Rifugio Alpe Cantedoldo

Il Rifugio Alpe Cantedoldo è situato presso l'omonima località, nel comune di Averara in Val Brembana.
E' stato ottenuto dalla ristrutturazione della vecchia casera dell'alpeggio. Del precedente edificio sono rimasti parte dei muri in pietra mentre il resto è stato ricostruito in legno.
Al piano terra ci sono il bar, la sala pranzo e la cucina. Su di un soppalco c'è un locale con otto posti letto.
E' stato inaugurato nel mese di giugno 2021.

Primo itinerario: dal Laghetto di Ponte dell'Acqua
Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna (km. 38) dove lasciamo a destra la provinciale 2 per Foppolo e continuiamo sulla sinistra con la provinciale 1.
Attraversata Mezzoldo, la strada diventa la provinciale 9.
Al km 52.5 troviamo alla sinistra il laghetto artificiale in località Ponte dell'Acqua. Lasciamo la macchina alla sinistra al termine del laghetto oppure poco più avanti in qualche slargo a lato della strada.

Sulla sponda opposta del laghetto rispetto a quella dove scorre la provinciale, ci incamminiamo quasi in piano con una sterrata verso il cancello della centrale idroelettrica di Ponte dell'Acqua (m. 1260).
Prima di raggiungerla prendiamo il sentiero 135 che si stacca alla destra. I segnavia indicano: Gambetta a ore 1, Incrocio 113 a ore 1, Ca' San Marco a ore 2. In leggera salita entriamo in una pineta.
Passiamo tra due alti alberi con i bolli e proseguiamo in salita.

Alla destra, accanto ad un torrente, troviamo una rete contenente pietre (m. 1270).
Percorriamo due tornanti sinistra-destra vicini tra loro (m. 1280).
Superiamo una curva verso sinistra (m. 1295).
Subito dopo, allo scoperto, percorriamo due tornanti destra-sinistra vicini tra loro.

Passiamo sotto ad un grosso tubo appoggiato sopra due muretti in cemento e rientriamo nel bosco (m. 1300).
Continuiamo in modo abbastanza ripido (m. 1320).
Su di una pietra vediamo il segnavia 135 a bandierina.
Aggiriamo alla sinistra una roccetta che invade parzialmente il sentiero (m. 1335).

Presso un tornante sinistrorso, quasi in piano guadiamo un torrente che scende dalla destra a cascata (m. 1340).
Subito dopo, in salita, percorriamo un tornante destrorso.
Aggiriamo alla destra due grosse pietre e continuiamo con poca pendenza.
Saliamo alcuni rudimentali gradini di roccia.
Continuiamo in salita.
Superiamo due semicurve destra-sinistra passando accanto ad un masso con la scritta: 135 Gambetta (m. 1355).
Con poca pendenza superiamo altre due semicurve destra-sinistra e attraversiamo il letto di un torrente che troviamo asciutto. Proseguiamo in salita.

Percorriamo un tornante destrorso (m. 1370).
Continuiamo con altri tornanti: sinistra (m. 1375), destra (m. 1380), sinistra (m. 1390) e due tornanti destra-sinistra vicini tra loro (m. 1395).
Saliamo alcuni gradini di pietra e proseguiamo con un tornante destrorso (m. 1405).
Dopo un tornante sinistrorso continuiamo in modo abbastanza ripido (m. 1410).

Con alcuni passi quasi in piano passiamo accanto ad un cartello con la scritta: "Progetto cofinanziato dall'Unione europea" (m. 1425).
Percorriamo un tratto in salita e proseguiamo con poca pendenza. Alcune radici degli alberi affiorano dal sentiero.
Superiamo un breve tratto in salita e saliamo un gradino di pietra (m. 1435).

Continuiamo con poca pendenza tra alberi più bassi e più radi.
Poco dopo rientriamo nella pineta (m. 1445).
Alla sinistra, a una diecina di metri dal sentiero, vediamo un torrente. Riprendiamo a salire (m. 1455).
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra seguito da una serpentina destra-sinistra (m. 1465).
Il sentiero si divide solo per aggirare il ceppo di un alberi tagliato (m. 1480).
Dopo una curva verso destra, la pendenza diventa abbastanza ripida (m. 1490).
Il sentiero si divide e subito si ricompone. Proseguiamo con poca pendenza.
In basso alla sinistra vediamo il letto di un torrente in secca (m. 1500).
Riprendiamo a salire.

Quasi in piano, presso un tornante sinistrorso, guadiamo un torrente (m. 1520).
Proseguiamo in salita camminando su delle radici che affiorano dal sentiero.

Il sentiero si divide e i segnavia indicano, a sinistra: X - Piazzoli - Incr. 113, Sparavera, Mezzoldo h. 3.30; con un tornante destrorso: sentiero 135, Gambetta; dietro: P. dell'Acqua. Andiamo a destra (m. 1525).
Dopo un tratto con poca pendenza continuiamo in salita. Ora è in basso a destra che vediamo il letto del torrente.

Ad una biforcazione teniamo la sinistra in quanto il sentiero alla destra è parzialmente franato. Dopo una ventina di metri i due sentieri si riuniscono.
Aggiriamo un alberello (m. 1540).
Superiamo due curve sinistra-destra vicine tra loro (m. 1550).
In leggera salita, presso due curve sinistra-destra, lasciamo a sinistra uno dei formicai che abbiamo trovato lungo il cammino, alcuni a lato del sentiero e altri a qualche metro di distanza.
Percorriamo una curva verso destra.
Riprendiamo a salire. Il sentiero si divide in due tracce parallele.
Vediamo il segnavia 135 a bandierina su di una pietra (m. 1580). Percorriamo un tratto con poca pendenza ed uno in salita.

Passiamo accanto ad un albero segato in modo da formare una rudimentale sedia (m. 1595).
Il sentiero piega leggermente a sinistra e continua in modo abbastanza ripido.
Lasciamo a destra un grande formicaio (m. 1610) e, poco dopo, uno più piccolo (m. 1620).
Ora i pini sono molto più radi e sono attorniati da zone erbose.
Troviamo un paletto di legno con tre strisce di colore rosso-bianco-rosso (m. 1630).
In leggera salita arriviamo al secondo (m. 1635).

Poco dopo raggiungiamo una palina con alcune indicazioni, a destra con il sentiero 113: Cà San Marco a ore 1; a sinistra con il sentiero 113: Mezzoldo  - loc. Soliva; dietro con il sentiero 135: Ponte dell'Acqua. Le ignoriamo e proseguiamo diritto tra l'erba verso l'Alpe Gambetta, già visibile poco più avanti.
Non ci avviciniamo ai due edifici dell'alpeggio ma ci teniamo circa 70 metri alla loro sinistra e raggiungiamo un traliccio dove un cartello indica a sinistra: Cantedoldo. Qui, con un tornante sinistrorso, prendiamo una sterrata che inizia scendendo, in modo abbastanza ripido, tra i pini.

Poi la pendenza diminuisce un poco (m. 1620).
Attraversiamo una radura.
Alla destra troviamo un casello dell'acquedotto (m. 1600).
Subito dopo ignoriamo la stradina che va a raggiungerlo e percorriamo una semicurva verso sinistra.

La sterrata si riduce a sentiero (m. 1590).
Continuiamo attorniati dai prati.
Quasi in piano attraversiamo il ruscelletto che esce da una pozza (m. 1580).
Proseguiamo in leggera discesa.

Rientriamo nella pineta. Il sentiero qui è diviso in due tracce parallele (m. 1565).
Subito dopo il sentiero diventa una stradina sterrata. Percorriamo una curva verso destra e risbuchiamo nei prati.
Superiamo una semicurva verso destra e proseguiamo con un sentiero diviso in più tracce.

Presso un tornante sinistrorso lasciamo a destra una fontana con vasca abbeveratoio e un baitello.
Proseguiamo in leggera discesa. Davanti, più in alto, vediamo una baita.
Quasi in piano superiamo una semicurva verso destra.
Passiamo accanto ad una grande pietra quadrata.
In basso alla destra vediamo una baita e un rudere.
Superiamo una semicurva verso sinistra.

Poco dopo, davanti, più in basso tra gli alberi, vediamo la casera dell'Alpe Cantedoldo.
Raggiungiamo il lungo stallone e la fontana con due vasche abbeveratoio dell'alpeggio (m. 1545).
Proseguiamo diritto in discesa con una sterrata attraversata da alcune canaline di legno per lo scolo dell'acqua.
Percorriamo una curva verso sinistra ed una verso destra (m. 1535).
Attraversiamo il letto in cemento e pietre di un torrente che troviamo asciutto.
Dopo un tratto quasi in piano, in leggera discesa superiamo una semicurva verso destra.
Alla destra vediamo la casera tra gli alberi.

Arriviamo ad un bivio (m. 1520). I segnavia indicano a sinistra il rifugio e a destra la casera. Due cartelli con il fondo marrone informano che siamo nel Parco delle Orobie Bergamasche - Valtorta e Valmoresca. Andiamo a sinistra, in leggera discesa.
In alto alla sinistra vediamo un baitello.
Superiamo una semicurva verso sinistra e cominciamo a vedere il rifugio.
Percorriamo un tornante destrorso molto ampio al termine del quale, quasi in piano, raggiungiamo il Rifugio Alpe Cantedoldo (m. 1500).

Tempo impiegato: ore 1.25 - Dislivello: m. 380 - 140
Data escursione: giugno 2021
 
Secondo itinerario: dal tornante n. 10 della SP9 che sale al Passo San Marco
Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna (km. 38) dove lasciamo a destra la provinciale 2 per Foppolo e continuiamo sulla sinistra con la provinciale 1.
Attraversata Mezzoldo, la strada diventa la provinciale 9.
Al km 52.5 in località Ponte dell'Acqua, troviamo alla sinistra il laghetto artificiale e l'inizio del sentiero descritto nel primo itinerario.
Proseguendo con la provinciale, lasciamo a destra il Rifugio Madonna delle Nevi e iniziamo a salire verso il Passo San Marco.

Parcheggiamo la macchina all'interno del tornante n. 10, alla destra della strada, mentre dall'altro lato prende avvio il sentiero, quasi interamente in discesa, che conduce al rifugio. I segnavia indicano: Cola di Ancogno Vago 1759 m; a sinistra con il sentiero 113: Casera Gambetta a ore 0.40, Dosso Gambetta a ore 0.50, Alpe Cantedoldo a ore 1.00/1.20, Mezzoldo a ore 2, Averara a ore 2.30; a sinistra con il sentiero 135: Ponte dell'Acqua a ore 1.40. Altri cartelli segnalano la Via Priula e il Parco Regionale Orobie Bergamasche Valtorta e Valmoresca (m. 1765).

Il percorso inizia con un breve tratto in discesa su cemento con il quale raggiungiamo la casera (targa: Casera Alpe Aga 1759 m).
Continuiamo verso sinistra, quasi in piano su sterrato, lasciando a destra la casera e due fontane con vasche in cemento. I segnavia indicano con il sentiero 114 che scende a sinistra: Ponte dell'Acqua a ore 1, Via Priula.
Poco dopo alla destra c'è una lunga stalla sulla quale altri segnavia indicano diritto con il sentiero 113: Gambetta, Rif. Cantedoldo, Averara.

Proseguiamo con un sentiero attorniato da prati (m. 1760). Alla sinistra poco sotto c'è un traliccio e, ancora più in basso, vediamo una malga.
Transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione.
Poco dopo lasciamo a destra un altro traliccio.
Continuiamo in leggera salita seguendo i cavi dell'alta tensione.
Passiamo su di una roccia che affiora dal sentiero (m. 1765).
Tra erba e arbusti, percorriamo due tratti in leggera discesa intervallati da uno quasi in piano.
Dopo un tratto in leggera salita, quasi in piano lasciamo a sinistra un traliccio.
Il sentiero si divide in due tracce parallele; quella alla destra scorre poco più in alto rispetto all'altra.

Alla destra troviamo una fontana-abbeveratoio con due vasche in cemento all'interno di una delle quali è stata inserita un'altra vasca in metallo (m. 1770).
Proseguiamo in salita. Le due tracce si uniscono.

Alla sinistra c'è un rudere. Un cartello informa che si tratta dei resti ci una "antica torre di avvistamento" (m. 1775).
Continuiamo in leggera salita e lasciamo a destra un traliccio (m. 1780).
Alla sinistra, in lontananza, vediamo un roccolo.

Cominciamo a scendere in modo abbastanza ripido. Transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione e lasciamo a sinistra un traliccio (m. 1775).
Continuiamo in leggera discesa, tra erba e alberelli (m. 1760).
Passiamo tra due alberi.
Proseguiamo in lievissima discesa, con delle serpentine appena accennate, attorniati dai prati (m. 1740).
Superiamo due semicurve sinistra-destra
Percorriamo un breve tratto quasi in piano (m. 1735).

In leggera salita superiamo una semicurva verso sinistra e torniamo tra i larici.
Camminiamo su di una pietra e scavalchiamo un tubo nero che affiora dal terreno.
Passiamo tra due massi.
Percorriamo un tratto in salita camminando su pietre lisce.
Continuiamo quasi in piano su sterrato (m. 1745).

Terminati gli alberi, attorniati dall'erba percorriamo una curva verso sinistra molto ampia all'inizio della quale, poco sopra alla destra, c'è un baitello. Il sentiero si scompone in due tracce; quella alla destra scorre un poco più in alto.
Proseguiamo attorniati da arbusti. Transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione e lasciamo a sinistra un traliccio. Su di una pietra vediamo una freccia rossa con le punte che indicano le due direzioni.
Percorriamo una curva verso destra molto ampia.

Continuiamo in leggera discesa attorniati da erba, arbusti e alberelli. Sul fondovalle, in basso alla sinistra, vediamo il Rifugio Madonna delle Nevi.
Proseguiamo tra i prati. Poco sotto ci sono le due vecchie costruzioni della Casera del Dosso. Sopra i loro tetti, in lontananza, vediamo il Monte Cavallo alla cui sinistra c'è il Passo di San Simone.
Poco dopo, alla sinistra, troviamo una tripla vasca-abbeveratoio in cemento, una pozza e un paletto con i bolli (m. 1730).
Il sentiero piega leggermente verso destra.
Di tanto in tanto troviamo un bollo bianco e rosso.

Proseguiamo in discesa, tra l'erba, con il sentiero diviso in più tracce parallele.
Continuiamo in leggera discesa (m. 1715).

Lasciamo a sinistra un piccolo traliccio di ferro, un palo di legno con tre strisce di colore rosso-bianco-rosso e un cartello che indica Cantedoldo a ore 0.40. Guardando in basso a sinistra, vediamo la pozza dell'Alpe Gambetta mentre la baita e la stalla dell'alpeggio situate poco più a destra sono nascoste dagli alberi (m. 1700).

Riunitesi le tracce di sentiero, percorriamo un tornante sinistrorso tra l'erba lasciando a destra un rudere e una lunga vasca-abbeveratoio in cemento situata accanto a delle rocce (m. 1680). I segnavia indicano il Rifugio Alpe Cantedoldo.
Dopo il tornante continuiamo diritto in leggera discesa tra l'erba seguendo tracce di sentiero (meglio che scendere ripidamente a destra direttamente verso l'Alpe Gambetta).

Raggiunta una pietra con i bolli giriamo a destra (m. 1665).
Scendiamo in modo abbastanza ripido con un sentiero tra l'erba e alcuni alberi.
Percorriamo una curva verso sinistra come indicato da un bollo e continuiamo in discesa con minore pendenza (m. 1655).
Poco dopo, seguendo tracce di sentiero, percorriamo un tornante destrorso tra qualche albero, erba e pietre.

Usciamo allo scoperto e raggiungiamo la pozza dell'Alpe Gambetta, alla destra della quale ci sono la stalla e la baita-casera dell'alpeggio (m. 1640).
Accanto alla baita c'è un piccolo traliccio di ferro. Un segnavia indica, attraversando il prato davanti all'edificio, il sent. 133 Variante Valmoresca - Averara.
Attraversato il prato, largo circa 70 metri, raggiungiamo un altro piccolo traliccio e un segnavia che indica il Rifugio Alpe Cantedoldo. Dalla sinistra arriva il sentiero del primo itinerario.
Qui, con un tornante sinistrorso, prendiamo una sterrata che inizia scendendo tra i pini in modo abbastanza ripido e proseguiamo come precedentemente descritto fino al rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.15 - Dislivello: m. 30 -295
Data escursione: settembre 2021

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:







Dati del Rifugio Alpe Cantedoldo

Altezza:
m. 1500
Gruppo:
Val Brembana
Ubicazione:
Cantedoldo
Comune:
Averara - BG
Carta Kompass:
105 - D4
Coordinate Geo:
46°00'37.80"N
9°38'39.40"E
Gestore:
Pierpaolo Ronzoni
Telefono gestore:
333 4569527
Telefono rifugio:
-
Posti letto:
8
Apertura:
periodo estivo
Pagina aggiornata
il: 29/09/2021
Il Rifugio Alpe Cantedoldo Primo itinerario - partiamo dal Laghetto artificiale di Ponte dell'Acqua Passiamo sotto alla condotta Il sentiero nella pineta Uno dei formicai che abbiamo trovato Una sedia ricavata da un albero Segnavia elaborati. Proseguiamo diritto ... ... verso la già visibile Alpe Gambetta ... ... davanti alla quale pascolano dei cavalli ... ... ci teniamo 70 metri a sinistra dei due edifici e raggiungiamo un traliccio ... ... dove viene indicata Cantedoldo con una sterrata che scende a sinistra ... Vediamo una baita nei prati in basso alla destra Alpe Cantedoldo - stallone Alpe Cantedoldo - vasche abbeveratoio Alpe Cantedoldo - casera Ultima curva Postazione per grigliate Il retro del rifugio Secondo itinerario - partiamo dalla casera al 10° tornante Ruderi di un'antica torre di avvistamento Passo di S. Simone, M. Cavallo e Casera del Dosso La grande vasca abbeveratoio a monte dell'Alpe Gambetta Baita/casera Alpe Gambetta Particolare Insegna del rifugio

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