Rifugio del Grande Faggio

Il Rifugio del Grande Faggio è situato in località Costa del Palio, di fronte al versante nord del Resegone.

Primo itinerario: dalla strada Fuipiano-Brumano
Con la provinciale 14 della Valle Imagna arriviamo a S. Omobono.
Nel centro del paese lasciamo la provinciale 14 che gira a sinistra e continuiamo diritto con la provinciale 18 verso Fuipiano.
A Fuipiano attraversiamo il paese tenendo sempre la via principale. Giunti in Piazza Europa, prendiamo sulla sinistra Via Resegone.
Al termine dell'abitato la strada entra nel bosco e si dirige verso Brumano.

Dopo km. 1.6 troviamo una stradina agro silvo pastorale che si stacca sulla destra all'inizio della quale un segnale stradale consente il transito solo ai mezzi autorizzati (m. 1140). Alcuni segnavia indicano: Rifugio del Grande Faggio, Rifugio Resegone, Trattoria dei Cacciatori a Morterone a ore 1.40; Sentiero dei Grandi Alberi: Foo del Bus - Grande Faggio a ore 0.45, Foo di Valmana a ore 2.15.

Parcheggiamo a lato della strada e ci incamminiamo lungo questa stradina.
Dopo pochi passi in salita, ancora su asfalto, superiamo una sbarra che troviamo aperta. Subito dopo la stradina diventa sterrata e procede quasi in piano nel bosco. Alcune canaline in legno per lo scolo dell'acqua la attraversano.
Percorriamo alcune curve e un lungo tratto in leggera salita. In alto a destra vediamo un fungo scolpito nel legno (m. 1165).
Poi, in leggera discesa, superiamo un tornante sinistrorso e attraversiamo, una dopo l'altra, due basi in cemento il cui scopo è quello di agevolare lo scorrimento dell'acqua che potrebbe attraversare la strada.
Continuiamo in salita fino al termine del bosco.

Alla destra troviamo una casa in bella posizione panoramica sulla vallata (m. 1185).
Camminiamo in leggera salita tra gli alberi. Troviamo sulla sinistra una casa che reca un cartello sul quale leggiamo: "Baita Rat".
Proseguiamo quasi in piano e sulla destra troviamo una cappellina contenente una statua raffigurante Santa Barbara (m. 1200).
Lasciamo a sinistra una baita poi, in leggera salita, ne raggiungiamo un'altra situata un poco più in basso rispetto alla sede stradale.

Presso una curva verso destra, un sentiero si stacca in salita (m. 1210). Alcuni segnavia indicano, diritto: Rifugio Resegone a ore 0.25; a sinistra (segnavia 577): Brumano h 0:30; dietro (segnavia 578): Strada Brumano-Fuipiano (sbarra) h 0:40; a destra in salita: Sentiero dei Grandi Alberi: Foo del Bus - Grande Faggio a ore 0.10, Foo di Valmana a ore 1.40.
Prendiamo il sentiero e passiamo accanto ad un rudere sulle cui pareti vediamo i segnavia a bandierina 578-577.
Proseguiamo quasi in piano e davanti cominciamo a vedere il rifugio. Attorno ci sono alcuni alberi e qualche casa sparsa qua e là nei prati. Alla destra c'è una recinzione con dei paletti che reggono un cavo sottile.
Poi riprendiamo a salire a mezza costa. Troviamo due file di paletti che formano delle recinzioni: una che scende a sinistra e l'altra che sale a destra.
Passiamo tra due alberi isolati (m. 1240) e continuiamo con minore pendenza. Alla destra c'è una recinzione.
Ignoriamo un sentierino che scende a sinistra.
Camminando tra due recinzioni, su mattoni di cemento traforato, poco dopo arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 0.30 - Dislivello: m. 115
Data escursione: maggio 2013
 
Secondo itinerario: da Brumano (per le Cascine Zucchero)
Con la provinciale 14 della Valle Imagna arriviamo a S. Omobono, maggior centro della vallata.
Nel centro del paese troviamo un bivio. Giriamo a sinistra lasciando la strada per Fuipiano che continua diritto (vedi il primo itinerario).
Prendiamo poi sulla destra Via Locatelli che, poco più avanti, diventa la provinciale 20.
Giunti a Brumano, troviamo sulla destra il municipio, poi a sinistra la strada che sale alla chiesa, e successivamente a destra il cimitero. Poco più avanti parcheggiamo nella Piazzetta Carlo Vitari accanto all'acquedotto (m. 915).
A sinistra parte il sentiero. I segnavia indicano: Monte Resegone a ore 2.30 (sentiero n. 587), P. Passata a ore 2 (sentiero 576), Rifugio Resegone a ore 1.

Passando accanto ad una nicchia nella quale vediamo una rappresentazione della deposizione dalla croce, saliamo alcuni gradini alla destra di una casa. In basso a destra oltre la piazzetta vediamo un lavatoio.
In leggera salita superiamo alcune case e stalle poi prendiamo un sentierino a sinistra che con alcuni gradini sale tra prati e alcuni alberi.
A destra scorre un rivolo d'acqua che esce da un grosso tubo in cemento.

Attraversiamo una strada asfaltata (m. 935) e continuiamo con un sentiero in leggera salita. Alla destra c'è un'altra stradetta asfaltata chiusa da un cancello grigio.
Poco più avanti, quando questa gira a destra, continuiamo diritto.
Superiamo due curve sinistra-destra e proseguiamo in salita con un sentiero nei prati tra case, stalle e cascine.
Poi il sentiero piega a destra e diventa una mulattiera.
In leggera salita, passiamo davanti ad una casa sulla facciata della quale ci sono tre meridiane (m. 965).

Dopo una curva verso sinistra continuiamo con un sentiero tra i prati e ritroviamo la strada asfaltata (m. 980). Andiamo a destra e subito percorriamo un tornante sinistrorso. Vediamo due cartelli di legno appesi agli alberi sui quali leggiamo: "Rispetta la natura" e "Studia la natura, ama la natura, stai vicino alla natura, non ti deluderà mai."
Ignoriamo sulla destra una strada privata, sterrata, chiusa da una catena.
In piano transitiamo sotto due cavi e raggiungiamo una casa, su un angolo della quale sono stati dipinti il segnavia a bandierina con il n. 13 e una freccia che indica a diritto.

Pertanto, poco dopo, quando la strada effettua un tornante destrorso, continuiamo diritto con un ampio sentiero all'inizio del quale un cartello a forma di casetta indica il Rifugio Alpinisti Monzesi, i suoi numeri di telefono e le date di apertura. Un altro cartello indica il Rifugio Resegone alla destra (m. 1000).

In leggera salita arriviamo al limitare di un bosco. Superiamo una semicurva verso destra seguita da una curva verso sinistra presso la quale, su di una base in cemento, attraversiamo il letto di un ruscello che troviamo in secca.
In salita raggiungiamo una vecchia casa. Qui il sentiero gira a destra ed entra nel bosco (m. 1005).
Subito dopo troviamo un bivio ed un cartello che indica a sinistra La Passata, Rifugio Alpinisti Monzesi (sentiero 576) e a destra Rifugio e Monte Resegone (sentiero 587). Possiamo utilizzare entrambi i sentieri e scegliamo quello alla sinistra in quanto l'altro poco dopo torna ad immettersi sulla strada asfaltata.

Attraversiamo il bosco e poi usciamo in un grande prato (m. 1015) nel quale pieghiamo a destra dirigendoci verso una vecchia casa.
Poco prima di raggiungerla ci immettiamo su un più ampio sentiero e andiamo a sinistra.
Continuiamo quasi in piano al margine alto del prato. Sulla casa è dipinto un bollo bianco-rosso.

Poi giriamo a destra passando sotto i rami di un faggio secolare dove troviamo un tavolone in legno e relative panche (m. 1050).
Il sentiero prosegue tra gli alberi. Vediamo una panchina.
Percorriamo una curva verso destra.
Lasciamo a sinistra un cassottello verde.
Troviamo un paletto di ferro con un bollo bianco-rosso.
Continuiamo in leggera salita, nuovamente tra gli alberi.

Giriamo a destra e usciamo dal bosco.
Dopo pochi passi ci immettiamo sulla strada asfaltata, accanto ad una fontana con vasca in cemento e di fronte ad una grande casa sulla quale vediamo un affresco raffigurante un cervo e un segnavia a bandierina con il n. 576 (m. 1065).
Seguiamo l'asfalto verso sinistra per un centinaio di metri, accompagnati da un muretto di pietre alla destra.

Raggiungiamo lo slargo a lato di Cà Emma e di una curva a destra dove troviamo una santella con una madonna (m. 1075).
Possiamo proseguire diritto con un sentiero o andare a destra con la strada. I due percorsi torneranno ad unirsi alle Cascine Zucchero.

a) Sentiero -
Alla Cà Emma abbandoniamo la strada asfaltata e proseguiamo diritto con il sentiero 576 alla cui destra c'è un'altra stradina sterrata.
Entriamo nel bosco e percorriamo alcuni brevi tratti in leggera discesa e quasi in piano.
Ad una biforcazione teniamo la destra ignorando l'altro sentiero che scende a sinistra. Un cartello indica di prestare attenzione ad un appostamento per la caccia.
Passiamo tra due roccette poi, quasi in piano, percorriamo una curva verso destra.
Passiamo poi tra altre due roccette e proseguiamo in leggera discesa.
Torniamo a camminare quasi in piano.
Percorriamo una curva a sinistra in leggera salita.
Su di un faggio alla sinistra vediamo un cartello di legno con una scritta ormai illeggibile mentre su di una pietra vediamo il segnavia 576 a bandierina (m. 1070).
Dopo una breve discesa e una curva a sinistra continuiamo in leggera salita.
Lasciamo a destra una bacheca con una cartina della zona a cura della Ersaf e proseguiamo quasi in piano con lievi saliscendi.

Più avanti ci immettiamo sull'Anello del Resegone. I segnavia indicano a sinistra: La Passata a ore 0.40, Rif. Alpinisti Monzesi a ore 1.20; a destra: I Castelli - carbonaia a ore 1, Sorgente Forbesette a ore 1.20, Rifugio Resegone a ore 0.30; dietro: faggio monumentale a ore 0.15, Brumano a ore 0.30. Andiamo a destra (m. 1075).
Poi in salita troviamo un cartello che indica il divieto di caccia. La pendenza diminuisce.
Quasi in piano, dapprima giriamo a sinistra e poi percorriamo una ampia curva a destra (m. 1085).
Dopo una curva a sinistra ignoriamo un sentiero con bolli gialli che scende a destra.
Proseguiamo in salita e vediamo su di un albero il segnavia DOL a bandierina e un segmento giallo.
Ad un altro bivio andiamo a destra (m. 1110).
Percorriamo una curva a sinistra e poi un ampio tornante destrorso camminando su pietrisco.

Raggiungiamo un altro bivio (m. 1120). Su di un albero vediamo una freccia ricurva verso sinistra e una bandierina DOL. Andiamo a sinistra passando accanto ad una vecchia vasca da bagno riciclata come abbeveratoio.
La pendenza aumenta e continuiamo con delle serpentine.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire. Percorriamo un tornante destrorso.

Al successivo bivio troviamo una palina con le seguenti indicazioni: Cascine Zucchero m. 1163; a destra: Anello del Resegone, i Castelli - carbonaia a ore 0.50, Forbesette a ore 1.10, dietro: La Passata a ore 0.45, Valcava (fine DOL) a ore 3.45.
Andiamo a destra e raggiungiamo le vecchie cascine dove ritroviamo la variante "b" che arriva da destra e continuiamo diritto.

b) Strada -
Ignoriamo il sentiero che continua diritto verso La Passata (segnavia 576) e giriamo a destra seguendo la strada (segnavia 589) che è chiusa da una catena per impedire il transito dei veicoli.
Percorriamo una curva verso sinistra e una semicurva verso destra.
Camminiamo con un bosco alla sinistra ed un prato alla destra. La pendenza aumenta un poco.
Superiamo una semicurva verso sinistra.
Di fronte a dei cavi della corrente, in leggera salita percorriamo un tornante destrorso. Ora alla sinistra, per un breve tratto, c'è un muretto.

La strada diventa sterrata. Presso un tornante sinistrorso aggiriamo una cascina e ignoriamo un sentiero che prosegue diritto tra i prati (m. 1125).
Percorriamo un tornante destrorso, transitiamo sotto i cavi dell'alta tensione e trascuriamo un sentiero che, poco più in basso a sinistra, entra nel bosco.
Proseguiamo con il fondo in cemento.

Presso un tornante destrorso ignorando un sentiero che continua diritto. La strada torna sterrata.
Cominciamo a trovare delle canaline in cemento per lo scolo dell'acqua di traverso al percorso (m. 1145).

Usciamo dal bosco.
Con maggiore pendenza continuiamo verso un traliccio ma, prima di raggiungerlo, la sterrata compie un tornante sinistrorso molto ampio. In basso a destra vediamo la cascina che abbiamo aggirato poco prima.
Subito percorriamo un ampio tornante destrorso.
La pendenza diminuisce.
Poco dopo, presso una semicurva verso sinistra, in un prato poco sotto alla sinistra vediamo un cassottello verde utilizzato come appostamento per la caccia.

Dopo una curva verso destra raggiungiamo le Cascine Zucchero (m. 1163).
Sulla facciata del primo edificio, Cà di Felice, una targa riporta una frase tratta da "Il tuo sorriso" di Rabindranath Tagore: "Se qui arrivo, possa l'animo facilmente prendere da ogni luogo in un flusso senza fine i tuoi rivi di eterna gioia".
Aggirata la casa alla destra, ci troviamo di fronte il percorso della variante "a" e continuiamo verso destra.

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Dopo che i due percorsi si sono riuniti alle Cascine Zucchero, proseguiamo in salita. Un segnavia indica il Rifugio Resegone.
Lasciamo a sinistra un baitello e una vecchia vasca da bagno riciclata come abbeveratoio.
Dell'acqua esce da un tubo, situato nella parte alta di un baitello, e cade in una vasca. Sul muro vediamo il segnavia 589 e una freccia rossa (m. 1175).
Entriamo in un bosco.
Percorriamo un tratto quasi in piano su di un ampio sentiero (m. 1185).
Superiamo delle semicurve: sx-dx-sx-dx.

In leggera salita, raggiungiamo un casello dell'acquedotto ed una vasca piena d'acqua (m. 1200). I segnavia indicano a sinistra il sentiero 589 e diritto il Palio. Qui la sterrata termina.
Proseguiamo diritto, quasi in piano, con un sentiero.
Percorriamo un lungo tratto alternando vari brevi saliscendi, inizialmente perdendo un po' di quota e poi recuperandola.
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire generalmente con poca pendenza e con un paio di strappi più decisi.
Più avanti, in alto a sinistra tra gli alberi, cominciamo a intravedere il Rifugio Resegone.
In leggera salita, passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.

Dalla destra arriva l'altro sentiero da Brumano descritto nel seguente itinerario. I segnavia indicano,
- diritto (segnavia 587): Rifugio Resegone h 0:05, Rifugio Luigi Azzoni h 1:50, Monte Resegone (Punta Cermenati) h 2:00;
- dietro-destra (segnavia 587): Brumano h 0:50;
- dietro (segnavia DOL): La Passata h 1:20.
Proseguiamo diritto (m. 1240). Saliamo alcuni gradini passando accanto ad un paletto con un bollo bianco-rosso. Alla sinistra c'è un traliccio.

Ci immettiamo su di una sterrata che, salendo, effettua un tornante destrorso. Il Rifugio Resegone (m. 1265) è ben visibile in alto ai prati alla sinistra ed è raggiungibile in pochi minuti. Andiamo invece a destra in leggera discesa attorniati dai prati.
Continuiamo tra gli alberi e ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra.
Subito percorriamo un tornante sinistrorso e proseguiamo in discesa (m. 1240).
In leggera discesa superiamo un tornante destrorso. Alla destra abbiamo gli alberi, alla sinistra ci sono dei prati e in alto vediamo due cascine (m. 1230).
Poco dopo percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1225).
In alto alla sinistra vediamo una cascina.
Dopo una curva verso destra proseguiamo quasi in piano nel bosco (m. 1220).
Superiamo una semicurva verso sinistra.
In lievissima discesa percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio.
Superiamo un tratto in leggera discesa.
Passiamo accanto ad una stanga che impedisce il passaggio agli automezzi.
Un rivolo attraversa la strada (m. 1215).

Riprendiamo a salire. Percorriamo un tornante destrorso con il quale ci immettiamo sulla strada sterrata che alla sinistra sale al Passo di Palio mentre alla destra scende a Brumano o a Fuipiano. Andiamo a destra.
Superiamo un breve tratto in lievissima discesa.
Quasi in piano percorriamo una semicurva verso destra (m. 1215).
Ignoriamo un ripido sentiero che sale a sinistra.
Continuiamo tra gli alberi dapprima in leggera discesa e poco dopo quasi in piano.
Dopo una semicurva verso sinistra proseguiamo in leggera salita.
Superiamo due semicurve sinistra-destra.

Accompagnati da un muro a secco alla sinistra, quasi in piano percorriamo un tornante sinistrorso.
Continuiamo in discesa. In alto alla sinistra vediamo alcune vecchie cascine.
Attorniati dai prati percorriamo un tornante destrorso molto ampio che termina quasi in piano (m. 1200).

Prendiamo un sentiero che si stacca alla sinistra all'inizio del quale un cartello segnala il Rifugio del Grande Faggio e informa se è chiuso o aperto.
Subito percorriamo due curve destra-sinistra in salita. Camminiamo su dei quadrotti di cemento traforato. Alla destra c'è una vecchia bacheca di legno.
Superiamo un cancelletto che troviamo aperto.
Continuiamo su di una stradina con l'erba nel mezzo e due strisce di cemento ai lati.
Proseguiamo in modo abbastanza ripido attorniati da prati (m. 1210).
All'esterno di un tornante destrorso c'è uno slargo. Continuiamo con poca pendenza (m. 1220).
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1225).
Presso una semicurva verso destra, alla sinistra troviamo due arnie (m. 1230).
Alla sinistra c'è una vecchia recinzione.
Proseguiamo quasi in piano (m. 1240).
Passiamo tra alcuni baitelli di servizio al rifugio.
Percorriamo un tornante destrorso e continuiamo con un sentiero in salita.
Attraversiamo un cancelletto di legno e ci immettiamo sul sentiero del primo itinerario. Giriamo a sinistra e raggiungiamo il Rifugio del Grande Faggio (m. 1255).

Tempo impiegato: ore 1.40 - Dislivello: m. 390 -50
Data escursione: marzo 2014
 
Terzo itinerario: da Brumano (percorso più diretto)
Come descritto nel primo itinerario arriviamo al tornante destrorso di quota m. 1000. Un cartello a forma di casetta indica, con un ampio sentiero che continua diritto, il Rifugio Alpinisti Monzesi con i suoi numeri di telefono e le date di apertura. Un altro cartello indica il Rifugio Resegone alla destra. Questa volta andiamo a destra seguendo la strada.
In salita percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1015).
Lasciamo a destra una casa.
Superiamo una semicurva verso sinistra.

Alla destra troviamo una vecchia cascina sulla quale c'è un cartello che indica il sentiero per il Rifugio Resegone (m. 1025). Lasciamo la strada e prendiamo questo sentiero che sale alla destra tra due recinzioni realizzate con dei pali di legno che sorreggono due cavi.
Su di un palo in cemento vediamo il segnavia 13 in una bandierina gialla, bianca e rossa.
Passiamo accanto ad un cartello con la scritta: "I colori sono i sorrisi della natura" (m. 1080).
Saliamo alcuni gradini di legno.

Lasciamo a sinistra il breve sentiero che porta ad una vasca abbeveratoio in cemento. Su di un cartello leggiamo: "Bevi quest'acqua o pellegrino se non hai soldi per il vino" (m. 1095). Continuiamo con poca pendenza e, davanti ad un casello dell'acquedotto, percorriamo una curva verso destra.
Dopo una curva verso sinistra riprendiamo a salire.
Superiamo due semicurve sinistra-destra e proseguiamo con il sentiero incassato nel terreno circostante.
Presso una curva verso destra vediamo il segnavia 13 (m. 1120). Di tanto in tanto troviamo un bollo rotondo giallo o un bollo rettangolare bianco-rosso.

Percorriamo un tornante sinistrorso incassato nel terreno circostante (m. 1135).
Continuiamo con altri due tornanti destra-sinistra (m. 1140).
Saliamo alcuni gradini di pietra e percorriamo altri tornanti dx-sx-dx e una semicurva verso sinistra (m. 1155).
Proseguiamo in modo abbastanza ripido e superiamo due tornanti sinistra-destra (m. 1170).
Subito dopo possiamo percorrere due tornanti sinistra-destra oppure proseguire diritto (m. 1175).
Continuiamo in salita.
Dopo una serpentina destra-sinistra proseguiamo con poca pendenza (m. 1195).

Su di una roccetta affiorante dal terreno vediamo la sigla "SEL" e il segnavia 13 con una bandierina gialla, bianca e rossa.
Subito dopo superiamo una semicurva verso sinistra.
Lasciamo a sinistra un paletto di ferro. Percorriamo una serpentina dx-sx-dx che termina con il sentiero incassato nel terreno circostante.
Poco dopo, con il sentiero nuovamente incassato, superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 1205).
Saliamo alcuni gradini di legno.

Transitiamo sotto i cavi dell'alta tensione (m. 1215).
Percorriamo due ampi tornanti sinistra-destra. In alto alla sinistra cominciamo a vedere il Rifugio Resegone (m. 1220).
Attorno al sentiero ci sono delle roccette.
Dopo una semicurva verso sinistra proseguiamo in lievissima salita.
Percorriamo un tornante sinistrorso ignorando un sentiero che continua diritto (m. 1235).

Dalla sinistra si immette l'altro sentiero da Brumano descritto nel precedente itinerario. I segnavia indicano,
- diritto (segnavia 587): Rifugio Resegone h 0:05, Rifugio Luigi Azzoni h 1:50, Monte Resegone (Punta Cermenati) h 2:00;
- dietro (segnavia 587): Brumano h 0:50;
- a sinistra (segnavia DOL): La Passata h 1:20.
Proseguiamo diritto (m. 1240). Saliamo alcuni gradini passando accanto ad un paletto con un bollo bianco-rosso. Alla sinistra c'è un traliccio.

Ci immettiamo su una sterrata che, salendo, effettua un tornante destrorso e la seguiamo verso destra come già descritto nel precedente itinerario.

Tempo impiegato: ore 1.20 - Dislivello: m. 390 -50
Data escursione: novembre 2022
 
Quarto itinerario: da Fuipiano (per i Tre Faggi, i Canti, lo Zucco di Valmana e il Passo del Palio) sent. 579A + 571 +577
Con la provinciale 14 della Valle Imagna arriviamo a S. Omobono.
Nel centro del paese lasciamo la provinciale 14 che gira a sinistra e continuiamo diritto con la provinciale 18 verso Fuipiano.
Qua giunti, attraversiamo il paese tenendo sempre la via principale e arriviamo in Piazza Europa.
In fondo alla piazza giriamo a destra in Via Milano, la strada che sale verso l'acquedotto.
Un centinaio di metri prima di raggiungerlo, lasciamo la macchina in uno slargo alla sinistra (m. 1145).

Ci incamminiamo, in leggera salita, passando tra due case recintate, una di colore bianco e l'altra giallo chiaro.
Dopo un breve tratto, alla destra troviamo l'acquedotto, una bacheca con una cartina della zona e alcuni segnavia che indicano davanti: Zuc di Valmana, I Canti (n. 579); Tre Faggi (579A), Alpe Regionale Costa del Palio per strada sterrata agriturismo a ore 1. Sul guard-rail alla sinistra della strada vediamo il segnavia 579 a bandierina.

Poco dopo la strada si biforca e prosegue alla sinistra quasi in piano e alla destra in leggera salita. Non ci sono indicazioni e andiamo a destra. Entriamo nel bosco (m. 1155).
Vediamo un bollo bianco rosso su di un faggio che conferma la giusta direzione.
Percorriamo una curva a destra all'esterno della quale ci sono dei massi sistemati come paracarri. Gli alberi diventano radi (m. 1165).
Nel prato alla destra vediamo due tavoli in legno e relative panche.

Raggiungiamo una croce con tettuccio, recintata da una staccionata (m. 1175). Qui la strada si divide e i segnavia indicano a sinistra con il percorso 579: Zuc di Valmana, I Canti; a destra con il 579A: I Tre Faggi. Il percorso alla sinistra è più breve ma scegliamo l'altro in modo da poter visitare anche i Tre Faggi e pertanto andiamo a destra.
Dopo una curva a sinistra, per un tratto alla sinistra ci accompagna un muretto di pietre. Percorriamo altre curve.
Proseguiamo quasi in piano. Alla destra vediamo una casa in un prato recintato. Alla sinistra ci sono un tavolo con panche di legno e una sterrata che sale tra gli alberi (m. 1195).

L'asfalto termina. Proseguiamo in salita su fondo sterrato. Su di un faggio vediamo il segnavia 579A a bandierina.
Torniamo a camminare quasi in piano. Alla destra ci sono un tavolo con panche ed una grande vasca con l'acqua. Un cartello avverte di non toccare i cuccioli degli animali, che dovessimo incontrare durante il cammino, perché così facendo la loro madre non li riconoscerebbe più e sarebbero condannati a morte certa (m. 1210).
Ignoriamo due sterrate parallele (la prima è chiusa da un cancello) che scendono alla destra.
Riprendiamo a salire e dopo un tratto ancora asfaltato, torniamo a camminare su sterrato (m. 1225).
Di traverso al percorso, troviamo delle canaline di legno per lo scolo dell'acqua, quasi tutte però sono piene di terra.
Dopo una curva a sinistra ignoriamo una sterrata che si stacca alla destra e proseguiamo diritto ancora su asfalto (m. 1240).

Un centinaio di metri più avanti la strada torna ad essere sterrata. Qui trascuriamo una stradina che sale a destra e proseguiamo diritto. Su di un albero vediamo un bollo bianco rosso (m. 1250).
Percorriamo una curva a destra all'esterno della quale c'è un masso (m. 1265).
Vediamo il segnavia 579A su di un faggio. Con minore pendenza percorriamo alcune semicurve poi riprendiamo a salire (m. 1280).

Subito dopo una curva a sinistra, la strada si divide e i segnavia indicano i Tre Faggi sia alla sinistra (579A) che alla destra. Andiamo a sinistra (m. 1290).
Presso una curva a destra usciamo dal bosco (m. 1310).
Poi giriamo a sinistra. Ora alla sinistra c'è un muretto sul quale vediamo il segnavia 579A. In basso a destra ci sono una pozza recintata ed un tavolo di legno con relative panche.
Subito ignoriamo una stradina che sale a sinistra e proseguiamo diritto con poca pendenza. Alla destra ci sono dei prati.
Percorriamo un ampio tornante destrorso (m. 1325).
Alla destra vediamo il lato opposto della Valle Imagna e i tralicci di Valcava.
Percorriamo una curva a sinistra (m. 1335). In basso alla destra vediamo un rudere e lontano davanti una vecchia cascina. Qui la sterrata termina.

Seguendo dei bolli bianco rossi dipinti su alcune pietre, proseguiamo diritto e attraversiamo un prato. Alla destra c'è un rudere. Dietro la vista spazia fino al Resegone.
Arrivati all'inizio di un bosco, senza entrarvi giriamo a destra (m. 1360).
Troviamo poi un segnavia dipinto su di una pietra che invita a piegare a sinistra (m. 1370).
Dopo pochi passi quasi in piano torniamo a salire.

Il sentiero si biforca all'entrata del bosco. Teniamo la destra e, poco dopo, un bollo bianco rosso conferma la giusta direzione (m. 1380).
Al bivio successivo, sempre seguendo le indicazioni, andiamo ancora a destra.
Usciamo dal bosco (m. 1390). Giriamo a sinistra con un tornante tra l'erba e subito vi rientriamo.
Arriviamo ad un'altra biforcazione dove, trascurato il sentiero che prosegue diritto, prendiamo l'altro che inizia con uno zig-zag destra-sinistra (m. 1395).
Percorriamo un tornante destrorso e vediamo il segnavia 579 A.

Alla sinistra sale un sentiero contrassegnato dal n. 571. Seguendo i bolli bianco-rossi proseguiamo diritto quasi in piano. Alla destra ci accompagna una fila di pietre.
Ad una biforcazione teniamo la sinistra lasciando l'altro sentiero che conduce ad una casa (m. 1405).
Costeggiamo una staccionata alla destra della quale c'è una cascina.
Poi in leggera discesa arriviamo al termine della recinzione.
Continuiamo quasi in piano. In basso alla destra ci sono i grandi prati di Pralongone nei quali vediamo alcune case, cascine e baitelli sparsi.

Davanti vediamo i Tre Faggi allineati tra loro, con i tronchi ondulati e i rami intrecciati come fossero ballerini danzanti. Subito dopo alla destra c'è una cappella con la statua di una madonna, circondata da pilastrelli di pietra. Poco distante ci sono anche dei baitelli e dei ruderi. Il panorama spazia su tutta la vallata. Il luogo ha qualcosa di mistico e di poetico. Sostiamo un attimo (m. 1393).
I segnavia indicano dietro a sinistra con il sentiero 571: I Canti, Cascina Piazzacava; dietro con il sentiero 579A: Fuipiano; davanti: Fuipiano.

Una freccia, dipinta sulla roccia e rivolta verso l'alto indica il sentiero 571. Saliamo per un breve tratto aiutandoci con le mani e iniziamo così a percorrere la lunga cresta dello Zucco di Pralongone. Inizialmente alla sinistra c'è il prato e alla destra il bosco.
Poi entriamo nel bosco e saliamo ripidamente, seguendo i bolli bianco-rossi, camminando lungo l'ampio crinale.
Il sentiero si divide in due tracce parallele e poi si ricompone.

In leggera salita attraversiamo un prato. Su di una pietra alla sinistra vediamo il segnavia 571 (m. 1450).
Rientriamo nella faggeta e troviamo vari segnavia dipinti sugli alberi e sulle pietre (m. 1465).
Percorriamo un lungo tratto dapprima quasi in piano e poi in leggera salita.

Vediamo il segnavia 571 su di un albero. Poco dopo alla destra c'è una roccia (m. 1475).
Continuiamo quasi in piano, sempre in cresta. Due cartelli indicano le "Zona di caccia A e B". Alla sinistra c'è un paletto in cemento.
Riprendiamo a salire. Il sentiero si biforca e, seguendo i bolli, con uno zig-zag sinistra-destra, ci spostiamo un poco alla sinistra della cresta.
Dopo un tratto con poca pendenza continuiamo quasi in piano (m. 1485).
Con pochi passi in discesa ci abbassiamo in un avvallamento alla destra. Vediamo il segnavia 571 con due frecce che indicano entrambe le direzioni e risaliamo il lato opposto attraversando un prato dove troviamo un picchetto dipinto in alto di bianco e rosso.

Passiamo tra alcune rocce (m. 1495).
Dopo alcuni passi in leggera discesa riprendiamo a salire con alcune serpentine seguendo il crinale.
Percorriamo un breve tratto quasi in piano (m. 1510).
Torniamo a salire con il sentiero incassato tra l'erba.
Continuiamo poi quasi in piano tra bassi faggi e alcune roccette (m. 1520).
Su di un cartello leggiamo: "Zona faunistica delle Alpi".

Terminati gli alberi, lasciamo a sinistra una buca nel terreno e proseguiamo quasi in piano sempre lungo il crinale.
Aggiriamo un dossetto verso destra e subito torniamo in cresta. Alla sinistra vediamo alcuni pinnacoli e una guglia appuntita.
Ora scendiamo passando tra pietre franate.
Poi la pendenza aumenta. Al termine della discesa attraversiamo un gruppo di alberi (m. 1505).

Riprendiamo a salire tra erba e pietre e arriviamo ad un bivio dove c'è anche un ometto. Ignoriamo il sentiero che si stacca alla destra e proseguiamo diritto, quasi in piano, tra faggi, pietre e roccette. Vediamo il segnavia 571 (m. 1510).
Saliamo con delle serpentine verso una roccetta e la raggiungiamo (m. 1525).
Continuiamo lungo la cresta con un tratto in leggera salita, uno in discesa tra l'erba ed un altro quasi in piano.
In lontananza, davanti verso destra, vediamo la Madonnina dei Canti.

Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra ci sono delle rocce con una scritta poco leggibile in azzurro che parrebbe "Ave Maria".
Dopo un breve ripido tratto in discesa, saliamo e scendiamo scavalcando una gobbetta.
Torniamo a salire e poi continuiamo quasi in piano tra erba e faggi.
Il sentiero si divide e subito si ricompone.
Dopo un tratto in salita, con minore pendenza attraversiamo un prato. In alto a destra vediamo la madonnina.

Il sentiero marcato dai bolli prosegue diritto. Facciamo però una piccola deviazione e prendiamo un altro sentiero che sale ripidamente alla destra.
Con alcuni zig-zag raggiungiamo la Madonnina dei Canti collocata su di una base di pietra. Ai suoi piedi, su di una lastra in metallo, leggiamo una preghiera (m. 1563).
Dalla cima, giriamo a sinistra e scendiamo con un altro sentiero.
Lasciamo a sinistra un dossetto erboso e continuiamo a scendere tra l'erba.
Raggiungiamo una paletto sul quale il segnavia 571 e una freccia indicano a sinistra Fuipiano (m. 1535). Andiamo a sinistra.
Ora la discesa è ripida. Passiamo accanto ad un picchetto bianco rosso e seguiamo pallide tracce tra l'erba.

Arrivati davanti ad una parete rocciosa che scende verticalmente, seguendo i bolli pieghiamo a destra ed entriamo in una faggeta (m. 1480).
La pendenza diventa meno ripida. Poi diminuisce ancora.
Su di una pietra/ometto vediamo il segnavia 571 (m. 1450).
Continuiamo quasi in piano e troviamo un altro ometto di pietre che ci fa spostare verso sinistra (m. 1415).
Proseguiamo dapprima in lievissima discesa e poi con maggiore pendenza.

Arriviamo alla Bocca di Grassello dove usciamo dal bosco e troviamo una pozza sulla sinistra (m. 1390).
Subito rientriamo nel bosco, riprendiamo a salire e arriviamo ad un bivio. I segnavia indicano diritto con il sentiero 579 che inizia incassato tra due pareti: Fuipiano Imagna a ore 0.30; a destra con il sentiero 571: Passo del Palio a ore 1.20; dietro: I Canti a ore 0.40. Andiamo a destra in salita tra i faggi.
Dopo un breve tratto quasi in piano, saliamo ripidamente a zig-zag.
Poi la pendenza diminuisce (m. 1425).
Percorriamo un tornante destrorso presso il quale vediamo il segnavia 571 (m. 1435).
Superiamo una curva verso destra.

Ci immettiamo su di una sterrata, nel punto in cui questa effettua un tornante destrorso, e proseguiamo diritto in salita (m. 1450).
La pendenza diventa abbastanza ripida (m. 1460).
Poi percorriamo un tratto con poca pendenza ed un altro in salita (m. 1480).

Proseguiamo quasi in piano ed andiamo ad immetterci su di un'altra sterrata che davanti a noi effettua un tornante (m. 1500). La seguiamo verso destra. Davanti vediamo il Resegone.
Poco dopo sulla destra troviamo la Malga Cucco.
Il nostro percorso prosegue verso sinistra ma, alla destra, un sentiero si dirige verso la cima dello Zucco di Valmana. Decidiamo di fare una piccola deviazione. Prendiamo questo sentiero, che sale girando in senso orario, e raggiungiamo la croce di ferro sulla cima (m. 1545).

Dopo una breve sosta per le foto di rito, torniamo alla Malga Cucco e riprendiamo il nostro cammino (m. 1502).
Scendiamo tra i prati seguendo pallide tracce di sentiero e lasciando una baita alla sinistra.
Al termine della discesa, cominciamo a risalire un colletto erboso (m. 1485).
Man mano che saliamo davanti vediamo apparire il Resegone.

Arrivati in cima, su di una pietra vediamo il segnavia 571 (m. 1500).
Continuiamo diritto scendendo l'opposto versante. In basso a destra vediamo gli edifici dell'agriturismo Costa del Palio di proprietà della Ersaf.
Poi con maggiore pendenza arriviamo al termine della discesa (m. 1455).
Ora risaliamo, in modo abbastanza ripido, il successivo colle, anch'esso completamente erboso. Salendo vediamo rispuntare poco alla volta il Resegone, non davanti ma un poco più alla sinistra.

Arriviamo in cima (m. 1485).
Proseguiamo in lievissima discesa. In basso a destra vediamo una grande pozza e l'agriturismo Costa del Palio.
Pieghiamo leggermente a destra tenendoci sul crinale.
Raggiunta la pozza, prendiamo uno dei due sentieri che scendono verso sinistra quasi in parallelo (quello più a destra scorre in alto rispetto all'altro).
Al termine della discesa i due sentieri si uniscono (m. 1430). In basso alla destra vediamo la sterrata che proviene da Morterone. Ignoriamo un sentiero che alla sinistra procede a mezza costa e continuiamo diritto dapprima quasi in piano e poi in leggerissima salita sempre camminando verso il Resegone.

Raggiungiamo un'altra cimetta (m. 1440).
Proseguiamo in leggera discesa. Davanti, in lontananza, vediamo il traliccio dell'alta tensione situato nei pressi del Rifugio Tironi Consoli.
In discesa raggiungiamo una piccola pozza (m. 1415).
Riprendiamo a salire verso un altro colletto erboso. In basso alla destra vediamo le case sparse di Morterone.

Arrivati sulla sommità (m. 1430) proseguiamo dapprima in discesa e poi quasi in piano. In basso a sinistra vediamo una pozza.
Continuiamo in lievissima discesa fino ad arrivare in basso (m. 1420).
Poi riprendiamo a salire.

Sul dosso successivo (m. 1425) troviamo un ometto cilindrico con un disco sul quale sono indicati monti e località visibili, la loro altezza e la direzione nella quale bisogna guardare. In senso orario: Monte Sornadello 1580 m, Monte Ubione 895 m, Frazione Roncola 854 m, Monte Albenza 1392 m, Monte Tesoro 1432 m, Passo Pertus 1193 m, Monte Ocone 1363 m, Corna Camozzera 1452 m, Cima Quarenghi 1559 m, Cima di Piazzo 1637 m, Pizzo di Brumano 1758 m, Daina 1864 m, Torre di Valnegra 1852 m, Vetta Cermenati 1875 m, Punta Stoppani 1849 m, Il Dente 1810 m, Cima Pozzi 1810, Pan di Zucchero 1754 m, Pizzo di Morterone 1747 m, Passo del Giuff 1529 m, Grignetta 2178 m, Monte Duemani 1657 m, Grignone 2409 m, Monte Muggio 1799 m, Cima di Muschada 1458 m, Monte Legnoncino 1714 m, Cimone di Margno 1801 m, Monte Legnone 2609 m, Pizzo Cornagera 2049 m, Zuc di Cam 2192 m, Zucco Orscellera 1856 m, Culmine S. Pietro 1350 m, Zuccone Campelli 2159 m, Zucco di Maesimo 1663 m, Cima Piazzo 2057 m, Monte Sodadura 2010 m, Monte Araralta 2006 m, Monte Pagherolo 2369 m, Monte Vendulosa 1999 m, Monte Cancervo 1803, Zuc di Valbona 1546 m, I Canti 1563 m.

Ora scendiamo verso il Passo del Palio dove vediamo la sterrata proveniente da Morterone (descritta nel quinto itinerario), che ci accompagnava in basso a destra, girare a sinistra e proseguire in discesa verso la Valle Imagna.
Poco prima di arrivare al passo, quasi in piano, passiamo accanto ad una vasca abbeveratoio scavata in un tronco e ad un tavolo in legno con relative panche.

Raggiungiamo il Passo del Palio (m. 1360). Vari segnavia indicano
- diritto (segnavia 571): Monte Resegone a ore 1.30, ex Rifugio-agriturismo Tironi Consoli;
- a sinistra (segnavia 577): Brumano a ore 1.20 e (segnavia 577-578): Fuipiano a ore 0.50; Rifugio del Grande Faggio;
- dietro (segnavia 571): Passo del Grassello a ore 1.30;
- dietro a destra: Sentiero dei grandi alberi, Alpe Costa del Palio a ore 0.45, Foo di Valmana a ore 1.10, Morterone a ore 0.40 (da qui arriva il quinto itinerario).
Andiamo a sinistra in leggera discesa.

Poco dopo alla destra troviamo una santella contenente un bassorilievo raffigurante un santo frate. Il segnavia 577 a bandierina invita a proseguire.
Camminiamo con alberi alla sinistra; erba e arbusti alla destra.
Superiamo due semicurve destra-sinistra.
Presso una curva verso destra ignoriamo una sterrata che si stacca con un tornante sinistrorso (m. 1330).
Continuiamo attorniati da prati. In basso alla sinistra vediamo delle case.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 1325).
Proseguiamo in discesa con il fondo acciottolato ai lati e una striscia d'erba nel centro. Alla sinistra ci accompagna una fila di paletti di legno che sorreggono un cavetto.
Superiamo una semicurva verso destra.
In basso alla sinistra vediamo un rudere (m. 1305).

Con un tornante destrorso si stacca una sterrata che sale al Tironi Consoli. Continuiamo diritto (m. 1300).
Poco dopo, presso un tornante sinistrorso, attraversiamo il letto di pietre di un torrente che troviamo in secca. Continuiamo in leggera discesa con il fondo sterrato.
Transitiamo sotto a dei cavi dell'alta tensione.

Lasciamo la sterrata e prendiamo il sentiero dei Grandi Alberi che scende verso sinistra. I segnavia infatti indicano a sinistra: Rifugio del Grande Faggio, Foo del Bus a ore 0.05 (m. 1285).
Lasciamo a destra una bella baita, superiamo una curva verso sinistra ed entriamo nel bosco (m. 1275).
Percorriamo due tornanti: destra-sinistra.
Continuiamo in leggera discesa.

Presso un tornante destrorso guadiamo un torrente e vediamo un tubo giallo che, per un tratto, affiora dal terreno (m. 1265).
Percorriamo due brevi tratti, il primo lastricato e l'altro con il fondo a rombi di cemento.
Continuiamo quasi in piano su sterrato.
Alla destra ci sono il grande faggio che dà il nome al rifugio e un sentiero che scende al torrente. Su un cartello affisso al tronco, in alto, leggiamo: "Guardatemi, stimatemi e rispettatemi per l'età !!!".
Lasciamo a sinistra un tavolo di legno con relative panche e raggiungiamo il Rifugio del Grande Faggio (m. 1255).

Tempo impiegato: ore 3.30 - Dislivello: m. 695 -585
Data escursione: maggio 2015

Nota:
Per il ritorno conviene percorrere a ritroso il primo itinerario. Giunti sulla strada asfaltata che collega Brumano a Fuipiano, la si segue verso sinistra. A Fuipiano non resta che prendere a sinistra Via Milano e salire fino all'acquedotto per recuperare la macchina. Volendo si potrebbe parcheggiare in Piazza Europa, il che comporta un ulteriore tratto in salita iniziale all'andata che però si evita al ritorno.
 
Quinto itinerario: da Morterone per il Passo del Palio
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la S.S. 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo sulla sinistra percorrendo la via principale del paese (SP 62) per un chilometro, fino a imboccare sulla sinistra la provinciale 63 per Morterone. Questa strada è molto panoramica e sale con vari tornanti, in alcuni punti senza protezione a valle.
Dopo km 11.5 raggiungiamo la galleria della Forcella di Olino.
Continuiamo e, percorsi tutti i 16 chilometri della provinciale 63 arriviamo a Morterone.
Superata la trattoria Cacciatori, alla biforcazione prima della chiesa teniamo la destra e raggiungiamo un ampio parcheggio nei pressi della piazzola per l'elicottero (m. 1085). La strada prosegue, come carrozzabile agro-silvo-pastorale, ma è interdetta al traffico veicolare.

Lasciamo a destra la baita del "Centro servizi per accoglienza turistica" e ci incamminiamo quasi in piano.
Fatti pochi passi, troviamo una palina con alcuni segnavia che indicano
- a destra (segnavia 16/17): Rifugio Azzoni per la sorgente delle Forbesette a ore 2;
- dietro: Morterone a ore 0.10, Trattoria dei Cacciatori e, con il Sentiero dei grandi alberi: Frasnida a ore 0.45, Percorso completo ore 3
Continuiamo diritto, con poca pendenza, seguendo la strada asfaltata. In basso alla sinistra vediamo le case di Morterone. Alla destra c'è la grande piazzola per l'atterraggio dell'elicottero.

Percorriamo due curve destra-sinistra attorniati dai prati.
Alcune rocce affiorano ai lati della strada.
Superiamo una curva verso destra.
Presso una curva verso sinistra un ruscello passa sotto alla strada. Alla destra vediamo un rudere (m. 1100).
Percorriamo un breve tratto quasi in piano con uno slargo sterrato da entrambi i lati.
Continuiamo con poca pendenza.
Superiamo una curva verso destra (m. 1110).
Camminiamo tra radi faggi.
All'interno di una semicurva verso sinistra, nel prato giù in basso, vediamo una vecchia cascina con portico (m. 1120).

Presso un tornante sinistrorso quasi in piano troviamo una stanga alzata. La strada diventa sterrata e prosegue in leggera salita (m. 1130).
Percorriamo una semicurva verso sinistra mentre un ruscelletto passa sotto alla strada.

Ora il fondo è in cemento (m. 1135).
Superiamo due semicurve destra-sinistra. In basso alla sinistra ancora vediamo le case di Morterone (m. 1140).
La strada torna sterrata. Alla sinistra ci accompagna un muretto in cemento (m. 1145).
Poco più in basso alla sinistra vediamo un rudere.
Presso una semicurva verso destra transitiamo sotto i cavi dell'alta tensione. Alla sinistra c'è un traliccio (m. 1155).

Un cartello segnala la cascina di Costa Bonetta con una sterrata che scende a sinistra, chiusa da una sbarra (m. 1165).
Percorriamo subito un tornante destrorso su asfalto e torniamo a camminare su sterrato. Un segnale stradale indica il divieto di transito ai veicoli (m. 1170).
Percorriamo un tratto con il fondo in cemento (m. 1175).

Presso una semicurva verso sinistra, transitiamo sotto i cavi dell'alta tensione e torniamo a camminare su fondo sterrato, tra gli alberi (m. 1185).
Gli alberi alla sinistra terminano e percorriamo un tratto lastricato (m. 1190).
Continuiamo su sterrato. Anche gli alberi alla destra terminano.

In alto a destra vediamo la croce sulla Punta Cermenati, la più alta del Resegone.
Presso una semicurva verso destra, vediamo dei ruderi poco sotto alla destra e una vecchia cascina ancora più in basso mentre in alto a sinistra ci sono un'altra cascina e alcuni ruderi (m. 1210).

In lievissima salita entriamo in una faggeta.
Superiamo una semicurva verso sinistra e proseguiamo con poca pendenza (m. 1215).
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1225).
Per un tratto alla destra ci accompagna un muretto coperto dal muschio.
Percorriamo un'ampia semicerva verso destra (m. 1230).
Superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1235).

Presso un tornante destrorso i segnavia indicano: Piano di Costa 1243 m.; dietro: Sentiero dei grandi alberi, Piano di Costa a ore 0.05, Morterone Centro a ore 0.25. Alla sinistra ci sono alcune vecchie case e dei ruderi. Davanti vediamo il Monte Sodadura e alla sinistra il Monte Due Mani e la Grigna. Transitiamo sotto i cavi dell'alta tensione.

Alla sinistra della strada troviamo un pannello che parla di alcuni lavori realizzati con il contributo del "Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale".
Troviamo anche una targa della Ersav intitolata "Piano di Costa - Frassino" che parla di un filare di faggi lungo la strada e del frassino del Piaa de Costa.
Superiamo una semicurva verso sinistra. Vediamo un bollo bianco-rosso con la sigla "GA" e troviamo un cartello che segnala una zona speciale di caccia. Continuiamo quasi in piano (m. 1250).

All'esterno di un tornante sinistrorso troviamo un casello dell'acquedotto. Due torrenti scendono dalla destra e si uniscono prima di passare sotto alla strada che è rinforzata da un muretto di pietre. Anche qui vediamo un bollo bianco-rosso con la sigla "GA".
Dopo alcuni passi troviamo altri due torrenti che scendono dalla destra e una grande vasca di pietra. Continuiamo con poca pendenza.

Troviamo un'altra targa Ersav intitolata "La Valle dei Campécc - Faggio" che parla di quatto grandi faggi situati in zona e spiega che "le piante cresciute sempre in bosco hanno fusto liscio, senza rami fino in alto, mentre quelle cresciute isolate presentano fusto ramoso fin dal basso".
Poco dopo un pannello ricorda che siamo nella foresta Monte Resegone.
Alla sinistra, poco sotto, vediamo uno di questi grandi faggi (m. 1260).

Presso una semicurva verso sinistra troviamo una targa intitolata "La Costa del Palio - Acero montano".
Superiamo una semicurva verso destra (m. 1275).
Percorriamo un'ampia semicurva verso sinistra (m. 1285).
Continuiamo con il bosco alla sinistra e un prato che sale alla destra.
Cominciamo a trovare delle canaline di legno, di traverso alla strada, per lo scolo dell'acqua.
Percorriamo due ampie semicurve, la prima verso destra e l'altra verso sinistra (m. 1300).
Proseguiamo con un ampio tornante destrorso (m. 1310).
Superiamo una semicurva verso sinistra molto ampia (m. 1320).
Continuiamo in salita (m. 1330).

Presso una semicurva verso destra troviamo un bivio. Vari segnavia indicano
- diritto: Agriturismo Alpe Costa del Palio a ore 0.30, Laghetto a ore 0.35, Zuc di Valmara - Moncucco a ore 1;
- con un tornante destrorso: Sentiero dei Grandi Alberi, Passo del Palio a ore 0.10, ex Rifugio Tironi Consoli, Foo del Bus a ore 0.15, Brumano per sentiero storico;
- dietro: Sentiero dei Grandi Alberi, Piano di Costa a ore 0.20, Morterone centro a ore 0.40,
Seguiamo il tornante verso destra in leggera salita (m. 1340).

Alla sinistra abbiamo due file di tronchi sovrapposte. Percorriamo una semicurva verso destra molto ampia.
Alla destra vediamo il Monte Due Mani tra la Grignetta e la Grigna.
Dopo una curva verso sinistra proseguiamo quasi in piano. Davanti vediamo il Resegone.
Superiamo quattro semicurve: sx-dx-sx-dx.

Raggiungiamo il Passo del Palio (m. 1360). Vari segnavia indicano
- diritto (segnavia 571): Monte Resegone a ore 1.30, ex Rifugio-agriturismo Tironi Consoli;
- a sinistra (segnavia 577): Brumano a ore 1.20 e (segnavia 577-578): Fuipiano a ore 0.50; Rifugio del Grande Faggio;
- dietro a sinistra (segnavia 571): Passo del Grassello a ore 1.30 (da qui arriva il quarto itinerario);
- dietro: Sentiero dei grandi alberi, Alpe Costa del Palio a ore 0.45, Foo di Valmana a ore 1.10, Morterone a ore 0.40.
Andiamo a sinistra in leggera discesa.

Poco dopo alla destra troviamo una santella contenente un bassorilievo raffigurante un santo frate. Il segnavia 577 a bandierina invita a proseguire.
Camminiamo con alberi alla sinistra; erba e arbusti alla destra.
Superiamo due semicurve destra-sinistra.
Presso una curva verso destra ignoriamo una sterrata che si stacca con un tornante sinistrorso (m. 1330).
Continuiamo attorniati da prati. In basso alla sinistra vediamo delle case.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 1325).
Proseguiamo in discesa con il fondo acciottolato ai lati e una striscia d'erba nel centro. Alla sinistra ci accompagna una fila di paletti di legno che sorreggono un cavetto.
Superiamo una semicurva verso destra.
In basso alla sinistra vediamo un rudere (m. 1305).

Con un tornante destrorso si stacca una sterrata che sale al Tironi Consoli. Continuiamo diritto (m. 1300).
Poco dopo, presso un tornante sinistrorso, attraversiamo il letto di pietre di un torrente che troviamo in secca. Continuiamo in leggera discesa con il fondo sterrato.
Transitiamo sotto a dei cavi dell'alta tensione.

Lasciamo la sterrata e prendiamo il sentiero dei grandi alberi che scende verso sinistra. I segnavia infatti indicano a sinistra: Rifugio del Grande Faggio, Foo del Bus a ore 0.05 (m. 1285).
Lasciamo a destra una bella baita, superiamo una curva verso sinistra ed entriamo nel bosco (m. 1275).
Percorriamo due tornanti: destra-sinistra.
Continuiamo in leggera discesa.

Presso un tornante destrorso guadiamo un torrente e vediamo un tubo giallo che, per un tratto, affiora dal terreno (m. 1265).
Percorriamo due brevi tratti, il primo lastricato e l'altro con il fondo a rombi di cemento.
Continuiamo quasi in piano su sterrato.
Alla destra ci sono il grande faggio che dà il nome al rifugio e un sentiero che scende al torrente. Su un cartello affisso al tronco, in alto, leggiamo: "Guardatemi, stimatemi e rispettatemi per l'età !!!".
Lasciamo a sinistra un tavolo di legno con relative panche e raggiungiamo il Rifugio del Grande Faggio (m. 1255).

Tempo impiegato: ore 1.40 - Dislivello m. 275 -105
Data escursione: aprile 2023

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Azzoni (m. 1860) in ore 1.30
  • all'ex Rifugio Tironi Consoli (m. 1385) in ore 0.20
  • al Passo del Palio (m. 1360) in ore 0.20
  • al Rifugio Resegone (m. 1265) in ore 0.30






Dati del Rifugio Grande Faggio

Altezza:
m. 1255
Gruppo:
Valsassina -
Valle Imagna
Ubicazione:
Costa del Palio
Comune:
Morterone - LC
Carta Kompass:
105 B7
Coordinate Geo:
45°51'41.60"N
9°29'24.20"E
Gestori:
Elisa Bonetti
Gianluigi Berizzi
Telefoni:
320 4764583
389 7862902
Posti letto:
20
Apertura:
weekend
Pagina aggiornata
il: 30/04/2023
Il Rifugio del Grande Faggio 1° itinerario - La cappellina di Santa Barbara Lungo la stradina verso il rifugio 2°/3° itinerario - Brumano Meridiane su di una casa sopra Brumano 2° itinerario - Santella accanto alla Cà Emma Cascine Zucchero Prati a primavera nei pressi del rifugio 4° itinerario - Baite a Pralongone I Tre Faggi La chiesetta accanto ai Tre Faggi La chiesetta circondata dalla pietre Sulla cresta della Zucco di Pralongone Una guglia La Madonnina dei Canti e il Resegone La Malga Cucco La croce sullo Zucco di Valmana Il Passo del Palio 5° itinerario - Baita"Centro servizi per accoglienza turistica" Morterone Cascina con portico La sterrata nel bosco Torrenti M. Grignetta, Due Mani e Grigna Il Resegone (al centro la Punta Cermenati) La "Porta del Palio" La santella dopo il Passo del Palio Ultima baita prima del Grande Faggio Il Rifugio Grande Faggio visto dalla sterrata che prosegue verso il Rifugio Resegone Arriviamo al Rifugio Grande Faggio Il grande faggio che dà il nome al rifugio Il Resegone Il bancone del rifugio

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