Rifugio Brandet

Il Rifugio Brandet sorge nell'omonima valle a ridosso di un bosco di conifere in una zona denominata Fontana Mora.

Con la statale 39 scendiamo dal Passo dall’Aprica in direzione di Corteno Golgi.
Dopo circa cinque chilometri, in località Campagnola, prendiamo sulla destra la deviazione per S. Antonio.
Al bivio dopo il ponte sul Torrente Brandet andiamo a sinistra. Poi, arrivati nei pressi di una cappella, giriamo a destra.
Superate alcune case, la strada prosegue alla sinistra del torrente fino al piccolo paese di S. Antonio (m. 1110).
Qua giunti, dobbiamo lasciare l’auto nel vasto parcheggio che troviamo sulla destra all’inizio dell’abitato (costo 4 euro nel periodo estivo) e proseguire a piedi. Infatti da questo punto il transito non è consentito in quanto la zona fa parte della riserva naturale delle Valli di S. Antonio che, più a monte, si congiunge col parco delle Valli Belviso-Barbellino.
A lato del parcheggio, un plastico mostra l'orografia delle Valli Brandet e Campovecchio. Un cartellone parla del sentiero Frassati; altri due pubblicizzano i Rifugi Brandet e Campovecchio.

Ci incamminiamo e, dopo un breve tratto, già lasciamo la stradina, che prosegue ancora asfaltata verso il secondo ponte aggirando dalla sinistra il paese, e con il primo ponte ci portiamo alla destra del Torrente Brandet seguendo dei segnavia che indicano il sentiero P.G. Frassati e la chiesetta S. Carlo, quest'ultima segnalata a ore 3.40.
Superato il ponte, sulla destra troviamo una fontana e un lavatoio. Subito dopo un segnavia indica sulla destra l'inizio del sentiero Frassati.
Proseguiamo diritto tra le case e arriviamo alla chiesa di S. Antonio dove possiamo scegliere tra i seguenti due percorsi (m. 1124).

Primo Itinerario: sentiero 129
Il percorso più diretto prevede di lasciare a destra la chiesa e continuare tra le case seguendo una freccia che indica la Val Brandet.
Al termine dell'abitato, dalla sinistra, tramite il secondo ponte, arriva la stradina che proviene direttamente dal parcheggio.
Poco dopo troviamo un segnale stradale che indica il divieto di transito ai veicoli non autorizzati. Stiamo infatti percorrendo una strada agro silvo pastorale (m. 1140).
La strada ha il fondo acciottolato ed è attraversata da alcune canaline per lo scolo dell'acqua. Saliamo accompagnati da un muretto sulla destra e da protezioni in ferro e legno alla sinistra oltre le quali in basso scorre il Torrente Brandet.
Più avanti la pendenza aumenta.
Sulla sinistra troviamo un casello dell'acquedotto ed un cartellone che informa che la sistemazione del percorso è stata effettuata con il contributo di fondi europei (m. 1185).
Ora alla destra ci sono dei tronchi collocati in orizzontale per scongiurare un possibile smottamento di terreno e alla sinistra delle robuste protezioni di legno. Diversi piccoli torrenti scendono dalla destra e attraversano la strada passandole sotto.
Più avanti la pendenza diminuisce (m. 1205).
Sulla sinistra troviamo un tavolone in legno con relative panche.

In leggera salita raggiungiamo una slargo (m. 1260) dove sulla destra prende avvio la sterrata agro silvo pastorale che attraversando il bosco porta verso la Valle di Campovecchio. All'inizio di questa stradina, una stanga e un segnale stradale ne vietano il transito ai mezzi non autorizzati.
Ci sono anche una fontana con vasca in pietra, una bacheca con un cartello che parla delle Valli di San Antonio, una panchina di legno e due cartelli che indicano i rifugi: davanti a 800 metri il Rifugio Brandet; a destra il Rifugio Campovecchio.

Proseguiamo diritto con poca pendenza.
Alla sinistra troviamo dapprima un masso con due piccole croci di ferro e subito dopo un crocefisso in legno; alla destra oltre una recinzione c'è il bosco.
In piano raggiungiamo un primo gruppo di baite (Francesconi m. 1274) e un ponte che attraversa il torrente. Di fronte a noi i Monti Sellero (m. 2744) e Telenek (m. 2753) che chiudono la testata della valle ci appaiono in tutta la loro maestosità.
Dopo un breve tratto in salita tra le ultime costruzioni, ignoriamo una stradina che sale a destra e proseguiamo quasi in piano alternando tratti al sole ad altri all'ombra di alcuni gruppi di alberi. In seguito gli alberi sono un po' meno vicini alla sterrata.
Alla destra troviamo due panchine e un tavolo con relative panche, all'ombra.
Proseguiamo con una recinzione alla destra e troviamo una bacheca ed un altro tavolo con panche, questa volta al sole.
Alla destra c'è un ponticello gettato sopra ad uno stagno. Continuiamo tra i prati.

Raggiungiamo le Baite Brandet (m. 1299). Nel prato alla destra c'è una fontana con due cannelle e una vasca di pietra.
In leggera salita, passiamo accanto alla chiesetta, attualmente in costruzione.
Proseguiamo quasi in piano e, poco più avanti, sulla destra troviamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 0.50 - Dislivello: m. 195
Data escursione: marzo 2004/luglio 2012
 
Secondo Itinerario: sentiero 124
Prendiamo il sentiero che parte alla sinistra della chiesa, seguendo una freccia e la scritta Campovecchio.
Superate le ultime case, camminando in leggera salita, troviamo alla sinistra un prato recintato con dei paletti che reggono del filo spinato. In basso a destra ci accompagna il Torrente Campovecchio.
Ben presto ci inoltriamo in una fresca pineta (m. 1140).
Alterniamo alcuni tratti in salita ad altri con poca pendenza. Alcune canaline per lo scolo dell'acqua attraversano il percorso.
Vediamo una casa in alto a sinistra poi, camminando quasi in piano, superiamo un rivolo che attraversa il sentiero.

Ignoriamo un ponticello di legno con il quale è possibile attraversare il torrente (m. 1170).
Dopo pochi passi in salita proseguiamo dapprima quasi in piano e poi con poca pendenza.
Sulla sinistra troviamo dei tronchi collocati in orizzontale come rinforzo per prevenire eventuali smottamenti del terreno.
Trascuriamo un sentiero che retrocede verso sinistra e continuiamo diritto in salita (m. 1200).
Poco più avanti sulla destra troviamo, una dopo l'altra, due panche realizzate con mezzo tronco.

Raggiungiamo una baita con la parte inferiore di pietra e quella superiore di legno. Sulla grondaia leggiamo il segnavia 22 (m. 1210).
Subito dopo con un altro ponticello è possibile attraversare il torrente. Proseguiamo diritto in leggera salita e troviamo un'altra panca.
Alla destra, oltre il corso d'acqua, vediamo un baitello.
Troviamo anche una vecchia passerella che probabilmente più nessuno utilizza per attraversare il torrente, tanto è inerbita e coperta da vegetazione.

Tenendo sempre il percorso principale, raggiungiamo uno splendido ponte di tronchi, coperto da una tettoia di legno, sul quale una panchina inviterebbe a una sosta (m. 1230).
Passati alla destra del Torrente Campovecchio, dopo un breve tratto in piano, riprendiamo a salire.
Lasciamo un masso alla sinistra poi, quasi in piano, scavalchiamo due rivoli.
Torniamo a salire. Alla destra c'è una stalla/fienile (m. 1255).
Saliamo tre pezzi di tronco che formano dei rudimentali gradini (m. 1270).
Poco dopo usciamo dal bosco. Percorriamo pochi passi quasi in piano tra i prati e poi, con altri tre gradini simili ai precedenti, riprendiamo a salire.
Proseguiamo tra due bassi muretti di pietre ammucchiate, attorniati da cespugli e qualche alberello. Alla sinistra ci sono anche dei vecchi paletti di legno che reggono del filo spinato.

Poco dopo raggiungiamo una trentina di vecchie baite, tutte quante ben conservate o ristrutturate. Iniziamo ad attraversarle, quasi in piano, finché troviamo sulla sinistra un altro ponte in legno, coperto e simile al precedente (m. 1300).
Ignorata la stradina che prosegue diritto verso l'ormai vicino Rifugio Campovecchio, andiamo a sinistra.
Superato il ponte, sulla destra troviamo una fontana con due cannelle e una vasca di pietra.

Con una stradina sterrata ci addentriamo nel bosco, gelido d'inverno ma molto fresco anche d'estate.
Alla sinistra in alcuni punti ci sono delle protezioni in legno. Alcune canaline per lo scolo dell'acqua attraversano il percorso. Alla destra ci sono dei cartelli che indicano il limite del parco.
Camminiamo con lievi saliscendi, prevalentemente alternando qualche tratto in piano ad altri in leggera discesa.
Sulla sinistra troviamo un cartellone che invita gli escursionisti a comportarsi correttamente (m. 1280).
Raggiungiamo uno slargo. Alla destra ci sono una panchina e un cartellone che informa che la sistemazione del percorso è stata effettuata con il contributo di fondi europei. Alla sinistra scende una stradina. Proseguiamo diritto.

Alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri in leggera salita.
In basso a sinistra vediamo due baitelli in un prato mentre in alto a sinistra, raggiungibile con una stradina inerbita, c'è una costruzione in cemento dal cui tetto sbucano due tubi (m. 1300).
Dopo una breve discesa, quasi in piano, troviamo sulla destra un muro, dal quale tramite alcuni tubicini scende dell'acqua, e una panca in pietra.
Riprendiamo a scendere. Ignoriamo una stradina che sale a destra e, subito dopo, raggiungiamo tre baite, sull'ultima delle quali inciso nel legno leggiamo "Baite Brandet de Barbis" (m. 1280).
Camminando tra un muretto di pietre e una protezione in legno, raggiungiamo una stanga che chiude l'accesso ai veicoli, e ci immettiamo sulla strada descritta nel precedente itinerario con la quale continuiamo verso destra fino al rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.25 - Dislivello: m. 215- 20
Data escursione: marzo 2004/luglio 20

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Campovecchio (m. 1311) in ore 0.50
  • al Lago di Picol (m. 2378) in ore 3.15
  • al Bivacco Davide Salvatori presso il Passo Torsoleto (m. 2645) in ore 5
  • al Monte Torsoleto (m. 2708) in ore 5.30







Dati del Rifugio Brandet

Altezza:
m. 1305
Gruppo:
Orobie Camune
Ubicazione:
Val Brandet
Comune:
Corteno Golgi - BS
Carta Kompass:
94 -B5
Coordinate Geo:
46°08'16"N
10°13'12"E
Gestore:
Rosina Rodondi
Telefono gestore:
366 4989694
Telefono rifugio:
347 2909167
Posti letto:
35
Apertura:
maggio-ottobre
Pagina aggiornata
il: 27/06/2014
Il Rifugio Brandet La testata terminale della valle Ponticello lungo il percorso

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