Rifugio Capanna Brigata Patrizi
- Altezza: m. 943
- Gruppo: Triangolo Lariano
- Ubicazione: Pian della Rovere
- Comune: Albavilla - CO
- Carta Kompass: 91 - C8
- Coordinate Geografiche: 45°49'38.50''N 9°10'21.50''E
- Gestore: Lino Marelli
- Telefono gestore: 346 3666721
- Telefono rifugio: 346 3666721
- Posti letto: no
- Apertura: le 2 sett. centrali di agosto + week end e festivi
- Pagina aggiornata il: 10/08/2010
Il Rifugio Capanna Patrizi è situato in un fitto bosco sul versante sud del Monte Bolettone.
Alla rotonda di Erba prendiamo la provinciale n. 639 in direzione Como.
Dopo due chilometri circa, giriamo a destra in Via Don Orione. In leggera salita, arriviamo ad una rotonda dove proseguiamo sulla destra verso Albavilla.
Alla successiva rotonda andiamo a destra seguendo le indicazioni per l'Alpe del Viceré e il Buco del Piombo.
Attraversato il paese, arriviamo in Piazza Fontana e giriamo a sinistra attorno alla chiesa. Raggiungiamo così due piazze unite: Roma e Garibaldi e
voltiamo a destra in Via XX Settembre.
Proseguiamo poi in salita, con vari tornanti, fino al Parco del Viceré (m. 900).
L'accesso al parcheggio del parco costa: € 5 nei giorni festivi; € 3 al sabato da aprile ad ottobre e ad agosto nei feriali.
C'è posto per una diecina
di vetture anche prima dell'ingresso sulla sinistra.
Primo itinerario: dal Parco del Vicerè
Si tratta di una semplice e piacevole passeggiata, interamente all'ombra del bosco e prevalentemente in piano o con brevi saliscendi.
Poco prima del parcheggio, prendiamo una stradina asfaltata sulla sinistra, all'inizio della quale alcuni segnavia indicano: Rifugio Bolettone
a ore 1.10, Rifugio Patrizi a ore 0.45, Bocchetta di Molina a ore 1.30. Un cartello informa se la Baita Patrizi è chiusa o aperta.
Con percorso pianeggiante ci addentriamo in piano nel bosco.
Fatti alcuni passi, troviamo un bivio dove un cartello segnala il divieto di transito agli automezzi. Andiamo diritto. La strada ora è sterrata.
Più avanti ignoriamo una stradina che si stacca sulla sinistra mentre dalla parte opposta vediamo alcuni tavoli e panche del parco.
Dopo una curva a sinistra, in leggera salita arriviamo ad un bivio. Vari segnavia indicano: a sinistra in piano: Baita Patrizi e Bocchetta di Molina; a destra
in salita: Rifugio Cacciatori, Rifugio e Monte Bolettone.
Andiamo a sinistra e, dopo pochi passi, trascuriamo una stradina che si stacca a sinistra.
In alto, davanti a noi vediamo la bianca costruzione del Rifugio Bolettone.
Presso una curva a sinistra troviamo un rivoletto che scende dalla montagna e attraversa il cammino.
Poco dopo raggiungiamo una panca a sinistra e una croce a destra. Una scritta recita: "I fanti del 67° ai loro compagni d'arme del 68° Rgt. Ftr. qui caduti.
10.10.1951."
Ignorato un sentiero sulla destra, continuiamo in leggera discesa fino ad un'ansa della montagna dove un ruscello attraversa il percorso. Sulla sinistra c'è una madonnina e la scritta: "La
Madona da Lavalett la vuta i sciuri e puaret".
Ora saliamo abbastanza ripidamente verso il Doss Mezzan. A metà circa della salita troviamo a sinistra una panchina. Un cartello su di un
albero porta la seguente scritta: "La bancheta de l'alpino, setas gio e fa un riposino".
Poco dopo ne troviamo un altra che reca incisa la seguente frase: "La bancheta de Santina e Tugnon che man tira su propi bon". Tutte e tre le scritte
sono a firma Bianchi.
Raggiunto il dosso troviamo una casa recintata sulla destra. A sinistra invece c'è una staccionata di legno e una madonna con la scritta: "La Madona del Doss
Mezzan la da sempar una man". C'è anche una cartina del Triangolo Lariano.
Proseguiamo in piano e poi in lieve discesa e superiamo due panchine di colore verde.
Alterniamo poi alcuni tratti in piano ad altri in leggera discesa.
Presso una curva verso sinistra un altro rivolo attraversa il cammino. Ora la stradina si restringe.
Più avanti superiamo un altro ruscelletto.
Torniamo a salire. Un cartello indica a sinistra un ripido sentiero che scende verso una sorgente.
Con percorso nuovamente pianeggiante, camminiamo sopra due passerelle, entrambe formate da quattro traversine di legno.
Il sentiero riprende a salire. Percorriamo un punto protetto verso valle dove c'è un notevole precipizio. In questo tratto il fondo è parzialmente coperto di cemento.
Torniamo su sterrato. Più avanti troviamo alcuni segnavia che indicano: davanti a noi il sentiero 18 per la Capanna San Pietro a ore 0.40; dietro il
sentiero 20 che abbiamo percorso per l'Alpe del Vicerè a ore 0.35; a sinistra il sentiero 18 che scende al Albavilla in ore 1.30.
Di fronte a noi c'è uno slargo. La Baita Patrizi è sulla destra.
Tempo impiegato: ore 0.45 - Dislivello: m. 86
Data escursione: gennaio 2009
Secondo itinerario: dalla strada che sale al Parco del Vicerè
Volendo fare un poco di fatica in più, è possibile partire da quota 600 circa.
Salendo all'Alpe del Vicerè, un chilometro e mezzo dopo il bivio per la "Villa Solitaria", troviamo un piccolo parcheggio e due panchine sul lato destro della
strada. Alcuni segnavia indicano a sinistra una sterrata che conduce a: La Salute a ore 0.40, Alpe del Vicerè a ore 0.50, Monte Bolettone a ore 2, Baita Patrizi
a ore 1.10, Bocchetta di Molina - Innesto Dorsale a ore 2.
Fatti pochi passi, lasciamo a sinistra una stradina (cartello H600ZF) e raggiungiamo un bivio. Qui ci sono altri segnavia che indicano a sinistra in leggera
discesa la Baita Patrizi mentre a destra in salita: La Salute, Alpe del Vicerè e Monte Bolettone.
Più avanti troviamo un torrente che si affianca a sinistra della strada e poi la attraversa passandoci sotto.
Poco dopo raggiungiamo un bivio (m. 590). Un cartello indica la Baita Patrizi a sinistra.
Saliamo ripidamente su fondo con sassi cementati.
Superati due tornanti e lasciata a destra una stradina che si dirige verso una casa, troviamo un altro cartello che indica la Baita Patrizi nella nostra
direzione di marcia.
Più avanti la stradina diventa sterrata e procede come scavata nel bosco circostante.
Mentre saliamo troviamo sulla destra diversi scoli per far defluire l'acqua evitando così che il percorso diventi infangato; ne abbiamo contati più di venti.
La pendenza diminuisce. All'altezza del nono scolo, un tubo attraversa il cammino e va a buttare acqua in un bidone di colore blu (m. 715).
Trascuriamo poi sulla destra, un sentiero chiuso da una sbarra verde che conduce ad una casa.
Ora alterniamo alcuni brevi tratti in salita ad altri con ben poca pendenza.
Ignoriamo due sentieri che si staccano a sinistra a poca distanza uno dall'altro (m. 760).
Più avanti troviamo sulla sinistra una recinzione elettrificata oltre la quale dovrebbero esserci degli animali al pascolo. In seguito, alla stessa recinzione
si affianca anche una staccionata di legno.
In leggera salita raggiungiamo un cancello a sinistra e una sbarra a destra che chiude l'accesso ad una baita (m. 820).
Terminata la recinzione elettrificata, troviamo una casa sulla sinistra mentre percorriamo un tratto in piano.
Poco dopo termina anche lo steccato. Ignoriamo un sentiero che scende a sinistra. Sulla destra invece ci sono un cippo a ricordo di una persona deceduta e una
rudimentale panchina (m. 850).
Riprendiamo a salire. Ora il fondo e pietroso. Una apertura nel bosco consente di vedere in alto a destra la cima del Bolettone con il rifugio e la croce.
Dopo un tratto quasi in piano, in leggera salita arriviamo ad un bivio. Alcuni segnavia indicano: Baita Patrizi m. 943; a sinistra: Bocchetta di Molina a ore
0.50; diritto: Alpe del Vicerè a ore 0.40.
La Baita Patrizi è ben visibile davanti a noi e dopo pochi passi la raggiungiamo.
Tempo impiegato: ore 0.50 - Dislivello: m. 343
Data escursione: febbraio 2010
Escursioni partendo dal Rifugio:
- alla Baita S. Pietro (m. 1116) in ore 0.45
- al Rifugio Bolettone (m. 1310) e alla cima del monte in ore 1.15
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