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Il Rifugio Branca è situato ai piedi del ghiacciaio dei Forni, dominato dal Monte San Matteo (m. 3678), in posizione sovrastante il piccolo Lago delle Rosole.
Da Bormio con la provinciale 29 raggiungiamo S. Caterina Valfurva. All'inizio del paese prendiamo a sinistra via Frodolfo. Giunti in centro
continuiamo diritto con via Forni, una strada asfaltata con la quale saliamo fino all'ampio parcheggio sottostante l'albergo-Rifugio dei Forni.
Lasciata la macchina, saliamo all'albergo dei Forni (m. 2176) poi, trascurata la sterrata che sulla sinistra si dirige verso i rifugi Pizzini-Frattola e Casati, ne imbocchiamo
un'altra alla sua destra (segnavia 28 A) che parte in piano con vista sul sottostante ampio parcheggio.
Arriviamo ad un bivio ove una deviazione a destra in discesa conduce ad uno sbarramento artificiale dell' AEM.
Noi invece proseguiamo e poco dopo ignoriamo un'altra stradina che scende sempre alla piccola diga.
Al successivo bivio ci viene segnalato il Rifugio Branca a 1 ora, mentre deviando sulla destra si va a una vicina area pic-nic.
Iniziamo ora a salire tenendoci alla destra del torrente Cedec che scorre nell'ampio vallone e più avanti lo
attraversiamo su un ponte in legno (vedi foto).
La salita si accentua ma solo per un breve tratto con il quale arriviamo ad un altro bivio ove ignoriamo la stradina che a sinistra prosegue verso il
Rifugio Pizzini.
Superando alcuni tavoli e panche in legno, proseguiamo diritto dapprima in piano e poi in leggera salita.
Un rivolo passa sotto il nostro percorso.
Ecco un altro bivio: a sinistra c'è un
sentiero per la Malga Fornaccia e il Rifugio Casati, diritto il Branca.
Qui troviamo anche un cartello, discosto dalla strada, che segnala il punto dove arrivava il
ghiacciaio all'inizio del XX° secolo.
La salita diviene più accentuata.
Superiamo una fontana e due panchine in legno, una per lato.
Molto bella la vista sul ghiacciaio in fondo a destra e sul monte S. Matteo (vedi foto).
Superato un cartello che ci segnala il rifugio a 10 minuti, il percorso diviene veramente molto ripido e sale con alcuni tornanti.
Giunti in cima, proseguiamo con un tratto in piano poi riprendiamo a salire. La strada ora è protetta a valle.
Troviamo infine una stradina che sale sulla sinistra e un'altra che scende a destra, ma il rifugio ormai
è li di fronte a
noi e in un attimo lo raggiungiamo.
Tempo impiegato: ore 1.00 - Dislivello: m. 317
Data escursione: luglio 2004
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