Rifugio Campiglio

Il Rifugio Campiglio situato in localit Pradecolo, sulle pendici occidentali del Monte Lema (m. 1624).
Dalla sua terrazza si gode una bella vista panoramica sul sottostante Lago Maggiore e su una cerchia di monti tra i quali spicca l'imponente mole del Monte Rosa.
Dal rifugio passa l'ottava tappa (Dumenza-Curiglia) del sentiero 3V Via Verde Varesina.

Primo itinerario: in auto
Dal lungolago di Luino, in direzione nord, poco prima della fine del paese, lasciamo la statale 394 per prendere sulla destra la provinciale 6 con la quale saliamo a Dumenza e a Due Cossari.
Successivamente lasciamo a sinistra la deviazione per Agra e continuiamo in direzione di Curiglia fino a trovare il bivio di Cinquevie (m. 551) dove giriamo a destra verso Pradecolo. La strada ora pi stretta e sale con 31 tornanti che, in qualche caso, possono richiedere una doppia manovra.
Dopo sette chilometri, superiamo il convento del Monaci Benedettini e raggiungiamo il rifugio.
 
Secondo itinerario: da Curiglia
In questo caso, al bivio di Cinquevie (m. 551) continuiamo diritto con la provinciale 6 fino a Curiglia (m. 670).
Parcheggiata la macchina nel centro del paese, alzando gli occhi a destra notiamo una vecchia insegna caratteristica: "Vini, Alimentari, Macelleria".
Saliamo in quella direzione e, arrivati al negozio, prendiamo una stradina sulla destra, Via Filzi, con la quale passiamo sotto un portico e raggiungiamo una piazzetta dove, di fronte a una fontana, inizia Via Roma.

In alternativa possiamo prendere, sempre a destra ma un poco pi avanti, una strada asfaltata che sale tra le case, all'inizio della quale vari segnavia indicano: Viasco, Monteviasco, Piero, e il sentiero 3V (Via Verde Varesina). Ci sono anche due bolli sovrapposti di colore rosso e bianco. Giunti alla prima curva a sinistra, davanti a una fontana, prendiamo sulla destra Via Battisti, una stradina stretta e acciottolata con la quale arriviamo all'imbocco di Via Roma.

Risaliamo Via Roma, attraversiamo la Piazzetta Carlo Viola e continuiamo su una mulattiera gradinata di sanpietrini. Superiamo una fontana.
Verso la fine del paese troviamo sulla sinistra una piccola cappella con una Madonna e una fontana (m. 710).
Subito dopo c' un bivio e i segnavia indicano a sinistra: C del Sasso; diritto: Monte Lema, Sarona, Alpone.
Continuiamo diritto in leggera salita, tra le ultime case e una staccionata di legno.
Superiamo la cappelletta di Sant'Antonio e raggiungiamo un bivio (m. 730). I segnavia indicano a sinistra: Viasco e Monteviasco; a destra: Curiglia, Sarona, Alpone, Monte Lema.
Un cartello indica il divieto di transito agli automezzi. La stradina verso destra, che percorreremo nel bosco, dovrebbe essere asfaltata fino a Sarona, ma il condizionale d'obbligo in quanto l'abbiamo trovata abbondantemente innevata.

Dopo un tratto in piano, con un ponte superiamo un torrente che scende da sinistra. Nei pressi c' una panchina.
Saliamo con protezioni a destra fino ad un'altra cappelletta contenente l'immagine di un santo il cui nome stato ormai cancellato dal tempo (m. 750).
Percorriamo un tratto con minore pendenza e poi torniamo a salire. Di tanto in tanto troviamo dei bolli di colore bianco e rosso.
Superiamo un tornante al cui interno c' una cappella con una raffigurazione di Ges. C' anche una piccola croce di ferro (m. 840).
Il successivo tornante abbastanza ripido poi la stradina continua in leggera salita.
Pi avanti troviamo un sentiero sulla sinistra con il quale possibile tagliare un tornante.
Sulla destra c' una madonnina. Continuiamo, abbastanza ripidamente, con una staccionata a sinistra.
Percorriamo poi un breve tratto in piano (m. 895) e torniamo a salire tra betulle, castagni e faggi.

Arriviamo a Sarona. All'inizio dell'abitato c' un bivio; un cartello indica l'altezza: m. 944 e la prosecuzione a sinistra per: Alpone, Madonna della Guardia, Monte Lema. Un altro segnavia indica la tappa n. 8 della 3V (Dumenza-Curiglia).
Passiamo tra le belle case interamente di pietra; in inverno completamente disabitate.
Ad un bivio andiamo a sinistra seguendo un bollo bianco-rosso e vediamo, dipinta su una casa, una bella madonna con bambino.
Raggiungiamo poi una cappelletta con un Crocefisso davanti alla quale c' una grande vasca-abbeveratoio. Sulla sinistra ci sono anche dei tavoli e panche.
In ripida salita, passiamo dietro la cappella e superiamo una fontana tra le ultime case del borgo.

Continuiamo con un sentiero tra gli alberi.
Attraversato un gruppo di grandi faggi, ci spostiamo verso sinistra sul bordo di un ripido costone. Poi ci addentriamo in un bosco di betulle.
Un cartello di legno su un faggio indica di andare a destra (m. 1090). Forse in questo punto c' un bivio, comunque, le tracce nella neve di chi ci aveva preceduto, andavano tutte a destra.
Ora il bordo del costone alla nostra destra. Sempre tra le betulle, saliamo ripidamente.
Un altro cartello invita a proseguire diritto e segnala il percorso: "Gite ed escursioni locali n. 1".
Al termine della salita (m. 1160) troviamo dei segnavia che indicano: davanti l'Alpone e dietro Sarona e Curiglia.
Percorriamo un tratto quasi in piano e poi torniamo a salire avendo faggi a sinistra e betulle a destra.
In vista dell'Alpone la pendenza diminuisce e troviamo un bivio. A destra viene indicato il Monte Lema mentre a sinistra l'Alpone e il Rifugio Madonna della Guardia.
In salita tra le belle baite di pietra, quasi tutte ben conservate, raggiungiamo il Rifugio Madonna della Guardia e l'agriturismo Le Gemelle, posti l'uno accanto all'altro verso la fine dell'abitato (m. 1230).
Continuando in leggera salita su un ampio sentiero tra i faggi, poco dopo arriviamo alla bianca chiesetta (m. 1245).

Una palina segnavia indica a sinistra il Monte Lema. Andiamo invece a destra passando davanti alla facciata della chiesa dove ci fermiamo un attimo ad ammirare lo splendido panorama.
Continuiamo poi sul lato destro dell'edificio dove ci sono due tavoli con relative panche e una fontana.
Con pochi passi in salita raggiungiamo altri segnavia che indicano: diritto il Monte Lema; a destra Predecolo e il Rifugio Campiglio. Un cartello segnala che ci troviamo sulla tappa 8 (Dumenza-Curiglia) della 3V.
Continuiamo quasi in piano tra rade betulle con bella vista sul lago Maggiore.
Un segnavia su una staccionata indica Predecolo nella nostra direzione di marcia.
Torniamo a salire e poi percorriamo pochi passi in discesa. Sulla destra una staccionata fa da protezione verso un precipizio.
Superiamo un grande faggio e un gruppo di betulle, poi usciamo allo scoperto.
Passiamo accanto ad una pietra con inciso il nome di uno sfortunato escursionista.
Poi rientriamo nel bosco formato dapprima da betulle e pi avanti da faggi.
Passiamo accanto ad un casello dell'acquedotto e poi, con un tratto in leggera salita, ci immettiamo su di una sterrata (m. 1300). I segnavia indicano a sinistra il Monte Lema. Andiamo invece a destra e dopo una breve salita proseguiamo in discesa.

Continuiamo nella faggeta con percorso che alterna vari tratti in piano e lievi saliscendi, effettuando un largo semicerchio alla testata della Valle Arasio. Il percorso segue fedelmente la sinuosit della montagna. Alcuni torrenti o semplici rivoli scendono dal Poncione di Breno (m. 1654) e dal Monte Lema (m. 1624) e attraversano la sterrata. Questa parte del percorso, durante il periodo invernale completamente in ombra.
Troviamo poi un ampio sentiero che sale da destra e si unisce al nostro.
Pi avanti, ad un bivio, lasciamo a sinistra una stradina che sale al Monte Lema.
Poco dopo passiamo accanto ad una fontana, superiamo una stanga che chiude il passaggio agli automezzi e raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello: m. + 654 - 164
Data escursione: novembre 2008
 
Terzo itinerario: da Miglieglia per il Monte Lema
Entriamo in Svizzera al valico di Chiasso e proseguiamo superando Mendrisio e Melide.
A Paradiso, periferia sud di Lugano, andiamo a sinistra e successivamente a destra seguendo le indicazioni per Bellinzona e Ponte Tresa.
Giriamo poi a sinistra (cartelli: Ponte Tresa e Sorengo).
A Sorengo ci immettiamo su un'altra strada andando a sinistra (direzione: Ponte Tresa e Agno).
Superiamo Agno e Magliaso. Subito dopo Magliaso prendiamo sulla destra la strada per Pura, Curlo e Monte Lema.
Giunti a Noveggio, ad un incrocio giriamo a destra (cartelli: Miglieglia M. Lema).
All'inizio di Miglieglia giriamo a sinistra e poco dopo troviamo sulla destra la stazione a valle della funivia.

Per salire al Monte Lema (m. 1624) possibile utilizzare la funivia che in soli dieci minuti sale da quota m. 709 a m. 1558 terminando accanto al Ristorante Ostello Vetta. Il costo del biglietto di sola andata di 18 franchi o 12 euro; quello A/R di 24 franchi o 16 euro. Nel 2009 la funivia in funzione dal 1/4 al 8/11.
Telefono funivia: +41 (0)91 6091168. Telefono Ristorante Ostello Vetta: +41 (0)91 9671353.

Qui di seguito ecco la dettagliata descrizione dell'intero itinerario a piedi. Nel primo tratto possibile utilizzare una strada asfaltata o un sentiero che ne taglia i tornanti. Cercheremo di utilizzare quest'ultimo ove possibile.

Lasciamo la macchina nel parcheggio della funivia. Un segnavia indica il Monte Lema a ore 2.30 continuando lungo la strada asfaltata.
Ci incamminiamo tra le case di Miglieglia in leggera salita.
Alla prima curva troviamo sulla sinistra una fontana e alcune panche. Un segnavia indica il Monte Lema.
Nei pressi di una panchina, passiamo per la prima volta sotto i cavi della funivia. Il segnavia "<sentiero>" indica le due direzioni.
Raggiunta una casa di colore rosa, lasciamo la strada per prendere sulla destra un viottolo con il quale arriviamo ad un incrocio dove troviamo una fontana e l'indicazione di proseguire diritto per il M. Lema.
In salita, tra le ultime case del paese, arriviamo ad una curva verso destra (m. 745). Qui ci sono una panchina e alcuni segnavia che indicano diritto con un sentiero: il Parco Giochi e il M. Lema; mentre a destra, continuando con la strada: Bleno e Arosio. Prendiamo il sentiero.

Pi avanti troviamo il Parco Giochi sulla sinistra e un segnavia che indica le due direzioni.
In piano seguiamo una recinzione sulla destra, poi con alcuni gradini di legno ci riportiamo sulla strada asfaltata (m. 770). I segnavia indicano a sinistra Miglieglia con la strada a 10 minuti; dietro Miglieglia con il sentiero a 2 minuti; a destra il Monte Lema, Astano e Novaggio.
Andiamo a destra passando accanto ad una fontana con vasca.
Camminando tra i prati, per la seconda volta transitiamo sotto i cavi della funivia. Sulla destra, un po' lontano, visibile la costruzione dell'acquedotto.
Superiamo un piccolo corso d'acqua con un ponticello e, in leggera salita, arriviamo ad un bivio (m. 785). Verso sinistra la strada chiusa da una sbarra. Alcuni segnavia indicano la continuazione verso il Monte Lema con la strada (oltre la sbarra) oppure con un sentiero che parte dietro una bacheca.

Prendiamo il sentiero e saliamo ripidamente nel bosco; dopo una curva a sinistra la pendenza diminuisce.
Superati due tornantini, continuiamo con dei gradini di legno mentre un rivolo accompagna il sentiero sulla destra.
In leggera salita superiamo poi un altro rivolo che attraversa il cammino, poi la pendenza aumenta. Alla sinistra c' un basso muretto a secco.
Raggiungiamo nuovamente la strada asfaltata (m. 875). Accanto ad una panchina, i segnavia indicano Miglieglia a sinistra e il M. Lema a destra.
Seguiamo la strada per un centinaio di metri fino a ritrovare il sentiero sulla sinistra e i soliti segnavia.
Prendiamo il sentiero, superiamo due tornantini e continuiamo in salita fino ad un altro tornante, oltre il quale incontriamo nuovamente la strada (m. 920). Anche qui ci sono una panchina e dei segnavia che indicano di proseguire lungo l'asfalto.
Passiamo per la terza volta sotto i cavi della funivia. In questo punto un'apertura tra gli alberi consente di vedere in basso a destra la stazione a valle e il parcheggio dove abbiamo lasciato la macchina.
Il bosco diventa pi fitto.
A sinistra troviamo dell'acqua che esce da un tubicino. Pi in alto ci sono un rudere e una vecchia casa.
Poco dopo la strada asfaltata termina (m. 950). Davanti abbiamo due sentieri: quello a destra conduce verso alcune case, a sinistra invece viene segnalato il M. Lema.

Presso una curva a sinistra passiamo accanto alla Cabina di Trasformazione Alpetti Miglieglia.
Raggiungiamo il baitello di Alpetti; piccola costruzione in legno, recintata con una staccionata. Sulla destra c' una panchina (m. 970).
Tra prati e alberi, saliamo alcuni gradini di legno. A lato c' un corrimano.
Ci immettiamo poi su di un altro sentiero che arriva da destra (m. 985). Un cartello su un palo indica la prosecuzione per il M. Lema.
A sinistra c' una recinzione con dei paletti che reggono dei fili elettrici.
In salita raggiungiamo un bivio; sulla destra viene indicato il M. Lema a ore 1.30 e dietro Miglieglia a ore 0.40.
Dopo un tratto tra gli alberi, ne percorriamo un altro allo scoperto passando per la quarta volta sotto i cavi della funivia (m. 1035).
Ora saliamo ripidamente addentrandoci in una fitta faggeta. Pi avanti la pendenza diminuisce.
Camminiamo lungo una crestina tra gli alberi, in leggera salita.
Sulla destra vediamo un piccolo slargo. Poi superiamo altri due tornantini e usciamo dal bosco.
Riprendiamo a salire su fondo roccioso poi percorriamo un tratto incassato nella roccia mentre ci troviamo sotto i cavi della funivia (m. 1130).

Dopo un tornante a sinistra, ci spostiamo alla destra dei cavi della funivia e passiamo sotto i fili corrente.
Rientriamo nel bosco e vediamo un grosso faggio. Al successivo tornante verso destra ne troviamo un altro.
Pi avanti invece il bosco formato da alberi non molto alti.
Superiamo due coppie di tornanti ravvicinati poi, con maggiore pendenza, raggiungiamo il successivo tornante verso destra dove ci troviamo poco lontano dai cavi della funivia (m. 1215).
Superato un altro tornante, la pendenza diminuisce e raggiungiamo un boschetto composto da faggi e betulle.
Dopo il successivo tornante verso destra riprendiamo a salire in modo pi deciso.
Superiamo una crestina, tra faggi e betulle, e poi altri tornanti, un paio dei quali sono tagliabili con un sentiero che continua diritto.
In leggera salita superiamo altri tornanti; poi passiamo accanto ad un grande faggio (m. 1280).
Transitiamo nuovamente sotto i fili della corrente e i cavi della funivia (sesta volta).
La vegetazione ormai ridotta a pochi alberelli e cespugli che man mano diventano pi radi.

La pendenza aumenta. Saliamo tre gradini. In questo punto ci troviamo poco lontani dai cavi della funivia. Il fondo roccioso.
Lasciamo a destra una roccia isolata (m. 1330).
Dopo un tratto in leggera salita superiamo due ripidi tornantini con alcuni gradini.
Troviamo una palina dipinta di bianco e rosso posizionata accanto ad un masso che restringe il passaggio.
Poi, dopo un tratto in piano, torniamo a salire con altre serie di gradini di pietra.
Al successivo tornante, per l'ultima volta, passiamo sotto i cavi della funivia (m. 1450).
In leggera salita, superato un altro tornante, camminiamo su una lastra di roccia.
Proseguiamo con altri due tornanti. La pendenza aumenta. Transitiamo sotto i fili della corrente (m. 1535).
Infine con un ultimo tratto in leggera salita raggiungiamo l'Albergo Ostello del Monte Lema (m. 1558). I segnavia indicano a destra l'Osservatorio Sparavera e dietro Miglieglia a ore 1.40.

Fatti pochi passi troviamo altri segnavia che indicano a sinistra: i sentieri 1 e 2; a destra: i sentieri 3 e 4, Breno a ore 1.55, A. Arasio a ore 0.20, Curiglia a ore 2.20, A. Agario a ore 1.30, Gradiccioli a ore 2.40, Tamaro a ore 3.40, Alpe Foppa a ore 4.40.
Ci incamminiamo a sinistra, verso la funivia. Qui troviamo altri segnavia che indicano a sinistra: la salita alla cima del monte in 5 minuti; diritto il sentiero n. 2 (giro insubrico: 1 ora) e Pradecolo a ore 1.

Senza neppure rendercene conto entriamo in territorio italiano.
Saliamo cinque gradini e ci immettiamo sul pianeggiante sentiero n. 2 iniziando ad attraversare un boschetto con alberi non molto alti.
Ignoriamo un sentiero, che inizia con alcuni gradini in legno, e sale a sinistra.
Poco dopo, sull'altro lato, vediamo un palo piantato tra alcune rocce.
Al termine del bosco troviamo altri segnavia: a sinistra un ripido sentiero sale alla vetta del monte; a destra un'altro, altrettanto ripido scende a Predecolo in ore 0.45 Ci sono anche una panca e un pannello raffigurante monti e localit visibili con il loro nome, altezza e direzione; da sinistra a destra:
Alpi Marittime, Monviso, Alpi Cozie, Dumenza, Luino-Germignaga, Mottarone, Corno Bianco, Monte Rosa, Dutourspitze, Cima di Iazzi, Matterhorn (Cervino), Strahlhorn, Rimpfischhorn, Allalinhorn, Monte Zeda, Alphubel, Tschhorn, Dom, Lenzspitze, Weissinies, Lagginhorm, Fletschhorn, Passo del Sempione, Cadero, Monte Leone, Bietschhorn, Ghiridone, Schinhorn, Aletschhorn, Graglio, Jungfrau, Finsteraarhorn, Lauteraarhorn, Armio, Basodino, Pizzo Rotondo, Galenstock, Dammastock, Sustenhorn, Passo San Gottardo, Biegno, Pizzo Campo Tencia, Piz Blas, Indemini, Oberalpstock, Monte Gambarogno, Todi, Pizzo Vogorno, Cima dell'Uomo, Adula Rheinwaldhorn, Vogelberg, Monte Tamaro, Monte Gradiccioli.

Fatta una doverosa sosta per individuare le varie cime, lasciamo il sentiero 2 e iniziamo a scendere verso destra, tra erba e pietre seguendo i bolli bianco-rossi.
Lasciato a destra un gruppo di abeti e betulle, raggiungiamo un ampio crinale e ne percorriamo un tratto in piano passando accanto ad un palo con i bolli bianco rossi. Alla sinistra vediamo il Lago Maggiore; a destra invece c' un bosco (m. 1475).
Riprendiamo a scendere con poca pendenza. A sinistra ci sono alcuni alberi.
Percorriamo poi un altro tratto pianeggiante, fuori dal bosco, ammirando sulla destra varie cime (m. 1440).
Torniamo a scendere, inizialmente con poca pendenza e poi ripidamente tra radi alberi in prevalenza betulle, faggi e noccioli.
Su un albero vediamo un cartello che indica: Monte Lema T8 3V, nella direzione dalla quale proveniamo (m. 1390). Subito dopo giriamo a sinistra e vediamo un altro cartello che segnala Pradecolo e il Rifugio Campiglio, nella nostra direzione di marcia.
Il bosco diventa pi fitto.
Alterniamo ora alcuni tratti in piano e in lieve discesa poi, con maggior pendenza, raggiungiamo un bivio nei pressi di alcuni ruderi (m. 1330).
Il percorso continua verso destra. A sinistra invece, superati due ruderi ed una casa in buone condizioni, dopo un centinaio di metri c' un baitello di pietra con la porta di legno, davanti al quale esce da un tubo dell'acqua fresca. Il tutto all'ombra di faggi secolari. Siamo al Pian di Runo come segnalato da alcuni cartelli su un albero (destinati ad essere visti principalmente da chi sale), che vediamo dopo aver ripreso la nostra discesa al bivio verso destra.

Ora il sentiero diventato una stradina sterrata che scende con poca pendenza in un rado bosco di faggi e betulle.
Superiamo un rivolo che attraversa il cammino.
Pi avanti il bosco formato da sole betulle.
Raggiunto un tornate sinistrorso, lasciamo la stradina e continuiamo diritto con un sentiero. Un cartello su un albero indica infatti Pradecolo davanti a noi e il Monte Lema alle nostra spalle (m. 1230).
Il sentiero inizia con alcune pietre sistemate a gradino e si addentra in un fitto bosco.
Poco dopo cominciamo ad intravedere tra gli alberi il Rifugio Campiglio.
Seguiamo una staccionata alla nostra sinistra e ci immettiamo su un sentiero pi ampio che arriva da destra. Alcuni cartelli indicano il M. Lema alle nostre spalle e Pradecolo, Rifugio Campiglio a sinistra.
Passiamo accanto ad una bianca chiesetta. Un segnavia indica il rifugio verso sinistra ma possiamo anche continuare a destra immettendoci poco dopo sulla sterrata che arriva dall'Alpone, girando poi a sinistra verso il rifugio.
Con il sentiero scendiamo tra i prati verso il rifugio che gi vediamo davanti a noi.
Raggiungiamo una fontana con vasca dove troviamo la sterrata di cui sopra. Pieghiamo a sinistra, superiamo una sbarra abbassata per impedire il transito agli automezzi, e arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 3.30 - Dislivello: m. +849 - 398
Data escursione: maggio 2009
ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • alla chiesa della Madonna della Guardia (m. 1245) in ore 1.05
  • al Rifugio Madonna della Guardia (m. 1230) in ore 1.10
  • al Monte Lema (m. 1624) in ore 1.30
  • al Rifugio Merigetto (m. 1498) in ore 4
  • al Monte Tamaro (m. 1961) in ore 5.30







Dati del Rifugio Madonna della Guardia

Altezza:
m. 1160
Gruppo:
Valli Varesine
Ubicazione:
Pradecolo
Comune:
Dumenza - VA
Carta Kompass:
90 D3
Coordinate Geo:
4602'35.60"N
848'38.85"E
Gestore:
Franco Amoruso
Telefono gestore:
348 3336166
Telefono rifugio:
0332 573109
Posti letto:
22
Apertura:
CHIUSO
Pagina aggiornata
il: 13/12/2013
Il Rifugio Campiglio Panorama sul Lago Maggiore Panorama sui monti La chiesa della Madonna della Guardia Sotto la funivia salendo da Miglieglia La vetta del Monte Lema

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