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Il Bivacco Corti è situato in località Zappello della Culmina, lungo l'accesso da sudovest al Pizzo e al Bivacco Magnodeno.
L'edificio, che in origine era una vecchia baita, è stato ristrutturato nel 1975 con lo scopo di fornire un punto di ricovero lungo l'ascesa al monte.
Al suo interno ci sono un camino, un tavolo e delle sedie.
Località di partenza della nostra escursione è Maggianico, che raggiungiamo dopo aver lasciato Lecco con la s.s. 639 in direzione Bergamo.
Abbandoniamo la statale seguendo il cartello che indica l'ambulatorio veterinario e prendiamo a sinistra via Armonia, poi via Zelioli
e infine via Alla Fonte che termina con un tratto acciottolato ove parcheggiamo (m. 231).
Ci incamminiamo in leggera salita e subito troviamo un bivio ove sbiaditi segnavia indicano a sinistra il sentiero numero 28 e diritto il 29.
Prendiamo il secondo, superiamo alcuni gradini e poi con un ponticello in pietra attraversiamo il torrente Cif.
Entriamo nel bosco. Il percorso si fa più stretto e accidentato.
Nei pressi di un crocefisso in legno abbandoniamo il torrente voltando a destra.
Il sentiero si divide in tre tracce che più avanti si riuniscono; poi si divide ancora seppur per un breve tratto.
E' sempre indifferente scegliere una via o l'altra; meglio comunque percorrere quella più grande.
Arriviamo ad un bivio ove troviamo un cartello che segnala di proseguire verso destra e indica: il Monte Magnodeno
(m. 1240 a ore 2.30), Camposecco e Piazzo; località che raggiungeremo in ordine inverso a quanto indicato.
Il sentiero si divide e riunisce un'altra volta. Troviamo alcuni bolli rossi e una freccia.
Ignoriamo un sentiero a destra poi un'altro a sinistra quindi, in piano, passiamo sotto i fili della corrente.
Riprendiamo a salire e superiamo alcuni gradini fatti con dei tronchi di legno.
Dopo un breve tratto ripido, la pendenza diminuisce.
Raggiungiamo un altro bivio e andiamo a sinistra in salita ignorando l'altro sentiero che procede a destra in piano.
Incrociamo un altro percorso. Una freccia indica di proseguire diritto ma possiamo anche girare a destra; in entrambi i casi,
più avanti, ci ritroveremo presso la stessa casa.
La salita diventa più faticosa. Procediamo a zig-zag nel fitto bosco.
La segnaletica è alquanto varia: troviamo bolli gialli, un bollo nero in un cerchio rosso, bolli giallo-rossi, poi dopo aver superato
alcuni gradini di legno, troviamo anche il segnavia 29 cerchiato di rosso e così finalmente sappiamo di essere sul giusto cammino.
Ora il sentiero si divide in due per aggirare un albero.
Superiamo alcuni gradini di sasso e di legno e poi passiamo accanto a una staccionata.
Quasi in piano seguiamo un muretto a secco fino ad un bivio.
Potremmo proseguire diritto seguendo un segnavia giallo-blu e, più avanti, un freccia rossa su un albero con la scritta Magnodeno;
vale però la pena di effettuare una piccola deviazione a destra per dare uno sguardo al vecchio abitato di Piazzo (m. 507)
ove troviamo alcune case ed un tavolone con panche in metallo.
Poco sopra c'è una bella radura.
Qui dobbiamo prestare attenzione e tenerci sulla sinistra in modo da rientrare nel bosco e riprendere il sentiero in salita.
(A destra invece parte un altro sentiero contraddistinto dal nome a dal simbolo del Rotary.)
Salendo abbastanza ripidamente, ignoriamo un sentiero sulla sinistra e superiamo altri gradini in legno.
Arriviamo ad un bivio: a sinistra si va verso una fonte e successivamente una casa; prendiamo invece a destra e in breve arriviamo a Camposecco (m. 600).
Qui troviamo l'osteria della Soc. Coop. Camposecco (aperta alla domenica e al mercoledì), e una radura con vari tavoloni e panche all'ombra di alcuni tigli, castagni e abeti.
Bello il panorama sulla sottostante Lecco, sul lago e sull'Adda.
Un segnavia indica il Monte Magnodeno.
Oltre l'osteria, il sentiero riprende nel bosco diventando ben presto abbastanza ripido; stiamo per iniziare la parte più faticosa del nostro cammino.
Troviamo un primo tornante ove tempo fa, qualcuno deve aver appeso un quadro ad un albero; ora rimane solo la cornice, inserita saldamente nella corteccia.
Procediamo lentamente con alcuni tratti in diagonale mentre il percorso si fa sempre più ripido.
Dopo il quarto tornante incontriamo un sentiero che si innesta da destra nel punto in cui su un albero è stato dipinto il segnavia numero 29.
Con un'ultima parte in ripida salita raggiungiamo una selletta denominata Zappello della Culmina; la nostra fatica è terminata.
Troviamo vari segnavia: 29 A che scende a Erve e Somasca (diritto); 801 Della Valle (a destra); mentre a sinistra c'è il bivacco e la
prosecuzione verso il visibile Corno di Grao (m. 1039) e il Magnodeno (m. 1241).
Davanti all'edificio un cippo segnala l'antico confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia.
Tra betulle, faggi e castagni c'è anche un crocefisso con una targa sulla quale è incisa questa poesia a firma M. di B.:
"Qui sono e qui rimango, a contatto con il bivacco, qui nel mezzo del bel prato, vedo l'alba spuntar, e gli uccelli cantar,
è così che a volte aspetto invano, che qualcuno deponga un fiore, qui al mio fianco."
Tempo impiegato: ore 1.50 - Dislivello: m. 690
Data escursione: marzo 2005
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