m. 2380).

Proseguiamo in salita. Dopo un tornante destrorso continuiamo quasi in piano e cominciamo a vedere il baitello (m. 2390).
Superiamo una curva verso sinistra.
In leggera discesa percorriamo una curva verso destra guadando un ruscello (m. 2405).
Superiamo un tratto in salita, uno quasi in piano ed uno con poca pendenza (m. 2410).
Alla sinistra vediamo una cascata.
Guadiamo un ruscello (m. 2420).
Dopo pochi passi in leggera discesa riprendiamo a salire (m. 2425).
Percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio (m. 2435).
Poco dopo raggiungiamo lo spazio erboso dove è situato il Baitel di Planon (m. 2440).

Tempo impiegato: ore 2.35 - Dislivello: 635 -50
Data escursione: luglio 2020
 
Secondo itinerario: da Livigno Parcheggio P3 - variante di sinistra
Dal centro di Livigno ci dirigiamo a nord verso il lago.
Con Via Rasìa arriviamo alla rotonda dove lasciamo a destra la strada per il tunnel del San Gallo e continuiamo verso sinistra con Via Beltràm.
Giriamo poi a destra in Via Molin. Allo stop proseguiamo verso destra fino a trovare sulla destra il parcheggio P3 (m. 1855).

Lasciata la macchina, seguiamo la strada in leggera salita camminando sul marciapiede con alla destra il Torrente Federia che è attraversato da un ponte. I segnavia indicano diritto con il percorso 167: Fedaría, Sagliént. Continuiamo sul marciapiede e troviamo altri parcheggi sotto ai larici sul lato destro della strada.

Arriviamo al Pónt de la Calchéira (m. 1863) dove la strada prosegue diritto oltrepassando il ponte, mentre una stradina si stacca a sinistra ed un'altra retrocede verso sinistra con un tornante. I segnavia indicano,
- diritto con il percorso 175: Tröi da Lodovico, Sagliént, Píza di Riŋ a ore 4.10;
- sia diritto (vedi il primo itinerario) che a sinistra con il percorso 167: Fedaría, Cheśéira da Fedaría a ore 2, Rifugio Casciána a ore 2.40;
- a sinistra: Percorso Vita;
- con il tornante sinistrorso, percorso 190: Tröi da li Téa, Téa dal Plaŋ a ore 0.30, Pónt Lónch a ore 2.15, Costaccia.
Accanto ci sono anche un crocefisso e una bacheca con una cartina della zona.
I due percorsi, contrassegnati con il n. 167, si uniscono dopo un paio di chilometri nel punto in cui alla sinistra ci sono uno sbarramento artificiale sul torrente e una casetta dell'Enel all'interno di un'area recintata.

Prendiamo dunque la stradina che si stacca alla sinistra prima del ponte. Quasi in piano attraversiamo un cancello di legno che troviamo aperto. Un segnale stradale indica il divieto di transito agli automezzi. Camminiamo in un bosco di larici. Siamo all'inizio della stagione autunnale quando cominciano a cambiare colore. Alla destra scorre il Torrente Federia.

Alla sinistra ci sono una panchina e la piazzola n. 1 del Percorso Vita (m. 1870). Qui, come per le successive piazzole, troviamo un piccolo spazio rettangolare coperto di trucioli (in alcuni casi si sono anche dei semplici attrezzi ginnici) e un cartello (che per la precisione parla del Percorso Salute) che spiega l'esercizio da compiere prima di riprendere il cammino.
Continuiamo con poca pendenza e transitiamo sotto a tre cavi.
Sul tronco di un albero vediamo un bollo rosso-bianco-rosso a strisce orizzontali.
Un torrente passa sotto alla sterrata mentre da ambo i lati ci sono delle protezioni.

Poco dopo troviamo alla sinistra delle altalene, delle panchine e due tavoli con relative panche. Alla destra c'è una postazione per barbecue. Un cartello segnala il pericolo di piene improvvise. A seguire c'è anche la piazzola n. 2 del Percorso Vita/Salute (m. 1880).
Su di un albero vediamo il segnavia 118 rosso-bianco-rosso. Continuiamo in leggerissima salita.
Per alcuni metri alla destra c'è una staccionata di legno.

Alla destra, oltre il torrente, vediamo un baitello. Alla sinistra c'è la piazzola n. 3.
Superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1885).
Continuiamo in leggera salita.

Alla destra troviamo delle altalene e tre tavoli con relative panche. Alla sinistra ci sono la piazzola n. 4 e una panchina. La pendenza è minima.
Su di un albero vediamo un segnavia rosso-bianco-rosso.
Presso una semicurva verso sinistra un ruscelletto passa sotto alla sterrata.

Alla sinistra troviamo una panchina e la piazzola n. 5; dall'altro lato un tavolo con relative panche (m. 1905).
Alla destra c'è una corta staccionata. Con poca pendenza superiamo due semicurve sinistra-destra.
Vediamo i bolli sul tronco di un albero alla destra.
Percorriamo una semicurva verso sinistra.

Subito dopo, alla sinistra troviamo due altalene, due tavoli con relative panche, due postazioni barbecue e la piazzola n. 6 (m. 1915).
Pochi passi più avanti alla destra c'è un tavolo con relative panche.
Alla sinistra, accanto ad una panchina, sale una scalinata con 17 gradini di legno. Un cartello indica diritto l'Agriturismo Federia. Continuiamo diritto (m. 1920).

Attraversiamo il Torrente Federia su di un ponte con il fondo e le sponde di legno.
Dopo un breve tratto in salita continuiamo con pochissima pendenza. Ora il torrente scorre alla nostra sinistra. Alla destra, lungo la strada descritta nel primo itinerario, vediamo in lontananza la bianca chiesetta della Val Federia, con il caratteristico campanile a bulbo, dedicata a Maria Addolorata.

In salita percorriamo una semicurva verso sinistra. Un rivolo attraversa la sterrata passandole sotto. Alla destra troviamo la statuetta di una madonna, una croce di ferro e la foto di due giovani travolti da una valanga nel 2008 (m. 1935).
Proseguiamo in leggera salita.

Dopo un breve tratto in leggera discesa, lasciamo a sinistra un ponte di legno che consente di attraversare il torrente. Continuiamo con poca pendenza (m. 1950).
Percorriamo una curva verso sinistra molto ampia.
Passiamo accanto a un tombino. Un rivolo scorre sotto alla sterrata.
Al termine della curva lasciamo a sinistra un altro ponte di legno (m. 1960). [Volendo è possibile attraversare entrambi i ponti e tornare sul percorso principale.]
Subito percorriamo un'ampia curva verso destra riprendendo a salire.
Alla sinistra troviamo un masso. Continuiamo con poca pendenza.

Quasi in piano, camminiamo tra due staccionate di legno. Un cartello segnala, con un sentiero che esce alla destra, il Ristoro da Memi (m. 1985).
Su di un ponte con il fondo in legno, attraversiamo un affluente del Torrente Federia.
In leggera discesa superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 1990).
Continuiamo in salita. Alla sinistra vediamo dei cavalli al pascolo mentre la staccionata continua solo sull'altro lato.
Proseguiamo quasi in piano. In basso alla sinistra vediamo il torrente che scorre incassato tra due ripide pareti (m. 2000).
Torniamo a salire. Ignoriamo la stradina che scende a sinistra verso uno sbarramento artificiale sul torrente e percorriamo una semicurva verso destra. Un cartello segnala il pericolo di piene improvvise (m. 2010).

Raggiungiamo uno spiazzo pianeggiante (m. 2020). Alla sinistra c'è una casetta dell'Enel recintata. Un segnale stradale vieta il transito alle biciclette sulla sterrata fin qui percorsa.
Attraversato lo spiazzo ci immettiamo sulla strada asfaltata descritta nel primo itinerario. I segnavia indicano con il percorso 167, a sinistra: Rifugio Casciána a ore 2, Cheśéira da Fedaría a ore 1.20, Rifugio Carosello 3000 a ore 3; a destra e dietro: Pónt de la Calchéira a ore 0.30, Parcheggio P3 a ore 0.35, Livign.
Continuiamo verso sinistra, come descritto nel primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 2.35 - Dislivello: 635 -50
Data escursione: ottobre 2019 - luglio 2020
 
Terzo itinerario: da Livigno Parcheggio P3 - variante di destra
Dal centro di Livigno ci dirigiamo a nord verso il lago.
Con Via Rasìa arriviamo alla rotonda dove lasciamo a destra la strada per il tunnel del San Gallo e continuiamo verso sinistra con Via Beltràm.
Giriamo poi a destra in Via Molin. Allo stop proseguiamo verso destra fino a trovare sulla destra il parcheggio P3 (m. 1855).

Lasciata la macchina, seguiamo la strada in leggera salita camminando sul marciapiede con alla destra il Torrente Federia che è attraversato da un ponte. I segnavia indicano diritto con il percorso 167: Fedaría, Sagliént. Continuiamo sul marciapiede e troviamo altri parcheggi sotto ai larici sul lato destro della strada.

Arriviamo al Pónt de la Calchéira (m. 1863) dove la strada prosegue diritto oltrepassando il ponte, mentre una stradina si stacca a sinistra ed un'altra retrocede verso sinistra con un tornante. I segnavia indicano,
- diritto con il percorso 175: Tröi da Lodovico, Sagliént, Píza di Riŋ a ore 4.10;
- sia diritto che a sinistra (vedi il secondo itinerario) con il percorso 167: Fedaría, Cheśéira da Fedaría a ore 2, Rifugio Casciána a ore 2.40;
- a sinistra: Percorso Vita;
- con il tornante sinistrorso, percorso 190: Tröi da li Téa, Téa dal Plaŋ a ore 0.30, Pónt Lónch a ore 2.15, Costaccia.
Accanto ci sono anche un crocefisso e una bacheca con una cartina della zona.

Attraversiamo il ponte che ha le sponde in cemento con dei piccoli archi.
Poco dopo alla sinistra troviamo il Rifugio-Ristoro Calchera. La strada diventa agro-silvo-pastorale.
Subito raggiungiamo una curva verso sinistra dove lasciamo la strada per prendere il sentiero 175 che prosegue diritto (m. 1875). I segnavia indicano con il sentiero 175: Tröi da Lodovico - Sagliént; Bochéta da Tropióŋ a ore 2.40, Bochéta dal Cantóŋ a ore 2.50, Camposc'tíŋ a ore 0.15, Téa Ālta a ore 0.40, Píza di Riŋ a ore 4.10.
Il sentiero, in leggera salita, entra nel bosco di larici. Alla sua destra scorre il Torrente Valle di Saliente.
Poco dopo, vediamo il primo bollo rosso-bianco-rosso, dipinto sul tronco di un albero.
Lasciamo a destra un palo in metallo e proseguiamo in salita.

Percorriamo un ampio tornante sinistrorso ignorando un sentiero che si stacca alla destra (m. 1895).
Lasciamo a sinistra un altro palo in metallo. Con una staccionata alla sinistra, percorriamo un tornante destrorso trascurando un sentiero che prosegue diritto verso alcune baite di legno. Continuiamo con un sentierino tra l'erba (m. 1910).
Lasciamo a sinistra una fontana con vasca-abbeveratoio in cemento sulla quale vediamo un bollo rosso-bianco-rosso (m. 1920).

Sbuchiamo su di una stradina asfaltata e la seguiamo verso destra in leggera salita (m. 1925).
Da questo punto, di tanto in tanto troveremo una canalina di legno per lo scolo dell'acqua, di traverso alla stradina.
In salita percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1930) seguito da uno destrorso (m. 1935).
Vediamo: poco sopra a sinistra una casa, dietro gli impianti della cabinovia Costaccia, alla destra l'inconfondibile profilo del Monte Cassa del Ferro.
Con un ampio tornante sinistrorso aggiriamo la casa; alla destra c'è una staccionata e alla sinistra un muretto sormontato da una staccionata.

Con il fondo sterrato raggiungiamo altre case e una fontana con vasca. I segnavia indicano: Camposc'tíŋ 1950 m; diritto con il sentiero 173: Téa Ālta a ore 0.25, Téa da Fedaría a ore 0.45, Píza di Riŋ a ore 4; a destra con il sentiero 175: Tröi da Lodovico - Sagliént; Bochéta da Tropióŋ a ore 2.25, Bochéta dal Cantóŋ a ore 2.35; dietro con il sentiero 175: Pónt de la Calchéira a ore 0.10, Parcheggio P3 a ore 0.15, Livìgn. Continuiamo diritto su asfalto (m. 1955).
Subito percorriamo una semicurva verso destra tra le case. La strada diventa sterrata e in modo abbastanza ripido superiamo due semicurve destra-sinistra.
Percorriamo un tratto tra i larici.

Torniamo allo scoperto e in leggera salita arriviamo ad un bivio (m. 1985) dove proseguiamo diritto come segnalato da un bollo che vediamo poco più avanti.
In salita percorriamo un tornante destrorso e continuiamo tra giovani larici (m. 1990).
Dopo un tornante sinistrorso alla destra c'è un prato (m. 2000).
Superiamo due semicurve sinistra (m. 2010) e destra (m. 2015).
Ora i prati sono alla sinistra.
Superiamo una semicurva verso sinistra.

Subito dopo, presso un tornante destrorso i segnavia indicano, diritto con il sentiero 173: Téa Ālta a ore 0.05, Téa da Fedaría a ore 0.30, Plaŋ da l'Iśoléta a ore 0.45; a destra con il sentiero 174: Laghét da Sagliént Alt a ore 3.20, Bochéta da Sagliént Alt a ore 3.25, Píza di Riŋ a ore 3.50 (m. 2030).
Proseguiamo diritto tra i prati, quasi in piano, con delle serpentine appena accennate. Dietro vediamo Livigno; in alto a sinistra Costaccia.
Continuiamo tra larici, piccoli e radi. Superiamo tre semicurve dx-sx-dx assecondando le anse della montagna (m. 2040).
Dopo una semicurva verso sinistra e una breve discesa, attraversiamo un rivolo.

In leggera salita raggiungiamo la Tea Alta (m. 2050).
Continuiamo quasi in piano con una stradina sterrata. Alla destra c'è un'altra baita.
In basso a sinistra vediamo la bianca chiesetta della Val Federia, con il caratteristico campanile a bulbo, dedicata a Maria Addolorata.
Proseguiamo in leggera discesa. Un torrente passa sotto alla stradina. Superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 2045).
Una dopo l'altra, lasciamo a sinistra due vecchie baite di legno. Superiamo altre semicurve.
Dopo un breve tratto in discesa continuiamo quasi in piano (m. 2030).
Alla sinistra c'è una stalla in cemento.
Superiamo un tratto in discesa.
Un ruscello passa sotto alla stradina (m. 2025). Percorriamo un tratto con poca pendenza.

Poco dopo, scendiamo in modo abbastanza ripido su asfalto. Nel prato alla sinistra vediamo delle marmotte (m. 2030).

Presso un tornante sinistrorso un ruscello passa sotto alla stradina. Lasciamo la stradina che piega a sinistra e scende in modo abbastanza ripido verso la strada sul fondovalle e prendiamo un sentiero che prosegue diritto all'inizio del quale un cartello segnala la Tea da Memi (m. 2020).
Dopo un breve tratto in leggera salita, superiamo una semicurva verso destra e continuiamo quasi in piano nel bosco.
Percorriamo una semicurva verso destra e proseguiamo con poca pendenza.
Dopo pochi passi in salita continuiamo quasi in piano con delle serpentine appena accennate.
In leggera discesa superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 2025).

Quasi in piano usciamo dal bosco (m. 2030).
Poco sotto, alla sinistra, vediamo la sterrata che dal fondovalle sale alla Tea da Memi.
Continuiamo con un tratto in salita ed uno con poca pendenza (m. 2040).

Poco dopo raggiungiamo la Tea da Memi e le passiamo alla destra, un poco più in alto (m. 2045).
Dopo alcuni passi in salita alla destra troviamo dell'acqua che esce da un tubo e cade in un tronco scavato.
Quasi in piano passiamo tra due vecchie baite/stalle (m. 2055).
Continuiamo in leggera salita con una staccionata alla sinistra.
Quasi in piano superiamo due semicurve destra-sinistra.

Raggiungiamo la prima di una fila di baite situate alla destra della stradina. In basso alla sinistra vediamo la casa dell'Enel in un'area recintata, nel punto in cui la strada asfaltata di fondovalle e la variante di sinistra si uniscono.
Dopo le prime due baite, percorriamo un tornante destrorso, guadiamo Il Torrente Rin Toscie e continuiamo in leggera salita con un tornante sinistrorso.
Alla destra ci sono altre baite. Dopo una semicurva verso destra ne troviamo anche alla sinistra. Su una delle ultime case c'è una madonnina.
Dopo l'ultima casa, alla destra troviamo un crocefisso e dell'acqua che cade in un tronco scavato (m. 2085).

Continuiamo in discesa con una staccionata alla sinistra.
Con due semicurve sinistra-destra aggiriamo una baita.
Passiamo accanto ad altre baite: una di legno alla sinistra e due di pietra alla destra della stradina (m. 2065).
Superiamo una semicurva verso sinistra.

Ad un bivio i segnavia indicano, diritto con il sentiero 173/172: Rifugio Casciàna a ore 1.50, Bochéta da Casciàna a ore 2, Val Laveron; a sinistra con il sentiero 167: Pónt da la Calchéira a ore 0.45, Parcheggio P3 a ore 0.50, Livign; dietro con il sentiero 173: Téa da Fedaría a ore 0.10, Camposc'tíŋ a ore 0.55, Pónt da la Calchéira a ore 1.10. Alla destra una stradina si dirige verso delle case. Proseguiamo diritto con un sentiero nei prati (m. 2060).
Camminiamo con poca pendenza attorniati da piccoli mughi.
Percorriamo tre curve dx-sx-dx (m. 2070-2075).
Presso una curva verso sinistra guadiamo un torrente (m. 2085).
Superiamo un tratto con poca pendenza ed uno quasi in piano.
In leggera discesa percorriamo una semicurva verso destra e proseguiamo con un tratto in leggera salita ed uno quasi in piano. In basso alla sinistra vediamo il Piano dell'Isoletta.
Un rivolo attraversa il sentiero (m. 2090).
Dopo una semicurva verso destra continuiamo in leggera discesa.
Guadiamo un ruscelletto.
Con poca pendenza percorriamo una curva verso destra (m. 2085).
Con pochi passi in discesa raggiungiamo il letto di un torrente che troviamo asciutto e risaliamo l'altra sponda. Continuiamo quasi in piano.
Superiamo una semicurva verso sinistra e proseguiamo con poca pendenza.
Scendiamo verso un torrente, lo guadiamo e continuiamo in leggera salita (m. 2090).
Subito percorriamo un tornante destrorso.

Ci immettiamo su di una strada sterrata (m. 2095). I segnavia indicano, a destra con la sterrata 172: Rifugio Casciàna a ore 1.35, Bochéta da Casciàna a ore 1.50, Val da Laverón; dietro con il sentiero 173: Téa da Fedaría a ore 0.20, Camposc'tíŋ a ore 1.10, Pónt da la Calchéira a  ore 1.25. Scendiamo a sinistra con la sterrata attorniati dai prati.
Superiamo due semicurve destra-sinistra e ci immettiamo sulla sterrata di fondovalle (m. 2065). Alla sinistra c'è un ponte con sponde di legno. I segnavia indicano, dietro con il percorso 172: Rifugio Casciána a ore 1.40, Bochéta de Casciána a ore 1.55, Val da Leveróŋ; a destra con il percorso 167: Cheśéira da Fedaría a ore 0.50, Rifugio Carosello 3000 a ore 2.30, Bochéta dal Plaŋ da Vaca a ore 3.20; a sinistra: Pónt de la Calchéira a ore 0.55, Parcheggio P3 a ore 1, Livìgn. Andiamo a destra e continuiamo come già descritto nel primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 2.55 - Dislivello: 730 -145
Data escursione: luglio 2020

ESCURSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:
  • al Laghét da Federìa in ore 1.30
  • alla Bochéta dal Plaŋ da Váca in ore 1.40
  • alla Cheséira da Fedaría (m. 2215) in ore 0.45









Dati del Bivacco Baitel di Planon

Altezza:
m. 2440
Gruppo:
Alta Valtellina
Ubicazione:
Val Federia
Comune:
Livigno - SO
Carta Kompass:
96 A4
Coordinate Geo:
46°31'02.20"N
10°04'01.30"E
Gestore:
-
Telefono gestore:
-
Telefono bivacco:
-
Posti letto:
-
Apertura:
sempre
Pagina inserita
il: 10/08/2020
Il Bivacco Baitel di Planon Pónt de la Calchéira Il Ristoro-Rifugio Calchéira Primo itinerario - La Baita Luléta Una finestra della baita Una cappellina Uno sguardo avanti e uno dietro La bianca chiesetta di Federia dedicata a Maria Addolorata Lungo la strada Una baita (tea) Ponticello e baite Mucche al pascolo La strada asfaltata sul fondo della Val Federia Passiamo accanto al Bivacco Baitèl da li Cheśéira Véglia Croce e panca di fronte al bivacco Continuaimo oltre il baitello sulla sterrata di fondo valle Ponticello o guado La Cheśéira da Fedaría (Agriturismo Alpe Federia o Cascina di Mortarecc) Croce e altalene La stradina inerbita dopo lˈagriturismo Una grande stalla sullˈaltro lato della valle Marmotta Veduta panoramica dal baitello La finestra del baitello Il Bivacco Baitel di Planon Secondo itinerario - Colori dˈautunno Colori dˈautunno Colori dˈautunno Una delle piazzole del Percorso Salute Ponte sul Torrente Federia Dal percorso basso vista sulla chiesetta di Federia La sterrata e il torrente Camminiamo tra due staccionate prima di un ponticello Sbarramento artificiale sul Torrente Federia Terzo itinerario - Tea Alta Scorcio di una baita - la finestra Scorcio di una baita - madonnina Croce Senso unico alternato

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