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Il Rifugio Monte Barone è situato poco sopra ai ruderi dell'Alpe Ponasca e ai piedi del Monte Barone (m. 2044), nelle Alpi Pennine.
E' stato costruito nell'anno 1975 e successivamente ampliato nel 2010.
Da Milano prendiamo l'autostrada A8.
Ad un bivio proseguiamo verso sinistra con la A26/E62 (mentre a destra la A8 continua verso Varese). Poco dopo dobbiamo pagare il pedaggio.
Al bivio successivo (km. 21.6) andiamo a sinistra verso Genova (a destra invece si prosegue verso Gravellona Toce).
Ignoriamo l'uscita per Borgomanero.
Al km. 145.5 (i km sono indicati a ritroso) prendiamo l'uscita per Romagnano Sesia - Ghemme.
Percorriamo due curve verso destra e paghiamo il pedaggio.
Alla prima rotonda proseguiamo diritto con la SP 299 dir.
Alla seconda rotonda continuiamo diritto in Via delle Rogazioni.
Alla terza rotonda, molto più grande delle precedenti, continuiamo diritto con la SP 299 (cartello Alagna a km. 62).
Attraversiamo una galleria.
Alla rotonda di Grignasco con la Madonna di Medjugorje, giriamo a sinistra continuando sulla SP 299.
Attraversiamo il Fiume Sesia.
Alla rotonda di Serravalle Sesia (km. 35) giriamo a destra (sempre SP 299).
Alla successiva rotonda (km. 36 circa) andiamo a sinistra (cartello Alagna - sempre SP 299 / Corso XXV Aprile).
Al km 38 attraversiamo Bornate.
Dopo Bornate lasciamo la SP 299 e prendiamo alla sinistra la SP 71 (Via Crevacuore che poi diventa Via Valsesia)
Attraversiamo una galleria.
Troviamo il cartello Azoglio e proseguiamo con Via Valsassera che poi diventa Via Biella.
Vediamo il cartello Pray.
Giriamo a destra in Via Noveis (SP 117).
A Coggiola, ad un bivio andiamo a destra (indicazioni per Viera e La Piana).
La strada diventa più stretta.
Arriviamo a Viera.
Lasciamo a sinistra la strada per Rivo.
Arriviamo a Biolla e poi a Le Piane.
Continuiamo fino a trovare la chiesetta dedicata alla Madonna di Oropa e parcheggiamo a lato della strada.
Alla sinistra della strada, prima di arrivare alla chiesetta, troviamo l'inizio del nostro percorso. I segnavia indicano: Piane di Rivò 980 m
- a sinistra (segnavia G1): Rif. La Ciota - Bivio G8 h. 0.40 (Baita Ranzola - Bivio G1A h. 1.10); Baita Cascinetta h. 1.35 (Bivacco Lavazzola EE - Bivio G12 h. 4.00), Bocc. Nasercio o Valè EE h. 5.30;
- a sinistra (segnavia G1+G8): Rif. La Ciota h. 0.40 (Bivio G8), Rif. Monte Barone h. 2.00, Monte Barone h. 3.00.
Prendiamo la strada sterrata alla sinistra, in salita.
Troviamo alcune canaline di metallo, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada.
Lasciamo la strada che gira a destra con un tornante verso una casa e proseguiamo diritto, con un largo sentiero, entrando nel bosco. Vediamo il segnavia G1 (m. 1010).
Vediamo dei bolli azzurri o gialli.
Superiamo due semicurve sinistra-destra camminando sopra delle pietre e delle radici affioranti dal terreno.
Un rivolo attraversa la strada (m. 1025).
Troviamo un bollo bianco-rosso (m. 1030).
Superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1045).
Continuiamo in leggera salita.
Quasi in piano superiamo una semicurva verso sinistra. Alla destra c'è un baitello.
Troviamo subito una baita alla sinistra con il segnavia G1 M. Barone (m. 1050).
Continuiamo tra felci e rade betulle.
Il sentiero diventa più stretto. Di tanto in tanto troviamo un segnavia G1.
Con delle semicurve appena accennate percorriamo un tratto con poca pendenza, uno quasi in piano ed uno in salita.
Proseguiamo in leggera salita. Il sentiero ora è un poco più largo.
Vediamo un bollo bianco-rosso su di un masso.
Percorriamo un'ampia curva verso sinistra mentre attraversiamo un ruscelletto (m. 1070).
Continuiamo con una curva verso destra.
Percorriamo un tratto quasi in piano.
Presso una curva verso sinistra, vediamo il segnavia G1 e proseguiamo con poca pendenza (m. 1075).
Lasciamo a sinistra una roccia liscia.
Subito dopo troviamo il tronco di una betulla nel mezzo del sentiero.
Continuiamo in salita con il sentiero coperto da pietre (m. 1090).
Passiamo tra due roccette.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire (m. 1105).
Passiamo accanto ad un masso che si protende sul sentiero e subito percorriamo una curva verso destra (m. 1015).
Troviamo due stelle alpine scolpite nella pietra (m. 1125).
Superiamo una semicurva verso destra.
Percorriamo un tratto su fondo roccioso e continuiamo in leggera discesa su sentiero (m. 1140).
Presso una curva verso sinistra incrociamo il Torrente Rio Cavallero. Se l'acqua è alta, invece di guadarlo possiamo attraversarlo su di una passerella situata alla destra,
poco più in alto. Vediamo il segnavia G1. Continuiamo in leggera salita (m. 1135).
Saliamo dei rudimentali gradini.
Superiamo una semicurva verso sinistra e proseguiamo in leggera salita su pietruzze.
In salita percorriamo tre tornanti: dx-sx-dx (m. 1150).
Continuiamo quasi in piano e presso una semicurva verso sinistra troviamo due folletti scolpiti nella roccia (m. 1160).
Poco dopo vediamo un cartellone che parta della "Parete di arrampicata Placche dell'Oliva".
Percorriamo una curva verso sinistra su fondo roccioso mentre traversiamo un torrente che troviamo asciutto. Vediamo il segnavia G1 (m. 1170).
Proseguiamo in salita.
Superiamo una semicurva verso destra e continuiamo con poca pendenza.
Proseguiamo con una semicurva verso sinistra divisa in due tracce. Continuiamo in salita (m. 1175).
Aggiriamo alla sinistra una lastra di roccia.
Percorriamo una panoramica curva verso destra (m. 1185).
Dopo pochi passi in discesa continuiamo quasi in piano.
Superiamo una semicurva verso destra.
Dopo un breve tratto in discesa proseguiamo quasi in piano e lasciamo a destra una parete rocciosa.
Percorriamo un breve tratto in leggera discesa e continuiamo in salita.
Su di un cartello leggiamo "Punta Pissavacca".
Subito percorriamo una curva verso sinistra e attraversiamo un torrente.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 1200).
Continuiamo con poca pendenza e poco dopo riprendiamo a salire.
All'esterno di un tornante destrorso ci sono una fontanella e un volto scolpito nella roccia (m. 1215).
Percorriamo subito un tornante sinistrorso.
Proseguiamo nel bosco (m. 1225).
Usciamo dal bosco e davanti abbiamo il Rifugio La Ciota, con una fontana e tavoli all'aperto sotto ad un tendone.
I segnavia indicano: Rifugio La Ciota 1233 m.
- a destra (segnavia G8): Rif. Monte Barone h. 1.20, Monte Barone h. 2.20;
- a sinistra (segnavia G1): Bocchetta di Foscale h. 0.10 (Baita Ranzola - Bivio G1A h. 0.30), Rif. Monte Barone h 1.30 (su sentiero G1A), Baita Cascinetta h. 0.55 (Bocc. Nasercio o Valè EE h. 4.50).
Ora proseguiamo verso destra con il G8 e ritorneremo qui nel pomeriggio con il G1A + G1 chiudendo un parziale anello.
Pertanto percorriamo subito un tornante destrorso e rientriamo nel bosco composto principalmente da conifere.
Continuiamo con un tornante sinistrorso.
Per un tratto il sentiero è largo.
Percorriamo un tornante destrorso. Il sentiero torna ad essere come poco prima (m. 1255).
Aggiriamo una pietra nel sentiero e superiamo una semicurva verso destra.
Percorriamo poi una semicurva verso sinistra e, poco dopo, un tornante sinistrorso (m. 1285).
Dopo altre due semicurve destra-sinistra usciamo dal bosco e subito percorriamo un tornante destrorso (m. 1315).
Continuiamo con un tornante sinistrorso in leggera salita (m. 1325).
Poco dopo proseguiamo con un tornante destrorso. Continuiamo in salita (m. 1330).
Siamo sul culmine tra due crinali e cominciamo a vedere il Rifugio Monte Barone, ancora lontano.
Quasi in piano superiamo una semicurva verso destra. Vediamo il segnavia G8 su di un masso (m. 1335).
Dopo un'ampia semicurva verso sinistra proseguiamo in salita.
Con poca pendenza percorriamo una semicurva verso destra, un tornante sinistrorso e uno destrorso (m. 1350).
Proseguiamo in salita.
Percorriamo un breve tratto quasi in piano ed un altro in leggera discesa (m. 1365).
Il crinale tra le due vallette termina perché alla destra sale un pendio. Continuiamo quasi in piano.
Proseguiamo in leggera salita attorniati da alberi (m. 1375).
Dopo un breve tatto in salita continuiamo con poca pendenza (m. 1385).
Superiamo una semicurva verso destra e proseguiamo in salita fino ad un tratto tra i massi. Vediamo il segnavia G8 (m. 1390).
Continuiamo su sentiero con un breve tratto quasi in piano. Proseguiamo in salita attorniati dai cembri.
Superiamo tre semicurve: dx-sx-dx. Continuiamo allo scoperto.
Superiamo un breve tratto quasi in piano.
In leggera salita percorriamo un'ampia semicurva verso sinistra (m. 1405).
Continuiamo in salita, con due tornanti destra-sinistra e con bella vista sulla sottostante vallata (m. 1410).
In leggera salita percorriamo un tornante destrorso (m. 1415).
Proseguiamo in discesa.
Quasi in piano superiamo una semicurva verso sinistra.
Continuiamo in salita. Un masso ostruisce parzialmente il sentiero.
Alla destra troviamo un piccolo monumento in ricordo di alcune persone decedute (m. 1425).
Percorriamo un tratto su fondo roccioso.
Dopo una curva verso destra quasi in piano, inizia una ripida salita, agevolati e assicurati dalla presenza di una corda fissata alla parete rocciosa.
Continuiamo su ripidi gradini scavati nella roccia.
Troviamo il segnavia G8 e la scritta: "Scarpie m. 1432".
Quasi in piano percorriamo due curve destra-sinistra e riprendiamo a salire (m. 1445).
Con protezioni alla sinistra superiamo due tornanti destra-sinistra (m. 1450).
Senza protezioni percorriamo un tornante destrorso (m. 1455).
Presso il successivo tornante sinistrorso le protezioni ripartono ma dopo un breve tratto già terminano.
Su sentiero percorriamo un tornante destrorso (m. 1465).
Continuiamo in leggera salita.
In salita superiamo un tratto scavato tra le rocce (m. 1470).
Percorriamo altri tratti, tra roccette o su sentiero, con vari saliscendi.
Passiamo tra due rocce, come tra le pagine di un libro aperto (m. 1480).
Attorniati da cespugli di rododendro, proseguiamo con una ripida discesa, terminata la quale proseguiamo con un tratto quasi in piano,
vediamo il segnavia G8 e riprendiamo a salire ripidamente (m. 1475).
Continuiamo quasi in piano tra i rododendri e percorriamo un tornante destrorso (m. 1495).
Proseguiamo in discesa e superiamo una semicurva verso sinistra.
Ancora alcuni brevi saliscendi e continuiamo con un tratto quasi in piano ed uno in leggera salita (m. 1500).
Presso una curva verso sinistra attraversiamo un ruscello.
Proseguiamo con altri brevi saliscendi.
Dopo una semicurva verso destra continuiamo quasi in piano e dopo una semicurva verso sinistra in leggera salita.
Davanti, più in alto, vediamo il Rifugio Monte Barone.
Proseguiamo con un tratto in discesa ed uno in salita. Alla destra ci sono delle rocce oblique (m. 1510).
In leggera salita percorriamo una curva verso sinistra.
Continuiamo con un tratto in discesa (m. 1515) al termine della quale percorriamo una curva verso sinistra e attraversiamo un ruscello.
Proseguiamo in salita attorniati da ripidi prati (m. 1510).
Continuiamo con un breve tratto in discesa su sentiero (m. 1515).
In leggera salita, su pietre, superiamo due semicurve destra-sinistra.
Scavalchiamo un ruscelletto.
Per un tratto il sentiero è bagnato da un rivolo.
Il rifugio è ancora in alto, davanti a noi.
Su di una roccia vediamo il segnavia G8 (m. 1520).
Continuiamo poi con un'ampia curva verso sinistra attraversata da un ruscello (m. 1545).
Subito dopo arriviamo ad un bivio dove i segnavia indicano alla destra il rifugio. Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra.
Camminando sopra delle pietre, attraversiamo il Rio Ranzola. Vediamo il segnavia G8. Proseguiamo in salita (m. 1550).
Passiamo nei pressi dei ruderi dell'Alpe Ponasca.
Troviamo dei segnavia che indicano:
- dietro (segnavia G8): Rif. La Ciota h. 1.00 (Bivio G1), Piane di Rivò (G1) h. 1.30.
- alla sinistra (segnavia G1A): Baita Ranzola h. 0.45, Bocchetta di Foscale (G1) h. 1.10 (Bivio G10A), Piane di Rivò (G1) h. 1.55.
Altri segnavia dipinti su di una pietra indicano
- dietro: (segnavia G8): Rifugio La Ciota, Le Piane;
- a destra (segnavia G8): Rifugio Monte Barone;
- a sinistra (segnavia G1A): Bivio G1, A. Ranzola, Le Piane.
Superiamo una serpentina destra-sinistra (m. 1555).
Percorriamo un tornante destrorso seguito da un'altra serpentina sinistra-destra (m. 1565).
Continuiamo con gli ultimi tre tornanti: sinistra (m. 1570) - destra - sinistra (m. 1580) e raggiungiamo il Rifugio Monte Barone (m. 1587).
Tempo impiegato: ore 2.15 / Dislivello: m. 657-50 / Lunghezza: km 5
Data escursione: giugno 2026
RITORNO PER ALTRA VIA, IN SINTESI
m. 1587 - Iniziamo a scendere, davanti al rifugio, seguendo il segnavia G1A, con vari tornanti, attorniati dall'erba, sempre allo scoperto.
m. 1320 - Guadiamo un ruscello.
m. 1280 - Ad un bivio andiamo a sinistra. Qui i segnavia indicano
- dietro (G1A): Rifugio Monte Barone h. 0.45, Monte Barone h. 1.45;
- diritto (G1A): Baita Ranzola h. 0.10, Piane di Rivò h. 1.20;
- alla sinistra con un tornante: Bivio G1 Variante scorciatoia, Piane di Rivò h. 1.00
Attraversiamo poi un torrente saltellando sui massi affioranti ed entriamo in un bosco.
Continuiamo con vari saliscendi, a volte tra rocce, nel bosco.
m. 1260 - Alla sinistra troviamo la "Fontana della Formica".
m. 1244 - Passiamo accanto alla Cappellina della Bocchetta di Foscale dove i segnavia indicano il Rifugio La Ciota a sinistra in h. 0.10.
m. 1233 - Arriviamo al Rifugio La Ciota. Da qui continuiamo seguendo a ritroso il segnavia G1 già percorso all'andata.
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