Rifugio Rivetti Edelmann

Il Rifugio Rivetti è situato in provincia di Biella, sotto il Passo della Mologna Grande (m. 2364) un valico alpino che mette in comunicazione la Valle del Cervo (BI) con la Valle del Lys (AO).
Dal sito del rifugio:
"E' nel 1921 che, grazie al Club Alpino Italiano, viene costruito il primo rifugio dedicato a due alpinisti trasportati da una valanga scesa dal Colle della Mologna Grande. Si trattava di Alfredo Rivetti e Giovanni Edelmann, che a sci di legno e col cappello passavano di qui per raggiungere il Monte Rosa. E' ancor una valanga ad abbattere il rifugio stesso 4 anni dopo.
Il rifugio attuale è stato ricostruito e inaugurato nel 1935, al riparo su uno sperone roccioso, poi ampliato nel 1952 ed ancora in piedi!
Dal 2026 il rifugio si chiama Rivetti Edelmann.
"

Venendo da Milano, lasciamo la A4 MI-TO al Km. 55.4 [i km sono indicati a ritroso] per prendere l'uscita per Carisio.
Alla prima rotonda giriamo a destra su Via Torino (SP 3).
Alla seconda rotonda giriamo a sinistra sulla SP 230 (indicazioni per Biella e Cossato).
Alla terza rotonda giriamo a destra (SS 232 var).
Alla quarta rotonda continuiamo diritto (SS 232 var).
Alla quinta rotonda prendiamo la seconda uscita (SS 232 var).
Attraversiamo il Torrente Cervo.
Percorrendo un cerchio in senso orario andiamo ad immetterci sulla SS 758.
Giriamo a destra percorrendo Corso Lago Maggiore (SP 142/a).
Ad una rotonda giriamo a sinistra e proseguiamo con Via Milano.
A Chiavazza superiamo un'altra rotonda proseguendo diritto.
Alla successiva rotonda lasciamo Via Milano, che gira a sinistra verso Biella attraversando il Torrente Cervo, e proseguiamo diritto con Via Corradino Sella.
Ad una rotonda proseguiamo diritto. La strada diventa Via Alfonso Ogliaro. Siamo a Pavigliano.
Ad un'altra rotonda continuiamo diritto con Via Alfonso Ogliaro (SP 100) lasciando a destra Via Pettinengo (SP 200I).
La strada diventa Via Giorgio Cantono (SP 100).
Ad una rotonda prendiamo la seconda uscita, Via Giacomo Matteotti (sempre SP 100). Attraversiamo Andorno Micca.
Più avanti diventa Via Torino (sempre SP 100).
Ad una rotonda proseguiamo diritto con Via Giulio Cappellaro.
A Sogliano Micca la strada diventa Via della Libertà e in seguito Via Roma (sempre SP 100).
Passiamo per Bogna, Molino Lace, Fucina, Balma, Campiglia Cervo.
A Rosazza la strada diventa Via Roma (sempre SP 100).
Arrivati a Piedicavallo la strada si biforca. Possiamo proseguire diritto con Via Roma risalendo il paese (ma d'estate è chiusa al traffico) oppure proseguire con Via Europa che lo aggira alla sinistra.
Essendo in estate dobbiamo seguire Via Europa. A lato della strada troviamo vari piccoli parcheggi, gratuiti e senza disco orario, in uno dei quali lasciamo la macchina (m. 1020).

Prendiamo uno dei viottoli che salgono a destra verso le case.
Ci immettiamo su Via Roma e la seguiamo verso sinistra attraversando il paese che merita una visita.
Arrivati alla Chiesa di San Michele, troviamo alla destra una scalinata e il segnavia E 60 che indica l'inizio del nostro itinerario (m. 1040).
Dopo alcuni gradini troviamo due colonnine che consentono il passaggio solo ai pedoni. Alla destra c'è acqua non potabile.
Continuiamo accompagnati da un corrimano fissato al muro alla destra.
Poco dopo, alla destra c'è il Municipio (m. 1050).

Ad un bivio, davanti ad una fontana al coperto, andiamo a sinistra come indicato dal segnavia E 60 e proseguiamo in leggera salita con un viottolo tra le case.
Ignoriamo un altro viottolo che scende a sinistra. Dopo pochi passi e una curva verso destra, vediamo una meridiana sul muro di una casa.
Continuiamo verso sinistra su di una mulattiera acciottolata.
All'esterno di una semicurva verso sinistra troviamo una fontana (m. 1070).

Presso una semicurva verso destra, i segnavia E 60 indicano davanti:
- Muntè 1240 m  h. 0,30
- Area dispersione ceneri 1360 m  h. 0,50
- Rifugio Rivetti 2170 m  h. 3,00
Proseguiamo in salita.
Per un tratto, alla destra ci sono delle case mentre alla sinistra c'è solo vegetazione.
Di tanto in tanto vediamo un bollo bianco-rosso.

Su di un ponte di legno attraversiamo un corso d'acqua ed entriamo nel bosco (m. 1095).
Troviamo il segnavia E 60. In basso alla sinistra vediamo il Torrente Mologna.
Proseguiamo in modo abbastanza ripido (m. 1115).
Presso una semicurva verso sinistra, su di un cartello leggiamo: "Salvaguardiamo la fauna". Proseguiamo ripidamente.

Con protezioni alla sinistra, raggiungiamo una cappelletta con la statua della Madonna di Lourdes e superiamo una semicurva verso destra (m. 1130).
Poco dopo le protezioni a valle terminano. Continuiamo in salita.

Attraversiamo un ruscello, accompagnati alla destra da un basso muretto di pietre.
Poco dopo superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 1155).
Saliamo dodici gradini di legno e continuiamo quasi in piano su sterrato (m. 1160).
Alla sinistra c'è una corta staccionata. Proseguiamo in salita.
Dopo un tratto allo scoperto con staccionata alla sinistra, torniamo nel bosco (m. 1175).
Accompagnati nuovamente da una staccionata alla sinistra, superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1185).

Quasi in piano percorriamo due semicurve sinistra-destra e ignoriamo una mulattiera che si stacca alla destra indicata dal segnavia E 63 a (m. 1190).
Proseguiamo dapprima in modo abbastanza ripido e poco dopo in salita.
Dopo una semicurva verso destra appena accennata, continuiamo ripidamente.

Alla destra, incassato nella parete, scende un filo d'acqua (m. 1205).
In salita percorriamo un tornante destrorso.
Continuiamo con un tornante sinistrorso ignorando un altro percorso che prosegue diritto (m. 1225).
Un ruscello passa sotto alla mulattiera.

Raggiungiamo un gruppo di case tra le quali percorriamo una curva verso destra.
Un cartello informa che siamo a "La Montà m. 1250". Superiamo due semicurve sinistra-destra con la mulattiera incassata tra i massi.
Continuiamo in leggera salita tra altre case. Alla destra c'è una chiesetta sulla quale leggiamo la data di costruzione 1805.
Altre case le vediamo più in dentro, alla destra, mentre camminiamo tra due muretti di pietre. Alla sinistra in basso scorre sempre il Torrente Mologna.
Rientriamo nel bosco e riprendiamo la mulattiera (m. 1265).

Alla sinistra vediamo un ponte di ferro che attraversa il torrente e conduce al già visibile alpeggio Le Piane (m. 1280).
Poco dopo troviamo il segnavia E 61 che indica a sinistra:
- Ore 0,05 Alpe Le Piane
- Ore 1,30 Colle Cunetta
Proseguiamo diritto in salita e rientriamo nel bosco. Ora camminiamo su sentiero lastricato.

Il sentiero si allarga e torna ad essere una mulattiera (m. 1300).
Presso una curva verso destra attraversiamo un rivolo (m. 1310).
Percorriamo una curva verso sinistra.
Troviamo delle mucche al pascolo. Lasciamo a destra un masso (m. 1320).
Un rivolo attraversa la mulattiera.

Giunti davanti ad un enorme masso, percorriamo una curva verso destra seguita da un tornante sinistrorso (m. 1325).
Subito dopo, alla destra c'è una radura (m. 1335).
Con una curva verso destra la aggiriamo (m. 1340).
Proseguiamo con una curva verso sinistra e vediamo un segnavia E 60.
Subito dopo, passiamo accanto ad un casello dell'acquedotto e continuiamo tra radi alberi (m. 1345).

Un ometto segnala di proseguire diritto tra le pietre (m. 1360).
Quasi in piano superiamo una semicurva verso destra.
Continuiamo in leggera salita sulla mulattiera. Gli alberi, in prevalenza betulle, sono radi (m. 1365).
Percorriamo due tornanti destra-sinistra e continuiamo in salita (m. 1370).

Superiamo una semicurva verso destra.
Subito dopo, presso una semicurva verso sinistra, attraversiamo il letto di un torrente che troviamo asciutto. Proseguiamo quasi in piano (m. 1385).
In leggera salita percorriamo due semicurve, appena accennate, destra-sinistra.

Percorriamo una curva verso destra e per un tratto camminiamo all'ombra (m. 1400).
Dopo una curva verso sinistra molto ampia, torniamo al sole (m. 1405).
Superiamo una semicurva verso destra e troviamo una pietra sulla quale è inciso l'anno "1920". In effetti sono parecchie le pietre incise, forse recuperate da altre vecchie costruzioni (m. 1410).
Passiamo tra alcuni massi. Troviamo anche un ometto (m. 1415).
Percorriamo un'ampia semicurva verso sinistra.
Attraversiamo un ruscelletto.
Continuiamo con una curva verso destra (m. 1435).

Attraversiamo il Canale della Bianca che troviamo quasi asciutto (m. 1445).
Proseguiamo in salita con una semicurva verso sinistra seguita da un ampio tornante destrorso. Davanti, in alto, cominciamo a vedere il Rifugio Rivetti, molto lontano.
Superiamo una semicurva verso destra (m. 1465).
Vediamo un casello dell'acquedotto e superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1470).
Attraversiamo un rivolo.
Una freccia rossa su di un masso indica verso destra. Percorriamo un tornante destrorso e, poco dopo, uno sinistrorso (m. 1500).

Continuiamo in leggera salita. Davanti, in alto, vediamo i ruderi dell'ex Rifugio Olimpia. Superiamo due semicurve destra-sinistra e gli passiamo a valle (m. 1515).
Camminando su di una pietra liscia attraversiamo un torrente (m. 1525).

Poco dopo percorriamo tre tornanti: dx-sx-dx e proseguiamo in salita.
Con una curva verso destra aggiriamo un masso con ometto (m. 1550).
Il sentiero è attorniato prevalentemente da erba.
Superiamo una semicurva verso destra. Alla sinistra abbiamo alcuni massi e alla destra uno solo (m. 1560).

Alla destra vediamo scorrere un ruscello. Poco dopo giriamo a sinistra e ce ne allontaniamo (m. 1575).
Percorriamo un tornante destrorso molto ampio (m. 1580).
Passiamo tra alcuni massi e scavalchiamo i vari rivoli in cui si divide un ruscello (m. 1595).
Percorriamo un tornante sinistrorso.

Poco dopo, troviamo dei segnavia che indicano con il sentiero E 64 che sale a destra:
- Alpe la Bianca ore 0,50
- La Mitria ore 1,20
Lo ignoriamo e continuiamo diritto in leggera salita (m. 1600).

Con una semicurva verso sinistra aggiriamo un casello dell'acquedotto.
Su di un masso leggiamo la scritta "Alpe Anval 1634" (m. 1610).
Percorriamo subito una curva verso destra aggirando una stalla. Continuiamo in salita.

Poco dopo troviamo dei segnavia che indicano
- davanti (segnavia E 60): Alpe Lavazzey h. 1.15
- davanti (segnavia E 60): Rifugio Rivetti h. 1.45
- davanti (segnavia E 60): Colle della Mologna Grande h. 2.35
- dietro (segnavia E 60): Piedicavallo h. 1.10
- a sinistra (segnavia E 65): Mologna Piccola
Continuiamo in modo abbastanza ripido tra massi ed erba (m. 1615).

Percorriamo due tornanti destra-sinistra vicini tra loro (m. 1640).
Continuiamo con una curva verso destra e quattro tornanti: sx-dx-sx-dx.
Dopo alcuni passi con poca pendenza, proseguiamo in salita (m. 1660).
Presso un tornante sinistrorso, un rivolo bagna il sentiero (m. 1665).

Dopo una curva verso destra continuiamo ripidamente (m. 1670).
In salita superiamo tre semicurve: sx-dx-sx.
Continuiamo con due curve destra-sinistra agevolati dalla presenza di alcuni rudimentali gradini (m. 1690).
Presso un tornante sinistrorso saliamo due gradini di legno e proseguiamo con una semicurva verso destra.
Dopo un tratto con poca pendenza (m. 1695), in modo abbastanza ripido saliamo dei gradini di pietra con tre tornanti: dx-sx-dx.
Continuiamo con altri tornanti: sx-dx-sx-dx attorniati da pietre ed erba (m. 1705).
Percorriamo altri quattro tornanti: sx-dx-sx-dx.
Proseguiamo in salita (m. 1715).
Superiamo due semicurve sinistra-destra e altre semicurve appena accennate (m. 1720).

Torniamo a vedere il rifugio, lassù in alto, ancora lontano.
Il sentiero si divide in due. Le due tracce girano a sinistra e dopo un breve tratto in discesa si ricompongono.

Attraversiamo, quasi in piano verso sinistra, il letto del Torrente Mologna che troviamo asciutto (m. 1730).
Poco dopo percorriamo un tornante destrorso.
Continuiamo in salita con alcune semicurve.
Percorriamo una curva verso sinistra (m. 1740).

Presso una semicurva verso sinistra, alla destra vediamo dei ruderi (m. 1745).
In modo abbastanza ripido raggiungiamo un ometto (m. 1750).
Proseguiamo in salita, tra massi, pietre ed erba (m. 1765).
Passiamo accanto ad un ometto e continuiamo in salita (m. 1770).
Percorriamo tre tornanti: sx-dx-sx e vediamo il segnavia E 60 (m. 1800).

Davanti ad una roccia, giriamo a destra (m. 1805).
Percorriamo ripidamente un tornante sinistrorso, su gradini di pietra (m. 1815).
Dopo altri due tornanti destra-sinistra proseguiamo in salita.
Continuiamo con altri due tornanti destra-sinistra (m. 1825).
In modo abbastanza ripido saliamo quattro gradini di legno (m. 1830).
In salita percorriamo un tornante destrorso.
Saliamo tre gradini. Continuiamo ripidamente.

Per un breve tratto dobbiamo aiutarci con le mani.
Quasi in piano percorriamo una curva verso sinistra attorniati da cespugli di rododendro (m. 1850).
Proseguiamo in salita.
Presso una curva verso destra vediamo un bollo giallo-bianco-rosso (m. 1855).
Dopo un tornante sinistrorso, continuiamo su rudimentali gradini di pietra.
In leggera salita superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1860).

Lasciamo a destra due lastre di pietra (m. 1865).
Subito dopo superiamo una semicurva verso sinistra.
Percorriamo due tornanti destra-sinistra su rudimentali gradini.
Con un tornante sinistrorso aggiriamo un masso. Proseguiamo con un tornante destrorso (m. 1870).
Saliamo altri gradini di pietra.
Percorriamo due tornanti sinistra-destra (m. 1880).
Continuiamo in modo abbastanza ripido su fondo roccioso.
Dopo un tratto con poca pendenza, saliamo dei gradini (m. 1890).

Troviamo una sorgente che sgorga da un corto tubicino nero. Ne approfittiamo per riempire le borracce di acqua fresca (m. 1895).
In salita percorriamo due tornanti sinistra-destra.
Saliamo alcuni gradini di pietra e proseguiamo con un tornante sinistrorso (m. 1910).
Percorriamo due tornanti destra-sinistra, seguiti da un alto tornante destrorso (m. 1915).
Dopo un tornante sinistrorso, per un tratto continuiamo in modo abbastanza ripido (m. 1920).
Superiamo una semicurva verso sinistra e proseguiamo con un tornante destrorso (m. 1925).

Percorriamo tre tornanti: sx-dx-sx.
Dopo un altro tornante sinistrorso torniamo a salire in modo abbastanza ripido.
Percorriamo un breve tratto con poca pendenza e riprendiamo a salire con alcuni gradini. Alla sinistra c'è una roccia obliqua (m. 1940).
Superiamo una semicurva verso destra (m. 1950).

Percorriamo un breve tratto con il sentiero incassato tra rocce e il terreno circostante (m. 1955).
Superiamo due semicurve destra-sinistra.
Proseguiamo con un tornante destrorso, in modo abbastanza ripido (m. 1960).

Davanti, in alto, vediamo il rifugio.
Il sentiero si divide in due tracce; entrambe girano a sinistra e si ricompongono (m. 1965).
Proseguiamo con una serpentina tra erba e rocce.
Saliamo dei gradini di pietra (m. 1980).
Percorriamo due tornanti sinistra-destra. Proseguiamo in salita.
Dopo una curva verso sinistra camminiamo su dei lisci gradoni di pietra.
Percorriamo una curva verso destra e, per un tratto, proseguiamo in modo abbastanza ripido (m. 1985).

Aggiriamo una pietra triangolare nel mezzo del sentiero e continuiamo con una curva verso destra (m. 1995).
Il sentiero si divide e dopo un tratto con pendenza abbastanza ripida, si ricompone (m. 2000).
Proseguiamo tra massi ed erba, a volte con alcuni gradini e a volte senza.
Percorriamo una semicurva verso sinistra (m. 2020) e un tornante destrorso (m. 2025).
Dopo un breve tratto con poca pendenza riprendiamo a salire.
Alla destra troviamo due pietre piatte, una sopra l'altra. Subito dopo percorriamo un tornante sinistrorso (m. 2035).

Presso un ampio tornante destrorso troviamo i ruderi dell'Alpe Lavazzey. I segnavia indicano
- a destra (segnavia E 60): Rifugio Rivetti h. 0.30
- a destra (segnavia E 60): Colle della Mologna Grande h 1.00
- dietro (segnavia E 60): Alpe Anval Superiore h. 0.50
- dietro (segnavia E 60): Piedicavallo h. 2.00
- a sinistra (segnavia E 69): Mologna Piccola h. 0.50 EE
- a sinistra (segnavia E 69): Passo delle Capre h. 0.40 EE
- a sinistra (segnavia E 69): Rif. Lago della Vecchia h. 3.20 EE
Continuiamo con poca pendenza, seguendo il segnavia E 60 (m. 2050).

Pieghiamo a destra e riprendiamo a salire tra pietre e foglie di rabarbaro (m. 2060).
Percorriamo tre curve: sx-dx-sx (m. 2075).
Proseguiamo ripidamente (m. 2085).
Superiamo due semicurve destra-sinistra.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 2095).
Continuiamo con altri due tornanti destra-sinistra (m. 2100).
Proseguiamo con pochi passi quasi in piano e passiamo accanto a un ometto.

Continuiamo in salita. Davanti vediamo il rifugio.
Percorriamo una curva verso sinistra (m. 2115).
Proseguiamo con alcuni passi quasi in piano (m. 2125).
Dopo un tratto con poca pendenza continuiamo in salita.
Percorriamo due coppie di tornanti sinistra-destra (m. 2135).
Saliamo dei gradini di pietra.
Dopo un tratto quasi in piano, superiamo una semicurva verso sinistra e continuiamo in salita (m. 2140).

Passiamo tra due rocce e troviamo un cartello che invita a tenere i cani al guinzaglio (m. 2155).
Quasi in piano superiamo due semicurve destra-sinistra.
Proseguiamo in salita (m. 2160).
Dopo un breve tratto quasi in piano continuiamo in salita (m. 2170).
Con poca pendenza percorriamo un ampia semicurva verso destra. Davanti vediamo il rifugio (m. 2175).
Superiamo una semicurva verso sinistra. Percorriamo un altro tratto in leggera salita ed uno in leggera discesa.
Passiamo tra alcune rocce.
Dopo pochi passi in discesa, quasi in piano raggiungiamo il Rifugio Rivetti (m. 2173).

Tempo impiegato: ore 3.15 / Dislivello m. 1153 / Lunghezza km. 7
Data escursione: agosto 2024

Prosecuzione verso il Colle della Mologna Grande

(in sintesi).
Sul retro del Rifugio Rivetti (m. 2173), due sentieri continuano in salita e poco dopo si uniscono nei pressi della piazzola per l'atterraggio dell'elicottero.
Lasciamo a destra una costruzione adibita a magazzino.

Entriamo in una pietraia con massi e pietre di varie dimensioni e seguiamo i bolli bianchi e rossi.

Con un sentiero che si stacca alla sinistra è possibile raggiungere una scalinata che conduce alla statua di una Madonna con Bambino. Saliamo a vedere.
Poi scendiamo e riprendiamo il cammino tra massi e pietre, a volte quasi in piano, altre con poca pendenza ed altre in salita. In alcuni punti sono state ben sistemate delle pietre per formare dei rudimentali gradini che agevolano il cammino.

Percorriamo qualche passo in discesa dove ci sono due zanche e continuiamo in salita.
Il cammino prosegue a volte con poca pendenza e altre ripidamente, sempre seguendo bolli ed ometti.

Terminata la pietraia, continuiamo su sentiero con vari tornanti.

Con un ultimo ripido tratto raggiungiamo il valico che mette in comunicazione la Valle del Cervo in provincia di Biella con la Valle del Lys in provincia di Aosta (m. 2364).
Qui troviamo un cippo monumentale e una targa con la scritta "Colle della Mologna Grande m 2354".
Il panorama ci mostra, oltre al sottostante laghetto, una lunga fila di cime valdostane.

Tempo impiegato: ore 0.30 / Dislivello m. 191 / Lunghezza km. 0.7

Escursioni partendo dal Rifugio:


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