Rifugio Baita Nesdale

Il Rifugio Baita Nesdale è stato ottenuto dalla ristrutturazione di una baita dell'omonimo alpeggio, situato tra il Monte Bregagno (m. 2107) e il Monte Grona (m. 1736).
Su di un cartello leggiamo: "L'amministrazione comunale di Plesio, in collaborazione con la Sez. Cacciatori della Grona, mette a disposizione per pernottamenti e soggiorni da maggio a ottobre la Baita Nesdale. La baita dispone 10 posti letto, servizi e un'ampia cucina attrezzata. Tariffa giornaliera 10 Euro a persona (gratis fino ai 14 anni). Prenotazioni da effettuare almeno 5 gg prima. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi al referente dei cacciatori: Massimo Maiocchi (Max) 368 7706149 (fuori orari d'ufficio) 24 su 24."

Da Como percorriamo la statale 340 Regina fino a Menaggio e successivamente la 340dir costeggiando la sponda occidentale del lago.
Venendo invece da Lecco o da Milano conviene utilizzare la statale 36 fino a Colico indi retrocedere sull'altra sponda del Lago di Como con la statale 340dir.
In entrambi i casi arriviamo a San Siro (tra Menaggio e Dongo) dove al km. 6.4 della 340dir prendiamo Via Santina Barelli, la strada alla destra della chiesa, inizialmente acciottolata e poi asfaltata.
Dobbiamo salire con vari tornanti, seguendo sempre le indicazioni "per i monti" e impiegheremo circa mezzora per arrivare al primo parcheggio di Montuglio e poi al secondo in località Piazzuscel accanto a un laghetto.

Ignoriamo la deviazione per Mastena.
Superiamo varie località ben segnalate: Marena, Roncate, Soriano, Lucena (segnavia: La Canua), Gallio, Noledo e Treccione.
Poi nei pressi di una cappellina, lasciamo questa strada per imboccarne, con un tornante destrorso, un'altra più stretta, seguendo le indicazioni su di un cartello "ai monti", Monte Galla e la scritta Canua su di una parete rocciosa.
In seguito troviamo due biforcazioni ed in entrambi i casi andiamo a sinistra ignorando le strade che a destra conducono, la prima a Maso e la seconda a Camnasco.
Attraversiamo il vecchio borgo di Cavarzo con le case tutte di pietra.
Lasciamo poi a sinistra la deviazione per Monti Treccione.

Poco dopo parcheggiamo in uno slargo (m. 990). Alla sinistra ci sono ci sono alcune case. I segnavia su di un pannello di legno, accanto ad un crocefisso, indicano, diritto: Monte Bregagno a ore 3, Monte Grona a ore 2.15, Rifugio Menaggio a ore 2.15, Alpe Nesdale a ore 2, Sant'Amate a ore 1.45, Alpe Rescascia a ore 1.15, Rifugio La Canua a ore 2. Altri segnavia indicano: Montuglio m. 980; con la tappa 3 della Via dei Monti Lariani, davanti: Monti Luina a ore 0.40, Labbio a ore 2.20, Garzeno a ore 5; dietro: Monti di Carcente a ore 0.25, Carcente a ore 1, Breglia a ore 2.

Ci incamminiamo in salita. La strada è ancora asfaltata. Vediamo alcune case da ambo i lati, tra prati e alberi.
Superiamo una semicurva verso destra (m. 995).
Su di un albero vediamo il segnavia 3 a bandierina che identifica la terza tappa della Via dei Monti Lariani.
Troviamo una casa alla sinistra e un'altra alla destra poco più in basso. Un rivolo attraversa la strada scorrendole sotto.
Un cavo passa sopra alla strada.
Continuiamo tra gli alberi e vediamo un bollo bianco-rosso. Un canalino per lo scolo dell'acqua ci accompagna alla sinistra della strada.

All'esterno di un tornante sinistrorso ci sono alcune case (m. 1015).
Ora il canalino è alla destra.
Un altro rivolo passa sotto alla strada.

Subito dopo percorriamo un tornante destrorso ignorando una sterrata che continua diritto in leggera discesa. Prima e dopo il tornante transitiamo sotto ad un cavo.
Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra c'è ancora il canalino di scolo che, per un tratto, ha il fondo in cemento. Alla destra, tra gli alberi, riusciamo a scorgere il Lago di Como.
Superiamo alcune semicurve appena accennate.
Riprendiamo a salire (m. 1045).
I faggi lasciano il posto alle betulle (m. 1070).

Con poca pendenza percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio (m. 1075).
Troviamo due vecchie cascine, una alla destra ed una davanti. Continuiamo in salita (m. 1085).
All'esterno di un tornante destrorso ci sono uno slargo e una casa (m. 1095).
Proseguiamo con poca pendenza.
Percorriamo un tornante sinistrorso seguito da un tornante destrorso molto ampio (m. 1100).
Subito dopo, all'esterno di un tornante sinistrorso molto ampio, vediamo una casa a una ventina di metri di distanza (m. 1115).
Continuiamo in salita.

Presso un tornante destrorso, un cartello segnala, con una strada che si stacca alla sinistra: Monti Bocciarino; seguendo il tornante: Alpe Rescascia. Andiamo a destra (m. 1130).

Poco dopo percorriamo un tornante sinistrorso e raggiungiamo il secondo parcheggio in località Piazzuscel. Alla destra c'è un laghetto recintato da una staccionata.
Percorriamo un ampio tornante destrorso. I segnavia su di un pannello di legno indicano, diritto: Monte Bregagno a ore 2.30, Monte Grona a ore 1.45, Rifugio Menaggio a ore 1.45, Alpe Nesdale a ore 1.30, Sant'Amate a ore 1.15, Alpe Rescascia a ore 0.45, Rifugio La Canua a ore 1.30; a sinistra: Monti Palù. La strada ora è sterrata. Un cartello segnala che si tratta di una strada agro-silvo-pastorale e che il transito è consentito ai soli autorizzati (m. 1140).
Un rivolo passa sotto alla sterrata e va ad alimentare il laghetto accanto al quale vediamo dei tavoli in legno con relative panche e una postazione per barbecue.

Proseguiamo tra pochi alberi e cespugli di ginestra.
In salita raggiungiamo un cartello di divieto di transito ai veicoli e una sbarra di colore giallo (m. 1150).
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1160).
Proseguiamo con poca pendenza e, presso una curva verso sinistra, incrociamo un sentiero (m. 1185).
Continuiamo in salita.
Lasciamo a destra uno slargo.
Ai lati della strada ci sono betulle e cespugli. Un rivolo passa sotto alla sterrata. Di tanto in tanto troviamo un traversino in cemento.
Con poca pendenza superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1230).
Continuiamo in salita (m. 1240).

Attorniati dalle betulle, superiamo due semicurve verso destra.
La strada prosegue con il fondo in cemento ed è attraversata di tanto in tanto da una canalina in metallo per lo scolo dell'acqua (m. 1255).
Continuiamo tra betulle e ginestre.
Dopo una semicurva verso destra percorriamo un breve tratto con poca pendenza e riprendiamo a salire (m. 1270).

Presso un tornante destrorso cominciamo a vedere l'Alpe Rescascia ancora lontana (m. 1275).
Proseguiamo su sterrato. Superiamo un breve tratto con poca pendenza e continuiamo in salita.

Alla destra, all'interno di una staccionata di legno, c'è una stazione di rilevamento meteorologico, idrologico e nivologico dell'Arpa.
Subito dopo, in leggera salita, percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1290).
Continuiamo in salita. Alla destra abbiamo una parete di roccia. Alla sinistra vediamo Bellagio e una parte del lago.
Dopo una curva a destra la pendenza diminuisce un poco (m. 1305).

Davanti torniamo a vedere l'Alpe Rescascia.
Lasciamo a destra un grande masso (m. 1320).
Alla sinistra troviamo una vasca-abbeveratoio in cemento.
In un valloncello alla sinistra vediamo due tavoli di legno con relative panche. Un sentiero scende a raggiungerli (m. 1325).

Percorriamo una curva verso sinistra molto ampia (m. 1330).
Dopo un breve tratto quasi in piano, continuiamo con poca pendenza e superiamo un'altra curva verso sinistra molto ampia (m. 1345).
Percorriamo un secco tornante destrorso (m. 1350).
Continuiamo in leggera salita (m. 1360).

All'esterno di un tornante sinistrorso (m. 1370) si apre una finestra su alcune cime retiche (Pizzo Cengalo, Pizzo Ligoncio, Monte Disgrazia e Pizzo Scalino) e sul più vicino Legnone.
Continuiamo in salita con vista su Bellagio, in basso a sinistra.
In leggera salita superiamo una semicurva verso destra (m. 1385).
Continuiamo in salita. Alla destra, una roccia affiora dal terreno (m. 1395).
Lasciamo a sinistra uno slargo prativo.
Proseguiamo con poca pendenza (m. 1410).

Arriviamo all'Alpe Rescascia (m. 1420). Alla sinistra, poco sotto, ci sono le quattro baite e la lunga pensana per il ricovero degli animali. Ignoriamo la stradina che scende verso l'alpeggio.
Pochi passi più avanti un sentiero si stacca alla destra (m. 1425). I segnavia indicano a destra: Rifugio Canua a ore 0.40, Alpe Sumero a ore 0.50, Palù a ore 1.40, PTP (Percorso Trail Permanente - progr. km 10); diritto: S. Amate a ore 0.25, Rif. Menaggio a ore 0.55. Proseguiamo diritto seguendo la sterrata, scavata nel terreno come appare chiaramente dalla parete di terra sul lato a monte. A valle invece lungo il cammino ci accompagna sempre una bella veduta panoramica sul sottostante Lago di Como e sulla cime che gli fanno da contorno, tra le quali spiccano il Legnone e le Grigne.
Dopo un tratto in salita (m. 1435) continuiamo con poca pendenza. Alla destra abbiamo una parete di roccia (m. 1445).

Presso una curva verso sinistra, con pochi passi in leggera discesa raggiungiamo un torrente, lo guadiamo e proseguiamo in leggera salita (m. 1455).
Subito dopo percorriamo una curva verso destra.
Presso una curva a sinistra guadiamo un altro torrente (m. 1460).
Continuiamo in salita. In basso alla sinistra vediamo ancora l'Alpe Rescascia e la parte centrale del Lago di Como.
Superiamo una semicurva verso destra seguita da due serpentine appena accennate sx-dx (m. 1470).
Proseguiamo con poca pendenza. Un rivolo passa sotto alla sterrata (m. 1490).
Quasi in piano superiamo una semicurva verso sinistra. Un altro rivolo attraversa la sterrata passandole sotto (m. 1495).
Dopo un tratto in salita, con minore pendenza percorriamo due semicurve destra-sinistra (m. 1505).
Superiamo un'altra semicurva verso sinistra mentre un rivolo le passa sotto dentro ad un tubo (m. 1510).
Proseguiamo in salita, sempre con bella vista panoramica sul lago.
Superiamo una semicurva verso destra. Dopo un breve tratto con poca pendenza riprendiamo a salire (m. 1530).
Continuiamo con delle serpentine: dx-sx-dx (m. 1540).
Percorriamo una curva verso sinistra (m. 1550) e un tornante destrorso (m. 1560).
Superiamo due semicurve sinistra-destra. Anche in questo tratto la sterrata è stata scavata nel terreno come appare in modo evidente guardando la parete di terra che ci accompagna sul lato a monte.
Continuiamo in modo abbastanza ripido (m. 1570).

All'interno di una curva verso sinistra, troviamo un sentiero che si stacca in salita e conduce a Sant'Amate. Una freccia gialla segnala il percorso a chi sta scendendo con questo sentiero. Seguiamo la sterrata (m. 1580).
La pendenza diminuisce un poco. In basso alla destra vediamo l'Alpe Rescascia.
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1590).
Presso un tornante destrorso ignoriamo un sentierino che prosegue diritto (m. 1605).
Alla destra vediamo il Legnone e il Lago di Como.
Dopo una semicurva verso sinistra la pendenza aumenta (m. 1620). Anche qui appare evidente lo scavo nel terreno per realizzare la strada.
Quasi in piano superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 1640).

Percorriamo un tornante sinistrorso e continuiamo con poca pendenza. Davanti cominciamo a vedere l'Alpe Nesdale.
Quasi in piano superiamo una curva verso destra. Incrociamo il sentiero dell'Alta Via del Lario che alla destra sale verso il Monte Bregagno. In questo punto lasciamo il Comune di San Siro ed entriamo in quello di Plesio (m. 1650).
Camminiamo attorniati da prati. Alla sinistra vediamo la Grona e una parte del Lago di Lugano. Alla destra vediamo due vasche abbeveratoio, un'altra la vediamo lontano alla sinistra.

Dopo un tratto in lievissima discesa continuiamo quasi in piano. Presso una semicurva verso sinistra, un altro sentiero attraversa la sterrata.
Superiamo delle semicurve: dx-sx-dx.
Proseguiamo in lievissima salita con altre due semicurve sinistra-destra.
Continuiamo quasi in piano.

Ora potremmo lasciare la sterrata e seguire una scorciatoia che scende a sinistra tagliando un tornante. Continuiamo invece diritto con la sterrata.
All'esterno di un tornante sinistrorso troviamo delle rocce e una fontana con vasca in cemento (m. 1660).
Proseguiamo in leggera discesa.
Superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 1655).

Presso un tornante destrorso la scorciatoia rientra (m. 1640). Davanti vediamo in lontananza la chiesa di Sant'Amate.
In discesa superiamo una semicurva verso destra.
Raggiungiamo l'alpeggio ben riconoscibile anche dal cielo per la scritta "Alpe Nesdale" a caratteri cubitali sul tetto dell'edificio più grande.
Il rifugio ha un grande portico ed è l'ultima costruzione dell'alpeggio (m. 1612).

Dal primo parcheggio (loc. Montuglio): Tempo impiegato ore 2.00 - Dislivello m. 670-48
Dal secondo parcheggio (loc. Piazzuscel): Tempo impiegato ore 1.30 - Dislivello m. 520-48
Data escursione: maggio 2021

Escursioni partendo dal Rifugio:


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