Rifugio Campei de Sima

Il Rifugio Campei de Sima è situato nell'entroterra gardesano nell'alta Valle di Campiglio.
L'edificio fa parte di un vecchio alpeggio ora recuperato dall'Azienda Regionale Foreste ed è gestito dall' Associazione Nazionale Alpini di Monte Suello - Salo' (Bs).
Nell'agosto 2012 il rifugio è stato dedicato al compianto presidente Giuseppe Granata.

Venendo da Milano, conviene lasciare la A4 al casello di Brescia Ovest per imboccare a destra (cartello Lago di Garda) la statale 45 bis Gardesana Occidentale che inizialmente costeggia l'autostrada.
Superate le gallerie, lasciamo a destra la deviazione per Salò e seguendo il lago attraversiamo Gardone, Fasano e Maderno.
A Tuscolano, giriamo a sinistra subito dopo il ponte sull'omonimo torrente, in direzione di Gaino.
All'inizio di Gaino, voltiamo a destra e subito dopo a sinistra. Attraversiamo il paese e ci dirigiamo verso la Valle delle Cartiere.
Superiamo due ponti sul torrente Toscolano. La strada diviene sterrata.
Oltrepassiamo una santella e arriviamo al bivio di Maernì chiamato localmente "vie che spart" (m. 550).

A sinistra si continua verso la Valle di Archesane e il Rifugio Pirlo, a destra invece verso la Valle di Campiglio e il Rifugio Campei de Sima.
Va da sé che se vogliamo fare l'intero giro dei due rifugi, andando da una parte e tornando dall'altra, occorre lasciare qui l'auto. Non c'è molto spazio per parcheggiare ma possiamo trovare un piccolo slargo circa duecento metri avanti sulla destra.
L'intero percorso richiede diverse ore di cammino; noi ne abbiamo impiegate cinque e mezzo al netto delle soste. Il dislivello da superare invece, considerati i vari saliscendi, è di circa 900 metri.
Se invece vogliamo semplicemente raggiungere il Rifugio Campei de Sima possiamo percorrere un altro tratto in auto.

Primo itinerario: a destra con il sentiero 22
Al bivio di Maernì proseguiamo sulla destra nel bosco alternando tratti quasi in piano e in leggera salita.
Passiamo sotto una roccia sporgente e accanto a dei conglomerati incavati che formano delle piccole grotte.
Raggiungiamo il torrente Rilo e lo attraversiamo con un ponticello.
Subito dopo sulla destra c'è uno slargo dove possiamo lasciare l'auto.
Un cartellone segnala l'inizio della Valle di Campei.
E' possibile continuare ancora in auto e, disponendo di un fuoristrada, arrivare fino al Rifugio Campei de Sima.
Noi invece abbandoniamo la stradina per imboccare sulla destra il percorso n. 22 (m. 580).

Ci incamminiamo quasi in piano e subito ignoriamo un sentiero che scende a destra passando sotto una grande roccia.
Rientriamo nel bosco e iniziamo a salire ripidamente. A sinistra da un tubo esce dell'acqua.
Superata una curva con il fondo selciato e delle transenne di legno a destra, lasciamo la stradina per imboccare un sentiero segnalato sulla sinistra.
Saliamo abbastanza ripidamente tra piccoli alberelli.

Di tanto in tanto, troveremo un cartello di legno infisso nel terreno con il nome dell'albero che sorge li accanto, in italiano, latino e dialetto bresciano. Si tratta di indicazioni senz'altro utili in quanto non tutti sanno distinguere correttamente i vari tipi di alberi.
Il primo di questi cartelli indica un pino silvestre. Poco dopo ne troviamo un intero boschetto.
La pendenza si raddolcisce.
Il secondo invece indica un carpino nero posto accanto ad un baitello e ad un sentiero che si stacca sulla destra.
Continuiamo diritto come indicato da uno dei tanti segnavia che incontriamo lungo il cammino.

Dopo due passi in discesa (m. 715) continuiamo quasi in piano nel fitto bosco.
Superiamo il cartello che indica un faggio e riprendiamo a salire.
Torniamo poi in piano, passiamo sotto una grande roccia e iniziamo a scendere tra i castagni.
Dopo esserci abbassati di una quindicina di metri raggiungiamo un bivio.
Andiamo a sinistra superando con un ponticello di legno il corso di un torrentello e torniamo in piano.
Continuiamo con vari saliscendi durante i quali altri due cartelli indicano un ginepro comune e un nocciolo.
Sulla sinistra distinguiamo nettamente il Dosso Verver (m. 1029).
Dopo un tratto in discesa guadiamo un torrente (m. 800) e riprendiamo a salire ripidamente.
Tornati in piano superiamo un orniello (frassino) e, dopo una breve salita, un agrifoglio.
Un altra breve discesa ci porta ad un guado (m. 810) poi continuiamo quasi in piano e troviamo il cartello che indica un abete rosso.
Scendiamo ancora e superiamo un altro piccolo corso d'acqua.
Da destra si innesta un altro sentiero e a sinistra c'è una recinzione con del filo spinato.
Superiamo un frassino anch'esso segnalato e raggiungiamo uno spiazzo fuori dal bosco dove si gode una buona vista sulla vallata.

Siamo a Campei de Font (m. 793) come indicato da un cartello.
Troviamo dapprima una baita diroccata e poi una cascina disabitata circondata da uno steccato. Da sinistra sale una stradina sterrata che termina qui.
Sull'edificio una scritta a firma G. De Abate recita: "E' nella pace dell'immensa sera che l'anima solitaria si riposa e in se stessa raccolta crede e spera".
Superata la recinzione e la cascina, troviamo una fontana e sostiamo un attimo per dissetarci.

Il sentiero continua ampio tra gli abeti in leggera salita. Superato un tratto ripido torniamo in piano.
Incontriamo un maggiociondolo (laburnum alpinum) e un acero montano, poi riprendiamo a salire ed ecco una betulla bianca.
Superiamo un baitello contenente un rudimentale camino; può essere un utile riparo in caso di intemperie (m. 910).
Ora ecco un biancospino (cralaegus oxyaganthia) presso un bivio. Andiamo a sinistra in leggera salita.
E' poi la volta di un ciliegio selvatico (prunus avium) e subito dopo di un pioppo tremulo (populus tremula).
Raggiungiamo un altro bivio (m. 935) e andiamo a sinistra in lieve discesa tra alberi e alcuni spazi erbosi.
In lontananza sull'altro lato della valle cominciamo a vedere Campei de Sima.
Quasi in piano superiamo un cancelletto di legno e dopo un tratto nel quale costeggiamo un ripido pendio che precipita sulla nostra sinistra, riprendiamo a salire.
Il sentiero ora ha il fondo roccioso e attorno ci sono solo alcuni alberelli che diventano man mano più radi.
La salita continua tra arbusti poi quasi in piano raggiungiamo la Forcola Campei (m. 1040).

I segnavia indicano sulla destra il sentiero per la grotta "el bus del luf" e per la cima del Pracalvis (m. 1161).
Noi invece andiamo a sinistra. Dapprima in piano e poi in leggera discesa attraversiamo una faggeta e raggiungiamo la radura di Campei de Sima.
Lasciata a sinistra la chiesetta e la sterrata che sale dal fondovalle, raggiungiamo la fontana e il rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.15 - Dislivello m. +517 -80
Data escursione: aprile 2007
 
Secondo itinerario: a sinistra con i sentieri 2 e 3
Al bivio di Maernì proseguiamo sulla sinistra con una stradina nel bosco che alterna tratti sterrati ad altri con il fondo in cemento ignorando tutte le possibili deviazioni che generalmente conducono verso delle baite isolate.
Dopo circa tre chilometri percorsi parte in piano e parte in leggera salita, arriviamo al Palazzo di Archesane (m. 816) dove termina la strada.
Lasciamo l'auto nel vasto parcheggio. Un cartello indica se il Rifugio Pirlo è chiuso o aperto.

Superato l'edificio attraversiamo dei prati con bella vista sul M. Pizzocolo alla nostra sinistra.
In leggera salita raggiungiamo un'area pic-nic con tre tavoloni e relative panche in legno. C'è anche una bacheca con appeso un cartellone che parla degli alberi della zona. Ignoriamo una deviazione e continuiamo sul percorso principale che diventa più ripido.
Da questo punto in avanti, di tanto in tanto troveremo accanto ad alcuni alberi un cartello che ne indica il nome e le principali caratteristiche; si tratta di una iniziativa senz'altro utile e meritevole.
Il primo cartello parla del faggio (fagus sylvatica); poco dopo infatti entriamo in una faggeta.
Un altro cartello indica un acero montano (acer pseudoplatanus).
Ora la pendenza diminuisce un poco.
Troviamo un olmo (ulmus glabra) sulla sinistra e poi un frassino maggiore (fraxinus excelsior) in uno slargo sulla destra accanto ad una vasca.
E' poi la volta di un carpino nero (ostrya carpinifolia).
Più avanti un cartellone parla degli alberi della zona: acero, frassino, olmo, evonimo, lonicera, agrifoglio (m. 1000). Il bosco qui è composto prevalentemente da faggi.
Superiamo in successione due tratti con uno steccato alla nostra destra, poi il cammino si fa più ripido.
Raggiungiamo il Doss de Montagnù (m. 1080). A sinistra c'è uno slargo con tavoli e panche; a destra invece viene indicato il Sentiero Forestale della Valle Archesane che con un ampio giro ritorna al Palazzo di Archesane (ore 1.10).
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e raggiungiamo una sbarra di colore verde che troviamo aperta.
La salita termina al Passo Spino (m. 1154).

Lasciamo a sinistra il percorso n. 5 che sale al Bivacco Due Aceri e al Monte Pizzocolo; il n. 8 che scende al Pirello e a S. Michele (vedi il terzo itinerario); il n. 1 che scende a Verghere e a S. Michele.
Superiamo un rudere e continuiamo diritto. Sulla destra c'è la malga Spino; un cartello informa che si tratta di una stazione per la cattura e l'inanellamento degli uccelli a scopo scientifico.
Più avanti sulla destra c'è una parete di roccia attrezzata, la ferrata Ernesto Franco.
Vediamo un altro edificio sulla nostra destra e delle bacheche dell'Osservatorio Ornitologico Duse.
Torniamo a salire e raggiungiamo un punto panoramico con bella vista sulle vallate da entrambi i lati (m. 1180).
Superiamo un cancello di legno e troviamo dei gradini che salgono verso destra. Alcuni segnavia indicano in quella direzione: sentiero n. 4 Cima M. Spino e n. 3 Passo Fabbiola, Cavallino della Fobbia, Val Degagna.

Il Rifugio Pirlo è pochi metri più avanti; possiamo decidere di visitarlo e poi tornare qui oppure di continuare subito salendo sulla destra.
Terminati i gradini continuiamo in leggera salita fino ad arrivare in cima ad un dosso (m. 1200). Ignoriamo il sentiero che sulla sinistra continua verso la cima del M. Spino e continuiamo diritto iniziando a scendere con ripidi tornantini.
Sulla destra trascuriamo un sentiero con un cancelletto di legno e continuiamo a scendere seguendo un parapetto di legno.
Dopo una breve salita troviamo un cartellone che parla degli animali presenti nella zona: gufo, allocco, picchio e noctula.
Continuiamo alternando alcuni tratti in piano o in leggera discesa e raggiungiamo un bivio nei pressi di una bacheca. Andiamo a sinistra e più avanti troviamo un altro cartellone.
Ora iniziamo ad aggirare a mezza costa la testata della valle.
Il sentiero a destra è aperto verso il fondo valle e, in alcuni tratti, un po' esposto.
In leggera salita raggiungiamo un punto panoramico (m. 1135) dove troviamo una bacheca, una panchina e un cartellone che mostra sagoma, nome e altezza dei monti che possiamo ammirare. Da sinistra verso destra vediamo:
M. Zingla (m. 1497), M. Manos (m. 1516), M. Bruffione (m. 2664), M. Carzen (m. 1505), M. Pallotto (m. 1366), M. Tombea (m. 1950), M. Pracalvis (m. 1161), M. Caplone (m. 1976), Cime Costone (m. 1743), M. Alberelli (m. 1165), M. Denervo (m. 1463), M. Comer (m. 1280), M. Baldo Punta Telegrafo (m. 2200), Dosso Ververs (m. 1029), M. Pizzocolo (m. 1579).

Superiamo un breve tratto con dei sassi franati ma ben sistemati.
Poi riprendiamo a scendere e cominciamo a vedere in lontananza, sull'altro lato della vallata, il gruppo di baite di Campei de Sima.
Percorriamo un tratto fuori dal bosco, quasi in piano tra betulle e faggi.
Superata una curva, ritorniamo a scendere con alcuni gradini (m. 1015).
Ignoriamo un sentiero che si stacca a sinistra poi troviamo altri gradini di legno.
Sempre in leggera discesa superiamo un baitello ed usciamo nel bosco.
Sulla sinistra c'è un prato con una bacheca e una panchina. Siamo al Passo Fobbiola (m. 956). Qua i segnavia indicano: a sinistra n. 7 Cecino Degagna; a destra sentiero 7B Ponte sul Rilo a 0.45; sempre a destra la stradina per il Rifugio Campei de Sima.
Prendiamo quest'ultima in discesa tra alcuni alberelli, poi in piano raggiungiamo la sterrata che sale dal fondovalle. Trascurato il ramo a destra, che scende verso il ponte sul Rilo e il fondovalle, continuiamo a sinistra verso Campei de Sima.
Raggiungiamo una sbarra verde che troviamo alzata (m. 940) e riprendiamo a salire.
Superiamo un rivolo d'acqua che attraversa il cammino e continuiamo fino al termine della salita raggiungendo così l'alpeggio di Campei.

Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello m. +584 -235
Data escursione: aprile 2007

ESCURSIONI/ASCENSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Pirlo (m. 1165) in ore 1.30
  • al Monte Zingla (m. 1496) in ore 2
  • al Cuel (Grotta - m. 1004) in ore 0.30
  • alla Cima Pracalvis (m. 1110) in ore 0.30
  • al Dosso Corpaglione (m. 1179) in ore 1.15
  • al Passo Cavallino Fobbia (m. 1090) in ore 2.15






Dati del Rifugio Campei de Sima

Altezza:
m. 1017
Gruppo:
Valli Bresciane
Ubicazione:
Val Campiglio
Comune:
Toscolano M. - BS
Carta Kompass:
102 A5
Coordinate Geo:
45°41'52"N
10°33'36"E
Gestore:
Renato Cerqui
A.N.A. Salò
Telefono gestore:
368 3486328
Telefono rifugio:
368 3486328
Posti letto:
40
Apertura:
weekend 1/4-30/10
Pagina aggiornata
il: 18/05/2015
Il Rifugio Campei de Sima La chiesetta accanto al rifugio Panorama dal sentiero dei Ladroni

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