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Il Monte Tesoro è situato lungo la dorsale che degrada a meridione del Monte Resegone e divide la Valle San Martino dalla Valle Imagna e quindi le provincie di
Lecco e di Bergamo.
Dalla sua cima la vista spazia a 360 gradi sulle Prealpi Lecchesi e Orobiche ma anche sulle lontane Retiche e sui laghi di Olginate, Garlate, Oggiono, Annone e
Pusiano.
Sulla vetta nel 1985 sono stati eretti una croce metallica alta 15 metri ed un sacrario a ricordo dei soldati italiani caduti in guerra.
Nel piano sottostante il sacrario è stato ricavato un rifugio-ristoro.
Primo itinerario: da Boccio Alto (mulattiera/sentiero)
Da Lecco, con la provinciale (ex statale) 639 in direzione sud, seguiamo il corso dell'Adda fino a Calolziocorte dove, al terzo semaforo imbocchiamo sulla
sinistra la provinciale 180 in direzione di Erve e Carenno.
Ad un bivio, lasciamo a sinistra la deviazione per Erve e, continuando diritto, arriviamo a Carenno.
All'inizio del paese troviamo un semaforo e andiamo a destra evitando così di passare per le strette vie del centro.
Successivamente, al bivio tra Carenno a sinistra e Sopracorniola a destra, andiamo a sinistra.
Troviamo poi sulla destra la strada per Boccio e Colle di Sogno. Prendiamo questa strada e la percorriamo fino a quando diventa sterrata (m. 885).
Un questo punto lo spazio per parcheggiare è limitato a poche vetture. Sulla destra in alto c'è la trattoria Boccio Alto. Tra i monti visibili, il Monte Tesoro
è quello alle nostre spalle.
Possiamo utilizzare sia la strada sterrata (vedi il secondo itinerario) che prosegue davanti noi (chiusa al traffico motorizzato), che la mulattiera, segnata
con bolli gialli, che sale a destra.
Prendiamo la mulattiera il cui tratto iniziale ha il fondo in cemento. Alla destra c'è un muretto sovrastato da una rete metallica mentre a sinistra la vista
spazia sulla vallata e sui laghi sottostanti.
Giunti davanti ad un orticello, giriamo a destra con un tornante.
Poco dopo raggiungiamo la trattoria Boccio Alto situata alla sinistra della mulattiera (m. 900). Ignoriamo un sentiero che si stacca sulla destra.
La pendenza aumenta. Lasciata a destra una costruzione in cemento, incrociamo per la prima volta la sterrata (m. 910).
Sulla destra un cartellone posto a cura della Comunità Montana San Martino illustra le caratteristiche geologiche della zona. Ci sono anche un segnale stradale
di divieto di transito alle persone non autorizzate e una stanga che troviamo alzata. Alla sinistra c'è una casa e alla destra una staccionata.
Percorsi pochi passi verso destra sulla sterrata, ritroviamo la mulattiera contrassegnata da bolli gialli e da uno sbiadito segnavia (forse 18) in rosso.
Prendiamo la mulattiera e saliamo a sinistra nel bosco.
Passiamo sotto i cavi del telefono. Di tanto in tanto troviamo dei gradini realizzati riciclando delle vecchie traversine ferroviarie.
Vediamo un vecchio cartello che indica la Forcella; il cartello è rotto a metà e pertanto la parola è troncata (m. 955).
Più avanti ci immettiamo per la seconda volta sulla sterrata (m. 965).
Dobbiamo percorrere un centinaio di metri verso destra, in piano, con la sterrata e poi ritroviamo la mulattiera a sinistra.
Ripresa la mulattiera, saliamo nel bosco e passiamo sotto dei cavi telefonici.
Ad un tornante sinistrorso, ignoriamo un sentiero che continua verso destra (m. 990).
Più avanti incrociamo la sterrata; questa volta dobbiamo solo attraversarla e proseguire (m. 1000).
Riprendiamo a salire nel bosco e arriviamo ad un bivio (m. 1015). Ignoriamo il sentiero pianeggiante a sinistra e continuiamo in salita verso destra.
Poco dopo, in leggera salita, raggiungiamo un altro bivio. Un segnavia indica a sinistra il sentiero 817 per la Forcella Alta. Lasciamo pertanto il sentiero
pianeggiante a destra e andiamo a sinistra, come segnalato anche da un bollo giallo.
Superata una curva a destra, riprendiamo a salire.
Percorriamo poi una curva a sinistra (m. 1040) e passiamo sotto i cavi del telefono.
Alla successiva curva a destra, ignoriamo un sentiero pianeggiante che si stacca a sinistra.
Ad un bivio (m. 1070) andiamo a sinistra con la mulattiera mentre diritto un sentiero scende verso la sterrata.
Più avanti percorriamo una curva a destra trascurando un sentiero che prosegue diritto.
Poco dopo ripassiamo sotto i cavi telefonici.
In rapida successioni superiamo due tornanti, il primo verso sinistra e il secondo verso destra (m. 1100).
Incrociamo un sentiero e proseguiamo diritto mentre a destra un sentiero conduce alla sterrata nei pressi di una stalla.
La pendenza diminuisce. Lasciamo a destra un altro sentiero che scende alla stalla e passiamo nuovamente sotto i cavi del telefono. Sulla sinistra c'è un prato.
Raggiungiamo la bianca chiesetta dedicata a Maria Auxilium Christianorum (m. 1140). La troviamo chiusa ma l'ampio portico sulla facciata può essere un buon
riparo in caso di un acquazzone improvviso.
Passiamo davanti alla chiesa ignorando un sentierino che sulla destra scende alla sterrata.
Proseguiamo con la mulattiera. Alla sinistra ci sono un muretto a secco e dei prati; a destra una fila di faggi. Sulla destra, un po' lontano, c'è una vecchia
cascina; a sinistra in alto vediamo un appostamento per la caccia.
La pendenza aumenta leggermente.
Passiamo tra due file di alberelli. Una freccia rossa indica la direzione dalla quale proveniamo.
Camminiamo tra i prati, a mezza costa, quasi in piano.
Poi riprendiamo a salire e raggiungiamo un lavatoio con tre vasche sotto una tettoia (m. 1175).
Ora il fondo è selciato. Con un corrimano a lato della mulattiera raggiungiamo la sterrata, proprio di fronte alle poche case della Forcella Bassa (m. 1185).
Andiamo a sinistra, in piano, sulla sterrata.
Raggiunta l'ultima casa, seguendo una freccia rossa dipinta sul muro, prendiamo un sentiero che sale a destra.
Il primo tratto ha il fondo in cemento. Proseguiamo poi con un ripido sentiero tra i prati. In alto vediamo una casa gialla.
Attraversiamo la sterrata (m. 1215) e continuiamo diritto nei prati in modo abbastanza ripido seguendo dei cavi telefonici.
Lasciamo a destra una vecchia costruzione (m. 1235).
Attraversiamo una strada inerbata (m. 1245) e continuiamo diritto nei prati seguendo tracce di sentiero.
La pendenza aumenta (m. 1280). Passiamo accanto ad alcuni alberi di faggio, agrifoglio e sorbo.
Arriviamo in cima e ci immettiamo su una strada sterrata (m. 1301). Di fronte, recintati da una staccionata, ci sono un laghetto e la Cappelletta degli Alpini
"G. Costa".
Un cartello indica a sinistra Via Monte Ocone. Alla sinistra vediamo il Resegone tra le cui cime riusciamo a distinguere nettamente il Rifugio Azzoni.
Andiamo a destra seguendo la strada.
Raggiunta una bacheca, saliamo a destra con una stradina in cemento evitando un tornante della strada che ora è asfaltata.
Siamo alla Forcella Alta (m. 1313). Qui ci sono alcune case. Alla destra c'è il Bar Tesoro.
Alcuni segnavia indicano a destra: Monte Tesoro - sacrario a ore 0.30, Cà di Magnà a ore 0.50, Valcava (fine DOL) a ore 1.15, Monte Linzone a ore 1.20; a
sinistra: Il Convento - Pertüs a ore 0.45, La Passata - miniera a ore 1.45, Rifugio Monzesi a ore 2.15, Monte Resegone a ore 4.20, Sentiero della Valle n. 801.
Viene inoltre indicato, in entrambe le direzioni, il Sentiero del 70° U.O.E.I. Lecco-Monza.
Continuiamo lungo l'asfalto verso destra in leggera discesa.
Superata una casa con un grande portico a 14 archi, troviamo una sterrata sulla sinistra, Via Monte Tesoro (m. 1305). Un cartello segnala: Al Sacrario.
Prendiamo questa sterrata. In leggera salita superiamo alcune case e continuiamo, quasi in piano, tra gli alberi.
Alla sinistra ci sono una staccionata e un baitello in legno.
Raggiungiamo uno slargo e una panchina. Alcuni segnavia indicano davanti: Monte Tesoro - sacrario a ore 0.20, Cà di Magnà a ore 0.40, Valcava (fine DOL) a ore
1.10; dietro: Forcella Alta a ore 0.10, Passo del Pertüs a ore 1, La Passata a ore 2.
Continuiamo in leggera salita e, passando tra due case, arriviamo ad un bivio dove, ignorata la stradina a sinistra, andiamo diritto con un sentiero segnalato
con un bollo rosso.
Saliamo in un prato. Troviamo un baitello di pietra a destra e poi una casa a sinistra. Qui c'è un altro bivio. Vediamo i segnavia a bandierina di colore
rosso-bianco-rosso DOL e azzurro-bianco-azzurro 70°. Ci sono anche dei bolli bianco-rossi. Andiamo a destra tra gli alberi.
Poco dopo su di una roccia vediamo dipinto il segnavia 571. Proseguiamo in leggera salita e troviamo una freccia che indica il sacrario.
Ad un bivio troviamo altri segnavia che indicano a sinistra il Monte Tesoro a ore 0.10, Cà di Magnà a ore 0.25, Valcava a ore 1.
Saliamo ripidamente in un largo corridoio tra gli alberi.
Lasciata a sinistra una panchina di ferro (m. 1370), la pendenza diminuisce un poco.
Raggiungiamo un vecchio skilift in disuso e una seconda panchina (m. 1390) poi saliamo ripidamente.
Alla destra ci sono delle protezioni in legno che fungono anche da corrimano. Una freccia indica il Monte Tesoro nella nostra direzione di marcia.
Passiamo accanto ad una terza panchina (m. 1415) poi il sentiero gira a sinistra compiendo una curva panoramica.
Poco dopo raggiungiamo l'Altare ai Caduti, seguito dal Sacrario nel piano inferiore del quale è situato il rifugio.
Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 546
Data escursione: dicembre 2009
Secondo itinerario: da Boccio Alto (strada sterrata)
Come descritto all'inizio del primo itinerario, lasciamo la macchina quando la strada diventa sterrata (m. 885). Da questo punto infatti la circolazione è
vietata agli automezzi.
Lasciamo a destra la mulattiera, che incroceremo varie volte lungo il cammino, e ci avviamo quasi in piano lungo la sterrata. In basso a sinistra vediamo
Carenno e i laghi.
Più avanti a sinistra degli alberi chiudono il panorama. Dopo un tornante destrorso continuiamo in leggera salita.
Poco prima di una curva a sinistra raggiungiamo il ristorante Boccio Alto e la mulattiera che sale da destra (m. 910). Sulla destra un cartellone posto a cura
della Comunità Montana San Martino illustra le caratteristiche geologiche della zona. Ci sono anche un segnale stradale di divieto di transito alle persone non
autorizzate e una stanga che troviamo alzata. Alla sinistra c'è una casa e alla destra una staccionata.
Poco dopo, la mulattiera riprende a salire sulla sinistra. Noi proseguiamo diritto con la sterrata, in leggera salita tra gli alberi.
Troviamo una canalina per lo scolo dell'acqua di traverso alla strada (m. 925). Altre ne troveremo più avanti.
Poco dopo passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.
Dopo una curva a destra percorriamo un tratto con maggiore pendenza, poi continuiamo in leggera salita.
Con il fondo in cemento percorriamo un tratto in salita (m. 940) e poi un tornante sinistrorso al cui esterno vediamo un appostamento per la caccia.
La strada ritorna sterrata. Passiamo sotto dei cavi telefonici.
Con percorso quasi pianeggiante ritroviamo la mulattiera che sale a destra.
Un centinaio di metri più avanti passiamo sotto i cavi dell'alta tensione mentre la mulattiera sale da sinistra (m. 965).
Continuiamo in leggera salita.
Dopo un tornante destrorso, percorriamo un tratto in salita con il fondo in cemento (m. 970).
Poco dopo troviamo sulla destra una santella contenente un quadretto raffigurante una madonna con bambino.
La strada torna ad essere sterrata. In leggera salita e con delle protezioni a sinistra arriviamo ad un bivio (m. 985) dove andiamo a destra.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione. Presso una curva a sinistra ignoriamo un sentierino segnalato da bolli rossi che sale a sinistra.
Per due volte passiamo sotto dei cavi telefonici.
Torniamo a salire e, prima di una curva a sinistra, incrociamo nuovamente la mulattiera (m. 1000).
Ora camminiamo tra i prati. A destra, un po' più in basso, c'è una stalla. In alto, davanti, vediamo la croce in cima al Monte Tesoro.
Dopo un tratto con pochissima pendenza, torniamo a salire.
Proseguiamo con percorso quasi pianeggiante. In alto a sinistra vediamo un appostamento per la caccia (m. 1035).
Percorriamo poi un tornante sinistrorso ignorando una stradina che continua diritto.
Torniamo a salire con una staccionata a sinistra.
Dopo una curva a destra la pendenza diminuisce.
Passiamo alla destra del casotto per la caccia che avevamo visto precedentemente.
Riprendiamo a salire (m. 1055).
Poi, in leggera salita e con delle protezioni a sinistra, arriviamo ad un tornante destrorso (m. 1070).
Dopo un tratto quasi in piano e un tornante a sinistra, continuiamo tra prati e alberelli.
Superato un tornante destrorso, troviamo una stalla sulla sinistra (m. 1100).
In salita arriviamo ad una curva a sinistra dove passiamo a valle di una bianca chiesetta (Auxilium Christianorum) e di un altro appostamento per la caccia.
Camminiamo dapprima in piano e poi in leggera salita.
In salita arriviamo ad un tornante sinistrorso (m. 1150).
Poi con minore pendenza raggiungiamo una stanga di colore bianco che troviamo abbassata. Un cartello stradale indica il divieto di accesso a coloro che
dovessero arrivare in auto dalla direzione opposta (m. 1180).
Subito dopo sulla destra c'è un altro appostamento per la caccia.
Continuiamo in piano. Sulla destra troviamo un tavolo in legno, una panchina e un cartellone che parla della Val San Martino.
La sterrata ora è divisa in due da una sequenza di tronchi che realizzano nella parte sinistra una sorta di marciapiede riservato ai pedoni. Alla sinistra c'è
una staccionata con corrimano.
Poco dopo, sulla destra, troviamo un gruppo di vecchie case. Siamo alla Forcella Bassa (m. 1185).
Da sinistra sale la mulattiera che si immette sulla strada e poi, diventata sentiero, prosegue sulla destra dopo l'ultima casa.
Continuiamo in piano lungo la sterrata che, poco più avanti, si divide in due. Prendiamo il ramo di destra in leggera salita. In basso a sinistra vediamo il
tetto della chiesetta.
Dopo un ampio tornante destrorso (m. 1200), continuiamo con pochissima pendenza e incrociamo il sentiero che arriva da destra (m. 1215).
Passiamo per due volte sotto i cavi del telefono e continuiamo in leggera salita. Il Monte Tesoro è ora di fronte a noi.
Sulla destra troviamo una casa e successivamente un rudere ed un baitello.
Ignoriamo poi una stradina inerbata che si stacca a sinistra.
Attraversiamo un gruppo di faggi e raggiungiamo un bivio (m. 1260). Andiamo a sinistra; ora la strada è asfaltata.
Troviamo poi una stradina che scende a sinistra verso alcune case.
Sempre seguendo l'asfalto, poco prima di una casa con un grande portico a 14 archi, giriamo a destra in Via Monte Tesoro (m. 1305).
Continuiamo poi come precedentemente descritto nell'ultima parte del precedente itinerario fino alla vetta del monte e al rifugio.
Tempo impiegato: ore 2 - Dislivello: m. 546
Data escursione: dicembre 2009
Terzo itinerario: in auto fino alla Forcella Alta
La Forcella Alta (m. 1313) è raggiungibile anche in auto, sia dal versante lecchese (SP 179) che da quello orobico (SP 22).
a) Da Lecco, con la provinciale (ex statale) 639 seguiamo il corso dell'Adda in direzione sud. A Calorziocorte lasciamo a sinistra la strada per Erve e Carenno
(vedi il primo itinerario) e continuiamo diritto.
Superiamo altri due semafori (siamo in Corso Europa) e poi, seguendo la segnaletica che indica tra l'altro Carenno, Torre de Busi e Valcava, andiamo a sinistra
in Via Bonacina.
In fondo alla via giriamo a sinistra e poi a destra in Via Mandamentale Nuova che più avanti diventa la provinciale 177.
Superata San Gottardo (fraz. di Torre de Busi), giriamo a sinistra in Via Mazzini (provinciale 179 al km. 23).
Successivamente arriviamo a Torre de Busi. Al bivio davanti alla torre andiamo a sinistra (km. 24.5)
Usciti dall'abitato continuiamo con alcuni tornanti.
Al km. 26.8 lasciamo a sinistra la deviazione per Sogno e Colle di Sogno. Quest'ultima località (m. 954) è uno splendido paesino percorribile solo a piedi con
strette stradine ad angolo retto per rompere il vento. Da qui sale il sentiero più ripido per il Monte Tesoro.
Continuiamo con la SP 179 e superiamo San Marco (fraz. di Torre de Busi).
In località Cà di Magnà (m. 1249) presso un tornante destrorso (km. 33.3), troviamo un sentiero (vedi il quinto itinerario) che sale a sinistra e va ad intercettare il percorso che proviene
dal Passo di Valcava (vedi il quarto itinerario).
Continuiamo con la provinciale, raggiungiamo la frazione di Valcava e successivamente l'omonimo passo che mette in comunicazione le province di Lecco e Bergamo
(m. 1340).
Proseguiamo poi in discesa verso la Valle Imagna con la stessa provinciale che ora è diventata la SP 22 fino a trovare sulla sinistra la strada che sale alla
Forcella (cartello: Pertüs, Bar Tesoro).
b) Dalla Valle Imagna con la SP 14 percorriamo tutto il fondovalle. Dopo San Omobono la strada diventa SP 21 e dopo Valsecca SP 22.
Troviamo poi un bivio e andiamo a destra seguendo la segnaletica che indica: Valcava, Pertüs, Lecco.
Successivamente, troviamo sulla destra la strada che sale alla Forcella Alta (cartello: Pertüs, Bar Tesoro). Lasciamo pertanto la provinciale che continua verso
il Passo di Valcava e prendiamo questa deviazione.
Arrivati alla Forcella Alta, non rimane che parcheggiare la macchina e continuare a piedi come descritto nell'ultima parte del primo itinerario.
Tempo impiegato: ore 0.20 - Dislivello: m. 118
Data escursione: dicembre 2009
Quarto itinerario: dal Passo di Valcava
Il Passo di Valcava (m. 1340) è raggiungibile in auto sia dal versante lecchese che da quello orobico come descritto nella prima parte del terzo itinerario.
Al passo troviamo il sentiero 571-DOL. I segnavia indicano: Monte Tesoro a ore 0.50, Passo del Pertüs a ore 2.10, La Passata-Miniera a ore 3.
Lasciata la macchina, ci incamminiamo. Dopo due passi in salita, procediamo con pochissima pendenza tra prati e alberelli.
Passiamo alla destra di una cabina elettrica recintata da una rete metallica e continuiamo in salita.
Poco prima di arrivare ad un cancello chiuso che sbarra il percorso, prendiamo un sentiero sulla destra contrassegnato dal segnavia 571 a bandierina e da bolli
gialli.
Più avanti vediamo anche una freccia rossa che indica la nostra direzione di marcia.
Continuiamo quasi in piano con un sentiero tra i faggi, oltre il quale sulla sinistra c'è un prato.
Appeso ad un albero alla destra vediamo un tondino metallico, probabilmente usato come bersaglio.
Lasciata a sinistra la Capanna Luigi De Ponti (m. 1355), iniziamo a salire tra l'erba con alcune serpentine abbastanza ripide.
Poi con minore pendenza arriviamo in cima. Un cartello informa che siamo sul Pizzo (m. 1400).
Iniziamo ora a scendere l'opposto versante con prati a sinistra e alberelli a destra.
Percorriamo poi un tratto pianeggiante e torniamo a scendere.
Poi, dopo pochi passi quasi in piano, ancora in discesa entriamo nel bosco.
Superato un altro tratto quasi in piano, il sentiero si divide. Possiamo passare tra due rocce alla destra oppure aggirarle sulla sinistra.
Ci abbassiamo ancora un poco poi, quasi in piano, raggiungiamo quanto resta di una piccola costruzione di cemento sotto e legno sopra (m. 1335).
Torniamo a scendere e raggiungiamo un cassottello in lamiera diroccato.
La discesa ormai è terminata (m. 1310). In basso a sinistra, oltre i prati, vediamo la provinciale 179 e alcune case in località Cà de Magnà.
Alla sinistra del sentiero c'è una recinzione dapprima con del filo spinato e poi metallico.
Più avanti troviamo sulla destra un basso muretto a secco. Da sinistra sale il sentiero che proviene da Cà di Magnà descritto nel quinto itinerario.
In leggera salita ci portiamo sul crinale dove troviamo due roccoli e un appostamento per la caccia (m. 1330).
Proseguiamo in piano sul crinale poi riprendiamo a salire e subito troviamo un bivio. Trascurato il sentiero a sinistra, seguendo un bollo rosso prendiamo
quello più ripido che continua diritto.
Al bivio successivo andiamo a destra seguendo una freccia e la scritta Monte Tesoro.
Più avanti il sentiero si divide nuovamente e, seguendo i bolli, anche questa volta andiamo a destra tra erba e roccette.
Poi la pendenza diminuisce un poco. Seguiamo la cresta con prati a sinistra e alberelli a destra.
Percorriamo un tratto quasi in piano con il sentiero che passa tra alcune roccette (m. 1395).
Torniamo poi a salire ripidamente e raggiungiamo l'asta porta bandiera (m. 1425).
Il sentiero si divide; possiamo passare a sinistra tra alcune roccette o proseguire diritto aggirandole sulla destra per poi salire a sinistra.
Ancora pochi passi e raggiungiamo la piazzola per l'atterraggio dell'elicottero, che precede il cippo dedicato alla memoria di Ettore Boschi.
Pochi passi più avanti troviamo la croce, il sacrario e il rifugio.
Tempo impiegato: ore 0.50 - Dislivello: m. 181 -90
Data escursione: dicembre 2009
Quinto itinerario: da Cà di Magnà (Valcava)
La località Cà di Magnà (m. 1249) è situata, sul versante lecchese, poco prima del passo di Valcava ed è raggiungibile in auto come precedentemente descritto
all'inizio del terzo itinerario.
Lasciamo la macchina ai bordi della strada nei pressi di alcuni segnavia che indicano: Monte Tesoro a ore 0.30, Passo del Pertüs a ore 1.50, La Passata-Miniera
a ore 2.50.
Ci incamminiamo lungo una mulattiera a gradini che si dirige verso le case dell'abitato e poi lo attraversa.
In seguito sbuchiamo su una stradina e andiamo a sinistra in leggera salita. Alla sinistra c'è un staccionata in legno e a destra due edifici e un palo con
varie antenne.
Raggiungiamo poi un gruppo di alberi. Sulla destra, chiusa da una stanga, una stradina sale verso una grande cascina.
Continuiamo diritto. Alla sinistra troviamo un'altra casa.
Percorriamo pochi passi in piano, ignorando un'altra stradina che sale a destra.
Poco più avanti troviamo un cartello che indica a destra il sentiero per il Sacrario (m. 1275).
Prendiamo questo sentiero che sale tenendosi alla sinistra della recinzione della cascina.
Superato l'edificio, continuiamo con maggiore pendenza fino ad immetterci sul sentiero 571-DOL che proviene dal Passo di Valcava.
Pieghiamo a sinistra verso i due roccoli (m. 1330) e continuiamo come precedentemente descritto nel quarto itinerario.
Tempo impiegato: ore 0.30 - Dislivello: m. 182
Data escursione: gennaio 2010
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