Rifugio Ponte

Il Rifugio Alpe Ponte è situato a monte dell'omonimo abitato con bella vista sulla sottostante vallata.

Primo itinerario: dalla strada Lanzada-Franscia

Con la statale della Valmalenco saliamo da Sondrio a Lanzada. Proseguiamo poi in direzione di Franscia e, superate in rapida successione due gallerie, raggiungiamo un tornante destrorso. Qui, sulla sinistra parte la sterrata che sale all'Alpe Ponte.
Su un arco di legno il Rifugio Alpe Ponte è segnalato a 30 minuti. Altri segnavia indicano (sentiero 360): Ponte a ore 0.40, Cima Sassa a ore 1.20, Rifugio Motta a ore 2.20.
E' possibile parcheggiare all'interno del tornante stesso oppure in uno slargo a un centinaio di metri dall'inizio della sterrata (m. 1310).

Prima di arrivare al parcheggio, sulla sinistra si stacca un sentiero che porta a Tornadri a ore 0.20 e Lanzada a ore 0.40.
Lasciata la macchina ci incamminiamo sulla stradina agro silvo pastorale Voltone - Ponte. Un cartello segnala il divieto di transito ai veicoli non autorizzati.
Percorso un primo tratto in salita, continuiamo con minore pendenza. Alla destra c'è un muro di contenimento. Entriamo nel bosco (m. 1325).
Con percorso quasi pianeggiante raggiungiamo una parete rocciosa nella quale si apre una grotta. All'ingresso sono stati appesi due quadretti a soggetto religioso (m. 1340).

Iniziamo a salire ripidamente. Ora la stradina ha il fondo in cemento e una staccionata di legno alla sinistra.
Ad un tornante, troviamo sulla sinistra un crocefisso in legno e una targa a ricordo di una ragazza perita a soli 19 anni.
La pendenza diminuisce. Percorriamo un breve tratto su sterrato (m. 1400).
Poi il fondo torna ad essere in cemento. Dopo pochi passi quasi in piano troviamo una cunetta nella quale, in caso di pioggia, scorre un piccolo torrente che scende dalla montagna a destra (m. 1425).

Riprendiamo a salire ripidamente. Poi superiamo un'altra cunetta identica alla precedente (m. 1440).
Alla sinistra troviamo una serie di paletti di colore bianco e rosso che reggono una fune metallica (m. 1465).
Successivamente troviamo invece un basso muretto sulla destra, oltre il quale un sentiero sale verso la montagna (m. 1485).
Superiamo la terza cunetta e continuiamo su sterrato in leggera salita. Alla destra vediamo una rudimentale panca di legno.
Dopo una curva a destra, continuiamo in piano e ignoriamo un sentiero che scende a sinistra (m. 1500). Un cartello segnala il Rifugio Ponte a tre minuti di cammino.

Percorriamo poi una curva a sinistra mentre un rivolo attraversa la stradina.
In leggera salita raggiungiamo un tornante destrorso all'esterno del quale vediamo l'abitato di Ponte e, in lontananza, la funivia che sale da Chiesa a Motta.
Continuiamo con la sterrata ignorando due sentieri che salgono a sinistra. Al successivo tornante c'è uno slargo alla destra.
Arrivati a monte dell'alpeggio la stradina diventa pianeggiante e a destra si stacca un sentiero. I segnavia indicano: Ponte m. 1534; a destra (sent. 338-339): Cima Sassa a ore 0.30, Franscia a ore 1.20, Rifugio Motta a ore 1.30; diritto (sent. 338): Lanzada a ore 0.50 e Curlo (fraz. di Chiesa).

Continuiamo diritto in piano ignorando la stradina che scende a sinistra tra le case.
Poco dopo troviamo sulla sinistra una chiesetta che reca la seguente iscrizione: "Farò cadere dal cielo una pioggia di rose".
A destra invece c'è il rifugio e lo raggiungiamo dopo aver tagliato, con un sentiero tra l'erba, l'ultimo tornante.

Tempo impiegato: ore 0.30 - Dislivello: m. 218
Data escursione: agosto 2009

Secondo itinerario: dalla frazione Curlo di Chiesa

A Chiesa, superata la stazione a valle della funivia e il ponte sul Mallero, pieghiamo a destra e proseguiamo fino al primo tornante dove imbocchiamo sulla destra la strada che conduce alla Contrada Curlo.
Attraversato tutto l'abitato, lasciamo la macchina in un vasto parcheggio e iniziamo la nostra escursione (m. 1080).

Superiamo un torrente, che troviamo in secca, scendendo nel suo letto e risalendo l'opposto versante. Sopra di noi passano i cavi della funivia.
Aggiriamo un grande masso attrezzato come palestra di roccia.
Troviamo un bivio e proseguiamo diritto come indica una freccia gialla dipinta sul masso.
Il sentiero, contrassegnato da bandierine bianco rosse, entra subito nel bosco e inizia a salire.
Poco dopo si divide in due; un ramo sale diritto mentre l'altro, un po' meno faticoso, procede a zig-zag dapprima alla sua sinistra e poi, dopo averlo incrociato, dall'altra parte.

Più avanti troviamo un sentiero che proviene da Lanzada e un cartello giallo che indica le tre direzioni: Ponte, Lanzada e Curlo (m. 1250).
Successivamente passiamo accanto ad un masso, percorrendo un breve tratto in piano, e poi torniamo ripidamente a salire.
Troviamo una vecchia baita sulla quale è dipinto un segnavia n. 36 (m. 1300). Il sentiero si divide, aggirando la baita da entrambi i lati. Dobbiamo andare a sinistra e subito dopo a destra come indicato da un cartello appeso ad un albero.

Continuiamo con un ripido zig-zag a monte della baita della quale, per un tratto, vediamo il tetto sotto di noi.
Superiamo poi un tratto meno faticoso durante il quale ignoriamo un sentiero sulla sinistra.
Ben presto riprendiamo a salire e raggiungiamo una crestina (m. 1410); qui il sentiero piega a destra.

Più avanti usciamo allo scoperto poi rientriamo nel bosco e continuiamo in piano. Alla destra, più in alto rispetto al sentiero, vediamo la prima baita di Ponte.
Dopo una breve salita raggiungiamo il paese.
Con una stradina sterrata superiamo le prime abitazioni. Su una di queste c'è un affresco raffigurante una madonna.
Proseguiamo in salita attraversando tutto l'alpeggio fino alla chiesa e successivamente al rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.00 - Dislivello: m. 448
Data escursione: settembre 2005

Terzo itinerario: da Lanzada

A Lanzada, seguendo la strada principale in direzione Franscia, lasciamo Via Roseg per prendere sulla sinistra Via Ronchetti.
Percorriamo questa strada fino al civico 331 dove sulla destra, subito dopo l'Hotel Mirage, inizia il sentiero.
Possiamo parcheggiare un poco più avanti sul lato sinistro della strada (m. 1000).

Saliamo dei gradini e troviamo una palina con alcuni segnavia: sentiero 338, Ponte a ore 1.20, Cima Sassa a ore 2, Rifugio Motta a ore 3.
Subito dopo inizia il ripido sentiero. Passiamo tra una casa e l'albergo e continuiamo nei prati con due muretti a secco ai lati.
Superiamo una piastra metallica e raggiungiamo una parete dove giriamo a destra e subito dopo a sinistra. Qui inizia il bosco, mai fitto, che attraverseremo fino ai margini meridionali dell'Alpe Ponte.
Lasciamo a destra un casello dell'acquedotto mentre una freccia su un masso indica di proseguire diritto (m. 1030).
Sulla destra si stacca un sentierino che rientra poco più avanti. Su una lastra di pietra vediamo una freccia arancione con l'indicazione del Rifugio Ponte. A destra c'è un altro cassottello di pietra.
Continuiamo diritto tra due muretti a secco. Dietro vediamo i tetti di Lanzada, la chiesa e due grandi vasche che raccolgono l'acqua scesa dalla montagna di fronte tramite una condotta e poi utilizzata dalla centrale idroelettrica.
Troviamo un rudere e giriamo a destra (m. 1070).
Accompagnati da un muretto a secco sul lato destro arriviamo ad un bivio (m. 1080). Alcuni segnavia indicano diritto con il sentiero 359: Moizi a ore 0.20, Curlo a ore 0.40; a destra con il sentiero 359 (deviazione dopo 50 metri): Vetto a ore 0.25, Tornadri a ore 0.30; a destra con il sentiero 338-339: Ponte a ore 1.10, Cima Sassa a ore 1.50, Rifugio Motta a ore 2.50; dietro: Lanzada a ore 0.10. Andiamo dunque a destra.

Sulla destra troviamo un masso erratico e a sinistra alcune vecchie costruzioni malandate.
Percorriamo un tratto con minore pendenza e ignoriamo un sentiero che si stacca a destra.
Poi riprendiamo a salire ripidamente con alcuni gradini di pietra e un muretto alla sinistra (m. 1095).
Ignoriamo un sentiero ripidissimo che sale a sinistra e continuiamo diritto seguendo un segnavia a bandierina di colore rosso bianco rosso.
Aggiriamo una grossa pietra caduta da tempo nel bel mezzo del sentiero.
La pendenza diminuisce ma solo fino alla prima curva a sinistra (m. 1030) dove riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido con un muretto sulla destra.

Troviamo altri ruderi che aggiriamo in leggera salita (m. 1150). Vediamo un affresco sull'unica parete rimasta in piedi di una casa sulla destra.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra e torniamo a salire con alcune serpentine.
La pendenza poi aumenta. Troviamo un muretto sulla sinistra e poi un altro rudere (m. 1200).
Poco dopo arriviamo ad un bivio e, seguendo i bolli, andiamo a sinistra aggirando il rudere.
Percorriamo un breve tratto in leggera salita fino ad una curva a destra poi saliamo in modo abbastanza ripido.
Troviamo altre due costruzioni sulla sinistra e un masso a destra (m. 1225).
In leggera salita raggiungiamo uno stretto tornante sinistrorso dove ignoriamo un sentiero che prosegue diritto.
Percorriamo poi un tratto ripido, seguito da uno con poca pendenza ed un altro in salita.
Superato un tornante destrorso, saliamo ripidamente a zig-zag. In alcuni punti ci sono dei gradini di pietra.
Sulla destra vediamo un quadretto raffigurante Padre Pio, appeso ad una roccia (m. 1275).

Poco dopo troviamo a sinistra una roccia verticale ai cui piedi ci sono due statuette raffiguranti il S. Cuore e la Madonna di Tirano, un crocefisso e un piatto con la S. Famiglia. Alla destra invece su un larice, accanto ad una vecchia croce, un tavola riporta la scritta "SASAGÜD" (m. 1285).
Più avanti troviamo una dopo l'altra, allineate sul margine sinistro del sentiero, le vecchie case di Ponte di Sotto, una diecina in tutto, ormai ridotte molto male o completamente crollate. Una di queste, in condizioni migliori delle altre, contiene ancora le sponde in legno di due letti (m. 1330).
Superato l'ultimo rudere, giriamo a sinistra e, in leggera salita, passiamo sotto due cavi (m. 1355).
Con due passi in salita raggiungiamo una selletta con la quale aggiriamo un costolone.
Continuiamo tra i larici a mezza costa sul lato sinistro del crinale. Davanti in alto vediamo la funivia Snow Eagle che da Chiesa sale verso il Monte Motta.
Con due ripidi tornantini raggiungiamo una santella dedicata a Maria Immacolata. Sopra la nicchia leggiamo la scritta: "Regina sine labe originali concepta ora pro nobis" (m. 1395).
Proseguiamo affiancati da alcuni pali della luce in legno. Poi attraversiamo una rada faggeta.

Terminato il bosco, troviamo subito la prima casa dell'alpeggio (m. 1440). Su una delle pareti c'è un affresco raffigurante una madonnina. Alla sinistra c'è una fontana con vasca.
Saliamo alcuni gradini e proseguiamo nei prati tra due muretti a secco. La pendenza diminuisce un poco.
Ignoriamo un sentiero sulla sinistra e torniamo a salire in modo abbastanza ripido.
Raggiungiamo la seconda casa. Qui troviamo delle panchine, un vasca e dell'acqua che esce da un tubo.
Saliamo altri gradini e lasciamo un traliccio a sinistra.
Continuiamo sempre diritto dapprima tra due muretti e poi con una rete metallica alla destra e raggiungiamo altre case sulla prima delle quali una freccia indica la direzione dalla quale proveniamo (m. 1485). Un cartello giallo segnala Lanzada a ore 0.30. Le case dell'alpeggio sono tutte ben sistemate.
Proseguiamo con un sentiero inerbito. Davanti vediamo la chiesetta e il rifugio.
Ci immettiamo poi su una stradina in cemento che arriva da sinistra (m. 1515) e poco dopo sulla sterrata che invece proviene da destra.
Continuiamo in piano seguendo la sterrata verso un tornante che possiamo tagliare a destra tra l'erba e arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.20 - Dislivello: m. 528
Data escursione: aprile 2010

Escursioni partendo dal Rifugio:


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