Rifugio Alpe al Bocc

Il Rifugio Alpe al Bocc è situato poco sotto l'Alpe Deleguaccio sul versante sud del Monte Legnone (m. 2610).
Si tratta di un edificio in muratura, ottenuto dal rifacimento di una vecchia baita in rovina ed è stato inaugurato nel 2014.
Il locale cucina è attrezzato con: fornello a gas con bombola, lavandino con acqua corrente, armadietti con stoviglie, stufa economica con legna, tavolo con panche e sedie, cassetta pronto soccorso. Nel dormitorio ci sono otto posti letto a castello con materassi e alcune coperte (è consigliato portarsi il sacco a pelo). Illuminazione da pannello solare. All'esterno ci sono una fontana con vasca ed un tavolo con panche.
Generalmente è chiuso a meno che sia presente uno dei responsabili del Gruppo Alpini di Pagnona che per i prossimi tre anni ha preso in gestione la struttura dal comune.
Per maggiori informazioni o per prenotarlo e ritirare le chiavi occorre rivolgersi al Sig. Amos Tagliaferri tel.: 333 4539762.

Primo itinerario: da Premana (sentiero diretto)
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova statale 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle fino a Taceno. Qui prendiamo a destra la provinciale 67 con la quale raggiungiamo Premana.
Percorriamo la via principale (Via Roma) fino a trovare alla destra la ditta Camp e alla sinistra l'inizio del percorso (m. 940).
Alla sinistra c'è una cappellina dedicata a S. Bernardino, in posizione sopraelevata rispetto alla sede stradale, accanto alla quale un cartello indica: Alpe Deleguaccio m. 1690 ore 2.30, Laghi di Deleguaggio m. 2090 ore 3.30, Monte Legnone m. 2610 ore 5.30. Sotto alla cappellina altri segnavia indicano a sinistra: Gianello basso a ore 0.25, Subiale a ore 1.10, Roccoli Lorla (tappa) a ore 6, Bivacco del Bocc; diritto verso il centro di Premana: museo etnografico a ore 0.10, centro storico a ore 0.15. C'è anche una cartina stilizzata della zona.

Possiamo lasciare la macchina nel parcheggio della Camp (m. 940) oppure proseguire per alcune diecine di metri e, dopo la Banca della Valsassina Credito Cooperativo, raggiungere un grande parcheggio sopraelevato al quale si accede tramite una rampa a chiocciola (m. 960).

Prendiamo dunque il viottolo di fronte alla Camp che sale, con il fondo in cemento e pietre, tra case e recinzioni. Ben presto cominciamo a vedere i bolli e le frecce di colore bianco oppure giallo che ci accompagneranno lungo il cammino.
Con minore pendenza, passiamo sopra ad una griglia sotto la quale scorre un ruscello che scende dalla destra. Vediamo un bollo bianco rosso.
Torniamo a salire con delle protezioni alla sinistra (m. 955).
Un ruscelletto attraversa passando sotto al percorso.

Continuiamo quasi in piano. Il viottolo si riduce a sentiero. Un rivolo lo attraversa.
Camminiamo tra pochi alberi. Alla destra ci sono delle vecchie stalle e fienili. In basso a sinistra vediamo delle case. In sentiero è ben rinforzato sul lato a valle e alla destra c'è un muretto di sostegno.

Poi riprendiamo a salire camminando su di una mulattiera con gradini appena accennati. Entriamo nel bosco (m. 970).
Continuiamo in leggera salita. Troviamo un grande castagno alla sinistra ed un baitello alla destra.
Con uno zig-zag destra-sinistra passiamo accanto ad una fontana con vasca di pietra.

Usciamo dal bosco e, dopo pochi passi, raggiungiamo il nucleo di Gorla composto da vecchie case, stalle e fienili. Seguendo bolli e frecce lo attraversiamo (m. 1017).
Dopo alcuni passi in lieve discesa, troviamo alla destra una santella contenente la statua di una madonna e la scritta "Ave Maria" nella grata di ferro battuto. Ai piedi della santella c'è una panca di legno. In basso alla sinistra vediamo le case di Pagnona.
Continuiamo in discesa e, poco dopo, rientriamo nel bosco.
Dopo un tratto quasi in piano ne percorriamo un altro in discesa (m. 995).
Proseguiamo in leggera salita ignorando un sentiero che si stacca alla sinistra.
Poco dopo torniamo a camminare quasi in piano e, alla destra, troviamo una piccola croce a ricordo di una persona scomparsa.
Percorriamo un tratto in salita, seguito da uno con poca pendenza ed un altro quasi in piano con un basso muretto alla destra.
Dopo una curva a destra torniamo a salire accompagnati ancora dal muretto, ora coperto dal muschio.

Proseguiamo quasi in piano e sentiamo il rumore di un torrente che per il momento non riusciamo a vedere (m. 1010).
Continuiamo con alcune semicurve e, in una nicchia tra le rocce, troviamo una statuetta raffigurante la Madonna di Lourdes. Alla sinistra ci sono delle protezioni di legno.
Percorriamo una curva a sinistra mentre il torrente attraversa il sentiero passandogli sotto. Torniamo a salire.

Sulla destra troviamo una santella dedicata a Sant'Antonio che precede un altro gruppo di baite. Sulla prima baita un cartello informa che siamo arrivati a: "Zuch" (m. 1018). Un altro cartello con una freccia a destra segnala la direzione per Deleguaccio. Una palina reca dei segnavia che indicano a destra: Laghi di Deleguaccio a ore 2.50, Alpe Deleguaccio a ore 2.15, Gianello Alto a ore 0.30; diritto: Gianello Basso a ore 0.25, Subiale a ore 1.10, Pagnona a ore 1.30. Senza addentrarci tra le baite, giriamo subito a destra e saliamo a zig-zag.
Tra gli alberi, percorriamo un tratto incassato nel terreno circostante.
Saliamo alcuni rudimentali gradini di pietra.

Vediamo una freccia rossa dipinta su di un masso alla sinistra. Alla destra ci sono una radura e, poco più avanti, una casa ed una stalla (m. 1045).
Continuiamo nel bosco agevolati da pietre che fanno da gradino. Alla destra c'è un muretto.
Passiamo accanto ad una pietra con bolli giallo-rossi. Percorriamo un tratto con poca pendenza. Alla destra troviamo una piccola croce (m. 1075).
Dopo una breve salita, giriamo a sinistra.
Proseguiamo quasi in piano. Troviamo alcuni rivoli che attraversano il sentiero.

Continuiamo in leggera salita e lasciamo a destra due vecchie baite sulla prima della quali è stato dipinto il segnavia n. 1 a bandierina (m. 1095).
Torniamo a salire. Alcune pietre formano dei rudimentali gradini.
Proseguiamo quasi in piano seppur con lievi saliscendi (m. 1105).
Su di una pietra vediamo il triangolo rosso del "Giir di Mont" con l'indicazione del km. 31.
Attraversiamo dei prati.

Raggiungiamo il terzo nucleo di baite sulla prima delle quali un cartello informa che siamo arrivati a: "Gianel" (m. 1119).
Camminando tra le case ed un muro di pietre, aggiriamo alla destra il piccolo borgo ignorando un sentiero che si stacca e sale nel bosco.
Oltre le case proseguiamo tra prati e alcuni alberi alternando quattro tratti in salita e tre quasi in piano ed iniziando ad inoltrarci nella Valle di Varroncello.
Alcuni cavi di teleferica transitano sopra al sentiero (m. 1140).
Proseguiamo con dei faggi alla sinistra e un prato alla destra in cima al quale vediamo due ruderi ed un sostegno per i cavi della teleferica dipinto di giallo.
Saliamo dei gradini di pietra poi, quasi in piano, entriamo nel bosco.
Percorriamo alcuni brevi tratti: in salita, quasi in piano o con poca pendenza.

Quasi in piano percorriamo una curva a destra. In basso a sinistra vediamo un torrente.
Raggiuntolo, proseguiamo in leggera salita alla sua destra (m. 1160).
Saliamo alcune pietre sistemate a gradino.
Giriamo a sinistra e scavalchiamo il torrente in un punto in cui è molto stretto.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire.
Con uno zig-zag destra-sinistra passiamo sotto ad un faggio (m. 1185).
In alcuni tratti delle pietre formano rudimentali gradini.

Vediamo due pietre con una scritta in bianco che parrebbe: "APO".
Poco dopo percorriamo un tornante destrorso (m. 1215).
Superato un tornante sinistrorso (m. 1225) troviamo diverse pietre ai lati del sentiero, principalmente alla sinistra.
Quasi in piano percorriamo un'ampia curva a destra (m. 1235).
Poi riprendiamo a salire con delle pietre sistemate a gradino.

Continuiamo con poca pendenza. Alla destra troviamo un masso con delle scritte illeggibili.
Ora i faggi lasciano il posto alle betulle.
Torniamo a salire agevolati da rudimentali gradini di pietra mentre un ruscelletto attraversa il sentiero (m. 1260).
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1270).
Un rivolo attraversa passando sotto a delle pietre.
Saliamo in modo abbastanza ripido.
Dopo un breve tratto quasi in piano (m. 1305) ed un altro con poca pendenza, riprendiamo a salire.

Raggiungiamo una stazione di interscambio della teleferica (m. 1320). Alla sinistra c'è la struttura di sostegno dei cavi, dipinta di giallo. Alla destra c'è il "Baitel di Taie", senza l'uscio e con il segnavia n. 1 a bandierina dipinto su di una parete.
Poco dopo, percorriamo una curva a destra e continuiamo con poca pendenza.
Poi giriamo a sinistra e riprendiamo a salire.

Su fondo roccioso percorriamo una curva a destra mentre il pendio precipita alla sinistra. Il sentiero è largo e possiamo procedere in sicurezza (m. 1335).
Dopo un tratto quasi in piano, saliamo alcuni rudimentali gradini di pietra.
Con minore pendenza percorriamo una ampia curva a destra. Continuiamo quasi in piano (m. 1350).

Alla sinistra abbiamo una profonda conca circondata dalle pareti dei monti circostanti. Se non fosse per l'abbondante vegetazione, parrebbe di essere all'interno di un cratere.
Riprendiamo a salire. Su di una pietra nel mezzo del sentiero vediamo, scritto in bianco: "29°" riferito al km. del "Giir di Mont".
Dopo alcuni passi quasi in piano riprendiamo a salire (m. 1380).

Percorriamo un tratto allo scoperto. Alla destra troviamo una fontanella. L'acqua esce dalla parete tramite un cannello e cade in una vaschetta di legno (m. 1385).
Alla sinistra scorre il torrente. Ne scavalchiamo un piccolo affluente mentre scorre tra due pietre.
Ci portiamo poi al fianco del torrente e poco dopo lo attraversiamo verso sinistra camminando sopra delle pietre che affiorano dall'acqua (m. 1395).
Subito giriamo a destra.
Saliamo alcuni gradini di pietra. Ora il torrente scorre alla nostra destra.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1400).
Rientriamo nel bosco e poi ne percorriamo un altro destrorso (m. 1410).
In leggera salita arriviamo al successivo tornante, sinistrorso.
Raggiungiamo delle rocce e lasciamo la più grande alla sinistra. Camminando in piano, superiamo l'altra (m. 1425).
Con poca pendenza passiamo tra due rocce.

Con un tratto in discesa raggiungiamo una parete di roccia sporgente verso il sentiero, sotto la quale troviamo una santella dedicata a S. Antonio e una lastra di marmo a forma di cuore con la foto di una giovane diciottenne perita (m. 1420).
Continuiamo in salita, con dei gradini di pietra e con una protezione di legno alla sinistra dove il pendio precipita ripidamente. Sull'altro lato della valle è ben visibile l'Alpe al Bocc.
Dopo una curva a destra percorriamo pochi passi quasi in piano (m. 1430) e altrettanti in discesa.
Giriamo a sinistra e riprendiamo a salire. Rientriamo nel bosco.
Percorriamo una curva a destra ed un tratto in leggera discesa. Proseguiamo quasi in piano (m. 1425).
Torniamo a salire con delle rocce alla destra ed un ripido pendio che scende alla sinistra del sentiero.
Con un tornante destrorso aggiriamo una roccia, quasi in piano.

Dopo pochi passi in discesa, quasi in piano, percorriamo un'ampia curva a sinistra con delle catene passamano fissate alla parete alla destra e tre paletti di ferro dipinti di grigio alla sinistra. Il sentiero è in ombra ma è anche abbastanza largo e le catene sono utili solo in caso di neve o ghiaccio (m. 1440).
Torniamo a salire. Un rivoletto attraversa il sentiero.
Quasi in piano, passiamo accanto ad una roccia sopra la quale ci sono dei cespugli di rododendro (m. 1450).
Saliamo alcuni gradini di pietra.
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1460).
Poi, quasi in piano, superiamo un altro zig-zag destra-sinistra e proseguiamo con poca pendenza tra le betulle.
Continuiamo alcuni lievi saliscendi (m. 1480). Davanti vediamo una cappella e più in alto l'Alpe al Bocc.
Alterniamo due tratti in salita ad altrettanti con poca pendenza.

Raggiungiamo una cappella con la statua di una madonna (m. 1515). Su di una targa leggiamo: "A ricordo di Tagliaferri Ermenegildo di Senato, nato a Pagnona il 9-6-1929. Pattuglie di nazi-fascisti alla caccia di partigiani, lo colpivano a morte con una raffica di mitraglia, e cadde nelle vicinanze del Lago di Sotto il 27-6-1944." Poco sotto leggiamo invece la seguente preghiera: "O passegger nella solinga via sosta per mormorar Ave Maria. Ti sembrerà così d'esser bambino, e sentirai la mamma a te vicino. Sosta e riposa, il cuore rasserena e disacerba ogni segreta pena. Quando riprenderai la lunga via avrai con te la mamma tua, Maria." Troviamo la cappella sulla destra come pure, subito dopo, una fonte sorgiva. In alto verso destra vediamo una casa e la grande croce di legno che indica l'Alpe Deleguaccio.

Subito il sentiero si divide. Il percorso più breve, indicato da una freccia, è quello che continua diritto verso l'Alpe al Bocc. Volendo però è possibile proseguire verso destra, passare per l'Alpe Deleguaccio e poi scendere con un sentiero a tratti esposto (vedi il successivo itinerario).

Seguendo la freccia nera, quasi in piano attraversiamo un gruppo di betulle.
Percorriamo pochi passi in leggera discesa fra cespugli di rododendro e continuiamo quasi in piano. Alla sinistra scorre un torrente.
Poco dopo lo guadiamo, agevolati da alcune grosse pietre che affiorano dall'acqua.
Sull'altra sponda, iniziamo a salire ripidamente zigzagando tra l'erba, seguendo pallide tracce di sentiero.
Raggiunte due betulle nate dallo stesso ceppo, giriamo a sinistra (m. 1530).
La pendenza diminuisce. Alcune pietre formano dei rudimentali gradini.
Con poca pendenza percorriamo un traverso tra l'erba. Superiamo un rivolo.
Torniamo a salire (m. 1540).
Con poca pendenza percorriamo pochi passi su fondo roccioso.
Continuiamo quasi in piano tra l'erba.

Ignorata una traccia che prosegue diritto quasi in piano, saliamo a destra, raggiungiamo un larice e ci immettiamo su di un sentiero più marcato (m. 1550).
Andiamo a destra e dopo un breve tratto quasi in piano riprendiamo a salire. Da questo punto vediamo il tetto del rifugio e l'asta della bandiera.
Percorriamo due tornanti sinistra-destra (m. 1570).
Troviamo un muretto di pietre alla sinistra.
Continuiamo con due zig-zag sinistra-destra (m. 1575).
Con poca pendenza percorriamo un tratto rinforzato alla destra.
Torniamo a salire. Alla sinistra più in alto, vediamo il rifugio.
Continuiamo dapprima in leggera salita e poi in salita fino ad un tornante sinistrorso (m. 1595) oltre il quale raggiungiamo il rifugio. Alla destra ci sono un baitello con il tetto verde e, poco più in alto, una tettoia.

Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello: m. 700 -40
Data escursione: ottobre 2015
 
Secondo itinerario: da Premana per l'Alpe Deleguaccio (EE)
Come descritto nel primo itinerario arriviamo alla cappella dove i due percorsi si dividono (m. 1515).
Ignorando il sentiero che prosegue diritto verso l'Alpe al Bocc, percorriamo un tornante destrorso, tra erba e poche betulle, iniziando a risalire il lato sinistro orografico della Val Chiarelli.
Subito dopo superiamo un tornante sinistrorso.
Su di una pietra vediamo la scritta in bianco "28°". Attorno ci sono vari cespugli di rododendro.
Alla sinistra, sul fondo valle, vediamo un torrente scendere formando una cascata.
Percorriamo un tornante destrorso con vista sul sottostante torrente (m. 1545).
Proseguiamo con due tornanti ravvicinati sinistra-destra.

Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra e continuiamo diritto in modo abbastanza ripido (m. 1555).
Alla sinistra vediamo un secondo torrente che scende a cascata e va a raggiungere il primo.
Dalla sinistra rientra l'altro sentiero (m. 1575).
Dopo un tornante sinistrorso percorriamo un tratto con poca pendenza.
Torniamo a salire con due curve destra-sinistra (m. 1590).
Presso un tornante destrorso, ignoriamo un sentiero che prosegue diritto. In questo tratto le pietre della mulattiera sono accuratamente sistemate (m. 1605).
Percorriamo un tornante sinistrorso e proseguiamo, dapprima quasi in piano e poi in leggera salita, sempre tra i rododendri.

Percorrendo un ampio tornante sinistrorso, dapprima quasi in piano e poi con poca pendenza, scavalchiamo e guadiamo i due rami di un torrente (m. 1630).
Continuiamo circondati dall'erba, e torniamo a salire.
Dopo una curva a destra proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in salita verso la croce dell'Alpe Deleguaccio.
Poi giriamo a destra e cominciamo a vedere anche la bandiera.
Continuiamo in leggera salita e troviamo un triangolo del "Giir di Mont" con l'indicazione del km. 28.
Percorriamo un tratto in salita ed un altro con minore pendenza.

Raggiungiamo la croce. Alla destra ci sono la bandiera ed un'altalena. Davanti abbiamo le baite dell'Alpe Deleguaccio. I segnavia indicano: Alpe Deleguàcc m. 1668; a destra con la DOL: Piancalada a ore 0.40, Solino a ore 0.50, Premaniga (seconda tappa) a ore 1.15; a sinistra: La Casniella a ore 2, Alpe Campo a ore 2.20, Roccoli Lorla (tappa) a ore 5.20, Bivacco del Bocc.
Tenendoci alla sinistra, attraversiamo il prato che ci separa dalle baite nel quale scorre un ruscello parzialmente interrato che affiora per formare una vasca e delle prese d'acqua.
Le baite oggigiorno sono delle seconde case. Quasi tutte sono state ben ristrutturate rispettando l’architettura originale tranne che nei tetti dove dei moderni pannelli di metallo sostituiscono le vecchie piode.

Quasi in piano, passiamo tra le baite più in basso, alla sinistra dell'alpeggio.
Proseguiamo tra i prati prendendo un sentiero che gira a sinistra. L'Alpe al Bocc è ben visibile più in basso.
Guadiamo un torrente.
Iniziamo a scendere con un traverso a mezza costa su di un sentiero, accidentato in alcuni punti.
Troviamo un tratto esposto ed infangato che superiamo aiutati e assicurati da una catena passamano (m. 1630).
La pendenza diminuisce e al termine del tratto esposto e della catena continuiamo senza problemi.
Guadiamo il torrente originato da una cascata che scende dalla destra e poco dopo raggiungiamo l'alpeggio.
Lasciamo a destra una tettoia per il riparo degli animali, poi alla sinistra un baitello con il tetto verde e arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.40 - Dislivello: m. 768 -128
Data escursione: ottobre 2015

ESCURSIONI/ASCENSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • all'Alpe Deleguaccio (m. 1668) in ore 0.15
  • al Lago Deleguaccio Inferiore (m. 2090) in ore 1.15
  • al Lago Deleguaccio Superiore (m. 2250) in ore 1.45
  • a Piancalada in ore 0.55
  • a Solino in ore 1.05
  • a Premaniga (m. 1450) in ore 1.30
  • al Pizzo Alto (m. 2512) in ore 2.45
  • al Monte Legnone (m. 2609) in ore 3.15




Dati del Rifugio Alpe al Bocc

Altezza:
m. 1600
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
poco sotto
l'Alpe Deleguaccio
Comune:
Pagnona - LC
Carta Kompass:
105 - B3
Coordinate Geo:
46°04'41.60"N
9°25'35.30"E
Gestore:
Gruppo Alpini
di Pagnona
Telefono gestore:
333 4539762
Telefono rifugio:
-
Posti letto:
8
Apertura:
ritirare le chiavi
Pagina inserita
il: 15/10/2015
Il Rifugio Alpe al Bocc Interno: fornello e stufa Interno: dormitorio Gorla Zuch Gianel Colori autunnali Colori autunnali Santella sotto una parete sporgente Un guado Cappella al bivio dove i due percorsi si separano Guado dopo lˈAlpe Deleguaccio Tratto esposto e fangoso con catena Cascata ai cui piedi guadiamo un torrente Arrivo allˈAlpe Bocc col secondo itinerario La fontana e la madonnina dorata davanti al rifugio La croce allˈAlpe Bocc Veduta a valle dallˈAlpe Bocc Veduta dallˈalto: Alpe Deleguaccio a sinistra e Alpe Bocc a destra Il Lago Deleguaccio Il baitello al Lago Deleguaccio

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