Bivacco Zeb

Il Bivacco Zeb è situato in località Avert di Muggiolo, in Val Dernone, una valle laterale della Valle del Dosso.
Si trova all'incirca a metà della seconda tappa dell'Alta Via del Lario che con nove ore di cammino collega la Capanna Como al Rifugio S. Jorio ma lo si può raggiungere anche risalendo la Valle del Dosso (come qui sotto descritto).
Il bivacco dispone di otto posti letto completi di materassi, cuscini e coperte, tavolo con relative panche, armadietti con stoviglie e alcuni generi di prima necessità.
L'acqua è recuperabile presso due sorgenti situate nei pressi e ben segnalate.
Il bivacco è dedicato a Flavio Muschialli, detto Zeb, caposquadra del Soccorso Alpino e Speleologico di Dongo, precipitato in un canalone all'età di 37 anni. Era l'anno 2011 come ricorda la targa "Bivacco Zeb +2011" collocata all'esterno, accanto alla porta d'ingresso.

Con la statale 340 Dir arriviamo fino a Gravedona dove al km. 17.7 prendiamo la provinciale 4 per Peglio, Livo e Dosso del Liro allontanandoci dal lago.
Superate le frazioni di San Carlo, Piumona, Travisa, Rancio e Traversa, a un bivio andiamo a sinistra verso Dosso Liro.
Raggiunto il paesino, a un bivio andiamo a destra e subito lo attraversiamo passando per la piazzetta della chiesa, oltre la quale la strada si restringe un poco.
Continuiamo fino al Pian delle Castagne dove troviamo alla destra un posto di ristoro e alla sinistra un ampio spazio sterrato per parcheggiare (m. 890).
Potremmo anche proseguire fino a Caiasco (risparmiando una mezzora di cammino) dove lo spazio per lasciare la macchina basta solo per cinque o sei vetture. Eventualmente ci sono altri spazi a bordo strada nei pressi della Chiesetta degli Alpini.

Lasciata la macchina al Pian delle Castagne, ci incamminiamo, in leggera salita tra gli alberi, seguendo la strada con il fondo cemento che prosegue diritto e trascurando la sterrata che si stacca alla sinistra all'inizio della quale tre cartelli indicano il Rifugio Vincino e la Via dei Monti Lariani a4.
Alla destra c'è un muretto di pietre che poco dopo si riduce a un semplice cordolo in cemento.
Quasi in piano transitiamo sotto 3 cavi dell'alta tensione e vediamo un traliccio alla sinistra. Alla destra c'è un muretto in cemento. Alla sinistra cominciamo a vedere i monti sul versante opposto della valle (m. 900).
Rientriamo nel bosco e proseguiamo con poca pendenza. Il muretto alla destra termina.
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua collocata di traverso alla strada. Alla destra ricomincia il muretto in cemento (m. 920).
Troviamo un'altra grata. Gli alberi del bosco sono prevalentemente larici alla sinistra e pini alla destra (m. 940).

Alla destra troviamo la Cappella degli Alpini contenente la statua di una madonna. Sopra la porta leggiamo: "Per aspera ad astra". Una scritta incisa a fuoco su una tavola di legno ricorda gli alpini caduti valorosamente nelle steppe russe (m. 950).
Proseguiamo in salita con due semicurve destra-sinistra. In questa zona c'è ancora spazio per parcheggiare alcune vetture.
Alla destra ci sono un muro e un muretto che protegge da un ruscello che esce da un tubo.

Poco dopo raggiungiamo un bivio e continuiamo diritto con pochissima pendenza mentre la strada alla destra retrocede con un tornante in salita. Un cartello segnala a destra l'Agriturismo La Vecchia Cascina. Due segnavia su fondo rosso per i ciclisti indicano a destra Prennaro a km. 1.2 e diritto La Foppa (dove ci sono i ruderi della caserma della Finanza distrutta nel 1918) a km. 4.1.
Alla sinistra ci sono delle protezioni di ferro dipinte di bianco e una bella veduta sui monti oltre la valle; alla destra ci sono un cordolo in cemento e gli alberi (m. 955).
Superiamo tre semicurve: destra, sinistra, destra.
Alla destra c'è un muretto in cemento sormontato da alcune gabbie contenenti delle pietre.
Subito dopo, percorriamo una semicurva verso sinistra.
Continuiamo in salita. Per un tratto alla destra c'è un muro di pietre.
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua. Alla destra abbiamo una parete rocciosa (m. 970).

Proseguiamo con poca pendenza. All'esterno di una curva verso sinistra scende una cascata protetta da un muretto. L'acqua passa sotto alla strada dentro a un tubo (m. 975).
Subito percorriamo un tornante destrorso molto ampio superando due grate, una dopo l'altra.
Continuiamo con una semicurva verso sinistra.
Superiamo un'altra grata e, quasi in piano, percorriamo una curva verso destra (m. 985).
Troviamo un palo di cemento alla sinistra. Alla destra c'è un muretto, inizialmente di cemento e poi di pietre. In questo tratto, una dopo l'altra, superamo tre grate.
Proseguiamo con pochissima pendenza. Troviamo un'altra grata per lo scolo dell'acqua. Alla destra c'è un muretto di pietre (m. 990).
Lasciamo a destra uno slargo.

Attraversiamo il letto di un torrente asciutto e continuiamo in leggera salita (m. 990). Per un tratto alla sinistra non ci sono le protezioni a valle che però poco dopo ricominciamo. Ora alla destra c'è una parete rocciosa (m. 995).
Superiamo un altro torrente asciutto. Un piccolo sentiero scende a sinistra verso delle baite (m. 1000).
Continuiamo con un muretto alla destra, dapprima di pietre e poi di cemento.

Arriviamo a Caiasco. Le baite sono quasi tutte in altro a destra raggiungibili con una ripida strada sulla quale il transito è consentito solo alle persone autorizzate. C'è anche una teleferica che sale a destra. Alla sinistra c'è uno slargo sufficiente per cinque o sei auto. Ci sono anche un pannello con una cartina e un altro con la scritta: "Monte Caiasco mt. 1000". Da questo punto la strada diventa agro-silvo-pastorale e il transito ai veicoli non è più consentito (m. 1010).

Continuiamo in salita e, dopo pochi passi, superiamo una stanga di colore verde che troviamo abbassata. Da questo punto cominciamo a trovare delle canaline metalliche per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada.
Presso una semicurva verso sinistra un ruscello passa sotto alla strada.
Camminiamo attorniati da prati e pochi alberi.

All'esterno di una curva verso destra ci sono tre piccole baite (m. 1025).
Poco dopo alla destra troviamo una fontana con una grande vasca in cemento (m. 1030).
Alla sinistra c'è una staccionata di legno. Superiamo una semicurva verso sinistra.

La strada diventa sterrata. Alla sinistra c'è un grande masso. Continuiamo quasi in piano attorniati dai prati (m. 1035).
Percorriamo una semicurva verso destra molto ampia. Alla sinistra, sul lato opposto della valle, cominciamo a vedere le Baite di Piazza e di Vincino sormontate dall'isolato Rifugio Vincino (ex caserma della Finanza).
Continuiamo in leggera salita. Presso una curva verso sinistra, un rivolo passa sotto alla sterrata dentro a un tubo (m. 1045).
Quasi in piano superiamo un'ampia curva verso destra.
Alla destra c'è un muro di pietre a secco.
Superiamo una semicurva verso sinistra.
Percorriamo una curva verso destra all'interno della quale c'è un muretto di pietre a secco (m. 1050).

Continuiamo in discesa. Troviamo un'altra grata per lo scolo dell'acqua.
Quasi in piano superiamo una curva verso sinistra mentre l'acqua di un ruscello passa sotto alla sterrata.
Percorriamo un tornante destrorso molto ampio all'interno del quale c'è una parete di roccia.
Continuiamo in discesa fino al successivo tornante sinistrorso dove, quasi in piano, guadiamo l'acqua di un torrente che scende da una gola alla destra (m. 1045).
Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra torniamo a vedere il Rifugio Vincino.
Presso una curva verso sinistra un ruscello intubato scorre sotto alla sterrata (m. 1050).
In salita superiamo una curva verso destra e continuiamo quasi in piano. Davanti vediamo ancora il Rifugio Vincino (m. 1055).
Dopo circa tre metri di discesa, quasi in piano percorriamo una curva verso sinistra.

Con poca pendenza superiamo tre semicurve: dx-sx-dx vicine tra loro e seguite da una curva verso sinistra presso la quale un ruscello intubato scorre sotto alla sterrata (m. 1060).
Proseguiamo con un tratto in leggera discesa e uno quasi in piano. Davanti torniamo a vedere il Rifugio Vincino.
Percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio.

Passiamo tra le vecchie Baite di Sancido; una alla destra e due più un rudere alla sinistra. Alla destra c'è anche una fontana con vasca di pietra (m. 1065).
Continuiamo in salita attorniati da prati e da qualche albero. La sterrata ora è inerbita al centro e ha due strisce sterrate ai lati.
Lasciamo a sinistra un masso (m. 1075). Vediamo ancora il Rifugio Vincino e notiamo come sia stato edificato in un punto strategico, in posizione dominante sulla vallata, dalla quale i finanzieri potevano controllare i movimenti dei contrabbandieri.

Raggiungiamo un altro gruppo di case, due solamente alla sinistra e tutte le altre in scala lungo il pendio che sale alla destra (m. 1095). Alla sinistra c'è una staccionata; alla destra un muro di pietre. Su di una casa leggiamo: "Monte Cucchetta 1093".
Subito percorriamo una curva verso destra e continuiamo quasi in piano.
Presso la successiva semicurva verso sinistra superiamo un guado e proseguiamo con poca pendenza.
Percorriamo una curva verso destra all'intermo della quale ci sono dei paletti di legno che fissano dei tronchi collocati orizzontalmente allo scopo di prevenire eventuali smottamenti del terreno (m. 1100).

In lievissima discesa raggiungiamo un tornante sinistrorso molto ampio. Alla destra ci sono una santella di pietre (che contiene una madonnina di bronzo chiusa da una grata con la scritta "Ave Maria") e un grande masso. Subito dopo guadiamo un torrente (m. 1100).
Continuiamo in leggera salita.
Lasciamo a destra due massi.
Superiamo delle semicurve: dx-sx-dx.
Quasi in piano percorriamo un tornante destrorso (m. 1110).
Per un tratto alla destra ci accompagna un muretto realizzato con grosse pietre.
Dopo una semicurva verso destra continuiamo con poca pendenza.
Superiamo un breve tratto in leggera discesa.
Proseguiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano.
In leggera salita superiamo una curva verso destra.
Alla destra c'è uno slargo (m. 1120).

Con il fondo in cemento, percorriamo un ripido tratto in discesa. Alla destra ci sono delle gabbie piene di pietre.
Continuiamo con un tratto in leggera salita (m. 1115), uno in leggera discesa attraversato da un rivolo, e un altro in leggera salita.
Superiamo una semicurva verso destra.
Per un tratto alla destra abbiamo una parete di roccia.
Un rivolo attraversa la sterrata.
Percorriamo un tratto in salita e continuiamo quasi in piano.
Alla sinistra ci sono due alti frassini e, davanti verso sinistra, torniamo a vedere il Rifugio Vincino (m. 1125). Riprendiamo a salire.

Troviamo altri frassini e un grande faggio. Percorriamo una curva verso destra molto ampia. Siamo in località: Cascinotta. Alla sinistra c'è un rudere e, più in basso, vediamo delle baite tra gli alberi (m. 1140).
Proseguiamo quasi in piano lasciando a destra un casello dell'acquedotto (m. 1145).
Continuiamo dapprima in leggera discesa e poi in discesa. Alla sinistra vediamo il Rifugio Vincino.
Percorriamo un tratto in leggera salita (m. 1135).
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera discesa.
In discesa superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1130).
Continuiamo in leggera discesa e poi in discesa. In basso alla sinistra cominciamo a vedere il Torrente Liro.
Dopo un breve tratto quasi in piano torniamo a scendere. Un pezzo di tubo nero affiora dal terreno (m. 1115).
Proseguiamo quasi in piano (m. 1105).
Continuiamo in leggera discesa. Alla destra ci sono un muro di pietre a secco e un pilone quadrato in cemento.
Superiamo una semicurva verso destra e torniamo a scendere.
Quasi in piano percorriamo una curva verso sinistra. Alla destra c'è una rete sostenuta da undici pali di acciaio a forma di "X" (m. 1100).
Superiamo una semicurva verso destra.

In lievissima salita attraversiamo una zona interessata da una recente frana.
Alla destra c'è un muro di pietre.
Alla sinistra c'è un pilone quadrato in cemento. Attorno alla sterrata vediamo vari cespugli di ginestre.
Quasi in piano percorriamo una curva verso destra molto ampia.
Continuiamo in leggera discesa. In alto a destra vediamo una cascata.
Subito dopo alla destra c'è una pietra con due bolli di colore rosso-bianco-rosso. Sono i primi che vediamo (m. 1110).
Proseguiamo in leggera salita.

La strada si riduce a sentiero e raggiungiamo una palina con il cartello: "La Foppa 1116 m." Poco sopra alla destra ci sono i ruderi della Caserma della Finanza, distrutta da una frana il 2 marzo 1918, raggiungibili con un sentierino (m. 1120). Su di una pietra accanto ai ruderi sono stati incisi i nomi del brigadiere, delle sei guardie e dei due porta viveri periti nella tragedia.
Dalla caserma possiamo continuare verso sinistra con un sentiero in discesa oppure, tornati accanto alla palina con il cartello possiamo proseguire con una curva verso destra.
Poco dopo i due sentieri si congiungono e proseguiamo in leggera discesa.
Superiamo una curva verso destra.
Alla sinistra troviamo un ometto.

Presso una curva verso sinistra guadiamo un torrente che con una lunga cascata scende dalle destra (m. 1105).
Dopo un tratto con poca pendenza proseguiamo in salita. Di tanto in tanto vediamo un bollo bianco-rosso.
Superiamo una semicurva verso destra e continuiamo quasi in piano.
Presso una curva verso sinistra attraversiamo il letto di un ruscello che troviamo asciutto.
Continuiamo dapprima in leggera salita e, dopo una semicurva verso destra, quasi in piano (m. 1135).

Percorriamo due tratti con poca pendenza intervallati da uno quasi in piano. Alla sinistra, oltre il torrente, vediamo scendere una cascata. Poco sotto, tra gli alberi, c'è un masso.
Arrivati di fronte alla cascata, percorriamo un tratto in lievissima discesa e continuiamo in leggera salita. Alla destra c'è un muretto a secco lungo solo un metro (m. 1140).
Superiamo due semicurve sinistra-destra e due brevi tratti, il primo in leggera discesa e l'altro quasi in piano.
Presso una semicurva verso destra lasciamo a sinistra un masso (m. 1145).
Continuiamo con poca pendenza.
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra. Alla destra c'è un grande masso.

Quasi in piano, presso un tornante sinistrorso, guadiamo un torrente che scende dalla destra.
Superiamo due brevi tratti, il primo in leggera discesa e l'altro quasi in piano, mentre ai lati del sentiero ci sono altri massi.
Continuiamo con poca pendenza. Alla sinistra, poco più in basso, scorre il torrente.
Tra alberi e pietre, percorriamo un tratto in leggera discesa e uno in leggera salita.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita (m. 1155).
Camminiamo sopra una roccia liscia (m. 1160).
Dopo un breve tratto in leggera discesa, quasi in piano rientriamo nel bosco.

Alla destra vediamo un albero cresciuto sopra a una roccia.
Proseguiamo in salita.
Con pochi passi quasi in piano attraversiamo un ruscelletto e riprendiamo a salire (m. 1170).
Il sentiero si divide e subito si ricompone.
Alcune pietre formano dei rudimentali gradini.
Superiamo uno zig-zag sinistra-destra passando tra due pietre.
Subito dopo passiamo tra due massi. Il bosco termina.
Continuiamo in leggera salita. Presso una semicurva verso sinistra guadiamo un torrente (m. 1185).
Saliamo alcuni rudimentali gradini di pietra.

Quasi in piano giriamo a sinistra e attraversiamo il Torrente Liro sul Ponte di Madri. Il ponte ha il fondo in cemento e la sponda destra con protezioni in ferro mentre l'altra sponda è crollata (m. 1190).
Dopo il ponte proseguiamo con una semicurva verso destra. In salita entriamo in una faggeta dove, tra gli alberi, vediamo diversi massi.
Continuiamo con poca pendenza.

Un tratto privo di alberi alla destra, consente di vedere una solitaria casa tra le rocce oltre il torrente.
Superiamo una serpentina sinistra-destra.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita rientrando nel bosco.
Continuiamo con una serpentina sinistra-destra.
Riprendiamo a salire attorniati da massi.
Con poca pendenza superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1205).
Tra gli alberi alla sinistra vediamo un grosso masso.
Continuiamo attorniati da erba e cespugli con vista sul torrente che scorre poco più sotto.
Superiamo un breve tratto quasi in piano e uno in leggera discesa.

Attraversiamo il letto in secca di un affluente. Alla destra, nel Liro vediamo diversi grossi massi (m. 1210).
Dopo un tratto in salita continuiamo con poca pendenza.

Lasciamo a sinistra una pozza recintata.
Poco dopo, su di un masso vediamo un cartello che segnala il divieto di caccia.
Superiamo una semicurva verso sinistra aggirando un masso.
Riprendiamo a salire tra l'erba mente gli alberi ai lati sono a qualche metro di distanza.

Dopo una curva verso sinistra, tra le pietre rientriamo nella faggeta (m. 1235).
All'esterno di una curva verso destra troviamo un grande masso.
Lasciamo a destra un masso appuntito sul quale vediamo un bollo bianco-rosso. Saliamo alcuni rudimentali gradini di pietra.
Dopo un tratto con poca pendenza continuiamo quasi in piano. Troviamo una pietra nella parte sinistra del sentiero (m. 1245).
In leggera salita superiamo due semicurve sinistra-destra.

Un rivolo attraversa il sentiero.
Continuiamo tra arbusti e pietre con vista alla destra sul Liro che scorre poco più in basso.
Saliamo alcuni rudimentali gradini di pietra.
Terminati i gradini giriamo a sinistra e percorriamo un breve tratto in discesa (m. 1255).
Dopo un tratto quasi in piano, superiamo una semicurva verso sinistra e riprendiamo a salire attorniati da erba e arbusti.
Continuiamo con poca pendenza. Alla destra c'è un ometto (m. 1265).
Con pochi passi quasi in piano attraversiamo un rivolo (m. 1270).
Proseguiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano. Attorno ci sono erba, arbusti e pietre (m. 1275).
Saliamo alcuni rudimentali gradini di pietra.
Continuiamo quasi in piano (m. 1280).
Percorriamo delle serpentine appena accennate: sx-dx-sx-dx-sx-dx.
Con poca pendenza saliamo dei rudimentali gradini di pietra.
Proseguiamo quasi in piano (m. 1285).
Saliamo altri rudimentali gradini di pietra.
Continuiamo con poca pendenza. Passiamo sopra a una pietra piatta (m. 1290).
Torniamo a salire con altri gradini e superiamo due semicurve sinistra-destra.

Passiamo sotto a due faggi che escono dal terreno alla sinistra e si ergono sopra al sentiero.
Proseguiamo quasi in piano (m. 1295).
Attraversiamo un ruscelletto.
Camminiamo sopra delle pietre piatte.
Scendiamo per un paio di metri e continuiamo in leggera salita.

Presso una semicurva verso sinistra guadiamo un ruscello (m. 1295).
Continuiamo in salita attorniati da pietre e arbusti.
Aggiriamo alla sinistra un masso con i bolli. Saliamo dei rudimentali gradini di pietra.

Gli alberi terminano. La valle ora è più aperta (m. 1305).
Camminiamo tra erba, arbusti, massi e pietre con vista sul Liro, poco sotto alla destra.
Due sbarre di legno chiudono il sentiero per impedire che gli animali al pascolo possano allontanarsi. Le aggiriamo alla destra tra le pietre (m. 1315).
Dopo un tratto quasi in piano e uno con poca pendenza riprendiamo a salire.

Alla sinistra vediamo l'Alpe Madri (m. 1320).
Il sentiero in questo punto è poco visibile ma non mancano certo i bolli bianchi e rossi dipinti sulle pietre a indicare il cammino.
Presso una curva verso sinistra troviamo un ometto e un bollo bianco-rosso ricurvo (m. 1335).
Poco dopo percorriamo una curva verso destra e proseguiamo quasi in piano.
Attraversiamo il letto di un affluente del Liro che troviamo asciutto.

Aggiriamo alla destra un dossetto pietroso.
Superiamo un tratto in leggera discesa.
Un rivolo attraversa il sentiero. Proseguiamo quasi in piano (m. 1340).
Su di una pietra vediamo un bollo bianco-rosso ricurvo.

Dopo pochi passi, giriamo a destra e attraversiamo il letto del Torrente Liro che troviamo praticamente asciutto.
In leggera salita raggiungiamo l'altra sponda e giriamo a sinistra come indicato da un bollo ricurvo accanto a un masso con un ometto. Riprendiamo il sentiero che procede inizialmente quasi in piano.
Proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita tra erba e qualche pietra. La traccia è poco evidente ma i bolli ci guidano con sicurezza.
Dopo un tratto quasi in piano continuiamo in leggera salita (m. 1360).
Lasciamo a sinistra un masso sul quale vediamo un bollo bianco-rosso e delle pietre che formano un ometto (m. 1370).

Riprendiamo il sentiero camminando tra alberelli.
Quasi in piano aggiriamo alla destra una pietra nel sentiero.
Percorriamo un tratto in lievissima discesa e uno quasi in piano.
Con un alto passo scavalchiamo una pietra. Continuiamo in leggera salita attorniati da erba e pietre.

Quasi in piano attraversiamo un affluente del Liro, che troviamo in secca (m. 1380).
Continuiamo su sentiero, in leggera salita, tra erba e alcune pietre.
Dopo un tratto in salita proseguiamo con pochissima pendenza (m. 1400).

Attraversiamo il letto di un torrente asciutto (m. 1405).
Nei pressi del Torrente Liro vediamo un cavallo e alcune mucche al pascolo. Sul lato opposto della valle notiamo una cascata che scende incassata tra le rocce.
Alterniamo due tratti con poca pendenza a uno quasi in piano.

Arriviamo all'Alpe Predone dove troviamo solo una piccola pozza recintata (m. 1420) e poco dopo quanto resta di una baita crollata (m. 1425).
Continuiamo tra erba e pietre.
Riprendiamo a salire. In questo punto si sono alcuni cespugli di mirtilli (m. 1435).
Proseguiamo in leggera salita tra erba e pietre (m. 1440).

Scendiamo al Torrente Liro e lo seguiamo quasi in piano tra massi e pietre, accompagnati dai bolli.
Sempre seguendo i bolli, giriamo a sinistra e lo attraversiamo appoggiando gli scarponi sulle pietre affioranti tra qualche limpida pozza e alcuni saltelli d'acqua.

Sull'altra sponda, con pochi ripidi passi risaliamo tra alcuni massi e continuiamo quasi in piano tra l'erba.
Percorriamo un tornante sinistrorso seguito in leggera salita da uno destrorso (m. 1450).
Superiamo un masso con due bolli bianco-rossi e delle pietre che formano un ometto, pieghiamo a sinistra e riprendiamo a salire volgendo le spalle al torrente.
Percorriamo una curva verso sinistra e un tornante destrorso vicini tra loro.
La pendenza diventa ripida (m. 1455).
Saliamo dei rudimentali gradini di pietra e percorriamo una curva verso destra.
Con minore pendenza superiamo una curva verso sinistra, a monte di una roccia che scende a destra.
Passiamo tra due massi.

Subito dopo, presso un tornante sinistrorso, troviamo una targa con foto a ricordo di un finanziere morto all'età di 41 anni.
Continuiamo ripidamente, attorniati dall'erba.
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1480).
Dopo un breve tratto con minore pendenza superiamo una curva verso destra. Saliamo ripidamente.
Superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 1490).

Con minore pendenza attraversiamo un prato, camminando tra foglie di rabarbaro.
Riprendiamo a salire tra l'erba, in modo abbastanza ripido (m. 1500).
In leggera salita scavalchiamo un ruscelletto (m. 1505).
Aggiriamo un masso basso sul quale vediamo due bolli bianco-rossi (m. 1515).
Subito dopo, quasi in piano scavalchiamo un rivolo.
Continuiamo con due curve destra-sinistra vicine tra loro.
In salita superiamo uno zig-zag sinistra-destra.

Quasi in piano, percorriamo un'ampia curva verso sinistra all'esterno della quale c'è una parete di roccia (m. 1525).
Riprendiamo subito a salire e superiamo due curve destra-sinistra vicine tra loro.
Un rivolo bagna il sentiero (m. 1535).
Con poca pendenza camminiamo sopra una pietra liscia.
In salita percorriamo un tornante destrorso. Alla sinistra c'è un masso (m. 1540).
Passiamo tra alcuni massi bassi.
Lasciamo a sinistra un grande masso (m. 1545).
Seguiamo delle tracce tra l'erba, sempre ben indirizzati dai numerosi bolli bianco-rossi. Percorriamo tre curve: sx-dx-sx.

Davanti vediamo una baita (m. 1550). Pieghiamo a sinistra e, in leggera salita, la raggiungiamo. Siamo all'Alpe Mugiam (m. 1565).
Lasciata a destra la baita, continuiamo in salita tra alcuni massi.
Giriamo a destra e proseguiamo tra erba e pietre.
Quasi in piano scavalchiamo un ruscello (m. 1575).
Con una curva verso destra, in leggera salita, aggiriamo una roccetta affiorante nel sentiero (m. 1585).

Presso una curva verso sinistra, quasi in piano guadiamo un torrente.
Alterniamo due tratti con poca pendenza ad altrettanti in salita, camminando tra erba e arbusti.
Superiamo tre coppie di zig-zag destra-sinistra (m. 1600-1605-1610).

Davanti verso sinistra, in lontananza, vediamo una parte del Lago di Como e i Corni di Canzo.
Raggiunta una liscia e obliqua parete di roccia, giriamo a destra come segnalato da un bollo bianco-rosso ricurvo (m. 1615). Saliamo ripidamente.
Poco dopo giriamo a sinistra e continuiamo in salita aggirando così la parete.
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra tra erba, cespugli e pietre (m. 1625).

Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra precipita un pendio prativo (m. 1630).
Lasciamo a sinistra un masso basso (m. 1635).
Continuiamo in salita fino a una semicurva verso destra (m. 1645).
In modo abbastanza ripido percorriamo una curva verso destra presso la quale vediamo un segnavia ricurvo.
Lasciamo a sinistra una liscia roccia obliqua (m. 1660).
Continuiamo con due curve verso sinistra e superiamo un ripido tratto.
Proseguiamo in salita attorniati dall'erba (m. 1665).

Troviamo un bollo bianco-rosso ricurvo e percorriamo quattro tornanti: dx-sx-dx-sx.
Superiamo un tratto con poca pendenza (m. 1680).
Dopo una semicurva verso sinistra torniamo a salire ripidamente.
Percorriamo una semicurva verso destra e, poco dopo, un'altra verso sinistra (m. 1705).

La pendenza diventa molto ripida.
Il sentiero si sdoppia in due tracce parallele; quella a sinistra procede su sfasciumi mentre quella alla destra, segnalata da un bollo bianco-rosso, su sterrato (m. 1720). Poi si ricompone (m. 1730).
Percorriamo un tratto in salita su fondo roccioso, seguito da tre passi quasi in piano.
Torniamo a salire in modo abbastanza ripido, su fondo roccioso, agevolati dalla presenza di rudimentali gradini.
Dopo un breve tratto in salita su sfasciumi, attraversiamo verso sinistra un rivolo che per alcuni metri bagna il percorso.

Sempre accompagnati dai bolli bianco-rossi, saliamo in modo assai ripido, con uno zig-zag destra-sinistra tra l'erba (m. 1740).
Continuiamo su fondo roccioso con un altro zig-zag destra-sinistra (m. 1750).
In salita superiamo una curva verso destra. Il sentiero si divide; entrambe le tracce salgono in modo abbastanza ripido e poco dopo si ricompongono (m. 1760).
Percorriamo un tornante destrorso e poco dopo uno sinistrorso.
Per un tratto il fondo è misto; parte sull'erba e parte su roccia (m. 1775).
Dopo pochi passi giriamo a sinistra.
Superiamo un tratto in lievissima discesa e uno in leggera salita.
Percorriamo una curva verso destra e riprendiamo a salire (m. 1775).
Giriamo a sinistra lasciando a destra una liscia roccia obliqua che subito dopo aggiriamo con un tornante destrorso seguito da uno sinistrorso.
Camminiamo su di una liscia roccia obliqua (m. 1790).
Scavalchiamo un rivolo.

Presso una curva verso sinistra attraversiamo un ruscelletto (m. 1795).
Continuiamo con pochi passi quasi in piano su sentiero sterrato.
In salita passiamo accanto a un ometto.
Superiamo una serpentina destra-sinistra, camminando tra cespugli di rododendro.
Un bollo bianco-rosso ricurvo indica di girare a destra. Saliamo in modo abbastanza ripido (m. 1805).
In questo punto, un ripido pendio scende alla sinistra.

Ci accostiamo a un ruscello che scorre parallelo alla sinistra (m. 1820).
Con alcune serpentine, ci spostiamo un po' verso destra, camminando su di un fondo di pietrisco e sabbietta.
Per un tratto proseguiamo in parallelo con il ruscello ma, poco dopo, ce ne allontaniamo verso destra (m. 1840).
Percorriamo un tornante sinistrorso.
Dopo una semicurva verso destra saliamo ripidamente.
Superiamo una semicurva verso sinistra e continuiamo con poca pendenza (m. 1855).
Ci riavviciniamo al ruscello e questa volta lo scavalchiamo (m. 1860).

Poco dopo percorriamo un tornante destrorso e riprendiamo a salire.
Presso una curva verso sinistra vediamo un bollo ricurvo (m. 1865).
Superiamo due serpentine destra-sinistra e vediamo un altro bollo ricurvo (m. 1870).
Continuiamo in modo abbastanza ripido, tra erba e cespugli di rododendro, con altre serpentine.
Passiamo accanto a un ometto (m. 1885).
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra.
Dopo un tornante sinistrorso saliamo ripidamente (m. 1895).

Ci riavviciniamo al ruscello che ora scorre alla nostra destra (m. 1900).
Poco dopo, presso una curva verso sinistra la pendenza diminuisce un poco.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 1910).
Prima di una curva verso sinistra passiamo accanto a un ometto (m. 1915).

Con un tornante destrorso aggiriamo una pietra bassa e subito percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1920).
Lasciamo a sinistra un masso con i bolli (m. 1925).
Continuiamo con poca pendenza, seguendo qualche traccia tra l'erba.
Superiamo due curve destra-sinistra vicine tra loro (m. 1930).

Ci avviciniamo a un altro ruscello che scorre alla sinistra ma subito percorriamo una curva verso destra (m. 1935).
Come indicato da un segnavia ricurvo, con pochi passi su di una piastra di roccia liscia, giriamo a sinistra.
Ci riavviciniamo al ruscello che ora è diviso in due rami, tra i quali c'è un ometto, e, uno alla volta, li scavalchiamo verso sinistra (m. 1945).
Dopo una curva verso destra saliamo in modo abbastanza ripido.
Seguendo molti bolli e qualche ometto, procediamo tra erba e pietre con delle serpentine, su deboli tracce che con il passare del tempo e degli escursionisti, diventeranno sentiero.
Dopo una curva verso destra proseguiamo in salita. Ora la traccia è più visibile (m. 1960).
Troviamo un segnavia ricurvo presso un tornante sinistrorso e aggiriamo una pietra piatta (m. 1965)
Proseguiamo con poca pendenza.

Finalmente vediamo il bivacco (m. 1975).
Percorriamo una curva verso destra, in salita, tra erba e pietre.
Passiamo tra una pietra alla sinistra e un masso alla destra (m. 1980).
Pieghiamo a destra e passiamo tra due massi (m. 1990).
Con un ultimo tratto in leggera salita raggiungiamo il bivacco.

Dal Pian delle Castagne / Tempo impiegato: ore 4.15 - Dislivello: m. 1206 -104
Da Caiasco ............... / Tempo impiegato: ore 3.45 - Dislivello: m. 1086 -104
Data escursione: luglio 2019

ESCURSIONI/ASCENSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:
  • all'innesto sul sentiero della seconda tappa dell’Alta Via del Lario
  • al Rifugio Capanna Como (m. 1790)
  • al Rifugio S. Jorio (m. 1980)
  • al Monte Cardinello (m. 2521)
  • al Pizzo Campanile (m. 2458)
  • al Pizzo Paglia (m. 2593)






Dati del Bivacco Zeb
Altezza:
m. 1992
Gruppo:
Valli Lariane
Ubicazione:
Avert Muggiolo
Comune:
Dosso del Liro - CO
Carta Kompass:
fuori da 91-C1
Coordinate Geo:
46°13'01.70"N
9°13'33.30"E
Gestore:
CAI Dongo
Telefono gestore:
0344 81074
Email:
info@caidongo.it
Posti letto:
8
Apertura:
sempre
Pagina inserita
il: 26/07/2019
Il Bivacco Zeb La Cappella degli Alpini Caiasco, ultima possibilità per parcheggiare Le 3 Baite di Sancido ... e la fontana Località Monte Cucchetta La santella con madonnina ...  prima di un guado Un rudere in Località Cascinotta Cippo commemorativo e ruderi caserma in Località Foppa Il Ponte di Madri ... sul Torrente Liro Solitaria casa alla destra del torrente Alpe Madri Terminati gli alberi vediamo il Piz Martel in fondo alla valle Il primo attraversamento del Liro da sinistra a destra Il secondo attraversamento da destra a sinistra Pozze e saltelli del Torrente Liro Alpe Mugium Panorama a valle Zoom sul Lago di Como e sui Corni di Canzo Seguiamo tracce di sentiero e innumerevoli bolli Il panorama alle spalle Eccoci arrivati al bivacco Dormitorio Tavolo e panche Armadietto Armadietto Lampada Veduta panoramica dalla finestra Una delle due sorgenti nei pressi del bivacco Bivacco intitolato a ZEB perito nel 2011

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