Rifugio Capanna 2000

Il Rifugio Capanna 2000 è situato in località Pian Cansaccio sul versante sud del Pizzo Arera.

Primo itinerario: da Zambla (loc. Plassa)
A Zambla, al km. 42 della provinciale 27, prendiamo a sinistra Via Plassa.
Dopo 4 km raggiungiamo il grande residence in Località Plassa prima del quale la strada si biforca.
Continuiamo sulla destra in salita per altri seicento metri e poi parcheggiamo in uno slargo a lato della strada (m. 1230).

Alcuni segnavia indicano il sentiero 221/222 per la Capanna 2000 raggiungibile in ore 1.45, e il Monte Arera. Un cartello avverte se il rifugio è aperto o chiuso. Su una bacheca un foglio parla del Sentiero dei Fiori.

Ci incamminiamo in leggera salita su una strada sterrata.
Al primo tornante, dove alcuni blocchi fanno da protezione verso valle, la pendenza aumenta.
Saliamo nel bosco. La strada è ampia e pertanto i rami degli alberi non riescono mai a coprirla.
Dopo il secondo tornante, verso sinistra, percorriamo un tratto in leggera salita poi iniziamo a salire ripidamente.
Raggiunta una curva a destra (m. 1310) continuiamo con minore pendenza.
Presso un altro tornante vediamo una pozza d'acqua sulla sinistra, un po' discosta dalla strada (m. 1360).

Alla fine del bosco (m. 1390) continuiamo tra i prati con bella vista sul lato destro verso il Grem e l'Alben.
Ad un tornante sinistrorso, ignoriamo un sentiero che si dirige verso una baita. Successivamente, percorsi altri due tornanti, passiamo alla sinistra e un po' più in alto della stessa baita.
Molti di questi tornanti, come pure i successivi, possono essere tagliati con delle scorciatoie che consentono di abbreviare un poco il cammino.

Giunti in vista del Rifugio Ca' d'Arera, dall'inconfondibile colore rosso fragola, lasciamo la strada e con un sentiero passiamo davanti ad una grotta chiusa da una inferriata e lo raggiungiamo (m. 1560).
Un cartello sopra la porta recita: "Società Alpinistica Bergamo Alta - Rifugio Ca' d'Arera - Il rifugio è privato e riservato ai soli soci. Non esiste pertanto nessun obbligo da parte della SABA per quanto riguarda l'apertura dello stesso e la ricezione di eventuali gitanti."
Poco a monte del rifugio c'è una cappella con il tetto a forma di V rovesciata.

Riprendiamo il cammino seguendo altri tornanti e passando tra i piloni della ex-seggiovia.
All'interno di un tornante sinistrorso troviamo una lunga baita sulle cui pareti è dipinto il segnavia 222 (m. 1595). A destra c'è una polla d'acqua.
Lasciamo ora la strada e continuiamo con un sentiero in ripida salita tra i prati.
Raggiungiamo altri piloni della seggiovia e una piccola costruzione in cemento di servizio alla stessa (m. 1640).
Il sentiero sale ora al margine del crinale che precipita a sinistra verso la Val Vedra. Il panorama ci regala la vista delle principali cime della zona: l'Arera (m. 2512) di fronte, il Menna (m. 2300) a sinistra, l'Alben (m. 2019) dietro e il Grem (m. 2049) a destra.
Continuiamo in ripida salita tra lingue di neve e distese di crochi. Di tanto in tanto troviamo il segnavia 222 oppure un cerchio bianco contenente all'interno un bollo rosso.

La pendenza aumenta. Poi, superato un gruppo di mughi, percorriamo un tratto in leggera salita (m. 1830).
Ben presto torniamo a salire ripidamente. Ora il sentiero sparisce sotto la neve e pertanto non ci resta che seguire le orme di chi ci ha preceduto che piegano leggermente a destra.
Giunti ai margini meridionali di Pian Cansaccio, cominciamo a vedere il rifugio e la vecchia stazione a monte della seggiovia situata alla sua sinistra.
Dopo un tratto pianeggiante riprendiamo a salire lasciando a destra una serie di pali disposti a semicerchio.
Infine in leggera salita raggiungiamo la Capanna 2000.

Tempo impiegato: ore 2.00 - Dislivello: m. 730
Data escursione: maggio 2009

Note:
Nel mese di settembre 2009 la strada è stata asfaltata ed è pertanto percorribile in auto fino alla ex seggiovia (m. 1600).
Attualmente (2014) il transito è soggetto al pagamento di un pedaggio di € 4.00 presso un distributore automatico.
 
Secondo itinerario: dalle Baite di Mezzeno (sent. 219+222)
Con la statale 470 percorriamo il fondo della Valle Brembana fino al bivio di Lenna dove lasciamo a sinistra la provinciale 1 che sale al Passo San Marco e continuiamo sulla destra con la provinciale 2 in direzione di Foppolo.
Dopo quattro chilometri e mezzo prendiamo sulla destra la provinciale 3 per Roncobello.
Superiamo Borgogna, Baresi, Roncobello e Capovalle poi la strada diventa più stretta ed entra nel bosco.
Presso uno slargo alla sinistra, troviamo la colonnina per il ritiro del ticket, valevole per un giorno, al costo di 2 euro.
Saliamo con 14 tornanti. Solo gli ultimi 700 metri sono sterrati.
La strada termina poco prima delle Baite di Mezzeno, visibili in basso a destra. Parcheggiamo accanto ad una fontana e ad una bacheca con una cartina della zona. Un segnale stradale indica il divieto di transito ai veicoli.
Vari segnavia indicano: Località Mezzeno (m. 1600);
- diritto con il sentiero 215: Passo di Mezzeno (m. 2142) a ore 1.30, Rifugio Laghi Gemelli a ore 2;
- diritto con il sentiero 217: I Tre Pizzi (m. 2153) a ore 2, Monte Pietra Quadra (m. 2287) a ore 2.45;
- a destra con il sentiero 219: Passo Branchino (m. 1821) a ore 1, Rifugio Branchino a ore 1.05, Sentiero dei Fiori a ore 1, Rifugio Capanna 2000 a ore 2.30;
- a destra con il sentiero 270 A: Passo Marogella a ore 0.30.

Con una sterrata scendiamo a destra verso il torrente. Troviamo delle canaline in cemento, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada.
Quasi in piano, percorriamo una ampia curva a destra e superiamo, uno dopo l'altro, due ponti. Entrambi hanno il fondo in cemento e pietre mentre le sponde sono state realizzate con paletti di ferro verde che reggono dei traversi di legno (m. 1580).
Poco dopo, sulla sinistra, sale un sentiero. I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 270A: Passo Marogella a ore 0.30, Rifugio Alpe Corte a ore 1.30; diritto con il sentiero 219: Passo Branchino a ore 1.
Continuiamo con la sterrata dapprima con poca pendenza e poi in salita.
Alla sinistra troviamo un'area recintata da una staccionata. Un cartello informa che si tratta di un "punto di osservazione delle farfalle".

Arriviamo alle Baite di Mezzeno (m. 1592). Alla destra c'è una malga preceduta da una fontana con vasca; alla sinistra una pensana sulla quale vediamo dipinti il segnavia 219 a bandierina e una freccia bianca che invitano a proseguire.
Scendiamo in una conca erbosa caratterizzata da alcune gobbette.
Percorriamo un tratto quasi in piano seppur con lievi saliscendi.
Riprendiamo a scendere e passiamo accanto ad un cartello che parla delle "farfalle montane" (m. 1570).
Percorriamo un tratto in salita seguito da un altro in discesa.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita tra alcuni larici.

Arriviamo all'inizio del bosco. Camminiamo su delle radici affioranti dal terreno. Dopo alcuni passi quasi in piano, riprendiamo a salire (m. 1570).
Alla destra, in alcuni punti, troviamo due corde legate tra gli alberi.
Dopo un tratto quasi in piano torniamo a salire camminando su delle radici affioranti (m. 1580).
Percorriamo due curve sinistra-destra poi la pendenza aumenta (m. 1600).
Continuiamo con una curva a sinistra, seguita da un'altra a destra su fondo roccioso (m. 1635).

Poco dopo, quasi in piano, presso un tornante destrorso, attraversiamo il letto di un torrente in secca. Vediamo un ometto (m. 1635).
Continuiamo in leggera salita. Il sentiero si divide solo per aggirare una pietra e poi si ricompone (m. 1640).
Lasciamo a destra un masso.
Dopo pochi passi in leggera discesa, proseguiamo quasi in piano.
Alla destra troviamo una grande pietra con il segnavia n. 219.
Continuiamo in discesa e poi quasi in piano tra mughi e alcuni larici.
Torniamo a scendere, inizialmente con poca pendenza (m. 1625).
Continuiamo con due tratti in salita intervallati da un altro quasi in piano.

A sinistra è ben visibile l'imponente parete verticale del Corno Branchino. A destra invece, in lontananza, distinguiamo la sagoma inconfondibile dei Tre Pizzi.
Dalla destra si innesta un altro sentiero (m. 1630).
Continuiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita (m. 1635).

Quasi in piano raggiungiamo una sorgente; l'acqua che sgorga dalla roccia e anche da un tubicino nero, forma un ruscello che dobbiamo guadare (m. 1650).
Torniamo a salire, giriamo a sinistra e troviamo una targa in memoria di uno sfortunato escursionista.
Subito dopo, con una curva a destra, attraversiamo il letto di un torrente che troviamo in secca.
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire e percorriamo una curva a sinistra (m. 1660).
Proseguiamo con delle serpentine.
Passiamo in una piccola insellatura tra due dossi.
Continuiamo quasi in piano. Davanti vediamo un baitello in pietra con il tetto in lamiera.

In discesa raggiungiamo un torrente e lo guadiamo (m. 1675).
Il sentiero si divide in due tracce parallele; quella a sinistra ha il fondo roccioso. Saliamo abbastanza ripidamente lasciando a destra il baitello (m. 1.685).
Continuiamo in leggera salita tra i prati, con il torrente che scorre in basso a sinistra.
Poi la pendenza aumenta (m. 1710). Davanti cominciamo a vedere la Corna Piana.

Passiamo accanto ad una bassa roccetta sulla quale sono state dipinti il segnavia 219 a bandierina e due frecce bianche che indicano davanti il Passo Branchino e dietro le Baite di Mezzeno (m. 1725).
Continuiamo a mezza costa, aggirando un dosso alla sinistra.
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1750).
Superiamo una curva a destra (m. 1765).

Passiamo tra due paletti e attraversiamo una piccola insellatura.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi con poca pendenza (m. 1770).
Torniamo a salire. Su di una pietra vediamo il numero 4 in un cerchio giallo (m. 1790).

Pieghiamo a sinistra e ci abbassiamo in una vallecola.
Passiamo accanto ad un bollo bianco rosso e riprendiamo a salire (m. 1785). Dietro, in alto, vediamo una baita.
Dopo una curva a destra, il sentiero si divide in due tracce e poi si ricompone (m. 1810).

Arriviamo al Passo del Branchino (m. 1821). In basso alla sinistra vediamo il lago. I segnavia indicano:
- a sinistra con il sentiero 218: Rifugio del L. Branchino a ore 0.15, Rifugio Alpe Corte a ore 1, Valcanale a ore 1.40;
- diritto con il sentiero 222: Rifugio Capanna 2000 a ore 1.30, Sentiero dei Fiori, Zorzone a ore 2 (sentiero 231);
- davanti-sinistra con il sentiero 218: Passo Corna Piana a ore 1.10;
- dietro con il sentiero 219: Baite di Mezzeno a ore 0.45.

Proseguiamo con il sentiero 222, dapprima diritto quasi in piano, poi giriamo a destra. Passiamo accanto ad un pannello di legno con un cartellone che parla di "natura, cultura e tradizione" e di "progetto Arera, valorizzare la biodiversità".
Subito dopo giriamo a sinistra e proseguiamo dapprima in discesa e poi in leggera discesa. Il sentiero si divide in due tracce parallele.
Il sentiero poi si ricompone e proseguiamo quasi in piano con un'ampia curva a destra (m. 1805).
Alla destra vediamo una vecchia vasca da bagno riciclata come abbeveratoio.

Aggiriamo alla sinistra un piccolo dosso e poi riprendiamo a salire.
Passiamo accanto ad un palo (m. 1815).
Sulle pietre vediamo frecce e segnavia a bandierina che indicano i sentieri 222 e 231.
Proseguiamo su pietrisco e attraversiamo un piccolo valico (m. 1830).
Continuiamo dapprima in leggera salita tra l'erba e poi quasi in piano con una pozza alla sinistra.

Raggiungiamo una baita. Qui il sentiero si divide. I segnavia a bandierina indicano davanti e dietro il sentiero 231; alla sinistra il sentiero 222. Andiamo a sinistra, quasi in piano.
Subito troviamo un baitello alla destra sul quale vediamo il segnavia 222.
Percorriamo una curva a sinistra e proseguiamo con poca pendenza.

Poi, in salita, raggiungiamo una palina con un segnavia che indica diritto: Sentiero dei Fiori ore 2 (m. 1850).
Continuiamo in leggera discesa. Vediamo un segnavia 222 a bandierina.
Quasi in piano giriamo a sinistra (m. 1840).
In basso alla destra vediamo una pozza.
Dopo alcuni leggeri saliscendi, pieghiamo a sinistra.
Continuiamo in leggera discesa. Il sentiero si divide e si ricompone (m. 1825).
Dopo altri saliscendi, lasciamo a destra un masso. Continuiamo quasi in piano (m. 1810).

Con pochi passi in discesa raggiungiamo il letto di un ruscello asciutto. Lo attraversiamo e proseguiamo in leggera salita.
Torniamo a scendere alternando tratti con maggiore o minore pendenza, poi continuiamo quasi in piano.
Presso una curva a sinistra troviamo un altro segnavia che indica il Sentiero dei Fiori (m. 1785).
Percorriamo una semicurva a destra e poi torniamo a salire. In basso a destra vediamo delle baite.
La pendenza aumenta (m. 1790).
Percorriamo una curva a sinistra, scendiamo e risaliamo.

Dopo un'altra curva a sinistra, continuiamo in leggera discesa attorniati da piccole pietre e con pareti di roccia alla sinistra.
Proseguiamo con due tratti in salita divisi da uno quasi in piano e vediamo il segnavia 222 su di un masso (m. 1780).
Percorriamo pochi passi quasi in piano su fondo roccioso.
Alterniamo due tratti in discesa ad altrettanti quasi in piano.
Continuiamo in leggera salita con due tracce parallele che poi si riuniscono (m. 1780).
Dopo un tratto quasi in piano proseguiamo con poca pendenza.
Nuovamente quasi in piano, lasciamo a destra un masso con il segnavia 222.

Riprendiamo a salire. Alcune pietre formano dei rudimentali gradini.
Dopo un tratto quasi in piano (m. 1805) saliamo con altri rudimentali gradini.
Troviamo un segnavia che indica il Sentiero dei Fiori (m. 1820).
Alterniamo due tratti quasi in piano ad uno in leggera discesa. Il sentiero è largo ma alla destra il pendio scende ripidamente.
Riprendiamo a salire con una parete di roccia alla sinistra.
Percorriamo un tratto quasi in piano e continuiamo con poca pendenza e con rudimentali gradini (m. 1820).

Dopo una curva a sinistra, davanti cominciamo a vedere la vecchia stazione a monte della seggiovia.
Ora troviamo anche dei bolli rossi. Torniamo a salire (m. 1840).
Continuiamo quasi in piano tra erba, cespugli e pochissimi alberi. Su di una roccetta vediamo un bollo rosso e un segnavia 222 a bandierina (m. 1855).
Percorriamo un tratto con poca pendenza seguito da un altro quasi in piano (m. 1865).
Dopo una curva a sinistra e proseguiamo con poca pendenza.

Inizialmente in salita e poi con minore pendenza attraversiamo un ghiaione franato (m. 1880).
Poi saliamo tra erba e cespugli.
Dopo una curva a destra percorriamo un tratto su fondo roccioso (m. 1895).
Aggiriamo verso destra una roccetta. Qui il sentiero è largo ma alla destra precipita ripidamente.
Troviamo un'altra indicazione del Sentiero dei Fiori (m. 1900).
Dopo alcuni passi quasi in piano, proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita tra piccole pietre franate (m. 1910).
Giriamo a sinistra (m. 1920).

Raggiungiamo una bacheca in legno con un cartello sul quale leggiamo le date di apertura del Rifugio Branchino. Accanto c'è la solita palina con l'indicazione del Sentiero dei Fiori (m. 1930). Qui ci immettiamo su di una sterrata e andiamo a sinistra in salita.
Nei prati alla destra vediamo la vecchia stazione della seggiovia. Davanti abbiamo l'Arera.
Percorriamo una ampia curva a destra. La pendenza aumenta (m. 1950).
Quasi in piano passiamo tra due manufatti della seggiovia. Davanti vediamo il rifugio (m. 1970).
Poco dopo, in leggera discesa, lo raggiungiamo.

Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello m. +550 -190
Data escursione: novembre 2014

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Pizzo Arera (m. 2512) in ore 2 (EE)
  • al Lago Branchino (m. 1784) in ore 2 (sent. 222)
  • al Rifugio Alpe Corte (m. 1410) in ore 3 (sent. 222,218)
  • al Rifugio Santamaria in Leten (m. 1765) in ore 2 (sentieri 237,240)
  • al Rifugio Alpe Grem in ore 3.30 (sentieri 237,223)
  • Sentiero dei Fiori in ore 3 (sent. 244,218,222)
  • Periplo Monte Arera in ore 5.30 (sent. 244)



Dati del Rifugio Capanna 2000

Altezza:
m. 1960
Gruppo:
Val Brembana
Ubicazione:
Pian Cansaccio
Comune:
Oltre il Colle - BG
Carta Kompass:
104 - B6
Coordinate Geo:
45°55'34.90"N
9°48'15.30"E
Gestore:
Attilio Rizzi
Telefono gestore:
0346 72889
Telefono rifugio:
0345 95096
339 6986367
Posti letto:
30
Apertura:
estiva e weekend
Pagina aggiornata
il: 28/11/2014
Il Rifugio Capanna 2000 in versione invernale Arrivo invernale al rifugio Il Pizzo Arera Distese di crochi. Sullo sfondo il M. Alben Il Grem La nuova strada asfaltata da Plassa Il sentiero 219 dopo le Baite di Mezzeno Il Corno del Branchino I Tre Pizzi La Corna Piana Il Lago Branchino La baita dove i sentieri 222 e 231 si separano Arera Il Rifugio Capanna 2000

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