Rifugio Baita Patrizi

Il Rifugio Baita Patrizi è situato in un bosco sul versante meridionale del Monte Bolettone.

Primo itinerario: dal Parco del Viceré
Alla rotonda di Erba prendiamo la provinciale n. 639 in direzione Como.
Dopo due chilometri circa, giriamo a destra in Via Don Orione. Arrivati ad una rotonda proseguiamo sulla destra verso Albavilla.
Alla successiva rotonda andiamo ancora a destra seguendo le indicazioni per l'Alpe del Viceré e il Buco del Piombo.
Attraversando Albavilla, arriviamo in Piazza Fontana e giriamo a sinistra attorno alla chiesa di S. Vittore Martire. Raggiungiamo così due piazze unite: Roma e Garibaldi. In fondo a quest'ultima prendiamo alla destra Via XX Settembre.
La strada poi cambia nome, diventa dapprima Via Roscio e poi Via Partigiana, e sale con vari tornanti fino al Parco del Viceré (m. 900).
L'accesso al parcheggio del parco costa: € 5 nei giorni festivi, € 3 al sabato da aprile ad ottobre e ad agosto nei feriali. C'è posto gratuito per una diecina di vetture sulla sinistra prima dell'ingresso.

Un centinaio di metri prima dell'ingresso nel parcheggio del Parco del Viceré, prendiamo una stradina asfaltata sulla sinistra, all'inizio della quale alcuni segnavia indicano il Bolettone e la Baita Patrizi. C'è anche una bacheca con una cartina della zona.
Quasi in piano entriamo nel bosco. Fatti alcuni passi, troviamo un bivio dove ignoriamo una stradina che si stacca sulla destra e ritorna al parcheggio. Proseguiamo diritto. La strada ora è sterrata. Un cartello segnala il divieto di transito agli automezzi trattandosi di una strada agro-silvo-pastorale.
Alla destra vediamo un cavo teso tra gli alberi.

Più avanti ignoriamo una stradina che esce a sinistra. Alla destra invece, nel parco, vediamo alcuni tavoli e panche.
Percorriamo un tratto privo di alberi alla sinistra. Un cartello indica la Baita Patrizi nella nostra direzione di marcia.
Dopo una curva a sinistra proseguiamo in leggera salita.

Arriviamo ad un bivio. I segnavia indicano a sinistra in piano: Baita Patrizi e Bocchetta di Molina; a destra in salita: Rifugio e Monte Bolettone. Andiamo a sinistra.
Più avanti ignoriamo un sentierino che sale a destra.
Presso una curva a sinistra troviamo un rivoletto che scende dalla montagna e attraversa il cammino.

Poco dopo, superata una curva a destra, troviamo una panca alla sinistra e una croce alla destra. Una scritta recita: "I fanti del 67° ai loro compagni d'arme del 68° Rgt. Ftr. qui caduti. 10.10.1951" (m. 910).
Subito dopo ignoriamo un sentiero che sale a destra e continuiamo in discesa fino ad un'ansa della montagna dove un ruscello attraversa il percorso su di una base in cemento e pietre. Alla sinistra, tempo fa, c'era una madonnina; ora sono rimaste la nicchia vuota e la scritta: "La Madona da Lavalett la vuta i sciuri e puaret" (m. 900).

Saliamo in modo abbastanza ripido verso il Doss Mezzan. A metà circa della salita troviamo alla sinistra una panchina. Un cartello su di un albero porta la seguente scritta: "La bancheta de l'alpino, setas gio e fa un riposino" (m. 925).
Poi ne troviamo un altra che reca incisa la seguente frase: "La bancheta de Santina e Tugnon che man tira su propi bon". Tutte e tre le scritte sono a firma Bianchi.
Raggiunto il dosso, vi troviamo una casa recintata alla destra. A sinistra invece ci sono: una staccionata con un cancelletto di legno che conduce in un orto dove c'è anche un baitello; una madonnina con la scritta: "La Madona del Doss Mezzan la da sempar una man"; una cartina del Triangolo Lariano (m. 940).

Dopo un tratto quasi in piano, continuiamo in leggera discesa e troviamo una pietra affiorante nel bel mezzo del sentiero.
Presso una curva a sinistra, alla destra ci sono due panchine verdi (m. 935).
Percorriamo un breve tratto quasi in piano.
Proseguiamo in leggera discesa fino ad un tornante destrorso oltre il quale continuiamo quasi in piano seppur con lievi saliscendi.
Alla sinistra c'è una protezione di legno.

In leggera discesa, giriamo a sinistra assecondando un'ansa della montagna dove un ruscelletto attraversa il sentiero (m. 925).
Alterniamo due tratti quasi in piano ad uno in leggera discesa.
Dopo una curva a destra proseguiamo dapprima in discesa e poi quasi in piano.
Percorriamo un tratto in leggera salita. Alcune radici affiorano dal terreno. Alla destra c'è un piccolo slargo.

Scendiamo fino ad una curva a sinistra dove un ruscello attraversa il sentiero su di una base in cemento e pietre. Alla sinistra c'è una staccionata di legno (m. 910).
Torniamo a salire. Un cartello indica alla sinistra il sentiero che scende ripidamente verso una sorgente.
Al termine della salita, quasi in piano e con una protezione in legno alla sinistra, percorriamo due curve sinistra-destra, (m. 920).

In leggera discesa, presso una semicurva verso sinistra, raggiungiamo due passerelle di legno con le quasi superiamo due rivoli (m. 915).
Percorriamo un tratto in leggera salita ed uno quasi in piano.
Continuiamo con poca pendenza; ora il fondo è in cemento e alla sinistra c'è una staccionata che protegge verso un precipizio (m. 920).
Con due curve sinistra-destra torniamo a camminare quasi in piano su sterrato.
Percorriamo pochi metri in discesa con il fondo in cemento e pietre e poi proseguiamo quasi in piano su sterrato.
Presso una semicurva a sinistra, davanti vediamo la Baita Patrizi.
Riprendiamo a salire su sentiero roccioso.
Troviamo alcuni segnavia che indicano davanti il sentiero 18 per la Capanna San Pietro a ore 0.40 e dietro il sentiero 20 che abbiamo percorso per l'Alpe del Viceré a ore 0.35. Di fronte c'è uno slargo. La Baita Patrizi è sulla destra.

Tempo impiegato: ore 0.40 - Dislivello: m. 80-50
Data escursione: gennaio 2015
 
Secondo itinerario: dalla strada che sale al Parco del Viceré
Salendo all'Alpe del Viceré, un chilometro e mezzo dopo il bivio per la "Villa Solitaria", sul lato destro della strada troviamo uno slargo con due panchine e vi lasciamo la macchina (m. 600). Alcuni segnavia indicano a sinistra con una sterrata: La Salute a ore 0.40, Alpe del Viceré a ore 0.50, Monte Bolettone a ore 2, Baita Patrizi a ore 1.10, Bocchetta di Molina (Innesto Dorsale) a ore 2. Un cartello segnala i numeri civici dal 39 al 55 di Via Partigiana.

Fatti pochi passi in leggera salita, lasciamo a sinistra la stradina di accesso ad una casa e arriviamo ad un bivio. Qui ci sono altri segnavia che indicano a sinistra in leggera discesa: Baita Patrizi; a destra in leggera salita: La Salute, Alpe del Viceré, Monte Bolettone. Un segnale stradale vieta la prosecuzione ai veicoli. Andiamo a sinistra, nel bosco.
Alla sinistra ci accompagna una rete verde.
Al termine della recinzione percorriamo una curva a destra. In basso alla sinistra vediamo scorrere il Torrente Cosia (m. 595).
Per un tratto il fondo della stradina è di pietra poi, quasi in piano, torniamo a camminare su sterrato.

Attraversiamo il torrente tramite un ponte con protezioni di legno ai lati (m. 590).
Ora lasciamo la sterrata, che prosegue diritto costeggiando il torrente e, delle due stradine che salgono a sinistra, prendiamo la seconda all'inizio della quale un cartello indica la Baita Patrizi.
Saliamo con il fondo in cemento e pietre. Alla sinistra c'è una vecchia protezione di legno.
Percorriamo una curva a destra.
Troviamo alcune cunette per lo scolo dell'acqua, di traverso alla stradina.

Presso una curva a sinistra, ignoriamo una sterrata che prosegue diritto e che, pochi metri più avanti, è chiusa da una stanga (m. 620).
La strada prosegue incassata tra una parete di roccia alla sinistra e una di terra alla destra.
Dopo una curva a destra la pendenza diminuisce (m. 630).
Poi torniamo a salire. Il percorso è ancora incassato tra pareti di terra dalle quali vediamo affiorare alcune radici.

Mentre saliamo troviamo sulla destra diversi scoli per far defluire l'acqua evitando così che il percorso diventi infangato; ne abbiamo contati più di venti.
Dopo il primo la pendenza aumenta ma solo per un tratto. La stradina è ancora incassata nel terreno circostante (m. 645).
Al quarto scolo inizia un tratto con poca pendenza. In alto a destra c'è uno slargo recintato (m. 690).
Troviamo altri due scoli all'inizio e alla fine di una semicurva verso destra (m. 700). La strada torna ad essere incassata nel terreno circostante.
Percorriamo due tratti in salita separati da uno con minore pendenza.
All'ottavo scolo troviamo un tubo di ferro semi-interrato che attraversa la sterrata (m. 720).
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita.

Alla destra troviamo un piccolo slargo ed una stradina chiusa da una sbarra di ferro verde (m. 735).
La strada alterna tratti in salita ad altri quasi in piano. Al tredicesimo scolo, in basso a destra, vediamo una casa attorno alla quale ci sono un tavolo in cemento e relative panche (m. 755).
Dopo il successivo scolo proseguiamo con poca pendenza. Ignoriamo un sentiero che retrocede alla sinistra.

Poco dopo, presso il quindicesimo scolo, la sterrata si biforca e teniamo la destra (m. 770).
Al sedicesimo, alla sinistra un poco più in alto, inizia una recinzione con paletti che reggono una rete a quadrotti.
Al successivo, torniamo ad alternare alcuni brevi tratti in salita ad altri con ben poca pendenza.
Ignoriamo una stradina che si stacca alla destra (m. 785).
Superati altri quattro scoli (18-21), percorriamo un tratto quasi in piano ed uno con poca pendenza.

Riprendiamo a salire e con il fondo di pietre percorriamo due curve sinistra-destra (m. 805).
Proseguiamo con minore pendenza.
Ora alla sinistra, appaiata alla rete c'è anche una staccionata di legno (m. 820).

Troviamo un cancello alla sinistra mentre dall'altro lato un stanga chiude l'accesso ad una proprietà privata, recintata con una siepe, all'interno della quale vediamo un cassottello (m. 825).
Dopo un tratto con pendenza minima, proseguiamo in leggera salita.
Ora alla sinistra rimane solamente la staccionata di legno.

Continuiamo quasi in piano. All'interno della recinzione alla sinistra c'è una casa che sembra una torretta (m. 845).
In basso a destra tra gli alberi vediamo un cassottello.
Poco dopo la staccionata termina con un cancello di legno davanti al quale c'è uno slargo.

Alla destra troviamo una piccola zona recintata all'interno della quale vediamo una panchina e una lastra di marmo con foto a ricordo di una persona scomparsa.
Continuiamo dapprima con poca poca pendenza e poi in salita attorniati da pietre di colore rossiccio.
Alla destra troviamo un tubo nero infisso in verticale. Ora il fondo è in cemento e pietre (m. 860).
Proseguiamo in leggera salita con un muretto di rinforzo che scende alla destra. Davanti vediamo il Bolettone (m. 870).

Percorriamo una lunga curva a sinistra oltre la quale riprendiamo a salire (m. 880).
Per un tratto la stradina è coperta da due strisce di cemento, al termine delle quali proseguiamo quasi in piano (m. 900).
Superata una cunetta per lo scolo dell'acqua, continuiamo in leggera salita e ritroviamo le due strisce in cemento che più avanti terminano e poco dopo ricominciano.

Arriviamo ad un bivio (m. 925). Alcuni segnavia indicano: Baita Patrizi m. 943; a sinistra: Bocchetta di Molina a ore 0.50; diritto: Alpe del Viceré a ore 0.40; dietro: Albavilla a ore 1.30.
Davanti vediamo la Baita Patrizi. Proseguiamo quasi in piano su sterrato.
Troviamo una stanga di legno che impedisce il passaggio ai veicoli.
Continuiamo in leggera salita. Superiamo un breve tratto su fondo roccioso e, nuovamente su sterrato, raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.05 - Dislivello: m. 330
Data escursione: gennaio 2015
 
Terzo itinerario: da Albavilla con il Sentiero degli Alpini
Come descritto nel primo itinerario arriviamo ad Albavilla dove lasciamo la macchina in Piazza Roma davanti alla chiesa di San Vittore (m. 425). I parcheggi della piazza dal lunedì al venerdì sono consentiti per una sola ora mentre al sabato, domenica e festivi sono liberi.
Prendiamo Via Mentana (che è la seconda strada a destra volgendo le spalle alla chiesa), all'inizio della quale alcuni segnavia indicano: La Salute a ore 1.10, Alpe del Viceré a ore 1.20, Monte Bolettone a ore 2.30, Baita Patrizi a ore 1.45, Bocchetta di Molina (innesto dorsale) a ore 2.30.
Quasi in piano percorriamo questa via poi giriamo a sinistra in Via Magenta.
Fatti pochi passi imbocchiamo a destra Vicolo Crotto Roma, un stradina larga circa un metro e mezzo.
Dopo una curva a destra ignoriamo dei gradini che salgono a sinistra verso una casa.
Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra c'è un muro sormontato da una rete mentre alla destra ci sono dapprima delle case e poi un muro.

Dopo una curva a sinistra saliamo con una mulattiera a gradini fino a sbucare su di una strada asfaltata, Via Ai Monti, con la quale continuiamo verso sinistra (m. 450).
Un centinaio di metri più avanti, prendiamo sulla destra una strada con il fondo in cemento. Qui troviamo la prima targhetta che indica il Sentiero degli Alpini. Su di una casa in pietra leggiamo: "Ca' e Crot dai Cichinela" (m. 460).
Camminiamo tra due recinzioni.
Prima di arrivare ad un tornante sinistrorso, dove ci sono dei garages, prendiamo una mulattiera che prosegue diritto con un muro alla destra (m. 475).
Ignoriamo un sentiero alla sinistra che ritorna sulla strada e continuiamo quasi in piano seguendo il muro (m. 485).
Troviamo poi una staccionata di legno a protezione verso destra ed un muro alla sinistra.
Saliamo alcuni gradini.
Scavalchiamo un ruscelletto che troviamo asciutto e proseguiamo in leggera salita con il muro alla destra e il bosco alla sinistra.
In salita percorriamo una curva a sinistra (m. 490).

Subito dopo arriviamo ad un bivio dove pieghiamo a sinistra lasciando l'altro percorso che continua diritto in discesa (m. 495). Un cartello segnala una "zona soggetta a vincolo idrogeologico" e un segnale stradale vieta il transito ai veicoli. Entriamo nel bosco.
Presso una curva a sinistra trascuriamo una traccia che prosegue diritto. Il percorso è un po' incassato nel terreno circostante (m. 515).
La pendenza diminuisce. Percorriamo un ampio tornante destrorso (m. 525).

Alla destra troviamo un termine in pietra sul quale sono scolpite due lettere o numeri che non riusciamo a decifrare (forse I4) (m. 545).
Riprendiamo a salire. Lasciamo a sinistra un sentiero chiuso da una stanga.
Dopo una curva a sinistra percorriamo un tratto incassato nel terreno circostante.
Più avanti la pendenza diminuisce (m. 585).

Troviamo una sterrata che proviene dalla sinistra. I segnavia indicano davanti e dietro il Sentiero degli Alpini (m. 600).
In basso a destra scorre un ruscello. Poco dopo, presso un tornante destrorso, lo guadiamo mentre attraversa il percorso su di una base in cemento.
Proseguiamo in leggera salita.

Dopo una curva a sinistra arriviamo ad un bivio dove il Sentiero degli Alpini viene segnalato a sinistra (m. 615).
Percorriamo un tratto in salita e poi torniamo a camminare con poca pendenza.
Alla destra tra gli alberi vediamo un baitello in cemento (m. 625).
Torniamo a salire e superiamo un tratto incassato.
Per un lungo tratto camminiamo con poca pendenza.
Riprendiamo a salire (m. 665). Poi la pendenza aumenta e diventa abbastanza ripida (m. 675).

Dopo una curva a sinistra arriviamo ad un bivio (m. 700). Proseguiamo verso sinistra in leggera salita.
Percorriamo alcuni passi in leggera discesa, torniamo a salire e giriamo a destra (m. 710).
Quasi in piano superiamo alcuni zig-zag (sx-dx-sx).

In salita arriviamo ad un bivio e andiamo a destra con minore pendenza seguendo le indicazioni del Sentiero degli Alpini (m. 725).
In alto a sinistra vediamo un baitello di legno. Cominciamo a trovare delle canaline di legno, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla stradina.
Ignoriamo un sentiero che si stacca verso destra. Percorriamo una curva a sinistra.
Ora alla sinistra c'è una recinzione di legno.
Riprendiamo a salire. Passiamo accanto ad un picchetto in cemento con i bolli rossi.

Su di un albero, in alto, un cartello indica una proprietà privata.
Poco dopo troviamo un altro cartello che avverte della presenza di un appostamento fisso di caccia.
Giriamo a sinistra e ignoriamo una stradina, chiusa da una catena, che si stacca alla destra (m. 750).
Continuiamo con poca pendenza. Vediamo alcuni baitelli nel bosco, sia alla sinistra che in alto a destra (m. 760).
Passiamo accanto ad un picchetto in cemento con bolli gialli.

Alla sinistra troviamo una colonna di ferro con una piccola croce in cima. Su di una lastra di pietra vediamo una targhetta con la scritta: "Croce di ferro a ricordo di coloro che amarono la montagna". C'è anche una panchina di legno ma con le gambe di metallo (m. 775).
Un segnale stradale vieta il transito ai veicoli.

Quasi in piano, prima di arrivare ad una biforcazione, con un tornante giriamo a destra.
Fatti alcuni passi, di fronte ad una stanga che chiude l'accesso ad una proprietà privata, voltiamo a sinistra.
Saliamo attorniati da alcuni terrazzamenti. Un cartello su di un albero invita a prestare attenzione alle vipere e ricorda come è opportuno comportarsi e cosa fare in caso di morso (m. 790).

Alla sinistra, poco più in basso, vediamo un tornante sinistrorso della strada asfaltata che sale al Viceré (m. 800).
Proseguiamo con un sentiero più stretto alternando alcuni brevi tratti quasi in piano ad altri in salita.
In salita percorriamo un tornante destrorso (m. 810).
Dopo una curva a sinistra ci immettiamo su di una stradina. Qui troviamo il segnavia che indica il Sentiero degli Alpini solamente nella direzione dalla quale proveniamo. Andiamo a destra in leggera salita (m. 820).

Poi la stradina gira a sinistra e prosegue accompagnata alla destra da una serie di pali in cemento che reggono tre fili. Davanti vediamo il Bolettone (m. 825).
Un'altra stradina arriva in parallelo dalla sinistra (m. 840).
Proseguiamo quasi in piano tra faggi e betulle.
Troviamo un segnavia del Sentiero degli Alpini e continuiamo in leggera salita.
Tra gli alberi alla sinistra vediamo scorrere un cavo.

Alla sinistra troviamo una piattaforma quadrata sopra ad un albero, un baitello ed una stradina chiusa da una stanga (m. 855).
Proseguiamo in piano con un viale tra due file di grandi pini oltre i quali ci sono dei prati.
Raggiungiamo il vecchio albergo "La Salute" da tempo in stato di completo abbandono. Lo aggiriamo alla destra.
Poi anziché proseguire diritto per portarci sulla strada asfaltata, giriamo a destra come indicato dal solito cartellino che indica il Sentiero degli Alpini.
Rientriamo nel bosco camminando in leggera salita e lasciando alla destra un baitello diroccato.

Ad un bivio continuiamo diritto ignorando l'altro sentiero alla destra (m. 865).
Poco dopo riprendiamo a salire e, su fondo roccioso, percorriamo una curva a destra oltre la quale attraversiamo una insellatura tra le rocce (m. 875).
Continuiamo quasi in piano, tra gli alberi, con delle serpentine appena accennate.

Raggiungiamo un altro bivio dove vediamo un bollo verde e giallo su di un palo che ci indirizza verso sinistra.
Alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri in salita.
Percorriamo una curva a sinistra (m. 890).
Poi, in salita, andiamo a sbucare sulla strada asfaltata proprio di fronte all'inizio della stradina per la Baita Patrizi mentre alla destra, pochi metri più avanti, c'è l'ingresso del Parco del Viceré (m. 900).
Ora non ci resta che percorrere interamente il primo itinerario come se fossimo saliti fin qui in auto.

Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. 555 -50
Data escursione: febbraio 2015

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • alla Baita S. Pietro (m. 1116) in ore 0.45
  • al Rifugio Bolettone (m. 1310) e alla cima del monte in ore 1.15








Dati del Rifugio Patrizi

Altezza:
m. 930
Gruppo:
Triangolo Lariano
Ubicazione:
Pian della Rovere
Comune:
Albavilla - CO
Carta Kompass:
91 - C8
Coordinate Geo:
45°49'38.70''N
9°10'21.70''E
Gestore:
Lino Marelli
Telefono gestore:
346 3666721
Telefono rifugio:
346 3666721
Posti letto:
no
Apertura:
le 2 sett. centrali
di agosto + week
end e festivi
Pagina aggiornata
il: 12/02/2015
Il Rifugio Baita Patrizi Ingresso nel Parco del Viceré Tratto incassato della sterrata (2° itin.) Una casa a forma di torretta (2° itin.) Croce di ferro a ricordo di coloro che amarono la montagna (3° itin.) Piattaforma su di un albero (3° itin.)

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