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L'antico borgo di Frasnedo in Val dei Ratti, è tuttora raggiungibile solo a piedi.
Il rifugio invece è una recente costruzione (inaugurato nel 2010) ed è situato nella parte alta dell'abitato, ultima casa verso destra.
Primo itinerario: da Motta di Verceia
Con la s.s. 36 arriviamo fino a Verceia. Al km 103, dopo il ponte sul torrente Ratti e prima di arrivare alla stazione ferroviaria, giriamo a destra in via Serto.
Incrociamo poi Via San Francesco e proseguiamo diritto in Via Vico (qui alcuni cartelli indicano la Val dei Ratti). Poco dopo troviamo sulla destra l'inizio della mulattiera.
Continuiamo però con la strada, un po' stretta ma sempre asfaltata, incrociando varie volte la mulattiera.
Attualmente (ottobre 2010) la strada termina a quota m. 630 ma è in costruzione il prolungamento fino alla "Palazzina".
Un cartello indica la Valle dei Ratti. Lasciata la macchina e, ammirato il bel panorama sul sottostante Lago di Mezzola, imbocchiamo la mulattiera che inizia
con dei gradini in granito e sale nel bosco tra castagni e betulle.
Troviamo un rivolo che scende scorrendo sulle rocce alla sinistra.
Poi, in modo abbastanza ripido, risaliamo altri gradini.
Per la prima volta attraversiamo la strada sterrata in costruzione e riprendiamo la mulattiera (m. 670).
In alto a sinistra vediamo una cappellina. La mulattiera la aggira sulla destra senza avvicinarsi. Possiamo però prendere una scorciatoia che taglia il tornante
e salire direttamente in modo da passarle accanto.
Poi il percorso si divide ma solo per aggirare un castagno.
Saliamo con alcune serpentine in modo abbastanza ripido e ignoriamo un sentiero che si stacca sulla destra.
Superato un tornante destrorso troviamo altri gradini di pietra. Poi la pendenza diminuisce ma, superato un altro tornante, riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido.
Ci immettiamo per la seconda volta sulla sterrata (m. 710) e in leggera salita la seguiamo verso destra fino ad un tornante sinistrorso dove riprendiamo la mulattiera.
Saliamo in modo abbastanza ripido fino a ritrovare la sterrata (m. 745).
Anche questa volta la seguiamo in leggera salita verso destra.
Un centinaio di metri dopo aver superato un tornante sinistrorso riprendiamo la mulattiera che sale a destra.
All'esterno di un tornante destrorso troviamo un vecchio castagno, praticamente vuoto all'interno; sembra che sia rimasta solo la corteccia. Altri ne troveremo in seguito.
Poi, con maggiore pendenza, raggiungiamo per la quarta volta la sterrata (m. 775). La attraversiamo in diagonale verso sinistra e riprendiamo la mulattiera.
Vediamo altri esemplari di castagni secolari. Poi giriamo a destra e raggiungiamo uno spiazzo con vari tavoli in cemento e panche in legno.
Poco più in alto ci sono una cappellina con un affresco raffigurante una madonna e un portico con un camino e un tavolo. Sulla parete alla destra è stata
dipinta una "Preghiera dell'Alpino". Più a destra c'è una fontana con vasca. Dietro c'è una tettoia e sulla destra una costruzione che dovrebbe fungere da bar
(m. 815).
In leggera salita superiamo questa area pic-nic e proseguiamo verso destra passando accanto ad una presa d'acqua utile in caso di un eventuale incendio. Sulla
sinistra c'è anche un masso con quattro piccolo croci.
Riprendiamo a salire. In questo punto la mulattiera è più larga e presenta alcuni alti gradini.
Attraversiamo una zona con molte betulle. Saliamo altri gradini di pietra e ritroviamo i castagni, uno dei quali nel mezzo del cammino (m. 850).
Percorriamo un tratto quasi pianeggiante. In alto a sinistra tra gli alberi vediamo una casa.
Continuiamo in salita e poi, con minore pendenza, raggiungiamo il Tracciolino (m. 912).
Vari segnavia indicano diritto la prosecuzione della mulattiera della Valle dei Ratti che sale verso Frasnedo, il Rifugio Volta e il Bivacco Primàlpia. Seguendo
invece il Tracciolino, interamente pianeggiante, possiamo andare a destra, dove termina presso la diga Moledana (vedi il secondo itinerario), oppure a sinistra
verso San Giorgio e la Val Codera.
Attraversato il Tracciolino, proseguiamo diritto, dapprima in leggera salita e poi con maggiore pendenza.
Troviamo delle canaline di scolo in legno che attraversano il percorso.
Percorriamo due tornanti ravvicinati, il primo dei quali verso sinistra (m. 935).
Alla sinistra c'è una zona recintata con una rete. Subito dopo troviamo una nicchia con una foto a ricordo di una persona deceduta.
Proseguiamo quasi in piano tra alberi radi. In alto a sinistra vediamo le case di Casten e in basso a destra una cascata.
Continuiamo in salita ma con poca pendenza e troviamo un'altra piccola croce sopra una masso. Dalla destra sale un sentiero.
Dopo un tratto con delle protezioni alla destra arriviamo ad un bivio (m. 960). Un cartello recita: "Benvenuti a Casctan fraz. d'Europa".
Lasciamo a sinistra la mulattiera che conduce verso le case e proseguiamo diritto con ripide serpentine.
Arriviamo ad un punto pianeggiante (m. 975) dove troviamo un sentiero che si stacca verso sinistra, un altro che sale da destra, un rudimentale tavolo con
alcuni sgabelli e una vasca in pietra con dell'acqua per abbeverare gli animali. Un cartello la definisce come "Bait, trogolo del XVI secolo?". Ci
sono anche un cartello raffigurante un aquila in un triangolo rovesciato e un piccolo scavo nella montagna.
Due passi più avanti troviamo un grande castagno.
Proseguiamo in salita nel bosco. Ora i castagni hanno lasciato il posto ai noccioli e alle betulle.
Percorriamo pochi passi in piano poi, in leggera salita, raggiungiamo una cappella posta sul lato destro della mulattiera (m. 1000). La cappella contiene un
affresco raffigurante una madonna con bambino. All'esterno della parete di destra è stata dipinta una poesia dialettale dal titolo: "Vegia capela de la Val d'Infern".
Subito dopo la mulattiera gira a sinistra. Camminiamo in piano con un muro di contenimento alla sinistra, poi torniamo a salire. Ora il rinforzo è alla destra, in basso.
Troviamo un'altra piccola croce su di un masso (m. 1020).
Quasi in piano arriviamo ad un bivio. Delle scritte su un masso indicano a destra Moledana. Poco dopo altre scritte su dei cartelli indicano diritto Frasnedo e a
destra Moledana e Corveggia. In basso a destra vediamo la Diga di Moledana. Alla destra ci sono delle protezioni realizzate con pali metallici che reggono due funi.
Proseguiamo in salita con alcuni zig-zag. Un segnavia indica che ci troviamo sul Sentiero Italia.
Saliamo vari gradini di pietra e passiamo sotto due fili.
La pendenza aumenta. Circondati dai noccioli, risaliamo altri gradini in pietra.
Dopo un tornante sinistrorso la pendenza diminuisce un poco (m. 1075).
Lasciamo a sinistra una fontana con vasca in cemento (m. 1090).
Troviamo poi un'altra crocetta sulla sinistra e delle robuste protezioni alla destra.
Saliamo altri rudimentali gradini di pietra.
Alterniamo due tratti quasi in piano ad una lieve salita e torniamo a salire con altri gradini, inizialmente anche con una corta protezione di legno verso destra.
Alla sinistra c'è una liscia parete. Proseguiamo quasi in piano e poi riprendiamo a salire. Troviamo un'altra corta protezione alla destra. Camminiamo tra noccioli e betulle.
Su fondo roccioso percorriamo pochi passi dapprima in piano e poi in salita (m. 1140).
Dopo un tratto con poca pendenza percorriamo un tornante sinistrorso con gradini e poi uno destrorso tra i noccioli.
Superiamo altri due corti tornanti ravvicinati e proseguiamo in leggera salita tra noccioli e betulle.
Poi riprendiamo a salire con altri rudimentali gradini di pietra.
Attraversiamo una zona dove ci sono pochi alberi, passando sotto i cavi dell'alta tensione. Un rivolo attraversa la mulattiera. In alto a sinistra vediamo una casa (m. 1180).
Rientriamo nel bosco. Un altro rivolo attraversa la mulattiera passando sotto le pietre.
Superiamo in salita un tratto fangoso. Attorno ci sono dei paletti di legno.
Percorriamo pochi passi in piano. In basso a destra c'è una recinzione.
Saliamo dei gradini e poi giriamo a destra mente un piccolo torrente passa sotto al percorso (m. 1190).
Superiamo altri gradini; alla sinistra c'è un prato e alla destra il bosco.
Percorriamo una curva verso sinistra all'esterno della quale c'è una rete verde.
Usciamo dal bosco. Ai lati della mulattiera ora ci sono due file di grosse pietre. In alto vediamo una santella e le case di Frasnedo.
Per un tratto, alla destra scorre un rivolo. Poi la mulattiera gira a sinistra.
Troviamo un'altra croce su un masso e raggiungiamo la santella che contiene un quadro raffigurante una madonna con bambino (m. 1230).
Proseguendo tra le due file di pietre, ora più grandi, raggiungiamo Frasnedo. Sulla prima casa leggiamo la scritta: "Frasnedo, comune di Verceia" (m. 1235).
Tra le case troviamo altri cartelli che indicano alle nostre spalle la discesa a Verceia: "Castano - Trecciolino - Val Codera - Verceia - Roma".
Saliamo tra le case poi pieghiamo a destra seguendo un cartello che indica il rifugio.
Passiamo sopra una roggia, coperta da una grata, che esce in basso ad una casa alla sinistra. In una nicchia, su un'altra abitazione alla destra, c'è una statuetta dorata
raffigurante Santa Barbara.
Proseguiamo con dei gradini. Seguendo un altro cartello che indica il rifugio, andiamo a destra in piano.
Passiamo accanto ad una fontana con vasca poi giriamo a destra. In alto a sinistra vediamo la chiesa mentre dall'altro lato la vista spazia sulla vallata.
Con una ampia stradina inerbita raggiungiamo la teleferica di servizio al paese. Lasciamo a destra una grande bacheca di legno e arriviamo al rifugio.
Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 657
Data escursione: ottobre 2010
Secondo itinerario: Variante per Moledana
Come descritto nel precedente itinerario arriviamo fino al Tracciolino (m. 912).
Anziché attraversarlo e proseguire diritto, andiamo a destra lungo i binari verso la Diga di Moledana.
Troviamo un traliccio con il numero 13 e successivamente camminiamo sopra un ponte in ferro. Alla destra oltre la vallata vediamo una cascata.
Troviamo poi uno scambio e un tratto con due binari. Alla destra ci sono delle protezioni realizzate con paletti di ferro che reggono due funi.
Raggiungiamo un tunnel. Un cartello dice: "Edison - Diga di Moledana".
Entriamo nel tunnel al buio e poco dopo troviamo una deviazione sulla destra.
Andiamo a destra e usciamo su un terrazzino di fronte alla diga. Alla destra c'è una madonnina.
Percorriamo il camminamento sopra la diga. Alla sinistra c'è il piccolo bacino oltre il quale c'è la casa del custode. Guardando in basso a destra invece
possiamo constatare come sia alta la diga!
Oltre la diga continuiamo con un sentiero. Sulla destra ci sono un orticello recintato e un traliccio.
Entriamo nel bosco e camminiamo in leggera salita fino ad una curva a destra dove troviamo un grande faggio.
Poi, con maggiore pendenza arriviamo ad un quadrivio. Alcuni cartelli indicano a sinistra: Moledana; in alto a destra: Foppaccia; a destra: Verceia. Non ci sono
indicazioni riguardo alla direzione dalla quale proveniamo. Andiamo a sinistra in leggera salita.
Più avanti ignoriamo un altro sentiero che arriva dalla destra.
Passiamo sotto i cavi di una teleferica (m. 955).
Troviamo sulla destra una fontana con vasca e, a seguire, due caselli dell'acquedotto.
Superiamo poi, uno dopo l'altro, due ruscelletti che attraversano il sentiero passandoci sotto (m. 980). In questo punto il sentiero è pianeggiante.
Continuiamo in leggera salita e passiamo sotto un ramo di betulla sospeso tramite un palo dipinto di verde.
Ignoriamo un sentiero che sale a destra ed usciamo dal bosco.
Proseguiamo con pochissima pendenza, quasi in piano tra i prati. Un cartello informa che siamo arrivati a Moledana (m. 1025).
Poco più avanti ci sono le poche case dell'abitato e un curioso barometro a corda appeso ad un albero. Un cartello ne spiega simpaticamente il funzionamento:
"Corda secca: bel tempo; corda bagnata: pioggia; corda rigida: freddo; corda mossa: vento; corda invisibile: nebbia o bere meno; no corda: ce l'hanno rubata".
Passiamo tra le case su una delle quali vediamo un affresco raffigurante la Madonna del Rosario e rientriamo nel bosco.
In basso a sinistra vediamo un rudere.
Camminiamo quasi in piano tenendoci alti sul Torrente Ratti che scorre in basso alla sinistra.
Dopo un tratto in leggera salita, quasi in piano usciamo dal bosco.
Siamo quasi al livello del torrente. Davanti c'è una zona dove recentemente è scesa una frana.
Camminiamo senza problemi sopra il terreno franato e guadiamo un piccolo torrente che scende dalla destra.
Raggiungiamo poi un ponte con il quale attraversiamo il Torrente Ratti verso sinistra e, con alcuni rudimentali gradini di pietra, saliamo verso alcune case (m.
1060).
Poi giriamo a destra. Inizialmente in leggera salita e poi con maggiore pendenza rientriamo nel bosco.
Superiamo alcuni tornanti poi, percorrendo un tratto quasi pianeggiante vediamo, sull'altro lato della valle, un cascata che scende con ben cinque salti (m. 1090).
Ignoriamo un sentierino che si stacca verso destra.
Proseguiamo alternando alcuni tratti con maggiore o minore pendenza.
In piano, attraversiamo il letto di un torrente, che troviamo in secca (m. 1165).
Il sentiero gira a sinistra. Ora alla destra ci accompagna il solco con il letto del torrente.
Arriviamo ad un bivio ed andiamo a sinistra (m. 1180). Da questo punto il sentiero diventa più stretto e non troveremo più i bolli bianco-rossi.
Dopo un tratto in salita, ne percorriamo un altro quasi in piano attorno alle pietre di una vecchia frana (m. 1195).
Torniamo a salire e poi continuiamo con vari lievi saliscendi, ma praticamente in piano.
In piano superiamo un'altra zona con pietre franate (m. 1225).
Torniamo a salire. Percorriamo un breve tratto pianeggiante (m. 1250) e poi saliamo ancora. Ci troviamo in un bosco di betulle.
Infine dopo un ultimo tratto con maggiore pendenza e alcuni zig-zag, ci immettiamo su un ampio sentiero pianeggiante. Un cartello su un albero indica Moledana nella
direzione dalla quale proveniamo.
Andiamo a sinistra e poco dopo troviamo il cancello, da aprire e richiudere, oltre il quale è situato il rifugio.
Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. 657
Data escursione: ottobre 2010
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