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Il rifugio è ricavato all'interno del santuario che sorge sotto la boscosa cima del M. San Emiliano, con bella vista sulla Val Trompia.
La data di costruzione della chiesa e dell'annesso romitorio di S. Emiliano non è certa ma una targa murata all'esterno dell'edificio farebbe pensare al XIII
secolo. Certamente in questa zona il culto di S. Emiliano, legato a quello di S. Tirso e Santa Cecilia, è di antica data.
Itinerario da Lumezzane Pieve (sentiero 262+260)
Lasciamo l'autostrada A4 all'uscita di Ospitaletto (BS) e, seguendo le indicazioni per la Val Trompia, prendiamo la provinciale contrassegnata sia come SP 345
che come SP 19.
Superato il ponte sul Mella, giriamo a sinistra. La strada si chiama ancora SP 345. Dopo aver superato Concesio arriviamo a Sarezzo.
Giriamo a destra verso Lumezzane (Via Antonini). Più avanti prendiamo a sinistra Via San Antonio che sale con alcuni tornanti e poi diventa Via Kolbe.
Successivamente giriamo a sinistra in ripida salita e, alla fine della strada, a destra sempre in salita.
Prendiamo poi sulla sinistra Via Don Zubbiani, una strada con il fondo in cemento.
Dopo 3 km, sulla destra troviamo un parcheggio e la stradina che sale verso l'Osservatorio. I segnavia indicano diritto: sentiero 362, Corna Sonclino a ore
1.50, Località Grassi a ore 0.50; a destra: sentiero 363, Corna Sonclino a ore 1.30, Chiesa San Bernardo, Osservatorio Serafino Zani.
Possiamo lasciare la macchina in questo punto (m. 770) oppure proseguire diritto per altri cinquecento metri fino a trovare uno slargo sulla destra che
rappresenta l'ultima possibilità di parcheggio (m. 800).
In questo punto, sulla destra, si staccano due stradine in salita; la prima che retrocede e l'altra, chiusa da una sbarra poco più avanti, che prosegue per San
Apolonio e il Corno Sonclino. Dobbiamo ignorarle entrambe e proseguire a piedi lungo la strada, seguendo i bolli rossi e bianchi.
Attorniati dal bosco, superiamo due curve e arriviamo al termine della strada dove troviamo un bivio. I segnavia indicano: Località Giori m. 820; a sinistra:
sentiero 362, Località Grassi a ore 0.30, Corna Sonclino a ore 1.45, Tratto di collegamento al Sentiero della Resistenza 122a Brigata Garibaldi. A destra una
stradina sale verso una casa. Prediamo il sentiero a sinistra.
Subito arriviamo ad un bivio e andiamo a sinistra, quasi in piano, circondati da piccoli alberi.
Poco dopo troviamo sulla destra una cappella contenente la statua di una madonna con bambino.
Percorriamo pochi passi in discesa a zig-zag e poi continuiamo in salita. In questo punto in alto c'è un cavo che scorre parallelo al sentiero.
Il percorso procede alternando tratti in piano ad altri in lieve salita o discesa; mediamente rimaniamo sempre alla stessa quota (m. 850).
Troviamo un bivio e, seguendo i bolli, andiamo a sinistra.
Poco dopo ne troviamo un altro. Qui il sentiero si divide ma poco dopo torna ad unirsi; è pertanto indifferente prendere l'una o l'altra traccia.
Pochi passi in leggera discesa ci portano ad una roccia che lasciamo sulla destra.
Ignoriamo un sentiero che scende alla sinistra verso il torrente Redocla.
Poco più avanti troviamo una sorgente sulla destra, un poco più in alto. L'acqua esce da un tubicino e tramite un tubo giallo scende al sentiero.
Poi guadiamo il torrente, verso sinistra. Vi troviamo poca acqua e quindi lo attraversiamo senza problemi.
Dopo una breve salita, continuiamo con minore pendenza e poi saliamo alcuni rudimentali gradini.
Raggiungiamo un incrocio (m. 875). I segnavia indicano diritto: Corna Sonclino a ore 1.35 (sentiero 362); a sinistra: Valle di Sarezzo a ore 1 (sentiero 359);
dietro: Lumezzane a ore 0.55 (sentiero 362). Andiamo avanti seguendo il torrente dapprima in leggera salita e poi con maggiore pendenza. Il sentiero si divide
in due tracce parallele.
Incrociamo un altro sentiero e proseguiamo seguendo i bolli.
Poco dopo, una breve deviazione sulla destra porta ad un piccolo slargo dove ci sono un altare e una statua del Sacro Cuore (m. 910).
Ripreso il cammino con ben poca pendenza, ignoriamo un sentiero sulla sinistra.
Dopo una curva, vediamo una casa tra i prati, sulla destra oltre un valloncello.
Usciamo dal bosco. Sulla sinistra c'è una recinzione al cui interno vediamo due baite e una madonnina nell'incavo di un albero. Alla destra ci sono dei prati.
Seguiamo la recinzione e arriviamo ad un incrocio con vari sentieri. I segnavia indicano: Località Grassi (m. 952); a sinistra: S. Emiliano a ore 0.20, Gardone
a ore 2.20 (sentiero 360); diritto: Marcheno a ore 1.15 (sentiero 361); a destra: Corna Sonclino a ore 1.15 (sentiero 362); dietro: Lumezzane Pieve a ore 1.10
(sentiero 362), Val di Sarezzo a ore 1.20 (sentiero 359). In alto a destra è visibile una baita.
Lasciamo pertanto il sentiero 362 e andiamo a sinistra con il 360.
Tra alcuni alberelli arriviamo ad un piccolo slargo dove c'è un bivio ed un segnavia poco chiaro dipinto su una pietra che sembra indicare i numeri 360/366.
Andiamo a sinistra, a mezza costa in salita, tra erba e cespugli. In alto tra gli alberi riusciamo ad intravedere la bianca sagoma del santuario.
Dopo un tratto in piano e una breve salita, continuiamo con poca pendenza. Superiamo un gruppo di alberi. In alto davanti vediamo una casa (m. 1005).
Alterniamo altri tratti dentro e fuori dagli alberi. Il sentiero si divide ma subito torna a riunirsi.
Ad un bivio andiamo a sinistra (m. 1030).
Torniamo a salire su fondo roccioso. Poi, nuovamente su sterrato, ignoriamo un sentiero che arriva dalla destra.
Dopo un tratto con poca pendenza, in salita arriviamo ad un altro bivio (m. 1060). Qui i segnavia indicano diritto: S. Emiliano a ore 0.10, Gardone a ore 2.05
(sentiero 360); a sinistra : Valle di Sarezzo a ore 1.15 (sentiero 359); dietro: Forcella Vandeno a ore 0.15 (sentiero 360), Corna di Sonclino a ore 1.30
(sentiero 360-362).
Poco dopo ignoriamo un altro sentiero che scende a sinistra.
Percorriamo un tratto quasi in piano. In alto a destra, tra gli alberi, vediamo il santuario.
Torniamo a salire. Il sentiero si sdoppia e andiamo a sinistra verso un cassottello di legno.
Salendo alcuni gradini di cemento lo raggiungiamo. Alla sinistra il panorama spazia sulla sottostante vallata.
Giriamo a destra e con pochi passi arriviamo alla meta.
Tempo impiegato: ore 1.10 - Dislivello: m. 302
Data escursione: giugno 2010
Per saperne di più:
Pagina della Rivista "Voce Valtrompia" Scarica il volantino in PDF.
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