Bivacco Val Capra

Il Bivacco Val Capra è situato nella Valle del Drogo, sulle alture a monte dell'Alpe Lendine, accanto alle poche baite del vecchio alpeggio.
Si tratta di una costruzione in pietra all'esterno e in legno all'interno, ottenuta dal rifacimento di una vecchia baita ed è stato inaugurato nell'estate 2016.
Dispone di due locali; nel primo ci sono: cucina con fornello due fuochi a induzione, mobile con stoviglie, tavolo, due panche, due cassapanche, cassetta pronto soccorso, cassetta per le offerte; nel secondo (separato da una porta scorrevole): otto posti letto (sei a sinistra e due a destra) completi di materassi, cuscini e coperte. Illuminazione a faretti. Pannelli solari sul tetto. Acqua dalla fontana all'esterno o dal vicino torrente.
Tra le cime, in lontananza oltre il fondovalle, vediamo il Pizzo Groppera (m. 2948), il Pizzo Stella (m. 3163), il Pizzo Galleggione (m. 3107) mentre a destra e dietro ci sono il Monte Mater (m. 2415) e il Pizzaccio (m. 2588).

Primo itinerario: da Olmo con il sentiero C26
Con la statale 36 arriviamo fino a San Giacomo Filippo (km. 122.7) dove deviamo a sinistra per imboccare la strada per Olmo e San Bernardo.
Superata una Via Crucis e la frazione di Motta continuiamo in salita con 18 tornanti.
La strada è asfaltata ma è anche abbastanza stretta tranne che nei tornanti. Ci sono comunque parecchie piazzole per lo scambio.
Dopo 7 km. raggiungiamo la frazione Olmo.

Possiamo parcheggiare accanto alla chiesa oppure un centinaio di metri più avanti alla destra della strada, di fronte ad una fontana (m. 1050).
In questo secondo caso torniamo indietro a piedi e, accanto ad una cappellina con la statua di una madonna, iniziamo a salire una scalinata con delle protezioni che fanno anche da corrimano alla sinistra e con un muretto alla destra.
Arriviamo al piccolo cancello del cimitero e giriamo a destra costeggiando la chiesa (m. 1060).
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra e troviamo un bollo bianco rosso ed una freccia.

Camminando tra case e recinzioni arriviamo ad un bivio (m. 1075) dove, accanto ad un idrante, troviamo una palina con dei segnavia che indicano a destra con il sentiero C26: A. Lendine a ore 2, Lago Caprara a ore 3.20, Alta Via Bodengo; diritto con il sentiero C27: Laguzzola a ore 1.45, A. Lendine a ore 2.45. Andiamo a destra, quasi in piano tra le case.
Proseguiamo in salita; alla sinistra c'è un prato e alla destra una recinzione formata da paletti di legno che reggono una rete.
Continuiamo tra prati e alberi (m. 1090).
Passiamo sotto a tre cavi.

Alla destra troviamo il primo di una serie di otto cartelli dedicati a S. Luigi Guanella. Su questo leggiamo: "Il Signore ti osserva con sospiri d'amore meglio di un padre che conta i battiti del bambino che dorme". Volgendo lo sguardo vediamo i tetti di Olmo.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi con leggera pendenza. Alla destra, sul lato opposto della valle, vediamo i prati e le case di Dalò con il ripido pendio che precipita verso Chiavenna.

Ad un bivio (m. 1115) i segnavia indicano a sinistra: Laguzzola; a destra: Lendine. Dopo pochi metri a sinistra c'è il cartello n. 2/8 sul quale leggiamo: "Dio Padre ti guarda con amorevolezza, come se non avesse che pensare a te solo". Non ne troveremo altri in quanto a questo bivio proseguiamo verso l'Alpe Lendine.
Lasciamo a destra un masso sul quale vediamo un segnavia a bandierina rosso bianco rosso e continuiamo in salita.
Percorriamo un'ampia curva a sinistra salendo dei bassi gradini di pietra.
Dopo una curva a destra proseguiamo quasi in piano (m. 1130) e dopo la successiva a sinistra torniamo a salire. Transitiamo sotto quattro cavi dell'alta tensione.
Saliamo altri piccoli gradini.
Percorriamo due curve sinistra-destra (m. 1145).
Subito, con una curva a sinistra, aggiriamo un masso sul quale vediamo i bolli.

Nei prati alla destra ci sono le vecchie baite di Zecca; solo qualcuna è stata ristrutturata.
Dopo una curva a destra le raggiungiamo (m. 1165).
Seguiamo vari bolli rossi e due cartelli che indicano Lendine. Il sentiero segnalato, anziché addentrarsi tra le baite, le aggira a monte.
Alla sinistra troviamo una fontana con vasca di pietra.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra.
Poco dopo passiamo tra due pietre, entrambe con i bolli.
Continuiamo con poca pendenza. Vediamo una freccia verde.

Alla sinistra troviamo una fontana con vasca. Un sentiero proviene dalla destra dopo aver attraversato il piccolo borgo. Un cartello ed una freccia verde invitano a proseguire diritto verso Lendine. Alla sinistra c'è una colata di pietre e massi franati (m. 1185).
In salita entriamo in un lariceto. Un altro cartello indica Lendine.

Proseguiamo con poca pendenza e vediamo un tubicino arancione che affiora dal terreno.
Alla sinistra troviamo una vaschetta con dell'acqua e sentiamo il rumore del torrente che scorre passando sotto al sentiero, coperto delle pietre (m. 1195).
Attraversiamo una zona con dei massi franati, ai lati del sentiero.
Dopo un tratto quasi in piano torniamo a salire. Di tanto in tanto vediamo una freccia verde.
Percorriamo un tratto allo scoperto e rientriamo nel lariceto. Aggiriamo alla sinistra una bassa pietra piatta. Continuiamo quasi in piano seppur con lievi saliscendi.
Dopo una semicurva verso destra proseguiamo in leggera salita e dopo la successiva curva a sinistra torniamo a camminare quasi in piano (m. 1215).

Saliamo dei rudimentali gradini di pietra.
Superiamo due tornanti sinistra-destra (m. 1230).
Dopo un tratto con poca pendenza torniamo a salire con dei gradini di pietra.
Ai lati del sentiero ci sono vari massi e pietre franate.
Saliamo altri gradini di pietra.

Troviamo alcuni cespugli di rododendro alla sinistra del sentiero.
Percorriamo due tratti con poca pendenza intervallati da uno quasi in piano. Proseguiamo in salita.
Alla sinistra c'è un muretto di contenimento sul quale vediamo un bollo bianco rosso (m. 1250).

Subito percorriamo uno zig-zag sinistra-destra lasciando a destra un enorme masso.
Saliamo dei gradini di pietra. Attorno vediamo diversi massi e pietre.
Continuiamo con un tratto quasi in piano e riprendiamo a salire.
Alla sinistra ci sono rododendri e pietre franate.
Con uno zig-zag sinistra-destra saliamo dei rudimentali gradini di pietra (m. 1265).

Percorriamo un'ampia curva a sinistra all'esterno della quale ci sono dei massi e proseguiamo in leggera salita.
Troviamo la prima di una serie di fontane con vasca in legno, tutte uguali. Accanto c'è un idrante (m. 1280).
Continuiamo con un lungo tratto quasi in piano seppur con lievi saliscendi, camminando tra larici, rododendri e pietre. In basso alla destra vediamo una baita tra i larici.
Percorriamo due tratti con poca pendenza intervallati da uno quasi in piano.

Un sentiero si stacca alla destra e, in leggera discesa, scende verso una baita.
Alla sinistra troviamo una seconda fontana con vasca di legno. In basso a destra, nel bosco, vediamo dapprima due ruderi e poco dopo due baite (m. 1290).
Continuiamo con poca pendenza. Troviamo un altro sentiero che scende alle baite e passiamo accanto a due tombini in cemento e ad un idrante.
Dopo un tratto in salita continuiamo con poca pendenza.

Torniamo a salire. In basso a destra vediamo una baita tra i larici (m. 1310).
Un tubo blu con una riga azzurra affiora dal sentiero.
Subito dopo, aggiriamo una pietra con una freccia verde ed un albero situati nel mezzo dei sentiero. Attorno ci sono dei massi (m. 1325).
Continuiamo quasi in piano.

All'interno di una curva a sinistra ci sono dei rododendri.
Percorriamo un'altra curva a sinistra e poco dopo un tornante destrorso.
Continuiamo con poca pendenza.

All'inizio di un'ampia curva a sinistra, il sentiero è chiuso da un paio di cavi fissati ad un palo con una manopola, da aprire e richiudere dopo il passaggio, in modo da impedire il passaggio agli animali di qualche alpeggio (m. 1335).
Subito alla sinistra troviamo la terza fontana con vasca di legno e un idrante.
Vediamo ancora una parte del tubo blu con una riga azzurra che affiora dal terreno.
Percorriamo un tratto in salita, uno quasi in piano ed uno con poca pendenza.

In basso alla destra, sul fondovalle, vediamo le case di Sant'Antonio, lungo il percorso C 25 che sale al Lago del Truzzo e al Rifugio Carlo Emilio (m. 1360).
Vediamo una parte del tubo blu che affiora dal terreno.

Alla sinistra troviamo una croce accanto alla quarta fontana con vasca di legno e ad un idrante. In un incavo sotto una roccia vediamo un quadretto raffigurante una madonna. C'è anche un vecchio ombrello sicuramente abbandonato da parecchio tempo (m. 1370).
Continuiamo dapprima quasi in piano e poi con pochissima pendenza. Troviamo un tombino di ferro cementato nel terreno.
Dopo un altro tratto quasi in piano riprendiamo a salire e torniamo a vedere una parte del tubo blu affiorare dal sentiero.
Continuiamo con poca pendenza e poi quasi in piano.
Presso una curva a destra percorriamo pochi passi in salita e subito torniamo a camminare quasi in piano attorniati da massi e rododendri (m. 1390).
Proseguiamo con un tratto in salita, uno quasi in piano ed uno con poca pendenza.

In basso alla destra vediamo delle case.
Continuiamo quasi in piano passando accanto alla quinta fontana con vasca di legno e ad un idrante. Poco più in basso alla destra vediamo alcune vecchie baite (m. 1405).
Lasciamo a destra una pietra, con un bollo bianco rosso, infilata in verticale in un mucchietto di altre pietre.
Torniamo a salire tra larici, erba e cespugli di rododendro.
In basso alla destra, tra gli alberi, rumoreggia il Torrente Valle del Drogo.
Dopo un tratto in leggera salita continuiamo quasi in piano e attraversiamo un ruscelletto (m. 1435).
Pochi passi più avanti vediamo ancora una parte del tubo blu che affiora dal sentiero.

Riprendiamo a salire. Dalla sinistra un rivolo si riversa sul sentiero e per alcuni metri lo bagna.
Continuiamo con poca pendenza. In basso alla destra vediamo una vecchia baita a due piani.
Troviamo la sesta fontana con vasca in legno e l'idrante. Sotto ad una grotta vediamo un quadretto raffigurante una madonnina. Vediamo anche il tubo blu che affiora per alcuni metri dal sentiero (m. 1445).
Poco dopo lo rivediamo riaffiorare in altri due punti. Riprendiamo a salire.
Percorriamo un tratto con poca pendenza e torniamo a salire.

Un ruscelletto si immette sul sentiero e per una diecina di metri lo bagna abbondantemente (m. 1465).
Continuiamo con poca pendenza. Lasciamo a sinistra una roccia obliqua. Vediamo un pezzo del solito tubo affiorante dal terreno.
Superiamo un altro tratto bagnato da un ruscelletto (m. 1475).
Alla sinistra troviamo un idrante e subito sentiamo scorrere l'acqua di un ruscello che, coperto delle pietre, attraversa il sentiero.

Quasi in piano raggiungiamo la settima fontana con vasca di legno collocata accanto ad un grosso cubo in cemento. Alla destra c'è un ponticello di legno protetto ai lati da paletti che reggono una rete verde (m. 1485).
Attraversato il Torrente della Valle del Drogo, giriamo a sinistra e riprendiamo a salire.
Ci immettiamo su di un sentiero più largo che proviene dalla destra. Vediamo un bollo rosso su di un albero (m. 1495).
Passiamo accanto a due tombini.

Arriviamo ad un bivio (m. 1520). I segnavia su di una pietra indicano davanti: Lendine; dietro verso sinistra: Olmo; dietro verso destra (vedi il terzo itinerario): Drogo.
Il sentiero si divide, passa accanto ad un segnavia che indica Lendine e si ricompone.
Poco dopo ancora si divide, aggira un paletto di legno intagliato nella parte alta, e si ricompone (m. 1535). Alla sinistra ad una ventina di metri di distanza vediamo scorrere il Torrente Valle Marina.
Poi, camminando su di una mulattiera, ci avviciniamo al torrente. Giriamo a sinistra e lo attraversiamo su di un ponticello di tronchi, con le sponde, interamente in legno (m. 1575).

Dopo il ponticello, prendiamo una scorciatoia, indicata da una freccia bianca, che sale a destra, lasciando il percorso principale che è diventato una stradina sterrata e che prosegue diritto.
Subito percorriamo due tornanti destra-sinistra salendo dei gradini.
Proseguiamo con un tornante destrorso aggirando delle pietre, seguito da un tornante sinistrorso.
Continuiamo con poca pendenza. In basso a sinistra vediamo la sterrata. Poco dopo la raggiungiamo (m. 1585).

A questo punto decidiamo di seguire la sterrata (il sentiero però l'abbiamo percorso al ritorno).
Percorriamo un tornante sinistrorso.
Presso un tornante destrorso, alla sinistra c'è una parete di roccia (m. 1600).
Proseguiamo in leggera salita.
Poco prima di un ampio tornante sinistrorso, la scorciatoia attraversa la sterrata da destra verso sinistra e subito dopo il tornante la riattraversa da sinistra verso destra (m. 1605).

Percorriamo un tornante destrorso (m. 1620).
La scorciatoia attraversa la sterrata da destra verso sinistra (m. 1630).
Subito dopo percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio all'esterno del quale, in basso, scorre il Torrente Valle Marina.
Superiamo una curva verso destra.
Ritroviamo la scorciatoia che attraversa nuovamente la sterrata.

Arrivati davanti ad un grande masso, percorriamo un tornante destrorso (m. 1635).
Continuiamo altri due tornanti sinistra-destra (m. 1640-1645), entrambi tagliati dalla scorciatoia.
Dalla destra rientra la scorciatoia (m. 1660). Davanti cominciamo a vedere il Pizzaccio.

Usciamo dal bosco (m. 1665). Alla sinistra ci sono prati e cespugli di rododendro. Alla destra scorre il Torrente Valle Marina.
Superiamo una semicurva verso sinistra molto ampia. Davanti, più in alto, vediamo l'Alpe Lendine.

Percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale c'è un ponticello di legno (m. 1685). I segnavia indicano, dietro: Drogo a ore 1, San Bernardo a ore 1.20, Olmo a ore 1.20; a sinistra seguendo il tornante: Bivacco Val Capra a ore 1, Passo di Lendine a ore 1.20, Passo Forcola a ore 1.40, Soazza (CH) a ore 5.30; a destra attraversando il ponticello: A. Prosto a ore 0.45, Lago del Truzzo a ore 1.45, Rifugio Carlo Emilio a ore 1.50, Passo del Servizio a ore 3.20.

Continuiamo in leggera salita. Superato un tornante destrorso, raggiungiamo Lendine (m. 1700). Le baite dell'alpeggio, ben ristrutturate, sono diventate delle seconde case e sono abitate per lo meno nel periodo estivo.
Accanto ad una fontana con vasca in legno, troviamo una palina con vari segnavia che indicano:
- a sinistra con il sentiero C27: Lago Grande a ore 0.40, Alpe Laguzzolo a ore 1, Olmo a ore 2 (vedi il secondo itinerario);
- a destra con il sentiero C28: A. Prosto a ore 0.45, Lago del Truzzo a ore 1.45, Rifugio Carlo Emilio a ore 1.50, Passo del Servizio a ore 3.20;
- davanti con il sentiero C9, Bivacco Val Capra a ore 1, Passo di Lendine a ore 1.20, Passo Forcola a ore 1.40, Soazza (CH) a ore 5.30;
- dietro con il sentiero C26: Drogo a ore 1, San Bernardo a ore 1.20, Olmo a ore 1.20, San Giacomo Filippo a ore 2.20.
In alto, davanti verso destra, poco sotto alla cima, alla destra di una cascata, vediamo sventolare le bandiere sul pennone accanto al bivacco.
Fin qui abbiamo impiegato 2 ore per superare un dislivello di m. 650.

Continuiamo diritto tra le baite rimanendo nella parte destra dell'alpeggio.
A monte dell'alpeggio proseguiamo con un sentiero tra i prati. In basso alla destra scorre il torrente.
Vediamo un bollo su di una pietra.

Proseguiamo quasi in piano e ci portiamo sulla riva al torrente (m. 1725). Qui abbiamo due possibilità. Il sentiero marcato con bolli di colore bianco-rosso e qualche ometto passa alla destra del torrente mentre un altro sentiero segnalato solo da alcuni ometti prosegue diritto. Abbiamo percorso il primo all'andata (come di seguito descritto) e l'altro al ritorno. Entrambi sono per buona parte ripidi e  presentano qualche passaggio esposto.

Andiamo a destra e, camminando su di un muretto che forma una piccola diga, attraversiamo la prima parte del torrente che in questo punto passa sotto in un tubo.
Continuiamo con un guado, agevolati da pietre affioranti dall'acqua.
Giriamo poi a sinistra, in salita, e usciamo dal letto del torrente (m. 1735).

Proseguiamo tra i prati seguendo un bollo ed un ometto.
Su di un masso vediamo un altro bollo ed un ometto. Camminiamo tra radi alberi e cespugli di rododendro.
Troviamo un altro ometto.
Pieghiamo leggermente a destra.
Vediamo i bolli su alcuni tronchi degli alberi e continuiamo con poca pendenza (m. 1745).
Presso una curva a sinistra troviamo molti cespugli di rododendro (m. 1755).
Percorriamo due curve destra-sinistra vicine tra loro.
Su di un masso vediamo i bolli ed un ometto (m. 1765).
Seguiamo delle pallide tracce tra l'erba, attorniati da radi larici e cespugli di rododendro.
Vediamo i bolli su dei massi che affiorano dal terreno.
Torniamo a salire (m. 1775). Vediamo altri bolli.

Quasi in piano, superiamo uno zig-zag sinistra-destra e attraversiamo il letto in secca di un torrente (m. 1785).
Giriamo a destra e lo costeggiamo in salita.
Senza sentiero, seguiamo i bolli tra erba, pietre, massi e mucche al pascolo.
Ritroviamo delle tracce di sentiero tra l'erba e vediamo un bollo circolare bianco-rosso su di una pietra. Ci troviamo sempre alla sinistra del torrente (m. 1810).

Ora saliamo in modo abbastanza ripido. Alla sinistra troviamo un ometto e alla destra una pietra con i bolli (m. 1820).
Poco dopo raggiungiamo dei giovani larici. Con uno zig-zag sinistra-destra il sentiero si porta in mezzo a loro.
Saliamo ripidamente (m. 1835).
Passiamo accanto ad un tronco dipinto con i bolli e trasformato in paletto segnavia (m. 1845).
Il sentiero si divide e si riunisce.
Subito si divide nuovamente per ricomporsi dopo alcuni metri.
La faticosa salita continua tra larici e rododendri. Stiamo risalendo un costolone tra due vallette.
Vediamo un bollo circolare bianco-rosso (m. 1855).
Superiamo una pietra nel sentiero e continuiamo con alcuni zig-zag: sx-dx-sx.

Il sentiero si biforca; seguendo i bolli andiamo a destra ma, poco dopo, superata una curva a sinistra, ritroviamo l'altro ramo (m. 1865).
Presso uno zig-zag destra-sinistra, nel sentiero troviamo una pietra piatta con i bolli (m. 1875).
Dopo altri zig-zag: sx-dx-sx, continuiamo con delle serpentine tra larici e rododendri.
Percorriamo due curve destra-sinistra vicine tra loro (m. 1895).
Continuiamo con serpentine appena accennate tenendoci sul margine destro del costolone.

Presso una curva a sinistra saliamo tre pietre aiutandoci con le mani (m. 1910).
Con minore pendenza, aggiriamo alla destra un albero caduto.
Percorriamo un tornante destrorso ed una curva a sinistra (m. 1920).
Continuiamo con un tornante sinistrorso e una curva a destra (m. 1930).
Saliamo in modo abbastanza ripido, sempre tra radi larici e rododendri.
Dopo un tornante destrorso la pendenza diminuisce un poco. Siamo tornati sul margine destro del costolone e in basso vediamo il torrente (m. 1940).
Presso una curva a sinistra troviamo dei mirtilli.
Dopo una curva a destra ci portiamo al centro del costolone.
Saliamo in modo abbastanza ripido. Il sentiero torna sul margine destro (m. 1950).
Percorriamo una curva a sinistra. Siamo attorniati da un mare di rododendri (m. 1960).
Proseguiamo con tre curve: dx-sx-dx: seguite da un ampio tornante sinistrorso (m. 1970).

La pendenza diminuisce. Il sentiero si porta sul margine sinistro del costolone.
Alterniamo due tratti con poca pendenza ad altrettanti in salita. Vediamo un bollo circolare bianco-rosso.

Attraversiamo verso sinistra un canalino pietroso nel quale scorre un rivolo. Poco dopo, con una curva a sinistra, gli voltiamo le spalle (m. 2000).
Saliamo in modo abbastanza ripido agevolati da rudimentali gradini di pietra.
Dopo un tornante destrorso proseguiamo ripidamente.
Subito percorriamo un ampio tornante sinistrorso incassato tra una roccia alla sinistra e dei cespugli di rododendro alla destra (m. 2010).

Sbuchiamo su di una cresta accanto ad un paletto di legno con i bolli e giriamo a destra con un tornante (m. 2020).
Tra erba e rododendri attacchiamo una ripida rampa.
Il sentiero piega a destra, poi a sinistra e poi ancora a destra (m. 2035).
Superiamo un ampio tornante sinistrorso.
Continuiamo con due tornanti destra-sinistra seguiti da una curva a destra (m. 2050).
Ci teniamo sul margine sinistro e in leggera salita raggiungiamo un paletto di legno con i bolli (m. 2060).
Dopo pochi passi, i segnavia ci fanno piegare a destra. Seguiamo pallide tracce tra l'erba.
Con una semicurva a sinistra raggiungiamo un altro paletto di legno con i bolli (m. 2080).

Davanti vediamo una serie di bolli dipinti sulle pietre tra l'erba e li seguiamo.
Ne superiamo tre poi pieghiamo un poco a sinistra verso un masso con i bolli e poco dopo lo raggiungiamo (m. 2095).
Alla sinistra, oltre una valletta, vediamo il bivacco, le altre baite e le bandiere che sventolano sul pennone.
Proseguiamo in salita, tra erba e pietre, seguendo i bolli.

Percorriamo un tratto abbastanza ripido (m. 2110).
Poi la pendenza diminuisce un poco, pieghiamo a sinistra e raggiungiamo un altro paletto in legno con i bolli (m. 2125).
Lasciamo a destra un ometto.
Continuiamo con poca pendenza. Davanti verso sinistra torniamo a vedere il bivacco (m. 2135).
In salita pieghiamo a destra.
Raggiungiamo un altro paletto di legno con i bolli (m. 2165). Ci troviamo alla stessa altezza del bivacco dal quale ci separa sempre la valletta.

Poco dopo, quasi in piano, attraversiamo un canale di pietre e sfasciumi.
In leggera salita passiamo accanto ad un masso sormontato da un ometto.
Iniziamo ad aggirare a mezza costa la testata della valletta, dapprima quasi in piano e poi in leggera salita.
Continuiamo quasi in piano su sfasciumi.
Giunti in fondo, giriamo a sinistra tra pietre e sfasciumi (m. 2180).
Camminiamo poi su pietrisco e sabbietta.

Torniamo a salire. In questo punto il sentiero, in parte eroso, è esposto e scivoloso.
Proseguiamo quasi in piano tra erba e sfasciumi.
Raggiungiamo una palina in metallo con i bolli e giriamo a destra.
Continuiamo tra l'erba, verso il bivacco, dapprima in discesa e poi con minore pendenza.
Passiamo accanto ad un masso con i bolli da entrambi i lati. Alla destra scorre un ruscello (m. 2165). Lo guadiamo verso destra e troviamo un altro masso con i bolli.
Al termine della discesa (m. 2155), torniamo a salire tra massi, pietre ed erba.
Passiamo accanto alla piazzola per l'atterraggio dell'elicottero.
Continuiamo quasi in piano tra le vecchie baite dell'alpeggio e raggiungiamo il bivacco.

Tempo impiegato: ore 3.10 - Dislivello: m. 1144 -30
Data escursione: agosto 2016
 
Secondo itinerario: Variante iniziale da Olmo a Lendine con il sentiero C27
Come già descritto all'inizio del precedente itinerario parcheggiamo a Olmo (m. 1050), saliamo alla chiesa e, tra le case, raggiungiamo il bivio dove i sentieri C26 e C27 si dividono (m. 1075). I segnavia indicano a destra con il sentiero C26: A. Lendine a ore 2, Lago Caprara a ore 3.20, Alta Via Bodengo; diritto con il sentiero C27: Laguzzola a ore 1.45, A. Lendine a ore 2.45. Questa volta proseguiamo diritto.
In salita tra le case percorriamo due curve sinistra-destra.
Troviamo subito una biforcazione e seguendo i bolli andiamo a destra.
Poco dopo raggiungiamo un prato e giriamo a sinistra.
Alla sinistra c'è una staccionata con una rete di recinzione. In alto a destra vediamo dieci pannelli solari.
Subito dopo alla sinistra ci sono delle protezioni paravalanghe. Continuiamo in modo abbastanza ripido e passiamo sotto a due cavi.
Percorriamo una semicurva a destra.

Entriamo in un bosco (m. 1010). Un cartello avverte di tenere i cani al guinzaglio.
Percorriamo un tornante destrorso seguito, con minore pendenza, da un'ampia curva a sinistra (m. 1125).
Continuiamo con un tornante destrorso molto ampio (m. 1135). Alla sinistra scorre uno stretto ruscelletto. Troviamo l'ultimo di una serie di otto cartelli dedicati a S. Luigi Guanella e vi leggiamo: "Percorri il cammino della vita con amore, perché Dio è Padre ottimo."
Tra erba e radi alberi percorriamo una curva a sinistra.
Lasciamo a destra un'area quadrata recintata con delle pietre.
Continuiamo con una curva a sinistra e con delle serpentine appena accennate (m. 1145).
Lasciamo un masso alla sinistra e transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione.

Poco dopo arriviamo ad una biforcazione. Nel mezzo c'è un bollo rosso. Teniamo la sinistra (m. 1160).
Alla sinistra del sentiero troviamo alcune pietre ammucchiate.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1170).
Vediamo un bollo su di un masso alla destra.
Passiamo tra due massi. Continuiamo quasi in piano.

Percorriamo una curva a destra, rientriamo nel bosco e proseguiamo in salita (m. 1185).
Saliamo due gradini di pietra. Alla destra ci sono delle pietre ammucchiate.
Un altro mucchio di pietre lo troviamo alla sinistra.
Passiamo accanto al settimo della serie di otto cartelli dedicati a S. Luigi Guanella e vi leggiamo: "Se il nostro Padre celeste vede che confidiamo sopra tutto in lui, la quiete entrerà nel nostro cuore, la sicurezza nella nostra mente. Un bravo figliolo è lieto quando si trova tra le braccia di suo padre." Proseguiamo tra erba e pochi alberi.
Un ruscelletto scorre tra le rocce.
Su di una pietra vediamo un bollo bianco-rosso.

Presso un bivio troviamo un masso con tre frecce rosse che indicano diritto Laguzzola, dietro Olmo mentre la terza freccia verso destra è accompagnata da una scritta illeggibile (m. 1210).
Continuiamo in un rado bosco.
Saliamo alcuni gradini.
La pendenza aumenta. Troviamo dei cespugli di lamponi.
Percorriamo una curva a destra, uno zig-zag sinistra-destra ed un ampio tornante sinistrorso.

Alla destra ci sono delle vecchie baite e stalle in pietra (m. 1230).
Saliamo in modo abbastanza ripido. Poco dopo alla destra troviamo una fontana con vasca in pietra.
La pendenza diminuisce un poco e lasciamo a destra altre due baite/stalle. Continuiamo tra prati recintati con muretti di pietre ammucchiate (m. 1250).
Saliamo quattro rudimentali gradini di pietra.
Per un tratto la pendenza aumenta mentre camminiamo tra radi alberi e saliamo altri gradini. Poi diminuisce un poco.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra ed entra nel bosco.

Percorriamo un tornante destrorso molto ampio lasciando a sinistra una baita recentemente ristrutturata (m. 1260).
Rientriamo nel bosco. Un cartello avverte di tenere i cani al guinzaglio.
Subito troviamo alla sinistra una fontana con vasca scavata nella pietra.
Dopo un tratto abbastanza ripido continuiamo in salita e usciamo dal bosco.

Percorriamo un tornante sinistrorso e cominciamo a trovare delle frecce verdi che segnalano il percorso in senso inverso al nostro procedere (m. 1295).
Dopo due curve, entrambe verso destra, vediamo un'altra freccia verde. Continuiamo con un tornante sinistrorso (m. 1310).
In modo abbastanza ripido superiamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1320).
All'esterno di una curva a destra troviamo un grande tombino.

Arrivati davanti ad una piccola costruzione in cemento, coperta da cinque lastre di pietra e con un sportello di colore verde, percorriamo una curva a sinistra (m. 1330).
Continuiamo con due coppie di corti tornanti destra-sinistra tra larici fitti alla sinistra del sentiero e radi alla destra.
Vediamo un'altra freccia verde. Con minore pendenza, percorriamo un tornante destrorso molto ampio (m. 1350) seguito da una curva a sinistra. Saliamo alcuni gradini.
Superiamo uno zig-zag sinistra-destra (m. 1360).
Continuiamo in modo abbastanza ripido tra radi larici.
Dopo uno zig-zag sinistra-destra, subito percorriamo un ampio tornante sinistrorso (m. 1380).

La pendenza diminuisce un poco. Il sentiero si biforca; possiamo continuare diritto oppure andare a sinistra e percorrere un tornante destrorso. Poi le due tracce si ricompongono.
Dopo un breve tratto con poca pendenza (m. 1415), percorriamo un ampio tornante sinistrorso e proseguiamo in salita.
Continuiamo con alcuni zig-zag: dx-sx-dx (m. 1425).
Alterniamo tre tratti quasi in piano ad altrettanti con poca pendenza. Tra i larici vediamo qualche masso.
Riprendiamo a salire.
In modo abbastanza ripido superiamo uno zig-zag sinistra-destra e continuiamo in leggera salita (m. 1450).

Passiamo tra una roccetta ed un masso.
Con pochi passi quasi in piano attraversiamo uno slargo erboso e subito torniamo a salire tra radi larici (m. 1460).
Superiamo due tornanti sinistra-destra vicini tra loro.
Continuiamo con un tornante sinistrorso (m. 1475).
Dopo alcuni passi con poca pendenza riprendiamo a salire. Alla sinistra c'è un masso con un segnavia a bandierina a strisce orizzontali.

In modo abbastanza ripido superiamo uno zig-zag sinistra-destra seguito da un tornante destrorso (m. 1495).
Percorriamo un tratto con poca pendenza tra erba, radi larici e alcuni massi.
Riprendiamo a salire con uno zig-zag sinistra-destra.
Continuiamo con un lungo tratto in leggera salita. Di tanto in tanto troviamo una freccia verde che indica la direzione contraria a quella che stiamo percorrendo.

In salita superiamo uno zig-zag sinistra-destra (m. 1525).
Lasciamo a destra alcuni massi e percorriamo un tratto quasi in piano.
Passiamo accanto al tronco di un albero rinsecchito, ritto e svuotato, sul quale vediamo i bolli.
Continuiamo con delle serpentine appena accennate.

Un vecchio cartello di legno, appeso al tronco di un albero, indica Laguzzola (m. 1535).
Dopo alcuni passi in discesa proseguiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano (m. 1545).
Riprendiamo a salire. Nel sentiero e ai lati ci sono delle pietre.
In modo abbastanza ripido superiamo alcuni zig-zag: sx-dx-sx-dx.
Dopo un tratto in salita la pendenza aumenta (m. 1585).
Attorno al sentiero ci sono alcuni massi.
Percorriamo un tratto quasi in piano seguito da uno con poca pendenza (m. 1595).
Torniamo a salire, con uno zig-zag sinistra-destra, su dei rudimentali gradini.
Proseguiamo con poca pendenza.
Saliamo dei rudimentali gradini di pietra.
Attraversiamo una zona con massi e cespugli di rododendro (m. 1610).
Dopo un tratto abbastanza ripido, quasi in piano percorriamo una curva a sinistra molto ampia (m. 1630).
Riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido con dei zig-zag: sx-dx-sx-dx-sx-dx.
Continuiamo in leggera salita.

Percorriamo un tornante sinistrorso. Proseguiamo con un tornante destrorso aggirando dei massi.
Dopo pochi passi quasi in piano, torniamo a salire con dei rudimentali gradini di pietra.
Superiamo alcune semicurve.

Al termine di un'ampia curva a sinistra, troviamo un cancelletto di legno da aprire e richiudere dopo il passaggio (m. 1650).
In leggera salita percorriamo una curva a destra. Varie pietre affiorano dal sentiero.
Continuiamo con una curva a sinistra passando tra due bassi massi, subito seguita da un'altra curva a destra (m. 1660).
In modo abbastanza ripido superiamo alcuni zig-zag: dx-sx-dx-sx seguiti da un altro zig-zag dx-sx incassato nel terreno circostante (m. 1680).
Proseguiamo con altri zig-zag: dx-sx (questo è incassato)-dx.
Lasciamo a sinistra una bassa roccetta sulla quale vediamo una freccia verde (m. 1695).

Percorriamo una curva verso destra e tre tornanti: sx-dx-sx.
Troviamo un'altra pietra piatta con una freccia verde.
Con poca pendenza, arriviamo ad un tornante destrorso oltre il quale proseguiamo in salita con alcuni rudimentali gradini.
Continuiamo con dei zig-zag: sx-dx-sx tra cespugli di rododendro; sempre tra radi larici (m. 1725).
Percorriamo un'ampia curva a destra.
Vediamo un bollo bianco-rosso nel sentiero.
Presso un'ampia curva a destra, un cartello avverte di tenere i cani al guinzaglio.

Percorriamo un tornante destrorso e cominciamo a vedere Laguzzola (m. 1730).
Superiamo due curve destra-sinistra vicine tra loro e vediamo un bollo su di un masso.
Poco dopo, quasi in piano, raggiungiamo una cappelletta recintata con una staccionata di legno. Nella cappelletta, dietro ad una grata, c'è la statua di una madonnina. Accanto ci sono due panche realizzate con mezzo tronco ciascuna (m. 1740).
Lasciata a destra la piccola chiesetta proseguiamo in salita verso le baite dell'alpeggio. Su una di queste vediamo una meridiana e la scritta "Alpe Laghiró" (m. 1750). Le baite dell'alpeggio, quasi tutte ben ristrutturate, sono diventate delle seconde case e sono abitate per lo meno nel periodo estivo.
Passiamo accanto ad una fontana con vasca in legno.
Tra le baite giriamo dapprima a destra e poi a sinistra, quasi in piano, e riprendiamo il sentiero (m. 1760).

Poco dopo arriviamo ad un bivio. Un sentiero prosegue quasi in piano; un altro si stacca verso destra in leggera discesa e, pur privo di indicazioni, è il sentiero che conviene prendere. Non vedendo indicazioni, continuiamo diritto e, in leggera salita, arriviamo ad un ponticello interamente in legno oltre il quale c'è un altro bivio e delle frecce che indicano a sinistra: Lago; a destra: Lendine; dietro Olmo. Andiamo a destra in leggera discesa.
Lasciamo a sinistra alcuni grandi massi e raggiungiamo una baita. Qui il sentiero termina per cui giriamo a destra e ci immettiamo sull'altro sentiero che iniziava alla destra prima del ponticello.

Continuiamo tra radi larici, dapprima quasi in piano e poi in lievissima discesa.
Dopo un tratto in discesa continuiamo a scendere ma con minore pendenza.
Quasi in piano passiamo accanto ad un masso, basso e piatto, con i bolli (m. 1735).
Proseguiamo tra rododendri e radi larici alternando tratti in lievissima discesa ad altri quasi in piano.
Lasciamo a destra tre grandi massi (m. 1725).
Vediamo un paio di bolli sui tronchi e troviamo molti mirtilli.

Giriamo a sinistra e subito percorriamo un tratto in discesa, poi giriamo a destra e continuiamo quasi in piano.
Aggiriamo un masso alla sinistra.
Vediamo un bollo su di un tronco.
Dopo una semicurva verso destra torniamo a scendere e, giunti in basso, passiamo tra due massi (m. 1710).
Percorriamo pochi passi in salita.
Continuiamo quasi in piano con un'ampia curva a sinistra.
Dopo una semicurva a destra in salita, proseguiamo quasi in piano (m. 1715). Ai lati ci sono alcuni grandi massi.
Percorriamo un tratto con poca pendenza e riprendiamo a salire.
Su di un masso alla destra vediamo i bolli (m. 1725).
Continuiamo in salita tra erba, felci e radi larici.

Proseguiamo con delle serpentine abbastanza ripide (m. 1735) poi la pendenza diminuisce un poco.
Alcune pietre formano dei rudimentali gradini (m. 1760).
Percorriamo tre tornanti: dx-sx-dx vicini tra loro seguiti da uno zig-zag sinistra-destra.
Dopo due passi quasi in piano riprendiamo a salire con un tornante sinistrorso incassato nel terreno circostante (m. 1770).
Percorriamo un tornante destrorso.
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire e superiamo una curva a destra (m. 1785).
Continuiamo con pochissima pendenza.

Alla destra un rivolo scende da una roccia. Poco dopo, in leggera salita, lo scavalchiamo per due volte.
Alterniamo tre tratti quasi in piano a due in salita.

Troviamo il sentiero che scende dal lago e si immette dalla sinistra. Su di una pietra ci sono tre frecce. Dei cartelli indicano a sinistra: Lago Grande e dietro: Laguzzola (m. 1810).
Più avanti cominciamo la discesa verso Lendine che già riusciamo a intravedere tra gli alberi.
Tra radi larici e cespugli di rododendro, percorriamo un'ampia curva a sinistra (m. 1800).
Scendiamo ripidamente e superiamo uno zig-zag sinistra-destra.
Dopo due tornanti destra-sinistra la pendenza diminuisce un poco (m. 1780).
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra.

In leggera discesa attraversiamo il letto asciutto di un ruscello.
Proseguiamo dapprima in discesa e poi con minore pendenza.
Nuovamente in discesa, superiamo un ampio tornante destrorso (m. 1765).
Continuiamo quasi in piano.
Vediamo un bollo su di un tronco e riprendiamo a scendere.
Dopo un tratto quasi in piano, in discesa percorriamo un'ampia curva a destra.
Continuiamo con una curva a sinistra ed un tornante destrorso.
Presso un tornante sinistrorso, su di una roccia vediamo un bollo bianco-rosso ed una freccia verde (m. 1745).
Troviamo dei cespugli di rododendro.
Percorriamo tre tornanti: sx-dx-sx vicini tra loro (m. 1735).
Continuiamo con un ampio tornante destrorso.
Poco dopo, vediamo un bollo su di un tronco ed uno su di una pietra (m. 1725).
Dopo una curva a sinistra, scendiamo in modo abbastanza ripido tra alberi più radi (m. 1710).
Seguendo una traccia tra l'erba percorriamo due tornanti destra-sinistra.
Proseguiamo in leggera discesa.

Quasi in piano, uno dopo l'altro, guadiamo due affluenti del torrente principale, agevolati dalla presenza di una fila di pietre affioranti dall'acqua.
Su di un masso alla sinistra vediamo una freccia con due punte e la scritta Laguzzola nella direzione dalla quale proveniamo.
In leggera salita costeggiamo il torrente principale che scorre alla nostra destra.
Poi giriamo a destra e, con una passerella in cemento, lo attraversiamo (m. 1700).

Riprendiamo a salire e subito arriviamo ad un bivio. Seguendo i bolli andiamo a destra ma possiamo anche andare a sinistra in quanto, poco dopo i due percorsi, quasi in piano, si ricongiungono (m. 1705).
Lasciamo a destra una fontana con vasca di legno e continuiamo diritto verso le baite.
Attraversando l'alpeggio, scendiamo un poco verso destra e raggiungiamo una fontana con vasca in legno (m. 1700) accanto alla quale c'è una palina con vari segnavia che indicano
- dietro con il sentiero C27: Lago Grande a ore 0.40, Alpe Laguzzolo a ore 1, Olmo a ore 2 ;
- davanti con il sentiero C28: A. Prosto a ore 0.45, Lago del Truzzo a ore 1.45, Rifugio Carlo Emilio a ore 1.50, Passo del Servizio a ore 3.20;
- a sinistra con il sentiero C9, Bivacco Val Capra a ore 1, Passo di Lendine a ore 1.20, Passo Forcola a ore 1.40, Soazza (CH) a ore 5.30;
- a destra con il sentiero C26: Drogo a ore 1, San Bernardo a ore 1.20, Olmo a ore 1.20, San Giacomo Filippo a ore 2.20 (vedi primo e terzo itinerario).
Fin qui abbiamo impiegato 3 ore per superare un dislivello di + 823 -173.
Ora proseguiamo come già descritto nel primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 4.10 - Dislivello: m. 1317 -203
Data escursione: agosto
 
Terzo itinerario: Variante iniziale da San Bernardo a Lendine (passando per Scannabecco, Sant'Antonio e Caurga)
Con la statale 36 arriviamo fino a San Giacomo Filippo (km. 122.7) dove deviamo a sinistra per imboccare la strada per Olmo e San Bernardo.
Superata una Via Crucis e la frazione di Motta continuiamo in salita con 18 tornanti.
La strada è asfaltata ma è anche abbastanza stretta tranne che nei tornanti. Ci sono comunque parecchie piazzole per lo scambio.
Dopo 7 km. superiamo la frazione Olmo e continuiamo in leggera discesa fino alla centrale idroelettrica dove c'è un ampio parcheggio (m. 1040).
Proseguiamo con altri tornanti e arriviamo a San Bernardo dove lasciamo la macchina nel parcheggio con sei posti auto sotto alla chiesa (m. 1100). Dopo il parcheggio c'è una fontana con una vasca scavata nella pietra. I segnavia indicano: San Bernardo 1090 m; con la mulattiera Mezzacosta delle Lepontine che sale a sinistra: Scannabecco (San Rocco) a ore 0.15, Filigheccio a ore 0.50, Vallesegna a ore 1.10; dietro: Parcheggio centrale idroelettrica, Olmo a ore 0.20.

Con il fondo acciottolato saliamo alla chiesa. Raggiuntala, giriamo a destra e proseguiamo con una mulattiera attorniata da prati. Cominciamo a vedere i primi bolli bianco-rossi.
Saliamo sedici gradini, raggiungiamo la carrozzabile asfaltata, la attraversiamo e continuiamo con la mulattiera.
Alla destra inizia una protezione metallica. Superiamo una semicurva verso destra mentre un ruscelletto passa sotto alla mulattiera.
Attraversiamo la strada per la seconda volta (m. 1115).

Ripartiamo con una mulattiera a gradini lasciando a destra una cappelletta contenente la statua di una madonnina. Continuiamo in salita con alberi alla sinistra e un prato alla destra.
Alla sinistra troviamo un grande masso. Alla destra ci accompagna una fila di pali che reggono un cavo (m. 1135).

In leggera salita raggiungiamo la strada per la terza volta. La attraversiamo e proseguiamo in salita. Alla destra c'è una stalla-fienile (m. 1145).
Subito riattraversiamo la strada per la quarta volta e continuiamo attorniati dai prati (m. 1150).
Dopo il quinto attraversamento proseguiamo salendo dei gradini in modo abbastanza ripido.

In vista di un edificio a quattro piani recentemente restaurato pieghiamo a sinistra e continuiamo in salita costeggiando un muro di pietre. Raggiuntolo, su di un cartello leggiamo tra l'altro: "Il progetto prevede il recupero e la riqualificazione dell'edificio come punto di ristoro e alloggio a servizio di importanti percorsi sentieristici sul versante occidentale della Valle Spluga. L'intervento ha la finalità di incrementare l'offerta turistica del territorio e di incrementare la ricettività con particolare riguardo al turista-escursionista ma anche alle famiglie. L'obiettivo è l'incremento e la destagionalizzazione dell'offerta turistica, la fruibilità turistica sostenibile, mediante la valorizzazione del patrimonio storico e culturale esistente".
Lasciamo a sinistra un tornante sinistrorso della strada (m. 1180).
Continuiamo in salita con un muro di pietre alla sinistra e una staccionata alla destra.

Attraversiamo un gruppo di case. Vediamo una freccia verde. Superiamo una semicurva verso sinistra.
Poco dopo proseguiamo con alberi alla destra e prati alla sinistra oltre i quali ci sono delle vecchie baite (m. 1195). Davanti, più in alto, vediamo il piccolo borgo di Scannabecco.
Transitiamo sotto tre cavi (m. 1215).
Lasciamo a sinistra un orto recintato.

Per la settima volta ritroviamo la strada (m. 1225). La seguiamo verso destra, con poca pendenza e solo per pochi passi.
Troviamo dei segnavia che indicano, a sinistra: Valle del Drogo a ore 0.30, Alpe Lendine a ore 2, Lago del Truzzo a ore 2.50; Mezzacosta delle Lepontine, Scannabecco (San Rocco), Filigheccio - Gallivaccio; dietro: San Bernardo (freccia bianca), Olmo e Sommarovina (freccia verde).
Saliamo pochi gradini con un corrimano alla sinistra.
Giriamo a destra e continuiamo in salita attorniati da prati.

Raggiungiamo Scannabecco e proseguiamo con un viottolo tra le case (m. 1235). Su di un muretto a secco vediamo le indicazioni: Drogo - Truzzo e due frecce, una bianca e una verde.
Arriviamo ad una biforcazione dove troviamo dei segnavia che indicano: Scannabecco (San Rocco) 1242 m; a sinistra: Valle del Drogo a ore 0.30, Lendine a ore 2, Lago del Truzzo a ore 2.50; a destra: Mezzacosta delle Lepontine, Filigheccio - Vallesegna - Gallivaggio; dietro: Mezzacosta delle Lepontine, San Bernardo, Olmo. Superiamo una grata e proseguiamo con una mulattiera verso sinistra.
Poco dopo, ad un bivio teniamo la sinistra come indicato da una freccia.

Quasi in piano raggiungiamo la chiesa di San Rocco (m. 1250). La troviamo alla destra dove c'è anche una panchina. Alla sinistra ci sono una staccionata e dei segnavia che indicano, davanti: Valle del Drogo, Alpe Lendine, Lago del Truzzo; dietro: San Bernardo, Gallivaggio, San Giacomo Filippo.
Continuiamo in leggera discesa con un muro di pietre a secco alla destra.
Poco dopo camminiamo con degli alberi alla sinistra.
Proseguiamo quasi in piano tra gli alberi (m. 1245).
Percorriamo un tratto in leggera discesa, con il sentiero rinforzato da un muretto che scende a sinistra.
In leggera salita superiamo una semicurva verso destra.
Quasi in piano percorriamo un tornante sinistrorso.
Continuiamo con un muretto a secco alla destra che termina presso una semicurva verso sinistra.
Dopo un breve tratto in salita, alterniamo due brevi tratti in discesa ad altrettanti quasi in piano.

Raggiungiamo la condotta che porta l'acqua alla sottostante centrale idroelettrica. Saliamo alcuni gradini, con un ponticello scavalchiamo il grosso tubo e due piccoli binari e scendiamo altri gradini (m. 1250).
Continuiamo quasi in piano con due semicurve destra-sinistra. Alla destra c'è un corto muretto a secco.
Proseguiamo con poca pendenza. Lasciamo a destra un rudere (m. 1255).
Continuiamo quasi in piano seppur con minimi saliscendi. Alla destra ci accompagna un muretto a secco. Troviamo alcuni massi alla destra.
In leggera salita arriviamo ad una semicurva verso destra.
Percorriamo un tratto quasi in piano, uno in salita ed uno in discesa. Continuiamo in leggera discesa.
Dopo un tratto quasi in piano, scendiamo otto gradini di pietra.

Proseguiamo quasi in piano con un muretto a secco alla destra. Poco sotto alla sinistra vediamo una sterrata.
Scavalchiamo un ruscelletto.
Saliamo nove gradini.
Continuiamo in leggera salita. Un masso affiora dal terreno alla sinistra e restringe il sentiero.
Alla sinistra troviamo una croce di legno. Proseguiamo quasi in piano (m. 1270).
Superiamo una semicurva verso destra.
Scendiamo una diecina di gradini di pietra.
Continuiamo in leggera salita. Alla sinistra ci sono delle protezioni con paletti di ferro che reggono tre cavi.
Quasi in piano superiamo una semicurva verso destra e continuiamo in leggera discesa.
Scendiamo tre gradini di pietra. Poco dopo ne scendiamo altri dieci.

Ci immettiamo sulla strada, che ora ha il fondo in cemento (m. 1270), e la seguiamo verso destra in leggera discesa.
Continuiamo in discesa. Alla sinistra oltre una staccionata c'e il bosco mentre alla destra abbiamo una parete rocciosa.
Superiamo una grata e continuiamo quasi in piano su sterrato (m. 1250).
In leggera discesa percorriamo una semicurva verso destra seguita da una curva verso sinistra.
Proseguiamo quasi in piano con una curva verso destra. Alla sinistra c'è spazio per parcheggiare. Qui la strada termina (m. 1245).

Possiamo arrivare fin qui anche seguendo la strada.
All'ultimo tornante destrorso della carrozzabile asfaltata (che trecento metri più avanti termina a Scannabecco) continuiamo diritto con una strada chiusa da una stanga. Poi cominciamo a vedere, in alto a destra, il sentiero sopra descritto che scorre parallelo e che dopo un po' scende sulla strada.


Con un tornante sinistrorso prendiamo un largo sentiero che scende a sinistra.
Poco dopo percorriamo un tornante destrorso e ci immettiamo su di una vecchia mulattiera.
Alla sinistra c'è un basso muretto di pietre.
Raggiungiamo le prime case del borgo di San Antonio.
Tra gli alberi percorriamo una semicurva verso destra e un tornante sinistrorso.

Alcuni segnavia indicano: Valle del Drogo 1220 m; con un sentiero a sinistra: Centrale idroelettrica a ore 0.35, Olmo a ore 0.50, San Giacomo Filippo a ore 1.10; dietro: San Rocco a ore 0.30, San Bernardo a ore 0.40, San Giacomo Filippo a ore 1.20; davanti: Lago del Truzzo a ore 2.10, Rifugio Carlo Emilio a ore 2.30, Passo del Servizio a ore 4.10, Alpe Prosto a ore 1.20, Alpe Lendine a ore 1.30, Bivacco Val Capra a ore 2.30.
Quasi in piano percorriamo una curva verso destra e proseguiamo attorniati da alberi e da alcune baite.
Superiamo un'altra curva verso destra ed una verso sinistra. Alla destra c'è una fontana con vasca in cemento.
Troviamo due piccole croci di ferro in memoria di persone defunte.
Dopo pochi passi ne troviamo una terza accompagnata da una targa in ricordo di quattro giovani periti a causa di una valanga nel 1910.

Lasciamo a destra una bianca chiesetta e attraversiamo un gruppo di baite.
Continuiamo in leggera discesa tra prati e larici.
Proseguiamo in leggera salita. In questo punto camminiamo su di una mulattiera in perfette condizioni (m. 1215).
Alla destra troviamo una fontana con vasca.
Superiamo un gruppo di baite, accanto ad una delle quali vediamo sventolare il tricolore (m. 1225).
Continuiamo con delle semicurve: dx-dx-sx.

Proseguiamo quasi in piano. Un torrente, che troviamo in secca, attraversa il sentiero su di un letto di pietre.
Presso una semicurva verso sinistra un ruscelletto passa sotto al sentiero.
Quasi in piano percorriamo una curva verso destra. Ai lati del sentiero ci sono altre baite.
Continuiamo in leggera salita.

Con una curva verso sinistra aggiriamo un baitello recintato (m. 1235).
Poco dopo troviamo una casa alla destra del sentiero.
Tra gli alberi percorriamo due curve destra-sinistra. Alla sinistra c'è un piatto monolito di pietra.
Terminati gli alberi, superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1245).

Alla destra, ad una ventina di metri di distanza, vediamo l'agriturismo "Dai Camuscin" riconoscibile anche per via della bandiera che sventola sopra un masso.
Dopo pochi passi lasciamo a destra un baitello di legno.

Arriviamo ad un bivio. I segnavia indicano: Valle del Drogo - Caurga 1255 m; diritto: Alpo Prosto a ore 1.10, Alpe Lendine a ore 1.20, Passo di Lendine (Bivacco) a ore 2.40; a destra: Lago del Truzzo a ore 2, Rifugio Carlo Emilio a ore 2.30, Passo del Servizio a ore 4; dietro: San Bernardo a ore 0.45, Olmo a ore 0.50, San Giacomo Filippo a ore 1.40. Continuiamo diritto.
Alla destra vediamo un bel chalet.
Attraversiamo il letto di un ruscello asciutto.
Lasciamo a destra una baita con l'insegna: "Giorgino e Mira".

Proseguiamo in salita tra prati e radi larici. In basso a sinistra vediamo altre sei baite (m. 1270).
Superiamo le ultime baite, una sola a sinistra e tutte le altre alla destra (m. 1290).
Quasi in piano passiamo accanto ad una fontana con vasca in cemento.
Vediamo una crocetta infissa su di un masso.
In leggera discesa percorriamo una curva verso sinistra.

Attraversiamo il Torrente Valle del Truzzo su di un ponte in cemento con protezioni di ferro ai lati. Un cartello segnala il pericolo di piene improvvise (m. 1295).
In leggera discesa raggiungiamo il bosco. Il sentiero si divide e i segnavia indicano: V. Drogo-Caurga 1290 m; dietro: Valle Drogo, San Bernardo - San Rocco, Centrale idroelettrica, Olmo; a destra: Alpe Prosto, Lago del Truzzo, Rifugio Carlo Emilio; a sinistra: Alpe Lendine, Passo di Lendine (Bivacco), Alpe Laguzzolo. Prendiamo il sentiero alla sinistra, quasi in piano, segnalato anche da un bollo bianco-rosso.
Superiamo due semicurve destra-sinistra.

Attraversiamo il Torrente Vallogia approfittando della presenza di pietre affioranti dall'acqua (m. 1295).
Proseguiamo con un sentiero che sale tra i larici.
Troviamo un masso sormontato da pietre accatastate per formare un ometto segnavia.
Con poca pendenza percorriamo una curva verso destra e continuiamo in modo abbastanza ripido (m. 1305).
Superiamo un'altra curva verso destra.
Percorriamo un tornante sinistrorso, all'esterno del quale vediamo il sottostante torrente attraversato poco prima (m. 1310).
Superiamo alcune serpentine appena accennate.
Continuiamo con un altro tornante sinistrorso con vista sul torrente (m. 1320).
Subito dopo il sentiero si divide solo per aggirare un cespuglio da ambo i lati.
Vediamo un bollo rotondo, rosso al centro e bianco all'esterno.
Percorriamo una curva verso destra seguita da un tornante sinistrorso (m. 1335).
Proseguiamo con delle serpentine appena accennate.

Una radice sollevata fa da gradino (attenzione a non inciampare - m. 1340).
Dopo pochi passi quasi in piano, giriamo a destra e continuiamo in modo abbastanza ripido.
Superiamo altre serpentine appena accennate.
Troviamo un altro gradino formato da una radice affiorante dal terreno (m. 1355).
Percorriamo due tornanti destra-sinistra (m. 1360).
Continuiamo in salita con un'altra coppia di tornanti destra-sinistra (m. 1365).
Il sentiero si divide in tre e si ricompone.
In modo abbastanza ripido percorriamo altri due tornanti destra-sinistra (m. 1380).
Il sentiero nuovamente si divide e si ricompone.

Troviamo un masso che affiora alla sinistra del sentiero. Percorriamo un tornante destrorso e continuiamo in salita (m. 1395).
Dopo pochi passi quasi in piano torniamo a salire e percorriamo un ampio tornante sinistrorso (m. 1400).
Proseguiamo con due tornanti destra-sinistra (m. 1410).

Lasciamo a destra un prato (forse il fondo di un laghetto prosciugato) e un rudere. Continuiamo diritto, senza sentiero, seguendo i bolli bianco-rossi.
Troviamo altri ruderi e un muretto di pietre a secco. Alla sinistra scorre un ruscello.

Lasciamo a destra dapprima un baitello di pietra (m. 1430) e, poco dopo, una baita. Una freccia bianca invita a proseguire verso sinistra (m. 1435).
Guadiamo il ruscello verso sinistra e proseguiamo con un sentiero in leggera salita bagnato da alcuni rivoli.
Passiamo accanto ad un masso squadrato, sormontato da alcune pietre che formano un ometto (m. 1445).
Dopo una curva verso destra proseguiamo in discesa.

Giriamo a sinistra e guadiamo il Torrente della Val Sambuco agevolati dalla presenza di pietre affioranti(m. 1440).
Continuiamo in salita verso sinistra.
Presso un tornante destrorso vediamo un segnavia bianco-rosso ricurvo (m. 1450).
Proseguiamo con poca pendenza tra pietre e radi larici.
Superiamo due semicurve destra-sinistra. In questo punto il sentiero è più evidente.

Continuiamo quasi in piano. Alla sinistra c'è una vecchia staccionata e la vista sul torrente (m. 1460).
Proseguiamo in leggera salita tra i larici. Seguiamo una traccia inerbita. Quando sparisce camminiamo teniamo d'occhio i bolli bianco-rossi.
Passiamo accanto ad un masso-ometto (m. 1480).
Su tracce di sentiero coperte dall'erba superiamo una semicurva verso sinistra.
Percorriamo un tornante destrorso su due tracce affiancate.
Subito dopo, presso un tornante sinistrorso vediamo un segnavia bianco-rosso ricurvo.
Continuiamo con un tornante destrorso. In basso alla destra vediamo il letto di un torrente.

Quasi in piano superiamo una curva verso sinistra e attraversiamo il letto del torrente che troviamo asciutto (m. 1490).
Riprendiamo a salire.
Quasi in piano percorriamo una curva verso destra (m. 1495).
Proseguiamo in leggera salita tra radi larici e cespugli di rododendro.
Passiamo accanto ad un ometto e riprendiamo a salire (m. 1505).
Percorriamo un tratto con poca pendenza ed uno in salita sempre seguendo bolli bianco-rossi e tracce di sentiero.

Ci immettiamo sul sentiero descritto nel primo itinerario che arriva dalla sinistra (m. 1520). I segnavia indicano: davanti: Lendine; dietro verso sinistra: Olmo; dietro verso destra: Drogo. Continuiamo diritto camminando su di una largo sentiero inerbito.
Il sentiero si divide, passa accanto ad un segnavia che indica Lendine e si ricompone.
Poco dopo ancora si divide, aggira un paletto di legno intagliato nella parte alta, e si ricompone (m. 1535). Alla sinistra ad una ventina di metri di distanza vediamo scorrere il Torrente Valle Marina.
Poi, camminando su di una mulattiera, ci avviciniamo al torrente. Giriamo a sinistra e lo attraversiamo su di un ponticello di tronchi, con le sponde, interamente in legno (m. 1575).

Dopo il ponticello, prendiamo una scorciatoia, indicata da una freccia bianca, che sale a destra, lasciando il percorso principale che è diventato una stradina sterrata e che prosegue diritto.
Subito percorriamo due tornanti destra-sinistra salendo dei gradini.
Proseguiamo con un tornante destrorso aggirando delle pietre, seguito da un tornante sinistrorso.
Continuiamo con poca pendenza. In basso a sinistra vediamo la sterrata. Poco dopo la raggiungiamo (m. 1585).

A questo punto decidiamo di seguire la sterrata (il sentiero però l'abbiamo percorso al ritorno).
Percorriamo un tornante sinistrorso.
Presso un tornante destrorso, alla sinistra c'è una parete di roccia (m. 1600).
Proseguiamo in leggera salita.
Poco prima di un ampio tornante sinistrorso, la scorciatoia attraversa la sterrata da destra verso sinistra e subito dopo il tornante la riattraversa da sinistra verso destra (m. 1605).

Percorriamo un tornante destrorso (m. 1620).
La scorciatoia attraversa la sterrata da destra verso sinistra (m. 1630).
Subito dopo percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio all'esterno del quale, in basso, scorre il Torrente Valle Marina.
Superiamo una curva verso destra.
Ritroviamo la scorciatoia che attraversa nuovamente la sterrata.

Arrivati davanti ad un grande masso, percorriamo un tornante destrorso (m. 1635).
Continuiamo altri due tornanti sinistra-destra (m. 1640-1645), entrambi tagliati dalla scorciatoia.
Dalla destra rientra la scorciatoia (m. 1660). Davanti cominciamo a vedere il Pizzaccio.

Usciamo dal bosco (m. 1665). Alla sinistra ci sono prati e cespugli di rododendro. Alla destra scorre il Torrente Valle Marina.
Superiamo una semicurva verso sinistra molto ampia. Davanti, più in alto, vediamo l'Alpe Lendine.

Percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale c'è un ponticello di legno (m. 1685). I segnavia indicano, dietro: Drogo a ore 1, San Bernardo a ore 1.20, Olmo a ore 1.20; a sinistra seguendo il tornante: Bivacco Val Capra a ore 1, Passo di Lendine a ore 1.20, Passo Forcola a ore 1.40, Soazza (CH) a ore 5.30; a destra attraversando il ponticello: A. Prosto a ore 0.45, Lago del Truzzo a ore 1.45, Rifugio Carlo Emilio a ore 1.50, Passo del Servizio a ore 3.20.

Continuiamo in leggera salita. Superato un tornante destrorso, raggiungiamo Lendine (m. 1700). Le baite dell'alpeggio, ben ristrutturate, sono diventate delle seconde case e sono abitate per lo meno nel periodo estivo.
Accanto ad una fontana con vasca in legno, troviamo una palina con vari segnavia che indicano:
- a sinistra con il sentiero C27: Lago Grande a ore 0.40, Alpe Laguzzolo a ore 1, Olmo a ore 2 (vedi il secondo itinerario);
- a destra con il sentiero C28: A. Prosto a ore 0.45, Lago del Truzzo a ore 1.45, Rifugio Carlo Emilio a ore 1.50, Passo del Servizio a ore 3.20;
- davanti con il sentiero C9, Bivacco Val Capra a ore 1, Passo di Lendine a ore 1.20, Passo Forcola a ore 1.40, Soazza (CH) a ore 5.30;
- dietro con il sentiero C26: Drogo a ore 1, San Bernardo a ore 1.20, Olmo a ore 1.20, San Giacomo Filippo a ore 2.20.
Fin qui abbiamo impiegato ore 2.30 per superare un dislivello di m. 680 -80
Ora proseguiamo come già descritto nel primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 3.40 - Dislivello: m. 1174 -110
Data escursione: ottobre 2020

ESCURSIONI/ASCENSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:
  • al Lago Caprara (m. 2288) in ore 0.20
  • al Passo di Lendine (m. 2322) in ore 0.25
  • al Passo Forcola (m. 2226) in ore 1
  • al Bivacco Forcola (m. 1838)
  • al Pizzaccio (m. 2591)







Dati del Bivacco Val Capra

Altezza:
m. 2164
Gruppo:
Val Chiavenna
Ubicazione:
Avert Val Capra
Comune:
S. Giacomo Filippo
- SO
Carta Kompass:
92 A4
Coordinate Geo:
46°20'06.50"N
9°18'01.40"E
Gestore:
CAI Chiavenna
Telefono gestore:
0343 32489
Telefono bivacco:
-
Posti letto:
8
Apertura:
sempre
Pagina aggiornata
il: 03/11/2020
Il Bivacco Val Capra e il Pizzaccio Cucina Tavolo Letti Letti Uno dei faretti 1° itinerario (da Olmo con il sentiero C26) - Veduta di Olmo Baite di Zecca Una baita nel bosco Ponticello sul Torrente Valle del Drogo Ometti accanto al torrente Ponticello sul Torrente Valle Marina 2° itinerario (da Olmo con il sentiero C27) - una baita Lariceto Cappella a Laguzzola Laguzzola 3° itinerario (da S. Bernardo) - la chiesa di S. Bernardo Santella Verso Scannabecco Interno della chiesa di S. Rocco a Scannabecco Scavalchiamo la condotta tramite un ponticello La bianca chiesetta a S. Antonio Alcune baite a S. Antonio Una baita a S. Antonio Agriturismo Dai Camuscin Baite a Caurga Ponticello dopo Caurga sul Torrente Valle del Truzzo Attraversamento del Torrente Vallogia Larici con i colori autunnali attorniano un prato (forse il fondo di un laghetto) Baitello nel bosco Baita nel bosco Ponticello sul Torrente Valle Marina Una delle baite dellˊAlpe Lendine (qui i tre sentieri si uniscono) Una delle baite dellˊAlpe Lendine Una delle baite dellˊAlpe Lendine in versione estiva ... e autunnale Il Pizzaccio visto dallˊAlpe Lendine Dopo Lendine saliamo con il sentiero marcato con i bolli ... e al ritorno scendiamo con il sentiero segnalato degli ometti Avert Val Capra (le vecchie baite accanto al bivacco) Il pennone con le bandiere accanto al quale arriva il sentiero degli ometti La madonnina poco sopra al bivacco Veduta dalla madonnina sul bivacco, le bandiere e il M. Mater La targa del bivacco Panorama verso la Val Bregaglia Il Lago Caprara a monte del bivacco

clicca qui per stampare questa pagina (solo testo)

Rifugio Valbiandino torna su Rifugio Valdaione

 Valid HTML 4.01! Copyright  Valid CSS!

Pagina vista da 7880 visitatori