Rifugio Reverberi

Il Rifugio del Gruppo Alpini di Vallio Terme, intitolato al Generale Luigi Reverberi (1892–1954) comandante della divisione Tridentina nella campagna di Russia, è situato sull’altopiano del Monte Ere in vetta al Dosso dei Lupi.
Poco a monte, in direzione Ovest, ci sono la chiesetta dedicata a San Maurizio, patrono degli alpini, e la croce.
Il rifugio è aperto solo in alcune occasioni o feste alpine (per esempio la prima domenica di agosto). È però consentito a chiunque di utilizzare tavoli e sedie e un barbecue per cucinare da sé.

I primi quattro itinerari di seguito descritti, la cui esposizione è prevalentemente a nord, partono da Odolo (fraz. Cagnatico) a poche centinaia di metri uno dall'altro. Pertanto è possibile effettuare dei giri ad anello utilizzandone uno per la salita ed un altro per la discesa.

Primo itinerario: da Odolo (Via Marconi) su stradina, itinerario n. 1 "Via Normale" (488)
Lasciamo l'autostrada A4 all'uscita Brescia Ovest (km. 215.3).
Dopo il casello giriamo a destra e poi tenendo la sinistra (cartello tangenziale sud) entriamo in una rotonda. Prendiamo la terza uscita (cartello Val Sabbia) immettendoci nella tangenziale ovest.
Al semaforo continuiamo diritto (Via Oberdan).
Ad una rotonda prendiamo la seconda uscita entrando nella Tangenziale Monte Lungo.
Alla successiva rotonda andiamo a destra in Via Triumplina (qui inizia la SP 237 del Caffaro).
Ad un'altra rotonda continuiamo diritto.
Poco dopo presso un'altra rotonda giriamo a sinistra (Via Conicchio).
Arriviamo a Bovezzo. Ad una rotonda proseguiamo diritto (Via Verdi. Cartello Odolo a km. 14, Val Sabbia).
Troviamo i cartelli che segnalano l'inizio di Cortine, fraz. di Nave (SP 237 Via Brescia)
Ad una rotonda troviamo il cartello che indica l'inizio di Nave. Superiamo altre tre rotonde sempre proseguendo diritto.
La strada diventa Via Trento (SP 237).
Attraversiamo Caino (SP 237 km. 11.5).
Arrivati in Piazza Trieste giriamo a destra (sempre SP 237)
Al km. 18.5 giriamo a sinistra in Via Zambelli (sempre SP 237)
Al km. 21.5 un cartello segnala l'inizio di Odolo e al km. 24 arriviamo in paese.
La strada subito si biforca e teniamo la destra (Via Brescia).
Ad una rotonda proseguiamo diritto seguendo l'indicazione Odolo centro (Via Brescia).
Alla successiva rotonda continuiamo diritto entrando nella Zona industriale.
Giriamo poi a destra in direzione della frazione Cagnatico. Percorrendo Via Marconi troviamo alla destra Via del Torcolo e alla sinistra dapprima la ditta Olifer e subito dopo la chiesa. Alla destra della chiesa c'è un piccolo parcheggio con otto posti macchina e una fontanella (m. 380).

Lasciata la macchina ci incamminiamo, dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa, seguendo Via Marconi e tornando indietro per un centinaio di metri.
Giriamo a sinistra in Via del Torcolo, all'inizio della quale una cartina mostra i sentieri della zona.
Proseguiamo in leggera salita tra due muri di pietre.
Più avanti la strada diventa Via Cete. Sul muro alla destra una freccia rossa invita a proseguire.
Continuiamo tra le case e arrivati al civico 52 giriamo a destra.

Poco dopo perveniamo ad un bivio (m. 390). I segnavia indicano a destra con il percorso n. 488: Capanna Monte Cugni, Via Normale; a sinistra con il percorso n. 489: Corna Forata. Andiamo a destra su sterrato.
Subito arriviamo ad una biforcazione priva di indicazioni. In questo punto, in alto verso sinistra, è visibile la croce bianca del Monte Cugni. Andiamo a sinistra con pochissima pendenza entrando nel bosco.
Un rivolo attraversa la stradina passandole sotto. Alla destra c'è una staccionata. Troviamo anche una canalina in metallo, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada.
Un segnale stradale indica che la strada è senza uscita.
Proseguiamo in leggera salita con il fondo in cemento.

Presso una curva a destra ignoriamo una stradina sterrata che prosegue diritto. Alla destra c'è il cancello di una villetta e un cartello su quale leggiamo: "Casina" (m. 420).
Ora la stradina è incassata nel terreno circostante. Lasciamo a destra un cancello secondario della villetta (m. 430).
Un'apertura alla destra consente una veduta dall'alto sulla zona industriale (m. 440).
Proseguiamo in salita. In questo punto gli alberi del bosco non riescono a coprire in alto la vista del cielo (m. 470).
Poi il bosco diventa più fitto.
In leggera salita percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio, all'inizio della quale c'è un cancello alla destra.
All'esterno di una curva a destra troviamo uno slargo (m. 485).
Poco dopo ignoriamo un sentiero che sale a sinistra.

La strada diventa sterrata.
Proseguiamo quasi in piano.
Troviamo due canaline per lo scolo dell'acqua, una prima e l'altra dopo un ampio tornante sinistrorso. Anche qui il bosco non si stringe attorno alla strada e possiamo vedere il cielo sopra di noi.

Con il fondo asfaltato, in leggera salita, rientriamo nel bosco, ora più fitto.
Per un breve tratto alla destra c'è un guard-rail. Un cartello ricorda come bisogna comportarsi se si ama la natura. Più avanti ne troveremo altri identici.
Subito giriamo a destra e continuiamo in salita.

Ora il bosco è più rado e gli alberi sono meno alti. Procediamo con poca pendenza. Ignoriamo una sterrata che si stacca alla destra.
Lasciato a destra uno slargo, percorriamo una curva a sinistra all'interno della quale ci sono delle roccette (m. 515).
Continuiamo in salita con una parete di roccia alla sinistra e dei paletti di ferro che reggono un cavo metallico alla destra.
Percorriamo un'ampia curva a sinistra (m. 540).

Alla sinistra una pietra forma una rudimentale panca. Sulla roccia vediamo un bollo rosso-bianco.
Alla destra, tra gli alberi, intravvediamo la valle sottostante.
Troviamo un segnale stradale che avverte che la strada è senza uscita ed un cartello "se ami la natura ..." (m. 555).
Subito dopo alla destra c'è una vecchia protezione in legno.

Con bella vista sulla valle e le cime circostanti percorriamo una curva a sinistra. Ignoriamo una stradina inerbita e con due strisce sterrate, che si stacca alla destra.
Continuiamo con poca pendenza. Gli alberi sono radi.
Alla sinistra vediamo un bollo rosso-bianco.

Proseguiamo in salita. Alla destra una corta stradina, chiusa da una sbarra, conduce ad una tettoia, con un camino e alcuni tavoli, in fondo alla quale c'è un locale con la targa: "Rifugio Antincendio Cugni" (m. 570). Continuiamo diritto in salita passando accanto ad una santella con la statua di una madonnina.

Troviamo subito una stradina, chiusa da una sbarra dipinta di bianco e rosso, che sale a sinistra. Un segnavia sul tronco di un albero segnala diritto la Capanna Monte Cugni.
Continuiamo diritto, quasi in piano, su sterrato. Percorriamo alcune semicurve nel bosco.
Superiamo una canalina metallica, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada. Ignoriamo un sentiero, segnalato con segmenti gialli dipinti sui tronchi degli alberi, che sale a sinistra (m. 580).
Troviamo un'altra canalina metallica.
Quasi in piano transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione.
Un rivolo attraversa la strada scorrendo in una canalina per lo scolo dell'acqua.
Poco dopo troviamo un'altra canalina.

Proseguiamo in leggera salita con il fondo in cemento, camminando tra due file di tralicci.
Dopo una curva a destra transitiamo sotto i cavi dell'alta tensione della seconda fila (m. 595).
Percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio al termine del quale ignoriamo un sentiero, segnalato da una freccia gialla, che sale a sinistra (m. 605).
Alla sinistra vediamo un bollo rosso-bianco. Riprendiamo a salire.
Un segnavia indica davanti la Capanna Monte Cugni (m. 615).
Proseguiamo con poca pendenza. Leggiamo la data "23.5.1987" incisa nel cemento della stradina (m. 630).

Lasciamo a sinistra un piccolo slargo. Alla destra una rientranza conduce ad un cancello.
Percorriamo una curva a sinistra all'esterno della quale, oltre una siepe, c'è una casa.
Alla sinistra della stradina vediamo una placca di roccia obliqua. Alla destra su di un cancello di legno leggiamo: "Casina Coste Rate slm 680" (m. 645).
Lasciamo a destra lo spazio per il parcheggio della casa.
Subito ignoriamo una sterrata che si stacca alla destra. Il segnavia Capanna Monte Cugni infatti invita a proseguire diritto.
Alla destra ci sono dei pali di ferro arrugginiti che reggono due cavi. Qui, attorno alla stradina, c'è dello spazio libero prima degli alberi.

Percorriamo due ampi tornanti, il primo verso sinistra (m. 650) e l'altro verso destra (m. 660).
Continuiamo con una semicurva a sinistra. Alla destra, a lato della stradina, c'è uno spazio per parcheggiare delimitato da paletti di legno che reggono un cavo di acciaio.

Poco dopo, una sterrata, chiusa da una stanga bianca e rossa, si stacca alla sinistra. I segnavia indicano a sinistra: Capanna Monte Cugni; dietro: Cagnatico Odolo. Proseguiamo diritto (m. 675).
La stradina diventa sterrata.
Superiamo una semicurva verso destra.
Dopo un tratto in leggera salita ed uno quasi in piano (m. 680), continuiamo in leggera discesa.
Percorriamo una semicurva verso sinistra.

Per un tratto la stradina scorre tra due pareti di roccia (m. 675).
Vediamo un bollo giallo su di un albero alla destra.
Superiamo una canalina in cemento per lo scolo dell'acqua, di traverso alla sterrata.
Percorriamo una semicurva verso sinistra.
Proseguiamo quasi in piano.

Ad un bivio lasciamo a sinistra una stradina chiusa da una stanga giallo-nera. Un segnale stradale, rivolto a coloro che arrivano dalla direzione opposta, indica come velocità massima 10 chilometri (m. 670).
Proseguiamo con semicurve appena accennate.
Percorriamo un'ampia semicurva verso destra e ignoriamo una sterrata che sale a sinistra.
Dopo un tratto con poca pendenza continuiamo quasi in piano.

Superiamo una semicurva verso destra.
Troviamo una canalina metallica per lo scolo dell'acqua di traverso alla strada.
Lasciamo a sinistra un piccolo slargo (m. 680).

Percorriamo una curva a sinistra molto ampia. Alla destra ci sono un appostamento per la caccia ed una baitella (m. 680).
In salita, con il fondo in cemento, superiamo una semicurva verso destra e torniamo a camminare su sterrato.

Quasi in piano arriviamo ad un bivio (m. 690). Diritto c'è una stradina senza uscita (proprietà privata); alla sinistra c'è una stradina che inizia tra due paletti verdi e che ha due strisce di cemento in corrispondenza del passaggio delle ruote (è la sterrata degli itinerari 2-3-4 che qui si innesta); verso destra la nostra stradina prosegue passando accanto ad un segnale stradale che indica il divieto di transito alle moto. Continuiamo verso destra.
Alla sinistra ci sono dei paletti di ferro che reggono cinque cavi di filo spinato.
Continuiamo in leggera salita.

Alla destra c'è una casa che una siepe separa dalla strada. Superiamo una canalina in metallo e poco dopo un'altra in cemento.
Troviamo, di traverso alla strada, delle canaline di metallo per lo scolo dell'acqua, incassate dentro altre di cemento. Sull'ultima, una freccia verde indica la direzione contraria al nostro procedere.
Ignoriamo una stradina, con due strisce di cemento in corrispondenza del passaggio delle ruote, che sale verso sinistra.
Proseguiamo tra due siepi.

Alla sinistra c'è una casa bianca a due piani e con un portico mentre alla destra c'è una casa con un solo piano (m. 705).
Alla destra abbiamo una staccionata; alla sinistra dei paletti che reggono due cavi.
Continuiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita.

Troviamo una casa verde alla destra (su di una targhetta leggiamo: "Casamia") di fronte alla quale inizia una sterrata (m. 710).
Proseguiamo quasi in piano.
Alla sinistra c'è una recinzione con dei pali di legno che reggono una rete metallica a quadrotti mentre alla destra, oltre una staccionata, c'è un prato tra gli alberi.
Alla sinistra, oltre un cancello, vediamo una casa (m. 705).
Proseguiamo in leggera discesa. Alla sinistra la recinzione continua.

Troviamo un sentiero che sale a sinistra nel bosco. Qui potremmo anche continuare diritto con la sterrata fino a raggiungere la strada asfaltata (m. 685) che sale da Vallio Terme con la quale a sinistra si arriva al rifugio dopo aver aggirato il dosso con la croce. Preferiamo però prendere il sentiero che passa accanto alla croce e alla chiesetta.
Il sentiero inizia accanto ad un cartello che illustra e descrive con notizie e curiosità il Pioppo Tremulo (m. 700).
Poco dopo troviamo un altro cartello che parla della Lantana (m. 705).
La pendenza aumenta.
Percorriamo due semicurve sinistra-destra.
Attraversiamo un praticello con gli alberi ai lati. Alla destra, ad alcuni metri di distanza, altri due cartelli parlano del Corniolo e del Pero Corvino.

Poco dopo raggiungiamo la croce nel punto più alto (m. 720). Nei prati alla sinistra ci sono altri cartelli dai quali apprendiamo notizie sul Ranno/Spino Cervino e sulla Frangola.
Oltre la croce continuiamo in discesa.
Alla sinistra troviamo la chiesetta dedicata a San Maurizio, patrono degli alpini (m. 715).
Continuiamo a scendere tra radi alberi, accanto ad alcuni dei quali ci sono i relativi cartelli esplicativi, e raggiungiamo lo slargo alla cui sinistra c'è il Rifugio Reverberi mentre dalla destra arriva e termina la strada asfaltata.

Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 360 -40
Data escursione: giugno 2016 - maggio 2018
 
Secondo itinerario: da Odolo (Via Marconi) con il sentiero n. 2 "Corna Forata" (489)
La parte iniziale di questo itinerario è identica a quella del precedente con il quale, in leggera salita, arriviamo al bivio di quota m. 390 dove i segnavia indicano a destra con il percorso n. 488: Capanna Monte Cugni, Via Normale; a sinistra con il percorso n. 489: Corna Forata. Questa volta andiamo a sinistra.

Alla sinistra troviamo una casa recintata mentre alla destra c'è il bosco.
Superata una grata per lo scolo dell'acqua, la stradina diventa sterrata.
Poco dopo, davanti ad un cancello, giriamo a destra ed entriamo nel bosco (m. 400).
Lasciamo a sinistra una stradina con il fondo in cemento che conduce agli impianti della Snam rete gas e proseguiamo diritto superando una sbarra dipinta di bianco e rosso.
Vediamo un segmento giallo dipinto sul tronco di un albero.
Percorriamo due semicurve sinistra-destra.
Con il fondo in cemento ne superiamo altre due destra-sinistra (m. 410).

Arriviamo ad un bivio (m. 420) dove troviamo un cartello che indica a destra il percorso 489 Corna Forata. Andiamo pertanto a destra e subito usciamo dal bosco.
La stradina prosegue in salita e, poco dopo, termina davanti ad una casa gialla. Prendiamo invece una sterrata che si stacca alla destra, attraversa un prato e rientra nel bosco.
Dopo un tratto con pochissima pendenza, continuiamo in salita e troviamo molte canaline in cemento, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla stradina.
Superiamo tre tornanti sx-dx-sx (m. 440-455-460).

Al successivo tornante destrorso lasciamo la stradina e proseguiamo diritto con un sentiero segnalato da bolli di colore blu, rosso e bianco (m. 465).
Dopo alcuni passi in discesa continuiamo in salita.
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra.
Sui tronchi degli alberi vediamo diversi bolli di colore blu, rosso e bianco.
Proseguiamo quasi in piano (m. 485).

Seguendo i bolli, lasciamo il sentiero, che prosegue diritto per un tratto prima di perdersi nel bosco, e ne prendiamo un altro che si stacca alla destra e sale in modo abbastanza ripido con dei zig-zag dx-sx-dx, agevolati da gradini scavati nel terreno.
Percorriamo una curva a destra lasciando un piccolo slargo prativo alla sinistra (m. 500).
Dopo un tratto quasi in piano ed una curva a sinistra, torniamo a salire in modo abbastanza ripido. Alla destra ci sono delle rudimentali protezioni fatte con dei rami sistemati orizzontalmente.
Superiamo uno zig-zag sinistra-destra salendo dei gradini scavati nel terreno.
Con poca pendenza percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio camminando tra erba e radi alberi.
Torniamo a salire con due tornanti destra-sinistra vicini tra loro.
Continuiamo con due semicurve destra-sinistra. Alla destra, in basso, vediamo la zona industriale (m. 520).

Proseguiamo in leggera salita su di un ampio costolone tra due vallette. In alto, verso destra, vediamo tra gli alberi la parte alta della bianca croce sul M. Cugni.
Ci spostiamo un poco alla destra del crinale.
Poco dopo torniamo sulla cresta, qui larga circa due metri (m. 540).
Dopo un tratto in salita proseguiamo quasi in piano.
In leggera salita superiamo uno zig-zag sinistra-destra.

Ora il sentiero sale a mezza costa.
Dopo una curva a sinistra continuiamo quasi in piano. Alla sinistra ci sono delle vecchie protezioni in legno verso un alberato pendio che scende verticalmente a lato del sentiero (m. 555).
Percorriamo una semicurva verso destra.
Passiamo accanto a due paletti di legno tra l'erba.
Con una semicurva verso destra, rientriamo nel bosco.
Ora il piccolo sentiero è invaso dall'erba. Continuiamo con poca pendenza. Di tanto in tanto troviamo un bollo blu, rosso e bianco.
Alla sinistra troviamo una corta protezione.

Dopo pochi passi tra l'erba, quasi in piano, rientriamo nel bosco passando accanto a due paletti di legno (m. 575).
Subito percorriamo una curva a sinistra attraversando un ruscelletto che troviamo asciutto.
Proseguiamo tra l'erba e alla sinistra vediamo la sottostante zona industriale.
Con uno zig-zag destra-sinistra torniamo subito a salire.
Percorriamo qualche passo in discesa, con delle protezioni alla sinistra.

Subito rientriamo nel bosco e proseguiamo in salita, con un alberato pendio che precipita alla sinistra del sentiero.
Percorriamo alcuni passi quasi in piano ed altrettanti con poca pendenza (m. 590).
Riprendiamo a salire, con delle protezioni alla sinistra, agevolati da alcune radici affioranti che formano dei rudimentali gradini.
In modo abbastanza ripido superiamo tre paia di zig-zag destra-sinistra (m. 600).
Vediamo un bollo bianco rosso su di una pietra che precede un altro zig-zag destra-sinistra.

Usciamo dal bosco e continuiamo quasi in piano (m. 615). In alto, verso sinistra vediamo la Capanna Cugni e verso destra la croce.
Percorriamo alcuni passi in leggera discesa sull'ampio crinale, tra erba e radi alberi.
Dopo un tratto in salita proseguiamo quasi in piano tra gli alberi e aggiriamo alla destra un masso (m. 625).
Riprendiamo a salire con bella vista sulla vallata alla destra.

Il sentiero si biforca. Teniamo la destra in quanto la traccia tra l'erba è un poco più visibile rispetto all'altra (m. 635).
Poco dopo percorriamo uno zig-zag sinistra-destra.
Superiamo una curva a sinistra e torniamo a salire in modo abbastanza ripido (m. 645).
Con poca pendenza percorriamo due tornanti destra-sinistra vicini tra loro.
Continuiamo in salita con uno zig-zag destra-sinistra.
Superiamo un tornante destrorso seguito da un paio di zig-zag sinistra-destra (m. 660).
Un tratto privo di alberi alla sinistra consente di vedere la capanna.
Superiamo un altro zig-zag destra-sinistra.
Rientriamo nel bosco (m. 675).

Quasi in piano, ci immettiamo su di un sentiero più largo (m. 685). Andando a destra, dapprima in piano e poi in leggera discesa, si raggiungono una casa, poi un appostamento per la caccia ed infine la bianca croce eretta nel 1984 in un punto in cui è visibile dal paese sottostente (m. 655). Per raggiungere la Capanna Cugni dobbiamo invece proseguire verso sinistra.
Poco dopo transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione lasciando alla destra un traliccio.

Camminando tra radi alberi, andiamo ad immetterci sulla stradina del primo itinerario nel punto in cui effettua un ampio tornante destrorso. Un cartello indica dietro il sentiero n. 2 Corna Forata e seguendo la sterrata il sentiero n. 1 Via Normale (m. 690).
Continuiamo diritto, con pochissima pendenza, lasciando a destra una baita bianca.
Attraversiamo un folto boschetto e, all'uscita, alla sinistra troviamo la Capanna Monte Cugni (m. 700).

[Prima parte (da Odolo alla Capanna Monte Cugni) - Tempo impiegato: ore 1 - Dislivello: m. 320 - Data escursione: giugno 2016]

I segnavia indicano con un sentiero che prosegue diritto: n. 488 Valcao Odolo e n. 488 Monte Corvino, Odolo; dietro: n. 488 Cagnatico Odolo Via Normale e n. 489 Corna Furàa Cagnatico Odolo. Proseguiamo diritto in salita.
Poco dopo raggiungiamo un tavolo con panche sotto ad una tettoia (m. 705).
Continuiamo dapprima quasi in piano tra gli alberi e poi in lievissima discesa tra alberi ed erba.
Vediamo un bollo bianco-rosso su di una pietra alla sinistra e continuiamo in discesa (m. 700).
Attraversiamo un praticello (m. 680).
Dopo un tratto quasi in piano tra gli alberi, sbuchiamo in un prato. Lasciamo il sentiero che prosegue diritto e ne prendiamo un altro che scende verso destra.

Poco dopo ci immettiamo su di una stradina con il fondo in cemento. I segnavia indicano a sinistra: Valcao, Rampi, Monte Corvino; dietro: n. 488 Capanna Monte Cugni. Andando a destra si può raggiungere la stanga giallo-nera oltre la quale ci si immette sulla sterrata del primo itinerario. Andiamo invece a sinistra, in leggera salita (m. 675).
Usciamo dal bosco. Alla sinistra troviamo un roccolo (m. 680).
La stradina diventa sterrata. Percorriamo due curve sinistra-destra.
Lasciamo a destra una serra e proseguiamo con poca pendenza.
In basso a sinistra vediamo Odolo.
Percorriamo un tratto quasi in piano tra gli alberi.

Arriviamo ad un bivio (m. 685). I segnavia indicano diritto: n. 488 Valcao, Odolo (da qui arriva il sentiero n. 3 Valcao); a destra: n. 488 Monte Corvino, Odolo; dietro: n. 488 Capanna Monte Cugni. Andiamo a destra.
Vediamo un bollo bianco-rosso su di un albero alla sinistra.
Alla sinistra c'è un'area recintata. Continuiamo nel bosco.
Con poca pendenza superiamo una curva verso destra ed una verso sinistra ignorando una sterrata inerbita che si stacca alla destra.
In salita percorriamo un tornante destrorso (m. 690).
Alla sinistra ci accompagna una recinzione con paletti di ferro che reggono una rete verde.
Proseguiamo con poca pendenza. Vediamo un bollo bianco-rosso su di un albero.
Percorriamo una curva a sinistra in salita superando un cancelletto semi chiuso accoppiato con una rete verde.
Continuiamo quasi in piano nel bosco.

Dopo pochi passi arriviamo ad un bivio (m. 695). I segnavia indicano a sinistra: n. 488 Monte Corvino, Odolo (da qui arriva il sentiero n. 4 Corvino) ; dietro: n. 488 Capanna Monte Cugni; a destra non ci sono segnalazioni. Una freccia verde, dipinta su di una canalina in metallo incassata in un'altra in cemento, indica verso sinistra. Andiamo a destra in leggera discesa.
Subito percorriamo una curva a sinistra.
Una dopo l'altra superiamo due canaline in metallo e cemento.
Troviamo delle canaline in metallo. Ora ai lati della sterrata ci sono due strisce di cemento in corrispondenza del passaggio delle ruote.

Passando tra due paletti verdi andiamo ad immetterci sulla stradina del primo itinerario (m. 690). Alla sinistra c'è una stradina privata con divieto di accesso. Con un tornante destrorso si va verso Odolo. Proseguiamo diritto passando accanto ad un segnale stradale che indica il divieto di transito alle moto.
Da questo punto continuiamo come già descritto nel primo itinerario.

[Seconda parte (dalla Capanna M. Cugni al Rif. Reverberi) - Tempo impiegato: ore 0.40 - Dislivello: m. +65-65 - Data escursione: maggio 2018]

Complessivamente
Tempo impiegato ore 1.40 - Dislivello m. 385 -65
Data escursione: giugno 2016-maggio 2018
 
Terzo itinerario: da Odolo (Via Fontanina) con il sentiero n. 3 "Valcao" (489)
Come descritto nella parte iniziale del primo itinerario, raggiungiamo la frazione Cagnatico di Odolo ma anziché parcheggiare alla destra della chiesa (inizio itinerari n. 1 e n. 2), proseguiamo diritto con Via Fontanina. Dopo 250 metri lasciamo la macchina in uno slargo alla destra della strada dove troviamo un cartello che mostra i sentieri della zona. Un altro cartello, di colore giallo, indica la Conca d'Oro (m. 375).

Passando sopra ad una grata per lo scolo dell'acqua, ci incamminiamo quasi in piano lungo una stradina sterrata.
Superata una curva a destra, alla destra troviamo un cancello.
Poco dopo alla sinistra c'è un palo giallo del metanodotto.
Continuiamo in leggera salita tra prati e alberi. Ignoriamo una stradina che retrocede alla destra.
La sterrata ora è incassata nel terreno circostante.
Proseguiamo quasi in piano. Alla sinistra, in fondo ad un prato, vediamo una casa rosa. Alla destra c'è l'acquedotto comunale (m. 390).
Con pochissima pendenza percorriamo alcune semicurve.
Lasciamo a destra una casa mentre alla sinistra vediamo un ruscello che, in questo punto, scorre profondamente incassato nel terreno.

Accompagnati alla destra da un muretto sormontato da una rete, arriviamo ad un bivio (m. 405). I segnavia indicano a sinistra guadando il ruscello: Conca d'Oro; diritto seguendo la riva destra del piccolo corso d'acqua: sentiero 489. Sul muro ci sono un bollo bianco-rosso e la scritta Valcao. Un cartello segnala la Fonte alle Acque con un sentiero che scende verso il ruscello. Proseguiamo diritto.

Poco dopo ignoriamo un sentiero che si stacca verso sinistra, sulla sponda opposta del ruscello.
Alla sinistra vediamo anche una presa d'acqua recintata.
Subito dopo il sentiero gira a destra e comincia a salire.
Alcuni tronchetti formano dei rudimentali gradini mentre alla destra ci sono delle protezioni con paletti di legno che reggono un cavo (m. 420).
Superiamo due tornanti sinistra-destra vicini tra loro.

Dopo una curva a destra, un foglio in una busta di plastica appeso ad un ramo preannuncia un capanno fisso per la caccia che in realtà non abbiamo incontrato.
Quasi in piano percorriamo un tratto con alberati pendii che scendono ai due lati (m. 440).
Proseguiamo in salita.
Presso un tornante destrorso saliamo due gradini (m. 450).
Dopo due passi in discesa, percorriamo una curva a sinistra e riprendiamo a salire.
Alla sinistra c'è una protezione formata da paletti che reggono un piccolo ramo legato orizzontalmente.

Al termine della protezione arriviamo ad un bivio privo di indicazioni e andiamo a destra (m. 460).
Poco dopo percorriamo un tornante sinistrorso.
Continuiamo tra radi alberelli. Dietro, sul fondovalle, è visibile Odolo.
Proseguiamo con alcuni zig-zag: dx-sx-dx.

Arriviamo ad un bivio (m. 480). I segnavia indicano a sinistra: sentiero n. 3/489 Valcao; a destra: variante per sentiero Corna Forata. Andiamo a sinistra in leggera salita. Il sentiero è incassato nel terreno circostante. Da questo punto cominciamo a trovare dei bolli di colore blu-rosso-bianco dipinti sulle pietre e sul tronco degli alberi.
Superiamo due curve destra-sinistra vicine tra loro (m. 510).

Subito dopo, un rivolo scola da una roccia alla destra e attraversa il sentiero.
Percorriamo due ripidi passi su fondo roccioso, seguiti dopo alcuni metri da altri due.
Riprendiamo il sentiero, attraversato da un rivolo, e proseguiamo con poca pendenza.
Dopo alcuni metri con il sentiero incassato nel terreno circostante, giriamo a destra.
Continuiamo con un altro breve tratto incassato.
Riprendiamo a salire. Alla sinistra ci sono quattro paletti di ferro che reggono una sbarretta orizzontale (m. 530).
Vediamo un bollo rosso rotondo su di un tronco e, poco dopo, un altro su di una pietra in mezzo al sentiero.

Percorriamo un tratto incassato tra roccette (m. 545).
Passiamo tra due alberi, entrambi con i bolli blu, rossi e bianchi.
Superiamo due curve destra-sinistra vicine tra loro.
Percorriamo un breve tratto con pochissima pendenza mentre un rivolo attraversa il sentiero (m. 560).
Proseguiamo in salita con delle serpentine appena accennate.
Superiamo due tornanti destra-sinistra (m. 570).

Continuiamo dapprima in leggera salita e poi in leggera discesa con delle protezioni alla sinistra formate da paletti di ferro che reggono un tronchetto collocato orizzontalmente.
In leggera salita percorriamo una curva a sinistra.
Il sentiero si divide (meglio a sinistra), comunque dopo alcuni passi si ricompone (m. 585).
Superiamo due tornanti verso destra seguiti da uno verso sinistra e da un tratto incassato nel terreno circostante.
Continuiamo quasi in piano (m. 600).

Percorriamo due tornanti destra-sinistra. In entrambi i casi troviamo delle piccole pietre collocate di traverso al sentiero per lo scolo dell'acqua (m. 610).
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 620).
Proseguiamo con pochissima pendenza e con un erboso pendio che precipita alla sinistra.
Troviamo una corta protezione alla sinistra formata da due paletti di ferro ed un tronco orizzontale.
Superiamo alcuni zig-zag: dx-sx-dx. Anche qui ci sono delle pietre collocate di traverso per lo scolo dell'acqua (m. 630).
Torniamo a salire con bella vista su Odolo.
Percorriamo un tornante sinistrorso (n. 640).
Superiamo due serie di zig-zag; la prima: sx-dx-sx e la seconda: dx-sx.
Continuiamo con un tornante destrorso tra due staccionate.

Raggiungiamo una piccola grotta con una statuetta della Madonna e dei fogli dentro buste di plastica sui quali possiamo leggere delle preghiere. Alla sinistra c'è una panca di legno (m. 660).
Con un tornante sinistrorso passiamo dietro alla grotta aggirandola.
Dopo pochi passi in leggera salita il sentiero si biforca e seguendo i bolli andiamo a sinistra.
In salita percorriamo un tornante destrorso; alcuni rami piegati formano delle protezioni a valle.
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra.

Arriviamo ad un bivio all'interno del quale c'è l'angolo di una recinzione. Qui troviamo tre frecce di legno dipinte di blu, rosso e bianco, senza indicazione alcuna (m. 675). Ignoriamo il sentiero che scende a sinistra e proseguiamo diritto. Entrambi i sentieri costeggiano la rete metallica della recinzione.
Poco dopo giriamo a destra e proseguiamo quasi in piano.
In alto a sinistra, tra gli alberi, vediamo una casa.

Ci immettiamo su di una sterrata e andiamo a destra.
Usciamo dal bosco e raggiungiamo un bivio (m. 685). Dalla sinistra arriva l'itinerario n. 4 descritto nel quarto itinerario. I segnavia indicano davanti: n. 488 Capanna Monte Cugni; a sinistra: n. 488 Monte Corvino; dietro: sentiero n. 488 Valcao. Andiamo a sinistra.

Vediamo un bollo bianco-rosso su di un albero alla sinistra.
Alla sinistra c'è un'area recintata. Continuiamo nel bosco.
Con poca pendenza superiamo una curva verso destra ed una verso sinistra ignorando una sterrata inerbita che si stacca alla destra.
In salita percorriamo un tornante destrorso (m. 690).
Alla sinistra ci accompagna una recinzione con paletti di ferro che reggono una rete verde.
Proseguiamo con poca pendenza. Vediamo un bollo bianco-rosso su di un albero.
Percorriamo una curva a sinistra in salita superando un cancelletto semi chiuso accoppiato con una rete verde.
Continuiamo quasi in piano nel bosco.

Dopo pochi passi arriviamo ad un bivio (m. 695). I segnavia indicano a sinistra: n. 488 Monte Corvino, Odolo (da qui arriva il sentiero n. 4 Corvino) ; dietro: n. 488 Capanna Monte Cugni; a destra non ci sono segnalazioni. Una freccia verde, dipinta su di una canalina in metallo incassata in un'altra in cemento, indica verso sinistra. Andiamo a destra in leggera discesa.
Subito percorriamo una curva a sinistra.
Una dopo l'altra superiamo due canaline in metallo e cemento.
Troviamo delle canaline in metallo. Ora ai lati della sterrata ci sono due strisce di cemento in corrispondenza del passaggio delle ruote.

Passando tra due paletti verdi andiamo ad immetterci sulla stradina del primo itinerario (m. 690). Alla sinistra c'è una stradina privata con divieto di accesso. Con un tornante destrorso si va verso Odolo. Proseguiamo diritto passando accanto ad un segnale stradale che indica il divieto di transito alle moto.
Da questo punto continuiamo come già descritto nel primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 360 -35
Data escursione: febbraio 2017 - maggio 2018
 
Quarto itinerario: da Odolo (Via del Bosco) con il sentiero n. 4 "Corvino" (488)
Come descritto nella parte iniziale del primo itinerario, raggiungiamo la frazione Cagnatico di Odolo ma anziché parcheggiare alla destra della chiesa (inizio itinerari n. 1 e n. 2), proseguiamo diritto con Via Fontanina. Dopo 250 metri lasciamo a destra lo slargo dove inizia l'itinerario n. 3.
Continuiamo per altri 450 metri circa ignorando a sinistra Via Praes e Via Montaer. Ad un bivio andiamo a destra in Via del Bosco e poco dopo troviamo alla destra l'inizio dell'itinerario n. 4 (m. 365). Anche qui, come all'inizio degli altri itinerari che partono da Odolo, un cartello mostra una cartina della zona.
In questo punto le possibilità di parcheggio sono scarse: c'è un posto accanto ad una cabina del metano e qualche altro poco più avanti alla destra delle strada.

Ci incamminiamo su di una sterrata che inizia con pochi passi in leggera discesa.
Giriamo subito a sinistra mentre un ruscello passa sotto alla sterrata. Vediamo un palo giallo del metanodotto.
Continuiamo quasi in piano attorniati da alberelli. Passiamo sotto ad un cavo.

Lasciamo a sinistra un metanodotto recintato. Subito dopo, alla sinistra c'è uno slargo e alla destra un cancello. Vediamo un bollo bianco e rosso sul tronco di un albero.
Proseguiamo in leggera salita. La sterrata è incassata nel terreno circostante e alla destra c'è una rete metallica.
Dopo alcuni passi in leggera discesa continuiamo con pochissima pendenza con il bosco alla destra, prati e alberi alla sinistra (m. 375).

Quasi in piano arriviamo ad una biforcazione dove teniamo la destra. Proseguiamo nel bosco con un largo sentiero seguendo bolli bianco-rossi oppure gialli.
In leggera salita percorriamo due curve destra-sinistra e continuiamo quasi in piano.
Troviamo un rudere alla sinistra all'inizio di un tornante destrorso. Continuiamo in salita seguendo i bolli (m. 390).

Raggiungiamo un quadrivio (m. 405). Un cartello indica a sinistra il sentiero n. 4 Corvino e la Conca d'Oro. Ignoriamo pertanto gli altri due sentieri che proseguono diritto e a destra.
Continuiamo quasi in piano. Troviamo un altro cartello giallo che indica la Conca d'Oro.
In basso alla sinistra vediamo un grande capannone.
Percorriamo due semicurve sinistra-destra.

Ad una biforcazione un cartello indica la Conca d'Ora a sinistra in discesa. Andiamo invece a destra, quasi in piano, seguendo i bolli bianco-rossi.
Subito dopo, in basso alla sinistra, vediamo un vecchio appostamento per la caccia di forma cilindrica.
In leggera discesa percorriamo una curva a sinistra.

Ad un bivio senza indicazioni, ignoriamo la strada che scende a sinistra e continuiamo diritto in salita (m. 400).
Poco dopo, i bolli sul tronco di un albero confermano la corretta direzione.
Troviamo, uno dopo l'altro, alcuni tronchetti collocati di traverso al percorso per dirottare l'acqua alla sinistra dove più in basso scorre un ruscello.

Quasi in piano raggiungiamo un ponticello con il fondo di assicelle di legno e delle protezioni ai lati formate da due paletti che reggono un cavo. In assenza di acqua è possibile evitarlo attraversando direttamente il letto del ruscello da destra verso sinistra (m. 430).
Sull'altra sponda giriamo a sinistra e proseguiamo con un sentiero in leggera salita.
Dopo un tornante destrorso continuiamo in salita.

Arriviamo ad un bivio (m. 450). I segnavia indicano diritto: sentiero n. 4 Corvino; a destra: variante n. 4 per sentiero Valcao. Continuiamo diritto con il sentiero più stretto.
Scendiamo fino ad un ruscello. Lo guadiamo verso sinistra e retrocediamo in salita sull'altra sponda. Su di un tronco vediamo il segnavia 488, una bandierina blu-rossa-bianca ed un bollo giallo.
Dopo una curva a sinistra saliamo in modo abbastanza ripido. Il sentiero è leggermente incassato nel terreno circostante.
La pendenza diminuisce un poco (m. 460). Alla sinistra, in basso vediamo ancora il capannone che avevamo notato in precedenza, in alto scorrono tre cavi dell'alta tensione.

Più avanti, presso un ampio tornante destrorso, vediamo un bollo giallo su di una pietra in mezzo al sentiero (m. 495).
Subito percorriamo un tornante sinistrorso.
Continuiamo quasi in piano (m. 505). La vista sul fondovalle diventa più ampia.
Dopo una curva a destra continuiamo con un tratto in salita.
Percorriamo una curva a sinistra.
Dopo alcuni passi in leggera salita proseguiamo dapprima in salita e poi con minore pendenza.
Continuiamo con un lungo tratto in salita.
Giriamo a sinistra e proseguiamo in leggera discesa. Poi quasi in piano giriamo a destra.

In salita percorriamo un ampio tornante destrorso seguito da uno sinistrorso (m. 540).
La pendenza diventa abbastanza ripida. Superiamo un tornante destrorso (m. 550).
Dopo una curva a sinistra proseguiamo quasi in piano (m. 565).
Continuiamo in leggera salita con uno zig-zag destra-sinistra.
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 585).

Continuiamo in modo abbastanza ripido su di un largo costolone, tra erba e alberelli.
La pendenza diminuisce un poco.
In leggera salita superiamo una semicurva verso sinistra.
Proseguiamo in salita (m. 610).
Percorriamo pochi passi quasi in piano.
Continuiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano.

Ci spostiamo un po' alla destra del crinale solo per aggirare un gruppo di alberi nati dallo stesso ceppo.
Alla sinistra in lontananza notiamo una cima sulla quale ci sono 4 antenne; alla destra in basso vediamo Odolo.
Dopo una diecina di metri in discesa, attacchiamo la salita davanti a noi (m. 630).
Poco dopo la pendenza diventa abbastanza ripida (m. 640).
La cresta si riduce a circa tre metri di larghezza.

Passiamo accanto alla base in cemento di un vecchio traliccio (m. 670).
La pendenza diminuisce un poco. Per alcuni metri il sentiero scorre alla sinistra del crinale che precipita da ambo i lati con alberati pendii.
Proseguiamo ripidamente (m. 680).
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra.

Al termine della salita troviamo un paletto con due frecce. Quella a sinistra indica il sentiero n. 493, l'altra nulla (m. 700). Alla sinistra, in basso vediamo un appostamento per la caccia.
Continuiamo diritto, quasi in piano, seguendo una larga cresta prativa.
Dopo un tratto in leggera discesa proseguiamo in discesa tra radi alberi.

Raggiungiamo un roccolo. Su di un albero vediamo un cartellino quadrato con il n. 13. Quasi in piano attraversiamo il grande slargo con l'appostamento per la caccia e proseguiamo con una stradina nel bosco.
In leggera discesa percorriamo una curva a sinistra. Alla destra c'è una recinzione oltre la quale vediamo dei cavalli.
Quasi in piano usciamo dal bosco (m. 690).
Proseguiamo in leggera salita verso una casa bianca a due piani.

Davanti alla casa troviamo una croce. La sterrata si divide in tre. Ignoriamo la stradina che continua verso sinistra e quella che alla destra entra in una proprietà privata. Proseguiamo diritto con quella centrale che aggira la casa alla sinistra (m. 695).
Troviamo un bollo bianco-rosso. In basso alla sinistra vediamo l'altra stradina che per un po' segue parallela.
In leggera salita pieghiamo a destra passando tra due case.
Dopo una curva a sinistra proseguiamo con una recinzione alla destra oltre la quale vediamo dei cavalli al pascolo.
Continuiamo quasi in piano. Alla sinistra, poco più in basso, ci sono altre case; alla destra a un centinaio di metri di distanza c'è una cascina (m. 710).

Arrivati davanti ad un cancelletto e ad una tettoia, percorriamo una curva a destra seguita in leggera discesa da una a sinistra.
Continuiamo quasi in piano. Alla destra c'è una recinzione con una rete metallica.
Lasciamo a sinistra una casa e continuiamo in leggera discesa. Al termine della recinzione, troviamo la stradina che retrocede a sinistra e conduce alla casa.
Troviamo una cunetta in cemento per lo scolo dell'acqua di traverso alla strada.

Pochi passi più avanti raggiungiamo un bivio (m. 695). I segnavia indicano a destra: 488 Capanna Monte Cugni; dietro: 488 Monte Corvino Odolo; non ci sono indicazioni per quanto riguarda la sterrata alla sinistra. Una freccia verde, dipinta su di una canalina in metallo incassata in un'altra in cemento, indica la direzione dalla quale proveniamo. Andiamo a sinistra in leggera discesa.
Subito percorriamo un'altra curva verso sinistra.
Una dopo l'altra superiamo due canaline in metallo e cemento.
Troviamo delle canaline in metallo. Ora ai lati della sterrata ci sono due strisce di cemento in corrispondenza del passaggio delle ruote.

Passando tra due paletti verdi andiamo ad immetterci sulla stradina del primo itinerario (m. 690). Alla sinistra c'è una stradina privata con divieto di accesso. Con un tornante destrorso si va verso Odolo. Proseguiamo diritto passando accanto ad un segnale stradale che indica il divieto di transito alle moto.
Da questo punto continuiamo come già descritto nel primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 1.50 - Dislivello: m. 405 -70
Data escursione: febbraio 2017 - maggio 2018
 
Quinto itinerario da Gavardo (Monte Magno)
Si tratta di un facile percorso su stradine sterrate o cementate. Bisogna però tenere in conto che ai bivi non troveremo alcun segnavia che indichi la corretta direzione.

Lasciamo l'autostrada A4 all'uscita Brescia Est (km. 228.8) e proseguiamo diritto seguendo le indicazioni per Salò.
La strada diventa la SS45Bis e la percorriamo fino al km. 62.3 dove prendiamo l'uscita per Gavardo.
Alla prima rotonda andiamo a destra, alla seconda diritto, alla terza diritto in Via della Ferrovia, alla quarta diritto in Piazza Aldo Moro (mercato al mercoledì ore 7-13) e alla quinta diritto in Via Orsolina Avanzi. Continuiamo sempre diritto.
Ad un'altra rotonda andiamo a sinistra per Sopra Monte e subito giriamo a destra in Via Giovanni Falcone.
Alla successiva rotonda continuiamo diritto superando il Ponte Marinai d'Italia sul Chiese.
Ad un'altra rotonda giriamo a destra, per Sopra Monte, in Via Giuseppe Bortolotti che poco dopo diventa Via Terni.
Superata una strettoia, prendiamo a destra Via Sant'Antonio.
Continuiamo in salita.
Ad un bivio andiamo a destra (cartello Monte Magno).
Raggiungiamo la Località Monte Magno.
Proseguiamo sempre in salita, lasciamo a destra il monumento a Paolo VI° e raggiungiamo il Ristorante al Cacciatore (che troviamo sulla sinistra) nel parcheggio del quale lasciamo la macchina (m. 590).

Ci incamminiamo quasi in piano prendendo la strada di fronte al ristorante.
Dopo una diecina di metri arriviamo ad un bivio all'interno del quale c'è una madonnina. I segnavia indicano a sinistra il percorso n. 506 e diritto il n. 504. Prendiamo la stradina sterrata alla sinistra.
Alla destra c'è una recinzione e, in alto, vediamo una villa.
Ignoriamo una stradina che si stacca alla destra.
Alla destra troviamo una casa recintata. Alla sinistra ci sono prati e pochi alberi.
Proseguiamo in leggera discesa. Ora alla sinistra c'è una recinzione con dei pali di legno che reggono un cavo.

Raggiungiamo due cancelli, uno per lato, e nessuna indicazione. Qui lasciamo la sterrata che continua diritto, giriamo a sinistra superando un cancello marrone e proseguiamo in salita con il fondo in cemento (m. 585).
Ignoriamo una sterrata che si stacca alla sinistra.
Poco dopo, un cartello appeso ad un albero preannuncia un "capanno fisso" per la caccia (m. 595).
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire.

Percorriamo un tornante sinistrorso a 360°. In alto alla sinistra vediamo una casa. Alla destra c'è l'appostamento per la caccia.
Al termine del tornante, lasciamo a sinistra la casa. Un altro cartello segnala il capanno per la caccia a coloro che provengono dall'opposta direzione (m. 620).
Continuiamo con un paio di serpentine destra-sinistra.

Presso un tornante destrorso la stradina torna ad essere sterrata e per la prima volta si biforca. Ignoriamo la sterrata più a destra che prosegue in salita superando un cancello bianco e prendiamo l'altra che dopo il tornante continua in leggera discesa tra gli alberi (m. 635).
Quasi in piano percorriamo una semicurva verso sinistra (m. 630).
Alla destra troviamo una parete di terra e dei cespugli di erica. Subito percorriamo una curva a destra in leggera discesa.
Continuiamo dapprima quasi in piano (m. 625) e poi in leggera salita attorniati da pochi alberelli.

Ignoriamo un sentiero che prosegue diritto risalendo un dosso e seguiamo la sterrata che gira a sinistra e continua dapprima in discesa e poi in leggera discesa. Alla sinistra ci sono dei tralicci che reggono sei cavi e una veduta sulla sottostante vallata.
Proseguiamo quasi in piano con alcune semicurve.

Arriviamo alla seconda biforcazione (m. 620). Andiamo a sinistra in leggera discesa trascurando l'altra sterrata in leggera salita alla destra.
Continuiamo quasi in piano tra gli alberi (m. 610).
In leggera discesa superiamo due semicurve sinistra-destra.
Quasi in piano percorriamo un'ampia semicurva verso sinistra (m. 605).

Alla terza biforcazione transitiamo sotto a tre cavi e andiamo a destra in leggera salita (mentre la stradina alla sinistra prosegue in leggera discesa verso un appostamento per la caccia).
Continuiamo quasi in piano. Poco dopo, una stradina esce alla destra e sale verso una villetta che vediamo più in alto.
Subito dopo percorriamo una curva verso destra.
Proseguiamo in leggera discesa con dei prati alla sinistra e il bosco alla destra.
Percorriamo un'ampia semicurva verso destra.
Continuiamo quasi in piano. Alla destra ci sono dei castagni.

Lasciamo a sinistra una casa bianca (m. 605). Davanti alla facciata c'è un portico sotto al quale troviamo un tavolo bianco con quattro sedie e una panchina. Su di una lastra di pietra leggiamo: "Roccolo Poffe". Su di un'altra lastra c'è una madonna scolpita a mezzo busto con la scritta: "Ave Maria, saluta Gesù da parte mia".
Subito dopo troviamo alcuni alberelli di calicanto con i loro profumati fiorellini gialli che sbocciano nel periodo invernale.
Proseguiamo dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano percorrendo una semicurva verso destra, una curva a sinistra ed una verso destra vicine tra loro (m. 595).
Entriamo in un bosco di quercioli, faggi e castagni. Percorriamo una curva a destra e, poco dopo, una a sinistra.

La sterrata si biforca per la quarta volta. Andiamo a destra quasi in piano ignorando la stradina a sinistra in leggera discesa.
Il bosco termina e dopo pochi passi lasciamo a destra due piccoli dossi di roccia friabile.
Proseguiamo in leggera discesa. Dalla sinistra si immette un'altra sterrata. Alla destra ci sono due baitelli di legno.
Quasi in piano percorriamo dapprima due semicurve sinistra-destra e poi due curve sinistra-destra vicine tra loro.

Raggiungiamo un roccolo. La sterrata lo attraversa (m. 600).
Percorriamo una curva a destra e proseguiamo tra gli alberi.
Arrivati davanti ad uno slargo, la sterrata gira a sinistra e prosegue in leggera discesa nel bosco.
Quasi in piano superiamo delle semicurve appena accennate (m. 595).
Proseguiamo con una curva a sinistra, una semicurva verso destra e un'altra curva a sinistra.
Continuiamo in salita.
Quasi in piano percorriamo una curva a destra seguita da un tornante sinistrorso (m. 605).

Proseguiamo in leggera salita. Presso un tornante destrorso molto ampio trascuriamo una stradina che si stacca alla sinistra (m. 610).
Continuiamo in salita. Alla destra una stradina si dirige verso una casa bianca che vediamo tra gli alberi del bosco.

Raggiungiamo un cancello aggirabile da entrambi i lati. Un segnale stradale vieta il transito alle biciclette. Proseguiamo con poca pendenza e cominciamo a trovare dei bolli bianco-rossi (m. 625).
Subito dopo, ad un bivio, andiamo a sinistra seguendo i bolli.
Dopo alcuni passi percorriamo un tornante sinistrorso. All'inizio di un sentiero che si stacca alla sinistra troviamo due cartelli che indicano: Acqua m. 1200, Seraine. Continuiamo con la sterrata.

Riprendiamo a salire.
Presso una curva a destra, accanto ad una casa recintata con un muretto sormontato da una siepe, troviamo una santella con la statua di una madonnina. In basso vi leggiamo: "Alla vergine Maria regina della pace" (m. 640).
Dopo la santella lasciamo a sinistra un cancello. Continuiamo in leggera salita seguendo la recinzione, terminata la quale, in altro alla sinistra, vediamo una casa.
Con una curva a destra rientriamo nel bosco.

Percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio. Vediamo un bollo bianco-rosso sul tronco di un albero (m. 665).
Alla destra troviamo un paletto di legno dipinto di rosso nella parte alta.
In salita percorriamo una curva verso sinistra ignorando un'altra stradina più piccola che si stacca alla destra. Troviamo un bollo bianco-rosso e un cartello che segnala dietro una proprietà privata (m. 675).
Proseguiamo con poca pendenza.
Alla sinistra, poco più in basso, vediamo una casa tra gli alberi.
Una stradina scende a sinistra.
Poco dopo troviamo un'altra casa alla sinistra. Una siepe la separa dalla sterrata.

Raggiungiamo uno slargo. Alla destra retrocede un'altra sterrata. Un cartello, collocato a favore di chi proviene dalla direzione opposta alla nostra, indica dietro: M. Magno; alla nostra destra: Ere. Facendo un tornante destrorso imbocchiamo la sterrata per Ere (m. 680).
Dopo alcuni passi già la lasciamo per prendere un sentiero che sale a sinistra verso il rifugio.
Troviamo alcuni tavoli e panche tra gli alberi. Vari cartelli mostrano le foto e parlano delle caratteristiche degli alberi della zona: acero montano, betulla, carpino bianco, carpino nero, castagno, frassino maggiore, nocciolo, roverella, sambuco, sorbo montano e altri ancora.
Poco dopo raggiungiamo il rifugio.
Proseguendo diritto bastano un paio di minuti per arrivare dapprima alla chiesetta e poi alla croce.

Tempo impiegato: ore 1.10 - Dislivello: m. 170 -60
Data escursione: febbraio 2018
 
Sesto itinerario: in auto da Vallio Terme
Al rifugio si può salire anche in macchina.

Lasciamo l'autostrada A4 all'uscita Brescia Est (km. 228.8) e proseguiamo diritto seguendo le indicazioni per Salò.
La strada diventa la SS45Bis e la percorriamo fino al km. 62.3 dove prendiamo l'uscita per Gavardo.
Alla prima rotonda andiamo a destra, alla seconda diritto, alla terza diritto in Via della Ferrovia, alla quarta diritto in Piazza Aldo Moro (mercato al mercoledì ore 7-13) e alla quinta diritto in Via Orsolina Avanzi
Continuiamo sempre diritto fino ad una rotonda dove andiamo a sinistra per Sopra Monte e subito giriamo a destra in Via Giovanni Falcone.
Ad un'altra rotonda continuiamo diritto superando il Ponte Marinai d'Italia sul Chiese.
Alla successiva rotonda prendiamo la seconda uscita e ci immettiamo sulla SP 57 che percorriamo per quasi cinque chilometri mentre la strada diventa man mano: Via Brigata Alpini Val Chiavese, Via Soseto, Via Caderusso, Via Roma.
A Vallio Terme, al km. 5.6 della SP 57, lasciamo la provinciale e giriamo a destra in Via Oriolo. Questa strada sale ripidamente con secchi tornanti tra le case.
Poi prosegue nel bosco, si restringe ma rimane sempre asfaltata e diventa la Strada Interpoderale di Ere.
Dopo un paio di chilometri, ad un bivio, la segnaletica stradale indica diritto: chiesetta alpina, rifugio alpino [Reverberi]; a sinistra con una sterrata: Odolo [Capanna Monte Cugni]; a destra: Bosco dei Venti, Seraine, Monte Magno. Continuiamo diritto e raggiungiamo il Rifugio Reverberi dove la strada termina.

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:








Dati del Rifugio Reverberi

Altezza:
m. 700
Gruppo:
Valli Bresciane
Ubicazione:
Dosso dei Lupi
Monte Ere
Comune:
Vallio Terme - BS
Carta Kompass:
106 (angolo in
basso a destra
coperto)
Coordinate Geo:
45°37'31.10"N
10°23'53.60"E
Gestore:
Gruppo Alpini
di Vallio Terme
Telefono gestore:
-
Telefono rifugio:
-
Posti letto:
-
Apertura:
solo in alcune
occasioni e
feste alpine
Pagina aggiornata
il: 01/06/2018
Il Rifugio Reverberi La stradina del primo itinerario Una casa sul primo itinerario Il sentiero del secondo itinerario La Capanna Monte Cugni Madonnina (terzo itinerario) Ponticello (quarto itinerario) Roccolo (quarto itinerario) Quinto itinerario: parcheggiamo presso il Ristorante al Cacciatore A questa santella giriamo a sinistra Attraversiamo questo cancello e saliamo a sinistra con una stradina cementata Una casa isolata a lato del percorso Alla prima biforcazione andiamo a sinistra Alla seconda biforcazione andiamo a sinistra Alla terza biforcazione andiamo a destra Roccolo Poffe Accanto al roccolo ci sono alcuni alberelli di calicanto con i loro profumati fiorellini gialli che sbocciano nel periodo invernale Alla quarta biforcazione andiamo a destra Lasciamo a destra due piccoli dossi di roccia friabile La stradina attraversa un roccolo "Vergine Maria Regina della Pace" Troviamo i primi segnavia quando stiamo per arrivare alla meta Sesto itinerario - Il bivio poco prima di arrivare al Rif. Reverberi Targa sul rifugio intitolato al Generale Luigi Reverberi Sotto alla tettoia situata davanti al rifugio La chiesetta dedicata a San Maurizio patrono degli alpini La croce nel punto più alto del dosso

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