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Il Rifugio San Lucio è situato presso l'omonimo passo (m. 1542) che collega la Val Cavargna con la ticinese Val Colla. E' stato ricavato, nell'anno 2000, dalla ristrutturazione di una ex caserma delle Fiamme Gialle come ricorda una targa sulla facciata dell'edificio. Al passo troviamo anche la magnifica chiesetta di San Lucio, antico oratorio romanico del XV secolo. Pochi metri più sotto, in territorio elvetico c'è un altro rifugio, la Capanna San Lucio, aperta tutti i fine settimana (tel. 0041.91.9434873). Molto bello il panorama su entrambi i fronti. A est possiamo ammirare le Grigne, la Grona e la dorsale che va dal Bregagno al Pizzo di Gino, dietro la quale spunta la cima del Legnone; mentre ad ovest lo sguardo spazia su innumerevoli cime delle Alpi Svizzere. Primo itinerario: da Buggiolo (località Dasio) Località di partenza della nostra escursione è Dasio (m. 1104), località del paese di Bùggiolo che possiamo raggiungere sia con la provinciale n. 10 della Val Cavargna che con la n. 11 della Val di Rezzo. Con la statale 340 Regina seguiamo il Lago di Como fino a Menaggio. All'uscita dalla galleria continuiamo poi, sempre con la stessa statale, verso Porlezza. Superata la frazione di Croce ed il comune di Grandola ed Uniti, verso il km. 39 della statale troviamo sulla destra l'inizio della provinciale 10 con la quale arriviamo a Carlazzo. Ad un bivio andiamo a destra (cartello Val Cavargna) e successivamente superiamo Cusino, San Bartolomeo, San Nazaro e Segalè frazione di Cavargna. Giunti ad un bivio, lasciamo a destra la strada che sale a Cavargna e continuiamo diritto con una stretta stradina (cartello: San Lucio, Garzirola, Val Rezzo) fino ad arrivare ad una caserma ormai in rovina di fronte alla quale parte la stradina, chiusa al traffico, che sale al rifugio. In alternativa possiamo continuare con la statale fino al km. 43 dove, all'inizio di Porlezza, prendiamo sulla destra la provinciale 11 della Val di Rezzo. Dopo aver superato Pragno, Corrido e Molzano, la strada continua più stretta, lungo il lato destro della valle. Giunti a Bùggiolo troviamo un bivio; trascurata la diramazione di sinistra che prosegue fino a Seghebbia, continuiamo verso destra in direzione della Val Cavargna. Con alcuni ripidi e stretti tornanti arriviamo a Dasio di fronte alla provinciale 10 che arriva da Cavargna e accanto ai ruderi della caserma. Parcheggiamo la macchina accanto a una fontana. Alcuni segnavia indicano il Rifugio S. Lucio a ore 1.10, il Rifugio Garzirola a ore 2.10 e la Bocchetta di S. Bernardo a ore 1.45. Saliamo con poca pendenza. Il fondo è in cemento. In alto già vediamo in lontananza la chiesetta della Madonna del Cepp che raggiungeremo più avanti mentre sulla sinistra più in basso ci sono le case di Seghebbia. Superato un tornante (m. 1145), proseguiamo su fondo sterrato. Attorno ci sono parecchi cespugli di agrifoglio. Anche il successivo tornante ha il fondo in cemento, ma subito dopo la stradina torna ad essere sterrata. (Questi due tornanti possono essere tagliati con un sentiero che si stacca ripido a sinistra e sale tra le ginestre). Più avanti, dopo aver ignorato una stradina che sale a destra, superiamo un esile ruscello con un bel ponte in pietra (m. 1200). Un piccolo segnavia indica il Rifugio Garzirola. Dopo il ponte, la strada continua con il fondo in cemento ed attraversa un bosco di faggi che, dopo un ripido tornante, lasciano il posto alle betulle. Continua poi con minore pendenza e, presso un tornante sotto la chiesetta, ridiventa sterrata (m. 1300). Superato un altro tornante con fondo in cemento, continuiamo su sterrato e raggiungiamo la chiesetta dedicata alla Madonna del Cepp (m. 1330). La chiesa presenta delle decorazioni naif sulla porta ed ha un bel campanile rotondo. All'interno, oltre all'immagine della Madonna, ci sono due statue raffiguranti angeli custodi. Sulla sinistra c'è una piccola area pic-nic con un tavolone e relative panche in legno all'ombra di due faggi. Sull'altro lato della stradina invece, c'è una fontana con abbeveratoio. Poco più avanti, da sinistra sale il sentiero n. 3 delle Quattro Valli e si immette nel nostro percorso. Proseguiamo il cammino con la stradina che, poco più avanti, torna ad avere il fondo in cemento e si inoltra in una faggeta. Alla fine del bosco, ignorata una stradina sulla destra, quasi in piano e nuovamente su sterrato, arriviamo ad un bivio non lontano da una casa (m. 1375). I segnavia indicano a sinistra il Rifugio Garzirola e a destra i Monti Colonè. Continuiamo a sinistra tra prati, cespugli di erica e ginestra. Superata un'altra faggeta, con un tratto su fondo in cemento arriviamo ad un bivio (m. 1460) dove proseguiamo con un tornante sulla destra e su fondo sterrato percorriamo un traversone a mezza costa. Troviamo poi un cartello di divieto di transito ed un piccolo parcheggio nel prato sulla destra (m. 1510). Dopo una curva a sinistra, cominciamo a vedere il Rifugio e l'Oratorio di San Lucio. Percorso quest'ultimo tratto arriviamo al passo. Superata la chiesa, risaliamo il crinale dove passa la linea di confine e raggiungiamo il rifugio. Tempo impiegato ore 1.10 - Dislivello: m. 450 Data escursione: dicembre 2006 Variante invernale
Al bivio per i Monti Colonè, in caso di neve abbondante, il rifugista traccia con la motoslitta un percorso che prosegue diritto tra le due sterrate. Seguendolo, attraversiamo un gruppo di faggi e poi usciamo allo scoperto. Di tanto in tanto troviamo alcuni paletti che marcano il percorso. Superiamo un tratto molto ripido, poi la pendenza diminuisce un poco. Passiamo accanto ad un roccolo che troviamo sulla destra. Poi cominciamo a vedere l'oratorio di San Lucio e il rifugio. Infine torniamo ad immetterci sulla sterrata quando ormai siamo quasi arrivati. Data escursione: febbraio 2010 Secondo itinerario: da Certara (TI) Da Lugano, passando per Massagno, Belvedere, Canobbio, Sureggio e Lugaggia arriviamo a Tesserete dove imbocchiamo la strada della Val Colla. Seguendo il corso del fiume Cassarate prima alla sinistra e poi alla destra, superiamo Cagiallo, Oggio, Curtina e Molino. Prendiamo poi la deviazione sulla destra che porta a Certara dove lasciamo la macchina nel parcheggio che precede il piccolo abitato. Ci incamminiamo lungo la stradina asfaltata che entra in paese. La segnaletica indica: Certara m. 1000; Bogno a ore 0.35, Capanna San Lucio a ore 2, Cimadera a ore 1.10, Capanna Pairolo a ore 2.30. Seguendo la stradina asfaltata attraversiamo l'abitato quasi in piano. Poi, in leggera salita, arriviamo ad un tornante sinistrorso dove c'è una stradina che prosegue diritto. I segnavia indicano a sinistra: Bogno a ore 0.30, Capanna San Lucio a ore 2; diritto: Cimadera a ore 1.10, Capanna Poirolo a ore 2.30. Seguiamo la strada verso sinistra passando accanto ad una panchina. (m. 1015). Camminando dapprima in leggera salita e poi in leggera discesa, ritorniamo verso le case di Certara. Pertanto avremmo potuto evitare il tornante risalendo uno dei viottoli a gradini lastricati tra le case. Nei pressi di una fontana con vasca, troviamo una stradina, ancora asfaltata, che si stacca verso destra e che conduce, come indicato da un cartello, all' Alpe La Corte in ore 0.45 e alla Capanna San Lucio in ore 1.50. Prendiamo questa stradina in salita che termina poco più avanti. Tra le ultime case di Certara, saliamo alcuni gradini in cemento alla destra di una piccola roggia (m. 1025). Vediamo i primi segnavia a strisce orizzontali di colore bianco-rosso-bianco che ci accompagneranno lungo il cammino. Percorriamo poi un tratto incassato nel terreno circostante agevolati da alcuni gradini realizzati con tronchetti di legno. Lasciamo a destra un baitello. Entriamo nel bosco composto in prevalenza da faggi e da qualche castagno. Saliamo in modo abbastanza ripido e, seguendo una indicazione raffigurante un escursionista con lo zaino in spalla, ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra e proseguiamo diritto (m. 1055). Terminato il tratto incassato la pendenza diminuisce un poco. Alla destra c'è una rete metallica. Stiamo procedendo lungo il fianco sinistro della vallata. Sulla sinistra troviamo un rudere, seguito da altri due baitelli in pietra diroccati (m. 1100). Subito dopo, in leggera salita, arriviamo ad un bivio e, seguendo le indicazioni, prendiamo il sentiero di sinistra aggirando i ruderi. Più avanti ci immettiamo su un più ampio sentiero e, sempre seguendo le indicazioni andiamo a destra. In mezzo al percorso c'è una fontana con vasca (m. 1115). Poco dopo, presso un tornante sinistrorso, il solito segnavia indica di proseguire diritto con un sentiero (m. 1125). Passiamo alla destra di una casa e successivamente di un baitello in legno e troviamo un altro bivio. Seguendo le indicazioni, proseguiamo diritto in salita. In basso a destra tra i faggi vediamo tre vecchie costruzioni. Lasciamo a sinistra il rudere di un cassottello (m. 1140). Più avanti, camminando quasi in piano, in basso alla destra vediamo altre vecchie case e dei cassottelli (m. 1160). Raggiungiamo un bivio e, lasciato a destra il sentiero che scende alle case e a una fontana, ci teniamo sulla sinistra e torniamo a salire. Troviamo altre due case e un bivio (m. 1175). E' meglio proseguire verso destra ma, anche se andiamo a sinistra, poco dopo ci immettiamo comunque su un sterrata nei pressi di un altro bivio (m. 1185). Qui i segnavia indicano di continuare verso destra mentre a sinistra viene segnalata l'Alpe Cottino Agriturismo a ore 1.15. Dopo pochi passi in piano passiamo davanti ad una cascina che reca l'indicazione: "el barche de Santin". Alla destra, l'assenza di alberi consente una bella vista sulla vallata. Subito dopo, la solita indicazione ci invita a prendere il sentiero che sale a sinistra e rientra nella faggeta. Ben presto il percorso diventa abbastanza ripido. Il sentiero si divide ma solo per aggirare alcuni alberi, poi torna ad unirsi (m. 1215). La pendenza diminuisce. Saliamo due gradini di pietra (m. 1240). Più avanti in leggera salita ci immettiamo su un sentiero più ampio (m. 1265). In questo punto ci sono pochi alberi. Abbiamo due possibilità: a) attraversare l'ampio sentiero e proseguire diritto con un sentierino non segnalato tra l'erba. Questo sentiero non sempre è ben visibile comunque, di tanto in tanto, ci sono dei segnavia a bandierina dipinti sui massi. Saliamo in modo diritto fino ad immetterci su una sterrata (m. 1290). Qui alcuni segnavia indicano nella direzione dalla quale proveniamo: Certara a ore 0.30, Bogno a ore 1. b) seguire l'ampio sentiero verso sinistra. Con minore pendenza e con un giro un poco più lungo rispetto al sentiero, rientriamo nel bosco e ci immettiamo sulla sterrata (m. 1280). Andiamo a destra, superiamo un rivolo che passa in un tubo sotto alla sterrata e poco dopo troviamo il sentiero che sale da destra. Proseguiamo sulla sterrata e troviamo un altro rivolo che la attraversa passandole sotto. Subito dopo un sentiero sale a sinistra e i segnavia indicano in quella direzione la Capanna San Lucio a ore 1.10. Anche in questo caso possiamo scegliere tra due alternative: a) prendere il sentiero che sale nei prati lasciando a destra la pozza recintata e la casera dell'Alpe Corte Certara (m. 1300). Superato il solito segnavia che indica il percorso consigliato per gli escursionisti, la pendenza aumenta e, a volte senza tracce evidenti, saliamo in modo abbastanza ripido fino a riprendere la sterrata (m. 1355). b) proseguire lungo la sterrata passando poco più in basso dell'edificio dell'alpeggio sul quale un cartello informa che si vendono formaggini. Sul lato destro della stradina ci sono una panchina, una fontana con vasca e poco più avanti una tettoria. Poi la pendenza aumenta un poco e raggiungiamo un tornante sinistrorso dove verso destra si stacca un'altra stradina. I segnavia indicano a sinistra: Alpe Cottino a ore 0.40, Capanna San Lucio a ore 1; a destra: Bocchetta di San Bernardo m. 1615, Alpe Certara m. 1491. Proseguiamo verso sinistra aggirando l'alpeggio e ritrovando il sentiero che si innesta dalla sinistra (m. 1355). La sterrata prosegue dapprima in leggera salita e poi quasi in piano (m. 1370). In questo punto, in alto a sinistra oltre la vallata, possiamo vedere i due rifugi ancora lontani; quello italiano sul crinale e quello elvetico poco più sotto. Dopo un tratto in leggera discesa, troviamo sulla destra un manufatto in cemento di un acquedotto. Proseguiamo in leggera salita. Un rivolo scorre attraverso un tubo sotto la sterrata. Presso un tornante sinistrorso un torrente scende dalla destra e anch'esso passa sotto alla sterrata (m. 1400). Proseguiamo quasi in piano. Un cartello, rivolto verso coloro che provengono in senso contrario, avverte che il transito è consentito solo ai mezzi autorizzati (multa fr. 100). Un rivolo attraversa la strada passandoci sotto. Proseguiamo in leggera salita. Un altro rivolo passa sotto alla sterrata. Presso una curva a sinistra un torrentello scende dalla destra. Anch'esso attraversa la sterrata passandoci sotto. Siamo arrivati in fondo alla vallata ed ora iniziamo ad aggirarne la testata (m. 1400). Da questo punto in avanti fino al prossimo bivio, sono parecchi i rivoli e ruscelletti che scendono dalla montagna alla nostra destra e attraversano la sterrata passandoci sotto attraverso dei tubi. Dopo una curva verso sinistra (m. 1440) troviamo delle canaline metalliche per lo scolo dell'acqua. Percorriamo un'altra curva a sinistra con il solito torrentello che scende dalla destra (m. 1465). Continuiamo in piano e superiamo un'altra curva verso sinistra all'esterno della quale, anche questa volta, scende un piccolo torrente. Raggiungiamo un bivio all'interno del quale ci sono una bacheca e ad una panchina in legno (m. 1465). I segnavia indicano a destra la Capanna San Lucio a 10 minuti e a sinistra un percorso ciclabile che porta a Signora. Andiamo a destra in salita e percorriamo un ampio tornante destrorso mentre, in alto e per poco, torniamo a vedere il Rifugio San Lucio. Gli alberi sono diventati radi e saliamo circondati dai prati. Al successivo tornante destrorso, un sentiero si stacca a sinistra (m. 1500). I segnavia indicano a sinistra: Alpe Cottino a 5 minuti; a destra: Capanna San Lucio a 5 minuti. Saliamo in modo abbastanza ripido con altri tornanti. Poi torniamo a vedere il Rifugio San Lucio. La Capanna invece la vediamo solo quando oramai la abbiamo raggiunta. Le passiamo davanti costeggiandone la recinzione e poi, salendo alcuni gradini di legno la raggiungiamo (m. 1541). Ancora pochi passi tra l'erba e arriviamo sul prativo e ampio crinale dove passa la linea di confine. Davanti c'è l'Oratorio di San Lucio. Giriamo a sinistra e in salita percorriamo gli ultimi metri che ci separano dal rifugio. Tempo impiegato ore 1.45 - Dislivello: m. 554 Data escursione: novembre 2010 |
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ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
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![]() Altezza: m. 1554 Gruppo: Monti Lariani Ubicazione: Passo S. Lucio Comune: Cavargna - CO Carta Kompass: 91 B3 Coordinate Geo: 46°05'13.30"N 9°05'23.50"E Gestore: Rodrigo srl Telefono gestore: 0344 42290 Telefono rifugio: 335 476129 Posti letto: 44 Apertura: estate e weekend Pagina aggiornata il: 19/11/2010 |
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Il Rifugio San Lucio La Capanna San Lucio L'Oratorio di San Lucio La chiesetta della Madonna del Cepp Vasca accanto alla chiesetta Arrivo a San Lucio Il Rifugio e il Monte Garzirola Panorama Pozza accanto al rifugio |
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I RIFUGI E I BIVACCHI DELLE VALLI LARIANE: Alp de Volt - Alpe di Colonno - Alpetto di Torno - Alpe Vecchio - Avert Darengo - Bellano - Binate - Boffalora - Bolettone - Bugone - Cacciatori - Como - Consiglieri - Cristè - Croce di Campo - Falco - Garzirola - Giuseppe e Bruno - Il Giovo - Mara - Martina - Menaggio - Monte Tesoro - Mottafoiada - Murelli - Orimento - Patrizi - Pianezza - Pian Sciresa - Prabello - Riella - Roccoli Lorla - S. Jorio - S. Lucio - SEV Pianezzo - Silvestri - Sommafiume - Terz' Alpe - Venini - Vincino. | |