Rifugio Boffalora

Il rifugio Boffalora sorge sull'omonimo valico tra il Monte di Lenno e la Cima Duaria.
E' raggiungibile da Argegno in auto oppure da Ossuccio con un percorso che, nella prima parte, segue le cappelle che conducono al Santuario della Madonna del Soccorso.

In auto.
Lasciamo la statale 340 Regina verso la fine di Argegno (Co) per deviare a sinistra ed imboccare la provinciale 13 della Valle d'Intelvi con la quale saliamo fino a San Fedele e poi giriamo a destra (Largo IV Novembre, Via Blessagno) per Pigra.
A Pigra prendiamo a sinistra una stradina (Via Militare) che conduce dapprima all'Alpe di Colonno (m. 1322) dove c'è un posto di ristoro e una chiesetta, ed infine in lieve discesa arriviamo al rifugio.
 
A piedi da Ossuccio per il Santuario della Madonna del Soccorso.
Con la statale 340 seguiamo il lago di Como fino ad Ossuccio, paese situato di fronte all'isola Comacina e alla penisola di Bellagio.
Prendiamo poi una strada che sale a sinistra (ovest) percorrendo le vie del paese.
Giunti ad una rotonda, giriamo a destra e continuiamo sempre in salita fino ad una piazzetta (piazza Papa Giovanni XXIII), dove convergono altre due stradine.
Qui dobbiamo parcheggiare proprio di fronte alla quarta cappella (m. 305).

Le quattordici cappelle in stile barocco, costruite negli anni 1635-1710, conducono al santuario e rappresentano:

  • L'annunciazione
  • La visitazione
  • La nascita di Gesù
  • La presentazione al Tempio
  • Fra i dottori del Tempio
  • L'orazione nel Getsemani
  • La flagellazione
  1. La coronazione di spine
  2. La salita al calvario
  3. La crocifissione
  4. La risurrezione
  5. L'ascensione
  6. La Pentecoste
  7. L'assunzione delle Vergine

Ci incamminiamo lungo una strada acciottolata divisa in due da un muretto: a sinistra possono transitare i veicoli autorizzati mentre la parte destra, chiusa da una stanga, è riservata ai pedoni.
Un cartello indica questo cammino come Via del Rosario.
Inizialmente saliamo con poca pendenza poi il percorso diviene sempre più ripido e, oltrepassate le cappelle, arriviamo al Santuario (m. 419).
La chiesa edificata nel 1590 e restaurata nel 1924 merita sicuramente una visita.
Davanti al santuario c'è una fontana che rappresenta l'unica possibilità per rifornirci d'acqua fino alla meta.

Riprendiamo il nostro cammino con una stradina dal fondo cementato, passando accanto ad un'area pic-nic con tavoli e panche in pietra.
Un ripido strappo ci porta a fianco dell'Orrido del Tufo, un profondo solco che il torrente ha tagliato alle spalle del Santuario (m. 465).
Passiamo sotto un pilone dell'alta tensione e protetti a valle da due funi d'acciaio, continuiamo quasi in piano per un breve tratto.
La mulattiera acciottolata riprende ben presto a salire. Superata un'altra protezione, ignoriamo un sentierino che scende a destra nella valletta.
In lieve pendenza raggiungiamo le baite di Preda tra le quali troviamo un bivio (m. 510).
Vari segnavia indicano: a sinistra Gravona a 1 ora e Boffalora a 2 mentre a destra si va a S. Benedetto in ore 1.30.
Un cartello segnalando quest'ultimo percorso recita: "Stretta è la via che conduce alla vita, pochi sono coloro che la percorrono, soltanto chi persevera sarà salvato. San Benedetto".

Prendiamo a sinistra. Ora la stradina è sterrata ma con due strisce di cemento ai lati per agevolare il passaggio dei fuoristrada e dei mezzi agricoli che devono raggiungere le varie baite e cascine che incontreremo lungo il cammino.
Superiamo un cancelletto e due ruderi, uno per parte. Più in alto sulla destra c'è una casa.
Camminando tra alberelli, in prevalenza robinie, incrociamo un'altra sterrata e passiamo sotto i cavi dell'alta tensione.
Troviamo poi un altro bivio (m. 615) ed andiamo a sinistra.
Continuiamo nel bosco. Troviamo uno slargo a sinistra poi, dopo un cancelletto, seguiamo una recinzione. Il percorso è molto ripido.
Affiancati poi anche da un muretto, sull'altro lato della strada, raggiungiamo una baita ed una cascina.
Poco dopo arriviamo alla baita Carola, che precede un gruppo di abitazioni. Siamo a Cassina (m. 770).

Ora il cammino è meno ripido ma solo fino al successivo tornante oltre il quale, superata un altra baita, riprendiamo a faticosamente a salire.
Troviamo poi tre baite sulla destra di fronte a una spiazzo erboso (m. 895).
Poco più avanti ignoriamo una stradina che si stacca sulla destra accanto ad un muro.
Troviamo poi due ruderi, altre baite, ed attraversiamo dei prati in vista di altre costruzioni prima delle quali raggiungiamo un pilone dell'alta tensione ed un quadrivio (m. 1000).
Un segnavia indica il rifugio Boffalora a 50 minuti di cammino lungo la via centrale delle tre di fronte a noi.
Oltre le prime abitazioni troviamo un altro bivio ed andiamo a destra.
Superate le case troviamo sulla destra un prato con un appostamento per la caccia.
E' un bel punto panoramico e sostiamo un attimo ad osservare i monti ed il lago sottostante (m. 1035).

Riprendiamo a salire.
La nostra stradina ora è meno ripida ed il fondo selciato è parzialmente coperto di erba e di terra.
Superiamo una vecchia cascina tra i prati.
Il percorso riprende a salire ripidamente e, per un tratto, è coperto da due strisce di cemento.
Raggiungiamo due vecchi baitelli in cattive condizioni che troviamo alla nostra destra, mentre sull'altro lato si stacca un sentiero.
Continuiamo con minore pendenza cominciando ad intravedere le baite dell'Alpe Boffalora, ancora lontane.

La stradina, ormai diventata mulattiera, percorre ora il versante nord della Cima della Duaria (m. 1447); è questo l'unico tratto in ombra della nostra escursione.
A destra, oltre la valle, distinguiamo il rifugio Venini (m. 1576) tra i Monti Calbiga (m. 1698) e Tremezzo (m. 1700).
Quasi in piano superiamo i ruderi di altre due baite (m. 1165) e riprendiamo a salire.
La mulattiera ora è più stretta. Vediamo un altro rudere e continuiamo con minor pendenza.
Troviamo ancora i resti di un'altra vecchia costruzione e dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire, seppur con poca pendenza, e torniamo al sole (m. 1245).

In piano raggiungiamo le prime case dell'Alpe Boffalora (m. 1265); poi, in lieve discesa, su sentiero con il fondo in cemento, superiamo un traliccio dell'alta tensione.
Poco dopo, passiamo tra le altre case dell'Alpe e ci fermiamo un attimo ad ammirare la bella vista panoramica sul sottostante lago, sul promontorio di Bellagio e sulle Grigne.
Con una breve discesa su sfondo asfaltato, superiamo un cancello (cartello: avanti-chiudere).
Di fronte a noi una pozza d'acqua, la strada che sale da Pigra e, sulla destra, il rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.15 - Dislivello: m. 947
Data escursione: gennaio 2007

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • alla Bocchetta di Lenno (m. 1495) in ore 0.45
  • al Monte di Lenno (m. 1598) in ore 1
  • alla Bocchetta di Calbiga (m. 1576) in ore 1
  • al Monte Calbiga (m. 1698) in ore 1.15
  • al Rifugio Venini (m. 1576) in ore 1.15
  • al Monte Tremezzo (m. 1700) in ore 1.30
  • al Monte Crocione (m. 1641) in ore 2





Dati del rifugio Boffalora

Altezza:
m. 1252
Gruppo:
Monti Lariani
Ubicazione:
Cima della Duaria
Comune:
Ossuccio - CO
Carta Kompass:
91 - B5
Coordinate Geo:
45°59'16.40"N
9°09'04.30"E
Gestore:
Germana Melesi
Telefono gestore:
031 266564
Telefono rifugio:
034 456486
Posti letto:
25
Apertura:
Estiva e weekend
Pagina inserita
il: 22/01/2007
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Il rifugio Boffalora
Il Santuario della Madonna del Soccorso
Panorama lungo il cammino
I RIFUGI E I BIVACCHI DELLE VALLI LARIANE:
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